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lunedì 24 novembre 2014

Crisi: meno sprechi per gli italiani, ma ancora 6 euro di cibo a settimana va nel bidone

D'altra parte, ha aggiunto Scanavino, "le cifre ancora alte degli sprechi alimentari non sono solo una vergogna da un punto di vista socio-economico, ma anche da quello ambientale: basti pensare, infatti, che una sola tonnellata di rifiuti organici genera 4,2 tonnellate di Co2".


Il presidente della Cia, Dino Scanavino, partecipa a "Stop Food Waste, Feed The Planet" a Bologna: bisogna continuare a lavorare sullo sviluppo e l'implementazione di programmi di prevenzione dei rifiuti, sostenendo nel contempo tutte le iniziative pubbliche e private per il riciclo e la donazione dei prodotti alimentari invenduti. C'è ancora molto da fare sul fronte dello spreco alimentare. In Italia finiscono nella pattumiera più di 5 milioni di tonnellate di prodotti commestibili ogni anno.


E anche se la crisi ha ridotto notevolmente le cifre degli sprechi (-30 per cento in media dal 2008), le famiglie italiane buttano ancora oggi tra i rifiuti 6,5 euro a settimana di alimenti ancora consumabili. Uno scandalo dal punto di vista economico ed etico, se si pensa che ad esempio sono aumentate del 10 per cento in un anno le famiglie che hanno chiesto aiuto per mangiare, con 4 milioni di persone assistite con pacchi alimentari e pasti gratuiti nelle mense.


Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione dell'iniziativa "Stop Food Waste, Feed The Planet" oggi a Bologna."C'è bisogno di una maggiore consapevolezza da parte di tutti -ha sottolineato il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, nel corso del suo intervento al convegno-. E' necessario acquisire una coscienza solidaristica, continuando a lavorare sullo sviluppo e l'implementazione di programmi di prevenzione dei rifiuti sostenendo nel contempo tutte le iniziative pubbliche e private per il riciclo e la donazione dei prodotti alimentari invenduti e contro lo spreco".


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