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giovedì 28 giugno 2012

Accordo Federambiente-Unionmaceri per riciclo di carta e cartone

Riciclo dei rifiuti d'imballaggio di carta e cartone

Firmato accordo tra Federambiente e Unionmaceri

 

Roma, 28 giugno 2012

Norme chiare, procedure univoche. Da ora in poi sarà più semplice per le imprese d'igiene ambientale conferire alle piattaforme associate a Unionmaceri la carta e il cartone d'imballaggio provenienti dalla raccolta differenziata e destinati al riciclo. A prevederlo è l'accordo sottoscritto a Roma dai presidenti di Federambiente, Daniele Fortini, e di Unionmaceri, Corrado Scapino.

L'accordo, che fissa le nuove linee guida per il conferimento degli imballaggi cellulosici, stabilisce i criteri in base ai quali andranno calcolati i corrispettivi da riconoscere alle piattaforme per il ritiro e la lavorazione dei rifiuti a base cellulosica e alle imprese d'igiene ambientale per la valorizzazione economica del prodotto riciclato. Stabilita la cornice, la fissazione dei prezzi effettivi viene lasciata alla libera contrattazione commerciale tra le singole imprese, introducendo quindi un elemento di flessibilità e di concorrenza in questo segmento di mercato.

 

mercoledì 27 giugno 2012

Aeroporto di Firenze. La dichiarazione di Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana

"NON CEDEREMO DI UN CENTIMETRO!
IL PARCO DELLA PIANA VA DIFESO IN LUNGO E IN LARGO"

 

Firenze, 27 giugno '12 - "Bretelle, terze corsie autostradali, grandi infrastrutture di scala regionale, da ieri ufficialmente anche una nuova pista aeroportuale. Tutte cose magari da realizzare con procedura accelerata, ai sensi della LR 35/2011 (la cosiddetta Legge Obiettivo della Toscana). Questo diluvio di grandi opere, però, minaccia fatalmente di erodere l'unica grande suggestione capace di futuro per questo lembo di territorio toscano: il Parco della Piana. Il Presidente della Regione Enrico Rossi, ieri, ha di fatto formalmente avviato la discussione consiliare sull'ipotesi di pista approvata dall'ENAC (la "parallela convergente alla A11"). Un'ipotesi, sia detto senza giri di parole, che finirebbe per mettere una pietra tombale sulla realizzazione del Parco della Piana, che invece avrebbe dovuto essere "l'elemento ordinatore della globalità dei processi di pianificazione nell'intera area metropolitana".

Per come stanno oggi le cose, a Legambiente non rimane che annunciare battaglia, plausibilmente durissima e senza quartiere. Dopo aver registrato il fallimento del vertice mondiale di Rio +20, qui e ora, in Toscana, mobiliteremo tutte le forze vive della società civile affinché venga scongiurato questo ulteriore scempio ambientale e territoriale. Valuteremo, peraltro, nei prossimi giorni, coi nostri giuristi, la possibilità di ricorrere all'istituto referendario o, in subordine, al Dibattito Pubblico, ai sensi della meritoria LR 69/2007" – lo dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana.

 


Eni si toglie la cravatta 2012

San Donato Milanese (Milano), giugno 2012 – In previsione del picco estivo dei consumi di elettricità anche quest'anno fino a settembre "Eni si toglie la cravatta". L'iniziativa, giunta alla sesta edizione, è rivolta ai dipendenti e consiste nell'adottare in ufficio un abbigliamento meno rigoroso a vantaggio del risparmio energetico per consumare meno e lavorare meglio.  Evitando giacca e cravatta è possibile alzare di 1°C la temperatura negli edifici contribuendo a contenere le emissioni di CO2.

Durante l'edizione del 2011 sono state risparmiate 430.000 kWh di energia elettrica, pari a una riduzione del 9,5% dei consumi elettrici per il condizionamento. Il risparmio complessivo durante i giorni dell'iniziativa corrisponde ai consumi elettrici annui per uso domestico di 360 persone. La quantità di CO2 risparmiata equivale a quella prodotta da circa 1350 viaggi A/R in aereo sulla tratta Milano-Roma e a quella emessa da un'auto nuova per compiere 40 volte il giro del mondo.

Il risparmio economico risultato dell'iniziativa "Eni si toglie la cravatta" è stato investito in progetti di sostenibilità.

Incoraggiare i dipendenti a togliere la cravatta in ufficio è una metafora per affrontare un argomento decisamente concreto. Eni ha voluto rompere le righe del protocollo suggerendo la rinuncia a un accessorio di abbigliamento, per quanto simbolo di eleganza e italianità, per affrontare il tema dei consumi attribuibili all'uso smodato dei condizionatori d'aria durante i mesi estivi. La pratica di Eni di togliere la cravatta in ufficio, lanciata nel 2007, è diventata modello da seguire anche per altre aziende e conferma l'impegno di Eni per preservare l'ambiente e il territorio mediante un utilizzo accorto e razionale delle risorse energetiche

martedì 26 giugno 2012

Legambiente e Revet: premio "Ri-prodotti e Ri-acquistati"


Vuoi davvero rispettare la legge sugli acquisti verdi?
Bene, differenziati!
Legambiente e Revet indicono il premio Ri-prodotti e Ri-acquistati!
A Puliamo il Mondo saranno premiate le amministrazioni toscane più virtuose
Firenze 26 Giugno 2012 - "Vuoi davvero rispettare la legge sugli acquisti verdi? Bene, differenziati! Ri-acquista i Ri-prodotti!". Con questo slogan è partita la campagna di Legambiente Toscana, che ha indetto insieme a Revet il "Premio Ri-prodotti e Ri-acquistati", che vuole suggellare  il comportamento delle amministrazioni toscane più virtuose nell'acquisto dei "Ri-prodotti" derivati dalle plastiche eterogenee delle raccolte differenziate, e che saranno premiate nell'ambito di Puliamo il mondo, a fine settembre 2012.
Nei mesi scorsi, infatti, in molti parchi pubblici toscani sono stati installati i primi arredi urbani (panchine, giochi, scivoli, staccionate, fioriere...) comprati dai comuni virtuosi che hanno partecipato al bando indetto dalla Regione nell'estate scorsa, che incentivava, con oltre un milione di euro, l'acquisto dei Ri-prodotti. In base agli ordini effettuati dalle singole amministrazioni, sarà redatta la graduatoria che permetterà di premiare gli enti più virtuosi.
"Ri-prodotti e ri-acquistati in Toscana è senza dubbio il miglior progetto regionale di cui siamo stati partner negli ultimi anni. Dare un senso alle nostre raccolte differenziate, arrivando a toccare con mano prodotti in plastica riciclata belli, salubri, confortevoli e duraturi, è oggetto della nostra più convinta approvazione" – lo dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana.

"Siamo partiti dal mercato e dal prodotto finale e abbiamo investito in ricerca per mettere in condizione le imprese di scegliere di realizzare i loro prodotti con materiale riciclato meccanicamente, a partire dalle plastiche eterogenee che altrimenti sarebbero state destinate al recupero energetico. E' questo - spiega il presidente di Revet Valerio Caramassi - il valore aggiunto dei Ri-prodotti in Toscana ed è per questo che l'intervento delle amministrazioni con sistemi di incentivazione è indispensabile per riuscire a colmare quel delta di costo rappresentato dalle inevitabili spese aggiuntive della filiera industriale del riciclo, che continueranno a essere alte fintanto che il mercato non sarà abbastanza aperto da livellare autonomamente i prezzi. Con il riciclo è necessario operare in modo simile a come si è operato per le rinnovabili".

Differenziare non è riciclare: un concetto semplice, ma troppo spesso le due parole vengono scambiate una  per l'altra. Revet ha realizzato progetti e investimenti per avviare al riciclaggio la massima quantità di rifiuti raccolti, selezionati e trattati (oltre 135.000 tonnellate l'anno di multimateriale, cioè vetro, plastiche, acciaio, alluminio, poliaccoppiati come tetrapak) in Toscana. Il nuovo piano industriale di Revet è orientato al massimo riciclaggio di queste frazioni: e se per i metalli, i poliaccoppiati e parte del vetro il riciclo è sempre stato garantito, così come per le frazioni nobili delle plastiche (il PET delle bottiglie di acqua, l'HDPE dei flaconi dei prodotti igienizzanti), sono invece determinanti gli sforzi di ricerca e industriali fatti recentemente da Revet per  arrivare ai Ri-prodotti in Toscana. I nuovi manufatti o parti di prodotti realizzati dai partner Revet partendo dalle plastiche miste, la frazione meno nobile delle plastiche, che altrimenti andrebbe a recupero energetico o a smaltimento.

Nell'ultimo anno, dunque, l'attenzione si è focalizzata sulla frazione dov'è più difficile trovare sbocchi: le plastiche miste (corrispondenti al 55% degli imballaggi plastici). Con partner convinti e tutti toscani, dalla fase di ricerca siamo arrivati alla messa in produzione e commercializzazione dei Ri-prodotti in Toscana, manufatti nella cui composizione è presente il materiale plastico da Revet processato: componenti di scooter Piaggio (Pontedera); articoli casalinghi in vendita nella rete Unicoop Tirreno realizzati da Utilplastic (Larciano); arredi per esterni (Tlf, Chiusi della Verna); parti di prefabbricati (Shelbox, Castelfiorentino); sedie di design (Segis, Poggibonsi), accessori per l'agroindustria (Capp Plast, Campi Bisenzio).

Ufficio stampa di Legambiente Toscana – Katia Rosanna Rossi, Tel. 055.6810330
Ufficio stampa di REVET – Diego Barsotti, Tel. 0587.271223  -  www.revet.com

GSE. ENERGIE PER IL SOCIALE, IN SOLI 3 MESI A SAN PATRIGNANO GIA' IN FUNZIONE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO



 

"GSE. ENERGIE PER IL SOCIALE", IN SOLI 3 MESI A SAN PATRIGNANO GIA' IN FUNZIONE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO OLTRE AGLI INTERVENTI DI EFFICIENZA ENERGETICA E MOBILITA' SOSTENIBILE

Oggi l'inaugurazione alla presenza del Presidente del Senato

 

Coriano, 26 giugno 2012 – In occasione della Giornata mondiale contro la Droga, sono stati inaugurati oggi, presso la Comunità di San Patrignano, i primi interventi di risparmio ed efficienza energetica realizzati nell'ambito di "GSE. Energie per il sociale", il progetto del Gestore dei Servizi Energetici che promuove la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili presso organizzazioni di utilità sociale, con il coinvolgimento proattivo degli ospiti della Comunità.

Alla cerimonia erano presenti il Presidente del Senato Renato Schifani, i vertici del GSE e i rappresentanti del Gruppo Enel e della Comunità di San Patrignano.

 

L'iniziativa presso la Comunità di Coriano, che prevede l'installazione di tre impianti fotovoltaici oltre ad alcuni interventi di mobilità sostenibile e illuminazione ad alta efficienza energetica, si è concretizzata grazie alla partecipazione di Enel Green Power ed Enel Distribuzione, partner del GSE nel progetto.

Il percorso di responsabilità e sostenibilità sviluppato si concentra su alcuni ambiti prioritari: energia rinnovabile, mobilità sostenibile, illuminazione ad alta efficienza energetica.

 

"Grazie al sostegno ricevuto dalle più alte Istituzioni dello Stato, oggi rappresentate dal Presidente del Senato, il nostro progetto di responsabilità sociale d'impresa – ha dichiarato il Presidente del GSE Emilio Cremona – ha consentito di realizzare numerosi interventi finalizzati a razionalizzare il fabbisogno energetico della Comunità di San Patrignano, promuovendo la riduzione dei consumi e l'efficienza energetica e riducendo l'impatto ambientale. Grazie alla straordinaria partecipazione del Gruppo Enel, in soli tre mesi siamo riusciti a realizzare e a far entrare in funzione l'impianto fotovoltaico integrato architettonicamente sull'edificio principale della Comunità, oltre agli interventi di mobilità sostenibile e a quelli di illuminazione ad alta efficienza energetica. I lavori proseguiranno, con la partecipazione operativa di alcuni ospiti della Comunità, opportunamente formati professionalmente nel quadro della nostra iniziativa, con il completamento di altri due impianti fotovoltaici".

 

"Con questa iniziativa il GSE ha intuito – ha proseguito Nando Pasquali, amministratore delegato del GSE - che il terzo settore rappresenta, soprattutto in questo momento di crisi economica, un valore e una risorsa per il nostro Paese. Prova ne è che aziende come la nostra continuano ad attribuire grande importanza allo sviluppo di azioni sociali e sostenibili. La grande attenzione che oggi viene riservata al tema del terzo settore indica e sollecita nuovi interessi, necessità nei confronti di una nuova area della società che può rappresentare una leva di crescita attraverso strumenti quali la formazione, l'informazione, l'educazione allo sviluppo sostenibile, il reinserimento sociale, la solidarietà, il risparmio. Per questo il progetto del GSE rappresenta un significativo esempio capace di coniugare le esigenze dello sviluppo economico con quelle della coesione sociale".

 

"Con grande piacere e soddisfazione il Gruppo Enel ha aderito al progetto 'GSE Energie per il sociale' portando a San Patrignano le sue competenze innovative" – ha affermato Livio Gallo, Direttore Divisione Infrastrutture e Reti di Enel. "La produzione di energia da fotovoltaico; l'illuminazione ad alta efficienza energetica dei viali interni alla comunità e della grande mensa, con un netto miglioramento visivo e una riduzione molto significativa dei consumi; la mobilità elettrica con l'installazione di infrastrutture di ricarica Enel e la donazione di due vetture a emissioni zero. Ma soprattutto la possibilità, con i corsi di formazione Enel, di cominciare ad avviare i  ragazzi  verso nuovi settori professionali e verso nuove energie "

 

"Siamo lieti di contribuire allo sviluppo sostenibile della comunità di San Patrignano, con un progetto integrato ed evoluto di responsabilità sociale, che ha anche e soprattutto l'obiettivo di costruire un percorso di conoscenza e formazione sulle energie rinnovabili - ha dichiarato Francesco Starace, Amministratore Delegato di Enel Green Power. "La realizzazione di tre impianti fotovoltaici per una capacità totale di 50 kW - di cui uno, quello della mensa, viene inaugurato oggi - oltre a consentire di produrre energia 'verde' sufficiente ad evitare l'emissione di oltre 30 tonnellate di CO2 all'anno, prevede infatti il coinvolgimento attivo dei giovani della comunità. Ed è proprio il contribuire allo sviluppo di nuove professionalità all'interno di San Patrignano, ciò che più ci rende orgogliosi".

 

"Non posso che ringraziare Gse, Enel ed Enel Green Power per aver realizzato questo progetto davvero importante per la nostra realtà – conclude Enrico Bonali, responsabile del progetto per San Patrignano – Un intervento importante perché volto a fornirci energia pulita, ma ancor più perché finalizzato alla formazione dei nostri ragazzi. Oltre 30 di loro prima di provvedere al montaggio dei pannelli fotovoltaici e delle lampade a led, hanno seguito un corso attraverso cui hanno scoperto le peculiarità di questi sistemi, imparando a trattarli nel miglior modo. Un progetto che gli ha fornito gli strumenti utili per formarsi in una professione sempre più in espansione e che potrà tornargli davvero utile per quando avranno terminato il percorso".

 


CALDO: WWF, TORNA LA LOTTA TRA TEMPERATURE ROVENTI E BOLLETTE SALATE - Su www.eurotopten.it Guida all'efficienza energetica


TOP TEN -CONDIZIONATORI D'ARIA

WWF: "CON IL CALDO TORNA LA LOTTA TRA

TEMPERATURE ROVENTI E BOLLETTE SALATE"

 

Il sito TopTen del WWF (www.eurotopten.it) aiuta a orientarsi nell'acquisto (se indispensabile) del condizionatore più efficiente

 

Una guida all'acquisto ancora più preziosa:

2012 è l'anno di transizione verso la nuova etichettatura 2013

 

Ancora temperature di fuoco ci attendono in questi giorni: il nuovo anticiclone sembra che farà salire la colonnina di mercurio fino ai 40 gradi alla fine della settimana e l'estate che ci aspetta secondo i metereologi non pare potrà fare sconti sul fronte del caldo.

 

In queste condizioni di solito si è spinti all'acquisto di un nuovo climatizzatore: in realtà, ricorda il WWF, esistono misure 'a buon mercato' contro il caldo e facili da applicare, come lasciare le finestre aperte nelle ore più fresche, ad esempio di notte, e conservare la frescura abbassando le tapparelle nelle ore calde del giorno. Anche creare correnti d'aria da una stanza all'altra o con ventilatori a soffitto, da tavolo, proteggere i vetri con frangisole regolabili a seconda dell'inclinazione dei raggi solari e spegnere all'interno degli uffici fonti di calore inutilmente accesi (macchine che non si usano come stampanti, macchine del caffè, fotocopiatrici) sono misure 'anticalore' che non costano quasi nulla.

 

Ma se proprio non si riesce a combattere il caldo con questi accorgimenti e si è decisi ad acquistare un climatizzatore, come possiamo conciliare questa esigenza con una bolletta elettrica destinata a diventare più salata e il rispetto per l'ambiente? In questi tempi di crisi saremmo spinti a cercare il condizionatore più economico, o magari di medie dimensioni per non incappare in problemi di installazione. E' bene sapere che gli apparecchi più economici e più piccoli presenti sul mercato non sono i più efficaci. Ad esempio, alcuni condizionatori emettono calore nel locale stesso, abbassando l'efficienza della loro funzione: un effetto collaterale, insieme al rumore che riduce drasticamente la loro utilità.

 

UNA GUIDA ALL'ACQUISTO: TOP TEN. L'acquisto di un condizionatore comporta una spesa piuttosto elevata e l'offerta è molto ampia: per orientarsi meglio sul tipo di condizionatore da acquistare il sito Top Ten http://www.eurotopten.it/ , creato dal WWF per dare consigli sugli elettrodomestici più ecologici e convenienti (insieme a numerosi ecoconsigli), ha aggiornato in questi giorni le pagine dedicate a questo tipo di apparecchi. Entrando nel sito  è possibile trovare il prodotto che consuma meno energia, rispettoso dell'ambiente.

In generale i condizionatori con inverter (che impiegano solo la potenza necessaria per raggiungere un valore di temperatura impostata) oggi utilizzano la migliore tecnologia disponibile sul mercato. I modelli più efficienti raggiungono performance molto alte (denominate EER – Indice  Efficienza di Raffreddamento, o COP – Indice efficienza di Riscaldamento, etc.) .

Sul sito Top Ten i condizionatori sono classificati tra PORTATILI, MONOSPLIT PER AMBIENTI MEDIO PICCOLI  e quelli per AMBIENTI MEDIO GRANDI. E' possibile comparare i diversi tipi di condizionatori, le marche su cui siamo orientati per l'acquisto.

Per ogni marca viene indicato il livello di efficienza di raffreddamento, di riscaldamento, la capacità di raffreddamento, la rumorosità, il consumo energetico, oltre alla classe energetica e i prezzi indicativi (che possono variare a seconda della distribuzione). Un elemento prezioso per la scelta all'acquisto è quello del costo elettrico in bolletta su 10 anni di funzionamento: per un condizionatore d'aria il peso sulla bolletta può oscillare dai 560 euro per un portatile fino a 1580 per un fisso destinato a grandi ambienti.

 

GLI EUROPEI AMANO I CONDIZIONATORI: GLI ITALIANI DI PIU'. I cittadini europei 'amano' i condizionatori d'aria e la loro presenza è anche diventata parte integrante di alcuni paesaggi urbani con i loro bocchettoni e cassettoni che costellano tante  facciate dei palazzi. Si pensa che l'attuale stock europeo di condizionatori (circa 40 milioni di unità) crescerà entro il 2020 fino a circa 110 milioni. Il consumo totale annuale di elettricità in Europa dovuto a questi apparecchi è stato nel 2010 di oltre 40 TWh : per alimentare questi consumi è necessario tenere accese una decina di centrali a ciclo combinato a gas ognuna della potenza di 800 MW.

L'aumento di consumi che potrebbe nascere dall'incremento del mercato previsto farebbe salire il consumo di elettricità europeo fino a 140 TWh : se tutti gli apparecchi 'futuri' disponessero delle migliori tecnologie disponibili il consumo di energia si ridurrebbe di circa la metà. Le attuali misure di riduzione (normative, etc.) in Europa consentono di salvare appena il 25% dell'incremento previsto: occorrono misure più restrittive di efficienza per questi prodotti per ottenere un risultato valido in termini di risparmio energetico.  

Il mercato è particolarmente florido in paesi più mediterranei (non solo per gli ovvi motivi climatici): Italia, Spagna e Grecia sono i paesi dove l'acquisto è maggiore: l'Italia (33%) è al top e insieme alla Spagna (21%) copre oltre il 50% dell'intero mercato europeo.

La classe energetica A (quella considerata a maggior efficienza) è ormai la più diffusa nelle vendite europee, un' evoluzione che sembra dettata proprio dall'introduzione di etichette energetiche per questi prodotti avvenuta nel 2002, ma dato che la classificazione è vecchia di 10 anni il modello classe A non corrisponde più ad un effettivo modello efficiente. Il sito Top Ten consente di  controllare, nel gruppo classe A, gli apparecchi che consumano realmente meno energia.

 

ANNO 2012: TRANSIZIONE VERSO NUOVA ETICHETTATURA. Nel 2013 entrerà in vigore in via obbligatoria la nuova etichettatura che prevede nuove classi (da A+++ a G) e un nuovo modo di calcolare l'indice di efficienza. Il nuovo indice prenderà in considerazione il funzionamento stagionale dell'apparecchio e non, come ora, il suo funzionamento "massimo".  I nuovi condizionatori non funzionano sempre al massimo, ma si adattano alla temperatura esterna. Per questo il vecchio indice non è più adatto. Su Top Ten è possibile orientarsi nonostante anche su questo aspetto. 

 

TOP TEN: PER TROVARE IL MEGLIO PER SE' E PER L'AMBIENTE. Il sito è nato nel Topten nasce nel 2000 in Svizzera e rapidamente si diffonde in tutta Europa. Oggi ne fanno parte ben 17 paesi europei. Nel 2011 Topten ha varcato i confini europei ed è sbarcato negli USA e in Cina, tanto che oggi Topten raggiunge circa 2 miliardi di persone. I 17 siti europei di Topten sono visitati da circa 2.2 milioni di visitatori l'anno. Il sito permette ai consumatori di trovare velocemente i migliori elettrodomestici  per il luogo di lavoro o per la casa. Il consumo di energia dovuto ad apparecchi poco efficienti contribuisce al fenomeno dei cambiamenti climatici, peggiorando così la salute del pianeta e la nostra.

 

I test sugli apparecchi, effettuati dalle stesse case produttrici e verificati dagli esperti di Top Ten, seguono standard europei. I prodotti selezionati in maniera trasparente vengono distribuiti in Italia. Le indicazioni di produttori e importatori non sono soggette ad alcuna forma di pagamento: il sito Top Ten è assolutamente  indipendente da qualunque forma di condizionamento economico ed è al tempo stesso uno strumento efficace per trasformare il mercato verso le soluzioni tecnologiche più avanzate e più 'leggere' per il pianeta  mitigando così gli effetti dei cambiamenti climatici. Il settore elettrico è responsabile nel mondo di almeno il 37% delle emissioni globali. L'efficienza energetica è uno degli strumenti più efficaci per affrontare la sfida del riscaldamento globale. Ad esempio: se in Cina tutti i frigoriferi fossero sostituiti con modelli più efficienti si risparmierebbero all'atmosfera globale almeno 40 milioni di tonnellate di CO2 all'anno.

Sono oltre 294 le categorie di prodotti selezionate, tutte appartenenti agli elettrodomestici o oggetti che utilizzano l'energia elettrica più comuni: lavatrice, frigoriferi, lampadine, etc..Nel 2011 oltre 5 milioni di persone hanno visitato il sito Top Ten. Topten EU+Cina+USA contribuiscono per il 55% delle emissioni mondiali di CO2.

 

Roma, 26 giugno 2012

 


lunedì 25 giugno 2012

Legambiente e REVET indicono il premio "Ri-prodotti e Ri-acquistati"




 

INVITO PER  I GIORNALISTI

CONFERENZA STAMPA

 

Martedì  26 giugno  alle  ore 11.30

presso il Caffè Letterario Giubbe Rosse

piazza della Repubblica 13/14r – Firenze

ACQUISTI VERDI

 

LEGAMBIENTE E REVET INDICONO IL PREMIO

RI-PRODOTTI E RI-ACQUISTATI:

LE AMMINISTRAZIONI TOSCANE PIU' VIRTUOSE  NELL'ACQUISTO DEI RI-PRODOTTI IN PLASTICA RICICLATA

 

INTERVERRANNO:

 

FAUSTO FERRUZZA,  Presidente di Legambiente Toscana

 

VALERIO CARAMASSI, Presidente di Revet Spa

 

 

Ufficio Stampa Legambiente  Toscana 055.6810330

ufficiostampa@legambientetoscana.it




Nuvolaverde Day: idee e progetti per la Green Economy




Nuvolaverde Day: la giornata dell'orgoglio digitale

Milano, 25/6/2012 - Il digitale per la gestione della conoscenza, per la salute, la mobilità sostenibile, il gioco, per la cultura, il lavoro... Il tutto all'insegna della sostenibilità. Le testimonianze al Nuvolaverde Day hanno lasciato il segno: quello della forza travolgente delle tecnologie digitali in grado di rompere gli schemi di un sistema economico in profonda crisi e proporre nuovi modelli di lavoro, di impresa, di sociale.

AI "giovani scienziati" del Fast e alla start up Primo (Private mobile) sono state conferite le Medaglie del Presidente della Repubblica; a Dialogue Cafè il premio Aretè Digital Innovation patrocinato dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini.

Si è svolto oggi presso la sede de Il Sole 24 Ore a Milano, il Nuvolaverde Day. Un evento ideato da Enzo Argante (con la collaborazione di iit di Genova, Expo 2015 e Nova 24) e dedicato alle potenzialità e ai valori dei mondi digitali per la sostenibilità; una vera e propria giornata dell'orgoglio digitale italiano che ha portato sul palco molteplici proposte nel segno dell'innovazione più virtuosa.

Strutturato come uno spettacolo di teatro scientifico, nel quale i protagonisti hanno rappresentato con l'aiuto di uno schermo i rispettivi progetti, Nuvolaverde Day ha raccontato storie di imprese, imprenditori, professionisti, intellettuali, ricercatori che combinano visione e concretezza. Un segnale che in questa precisa contingenza di crisi di idee e di risorse assume il valore di speranza.

Un momento particolarmente significativo si è avuto con la consegna delle Medaglie del Presidente della Repubblica per meriti nel settore del digitale per la sostenibilità: i riconoscimenti sono andati ai giovani scienziati del Fast (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche) e alla start up Primo, rete mobile compatta e trasportabile ideata dagli ingegneri italiani Karim El Malki e Gianluca Verin.

Nel corso della giornata è stato consegnato anche il premio Aretè Digital Innovation, istituito per il prodotto o il servizio che maggiormente hanno contribuito allo sviluppo sostenibile (il presidente onorario della giuria del premio è il ministro dell'Ambiente Corrado Clini): il riconoscimento è andato all'associazione internazionale Dialogue Cafè. L'impegno di quest'ultima si concretizza nella creazione della condivisione di prospettive, idee ed esperienze tra diversi paesi nel mondo tramite le opportunità della videoconferenza che, come recita la motivazione del premio, "abbattono barriere secolari fra popoli e contribuiscono alla diffusione dei valori della convivenza".

Il canovaccio di Nuvolaverde Day si è dipanato con quattro linee d'approfondimento riguardanti la Mente, la Conoscenza, il Corpo e le Gambe. In ciascuno di questi nuclei d'indagine sono stati presentati i progetti digitali per la sostenibilità nei campi della conoscenza, della mobilità, della cultura e della solidarietà.

I relatori che si sono alternati hanno presentato realizzazioni di progetti dal vivo o in collegamento video: realtà virtuale per la rieducazione dei bambini diversamente abili attraverso i videogiochi; nanotecnologie per combattere il tumore; diagnostica a distanza dei malati; realtà aumentata per la conoscenza dei beni culturali. Numerose le società rappresentate, così come gli enti o istituti di ricerca.

ll comitato Nuvolaverde è nato per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso l'economia digitale, e per rappresentare un raccordo tra pubblico e privato per un sistema ispirato alla green economy. Il comitato è promosso dal Ministero dell'Ambiente in collaborazione con Premio Areté, Piccola Industria, Confindustria, Abi. Enzo Argante è fondatore e presidente del comitato.
Nuvolaverde promuove iniziative di sperimentazione sul territorio, studio e analisi delle tendenze, momenti di informazione e formazione e eventi per la diffusione della cultura del digitale per la sostenibilità. Il comitato propone visioni in digitale applicabili alla mobilità sostenibile, iniziative nei processi di legalità connessi allo sviluppo della green economy, nel campo della sanità e della tracciabilità alimentare (vale a dire la possibilità di risalire alla storia, alle trasformazioni o alla collocazione di un prodotto alimentare attraverso informazioni documentate). Oltre a concreti stimoli alla digitalizzazione dei servizi.







Vasta scelta di aspiratori aria silenziosi su Idroponica.it

Con l'estate ormai giunta e il caldo incombente è sempre più necessario riciclare l'aria degli ambienti al chiuso con aspiratori aria che non siano un fastidio per chi si trova nelle vicinanze.

In tutti gli spazi chiusi regolare la temperatura gestendo il ricircolo dell'aria è un'azione che va ripetuta quotidianamente. Specialmente d'estate quando la temperatura sale e si rendono necessari aspiratori aria .
Utilizzare gli aspiratori d'aria spesso comporta seri problemi, perché causa rumori fastidiosi sia per chi utilizza gli aspiratori stessi, sia per chi è costretto a subire il suono durante le ore di impiego.

Idroponica.it è il sito autorevole che in dieci anni di esperienza nella coltivazione indoor ha allargato i propri orizzonti fornendo un'assistenza a 360° su tutti i prodotti correlati all'idroponica, grow room, serre per la coltivazione e zone al chiuso che necessitano tutte di aspiratori aria professionali.
Idroponica.it fornendo un assistenza completa seleziona e sceglie da circa 10 anni gli aspiratori più silenziosi.

Per scegliere un aspiratore centrifugo ( o estrattore d'aria ) silenzioso basta andare su Idroponica. Sul sito autorevole è possibile trovare l'estrattore aria ideale che consente il riciclo adeguato di ogni ogni area interessata dal riciclo dell'aria.
Un aspiratore aria molto silenzioso e presente sul sito è senza dubbio il Blauberg bi turbo da 15 cm di diametro. Il Blauberg è fra gli aspiratori migliori e adatti a tutti gli ambienti al chiuso e non troppo grandi. La sua Portata è di 280 metri cubi l'ora e per questo è l'estrattore aria più silenzioso fra tutti gli estrattori.

Per scoprire tutti gli aspiratori aria , vedere le foto e leggere i dettagli basta andare su Idroponica.it

Lorenzo Tempestini
Web marketing Idroponica
l.tempestini@player-group.com

Trovare gli estrattori aria ideali: ecco come su Idroponica.it

Con l'arrivo dell'estate e dell'aria calda ecco spuntare i primi problemi sul calore negli ambienti al chiuso. Effettuare il riciclo dell'aria con gli estrattori aria ideali diviene cruciale per abbassare la temperatura nelle zone al chiuso.

Una situazione tipo è quando l'aria all'interno di una growroom ( un abiente al chiuso dalle dimensioni variabili fra i 2 e i 50 metri quadri ) si surriscalda. Perciò bisogna utilizzare degli estrattori aria calda in base alle grow room scelte, al rumore che emettono e così via.

Quindi avere una risorsa dove reperire informazioni sull'estrattore aria specifico per le proprie esigenze diviene cruciale.

Idroponica.it è il portale che da oltre 10 anni è attivo nella coltivazione indoor. Sulla sua storica sezione Manuali & Video si trovano ottimi consigli sulla coltivazione idroponica e aeroponica. Andando alla sezione trattamento aria e poi su estrattori è possibile disporre di un gran numero di informazioni sugli estrattori aria e sull'aspiratore d'aria specifico.

Un esempio? Si supponga di cercare un estrattore d'aria per la sua silenziosità. Cliccando sul tasto “dBA/3mt” ( decibel appunto ) si possono visualizzare tutti gli estrattori aria organizzati in base al ruomore che emettono. Cliccando su Portata è possibile vedere quanti metri cubi di aria aspirano gli estrattori d'aria consigliati da Idroponica.it.

Oltre alle informazioni del sito, Idroponica è il Growshop che offre assistenza attraverso un personale dal volto umano che vanta 10 anni di esperienza nell'ambito della coltivazione indoor. Per scegliere tra tutti i diversi tipi di estrattori aria , aspiratori, ventilatori e accessori, Idroponica.it consiglia di recarsi nel suo Grow Shop, in via di Santa Conrnelia 5/a (RM), per ricevere di persona tutte le informazioni degli esperti del settore e fare una prova degli aspiratori.

Lorenzo Tempestini
l.tempestini@player-group.com
Web marketing Idroponica

Eni si toglie la cravatta per il risparmio energetico

In previsione del picco estivo dei consumi di elettricità anche quest'anno  fino a settembre "Eni si toglie la cravatta". L'iniziativa, giunta alla sesta edizione, è rivolta ai dipendenti e consiste nell'adottare in ufficio un abbigliamento meno rigoroso a vantaggio del risparmio energetico per consumare meno e lavorare meglio.  Evitando giacca e cravatta è possibile alzare di 1°C la temperatura negli edifici contribuendo a contenere le emissioni di CO2.

Paolo Scaroni, ad di Eni, si toglie la cravatta
Paolo Scaroni, ad di Eni, si toglie la cravatta
Durante l'edizione del 2011 sono state risparmiate 430.000 kWh di energia elettrica, pari a una riduzione del 9,5% dei consumi elettrici per il condizionamento. Il risparmio complessivo durante i giorni dell'iniziativa corrisponde ai consumi elettrici annui per uso domestico di 360 persone. La quantità di CO2 risparmiata equivale a quella prodotta da circa 1350 viaggi A/R in aereo sulla tratta Milano-Roma e a quella emessa da un'auto nuova per compiere 40 volte il giro del mondo.Il risparmio economico risultato dell'iniziativa "Eni si toglie la cravatta" è stato investito in progetti di sostenibilità.

Incoraggiare i dipendenti a togliere la cravatta in ufficio è una metafora per affrontare un argomento decisamente concreto. Eni ha voluto rompere le righe del protocollo suggerendo la rinuncia a un accessorio di abbigliamento, per quanto simbolo di eleganza e italianità, per affrontare il tema dei consumi attribuibili all'uso smodato dei condizionatori d'aria durante i mesi estivi. La pratica di Eni di togliere la cravatta in ufficio, lanciata nel 2007,  è diventata modello da seguire anche per altre aziende e conferma l'impegno di Eni per preservare l'ambiente e il territorio mediante un utilizzo accorto e razionale delle risorse energetiche.

Link:  http://eni.com/it_IT/media/note-stampa/2012/2012-06-06-eni-toglie-cravatta.shtml

venerdì 22 giugno 2012

RIQUALIFICAZIONE URBANA SOSTENIBILE E RIFORMA PROFESSIONALE Taormina V Congresso Regionale Architetti PPC di Sicilia





V° Congresso Regionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti , Conservatori di Sicilia


Riforma, Rinascita, Rigenerazione, gli Architetti per una Sicilia migliore

Centro Congressi AtaHotels Capotaormina – Taormina 22-23 giugno 2012


TAORMINA – Si è aperto oggi  a Taormina al Centro Congressi Atahotels Capotaormina, il V° Congresso Regionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori di Sicilia. Tra le autorità, anche i rappresentanti dei vertici amministrativi e istituzionali. Il Presidente della Consulta Nazionale degli architetti, arch. Leopoldo Freyrie, si ė soffermato sul confronto aperto con il governo a proposito della riforma degli ordini professionali, e in particolare della riforma dell'ordine degli architetti. Numerose le questioni sul tappeto. Centrale il ruolo dell'Ordine e del dialogo tra l'ordine e le istituzioni centrali e periferiche in un momento di grave recessione economica e dinanzi alla necessità di riscrivere in profondità i meccanismi di pianificazione urbanistica. Le nostra città - è stato sottolineato da tutti i relatori intervenuti - abbisognano di processi architettonici di RI.U.SO.: un acronimo che definisce la Riqualificazione Urbana Sostenibile.


Il futuro delle nostre città è in un processo di riqualificazione secondo criteri innovativi: sostenibilità ambientale, bioarchitettura, mobilità, risparmio energetico etc. Un disegno di legge regionale sulla "sostituzione edilizia" è stato al riguardo predisposto dall'Ordine, e molte delle indicazioni dell'ordine nazionale sono state positivamente recepite dal governo nazionale nel suo decreto per lo sviluppo. Questo progetto può essere uno straordinario volano per lo sviluppo, in Sicilia e in tutto il Paese.

Architetti, ambientalisti e costruttori sono fortemente convinti che la riqualificazione organica e strutturale della Sicilia rappresenti una priorità per garantire la sicurezza e la qualità dell'Habitat dei cittadini e possa essere un volano economico per il settore delle costruzioni incentivando la ricerca e l'innovazione tecnologica.


Parlare di Rigenerazione urbana sostenibile, tema di grande attualità, serve a fare il punto su un possibile forte motore di sviluppo dell'economia, ed è l'occasione per mettere a sistema le politiche europee, nazionali e regionali: sistema che coniughi le necessità di preservare il territorio e di mettere un freno al consumo di suolo attraverso un progetto di sviluppo e trasformazione urbana improntato alla manutenzione, alla riqualificazione urbana degli edifici e a garantire ambienti urbani più vivibili, più verdi, più sicuri e adeguati alle necessità dei cittadini.


"La Consulta degli Ordini degli Architetti P.P.C. di Sicilia ha ampiamente dibattuto, al suo interno, sulla opportunità di promuovere ed organizzare il V° Congresso regionale in una fase storica così critica per la categoria, vessata com'è da problematiche profonde che riguardano le sempre maggiori difficoltà di accesso ad un mercato del lavoro più che mai asfittico, – sostiene  Giovanni Lazzari, architetto e Coordinatore del Comitato Esecutivo del Congresso – Ma proprio tali considerazioni hanno spinto i rappresentanti della Consulta a decidere di proporre un Congresso che, lo si spera, possa rappresentare per gli architetti siciliani quel momento di rottura con un passato, anche recente, irto di ostacoli e difficoltà di ogni genere e, quindi, l'inizio di una nuova fase per i professionisti, in cui dubbi ed incertezze sul futuro si dileguino, lasciando spazio ad attività professionali che possano conclamare la figura dell'architetto quale demiurgo dei processi di trasformazione del territorio, processi mirati alla sostenibilità ambientale e alla migliore qualità della vita da offrire ai cittadini attraverso la realizzazione di città più vivibili.  I temi trattati possono e devono rappresentare un nuovo start –up: la riforma, attesa e mai osteggiata dagli Architetti, significa la possibilità di riallineare le prerogative della professione alle esigenze di una società e di un territorio che nel corso dell'ultimo secolo si sono, ovviamente, trasformati. I Lavori Pubblici, da realizzarsi attraverso processi che garantiscano la qualità del progetto, significano la possibilità di riattivare meccanismi, anche economici, che per la nostra terra hanno sempre rappresentato un volano per l'economia. E poi, come già detto, il RIUSO: un progetto per il Paese Italia che, si spera, possa essere adattato anche nella realtà siciliana, il cui territorio, così fragile e compromesso, non può più permettersi di spostare in avanti nel tempo gli interventi di rigenerazione sostenibile. Il tutto realizzare con la più ampia condivisione possibile di ANCE, ANCI, CONFINDUSTRIA E LEGAMBIENTE e degli apparati politico – amministrativi della Regione".


Interverranno al V°congresso, tra gli altri, l'Arch. Lorenzo Bellicini, direttore CRESME (Centro Ricerche Sociologiche e di Mercato) che illustrerà lo studio, commissionato dal CNAPPC, "Città, mercato e rigenerazione 2012, analisi di contesto per una nuova politica urbana"; l'Arch. Leopoldo Freyrie, Presidente Consiglio Nazionale Architetti PPC, che offrirà una "Visione strategica" del progetto RIUSO per il Paese Italia; l'Arch. Mario Cucinella, allievo di Renzo Piano e autore, tra gli altri, del progetto che vedrà, a partire dall'autunno, il restyling di Corso Martiri a Catania; l'arch. Benedetto Camerana, tra gli autori del Villaggio Olimpico di Torino, con la sua "Slow City. La nuova Torino", e Luigi Prestinenza Puglisi, critico di architettura, laureato in architettura (1979) e specializzato in pianificazione urbanistica (1980).


La Rigenerazione Urbana
Sostenibile è il tema principale attorno al quale, quindi, sviluppare l'azione professionale e politica. Si tratta di adottare un programma che coinvolga le forze più consapevoli e mature del corpo sociale, professionale ed economico del Paese, per un grande e profondo programma di rinnovo del patrimonio edilizio e delle intere città da attuare nel prossimo ventennio: questo programma vede impegnati su diversi tavoli di confronto i rappresentanti di settore di tutt'Italia. 




Hera: sportelli clienti hi-tech in lizza per un premio europeo

La multiutility tra i sei finalisti del premio EEPA 2012 (EURO Excellence in Practice Award), grazie al sistema di previsione affluenza che diminuisce i tempi di attesa



Eliminare le code allo sportello affidandosi all'innovazione tecnologica. E' quanto ha fatto Hera Comm, la società di vendita del Gruppo, realizzando insieme ad Optit il sistema  S.PR.I.N.T. (Sistema Previsionale Integrato Normalizzazione Tempi), un software che prevede gli afflussi agli sportelli Hera e consente di aprire le postazioni al momento giusto, per ridurre i tempi di attesa e avere quindi un miglior servizio.

Per la sua portata innovativa S.PR.I.N.T. è stato scelto tra i migliori 6 progetti scientifici europei nel campo della ricerca operativa applicata e, il prossimo luglio a Vilnius, in Lituania, si contenderà con altre grandi realtà industriali europee il premio EEPA 2012 (EURO Excellence in Practice Award).

 

S.PR.I.N.T. nasce nel 2009 da un'idea di Hera Comm con l'obiettivo di migliorare la già elevata qualità del servizio di assistenza ai clienti. Per garantirne il successo, si è deciso di sviluppare il progetto servendosi di un partner di alto livello scientifico: Optit, spinoff accademico dell'Alma Mater Università di Bologna, attiva nel settore della ricerca operativa. Il successo dei primi prototipi sviluppati ha portato in tempi rapidissimi alla realizzazione del sistema S.PR.I.N.T., che è operativo dall'inizio del 2011 presso i maggiori sportelli del Gruppo Hera.

Il software formula una previsione di afflusso giornaliero agli sportelli con un dettaglio al quarto d'ora, tenendo conto di tutte le informazioni disponibili (trend storici, stagionalità, piani di emissione bollette, calendari, festività, eventi straordinari) con possibilità di aggiornamento in tempo reale. Il coordinatore sul posto, sulla base dei dati forniti da S.PR.I.N.T., può decidere in anticipo, ad esempio, se e quando aprire una postazione in più, simulandone gli effetti in funzione dei prefissati obiettivi di qualità di servizio al cliente.

 

Anche grazie all'innovativo sistema S.PR.I.N.T., nel 2011 il tempo medio di attesa agli sportelli è stato di circa 10 minuti, 5 in meno rispetto ai 15 del 2010. E gli indicatori con i quali Hera Comm monitora mensilmente la soddisfazione dei clienti confermano il trend positivo di gradimento.I risultati ottenuti in termini di riduzione dei tempi di attesa e di miglioramento della soddisfazione dei clienti sono stati per noi la dimostrazione della validità del progetto.

Essere scelti per la fase finale dell'EEPA 2012 è un riconoscimento che ci gratifica ulteriormente – spiega Cristian Fabbri, Amministratore Delegato di Hera Comm – Con S.PR.I.N.T. abbiamo utilizzato i più moderni strumenti di programmazione operativa, grazie anche al contributo di Optit, per migliorare la qualità dei nostri servizi. Innovazione e qualità in questi anni ci hanno permesso significativi miglioramenti.
Visti i segnali incoraggianti che arrivano dai nostri clienti, vogliamo continuare in questa direzione. 

 

Rio+20 o Rio-20? Tante belle parole per una occasione completamente sprecata



Rio de Janeiro – 22 giugno.  Ormai concluso il Summit della Terra, ActionAid esprime la frustrazione rispetto al fallimento di un Summit che avrebbe dovuto dare risposte concrete su equità sociale, sviluppo economico e sostenibilità.
I capi di stato delle più grandi economie, come Angela Merkel, Peter Cameron e Barack Obama, non si sono neanche presentati. E così Monti ha annunciato all'ultimo momento la sua defezione, privilegiando l'incontro a Roma con i leader di Germania, Francia e Spagna.
"L'Unione  Europea ha portato  sul tavolo negoziale tante buone intenzione ma  nessun nuovo impegno finanziario  per sostenerle" ha dichiarato Roberto Sensi, Policy Advisor di ActionAid. "Senza risorse come si possono realizzare efficaci politiche di sviluppo sostenibile? Per questo il testo finale  è un compromesso al ribasso pieno di tanta affermazioni di principio e nessuna vera roadmap concreta."
Servono impegni consistenti nel sostegno alla piccola agricoltura contadina, in particolare per le donne e  per promuovere una transizione verso un modello di produzione sostenibile in grado di affrontare le enormi sfide imposte dai cambiamenti climatici. È tempo di agire per una vera riforma della governance agricola e della sicurezza alimentare. Purtroppo Rio de Janeiro da questo punto di vista è stato un appuntamento mancato.
Se i Governi hanno fallito nel dare un segnale credibile di impegno per lo sviluppo sostenibile, le proposte della società civile, riunita nel Summit alternativo dei Popoli, hanno saputo esprimere quella ricchezza di idee, progetti e visione con le quali gettare le basi del futuro che vogliamo.
Nel suo discorso alla plenaria dei capi di stato e di governo, il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha dichiarato che i risultati di Rio+20  rappresentano un rinnovato impegno della comunità internazione per lo sviluppo sostenibile, sostenendo la sicurezza al cibo e l'accesso all'energia rinnovabile sono due priorità importanti del nostro Paese. "Pur non condividendo l'eccessivo ottimismo espresso dal Ministro nei confronti dei risultati di questo Vertice è importante che l'Italia abbia riaffermato che la sicurezza alimentare è una priorità del nostro Paese nel quadro delle politiche di sviluppo sostenibile" ha proseguito Roberto Sensi.
Inoltre, incontrando le ONG italiane presenti a Rio, tra le quali ActionAid, il Ministro ha promesso di volersi impegnare nel promuovere un processo aperto alla partecipazione della società civile per la definizione di criteri volontari di sostenibilità sociale da applicare a biocombustibili consumati nel nostro Paese. Si tratta di un impegno importante che speriamo il ministro sappia mantenere"  ha concluso Roberto Sensi.


mercoledì 20 giugno 2012

La gamma di estrattori aria di Idroponica.it: tutti gli aspiratori

Il calore rappresenta una minaccia per la coltivazione idroponica, perché di solito si coltiva indoor e quindi, in “zone al chiuso”.
Il caldo estivo che si genera negli ambienti chiusi fa appassire le piante. Ecco perché si ricorre a sistemi di raffreddamento delle grow room attraverso gli estrattori aria e gli aspiratori.

Su Idroponica.it ,l'autorevole portale sulla coltivazione indoor, si possono trovare tutti gli strumenti e gli impianti per il trattamento dell'aria. Per estrarre l'aria calda, Idroponica consiglia sempre di integrare estrattori e aspiratori nell'area di coltivazione. In alternativa oltre all'estrattore e agli aspiratori aria si possono usare altri strumenti che consentono il riciclo delle masse d'aria. Come nel caso dei ventilatori.

Idroponica.it, sito specializzato da 10 anni nelle tecniche della coltivazione idroponica, consiglia di utilizzare estrattori aria silenziosi, per evitare il continuo ronzio tipico di ventilatori di bassa qualità.
Per scegliere gli estrattori d'aria che si desidera è sufficiente andare su Idroponica.it, fare click sulla sezione “Trattamento Aria” nella colonna a sinistra e in un attimo si possono visualizzare gli aspiratori, gli estrattori aria , i ventilatori e tutto il necessario per abbassare la temperatura nell'ambiente di coltivazione.

Per esempio, se si desiderano estrattori aria silenziosi, basta cliccare su estrattore nella sezione Trattamento aria e ordinare tutti gli estrattori in base ai decibel: è sufficiente cliccare sul pulsante “dBA/3mt” per averli ordinarli in base al rumore emesso.

Si può fare la stessa procedura e ordinarli in base ai Giri e alla Portata cliccando su gli altri pulsanti.

Fonte Idroponica.it.

Lorenzo Tempestini
l.tempestini@player-group.com
Web marketing Idroponica

ENI: “FROM RIO TO RIO”, NUOVO NUMERO OIL AL RIO+20 (COMUNICATO STAMPA)

Roma, 20 giugno 2012 – "from Rio to Rio" è  il titolo del diciottesimo numero di Oil magazine, in uscita in questi giorni con un'anteprima di tiratura a Rio de Janeiro, in occasione della Conferenza Onu Rio+20. La rivista, interamente dedicata al tema della sostenibilità, è stata presentata oggi nel corso di un side event organizzato da Oil, "Initiative for accessing sustainable energy", nel Padiglione Italia, all'interno dell'area dedicata al Rio+20. Nel corso dell'evento sono intervenuti il presidente di Eni, Giuseppe Recchi, e il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, che hanno dibattuto sui temi della sostenibilità, dell'accesso energetico e della tutela ambientale.  Ad aprire il giornale uno dei massimi esperti di sostenibilità, Jeffrey Sachs, direttore dell'Earth Institute della Columbia University.  "Con Rio deve nascere una nuova era di obiettivi sostenibili", dice senza esitazioni Sachs, precisando che, se anche le sfide dello sviluppo sostenibile sono estremamente complesse, abbiamo un immenso know-how: basterebbe solo applicarlo nella giusta direzione. Non si può parlare di sostenibilità senza parlare di Africa. Oil ha intervistato, in esclusiva, i ministri dell'energia della Repubblica del Congo, Henri Ossebi, e del Sudafrica, Elizabeth Dipuo Peters. In entrambi i Paesi si sta lavorando intensamente per garantire l'accesso energetico a tutti. Un analista di fama mondiale come Fatih Birol, Chief Economist della IEA, ci conferma che fornire energia a tutti non comporterebbe, come alcuni prevedono, né un aumento del fabbisogno globale né delle emissioni inquinanti. Servono, però, forti investimenti per eliminare la povertà energetica entro il 2030: una media di 48 miliardi di dollari l'anno. La sostenibilità è una scelta che Eni ha nel suo Dna. Una grande compagnia internazionale – come spiega nel suo intervento il presidente di Eni, Giuseppe Recchi – ha il dovere di sostenere lo sviluppo dei Paesi che la ospitano: questo rappresenta infatti "il modo migliore per conquistare e mantenere la propria 'licenza a operare'". C'è chi parla anche di soluzioni "economiche": Anil Markandya, definito dalla Cambridge University uno dei 50 pensatori più influenti sulla sostenibilità nel mondo, suggerisce di migliorare l'accesso alle tecnologie pulite: può fare una differenza significativa e non rappresenta un costo elevato. Per il direttore generale del Fondo OPEC per lo Sviluppo Internazionale (OFID), Suleiman Al-Herbish, la chiave di volta di tutto è la volontà politica: se i Paesi ricchi e le organizzazioni rispettano gli impegni, la povertà energetica sarà debellata. In un workshop organizzato a Venezia, proprio in vista di Rio+20, alcuni tra i massimi specialisti indicano alcune preziose soluzioni come, ad esempio, intervenire sui prezzi dell'energia, promuovere l'efficienza, creare normative adatte e fornire incentivi, puntare l'inserimento dell'accesso universale all'energia tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio per gli anni successivi al 2015. C'è poi chi vede le "risposte" direttamente nella natura: fotoni e acqua, per il premio Nobel per la Chimica, Harold Kroto, serviranno a produrre energia sufficiente a mantenere gli attuali livelli di consumo. È necessario, però, mirare anche ad un uso efficiente delle risorse. Il sole, invece, è la "materia prima" indicata da Marjan Stojiljkovic, esperto di Sustainable Energy Finance, secondo cui i sistemi solari farebbero risparmiare l'equivalente di 10 o 20 anni di luce. La sostenibilità è un obiettivo che non riguarda solo i Paesi in via di sviluppo. Anche il mondo industrializzato ha il dovere di rendersi il più possibile sostenibile. Negli Stati Uniti, come ci racconta Molly Moore, sono le forze armate a "tingersi di verde": una rivoluzione voluta dal Segretario della Marina, Ray Mabus. Dall'America arriva anche la voce di un intellettuale, lo scrittore americano Steve LeVine, secondo cui le fonti alternative devono essere un' aspirazione ad un vero e proprio stile di vita.

G20, ACTIONAID: VERTICE FALLIMENTARE, NON HA AFFRONTATO IL TEMA DELLA LOTTA ALLA POVERTA’


"Nessun impegno sull'aumento dei prezzi alimentari, sulla produzione di biocarburanti e sui cambiamenti climatici. Uno stop che potrebbe costare molto nei prossimi anni".

Los Cabos, 19 giugno 2012 – "Se da un lato la crisi dell'euro dimostra che i tempi sono duri per tutti, è evidente che il G20 si è dimenticato di riconoscere che coloro che vivono in povertà sono particolarmente deboli di fronte al peso della congiuntura economica. Con un vertice del G20 dedicato allo sviluppo economico è indubbiamente un grave fallimento non aver suggerito nuovi strumenti di finanziamento per raggiungere gli obiettivi di riduzione della povertà". Questo il primo commento di Luca De Fraia, portavoce di ActionAid Italia al vertice G20 di Los Cabos, sulla base del documento finale del Vertice.
"In un momento in cui i prezzi dei beni alimentari continuano ad oscillare pericolosamente e il surriscaldamento del pianeta rimane preoccupante, i leader del G20 non hanno preso alcuna posizione decisiva sulla sicurezza alimentare e i cambiamenti climatici, limitandosi a ribadire quanto avevano già detto nell'ultimo vertice di Cannes", continua Neil Watkind, responsabile della policy e delle campagne di ActionAid USA.
SICUREZZA ALIMENTARE E BIOCARBURANTI. "Il G20 ha nascosto la testa nella sabbia e ha scelto di non affrontare le cause principali della volatilità dei prezzi alimentari. Nonostante l'importante ruolo svolto dalla produzione di biocarburanti nel contribuire alle oscillazioni dei prezzi alimentari, questa parola non compare neppure nel comunicato finale", spiega ancora Neil Watkins.
CAMBIAMENTI CLIMATICI. "Sul clima i leader del G20 hanno scelto di approfondire con ulteriori studi i metodi per finanziare il Green Climate Fund. Questa scelta sarà una magra consolazione per gli agricoltori che vivono già in condizioni di povertà che stanno affrontando le conseguenze devastanti delle inondazioni, siccità, aumento e ondate di calore dovuti ai cambiamenti climatici", continua il portavoce di ActionAid USA. "Esistono già molte possibilità per finanziare il Fondo, come la Financial Transaction tax o imposte ad hoc sul trasporto internazionale aereo e marittimo. Continuare a studiare le azioni da mettere in campo contro i cambiamenti climatici senza mai agire rischia di far diventare inutile e costosa qualunque azione presa in futuro e di pesare molto nei prossimi anni".
FINANZA PER LO SVILUPPO. "In tema di finanza per lo sviluppo e cooperazione internazionale, questo vertice G20 sembra aver assunto una posizione più conservativa rispetto ai vertici precedenti", spiega Luca De Fraia, portavoce di ActionAid Italia al G20 ed esperto di Finanza per lo Sviluppo. "A Los Cabos i leader hanno evitato di fare menzione degli impegni in materia di Aiuto Pubblico allo Sviluppo, così come dell'importanza di utilizzare nuovi strumenti finanziari per reperire risorse necessarie al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio", continua De Fraia.
"La tassazione del settore finanziario, compreso l'utilizzo della Financial Transaction Tax, era stata presa in considerazione dal precedente Summit G20 di Cannes, mentre è stata ignorata qui a Los Cabos. In questo modo il G20 sembra voler dimenticare anche che la ricetta per lo sviluppo economico è composta da molti ingredienti, tra cui le risorse necessarie a sconfiggere la povertà e l'ingiustizia sociale", afferma il portavoce di ActionAid Italia. "Se il G20 vuole veramente guidare lo sviluppo globale dovrebbe prendersi anche la responsabilità di affrontare il tema della finanza per lo sviluppo".
 IL RUOLO DELL'ITALIA. "Nonostante il Vertice G20 abbia ignorato il tema della lotta alla povertà, l'Italia non deve dimenticare i tanti impegni finanziari che ha preso negli anni scorsi e che ancora non ha onorato. Nei prossimi giorni, a partire dal Vertice di Rio, fino agli incontri con gli altri leader europei, il Governo dovrà dimostrare di poter dare una vera accelerazione su temi come la lotta ai cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare, la produzione di biocombustibili e soprattutto la Tassa sulle transazioni finanziarie", conclude De Fraia. "E' infatti proprio dalla FTT che in questo momento di difficile congiuntura economica può arrivare la spinta decisiva a rimettere il Paese sulla strada giusta per mantenere gli impegni presi in tema di lotta alla povertà".

martedì 19 giugno 2012

Consorzio CARPI: certificazione Plastic Eco Village

Da oggi il Consorzio CARPI estende la Certificazione Plastic Eco VillageTM a tutta la filiera italiana della plastica riciclata


Plastic Eco VillageTM è il sistema di certificazione che garantisce la territorialità degli approvvigionamenti, e che verifica i contenuti di rifiuti post consumo nella produzione di materia prima seconda e il quantitativo di quest'ultima impiegato nella produzione di manufatti finiti

 

Zero Branco (TV), 19 giugno 2012 Inizialmente sviluppato per le sole consorziate CARPI, da oggi il sistema di certificazione PLASTIC ECO VILLAGETM (PEV) diventa accessibile a tutte le aziende della filiera italiana della plastica riciclata (raccoglitori, riciclatori, produttori) che ne vogliano fare richiesta, e che vogliano contribuire attivamente e in modo significativo alla riduzione dell'impatto ambientale dei rifiuti in plastica su tutto il territorio nazionale.

 

Da sempre impegnato nella promozione di politiche che contribuiscano ad allungare il ciclo di vita di un prodotto e a posticiparne lo smaltimento finale, il Consorzio CARPI ha sviluppato il sistema di certificazione Plastic Eco VillageTM per dare valore alla sicurezza e alla qualità intrinseca dei prodotti in plastica, attraverso un circuito di controllo altamente specializzato che inizia dalla raccolta del rifiuto per concludersi con la produzione di un nuovo manufatto di materia prima seconda.

 

La certificazione Plastic Eco VillageTM viene assegnata a quelle aziende in grado di garantire il rispetto delle norme vigenti, la tracciabilità dei rifiuti, l'effettiva rispondenza dei prodotti ai requisiti qualitativi dichiarati, la sostenibilità dei propri processi produttivi, la territorialità delle proprie attività e la costante ricerca di soluzioni che comportino il minor impatto ambientale possibile. Plastic Eco VillageTM favorisce l'impiego di plastica riciclata di qualità, mettendo a disposizione del consumatore tutte le informazioni sensibili sull'identità del prodotto, con particolare attenzione alla gestione del fine vita, al risparmio di fonti non rinnovabili, alla riduzione delle emissioni climalteranti.

 

A livello aziendale, l'ottenimento della certificazione PEV contribuisce a comunicare la qualità dei propri prodotti e servizi e a migliorare la propria immagine sul mercato, dimostrando di essere una realtà costantemente attenta al rapporto con i consumatori e alla sostenibilità ambientale.

 

Per ottenere il marchio PEV, sottoposto a verifica di TUV Italia, le aziende devono innanzitutto sottoscrivere il Codice di Condotta legato al marchio PEV che, elaborato con riferimento alle norme UNI e ISO applicabili, si pone a garanzia della credibilità del processo di certificazione Plastic Eco VillageTM e ne fissa i parametri. Le aziende interessate devono inoltre dimostrare di approvvigionarsi di materie prime seconde provenienti da filiera corta, ovvero almeno il 60% entro 150 km (nel caso della raccolta dei rifiuti) o 250 km dalla propria sede (nel caso di riciclatori e trasformatori).

 

Per verificare che i requisiti di richiesta del marchio PEV vengano rispettati, il Consorzio CARPI si avvale della collaborazione di TUV Italia per l'attività ispettiva volta al rilascio della certificazione, e di BIOS s.r.l. (Ente di certificazione specializzato nel settore dell'emission trading) per la certificazione del calcolo delle emissioni. Infine, per verificare che le aziende certificate PEV mantengano nel tempo un sistema di gestione conforme ai requisiti del Codice di Condotta PEV, il Consorzio CARPI effettua ogni anno un'attività di controllo e sorveglianza.

 

 

A proposito del Consorzio CARPI

 

Il Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia (CARPI), operativo dal 2007, è un consorzio di servizi che riunisce alcune delle più importanti realtà nazionali che operano nell'ambito della raccolta, del riciclo e della produzione di materie plastiche provenienti da superficie privata, dunque un Consorzio che non interviene nella superficie pubblica di competenza dei Comuni che si occupano della differenziata.

CARPI è un consorzio "di sistema", sussidiario al sistema vigente in Italia, ed è impegnato in un dialogo continuo sia con le aziende sia con le istituzioni e altre strutture, in grado di rappresentare tutti gli attori di questo complesso settore in una logica che va dalla tutela ambientale a quella della creazione di un nuovo e proficuo mercato, che crei l'equilibrio necessario per favorire lo sviluppo adeguato dell'intero comparto. Le imprese che CARPI rappresenta non vogliono muoversi in un quadro di anarchia, ma di disciplina paritaria e trasparente coerente alla normativa UE, assumendosi oneri e onori per un ruolo attivo e responsabile.

In questo contesto, CARPI è promotore di una visione completamente diversa rispetto al passato, nella quale le aziende che si occupano del riciclo della plastica allungano e modificano il ciclo di vita dell'imballaggio e lo trasformano nella propria materia prima. Secondo questo principio, si passa dall'usa e getta all'usa e recupera, minimizzando e differendo sempre più nel tempo il momento dello smaltimento finale.

Per maggiori informazioni www.consorziocarpi.com.

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