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lunedì 29 dicembre 2014

L'eco-babbo di Ecofesta Puglia al Capodanno di Bari 2015



L'ECO-BABBO AL CAPODANNO DI BARI 2015
L'irriverente video-tutorial di Ecofesta Puglia lanciato durante il periodo delle feste
per promuovere stili di vita sostenibili in occasione delle feste sarà proiettato
in occasione dello show cooking live "Rime, patate e cozze"
nell'ambito della programmazione del Capodanno a Bari 2015

Officine degli Esordi (via Crispi 5) – Bari
30/12/2014 – ore 19

Il primo corto della campagna Buonecofeste, "Ecobabbo is coming", per promuovere stili di vita sostenibili in occasione delle feste, realizzato da Ecofesta Puglia, la certificazione volontaria che riduce l'impatto ambientale degli eventi, sarà proiettato nelle Officine degli Esordi di Bari alle ore 19, nell'ambito della programmazione del Capodanno a Bari 2015.

Il video sarà diffuso in occasione dello show cooking live "Rime, patate e cozze" con lo chef Antonio Bufi e i Bari Jungle Brothers, in collaborazione con Eataly Bari.  

Protagonista del corto è uno strano personaggio, un eco-babbo, che decide di realizzare un video-tutorial per istruire i suoi followers su come risolvere il problema degli sprechi e ridurre l'impatto ambientale, soprattutto in un periodo come quello natalizio, dove aumentano i consumi e in pochi fanno una buona ed efficace raccolta differenziata. 

Il video è stato realizzato dal regista Mattia Epifani in collaborazione con l'agenzia di Storytelling Bizarre.

Ecco il video del corto sul canale youtube di Ecofesta Puglia: ECO BABBO IS COMING - Ecofesta Puglia


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www.corrieredelweb.it

mercoledì 24 dicembre 2014

Trivellazioni, Legambiente: “Anche Chiamparino ricorra contro l’articolo 38 dello Sblocca Italia"


 

 

 

Cresce la rivolta degli enti locali contro l'articolo 38 dello Sblocca Italia che sceglie le trivelle per fare cassa a spese dell'ambiente. L'appello di Legambiente a Chiamparino

 

Trivellazioni, Legambiente: "Già sei Regioni hanno impugnato il decreto Sblocca Italia. Il Piemonte cosa aspetta?"

 

 

Cresce l'opposizione delle Regioni e dei sindaci all'articolo 38 del decreto Sblocca Italia che sceglie le trivelle per fare cassa a spese dell'ambiente. Sono già 6 le Regioni che hanno deciso di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale entro il 10 gennaio la legge 166/2014 di conversione del decreto 133/2014, grazie all'azione promossa congiuntamente dagli ambientalisti di Legambiente, FAI, Greenpeace, Marevivo, Touring Club Italiano e WWF: hanno risposto positivamente Abruzzo, Campania, Lombardia, Marche, Puglia e Veneto.

Come sostenuto e richiesto dalle associazioni, le Regioni stanno decidendo di contrastare la forzatura, voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico, e contraria al Titolo V della Costituzione, che bypassa l'intesa con le Regioni e stabilisce corsie preferenziali e poco trasparenti per le valutazioni ambientali e per il rilascio di concessioni uniche di ricerca e coltivazione di idrocarburi. Trivellazioni che potrebbero interessare anche il territorio piemontese con diverse richieste di ricerca ed estrazione di idrocarburi.

 

"Siamo fortemente preoccupati per i contenuti di questo decreto, che non solo su alcune questioni strategiche esautora di fatto le competenze delle Regioni, ma ripropone una visione vecchia del Paese, che non coglie le sfide del XXI secolo e sbaglia la scelta delle priorità senza individuare criteri di utilità effettiva per il territorio e i cittadini –dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta-. Siamo convinti che il nostro Paese debba essere "sbloccato", incidendo strategicamente nel quotidiano dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni, con un effettivo snellimento delle procedure e una reale delegificazione, puntando alla realizzazione delle opere veramente utili a modernizzare l'Italia, ma non nella direzione individuata dallo Sblocca Italia. Speravamo –sottolinea ancora il presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta- che il decreto potesse essere uno strumento utile per modernizzare il nostro Paese, in realtà si sta rivelando una scommessa persa che rischia di avere effetti nefasti sul nostro territorio. Per questo abbiamo chiesto al Consiglio regionale e al presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino di mobilitarsi, impugnando il decreto di fronte alla Corte Costituzionale. Il Consiglio regionale ha già avuto una prima occasione per esprimersi favorevolmente al nostro appello ma ha preferito astenersi a larga maggioranza. Chiediamo ora alla Giunta e ai consiglieri di ritornare sulla questione impugnando entro il 10 gennaio il decreto così come fatto già da altre sei Regioni".

 

Per Legambiente col decreto Sblocca Italia si rischia una nuova ondata di trivellazioni petrolifere con irrilevanti benefici economici e sociali ed elevati pericoli ambientali per aree di pregio naturalistico e paesaggistico. Agli attuali tassi di consumo e valutate le riserve certe a terra e a mare censite dal Ministero dello Sviluppo Economico, il petrolio estratto potrebbe coprire il fabbisogno nazionale per soli 13 mesi. Secondo le stime di Assomineraria, l'upstream, cioè la filiera di esplorazione e produzione (E&P) in Italia ed estero, vale il 2,1% del Pil italiano e con lo Sblocca Italia comporterebbe un aumento sul Pil dello 0,5%, mentre secondo il rapporto "World Travel & Tourism Council", l'Italia ha ricavato nel 2013 dalle attività turistiche (compreso l'indotto) il 10,3% del proprio PIL.

 

 


martedì 23 dicembre 2014

FOTOVOLTAICO E AUTO ELETTRICHE IN ITALIA, normative e scenari. Intervista a Luca Zingale, Direttore Scientifico di Solarexpo-The Innovation Cloud



FOTOVOLTAICO E AUTO ELETTRICHE IN ITALIA
Intervista a Luca Zingale, Direttore Scientifico di Solarexpo-The Innovation Cloud
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"Con lo spalma-incentivi la rimodulazione delle entrate per i proprietari degli impianti FV riduce di fatto il valore dell'impianto stesso. Diventa per molti allora indispensabile ottimizzare la produzione dell'impianto fotovoltaico".
"Si apre così un ampio ventaglio di opportunità per EPC contractor, System Integrator, Asset Management Companies, produttori di componenti, fornitori di servizi di O&M e revamping che potranno lavorare su un parco installato di oltre 570 mila impianti, molti dei quali, va detto, sono stati costruiti in fretta e hanno performance ampiamente migliorabili".

Cosí Luca Zingale, Direttore scientifico di Solarexpo-The Innovation Cloud 2015, in un'intervista rilasciata al portale di informazione specializzata Ingegneri.cc.

Il Direttore scientifico della Fiera che si terrà dall'8 al 10 aprile al MiCo - Exhibition & Conference Centre di Milano ha approfondito il tema del fotovoltaico in questo periodo di difficile congiuntura, ma senza dimenticare un argomento altrettanto importante e che sarà trattato nella prossima edizione dell'evento: la mobilità elettrica.

 
"Nonostante la concreta offerta di veicoli elettrici dell'industria negli ultimi anni, è evidente che non stiamo assistendo a un'esplosione del mercato. Eppure, i vincoli dell'Unione Europea ne richiederebbero già una diffusione significativa. Infatti, le emissioni di CO2 al tubo di scarico del parco auto venduto dovranno collocarsi nel 2020, o poco più avanti, entro i 95 g/km, contro i circa 135 g/km di oggi. Per molti addetti ai lavori, sarà difficile che le auto endotermiche scendano sotto i 103-105 g/km medi entro il 2020. Questo gap di 8-10 g/km dovrà essere colmato da una maggiore presenza di mezzi a emissioni zero o quasi, ovvero quelli a tecnologia elettrica". 

"In un sistema elettrico come il nostro, caratterizzato da un forte eccesso di offerta e da una crescente penetrazione delle rinnovabili 'non programmabili', la diffusione della mobilità elettrica potrebbe negli anni diventare un rimedio. Con il supporto di tecnologie vehicle to grid, nei prossimi anni i mezzi elettrici oltre a sostenere la domanda potrebbero fungere da sistemi di accumulo diffusi e stabilizzatori della rete. Questi argomenti troveranno ampio spazio di discussione durante l'edizione 2015 di Solarexpo-The Innovation Cloud".
Continua a leggere l'intervista


SOLAREXPO – THE INNOVATION CLOUD in breve
 
Solarexpo – The Innovation Cloud è una piattaforma espositiva di livello internazionale dedicata all'integrazione delle tecnologie energetiche low carbon. Un concept multi-tecnologico combinato a un corpus convegnistico di altissimo livello rappresentano gli elementi di forza dell'evento. 
 
Solarexpo, parte fondamentale dell'evento, è tra le più importanti esposizioni specializzate nel solare a livello mondiale. A partire dalla prima edizione nel lontano 1999, Solarexpo ha riscontrato negli anni un crescente successo presso il pubblico e gli espositori. Ha inoltre sempre dedicato un impegno costante a favore dell'orientamento, del confronto e dell'informazione sulle dinamiche dell'industria e del mercato a livello globale, con l'organizzazione di convegni, seminari, corsi ed eventi collegati che hanno visto la partecipazione di prestigiosi relatori italiani e stranieri. 
'SOCIALEXPO'. Entra nella Social Community di Solarexpo-The Innovation Cloud. Seguici su:
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lunedì 22 dicembre 2014

La Commissione Europea affida a MWH la valutazione delle candidature per il programma LIFE - COMUNICATO STAMPA

La società di ingegneria sarà a capo di un consorzio che offrirà consulenza e supporto tecnico nel processo di selezione

 

 

Milano, 22 dicembre 2014MWH – storica società multinazionale di ingegneria e consulenza multidisciplinare, attiva nel campo dell'energia, dell'acqua, delle infrastrutture innovative e della gestione e conservazione di risorse naturali – è stata incaricata dalla Commissione Europea della valutazione dei progetti candidati al programma LIFE, il più importante strumento finanziario dell'Unione a favore di iniziative di tutela ambientale, conservazione delle risorse naturali e cambiamenti climatici su tutto il territorio dei 28 stati membri.

 

MWH sarà alla guida di un consorzio che fornirà assistenza tecnica e supporterà la Commissione Europea nella selezione delle candidature. L'obiettivo è assicurare che il processo di selezione sia solido, imparziale, trasparente e ben documentato, così da dar luogo a progetti di alta qualità.

 

Dal 1992, LIFE ha co-finanziato oltre 4000 progetti ambientali e di conservazione delle risorse naturali in tutti i 28 stati membri dell'Unione Europea, supportando e sviluppando l'implementazione della Politica ambientale e climatica dell'UE. Ogni anno, la Commissione Europea riceve oltre 1000 proposte per progetti nei settori della natura, della biodiversità, dell'ambiente, dell'efficienza delle risorse e dei cambiamenti climatici ed è sempre più difficile selezionare i più validi.

Il programma, che è stato recentemente rifinanziato con un budget di €3,4 miliardi per il periodo 2014 - 2020, contribuirà al raggiungimento degli obiettivi della strategia europea del 2020 e delle strategie e dei piani ambientali e climatici dell'UE.

 

 

 

PROFILO MWH

MWH Global (www.mwhglobal.com) è una società multidisciplinare leader nel cosiddetto settore "wet infrastructure", che offre un'ampia gamma di servizi innovativi di consulenza strategica, ingegneria e costruzioni, più volte oggetto di prestigiosi riconoscimenti internazionali. Dalle fasi iniziali di progettazione, fino al supporto in fase di costruzione e all'asset management, assistiamo clienti privati e pubblici nell'implementazione di progetti nel campo dell'acqua, dell'energia, delle risorse naturali e delle infrastrutture.

I nostri quasi 8.000 collaboratori operano in 35 paesi e sei continenti, mettendo in pratica il nostro impegno verso lo sviluppo sostenibile, che si riflette nel motto Building a Better World.

MWH è una società indipendente e ad azionariato diffuso, con una lunga storia che risale al 1820.

 

MWH in Italia

MWH è presente in Italia dal 1973, dove opera uno staff di circa 140 persone. La sede principale è a Milano, affiancata dalla sede di Roma.

Tra i suoi maggiori clienti, MWH annovera gruppi industriali multinazionali, gruppi leader del settore oil&gas, Enti pubblici, Governi, istituzioni finanziarie internazionali (es. la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, la Banca Mondiale, la Banca Europea degli Investimenti, la Commissione Europea, le Nazioni Unite.), Utilities e altre organizzazioni pubbliche.

Il fatturato globale nel 2013 è stato di 1,4 miliardi di dollari, mentre il fatturato annuo in Italia è di circa 40 milioni di Euro.



venerdì 19 dicembre 2014

Enegan al Villaggio di Babbo Natale: insieme per imparare a rispettare l'ambiente

Al Villaggio di Babbo Natale impariamo a rispettare l'ambiente insieme ad Enegan ed "Elio e i Caccia Mostri"

Tante luci e addobbi natalizi al Villaggio di Babbo Natale che che ha ufficialmente aperto le porte in Piazza Annigoni a Firenze. Dal 12 dicembre al 6 gennaio il villaggio accoglierà i bambini e le loro famiglie per condividere la magia del Natale tra giochi e divertimento.
Lo sponsor principale del villaggio è Enegan Luce e Gas, il trader privato toscano che conferma la sua natura benefica e da sempre attenta ai più piccoli. Il tema principale della sponsorizzazione di Enegan infatti è "Elio e i Caccia Mostri" una storia realizzata per educare i bambini al Risparmio Energetico e sensibilizzarli, giocando, sul tema dell'energia per uso domestico. Proprio in questo senso stamattina è stata organizzata una "lezione-evento" durante la quale bambini e genitori hanno assistito alla narrazione della storia, sono stati coinvolti in prima persona con giochi e sketch, e hanno ricevuto gadget e regali. Un tema attuale quello scelto da Enegan che ha fatto delle tematiche ambientali una mission aziendale e un valore aggiunto.
Enegan conferma inoltre il suo impegno sociale e anche a Natale regala un sorriso ai bambini dell'Ospedale Pediatrico Meyer, al quale i visitatori del villaggio potranno fare una donazione per ogni foto scattata con Babbo Natale.
Il progetto educativo e sociale di Enegan si inserisce all'interno del Villaggio di Babbo Natale, 3000 mq interamente dedicati al Natale, un'idea alternativa per le famiglie che vorranno trascorrere nel capoluogo toscano una giornata tra casette in tipico stile nordico,shopping natalizio, street food e spettacoli di musica e danza.
Questa prima edizione del Villaggio di Babbo Natale si preannuncia entusiasmante e ricca di sorprese e la grande famiglia di Enegan sarà lì ad aspettarvi e a condividere l'emozione del Natale insieme.

giovedì 18 dicembre 2014

"Subito gli ecoreati nel codice penale”. L’appello di Legambiente da Casale Monferrato in occasione della premiazione dell’Ambientalista dell’anno


Legambiente al Governo: "L'indignazione per la sentenza Eternit non basta. Subito gli ecoreati nel codice penale"

 

L'appello da Casale Monferrato in occasione della premiazione dell'Ambientalista dell'anno

 

Il premio intitolato a Luisa Minazzi va al gruppo di biologi che ha salvato il camoscio appenninico dal rischio estinzione

 

 

"In nome del popolo inquinato, che da troppo tempo attende giustizia, ciascuno si assuma le proprie responsabilità. L'indignazione per la prescrizione della sentenza Eternit non basta. Facciamo appello al Governo affinchè si impegni concretamente per la rapida approvazione del disegno di legge sugli ecoreati e per avviare al più presto le bonifiche dei siti industriali e la rimozione dell'amianto dagli edifici ancora contaminati".


E' da Casale Monferrato che Legambiente rilancia il proprio appello al Governo Renzi per l'approvazione in tempi rapidi del disegno di legge sull'introduzione dei reati ambientali nel codice penale, fermo da marzo nelle Commissioni Ambiente e Giustizia del Senato, e per un rinnovato impegno sul fronte del risanamento ambientale e dello smaltimento dei materiali contenenti amianto.


L'occasione è stata la cerimonia di consegna nella Sala Consiliare del Comune del premio "Luisa Minazzi-Ambientalista dell'anno 2014" promosso dall'associazione ambientalista e dal mensile La Nuova Ecologia a cui hanno preso parte il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e Giovanni Maria Flick, ex ministro di Giustizia e presidente della Corte Costituzionale.

 

"Con la prescrizione della sentenza Eternit si è consumato un nuovo capitolo della drammatica storia italiana in cui chi ha inquinato e ha procurato morte e dolore in tante famiglie se la cava con un nulla di fatto. Per modificare concretamente questa situazione è bene chiarire che non si tratta solo di un problema di tempi di prescrizione -ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente-. Oggi i delitti contro l'ambiente restano, di fatto, impuniti e chi inquina non paga per la mancanza nell'ordinamento italiano di una fattispecie di reato ad hoc. Con l'inserimento nel codice penale dei delitti ambientali, in primis quelli di inquinamento e disastro, sarà possibile aiutare magistratura e forze dell'ordine ad assicurare alla giustizia i colpevoli ed evitare che nel nostro Paese si consumino altri crimini ambientali com'è successo a Casale Monferrato, nella Terra dei fuochi, nella Valle del Sacco, a Taranto, a Porto Marghera, a Bussi e in tantissime altre realtà".

 

Allo stesso tempo per Legambiente è indispensabile affrontare il capitolo delle bonifiche dell'amianto. A 22 anni dall'entrata in vigore della legge che ha proibito l'estrazione, la lavorazione e la commercializzazione della fibra killer, sono infatti ancora oltre 34.148 i siti da bonificare per oltre 32 milioni di tonnellate di amianto sparso in tutto il Paese. Per l'associazione ambientalista un aiuto consistente potrebbe arrivare dal ripristino degli incentivi per la sostituzione delle coperture in amianto con il fotovoltaico.


Gli incentivi, terminati a luglio 2013, hanno permesso di risanare ben 30 mila tetti per una superfice di più di 20 kmq e di installare circa 3 GW di fotovoltaico. Si calcola che un investimento di circa 20 milioni di euro da attuare attraverso il sistema degli incentivi consentirebbe la bonifica di almeno 10 milioni di metri quadri.


"Se si vuole imprimere veramente un cambio di passo nella lotta all'amianto –sottolinea il presidente di Legambiente Cogliati Dezza- occorre che Governo e Regioni diano avvio ad interventi concreti sia a livello nazionale che locale, a partire dallo stanziamento nella legge di stabilità 2015 di risorse adeguate per dare attuazione al Piano nazionale amianto che ancora una volta lo scorso 9 dicembre è stato bocciato dalla Conferenza Stato-Regioni".

 

La cerimonia di consegna del premio "Luisa Minazzi-Ambientalista dell'anno 2014", tenutasi nella città natale di Luisa Minazzi, tra i fondatori del circolo di Legambiente di Casale Monferrato e attivista simbolo della lotta contro l'amianto scomparsa nel 2010, ha visto salire sul gradino più alto del podio i biologi dei parchi appenninici che hanno realizzato uno dei più importanti progetti di ripopolamento mai varati in Italia, il Life Coornata, che ha consentito di mettere in salvo una specie a rischio d'estinzione, il camoscio appenninico.


Secondo piazzamento per il Condominio Green di via San Gregorio 49 a Milano, protagonista di una bella storia di sharing economy, che ottiene la menzione speciale di Weleda.


A David Grassi, che nel 2002 era marinaio sulla fregata Maestrale e si è opposto all'ordine del suo capitano di gettare in mare rifiuti oleosi, va invece il premio speciale del comitato promotore. Ma coraggio, generosità e senso del bene comune sono i tratti distintivi di tutti gli otto finalisti del premio.


Da Annalisa Balloi, la microbiologa che sperimenta prodotti green applicabili nel restauro dei monumenti o nella difesa delle api, al fisico Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino che sostiene la costituzione di comunità energetiche e si oppone al Tav in Val di Susa, al sindaco di Corchiano (Vt), Bengasi Battisti, che raggiunge l'85% di differenziata con il porta a porta e tutela l'acqua pubblica.


E ancora Patrizia Rossi, la prima donna ad aver diretto un Parco, quello delle Alpi Marittime, a riposo da pochi mesi dopo una vita al servizio della natura anche come presidente di Europarc, e il seed saver Franco Pedrini, antesignano dell'agricoltura biodinamica, che coltiva antiche varietà di cereali nella sua azienda in Toscana all'insegna della qualità assoluta. Tutti testimoni di un'Italia che tiene insieme competenze, desiderio di far bene, senso del bene collettivo.

 

 

L'appello per l'approvazione del disegno di legge sui reati ambientali nel Codice penale si può firmare su Change.org al seguente indirizzo: www.change.org/legambiente-ecoreati

 

Il Piemonte perde altri 33 mila pendolari - i dati di Pendolaria 2014


 Torino, 18 dicembre 2014                                                     

Legambiente presenta il rapporto Pendolaria 2014

Il Piemonte perde altri 33 mila pendolari, conseguenza di tagli al servizio e aumento del costo dei biglietti negli ultimi anni


Legambiente: "La Regione Piemonte torni ad investire sul trasporto ferroviario pendolare in tutta la regione così come fatto sul Servizio Ferroviario Metropolitano e ripristini il Forum regionale del trasporto ferroviario"


È un'Italia che viaggia a due velocità: da una parte l'alta velocità delle Frecce e di Italo che collegano Roma, Milano, Napoli, Torino, Venezia con una offerta sempre più ampia, articolata e sempre più remunerativa. Tra Roma e Milano l'aumento dell'offerta in 7 anni è stato pari al 450%, e anche nel 2014 crescono dell'8% i passeggeri. Dall'altra parte quella "lenta" dei treni regionali, dove si viaggia troppo spesso tra tagli, ritardi e disservizi, e con oltre 1.189 km di rete ferroviaria "storica" ormai chiusi. In questa Penisola a due velocità, si riduce il numero dei passeggeri sulle linee regionali: se ne contano 90 mila in meno al giorno, ma con differenze sostanziali tra le Regioni e a causa proprio dei continui tagli effettuati in questi anni al trasporto ferroviario con risultati evidenti. In Piemonte dal 2010 ad oggi sono stati effettuati tagli complessivi del 7,5% al servizio e sono state soppresse ben 14 linee. La conseguenza è che ci sono 33 mila persone in meno ogni giorno sui treni piemontesi.

È quanto emerge da Pendolaria 2014, il dossier di Legambiente che traccia un quadro preciso sulla situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia e presenta le sue proposte. Per l'associazione ambientalista per migliorare concretamente il servizio ferroviario è indispensabile da parte di Governo e Regioni un cambio di politica e scelte coraggiose in termini di mobilità urbana, a partire dallo stanziamento di maggiori risorse per arrivare a 5 milioni di cittadini trasportati ogni giorno nel 2020 e portare il trasporto ferroviario finalmente su standard europei.

"A fronte di questi dati non possiamo che fare un appello alla Regione Piemonte affinché si torni ad investire fortemente sul trasporto ferroviario pendolare in tutta la regione così come si è investito sul servizio ferroviario metropolitano -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta-. La Regione Piemonte si appresta ad un compito di grande responsabilità nel costruire le nuove gare di appalto per il servizio ferroviario, questo lavoro deve tenere conto delle esigenze degli utenti di tutto il territorio, anche delle aree meno popolate, e deve essere svolto in modo partecipato insieme ai comitati pendolari, alle associazioni ambientaliste, alle associazioni consumatori e a tutti i soggetti interessati dal buon funzionamento del servizio; per questo chiediamo che venga ripristinato il Forum regionale del trasporto ferroviario, ottima esperienza di partecipazione interrotta dalla Giunta Cota. La riqualificazione delle infrastrutture ferroviarie e il buon funzionamento del servizio sono priorità molto sentite non solo dai pendolari ma anche dagli amministratori comunali, ben consapevoli che la ferrovia ha un'importanza strategica per lo sviluppo e la qualità dei territori. Sono significativi gli appelli che vengono dai Sindaci piemontesi che chiedono la riapertura delle linee soppresse, l'ammodernamento di alcune tratte ferroviarie, l'elettrificazione di alcuni tratti o il raddoppio parziale dei binari".

Tagli e aumento del costo dei biglietti - I dati raccolti da Legambiente attraverso un questionario inviato alle Regioni raccontano che ogni giorno sono 2 milioni e 768 mila i passeggeri che usufruiscono del servizio ferroviario regionale. Tra il 2009 e il 2012 si è assistito a un autentico paradosso: mentre i passeggeri aumentavano del 17% le risorse statali per il trasporto regionale su gomma e ferro veniva ridotto del 25%. Sta qui la ragione della situazione di degrado e incertezza del trasporto ferroviario in Italia. Ed è questa una delle ragioni che ha portato alla diminuzione del numero dei pendolari nel corso dell'ultimo biennio. Oltre al Piemonte, il numero dei pendolari è sceso ad esempio anche in Campania, Liguria e Abruzzo. Accanto alla questione dei tagli, c'è da sottolineare anche l'aumento del costo di biglietti: in Piemonte dal 2010 sono aumentati di ben il 47%.

Investimenti – Eppure proprio in momento in crisi economica come quello attuale, bisognerebbe occuparsi della questione dei pendolari e del trasporto ferroviario. Invece in Italia quando si parla di trasporti si guarda solo in due direzioni: soldi per nuove inutili autostrade e sconti e sussidi agli autotrasportatori, mentre si fa poco per il trasporto su ferro. Se nel 2009 il totale dei fondi disponibili per i trasporti su gomma e su ferro corrispondeva a circa 6,1 miliardi di euro; nel 2014, dopo un ennesimo taglio operato dal Governo Renzi nei trasferimenti alle Regioni, questa voce vale poco più di 4,8 miliardi. Per il necessario funzionamento dei trasporti pubblici, o meglio per garantire i servizi di base, sarebbero invece necessari almeno 6,5 miliardi di euro, dunque mancano almeno il 25% delle risorse. Le Regioni, cui spetta il compito più delicato nel garantire la qualità del servizio, non sono state da meno nel trascurare le necessità dei pendolari, e non arrivano in media neanche allo 0,4% del bilancio. Anche qui il Piemonte è in fondo alla classifica con lo 0,05% della spesa rispetto al bilancio.

Mentre il potenziamento del trasporto regionale procede a rilento, dall'altra parte continuano i finanziamenti per il trasporto su gomma. Dal 2000 al 2014 sono piovuti sull'autotrasporto 5,6 miliardi di euro, tra fondi diretti al sostentamento del settore, sconti sui pedaggi autostradali, riduzioni sui premi INAIL e RCA, deduzioni forfettarie non documentate per circa 113 milioni annui. In questi giorni nella Legge di Stabilità è stato votato uno stanziamento di 1 miliardo di euro per i prossimi quattro anni, a cui va aggiunta la riduzione dell'accisa sul gasolio impiegato come carburante per l'autotrasporto merci, che vale 1.5 miliardi di Euro per il solo 2014. I finanziamenti da parte dei Governi che si sono succeduti in questo decennio attraverso la Legge Obiettivo ed il Piano Infrastrutture hanno premiato per il 66% gli investimenti in strade e autostrade, e comunque con un attenzione prioritaria alle grandi opere costante ormai da anni. Inoltre con il recente provvedimento Sblocca Italia sono state stanziate ingenti somme per nuove infrastrutture stradali ed autostradali, tunnel alpini e linee ad alta velocità.

Proposte e prossimi obiettivi - Legambiente chiede all'Esecutivo di definire una nuova politica per il trasporto ferroviario e di fermare i tagli indiscriminati; mentre alle Regioni chiede di investire in questo servizio attraverso maggiori risorse. L'obiettivo dovrebbe essere quantomeno quello di raggiungere una spesa pari al 5% del bilancio regionale, per aumentare servizi aggiuntivi (treni in circolazione per più tempo) e per il materiale rotabile (treni nuovi o riqualificati). È inoltre fondamentale ripensare la fallimentare politica della Legge Obiettivo - spostando gli investimenti nelle città perché è qui l'80% della domanda di mobilità nel nostro Paese e il più grave ritardo infrastrutturale rispetto all'Europa -, e intervenire in Parlamento per mettere ordine dentro il grande calderone delle accise nei trasporti (dove solo gli esoneri per autotrasporto, aerei e navi, agricoltura valgono oltre 5,6 miliardi di Euro ogni anno).

In Piemonte sono un'eccezione positiva gli sforzi per l'attivazione del Servizio Ferroviario Metropolitano torinese che con le sue 8 linee e un orario cadenzato costituisce finalmente una valida alternativa al mezzo privato per chi ogni giorno si sposta verso Torino o al suo interno. Il sistema è composto da 8 linee ferroviarie di cui 5 si incrociano all'interno del Passante di Torino, lungo 13 km, permettendo la frequenza di 1 treno ogni 8 minuti. Anche la tariffazione è pensata per integrare i vari mezzi di trasporto da utilizzare nel capoluogo piemontese grazie al Biglietto Integrato che permette, con un solo titolo di viaggio e a costi ridotti, di utilizzare SFM, autobus, tram e metropolitana. Sono 93 le stazioni servite con 358 collegamenti giornalieri mentre il programma di sviluppo prevede di aggiungere un'ulteriore linea entro la fine del 2018. Servizio che potrebbe essere ulteriormente funzionale se venissero aperte le stazioni ferroviarie sotterranee di Dora e Zappata, consegnate al "grezzo" da diversi anni e che, nonostante i relativi progetti esecutivi, aspettano ancora i 39 milioni e 750 mila euro ministeriali per essere completate e rese operative.

"Ci auguriamo che i cittadini piemontesi che in questi anni hanno abbandonato il treno tornino a scegliere il mezzo pubblico. Per rendere questa speranza una realtà è necessario un forte impegno da parte della Regione Piemonte, anche in termini economici –conclude Dovana–. Vengano abbandonati i costosissimi progetti per le grandi opere come l'alta velocità Torino Lione e il Terzo Valico e vengano destinate maggiori risorse al servizio ferroviario locale".




Legambiente Toscana: Rapporto Pendolaria 2014 in Toscana


Trasporto pubblico su rotaia
A Firenze sit-in di mobilitazione per il potenziamento della Faentina
Legambiente presenta il Rapporto Pendolaria 2014
Regione Toscana premiata oggi a Roma
per il raddoppio della Pistoia/Montecatini e per il ripristino della Porrettana

Un sit-in di mobilitazione per il potenziamento della linea ferroviaria Faentina e l'ulteriore rilancio della mobilità sostenibile si è svolto stamani a Firenze nei pressi della Pensilina Gae Aulenti (appena fuori dal binario 16 di Firenze SMN). Proprio sulla linea Faentina, tra Borgo San Lorenzo e Firenze, nonostante il recente meritorio investimento della Regione su un buon numero di nuovi Minuetto, si lamentano ancora inefficienze, a partire dalla velocità di percorrenza dei treni, che impiegano ben 40 minuti per effettuare un tragitto di pochi chilometri. Si tratta di una linea non elettrificata, che vede la frequentazione di almeno 2.700 pendolari al giorno (con un incremento del 14% nel solo 2013 ed un ulteriore lieve aumento nel primo semestre 2014). Una tratta che, lo ricordiamo, "vanta" ancora un credito inevaso di 31 milioni di euro dallo Stato, per i vecchi patti sull'Alta Velocità, fondi che potrebbero naturalmente servire sia a raddoppiare la linea che ad elettrificarla.
Riparte con questa rivendicazione forte verso Roma, Pendolaria 2014 in Toscana, la campagna di Legambiente dedicata alla mobilità sostenibile e ai diritti di chi ogni giorno si sposta in treno.
"Il dossier nazionale di Legambiente ci presenta l'immagine di un Paese che viaggia a due velocità, una cornice nella quale la Toscana si colloca in una posizione migliore rispetto ad altre regioni e la testimonianza arriva direttamente dalla premiazione odierna a Roma del nostro assessore ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli. Una Regione dove si è cominciato ad investire in innovazione del servizio e ove si sono comprati treni nuovi. A questa analisi vanno poi aggiunte le nuove opere finanziate direttamente con il Decreto cosiddetto Sblocca Italia, quali il raddoppio della Pistoia-Montecatini Terme-Lucca, in cui la Toscana ha stanziato nel 2013 risorse per 36 milioni di euro per l'eliminazione dei passaggi a livello sulla linea, a cui si sono aggiunti circa 8 milioni di euro da parte di RFI. Infine, va rilevato l'impegno rimarchevole per il ripristino della Porrettana, dopo l'interruzione della linea a seguito della frana a Corbezzi, nel gennaio scorso" - dichiarano Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana e Luigi Pingitore, responsabile regionale Mobilità dell'associazione.
Ma se da un lato abbiamo esempi virtuosi, dall'altro c'è ancora molto da fare! Carrozze vecchie, ritardi e servizi ancora del tutto insoddisfacenti. Aumento del prezzo dei biglietti e degli abbonamenti. In Toscana, dal 2010 al 2014 la media dei tagli ai servizi è stata del -2,9% e la media degli aumenti tariffari del +21,8%.
Regione
2010-2014
Totale dei tagli ai servizi
Totale aumenti delle tariffe
Toscana
-2,9%
+21,8%

La spesa delle Regioni per il servizio ferroviario pendolare 2014
Regioni a Statuto ordinario
Stanziamenti
per il servizio
(mln Euro)
Stanziamenti per il materiale rotabile
(mln Euro)
Stanziamenti sul bilancio regionale
(%)
Lombardia
151,9
132,2
1,18
Toscana
45,1
5
0,51
Emilia-Romagna
48,93
22,9
0,49
Basilicata
2,17
12,8
0,34
Campania
38,4
17,3
0,34

Alle regioni spetta, infatti, il compito di garantire la qualità del trasporto ferroviario locale. Perché sono loro a definire il Contratto di Servizio (la cui scadenza è imminente per la Toscana) con i gestori dei treni e ad individuare i capitoli di spesa nel proprio bilancio, per aggiungere risorse a quelle statali per potenziare il servizio (ossia più treni in circolazione) e per il materiale rotabile (treni nuovi e riqualificati). La Toscana è tra quelle che si collocano in una situazione migliore rispetto ad altre, dove la spesa è stata ridicola rispetto al bilancio. Lo stanziamento per il servizio ferroviario è stato di 45,1 mln, di 5 milioni per il materiale rotabile, con una percentuale sul bilancio regionale di 0,51% (percentuale che, in assoluto, ci ricorda che possiamo e dobbiamo fare di più!). In valore monetario, tra il 2004 ed il 2013 la Toscana ha investito complessivamente oltre 376 mln di euro per il sistema ferroviario (di cui 300 solo per i servizi e oltre 76 per nuovo materiale rotabile). Le penali applicati dalla Regione Toscana per i disservizi (puntualità, pulizia, numero di carrozze dei convogli ecc.) nel periodo 2001/2013 corrispondono a 10,32 mln di euro, la cui destinazione delle risorse recuperate nel 2012 va in bonus per abbonamenti e biglietti. Per quanto riguarda, invece, la spesa regionale per tutte le infrastrutture (finanziamenti 2003 – 2013 in mln di euro) così si presenta: per le strade 698, per le ferrovie 114 circa con un valore percentuale sul totale 2003 – 2013 di 85,9% per le strade e 14,1% per le ferrovie. Dati e percentuali che, ripetiamo, in assoluto non possono soddisfarci.

I numeri che descrivono il trasporto ferroviario locale: in Toscana l'estensione della rete ferroviaria regionale è di 1.561 km, con un numero di treni giornalieri di 926, il numero dei viaggiatori al giorno è di 237.000 mentre quello degli abbonati è di 54.800 ed i diversi gestori presenti sono Trenitalia ed il Trasporto Ferroviario Toscano. La linea di pendolari più frequentata con 20mila passeggeri/giorno è la Pisa–Firenze.

Quali sono dunque i problemi che i pendolari toscani devono affrontare ogni mattina?
Firenze è oggi in una situazione complicata perché sono in ritardo le opere relative al suo nodo TAV sotterraneo. Con conseguenze e ripercussioni disastrose anche sul servizio pendolare. Maggiore puntualità negli orari, treni regionali nuovi in aggiunta a quelli attuali e l'ampliamento dei parcheggi scambiatori nelle stazioni sono le principali richieste dei Comitati Pendolari del Valdarno e delle zone limitrofe a Firenze. Molti problemi si sono venuti a creare nella zona ad Ovest di Firenze, per tutti i pendolari di Prato e Pistoia che si dirigono verso Bologna. Gli Intercity rimasti o i Regionali Prato-Bologna non possono garantire una copertura completa negli orari dei pendolari, che quindi dovrebbero ricorrere ai treni Alta Velocità con problemi di coincidenze per raggiungere Firenze, e da qui Bologna, ed un notevole aumento dei costi di abbonamento. Altro motivo di discussione è quello riguardante il futuro di una delle Freccebianche, in servizio sulla linea Tirrenica, per la quale sarebbe allo studio la deviazione di percorso su Firenze che indebolirebbe ancor di più il servizio a lunga percorrenza tra le città costiere della Toscana e le città di Roma e Genova.

Nel corso del 2013 si sono segnalate buone notizie dalla linea Firenze-Pistoia-Lucca-Viareggio dove giunge finalmente a compimento il lavoro di rimodulazione dell'offerta reso necessario dalla spending review: l'esito è stato positivo, con il mantenimento di tutte le stazioni e la soppressione di tre coppie di treni lenti sulla tratta Pistoia-Lucca in fasce orarie non dedicate ai pendolari. Si tratta infatti dell'area tra Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa, Livorno dove nel raggio di circa 100 km vive il 40% della popolazione regionale e ove sarebbe di fondamentale importanza il raddoppio dei binari ad ovest di Pistoia proprio perché i treni provenienti da Lucca sono quelli che provocano ritardi verso Firenze. Negli scorsi mesi la Regione si è impegnata ad avviare il raddoppio della tratta Lucca-Pistoia, che permetterà di sanare questa situazione, con un finanziamento di ben 456 milioni di euro, di cui 220 sono a carico del Governo e 236 della Regione. Di questi ultimi, come si diceva, 36 milioni sono già stati attivati per il superamento dei passaggi a livello della tratta.

Arrivano altre buone notizie anche per due delle linee più disagiate della Toscana: la tratta Empoli-Siena della direttrice per Firenze, che necessita di lavori infrastrutturali di raddoppio, ma anche il graduale rilancio della tratta Siena-Grosseto, dove transita un solo treno (lentissimo) per senso di marcia nell'orario tra le 7 e le 9. Nel primo caso il raddoppio sulla tratta di 11 km tra Empoli e Granaiolo è diventata una priorità anche della Regione oltre che dei pendolari, visto l'inserimento dell'intervento nel Piano regionale integrato per mobilità (PRIIM). Nel secondo caso, si tratta di una linea non elettrificata e tutta a binario unico, che però rappresenta potenzialmente una straordinaria risorsa per il futuro di territori che oggi non hanno alternative al trasporto su gomma per muoversi. Anche la linea ferroviaria tra Siena e Chiusi meriterebbe, in questo senso, un potenziamento o comunque un miglioramento del servizio, visti i significativi problemi riscontrati attualmente quali convogli con materiale vecchio ed alcune delle stazioni in disuso.

La tramvia di Firenze, la cui rete al momento è costituita dalla sola linea T1 ma che vede finalmente in esecuzione i cantieri della T2 e T3, è uno degli esempi più importanti di come offrire un servizio moderno ed efficiente per i pendolari. Dal febbraio 2010 alla fine del 2011 hanno utilizzato il tram oltre 8 milioni di passeggeri, grazie anche alla frequenza delle corse (nei momenti di punta una ogni 4 minuti) ed alla velocità di collegamento, che permette di raggiungere il centro di Firenze da Scandicci in soli 22 minuti. I viaggiatori all'anno hanno ormai superato i 13 milioni (contro le stime che parlavano di circa 10 milioni) con almeno il 25% dell'utenza che in passato viaggiava su auto privata. A partire dal giugno 2013, è stato ammesso il trasporto di biciclette in treno, seppur con alcune limitazioni. Una risorsa importante e su cui dovrebbe puntare la Regione è quella del progetto del Tram-Treno della Piana, con cui si potrebbe favorire un sistema integrato e intelligente di tramvie e linee metro/ferroviarie tra Firenze, Campi Bisenzio, Sesto e Prato.

Per quanto riguarda, invece, i nuovi convogli, grazie all'accordo con Trenitalia, verrà effettuato uno scambio di materiale rotabile con il Piemonte: la Toscana cederà sei treni Minuetto a trazione elettrica e ne riceverà in cambio sei a trazione diesel, da utilizzare per potenziare il servizio sulle linee diesel, quelle che hanno materiale rotabile più obsoleto. Saranno interessate la linea Faentina, la Empoli-Siena e la Siena-Chiusi. Oltre ai nuovi treni, la Toscana va segnalata per la riapertura di una tratta ferroviaria chiusa ormai dal 2011 la Cecina-Saline di Volterra, reinaugurata nel Dicembre 2013.

In Pendolaria 2014 l'associazione ambientalista sottolinea, inoltre, la grande responsabilità che spetta al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che avrebbe le leve in mano per garantire un servizio dignitoso, dato che è suo compito controllare la qualità a seguito dei trasferimenti da parte dello Stato. Il Ministero dovrebbe in particolare: 1) aprire finalmente gli occhi sulla situazione del servizio nelle diverse regioni per evitare che continui, ad esempio, il taglio dei collegamenti ferroviari interregionali; 2) definire gli obiettivi di miglioramento del sistema dei trasporti legato al contratto Intercity che vale 220 milioni di Euro; 3) controllare quanto avviene sulla rete pubblica affidata in concessione a RFI, per garantire investimenti indispensabili ad aumentare la velocità dei collegamenti e per tutelare i treni pendolari.





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