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martedì 20 maggio 2014

Greenpeace e lo chef Antonello Colonna: A come ape. Un’agricoltura senza pesticidi è possibile


Roma,20.05.2014: Per tutelare i consumatori e l'ambiente e per superare l'attuale crisi degli impollinatori in Europa sono già diffuse pratiche di "Agricoltura Ecologica". Questa è l'essenza di uno studio pubblicato da Greenpeace International - presentato oggi a Roma presso il ristorante Open Colonna (Roof garden Palazzo delle Esposizioni) - che integra ricerca scientifica e esperienza pratica di agricoltori e imprenditori che ormai applicano la moderna agricoltura sostenibile in tutta Europa. Durante la presentazione, lo chef Antonello Colonna ha presentato alcuni suoi piatti realizzati con ingredienti che dipendono dall'impollinazione delle api. Questi insetti infatti non si limitano a produrre miele, come molti pensano. Un terzo del cibo che mangiamo e la maggior parte della flora spontanea dipendono dalla loro opera di impollinazione. 
 
Il rapporto e il video-progetto "A come ape. Un'agricoltura senza pesticidi è possibile", evidenzia l'importanza delle api per la sicurezza alimentare a livello globale e fornisce una rassegna della letteratura scientifica sul controllo dei parassiti con metodi ecologici, dimostrando come l'uso e la pericolosità dei pesticidi chimici di sintesi in agricoltura sia ridondante. Greenpeace ha prodotto una serie di "casi studio" che evidenziando le esperienze di agricoltori, scienziati, istituti di ricerca e aziende di 10 Paesi europei. Gli esperti intervistati spiegano come l'attuazione di un'agricoltura ecologica non solo è fattibile ma è e in effetti l'unica soluzione per i sempre crescenti problemi connessi con il modello di agricoltura industriale.
 
"L'unica soluzione per contrastare il declino globale delle api e la crisi dell'agricoltura industriale è spostarsi verso l'agricoltura sostenibile. Agricoltori, ricercatori ed imprenditori hanno fatto passi importanti verso la protezione delle api e dei sistemi agricoli. Applicando metodi di coltivazione ecologici e amici delle api, questi pionieri assicurano la produzione di cibo sano, proteggono il suolo, l'acqua e il clima, promuovono la biodiversità e non contaminano l'ambiente con sostanze chimiche di sintesi o organismi geneticamente modificati. I politici devono ascoltare questi esperti che sono la prova vivente che un'agricoltura sostenibile in Europa è possibile." – dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia.

Il progetto è parte di una campagna di Greenpeace per fermare il declino delle api e degli altri impollinatori. Declino che è un sintomo di un sistema agricolo industriale che ha fallito, basato su una crescente dipendenza da sostanze chimiche di sintesi e centrato sulla diffusione delle monocolture e quindi sulla dipendenza da poche multinazionali agrochimiche.
 
«L'Italia più di ogni altro Paese ha capitali di enorme valore – il suo cibo, la sua tradizione e sperimentazione culinaria – che dipendono dal lavoro svolto gratuitamente dagli insetti impollinatori. Chiunque voglia salvaguardare queste risorse cosi importanti per l'economia del nostro Paese deve tenere da conto il lavoro di questi insetti e proteggere la nostra agricoltura» commenta lo chef Antonello Colonna.
 
L'aumento della resistenza di parassiti e infestanti, la diminuzione della fertilità del suolo, la contaminazione delle acque, l'aumento delle emissioni di CO2, la maggiore vulnerabilità ai cambiamenti climatici, la perdita di diversità della produzione alimentare a livello globale ci spingono con sempre maggior forza verso un radicale cambiamento che tuteli e incrementi la biodiversità grazie all'adozione di pratiche agricole sostenibili.
 
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