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giovedì 23 dicembre 2010

Auguri-Lo zampognaro-Rodari

Auguri dal CorrieredelWeb.it di Andrea Pietrarota

Lo zampognaro


Se comandasse lo zampognaro
che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?

"Voglio che in ogni casap
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d'oro e d'argento".

Se comandasse il passero
che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?

"Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso".


Se comandasse il pastore
del presepe di cartone
sai che legge farebbe
firmandola col lungo bastone?
"Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino".

Sapete che cosa vi dico
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente;

se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l'anno.


Gianni Rodari



mercoledì 22 dicembre 2010

Rittal PMC 200: l’UPS con la massima disponibilità, modularità e compattezza

Rittal PMC 200 (Power Modular Concept) garantisce ottima disponibilità per le applicazioni critiche grazie alla combinazione tra modularità (scalabilità e ridondanza flessibili e illimitate) e architettura DPA (protezione ridondante senza “singolo punto critico”).

I moduli UPS sono gruppi di continuità di tipo vero on-line a doppia conversione, senza trasformatore, con bypass statico e codice di classificazione VFI-SS-111.

Il sistema PMC 200 si compone di rack, moduli UPS e pacchi batteria, configurabili con moduli di serie a seconda delle specifiche esigenze. Il sistema, disponibile in un range di potenza fino a 200 kW (160 kW ridondante) è contenuto in un unico rack.

La gamma comprende sistemi monofase con range da 1 a 12 kVA e trifase con range fino a 200 kW.

Grazie alle caratteristiche di modularità, i costi di acquisizione e di funzionamento delle soluzioni ridondanti risultano essere particolarmente contenuti. Per le sue qualità di scalabilità, l’UPS è facilmente ampliabile; i suoi componenti consentono di essere agevolmente accorpati anche in funzionamento continuo, in modo da estendere la potenza fornita con il crescere delle esigenze. I vantaggi si riassumono in un minore investimento in capitale, ampliamenti a costi favorevoli, minimo spazio di installazione.

Convertitori di corrente universali fino a 300 A

I nuovi convertitori di corrente universali MCR-SL-CUC-X00-I di Phoenix Contact rilevano correnti in qualsiasi forma d’onda e le convertono in un segnale analogico normalizzato da 4...20 mA. Questi moduli sostituiscono la complessa misurazione di corrente DC e le perdite ad essa associate, che generalmente viene eseguita con resistenze shunt. Le resistenze shunt hanno costi elevati e in genere non possono essere montate su guida.

Per le ridotte tolleranze, i convertitori possono essere utilizzati anche nei circuiti di regolazione per l’acquisizione di dati dai pannelli solari o negli impianti a energia eolica.

I nuovi convertitori di corrente sono disponibili nelle versioni da 0 a 100 A, 200 A e 300 A e sono in grado di rilevare correnti con frequenza da 20 a 6000 Hz.
Grazie all’ingombro ridotto sono particolarmente indicati per l’impiego in quadri elettrici di piccole dimensioni e si contraddistinguono per le molteplici possibilità di montaggio e la connessione a innesto, che garantisce la rapida e sicura realizzazione del collegamento elettrico con il convertitore.

martedì 21 dicembre 2010

Viterbo triplica la raccolta delle lampade fluorescenti esauste


Viterbo triplica la raccolta delle lampade fluorescenti esauste.

Nel 2010 ritirate oltre 1,5 tonnellate dal Consorzio Ecolamp che ha superato le 2mila tonnellate dall'inizio dell'operatività.


Viterbo, 21 dicembre 2009 - Nella provincia di Viterbo la raccolta delle lampade fluorescenti esauste (le lampadine a basso consumo energetico e i tubi lineari "al neon") è in continuo incremento.

I dati sono stati diffusi nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna di sensibilizzazione ambientale "T-Ricicliamo" tenutasi stamane presso la Sala Consiliare del Comune di Viterbo, dal Consorzio Ecolamp che, senza fini di lucro, è nato in ottemperanza al Dlgs 151/05 in materia di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

Nel 2009 Ecolamp ha ritirato dalle dodici isole ecologiche viterbesi quasi 5 quintali di lampade esauste, mentre quest'anno, alla fine di novembre, ha già raccolto oltre 1,5 tonnellate dalle attuali quindici isole ecologiche.

"Un risultato davvero lusinghiero: la raccolta è più che triplicata in meno di dodici mesi – afferma Andrea Pietrarota, Responsabile Marketing e Comunicazione di Ecolamp – e ciò dimostra l'attenzione della Pubblica Amministrazione di Viterbo così come della sensibilità ambientale dei cittadini".

Una lampadina ad alta efficienza consuma l'80% in meno di energia per illuminare, ma al suo interno contiene da 1 a 5 milligrammi di mercurio, una quantità infinitesima se comparata con i vecchi termometri che ne contenevano 500 mg e grande quanto un punto lasciato da una biro su un foglio di carta.

Ciò nonostante, poiché il mercurio, come è noto, è una sostanza tossica per l'ecosistema e la salute pubblica, è bene non gettare nella pattumiera le lampade fluorescenti e portarle alle isole ecologiche o restituirle in qualsiasi punto vendita, quando si acquistano quelle nuove (in rapporto 1 contro 1). In questo modo si evita la dispersione di sostanze nocive e si permette il recupero del 95% di materiali riciclabili (vetro, plastiche, metalli).

Dall'inizio dell'operatività (1° gennaio 2008) a oggi, Ecolamp ha raccolto e avviato al trattamento oltre 2.000 tonnellate di sorgenti luminose a fine vita, di cui la metà solo durante quest'anno. Nel 2008 erano state 155,6 le tonnellate raccolte, mentre nel 2009 sono state 832.

In meno di tre anni di attività, dunque, sono stati recuperati circa 1.712 tonnellate di vetro, 79 di metalli e 57 di plastiche, tutti materiali avviati al riciclo, mentre si è evitata la dispersione nell'ambiente di quasi 112 tonnellate di materiali tossico nocivi contenenti mercurio.

Nell'ambito della campagna di educazione ambientale Ecolamp invita le scuole a scaricare i materiali didattici

(www.ecolamp.it/resources/educational/menu_principale.html) . Le classi che si distingueranno per l'interesse dimostrato e invieranno lavori sulla corretta gestione delle lampade fluorescenti esauste, i temi del risparmio energetico e dell'illuminazione riceveranno in premio un apposito kit scuola.


www.ecolamp.it

Ufficio Stampa Ecolamp: Conca Delachi – Sara Gentile Tel. 02/48193458

Marketing & Comunicazione Ecolamp:

Martina Cammareri Tel. 02/37052936-7

Andrea Pietrarota Cell. 348/5988469

venerdì 17 dicembre 2010

"RIFIUTI": VIDEO INCHIESTA DEL WWF SU 'CAMPIONI' DI RACCOLTA DIFFERENZIATA A NAPOLI


INVITO PER LA

CONFERENZA STAMPA

(Inviato congiuntamente alle redazioni regionali in Campania)

RIFIUTI: A Napoli si ricomincia da cittadini

Il WWF presenta una Video-inchiesta sulla raccolta differenziata in sette quartieri

Martedì 21 dicembre ore 11,00

Istituto Italiano Studi Filosofici, via Monte di Dio, 15 Napoli

Nel disastro della situazione dei rifiuti della Campania, e di Napoli in particolare, ben sette quartieri – pari al 13.12% della popolazione – hanno raggiunto risultati notevoli nella raccolta differenziata con percentuali"nordeuropee". Questi risultati hanno contribuito in maniera determinante ad innalzare la media della città di Napoli.

Le esperienze condotte, i numeri e le percentuali, le richieste dei cittadini saranno presentati dal WWF Italia martedì 21 dicembre alle ore 11.00 presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici anche grazie ad una video inchiesta sulla raccolta differenziata "porta a porta" nei quartieri napoletani di Bagnoli, Ponticelli, Centro Direzionale, Chiaiano, Colli Aminei, San Giovanni a Teduccio e Rione Alto. L'evento coincide con la votazione presso la Camera dei Deputati sul decreto rifiuti che dovrà poi passare all'esame in Senato.

Interverranno:

Stefano Leoni, Presidente WWF Italia

Gaetano Benedetto, Direttore politiche ambientali WWF Italia

Alessandro Gatto, Presidente WWF Campania

Stefano Consiglio, Professore di Sociologia dell'Università Federico II

Luigi Peluso, Responsabile rifiuti WWF Ricerche e Progetti

Venerdì 17 dicembre 2010

PER INFORMAZIONI:

Ufficio Stampa WWF Campania - Luisa Maradei 333.5903471, Silvia Pepe 348.4778292

Ufficio stampa WWF Italia – Cristina Maceroni – tel. 329-8315725, Sara Bragonzi – 329-8315718

martedì 14 dicembre 2010

“Rittal - The System”: ancora un successo in Umbria

L’evento “Rittal - The System. Faster - better - worldwide”, tenutosi lo scorso 25 novembre nella prestigiosa cornice dell’autodromo di Magione, in Umbria, ha rinnovato il successo ottenuto lo scorso luglio dalla sua prima edizione bresciana.

La nuova tappa è stata fortemente voluta da Rittal per incontrare gli operatori dei propri mercati di riferimento attivi nell’Italia centrale e approfondire anche con loro il significato di “The System”, concetto che guiderà la vision e l’operato dell’azienda nei prossimi anni.

L’evento ha ottenuto un grande riscontro di pubblico: numerosi infatti gli ospiti che hanno seguito con interesse la giornata, scoprendo insieme a Rittal come una visione sistemica delle tecnologie e dei settori industriali permetta di realizzare soluzioni innovative e particolarmente performanti, tanto dal punto di vista dei prodotti quanto da quelli dei servizi e dell’approccio al mercato.

A margine dell’evento, gli intervenuti hanno potuto scendere in pista per assaporare il brivido della velocità a bordo di fantastiche Ferrari 430 GT Cup o esercitarsi con prove libere di slalom veloce e lento.

Cartucce per stampanti e carta? Si risparmiano con WWF, il formato digitale ecologico

Sprechi troppe cartucce per stampanti e carta? Da oggi, per risparmairle, esiste .WWF, il formato digitale eco-sostenibile.

"E' un po’ velleitario, forse, il formato .WWF proposto dal Fondo mondiale per la natura (WWF), ma tutte le buone idee, all’inizio, sono sempre state giudicate così. Il formato .WWF è un PDF privo del comando di stampa. Il documento creato e salvato in .WWF può essere letto e condiviso ma non stampato.

Serve per evitare quella miriade di fogli e documenti che invadono uffici e scrivanie, spesso inutilmente. Serve per tagliare meno alberi e consumare meno cartucce per stampanti e toner. Serve per porsi, anche nei piccoli gesti quotidiani, il problema dell’ambiente che se ne va ramengo. Velleitario, si, ma educativo.

Peccato che il WWF abbia pensato solo ai computer Apple, per la diffusione gratuita del suo software. E’ vero, la versione per Windows è annunciata, ma non si poteva attendere il lancio contestuale? La campagna SAVE AS WWF avrebbe avuto maggiore e migliore impatto".
(da http://risorse-naturali.blogspot.com/2010/12/wwf-un-formato-digitale-ecologico.html)

Se non volete scaricare il software o non avete un Mac, vi ricordiamo che nel frattempo potete comunque proteggere i vostri file PDF per evitare di farli stampare dai soliti spreconi!

domenica 12 dicembre 2010

Dalle cartucce per stampanti alle bottiglie di plastica: per il Conai è guerra ai rifiuti

Cartucce per stampanti esaurite, fogli di carta, sacchetti per la spesa, batterie elettriche...
Sono tanti i prodotti che alla fine del loro ciclo di vita possono ancora essere valorizzati grazie al riuso o al riciclo.

Fare bene la raccolta differenziata è il primo passo per migliorare i risultati di riciclo degli imballaggi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro. Infatti, è sufficiente seguire pochi semplici accorgimenti - come separare correttamente gli imballaggi o pulirli prima di gettarli - per ridurre le impurità nei rifiuti raccolti e consentire una maggiore resa in termini di riciclo.

Allora ecco che il Conai, Consorzio nazionale imballaggi, ha stilato un decalogo di consigli per chiarire le idee su come differenziare al meglio:
  1. separa gli imballaggi per tipo di materiale
  2. riduci il volume dei rifiuti schiacciandoli
  3. dividi gli imballaggi composti da materiali diversi
  4. togli eventuali residui di cibo
  5. sappi che carta sporca e scontrini fiscali non vanno emssi nel bidone della carta
  6. fai attenzione a non mettere ceramica, porcellana, lampadine e specchi nel bidone del vetro
  7. riconosci e conferisci gli imballaggi in alluminio
  8. riconosci e conferisci gli imballaggi in acciaio
  9. introducinel bidone della plastica solo gli imballaggi
  10. ricorda che imballaggi in legno possono essere raccolti presso le isole ecologiche
Per scoprire queste 10 regole, vai al sito "Raccolta10più": http://www.raccolta10piu.it/decalogo.html

"Fare bene la raccolta differenziata - raccomanda il Conai - è il primo passo per migliorare i risultati di riciclo degli imballaggi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro. Infatti, è sufficiente seguire pochi semplici accorgimenti - come separare correttamente gli imballaggi o pulirli prima di gettarli - per ridurre le impurità nei rifiuti raccolti e consentire una maggiore resa in termini di riciclo".

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Nato nel 1997, Conai è un consorzio privato senza fini di lucro che si occupa di garantire il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio su tutto il territorio nazionale. È formato da oltre 1.400.000 imprese e costituisce un vero e proprio modello per la tutela dell’ambiente. Il principio su cui si fonda l’attività del Consorzio è molto semplice: la responsabilità condivisa tra le imprese, che producono e utilizzano gli imballaggi, il comune che gestisce la raccolta differenziata e i cittadini, i quali hanno il compito di separare correttamente i rifiuti di imballaggio.
Grazie a questa collaborazione, le quantità avviate a recupero sono passate, in più di dieci anni, dal 30% al 73,9% degli imballaggi immessi al consumo, mentre quelle smaltite in discarica sono scese dal 70% al 26%.

Per informazioni e contatti:
Conai
Tel: 02-540441
e-mail: info@conai.org
http://www.raccolta10piu.it

giovedì 2 dicembre 2010

WWF DEC-ALBERO PER NATALE SOSTENIBILE - Dagli addobbi ai regali, dal cenone ai viaggi: per essere 'green' anche in tempo di crisi


DAL WWF IL "DEC-ALBERO" PER UN NATALE SOSTENIBILE

Dagli addobbi ai regali, dal cenone ai viaggi: per essere 'green' anche in tempo di crisi

Per le Feste in arrivo il WWF anche quest'anno ha realizzato uno speciale "dec-albero" di Natale 'virtuale', un decalogo con 10 consigli pratici per ridurre l'impronta ecologica del proprio Natale, dalla scelta delle luminarie al cenone della vigilia.

"Per non rovinare i nostri migliori propositi di bontà natalizia con un'impronta ecologica devastante abbiamo pensato a qualche accorgimento mirato per celebrare, anche in periodo di crisi, un Natale sostenibile senza rinunciare all'atmosfera gioiosa e alle piccole grandi soddisfazioni della festività più attesa ma che per sprechi di carta, avanzi di cibo buttati, botti che spaventano gli animali, spesso si trasforma nella festa più impattante dell'anno" – ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia.


ADDOBBI

  1. Albero "locale" o artificiale 'di riciclo'
  2. Luminarie a basso consumo (http://www.eurotopten.it/)

IL CENONE

  1. No a piatti, bicchieri e posate usa e getta (http://www.improntawwf.it/)
  2. Niente foi gras, caviale o aragoste (www.wwf.it/pesca)
  3. Più prodotti locali e di stagione, poca carne (http://www.improntawwf.it/)

LE VACANZE

  1. Preferisci l'Italia a mete lontane e il treno all'aereo (www.wwf.it/vacanze)

SCEGLIERE I REGALI

  1. Non regalare specie esotiche o prodotti derivati, alimentano il commercio illegale
  2. Shopping in bici o con mezzi pubblici, muniti di sporte riutilizzabili (www.portalasporta.it)
  3. Elettrodomestici e apparecchi tecnologici solo se "efficienti" (http://www.eurotopten.it/)

10. Regala prodotti biologici, del commercio equo e solidale, a basso impatto ambientale e sociale o

adotta una specie a rischio su www.wwf.it/adozioni!

Tutto su

http://www.wwf.it/!

L'ALBERO SOSTENIBILE - Partiamo dal 'simbolo' del Natale: per avere un albero sostenibile (e anche "originale"), la cosa migliore è rinunciare all'acquisto del classico abete coltivato apposta per la festività, e addobbare i nostri alberi tipici, anche gli stessi che abbiamo in terrazzo o in giardino. In questo modo si risolve anche il problema di cosa farne finite le feste. Se proprio vogliamo avere un abete tradizionale, è importante controllare che sia certificato ovvero prodotto in vivai specializzati per i periodi natalizi, e tenerlo rigorosamente lontano da fonti di calore, meglio se in balcone o in giardino. Quest'anno gli alberi di Natale IKEA aiutano il WWF: per ogni albero restituito, 3 euro andranno ai progetti dell'associazione.

Esistono anche in commercio alberi artificiali realizzati con materiale riciclato (cartone, plastica) che una volta acquistati durano a lungo.

LUMINARIE "SALVA-CLIMA" - Illuminare case e strade 24 ore al giorno comporta un inutile aumento dei consumi elettrici e delle emissioni. Meglio utilizzare lampadine a basso consumo o a led, che consumano fino a 1/10 delle normali lampadine, e accenderle solo in momenti particolari. Si risparmia anche in bolletta!

CENONE 'LEGGERO' , ALMENO PER LA "TERRA" - Per il cenone scegliamo ricette tradizionali a base di ingredienti a chilometri zero e di stagione, ridurremo le emissioni di CO2 e guadagneremo in gusto e freschezza dei prodotti. Fatte salve le tradizioni italiane, cerchiamo anche nei giorni di festa di ridurre i consumi di carne, soprattutto quella bovina, questo farà bene alla nostra salute e al clima del Pianeta (su http://www.improntawwf.it/ il gioco online per calcolare quanta CO2 produciamo con le nostre abitudini alimentari). Evitiamo prodotti come il patè de foi gras (che comporta enormi sofferenze agli animali), datteri di mare (specie protetta dalla CITES e la cui raccolta provoca la distruzione di scogliere marine), aragoste (sull'orlo dell'estinzione e 'cucinate' con metodi crudeli). Il caviale è ricavato da diverse specie di storioni, molte delle quali sono già commercialmente estinte in molte aree del pianeta. Fondamentale scegliere caviale "certificato" o da acquacoltura e invitare il proprio rivenditore a fare lo stesso. Per sapere quali pesci acquistare si può scaricare la guida "Sai che pesci pigliare?" su www.wwf.it/pesca.

VACANZE 'GREEN' - Scegliere mete italiane o comunque raggiungibili in treno, invece di località esotiche e lontane, consente di evitare consistenti emissioni di CO2 e di scoprire angoli e tradizioni del nostro Paese che forse ancora non conosciamo. A questo link i consigli WWF per le "Vacanze natura" invernali o le Fattorie del Panda: www.wwf.it/vacanze .

REGALI – QUANDO IL PIANETA 'RINGRAZIA' - Per chiudere in bellezza l'Anno della Biodiversità, un regalo davvero "amico dell'ambiente" è l'adozione di una specie a rischio: a partire da 30 euro si sostengono i progetti sul campo del WWF per salvare dall'estinzione specie simbolo come tigri, orsi, elefanti, delfini, panda, tartarughe marine e da quest'anno anche oranghi e ghepardi. In cambio, a seconda della formula, un certificato di "adozione" personalizzato, calendari digitali, wallpaper con bellissime immagini, screensaver, firme digitali o, con un piccolo contributo in più, anche il peluche delle specie adottata, perfetto per l'albero di Natale www.wwf.it/adozioni.

Ecco invece alcuni consigli se si vuole fare un po' di shopping tradizionale: la ricerca dei regali si può fare a piedi, in bici o usando i mezzi pubblici, portandoci dietro un congruo numero di sporte riutilizzabili: un bel risparmio di traffico e di riduzione delle buste di plastica (www.portalasporta.it).

Assolutamente vietato regalare animali esotici come iguane, serpenti o tartarughe o prodotti derivati, per esempio oggetti in avorio, corallo, pelli di coccodrillo: rischiamo di fare un "regalo" solo ai commercianti del mercato illegale. Se poi si scelgono apparecchi come televisori, computer o stereo, è importante preferire quelli che possono essere spenti completamente, invece di rimanere in standby, e che comunque abbiano standard elevati di efficienza energetica – panoramica dei più efficienti sul www.eurotopten.it/ a cura del WWF. E' comunque buona norma scegliere regali sostenibili come un bel cesto di prodotti biologici – olio, pasta, pomodori, vino e altri prodotti "Terre dell'Oasi" che arrivano da alcune delle Oasi del WWF (info wwfoasi@wwfoasi.it) - del commercio equo e solidale o comunque certificati, che garantiscano il più basso impatto ambientale e sociale possibile.

Per le AZIENDE ci sono invece i biglietti di auguri WWF, le agende in carta e materiali riciclati, o i nuovissimi prodotti "Terre dell'Oasi", perfetti come strenna natalizia da inviare a clienti, dipendenti e partner. Tutte le info su www.wwf.it/nataleaziende.


Lampadine a risparmio energetico: mai nella pattumiera!

Le lampadine a risparmio energetico sono altrettanto facili da usare di quelle tradizionali ma, una volta esaurite, vanno trattate con attenzione.

Quando si parla di lampadine ad elevata efficienza energetica si pensa quasi sempre a quelle fluorescenti compatte (CFL). In realtà, le CFL sono solo una delle tante possibilità, anche se sono molto diffuse grazie alle loro ottime prestazioni.
Le lampadine fluorescenti compatte sono entrate in circolazione negli anni Ottanta e sono note per la loro durata ed efficienza. A parità di emissione luminosa, una lampadina fluorescente compatta consuma fra il 65 e l'80% di energia in meno rispetto alle lampadine a incandescenza tradizionali.

Le lampadine fluorescenti compatte presentano a volte un involucro esterno che nasconde i tubi riempiti di gas e le fa sembrare ancora più simili alle lampadine a incandescenza. Le CFL possono durare da 6 000 a 15 000 ore, a seconda del tipo e dell'uso che se ne fa, mentre le lampadine a incandescenza hanno una vita utile di sole 1000 ore circa. Grazie alla loro elevata efficienza e alla lunga durata di vita, le CFL fanno spendere meno.

Come si smaltiscono le lampadine fluorescenti compatte?
Si tratta di prodotti contenenti un sistema elettronico complesso e non vanno quindi buttati nella spazzatura, come indica anche l'apposito logo con la croce sul bidone (comune a tutti i RAEE: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).
Il modo giusto di disfarsene è riconsegnarle al negoziante o al centro di raccolta comunale più vicino alla propria abitazione.

Cosa fare se una lampadina fluorescente compatta si rompe?

Diversamente dalle vecchie lampadine a incandescenza, le lampadine fluorescenti compatte contengono piccole quantità di mercurio.
Quando la lampadina è integra non ci sono fuoriuscite di mercurio ma, se si rompe, può uscirne una piccola quantità di questa metallo, pari a 5 milligrammi (all'incirca, sono le dimensioni della macchia d'inchiostro sulla punta di una penna a sfera).
A titolo di confronto, i vecchi termometri contengono circa 500 milligrammi di mercurio.
Quindi niente panico!

Ma poichè il mercurio è una sostanza tossica, si consiglia anzitutto di aerare la stanza, e poi di pulire con un vecchio straccio bagnato. È meglio evitare che la pelle venga a contatto coi frammenti, e non bisogna usare l'aspirapolvere.
* Per evitare le fuoriuscite di mercurio, si possono comprare le lampadine inserite in un involucro infrangibile.
* Le lampade fluorescenti esauste non vanno gettate nella cassonetto dei rifiuti indifferenziati, nè nei contenitori e campane per il vetro.
* Se integre è buona pratica ambientale riportarle al punto vendita, quando se ne acquistano di nuove.
* Nel caso una si sia rotta è cosa responsabile riportare tutti i frammenti attentamente raccolti e richiusi in un sacchetto di plastica resistente presso un centro di raccolta o isola ecologica comunale.

Ogni informazione sulla corretta gestione delle lampade fluorescenti compatte e dei tubi lineari sul sito: www.ecolamp.it

Un ambiente più pulito dipende ANCHE dai piccoli comportamenti quotidiani di tutti noi.



Sei un installatore e produci quantitativi di lampade fluorescenti e tubi lineari?
Ecolamp di dà una mano. Tutti i servizi sono gratutiti: www.ecolamp.it/extralamp

mercoledì 1 dicembre 2010

Cartucce per stampanti esauste? Da Eco Store valgono ancora

Le cartucce per stampanti esaurite, che non possono più essere ricaricate, per Eco Store valgono ancora!

Possono infatti essere smaltite negli Eco Point che si trovano nei punti vendita.

Cerca il pannello con il logo di Legambiente all’interno dei negozi di cartucce per stampanti Eco Store: ci troverai l'Eco Point, un vero e proprio centro di raccolta presso il quale potrai portare e smaltire le tue cartucce per stampanti vuote.

* Per le cartucce per stampanti ink-jet rigenerabili riceverai in cambio 1 euro.

* Per le cartucce per stampanti non rigenerabili riceverai invece una salvietta per il monitor del PC.

In questo modo, nei negozi di cartucce Eco Store, potrai dare valore alle cartucce per stampanti vuote e evitare che vengano disperse nell’ambiente.

L’iniziativa è sviluppata in collaborazione con Legambiente.

Il rapporto con Legambiente nasce nel 2005 con la sponsorizzazione dell’edizione italiana di Clean Up the World, “Puliamo il mondo”. Da allora l’associazione sponsorizza Eco Store nei progetti legati alla sostenibilità ambientale, alla volontà di produrre meno rifiuti possibile e di smaltirne correttamente il più possibile.

Eco Store, da sempre attenta al processo di rigenerazione delle cartucce per stampanti esauste, mette in campo ogni anno, nuove azioni volte al riuso e al corretto smaltimento dei vuoti.

Nei negozi Eco Store, infatti, i clienti hanno diverse possibilità per dare valore alle cartucce vuote e evitare che vengano disperse nell’ambiente.

* Le cartucce per stampanti che non si possono ricaricare possono essere smaltite nell’Eco Point.

* Le cartucce per stampanti ricaricabili possono essere riutilizzate fino a 5 volte, ricaricandole con l'innovativo sistema professionale Ink Evolution.

* Sono disponibili infine Kit di ricarica per cartucce per stampanti ink jet che consentono, con meno di 3 euro, la ricarica “fai da te” delle cartucce a getto d’inchiostro.

Maggiori informazioni su www.ecostore.it.

lunedì 29 novembre 2010

Junction box per moduli fotovoltaici

Nei pannelli solari, i collegamenti elettrici nei componenti fotovoltaici sono effettuati mediante una junction box. Phoenix Contact propone la junction box PV JB 2,5/2-20 da utilizzare con moduli a film sottile e moduli cristallini.

La nuova junction box, disponibile in una custodia con grado di protezione IP 65, è caratterizzata da un elevato grado di automazione. É sufficiente posizionarla sopra i ribbon (strisce dei contatti) e premerla verso il basso per realizzare il contatto.Questa caratteristica innovativa offre agli installatori la possibilità di aumentare in modo significativo la propria produttività, riducendo sensibilmente il tempo di cablaggio.

La junction box può creare contatti con due ribbon di 4 mm di larghezza e 0,3 mm di spessore. Il disegno e la scelta dei materiali plastici utilizzati rispondono ai requisiti della norma VDE 0126, la junction box è pertanto conforme alle attuali norme del settore fotovoltaico.

Possono essere collegati alla junction box cavi con collegamenti da 5,4 a 5,9 mm.

Sostenibilita' industria fotovoltaica: Solarday nuovo membro del PV Cycle

Mezzago, 29 novembre 2010

anche Solarday e' "doppiamente verde"entrando a far parte del PV Cycle, il programma europeo volontario internazionale di recupero e riciclo dei moduli fotovoltaici

Dal mese di novembre l'italiana Solarday è una new entry del PV Cycle, l'Associazione Internazionale nata nel 2007 che raccoglie più del 70% del mercato fotovoltaico europeo e che rappresenta le aziende impegnate nella realizzazione di un programma volontario di recupero e riciclo dei moduli fotovoltaici a conclusione del loro ciclo di vita.

"Lo smaltimento dei moduli fotovoltaici – ha dichiarato Marco Gehring, Amministratore Delegato di Solarday - è uno degli obiettivi che, come azienda da sempre attenta all'ambiente e alla sua salvaguardia, ci siamo posti fin dalla nascita. La nostra azienda è certificata ISO9001-2008 e OHSAS 18001 e la partnership con PV Cycle è sicuramente un progetto ambizioso che vede impegnata direttamente tutta l'industria del fotovoltaico. Nel 2010 si stima che 35.000 saranno le tonnellate di pannelli solari da smaltire e, l'impegno volontario che le aziende aderenti si sono assunte, è sicuramente un passo importante verso la sostenibilità dell'intero settore. Un modulo fotovoltaico è, di per sé, già sostenibile poiché è composto da silicio, materiale naturale, che viene smaltito come per le schede dei computer e dei circuiti stampati. L'impegno assunto da produttori, grossisti e importatori europei aderenti al PV Cycle garantisce che, una volta terminato il ciclo di vita dei pannelli, questi potranno essere raccolti e riciclati a livello industriale, riducendo al minimo lo spreco".

"Rendere l'industria del fotovoltaico Doppiamente Verde" è l'impegno assunto da PV Cycle che, grazie al contributo dei suoi membri, si impegna a raccogliere almeno il 65% dei moduli fotovoltaici installati in Europa dal 1990 e, riciclare l'85% dei materiali. L'impegno sottoscritto nel dicembre del 2008 è stato supportato dalla Presidenza Francese dell'Unione Europea e dal Commissario Europeo per l'Ambiente, Mr. Stavros Dimas. (http://www.pvcycle.org/uploads/media/Dichiarazione_PV_CYCLE_IT.pdf)

Solarday Spa – www.solarday.it

Una linea di produzione completamente automizzata che oggi produce circa 250mila moduli fotovoltaici in silicio policristallino. Solarday ha chiuso il 2009 con un fatturato di 61milioni di euro e una produzione di 145mila moduli fototovoltaici. Con una capacità produttiva effettiva di 60MW lo stabilimento, sorto nel 2006 a Mezzago, nei pressi di Milano, rappresenta una delle maggiori realtà industriali d'Italia in campo fotovoltaico, sia per tipologia di prodotto che per tecnologia di processo e impegna circa 140 lavoratori tra collaboratori, impiegati e operai.Le attività di produzione controllo qualità e ricerca sono coordinate da un team di tecnici specializzati con oltre 20 anni di esperienza nel settore che, anche con l'ausilio di avanzate attrezzature di produzione hanno consentito a Solarday di ottenere la certificazione, da parte dell'ente tedesco TŰV, secondo standard IEC 61215 Safety Class 2 per i propri prodotti e per il proprio processo di produzione, i prodotti Solarday sono inoltre certificati IEC EN 61730 1 -2. Solarday è membro di EPIA, European Photovoltaic Industry Association, l'Associazione internazionale di settore che con oltre 220 iscritti rappresenta l'intera filiera fotovoltaica a livello europeo.

Per informazioni alla stampa

Studio Navone – Ufficio stampa Solarday

Lucia Navone

lucianavone@studio-navone.it

Ecolamp: servizio Extralamp di ritiro lampade fluorescenti esauste fino a giugno 2011

Ecolamp proroga il servizio Extralamp fino a giugno 2011

Forti degli ottimi risultati ottenuti attraverso l'adesione degli installatori al servizio,

Extralamp continuerà fino alla fine di giugno 2011

Milano, 29 novembre 2010 – Ecolamp annuncia la proroga del progetto straordinario Extralamp fino al 30 giugno 2011, a seguito degli ottimi esiti ottenuti attraverso questo servizio rivolto agli installatori e ai professionisti illuminotecnici.

I risultati raggiunti sono la prova evidente di quanto il servizio sia efficace: la raccolta attraverso il canale professionale rappresenta circa il 60 per cento di tutte le sorgenti luminose esauste complessivamente raccolte sul territorio nazionale.

Dal 1° gennaio 2010 a oggi, dagli installatori sono state ritirate oltre 570 tonnellate di sorgenti luminose a basso consumo, di cui ben 383 tonnellate solo attraverso Extralamp, su un totale nazionale pari a1.125 tonnellate.

Attraverso ExtraLamp, Ecolamp assicura il ritiro gratuito delle sorgenti luminose a fine vita per un quantitativo minimo pari a 100 chilogrammi presso le sedi professionali degli installatori su tutto il territorio nazionale grazie all'impiego di una rete logistica altamente qualificata. Le lampade esauste sono poi trasportate presso gli appositi impianti di trattamento dove le diverse componenti (vetro, alluminio, plastiche, mercurio, ecc.) vengono opportunamente trattate per il reimpiego come materie prime seconde e inertizzate per annullarne il potenziale inquinante. La richiesta di ritiro avviene previa registrazione sul sito www.ecolamp.it/extralamp. Ecolamp fornisce inoltre, in forma del tutto gratuita, gli imballaggi necessari al confezionamento di tutte le tipologie di sorgenti luminose, dalle lampade compatte ai tubi fluorescenti.

Il secondo servizio rivolto ai professionisti consiste negli Collection Point, 20 punti di raccolta convenzionati con Ecolamp e dislocati in tutta Italia, esclusivamente dedicati ai professionisti e presso i quali è possibile conferire qualsiasi quantitativo di lampade esauste. Dal 1° gennaio 2010 sono state ritirate dai Collection Point oltre 187 tonnellate di lampade esauste.

Infine, con l'inizio del 2011 decollerà un terzo servizio: con l'accordo stretto con la FME (la Federazione dei grossisti di materiale elettrico) i punti vendita diventeranno degli Eco Point della Distribuzione, dove gli installatori potranno restituire le lampade fluorescenti esauste di provenienza domestica (o assimilate per quantità e tipologia), al momento dell'acquisto di quelle nuove in "rapporto di 1 contro 1".

"I professionisti rappresentano per noi un canale fondamentale, considerando il peso che il comparto occupa nell'ambito della raccolta, ma anche la consapevolezza e l'attenzione che si sta diffondendo tra gli installatori e i professionisti illuminotecnici." afferma Fabrizio D'Amico, Direttore Generale di Ecolamp. "E' per questo motivo che, oltre a informare e sensibilizzare il grande pubblico dei consumatori, intendiamo proseguire nel nostro impegno verso i servizi dedicati alle diverse esigenze degli operatori professionali."

Ufficio Stampa Ecolamp: Conca Delachi – Sara Gentile Tel. 02/48193458

Marketing & Comunicazione Ecolamp:

Martina Cammareri Tel. 02/37052936-7

Andrea Pietrarota Cell. 348/5988469

domenica 28 novembre 2010

Lampade fluorescenti esauste. Ecolamp offre le soluzioni per professionisti e cittadini

Come disfarsi delle lampadine a basso consumo?

Le lampadine a risparmio energetico sono altrettanto facili da usare di quelle tradizionali ma, una volta esaurite, vanno trattate con attenzione.

Come si smaltiscono le lampadine fluorescenti compatte?

Si tratta di prodotti contenenti un sistema elettronico complesso e non vanno quindi buttati nella spazzatura, come indica anche l'apposito logo con la croce sul bidone (comeune a tutti i RAEE: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Il modo giusto di disfarsene è riconsegnarli al negoziante o al centro di raccolta comunale più vicino alla propria abitazione.


Logo sull'imballaggio – da non buttare nella spazzatura (logo WEEE)

Cosa fare se una lampadina fluorescente compatta si rompe?

Diversamente dalle vecchie lampadine a incandescenza, le lampadine fluorescenti compatte contengono piccole quantità di mercurio.

Quando la lampadina è integra non ci sono fuoriuscite di mercurio ma, se si rompe, può uscirne una piccola quantità di questa metallo, pari a 5 milligrammi (all'incirca, sono le dimensioni della macchia d'inchiostro sulla punta di una penna a sfera).

A titolo di confronto, i vecchi termometri contengono circa 500 milligrammi di mercurio. Quindi niente panico!

Ma poichè il mercurio è una sostanza tossica, si consiglia anzitutto di aerare la stanza, e poi di pulire con un vecchio straccio bagnato. È meglio evitare che la pelle venga a contatto coi frammenti, e non bisogna usare l'aspirapolvere.

  • Per evitare le fuoriuscite di mercurio, si possono comprare le lampadine inserite in un involucro infrangibile.
  • Le lampade fluorescenti esauste non vanno gettate nella cassonetto dei rifiuti indifferenziati, nè nei contenitori e campane per il vetro.
  • Se integre è buona pratica ambientale riportarle al punto vendita, quando se ne acquistano di nuove.
  • Nel caso una si sia rotta è cosa responsabile riportare tutti i frammenti attentamente raccolti e richiusi in un sacchetto di plastica resistente presso un centro di raccolta o isola ecologica comunale.
Ogni informazione sulla corretta gestione delle lampade fluorescenti compatte e dei tubi lineari sul sito: www.ecolamp.it

Un ambiente più pulito dipende ANCHE dai piccoli comportamenti quotidiani di tutti noi.

Lampade fluorescenti compatte

Quando si parla di lampadine ad elevata efficienza energetica si pensa quasi sempre a quelle fluorescenti compatte (CFL). In realtà, le CFL sono solo una delle tante possibilità, anche se sono molto diffuse grazie alle loro ottime prestazioni.


Le lampadine fluorescenti compatte sono entrate in circolazione negli anni Ottanta e sono note per la loro durata ed efficienza. A parità di emissione luminosa, una lampadina fluorescente compatta consuma fra il 65 e l'80% di energia in meno rispetto alle lampadine a incandescenza tradizionali.

Lampadina fluorescente compatta a forma di goccia (di tipo on/off)

Lampada con lampadina fluorescente compatta a forma di goccia

Le lampadine fluorescenti compatte presentano a volte un involucro esterno che nasconde i tubi riempiti di gas e le fa sembrare ancora più simili alle lampadine a incandescenza. Le CFL possono durare da 6 000 a 15 000 ore, a seconda del tipo e dell'uso che se ne fa, mentre le lampadine a incandescenza hanno una vita utile di sole 1000 ore circa. Grazie alla loro elevata efficienza e alla lunga durata di vita, le CFL fanno spendere meno.

Lampada da tavolo con lampadina fluorescente compatta a forma di oliva

Lampadina fluorescente compatta a forma di oliva (di tipo on/off)

Lampadario con lampadine fluorescenti compatte a forma di oliva

Paralume con lampadina fluorescente compatta a forma di spirale

Lampadina fluorescente compatta a forma di spirale (di tipo on/off)


Paralume con lampadina fluorescente compatta tubolare

Lampadina fluorescente compatta tubolare (di tipo on/off)


Lampada da tavolo con lampadina fluorescente compatta a forma sferica

Lampadina fluorescente compatta a forma sferica (di tipo on/off)


Sei un installatore e produci quantitativi di lampade fluorescenti e tubi lineari?
Ecolamp di dà una mano. Tutti i servizi sono gratutiti: www.ecolamp.it/extralamp

approfondimenti: Lampade fluorescenti esauste: non gettatele nella pattumiera. On air la campagna di sensibilizzazione ambientale di Ecolamp



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Postato da Redazione del CorrieredelWeb.it su IL COMUNICATO STAMPA
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