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lunedì 15 dicembre 2014

L'olio Monini è sempre più green grazie alla Carbon Foot Print

 

Completata da Monini la valutazione di Carbon Footprint per il Bios e il D.O.P Umbria.

Riduzione di gas serra e compensazione con biomasse cinesi il risultato di quest'attività.

 

Spoleto, dicembre 2014Due tra gli oli extra vergine d'oliva più pregiati Monini, il BIOS e il D.O.P. Umbria, sono stati sottoposti a uno studio completo di LCA (Life Cycle Assessment con metodologia "dalla culla alla tomba") per arrivare a definirne la Carbon Footprint (CFP), indicatore ambientale quanto mai attuale alla luce dei cambiamenti climatici in atto, perché quantifica il contributo di questi prodotti al riscaldamento globale.

 

L'unità di misura è espressa in termini di kg di CO2 equivalente, ai sensi della ISO/TS 14067:2013, una norma internazionale di recente emanazione, che Monini è tra le prime a livello internazionale e tra le pochissime del proprio settore produttivo a utilizzare.

 

E' stata analizzata l'intera filiera Monini: dalla fase di coltivazione e raccolta delle olive, attraverso il loro trasporto al frantoio e l'estrazione dell'olio, alla filtrazione e al confezionamento, fino alla produzione degli imballaggi, alla distribuzione del prodotto finito, all'uso e al fine vita del prodotto e del suo imballaggio.

 

Alla luce dei dati raccolti, Monini ha individuato diverse attività per il miglioramento della CFP dei due oli: contenimento dei consumi energetici e dei prodotti chimici (questi ultimi solo per il D.O.P. Umbria) per la fase di coltivazione delle olive, studio di un imballaggio a bassa impronta di carbonio e il contenimento dei consumi elettrici per le fasi di estrazione dell'olio al frantoio e di confezionamento.

 

Monini ha anche deciso di compensare le emissioni di gas a effetto serra del ciclo di vita degli oli extra vergine d'oliva BIOS e D.O.P. Umbria non evitabili, attraverso il finanziamento di un'attività in grado di assorbire/evitare tonnellate di CO2 in atmosfera.

Nello specifico, Monini ha scelto il progetto China Anhui Guzhen Biomass, che consiste nella realizzazione e installazione di un boiler da 130t/h e di un generatore a turbina a vapore da 30MW nella contea di Guzhen, contea della provincia di Anhui, nella Cina orientale. Scarti della lavorazione del legno, della coltivazione del riso, del mais e delle arachidi, invece di essere gettati, vengono utilizzati come combustibile per la generazione di energia elettrica. La produzione annuale di energia attesa è di 186,900 MWh, che vengono immessi nella East China Power Grid. Due gli effetti positivi sul clima: la riduzione di gas effetto serra e l'aumento dell'utilizzo di energia pulita.

La CFP si aggiunge agli altri molteplici progetti già portati a termine da Monini a favore dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre, infatti, l'azienda spoletina pone un semplice valore alla base della propria attività: non togliere nulla alla natura e al territorio. Per questo Monini ha intrapreso un importante percorso "eco-sostenibile" (installazione di un impianto fotovoltaico presso lo stabilimento, acquisto di energia da fonti rinnovabili certificate, packaging eco-sostenibili in vetro riciclato).

 

NOTE DI APPROFONDIMENTO

1.    Lo studio di LCA e l'External Communication Report (espressamente previsto dalla norma ISO/TS 14067, quale strumento di comunicazione per gli stakeholders delle società che intendono dichiarare gli impatti ambientali dei propri prodotti) sono stati redatti con la collaborazione di Ambiente Italia srl, società leader in questo tipo di studi, e sottoposti all'accurata verifica di un ente terzo indipendente, il Bureau Veritas Italia SpA.

2.    L'analisi del ciclo di vita degli oli extra vergine d'oliva ha messo in evidenza le fasi maggiormente impattanti della filiera: per il 50-65% la fase di coltivazione delle olive (principalmente utilizzo di fertilizzanti azotati per il DOP Umbria ed emissioni da lavorazioni in campo per il BIOS); per il 20-25% la produzione dei materiali d'imballaggio (principalmente la bottiglia di vetro), per il 16% la distribuzione via camion del prodotto finito, per il 5% il confezionamento del prodotto finito (dovuto al consumo di elettricità), per il 3-5% l'estrazione dell'olio (dovuto sempre al consumo di elettricità).

3.    L'analisi della CFP fa parte del progetto, promosso dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dal titolo "PROGRAMMA NAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DELL'IMPRONTA AMBIENTALE", a cui hanno aderito le principali aziende italiane produttrici di beni di largo consumo (D.M. n. 468 del 19 maggio 2011 – Accesso al finanziamento, in regime "De Minimis", di progetti per l'analisi dell'impronta di carbonio nel ciclo di vita dei prodotti di largo consumo).

4.    Partner Monini per il progetto di compensazione è Ecoway, società leader in Italia in tema di compensazioni di emissioni di gas serra.

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