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lunedì 29 settembre 2014

Cromo esavalente: una nuova tecnologia italiana lo rende innocuo


Si basa su una tecnologia tutta italiana una nuova soluzione per bonificare le aree contaminate da cromo esavalente, un inquinante molto mobile, mutageno e fortemente cancerogeno che contamina moltissimi terreni industriali abbandonati, spesso entrati a far parte delle aree urbane e, in molti casi, oggetto di riqualificazione edilizia.
Si chiama Soilution e l'ha sviluppata il Gruppo Sapio, azienda di Monza specializzata nella produzione di gas tecnici e medicinali, insieme a  Deifar, società di consulenza e progettazione di bonifiche ambientali.

La soluzione si basa su un reagente gassoso in grado di ridurre il cromo esavalente a cromo 3, decisamente più innocuo e tollerato dall'uomo. Attraverso speciali perforazioni viene iniettata direttamente nella falda e nella zona insatura di terreno una miscela gassosa non infiammabile di idrogeno e azoto, senza necessità di asportare materiale o di convogliare le acque contaminate.

La tecnologia Soilution è stata recentemente testata con successo nella bonifica di una ex galvanica a Tezze sul Brenta (in provincia di Vicenza). I risultati sono stati straordinari, e tutti scientificamente dimostrati. L'esecuzione di  ben 2184 analisi dei gas interstiziali, 84 analisi dei gas di falda e 30 analisi del terreno, ha dimostrato infatti che, partendo da una contaminazione di circa 3000 microgrammi di cromo esavalente in falda e 50 milligrammi di cromo esavalente nel terreno, il risultato è stato di meno di 5 microgrammi di cromo esavalente in falda – che è il limite di legge -  e meno di 0,34 milligrammi nel terreno.

Trattandosi di una miscela inerte e biocompatibile, quella iniettata con la tecnologia Soilution non lascia "tracce": ciò significa che non comporta variazioni degli equilibri biologici e chimico-fisici del terreno né significative variazioni dei potenziali Red-ox (detto anche "potenziale di riduzione", il potenziale red-ox è una misura della tendenza di una specie chimica ad acquisire elettroni, cioè a essere ridotta) e dei valori del Ph. Inoltre, i gas utilizzati sono altamente solubili nell'acqua di falda e si disperdono nell'aria, una volta risaliti in superficie.

Soilution risponde ai più importanti requisiti legislativi nei criteri di scelta dei metodi di bonifica previsti dal Testo Unico Ambientale D.lgs.152/2006.
In Italia, responsabili delle contaminazioni con cromo esavalente sono state soprattutto le vecchie aziende galvaniche nate nel dopoguerra, che si dedicavano alla cromatura elettrolitica dei materiali ferrosi , così da renderli più resistenti.  La forte necessità di far ripartire le industrie e la scarsa sensibilità "ecologica" di allora hanno fatto il resto e hanno contribuito a diffondere uno dei metalli pesanti più insidiosi e più difficilmente estirpabili.  Anche perché, attraverso falde acquifere e corsi d'acqua, la contaminazione locale con cromo esavalente si "sposta"  facilmente anche in aree limitrofe o lontane. Con conseguenze drammatiche sulla salute dell'uomo.

Fino a oggi, sono state utilizzate numerose tecniche di bonifica sia di tipo ex situ che in situ: dall'onerosa raccolta e conferimento in discarica dei terreni contaminati, all'intercettazione del flusso di falda con successivo trattamento delle acque emunte (pump & treat), fino a metodi più invasivi quali il Soil Flushing (una sorta di "lavaggio" del terreno inquinato), la stabilizzazione geochimica o le barriere reattive. Tutti questi sistemi sono accomunati, oltre che dagli alti costi e spesso dall'elevato impatto ambientale, anche dalla non trascurabile introduzione di  sottoprodotti chimici che permangono nella matrice del terreno e sono quindi a loro volta difficilmente smaltibili. In sostanza, le tecniche tradizionali "spostano" il problema dal terreno contaminato alla discarica o ai siti di trattamento, con scarsi risultati e con nuovi problemi.


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