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giovedì 30 aprile 2015

Società ittica italiana MareVivo approvata Friend of the Sea



Società ittica italiana MareVivo approvata Friend of the Sea

La società italiana MareVivo ha superato positivamente l'audit di verifica Friend of the Sea per naselli, triglie, moscardini, gamberi rosa e canocchie pescati nel Mare Mediterraneo (FAO Area 37).  MareVivo è ora autorizzata ad apporre il logo di certificazione Friend of the Sea sui propri prodotti.
MareVivo pesca, processa e distribuisce prodotti ittici sul mercato nazionale.
Secondo le campagne di ricerca condotte da Medits e dal consorzio Aquamed, gli stock non risultano sovrasfruttati. Le attività di pesca non sono condotte in aree protette; il livello degli scarti è nettamente al di sotto della media mondiale dell'8%; procedure specifiche regolano la gestione dei rifiuti al fine di ridurre l'impatto sull'ambiente. I metodi di pesca rispettano i rigidi criteri Friend of the Sea e annualmente viene effettuato un fermo biologico delle attività nei periodi prossimi alla riproduzione.
Un efficiente sistema di tracciabilità, che comprende l'utilizzo di GPS e internet a bordo, permette di monitorare le attività di pesca e localizzare la flotta. In questo modo non è possibile confondere i prodotti certificati da quelli non approvati.
"MareVivo è seriamente impegnata nella protezione e conservazione dell'ecosistema marino", commenta Orazio Albano di MareVivo. "Essere entrati a far parte del programma di certificazione Friend of the Sea è un riconoscimento tangibile dei nostri sforzi."
Tra le specie particolarmente pescate dal peschereccio Marevivo vi è il Moscardino, e con particolare accuratezza l'azienda valorizza processando questa specie e producendo delle Polpette di Moscardino.

ULTERIORI INFORMAZIONI
MareVivo
MareVivo, fondata dalla famiglia Ciullo nel 1990, si è affermata negli ultimi vent'anni sul mercato ittico del Sud Italia. La sede storica si trova a Castro, nel Salento.  Ad oggi MareVivo pesca, processa e distribuisce prodotti ittici sul mercato nazionale. L'apprezzamento dei clienti ha portato la società ad investire per migliorare e ampliare le proprie strutture. Il nuovo stabilimento è uno dei più grandi ed innovativi d'Italia.
"Cuochi e pescatori si amano definire i fondatori dell'azienda Marevivo. E da questa tradizione e passione per i prodotti ittici che nasce la Polpetta di Moscardino". 

Friend of the Sea
Friend of the Sea è un programma di certificazione internazionale per prodotti da pesca ed acquacoltura sostenibili. Più di 450 aziende da oltre 50 paesi nel mondo si sono affidate a Friend of the Sea per verificare la sostenibilità dell'origine dei propri prodotti. Gli audit sono svolti da enti di certificazione accreditati, sul luogo di pesca ed acquacoltura, e basati sui dati scientifici ufficiali più aggiornati.

CIAL presenta i Risultati Riciclo Alluminio nel 2014: 79,2%

Raccolta Differenziata, Recupero e Riciclo degli Imballaggi in Alluminio: nel 2014 raggiunto il 79,2%, + 6% rispetto al 2013

L'Italia prima in Europa per quantità totali di alluminio riciclato

Sono stati resi ufficiali oggi, durante l'assemblea annuale delle imprese consorziate a CIAL – Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio, i risultati di raccolta, recupero e riciclo degli imballaggi in alluminio in Italia.
Il 2014 è stato un anno positivo, in tendenza con gli ultimi anni.
Sono state recuperate 50.200 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 79,2% dell'immesso sul mercato (63.400 ton). 

+ 6% rispetto all'anno precedente.

Un risultato reso possibile grazie alla collaborazione dei cittadini e agli accordi stipulati fra CIAL e gli enti locali di riferimento.
Ad oggi, sono infatti 6.670 i Comuni italiani nei quali è attiva la raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio (l'83%% del totale) con il coinvolgimento di circa 52,5 milioni di abitanti (l'88% della popolazione italiana).

I numeri 2014 di CiAl
·      202  imprese consorziate
·      Quantità di imballaggi in alluminio immesse nel mercato italiano: 63.400 tonnellate.
·      6.670 i Comuni italiani che partecipano alla raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio, con oltre 52 milioni di cittadini coinvolti.
·      457 soggetti convenzionati, 218 piattaforme e 11 fonderie su tutto il territorio nazionale garantiscono la raccolta, il trattamento, il riciclo e il recupero dell'alluminio.

I risultati 2014 di CiAl
Recupero totale degli imballaggi in alluminio in Italia (quota di riciclo + quota di imballaggi avviati a recupero energetico): 50.200 tonnellate, pari al 79,2% dell'immesso nel mercato
·      Riciclo: 47.100 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 74,3% del mercato
·      Recupero energetico: 3.100 tonnellate (quota di imballaggio sottile che va al termovalorizzatore)

Grazie al riciclo di 47.100 tonnellate di imballaggi in alluminio sono state:
·      evitate emissioni serra pari a 402mila tonnellate di CO2
·      risparmiata energia per oltre 173mila tonnellate equivalenti petrolio.

La totalità dell'alluminio prodotto in Italia proviene dal riciclo.  
I trend confermano l'Italia al primo posto in Europa con oltre 909mila tonnellate di rottami riciclati (considerando non soltanto gli imballaggi).

VinylPlus annuncia quasi mezzo milione di tonnellate di PVC riciclato

Sono quasi mezzo milione le tonnellate di PVC riciclate in Europa nel 2014 da VinylPlus, il programma decennale di sviluppo sostenibile dell'industria del PVC, in linea con il raggiungimento dell'obiettivo di 800.000 tonnellate/anno entro la fine del 2020.

È quanto emerge dal Bilancio 2015 di VinylPlus (sulle attività del 2014) presentato oggi a Cannes in occasione dell'annuale Vinyl Sustainability Forum e scaricabile, al momento in inglese, all'indirizzo: http://www.vinylplus.eu/resources/publications/progress-report.

Con il tema "More Vinyl, Less Carbon" il Forum 2015, che ha coinvolto oltre 100 stakeholder in rappresentanza del mondo accademico, di enti governativi, delle Nazioni Unite, della Commissione Europea e di tutti i settori dell'industria del PVC, si è concentrato sul contributo offerto dell'industria europea del PVC nel contrastare i cambiamenti climatici, attraverso il miglioramento dell'efficienza energetica e dell'utilizzo delle risorse, e con prodotti in grado di ridurre sempre più le emissioni di CO2.

Di particolare interesse su questi temi, segnaliamo gli interventi di Michael Träger e Brigitte Dero, rispettivamente Presidente e Direttore Generale di VinylPlus, di Christophe Yvetot dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO) e di Arab Hoballah del Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP).

Oltre agli importanti risultati di riciclo, l'ultimo Bilancio di VinylPlus ha registrato una riduzione dell'86% nell'utilizzo di stabilizzanti al piombo nel 2014 rispetto al 2007, importanti risparmi energetici nella produzione del PVC e il nuovo approccio "EPDplus" per valutare l'uso delle sostanze impiegate come additivi nei prodotti di PVC.


Mitsubishi Electric lancia il suo nuovo Piano Ambientale

L'azienda mira a centrare nuovamente tutti i principali obiettivi ambientali per il prossimo triennio 

Agrate Brianza (MB), Aprile 2015 – Mitsubishi Electric Corporation ha reso noto che ha lanciato a partire da questo mese il suo 8° Piano Ambientale, un piano di azioni su base triennale in accordo con il proprio programma di gestione ambientale a lungo termine previsto per il 2021, anno in cui ricorre il centenario della nascita di Mitsubishi Electric.


Secondo i dati preliminari, la Società stima di aver raggiunto tutti i maggiori obiettivi del piano triennale lanciato nel 2012 e appena conclusosi. Tra questi figurano quelli per una migliore efficienza energetica dei propri prodotti, che hanno toccato, rispetto ai livelli dell'anno fiscale 2001, una riduzione media delle emissioni di anidride carbonica del 34%. 

Mitsubishi Electric implementa piani ambientali triennali dal 1993, con l'obiettivo di divenire una tra le maggiori green company a livello mondiale. 

Nel nuovo piano, gli sforzi per ridurre le emissioni di anidride carbonica e di altri gas serra, precedentemente affrontati separatamente, risultano ora congiunti così da raggiungere un risultato coordinato. 

Mitsubishi Electric valuterà e controllerà il proprio impatto sul riscaldamento globale globale partendo da una base di dati completa secondo gli standard internazionali adottati per quantificare le emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra.

mercoledì 29 aprile 2015

GRAZIE A PAPA FRANCESCO, CHE PORTA LA QUESTIONE AMBIENTALE AL CENTRO

"L'attenzione che Papa Francesco e la Chiesa stanno mostrando di rivolgere alle grandi questioni ambientali è, in una sola parola, provvidenziale - così dichiara il Presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi, commentando la conferenza di ieri in Vaticano sui cambiamenti climatici e l'incontro avvenuto tra il Pontefice e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, prima che questi aprisse con il suo intervento  il Workshop internazionale: 'Protect the Earth, Dignity Humanity. The Moral Dimensions of Climate Change and Sustainable Development'.

È alle viste – continua Sassi - un'Enciclica sull'ecologia e appena qualche giorno fa, nella ricorrenza mondiale dell'Earth Day, il Papa ha ricordato con grande efficacia l'importanza e il dovere di custodire il Creato, che è solo un prestito per l'uomo. È molto importante - argomenta il Presidente di Earth Day Italia - che una voce tanto autorevole e amata come quella del Pontefice porti all'attenzione di tutti l'urgenza di questi problemi, affinché non vengano oltre percepiti come questioni da salotto, ma sia chiaro che riguardano ciascuno di noi e la sopravvivenza stessa della nostra specie, a cominciare dai più poveri e indifesi. Sono questioni – spiega Sassi - che accomunano l'umanità intera e devono pertanto essere motivo di condivisione interculturale, interrazziale e interreligiosa. In questo orizzonte - continua il Presidente di Earth Day Italia - è importante che i cittadini italiani e il Governo raccolgano il testimone e si impegnino concretamente nella battaglia che mette la cura del Pianeta e il contrasto ai cambiamenti climatici come una priorità assoluta.

È in quest'ottica - annuncia Sassi - che Earth Day Italia, in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, il prossimo 5 giugno dall'Expo rivolgerà un grande invito alle comunità rurali e montane a testimoniare le esperienze che le hanno rese in grado di produrre valore economico, sociale ed ambientale per il territorio. Le comunità rurali insegnano infatti come 'mangiare tutti e mangiare bene', perché i temi della sicurezza alimentare, della sopravvivenza economica e dei cambiamenti climatici sono fortemente correlati tra loro. Perché -scandisce Sassi - il cambiamento parte dal basso".


"Ognuno di noi  - ribadisce il Direttore scientifico di Earth Day Italia Roberta Cafarotti - può fare la sua parte, consumando con attenzione e unendosi ad altri cittadini sensibili per chiedere a gran voce impegni vincolanti a tutti i Paesi del mondo, affinché le emissioni di gas serra diminuiscano e ci permettano di mantenere la temperatura terreste sotto un aumento di 2° come indicato dalla comunità scientifica. Parigi con la sua Conferenza delle Parti a dicembre - sottolinea Cafarotti - è un momento essenziale e il suo successo è possibile solo se uniamo le nostri voci consapevoli. Earth Day Italia, dal canto suo, cercherà di mobilitare più cittadini italiani possibili e di utilizzare la grande tensione morale ed etica che si respira. Daremo nei prossimi mesi contezza - conclude il Direttore scientifico di Earth Day Italia - di tutti gli appuntamenti che da ogni parte della società civile si attiveranno su questo".



E-mobility: Rinnovabili e ITAE CNR inaugurano nuovo TEST Auto Elettriche

Renault Zoe ha inaugurato il nuovo protocollo sperimentale creato da Rinnovabili.it e ITAE-CNR. Con la collaborazione di ACI Vallelunga, partner logistico, sono state valutate prestazioni, consumi e risparmi dell’auto elettrica
Test auto elettriche, Rinnovabili.it e ITAE-CNR inaugurano un nuovo servizio per l’e-mobility
Come è possibile orientare le proprie scelte su un prodotto, l’auto elettrica, per molti versi ancora sconosciuto? Quali sono i reali consumi, i costi e le prestazioni dei modelli di e-mobility sul mercato italiano?
Alla domanda risponde il nuovo protocollo di test per le auto elettriche nato dalla collaborazione fraRinnovabili.it, il quotidiano sulla sostenibilità ambientale, e l’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia del Centro nazione delle Ricerche (ITAE-CNR). Il progetto, che si avvale della collaborazione di ACI Vallelunga, si propone di testare i veicoli elettrici in condizioni di guida reale, fornendo un vero e proprioidentikit delle e-car poste sotto esame. Una sorta di carta d’identità che permetta agli utenti di orientarsi verso la nuova offerta ibrida e plug in, avendo a disposizione tutte le informazioni necessarie: dalle prestazioni ai consumi effettivi, dai costi alle possibilità di ricarica sul territorio.
Da Rinnovabili.it e ITAE-CNR il nuovo test per auto elettriche
Parametri necessari per indirizzare i futuri acquisti in un segmento dell’automotive che sta progressivamente acquistando corpo.
Nonostante siano ancora poche le auto elettriche circolanti sulle strade italiane (in tutto nel 2013 in Italia ne sono state acquistate solo 864 unità) secondo l’analisi di RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) entro il 2030 ci si dovrà aspettare un boom di vendite con almeno 10 milioni di veicoli elettrici su strada, di cui la metà concentrati nelle grandi città. Se da un lato il previsto aumento della diffusione sarà merito delfisiologico calo dei costi, dall’altro un elemento decisivo sarà anche il superamento della diffidenza da parte del consumatore. Proprio in questo contesto si pone il nuovo protocollo di test di Rinnovabili.it e ITAE-Cnr, nato con l’obiettivo di colmare il gap di informazioni attraverso un’analisi scientifica e standardizzata di prestazioni e consumi e che sia, allo stesso tempo, puntuale e di facile lettura.
“Esiste da parte dei nostri lettori una forte domanda di informazione sulle reali caratteristiche dei veicoli elettrici - commenta Mauro Spagnolo, direttore del quotidiano Rinnovabili.it - E’ per questo che abbiamo, in collaborazione con l’autorevole Istituto ITAE-CNR, realizzato un protocollo di test appositamente concepito per diffondere, in modo certificato e indipendente, i dati su questi mezzi. Al progetto partecipa anche un terzo straordinario partner, ACI Vallelunga, che garantisce la logistica dei test”
Perché realizzare un nuovo test per auto elettriche?
Alla domanda risponde Salvatore Freni Direttore di ITAE-CNR “Una valida e sostenibile strategia di sviluppo dei trasporti che possa da un lato rispondere alla crescente richiesta di movimentazione e dall’altro ridurre l’impatto in ambito urbanistico e territoriale non può non tenere conto delle nuove tecnologie disponibili e dei miglioramenti ottenuti nel campo dei sistemi di accumulo dell’elettricità. Il CNR-ITAE da lungo tempo opera sui sistemi di propulsione elettrici e/o ibridi che risultano essere apparati ideali per le auto di nuove generazione”.
Rinnovabili.it e ITAE-CNR la mobilità elettrica non ha più segreti
La prima prova è già stata eseguita con il test della Renault Zoe, la berlina a 5 posti e 100% elettrica, sul circuito del centro guida sicura ACI-SARA di Vallelunga. Il veicolo è stato “passato ai raggi X” per determinarne prestazioni, dinamica e punti forza e poter fornire una doppia valutazione, dal punto di vista ambientale e da quello economico.
E sono in programma numerosi altri test di veicoli elettrici ed ibridi con l’intento di fornire, nel tempo, un panorama completo dell’offerta presente sul mercato italiano. Il terreno di prova sarà ovviamente sempre quello di Aci Valleunga.
“Abbiamo creduto fin da subito - afferma Alfredo Scala, direttore generale di ACI Vallelunga - alla necessità di creare un nuovo e scientifico protocollo di test per i veicoli, soprattutto per quelli dotati delle nuove tecnologie di propulsione elettrica ed ibrida, che ancora più necessitano di essere oggetto di una comunicazione chiara ed efficace per il consumatore. Abbiamo accettato con entusiasmo la proposta di essere partner di organizzazioni così qualificate. Le strutture da noi gestite, quella di Vallelunga e quella che si sta per inaugurare a Milano, il Driving Village, sono ideali per effettuare test tecnici e prestazionali, riuscendo sempre a simulare condizioni stradali e di guida assolutamente in linea con quelle reali. La nostra attività di guida sicura è da anni orientata anche ad una guida attenta all’efficienza e all’impatto in generale, con ormai molte aziende che ci richiedono una formazione ECO & Safe per il proprio personale. E poi siamo già da anni impegnati nella tutela ambientale: l’energia elettrica che consumiamo è integralmente prodotta dai nostri impianti fotovoltaici e l’acqua utilizzata per le prove sul bagnato viene riciclata e depurata”
TEST Rinnovabili.it
Dopo ogni test, Rinnovabili.it pubblicherà una scheda approfondita in cui verranno riportati gli esami effettuati e risultati conseguiti, le caratteristiche di ricarica e la localizzazione delle stazioni e delle colonnine di e-charger, unitamente alle offerte commerciali e alla Tabella dei risparmi. “Ci auguriamo – conclude Spagnolo -che questo nuovo servizio acceleri la diffusione della viabilità elettrica indispensabile per la qualità ambientale delle nostre città”.
CONSULTA LA SCHEDA RIASSUNTIVA DELLA RENAULT ZOE ALL’INDIRIZZO: http://www.rinnovabili.it/mobilita/test-auto-elettriche-renault-zoe-prova-667/
GUARDA IL VIDEO DELLA PROVA: https://www.youtube.com/watch?v=USnJsxlk_K8
Rinnovabili.it – Il quotidiano web della sostenibilità, dell’efficienza energetica e dell’uso delle fonti rinnovabili. Ogni giorno fornisce un attento servizio informativo dalle più autorevoli fonti nazionali ed internazionali, oltre che commenti e inchieste di grandi firme del giornalismo e del mondo scientifico Italiano. Appena rinnovato nella veste grafica, nei contenuti e nella multimedialità, il quotidiano è suddiviso in 12 sezioni tematiche (Ambiente, Energia, GreenBuilding, SmartCity, Mobilità, Ecodesign, Re-Auto, Innovazione, Cultura, GreenEconomy, Econormativa ed Eventi) oltre a 16 Blog monografici, 3 newsletter settimanali, un periodico quindicinale ed uno mensile

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Metalli leggeri: le nuove tendenze di design e l'ecosostenibilità

Verona, Aprile 2015 - La presenza del metallo nell'arredo segna un forte ritorno, è una tendenza in cui il sapere e il fare artigiano hanno la propria rivincita. Lo dimostra l'utilizzo dei metalli leggeri nelle più recenti collezioni dei grandi protagonisti del mondo dell'arredo e del design internazionale come Ingo Maurer e Piero Lissoni, che si propongono di coniugare la ricerca nel design contemporaneo e il legame con materiali come ferro, acciaio, alluminio, lavorati o grezzi.

"Nonostante gli ultimi sondaggi vedano un ribasso nel mercato dei metalli leggeri (dato Reuters), le attese positive sugli investimenti sono basate sulla convinzione che si stia finalmente creando un deficit di offerta, destinato a durare per anni, e la stima dell'International Lead & Zinc Study Group punta in una spinta ai consumi che potrebbe derivare dalla forte domanda di acciaio anche nei paesi esteri del Nord Europa, aumentata del 15% lo scorso anno" afferma Illesi G.M., AD di H2X, azienda leader in Italia nel settore della carpenteria metallica leggera.

"Il trend del design internazionale è fatto di contaminazioni di materiali e di forme. H2X, forte delle sue certificazioni e della ricercata fase di progetto, si inserisce proprio all'interno di questo segmento coniugando produttività e sostenibilità. Crescita infatti non significa solo aumento, ma anche equilibrio. É indispensabile riuscire a trovare un equilibrio tra la crescita e la sostenibilità, soprattutto in un settore come quello dei metalli, da sempre bersaglio di critiche. Per questo motivo - continua Illesi G.M. - con H2X siamo molto attenti a questo valore. La struttura dove operiamo è interamente fornita di una copertura di pannelli fotovoltaici che abbattono gli oneri di produzione e producono un notevole risparmio di risorse energetiche."

H2X interpreta il mondo dei trader dei metalli in modo poliedrico, facendo dell'ergonomia la sua principale caratteristica e ispirandosi alle nuove tendenze internazionali.

Birra Peroni: presentati a Roma i risultati dei dati di sostenibilità 2013-2014


  • Aumentata la produzione di birra rispetto allo scorso anno (+7%)


  • Ridotti i consumi di energia per ettolitro di birra (- 10,7%)


  • Ridotti i consumi di acqua per ettolitro di birra (- 6,4%)



Roma, 29 aprile 2015. Birra Peroni ha presentato ieri a Roma, presso gli Horti Sallustiani, l’aggiornamento dei dati relativi alla propria performance di Sostenibilità nell’anno 2013-2014. L’evento ha visto la partecipazione di stakeholder istituzionali e dell'industria agroalimentare ed è seguito alla sessione di dialoghi in cui, riuniti attorno a diversi tavoli di lavoro, hanno discusso dell’approccio di sostenibilità dell’azienda, “Insieme dalla Terra alla Tavola”.



Dai dati presentati, è emerso il forte legame dell’azienda con la propria filiera agricola, con 1.600 coltivatori e 17.300 ettari di terra seminata destinati alla produzione di birra. Risulta quindi evidente anche l’importante contributo all’economia italiana, con oltre 19 mila posti di lavoro in Italia (tra diretti e indiretti) attribuibili all’attività di Birra Peroni, come emerge dal rapporto Ernest Young del 2013.



Questi sono solo alcuni dei dati che caratterizzano Birra Peroni, un’azienda che quest’anno ha prodotto 4,93 mln di ettolitri di birra; 7% in più rispetto all’anno precedente, di cui 1,39 mln destinati all’esportazione.



Migliorano, poi, i risultati in termini di impatto ambientale grazie a numerose iniziative nell’ambito dei processi produttivi. In particolare, il consumo di acqua si è ridotto del 6,4% mediante netti miglioramenti nel processo di pastorizzazione e di imbottigliamento, nonché nei processi di lavaggio. 

A differenza di 10 anni fa, Birra Peroni è oggi in grado di produrre l’attuale quantitativo di birra utilizzando 1.770 mln di litri di acqua in meno, pari al consumo giornaliero di una città delle dimensioni di Roma. I consumi energetici, invece, si sono ridotti del 10,7% grazie al recupero e alla diminuzione dei consumi nei reparti che presuppongono l’impiego di combustibili fossili per la produzione di energia elettrica e termica. 

I progetti e le attività, svolte nel corso degli ultimi anni, hanno consentito all’azienda di produrre un ettolitro di birra con circa la metà dell’energia utilizzata nel 2001 (si è infatti passati da un consumo di 180.6 MJ/hl a 89.25 MJ/hl). Tale risultato è stato conseguito attraverso l’impiego di gas refrigeranti ecologici di cui sono stati dotati sia le frigo vetrine sia gli impianti per spillare la birra. E sempre nei confronti dell’ambiente, tra il 2013 e il 2014, la percentuale di rifiuti riciclati dall’azienda si è attestata al 98% a fronte di una maggiore produzione di birra (+7%).


“La nostra politica di sviluppo sostenibile - ha spiegato Federico Sannella, Direttore Relazioni Esterne Birra Peroni - ha come obiettivo principale impattare positivamente sulla nostra filiera. Oggi, per contribuire in maniera decisiva alla creazione di un futuro sostenibile, abbiamo definito la nostra azione “Prosper”. Quest’approccio amplifica e racchiude in sé il significato delle parole “crescita, miglioramento, sviluppo”. Per questo motivo - da sempre - ci concentriamo sulla tutela dell'ambiente, sul consumo responsabile, sullo sviluppo dell’imprenditorialità lungo la nostra catena del valore; dall’agricoltura fino a raggiungere i nostri partner commerciali e i nostri clienti. I risultati ottenuti nel periodo 2013-2014 segnano un ulteriore passo in questa direzione e ci auguriamo che continuino a ispirare tutti coloro che lavorano insieme a noi da anni.”



Nel 2014 è proseguito, infine, il progetto Birra Peroni per l’agricoltura a supporto dell’imprenditorialità dei giovani agricoltori italiani, fornitori della malteria Saplo. Cinquanta coltivatori hanno partecipato alla seconda edizione del progetto realizzato in collaborazione con ENAPRA (Ente Nazionale per la Ricerca e la Formazione in Agricoltura di Confagricoltura) e rivolto alla formazione specialistica sulla sostenibilità. A sottolineare ulteriormente l’impegno dell’azienda in tal senso, la firma del recente accordo con Confagricoltura per promuovere una filiera sostenibile della birra.


L’aggiornamento del Rapporto di Sostenibilità 2013-2014 di Birra Peroni è disponibile on line all’indirizzo: http://www.birraperoni.it/sviluppo-sostenibile/





Birra Peroni



Birra Peroni è un’azienda italiana che fa parte del Gruppo multinazionale SABMiller plc, secondo produttore di birra al mondo, presente in più di 80 Paesi sui sei continenti, con una produzione di 315 milioni di ettolitri, oltre 200 marchi in portafoglio e un organico di più di 70.000 dipendenti. In Italia la produzione annua di Birra Peroni ammonta a 4,9 milioni di ettolitri di birra – che vengono prodotti nei 3 stabilimenti di Roma, Bari e Padova - dei quali oltre 1 milione sono esportati. 

I marchi prodotti e commercializzati da Birra Peroni sono: PERONI, la birra più conosciuta in Italia, NASTRO AZZURRO, la birra italiana più venduta all’estero, PILSNER URQUELL, considerata una delle migliori birre al mondo e altri prestigiosi marchi nazionali e internazionali come MILLER, ST. STEFANUS, GROLSCH, TOURTEL, PERONI GRAN RISERVA DOPPIO MALTO, PERONI GRAN RISERVA ROSSA, PERONI GRAN RISERVA PURO MALTO, PERONI FORTE, PERONI SENZA GLUTINE, PERONI CHILL LEMON, PERONCINO, RAFFO, CRYSTALL WUHRER e WUHRER. 

Birra Peroni, nata a Vigevano nel 1846 è diventata, grazie al successo dei propri marchi, una delle maggiori realtà imprenditoriali Italiane ed oggi uno dei simboli del Made in Italy nel mondo, grazie alla conquista, con Nastro Azzurro, di mercati importanti in più di 60 Paesi.

martedì 28 aprile 2015

MY SOLAR FAMILY: la sharing economy per ottimizzare il fotovoltaico


MY SOLAR FAMILY:
INNOVAZIONE TECNOLOGICA PER "ENERGY MAKERS"
PER CONOSCERE, OTTIMIZZARE E CONDIVIDERE LE PRESTAZIONI DEL PROPRIO IMPIANTO FOTOVOLTAICO DALLO SMARTPHONE O DAL WEB!

Gratuita, rivoluzionaria, interattiva: My Solar Family è l'idea di un giovane ingegnere italiano  destinata a cambiare l'impatto energetico degli impianti fotovoltaici residenziali.


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Alcuni proprietari di impianti fotovoltaici privati possiedono una "Ferrari" che viaggia però alla velocità di un motorino. E il problema è che loro non lo sanno, manca la consapevolezza. Il servizio My Solar Family non riguarda certamente automobili di lusso, ma è un'innovazione tecnologica per impianti fotovoltaici ideata da una mente italiana, già Premio Green a "La Battaglia delle Idee", contest organizzato a Milano alla fine di marzo da Ninja Marketing.

My Solar Family offre assistenza tecnica gratuita per verificare che il motore di quelle potenti "Ferrari" energetiche domestiche giri al massimo, cioè per monitorare il funzionamento e ottimizzare i risultati degli impianti residenziali che producono energia pulita da fonte solare. C'è del terreno da recuperare, kWh da immettere nelle linee, occasioni da non sprecare!



Che cosa è My Solar Family?



My Solar Family è un sistema di consulenza gratuita, ideato e messo a punto tramite apposito algoritmo e brevetto da un giovane ingegnere sardo, Paolo Zurru, laureato a Bologna e con una forte esperienza gestionale dell'energia fotovoltaica in Emilia Romagna. Zurru ha concepito My Solar Family, ovvero un sito e un'applicazione per smartphone messi gratuitamente a disposizione dei cittadini per "dare una mano a coloro che hanno acquistato un impianto, comunità composta da persone determinate, ma che in alcuni casi non hanno le necessarie competenze tecniche per ottimizzare la gestione del proprio impianto, perché in questo settore, così giovane, non c'è ancora in Italia una cultura sull'uso efficiente dell'energia. E questa comunità merita di essere aiutata, perché gli energy makers sono veri innovatori".

La tecnologia viene messa liberamente a disposizione di tutti, un'attività che ha contraddistinto la sharing economy in centinaia di settori produttivi. Ora è arrivato il turno dell'energia rinnovabile!





Per nuovi contenuti, storie e approfondimenti speciali, partecipa all'incontro dedicato a My Solar Family
che si svolge il 6 Maggio dalle ore 11.00 alle ore 13.00 al The Impact Hub in via Paolo Sarpi, 8 - Milano





Come funziona My Solar Family?



Un privato installa l'impianto fotovoltaico sul suo tetto. Il sistema funziona e di questo il proprietario ne è consapevole, ma non sa se sta funzionando bene o male e quanto realmente gli rende. E sono rari i casi di proprietari in grado di rispondere a questa domanda. Con My Solar Family tutti potranno rispondere, visitando il sito www.mysolarfamily.com e utilizzando la App scaricabile gratuitamente.


Paolo Zurru spiega: "Si accede al sito o all'applicazione, registrandosi e inserendo le credenziali del proprio impianto. A questo punto il software provvede a scaricare sia un riassunto degli incentivi, ottenuto con il Conto Energia, sia le informazioni necessarie per fare l'analisi delle prestazioni. L'analisi è basata su un metodo che ho progettato e brevettato e su dati sperimentali che ho acquisito in oltre dieci anni di lavoro nella ricerca sul fotovoltaico. In pochi minuti, i proprietari sono messi a conoscenza delle prestazioni del loro impianto con un linguaggio semplice e intuitivo: se sta funzionando bene, apparirà una faccina sorridente e verde; se va discretamente, la faccina è gialla e perplessa; se il rendimento si discosta eccessivamente dal previsto, appare la faccina rossa e triste. Inoltre, questi dati vengono elaborati in tempo reale e resi comparabili con quelli di altri impianti che si trovano nella stessa città o zona ristretta, per eliminare dubbi relativi alle particolari condizioni meteorologiche di ciascuna area. Infatti, ad esempio, un impianto che si trova a 50 metri da un altro, ma che rende, a parità di condizioni, la metà, ha evidentemente un problema, forse per un albero che sta facendo ombra o perché è danneggiato. Dunque, l'obiettivo finale e concreto di My Solar Family è questo: fare in modo che il grande potenziale degli impianti fotovoltaici italiani venga sfruttato completamente".


Senza fatica il proprietario dell'impianto saprà come sta andando la macchina. Oltre a questo, sul sito web è possibile vedere la propria produzione di energia e il proprio autoconsumo. Tutto ciò, porta verso l'autonomia e indipendenza energetica della comunità più consapevole.  



NOTE DI APPROFONDIMENTO SULLO SCENARIO ECONOMICO DEL SETTORE FOTOVOLTAICO e PROSPETTIVE FUTURE:

In diversi Paesi gli impianti fotovoltaici di piccola e media taglia hanno contribuito a determinare nuovi assetti nella produzione energetica delle Nazioni. In Italia, per il momento, l'espansione del fotovoltaico ha originato una rivoluzione concettuale (i cittadini che diventano singoli produttori di energia elettrica), ma nei fatti non pienamente compiuta. Tra il 2006 e il 2013 in Italia si è verificato un vero boom del fotovoltaico: in pochi anni sono stati acquistati e installati oltre 600.000 impianti che hanno trasformato comuni cittadini in produttori di energia con la possibilità di rendersi in parte autonomi dai maggiori fornitori.

Il fotovoltaico rappresenta in questo momento l'8,7% della produzione totale italiana. Nel nostro Paese, la trasformazione da consumatori passivi a consumatori e produttori si è compiuta solo per metà: solo una parte dell'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico viene, infatti, effettivamente consumata in loco, e la maggior parte di essa viene immessa nella rete elettrica.

L'autonomia energetica tanto auspicata è stata raggiunta solo in parte e i piccoli produttori di energia fotovoltaica hanno dovuto mantenere attivi i loro contratti per l'acquisto di energia elettrica dalle grandi utility. Inoltre, una parte degli impianti installati non sfrutta a pieno tutte le proprie potenzialità, perché i piccoli produttori privati hanno sfruttato la corsa all'acquisto (determinata dagli incentivi statali), ma pochi, poi, sono riusciti ad acquisire le conoscenze tecniche necessarie per far rendere al meglio l'impianto e massimizzare la propria autonomia energetica.


L'ingegner Paolo Zurru, ideatore di My Solar Family, afferma fiducioso che: "se i proprietari di fotovoltaico dovessero gestire il proprio impianto al meglio, produrrebbero di più e guadagnerebbero di più. La società otterrebbe immediatamente un primo vantaggio: la produzione di energia rinnovabile italiana relativa al fotovoltaico salirebbe sensibilmente e sarebbe un bel contributo in termini di produzione di energia solare, quindi pulita. Anche i tecnici manutentori avrebbero molto più lavoro. La mia sfida è quella di creare una coscienza ecologica, che abbia effetti concreti sulla produzione di energia e, al tempo stesso, creare una comunità consapevole (nel sito c'è anche un forum in cui i proprietari del fotovoltaico potranno confrontarsi), in cui gli installatori e i loro clienti possano cooperare insieme verso il comune obiettivo dell'autonomia energetica".



CONAI: in base ai primi dati disponibili nel 2014 è salito al 78,3% il recupero degli imballaggi in Italia

Aumentata anche la quota di imballaggi avviati a riciclo (68,3%)



Milano, 28 aprile 2015 – E’ stata presentata il 22 aprile scorso a Milano, in occasione dell’Assemblea annuale dei Consorziati, la Relazione 2014 sulla gestione e il bilancio di CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, garante del raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclo dei rifiuti di imballaggio di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro a livello nazionale.

I dati preliminari relativi al 2014 indicano una quota di rifiuti di imballaggio avviata a riciclo che si attesta al 68,3% sul totale dell’immesso al consumo, in aumento di circa 0,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. In termini quantitativi, i rifiuti di imballaggio trasformati in materia prima seconda hanno visto un incremento del 3,3% rispetto all’anno precedente con l’avvio a riciclo di circa 8 milioni di tonnellate.

Dello stesso tenore i risultati di recupero complessivo degli imballaggi che comprendono la quota di riciclo e di recupero energetico dei materiali: a fronte di un immesso al consumo in crescita del 2,6% rispetto al 2013, nel 2014 è stato recuperato il 3,2% in più di imballaggi. Oltre il 78% dei rifiuti di imballaggio viene quindi valorizzato, vale a dire che oggi più di 3 imballaggi su 4 vengono sottratti alla discarica.

Gli aumenti sono principalmente legati al grande sviluppo della raccolta differenziata in convenzione, regolata dall’Accordo Quadro ANCI-CONAI: + 6,1% a livello nazionale (con punte del + 7,9% per la plastica e + 7,5% per il vetro), con cinque filiere su sei che segnano incrementi derivanti principalmente dalla grande crescita dei volumi raccolti nel Centro-Sud, che si conferma essere il bacino con maggiori potenzialità di sviluppo anche per gli anni a venire.
In tutto sono 7.330 i Comuni serviti dal sistema consortile, con un coinvolgimento di oltre 57 milioni di cittadini, il 91% della popolazione italiana.

Aumentati anche i ricavi da Contributo Ambientale Conai (CAC), la forma di finanziamento attraverso la quale CONAI ripartisce tra produttori e utilizzatori il costo per i maggiori oneri della raccolta differenziata e l’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio: tale incremento è dovuto, da un lato, alla variazione di Contributo Ambientale che ha interessato gli imballaggi in plastica (da 110 a 140 euro/ton) e alcune procedure semplificate e, dall’altro, dall’aumento delle quantità assoggettate a livello complessivo (+4,6%), grazie ad un’azione di minimizzazione dell’evasione e dell’elusione contributiva messa in campo da CONAI, in un’ottica di fair competition a tutela delle imprese.

Nel 2014 è, inoltre, proseguito e si è rafforzato l’impegno di CONAI in tema di prevenzione, con la proclamazione dei vincitori del primo “Bando per la prevenzione – Valorizzare gli imballaggi ecosostenibili”. Le aziende si sono distinte per aver progettato il packaging in chiave di innovazione e sostenibilità ambientale: i 36 casi di eco-packaging premiati hanno permesso una riduzione delle emissioni di CO2 equivalenti pari al 34,5%, un risparmio dei consumi di energia del 36,3% e una diminuzione dell’utilizzo di acqua del 36,2%

A fronte dei positivi risultati ottenuti dalla prima edizione, CONAI ha lanciato per il 2015 la seconda edizione del Bando, disponibile sul sito www.conai.org, con un monte premi di 200.000 euro e 6 premi speciali da 10.000 euro ciascuno per i casi vincitori più virtuosi.

In 15 anni, grazie all’attività di CONAI, il recupero dei rifiuti di imballaggio è passato dal 33% a quasi l’80%. Secondo i dati contenuti nel Rapporto di Sostenibilità di CONAI, negli ultimi 15 anni il riciclo ha permesso il risparmio di 350 miliardi di kilowattora, valore superiore alla domanda complessiva di energia elettrica in Italia, la mancata emissione di 125 milioni di tonnellate di CO2 e la mancata apertura di 100 discariche. I risultati di prevenzione e tutela dell’ambiente evidenziano il ruolo che il Sistema Consortile occupa nel Paese.  

CONAI è infatti oggi un player di rilievo della green economy, con 15,2 miliardi di euro di benefici netti per il Paese, tra costi di smaltimento evitati, mancate emissioni di CO2, valore delle materie prime seconde recuperate attraverso la raccolta differenziata e valore dell’indotto della filiera raccolta e recupero. 

I benefici economici e ambientali vanno di pari passo con le ricadute sul lato occupazionale, con 37.000 addetti nella filiera del trattamento dei rifiuti di imballaggio e dell’industria del riciclo.

Proprio in quanto best practice dell’economia circolare, CONAI sarà supporter ufficiale di Expo Milano 2015 relativamente al Circular Economy Programme. Oltre ad avviare a riciclo, attraverso i Consorzi di Filiera, i rifiuti di imballaggio prodotti nel sito di EXPO, CONAI realizzerà materiali informativi per i visitatori sulla raccolta differenziata di qualità e si occuperà dell’installazione di un contatore ambientale che monitorerà i benefici per l’ambiente e l’economia derivanti dall’avvio a recupero e riciclo degli imballaggi.


Conai. CONAI è il consorzio privato senza fini di lucro costituito da oltre 1.000.000 aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi che ha la finalità di perseguire gli obiettivi di legge di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio. Il Sistema Consortile costituisce in Italia un modello di gestione da parte dei privati di un interesse di natura pubblica: la tutela ambientale, in un’ottica di responsabilità condivisa tra imprese, pubblica amministrazione e cittadini, che va dalla produzione dell’imballaggio alla gestione del fine vita dello stesso. CONAI indirizza l’attività dei 6 Consorzi dei materiali: acciaio (Ricrea), alluminio (Cial), carta (Comieco), legno (Rilegno), plastica (Corepla) e vetro (Coreve). www.conai.org

E.ON inaugura impianto di trigenerazione presso lo stabilimento Goglio di Daverio (VA)



·         E.ON e Goglio inaugurano un impianto di trigenerazione ad alta efficienza; consolidano la partnership di lungo periodo e sono insieme a expo 2015.
·         Il nuovo impianto fornisce energia elettrica, riscaldamento e raffreddamento ed è in grado di diminuire del 20% la bolletta energetica e ridurre le emissioni di CO2 di circa 6.300 tonnellate l'anno.

Due partner, un unico obiettivo: aumentare l'efficienza energetica dei processi produttivi nel rispetto dell'ambiente. Con questi propositi è nata e si è consolidata nel tempo la collaborazione tra il gruppo energetico E.ON e Goglio, azienda leader nei sistemi di imballaggio da oltre 160 anni.

L'impianto di trigenerazione (CHCP - Combined Heat, Cooling, and Power), inaugurato oggi alla presenza del sindaco di Daverio, Alberto Tognola, e dei rappresentanti delle due società, è costituito da un'unità da 4,4 MW alimentata a gas, che fornisce riscaldamento ed energia elettrica, e da un dispositivo di raffreddamento da 1,6 MW.

La soluzione è in grado di generare circa 30 GWh di elettricità e circa 40 GWh di energia termica l'anno, con il beneficio aggiuntivo della fornitura di acqua sia calda sia fredda per i processi produttivi dello stabilimento di Daverio.

Franco Goglio, Presidente del Gruppo Goglio, ha commentato: "Eccellenza nel pieno rispetto dell'ambiente: l'impianto inaugurato oggi presso la sede centrale del Gruppo Goglio si inserisce a pieno titolo nella filosofia di EXPO "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita". E.ON è al nostro fianco in questo importante progetto di crescita e sviluppo sostenibile, per garantire eccellenza nel pieno rispetto dell'ambiente attraverso la fornitura di energia pulita ai nostri stabilimenti. Anche l'energia per il packaging è energia per la vita: con le nostre soluzioni di confezionamento flessibili garantiamo al consumatore la qualità del prodotto fresco, permettendo la conservazione degli alimenti per periodi di tempo prolungati e contribuendo così attivamente alla lotta agli sprechi. Meno packaging, più prodotto – continua Franco Goglio – perché packaging significa cibo e cibo significa vita, per noi e per il pianeta, e un alimento non confezionato, non protetto o mal conservato è un alimento perso. Per questo Goglio è orgogliosa di prendere parte a EXPO 2015 con uno spazio espositivo nel padiglione 'Cibus è Italia' dove, con la partecipazione di E.ON, condivideremo con i visitatori la storia, il patrimonio, l'impegno e, soprattutto, l'energia che alimentano le nostre storie aziendali di successo".

Robert Hienz, CEO di E.ON Connecting Energies ha dichiarato: "Siamo molto soddisfatti di questo avvio di successo per una partnership di lungo corso".
"L'Italia è un mercato chiave per la crescita della nostra azienda. Ci siamo posti obiettivi ambiziosi e vogliamo ampliare ulteriormente le nostre attività" ha concluso Robert Hienz.

Con sede a Essen, in Germania, E.ON Connecting Energies è la business unit del Gruppo E.ON specializzata in soluzioni energetiche integrate per i clienti commerciali, industriali e per il settore pubblico. La società progetta, finanzia, installa e gestisce impianti e sistemi per ridurre i consumi energetici in modo sostenibile.

Dida foto "EON Goglio evento": da destra Alberto Tognola Sindaco di Daverio, Robert Heinz CEO di E.ON Connecting Energies, Davide Jarach Gruppo Goglio, Ing. Pietro Lironi Gruppo Goglio.

GREENPEACE: BENE PAPA FRANCESCO SUL CLIMA, ORA I GOVERNI FACCIANO LA LORO PARTE PER LE RINNOVABILI

ROMA, 28.04.15 – Con una lettera aperta pubblicata oggi su un noto quotidiano, Greenpeace ha voluto ringraziare Papa Francesco per le iniziative che sta prendendo "a difesa del clima globale, assunte anche in vista dell'annunciata Enciclica".

Nella lettera Greenpeace mostra vivo apprezzamento per la Conferenza che si sta tenendo in Vaticano sul tema dei cambiamenti climatici, "i cui effetti già colpiscono milioni di persone, specialmente tra i poveri: i più vulnerabili e i meno responsabili del riscaldamento globale".

"Una delle maggiori minacce per il clima della Terra proviene dallo sfruttamento irresponsabile di carbone e petrolio", si legge nella lettera a firma di Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, che oggi sta seguendo la Conferenza in Vaticano. "I governi mostrano poca saggezza in questo campo e grandi interessi industriali sono ancora legati a queste fonti di energia, distruttive per l'ambiente, per il clima e oggetto di sanguinosi conflitti. Le conseguenze per la vita umana sono disastrose e spesso non vengono colte fino in fondo. Eppure i segnali sono tanti: fenomeni meteorologici estremi, scioglimento dei ghiacci, siccità, alluvioni, tempeste, carestie. E anche crescenti migrazioni di intere popolazioni in cerca di condizioni ambientali più favorevoli".

Abbiamo il dovere di dare aiuto e sollievo immediato ai migranti, ma altrettanto importante è non negare il legame con le ragioni profonde che spingono le persone a migrare: fame, povertà, violenza, conflitti per l'accesso alle risorse. Tutte questioni che possono essere esacerbate – e già lo sono – dai cambiamenti climatici in corso.

"È per questo, Sua Santità, che Le chiediamo di rivolgere un appello a tutti i governi e ai leader dell'industria perché s'impegnino concretamente nella direzione del contrasto al riscaldamento globale, per un sistema energetico basato al 100 per cento sulle fonti rinnovabili, che sia accessibile a tutte le persone nel Pianeta", conclude Onufrio nella lettera.

Al Vertice ONU sui cambiamenti climatici dello scorso settembre, il Summit interreligioso ha presentato una dichiarazione comune di responsabilità a ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Allo stesso tempo, i rappresentanti dei gruppi religiosi hanno chiesto ai governi di assicurare l'accesso per tutti alle fonti di energia rinnovabile e l'eliminazione dei combustibili fossili entro il 2050.

La scienza climatica è chiara: per evitare gli impatti più disastrosi relativi ai cambiamenti climatici e mantenere l'aumento di temperatura globale ben al di sotto dei 2°C (meglio se 1,5°C) dobbiamo azzerare le emissioni da carbone, petrolio e gas entro la metà del secolo. L'unico modo per raggiungere questo obiettivo in tempo utile è una rapida transizione verso uno scenario che sia 100 per cento rinnovabile per tutti.

Leggi il testo integrale della lettera aperta di Greenpeace a Sua Santità Francesco:
http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Lettera-di-Greenpeace-a-Sua-Santita-Francesco/

Leggi il briefing di Greenpeace "100% rinnovabili per tutti":
http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2015/energy/Briefing_cento_per_cento_rinnovabili.pdf


Panasonic Air Conditioning: da 40 anni in Europa con soluzioni d'avanguardia per una casa ecosostenibile

 

Fin dal 1918, anno di fondazione dell'azienda, Panasonic ha posto il suo impegno nella realizzazione di prodotti ecocompatibili che integrano le più avanzate tecnologie in materia di efficienza energetica. Una missione lungimirante che è stata anche il punto di partenza per lo sviluppo della sua gamma di soluzioni per la climatizzazione, inaugurata il 1958 con la produzione del primo condizionatore destinato ad applicazioni residenziali. E dall'entrata nel mercato europeo nel 1975 l'azienda ne ha fatta di strada: oggi, con un know-how decennale, clienti in oltre 120 Paesi nel mondo e un costante investimento in ricerca e sviluppo (91.539 i brevetti che testimoniano la volontà di migliorare la qualità della vita delle persone) Panasonic è in grado di offrire ai propri clienti sistemi ad altissima efficienza allineati ai più avanzati standard costruttivi e conformi ai più severi requisiti in materia di impatto ambientale. E in vista dell'estate alle porte ecco dal colosso giapponese alcuni consigli per scegliere un climatizzatore che possa soddisfare tutte le esigenze.

Valutare un prodotto che possa climatizzare la casa 365 giorni l'anno. Un impianto in grado di offrire una climatizzazione ideale in qualsiasi stagione dell'anno semplifica la vita e aiuta a risparmiare. L'ultima novità Panasonic per il residenziale è l'elegante modello Etherea, che incarna la missione dell'azienda: garantire il massimo comfort con costi di gestione convenienti
e con il minimo impatto ambientale. Etherea è infatti un climatizzatore che può raffreddare o anche riscaldare la casa come una pompa di calore, garantendo un ambiente confortevole attraverso le stagioni, ma che offre in realtà molto di più: un ampio risparmio energetico grazie al sistema di sensori EcoNavi, che minimizza gli sprechi adattando la climatizzazione al tuo stile di vita, e un sistema di purificazione dell'aria interna che ha superato il test della British Allergy Foundation perché in grado di neutralizzare fino al 99% di muffe e batteri. Un ambiente sempre sano e confortevole, il tutto nel rispetto della natura.

Scegliere un prodotto di nuova generazione meno impattante dal punto di vista ambientale significa risparmiare in bolletta, valorizzare la propria abitazione ed evitare lavori di riqualificazione domani. Il mondo si muove in direzione di uno stile di vita 100% eco e Panasonic questo lo sa, perché pensa all'ambiente a 360°: oltre a offrire prodotti della più alta qualità possibile con il più basso impatto ambientale, frutto di infinite sfide e sforzi di produzione, ha infatti costruito fabbriche eco compatibili in tutto il mondo, e sono molti a livello globale i progetti per un futuro più green che la vedono protagonista. Un vero messaggio di coerenza e di eco sostenibilità, una sfida lungimirante a progettare prodotti sempre più a impatto zero.

Valutare la spesa considerando anche gli incentivi nazionali per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione degli immobili. Se è vero che a un prodotto di qualità superiore può corrispondere un costo più elevato, le nuove norme sulla riqualificazione energetica vengono in aiuto al consumatore attento. Prodotti più d'avanguardia in grado di ridurre il dispendio energetico e l'impatto ambientale beneficiano degli incentivi fiscali nazionali. Come la linea di nuova concezione Etherea, che proprio per queste caratteristiche può consentire detrazioni fino al 65%.

Considerare il risparmio sul lungo periodo, scegliendo un prodotto affidabile e dalla qualità dimostrata. Proprio per offrire una qualità eccellente su tutti i fronti Panasonic prevede un'ampia serie di test a cui devono essere sottoposti tutti i suoi prodotti. Ogni climatizzatore viene naturalmente testato sulla durata con una simulazione di funzionamento continuo di 10.000 ore, sulla capacità di funzionare anche in condizioni di temperatura estreme (dai -20° ai +55°) e sulla resistenza dell'unità esterna alle infiltrazioni d'acqua. Ma non solo: dalla resistenza agli urti e alle cadute fino ad arrivare ai rigorosi test di rumorosità, ogni aspetto del prodotto è valutato meticolosamente per offrire un servizio di prim'ordine e garantire un prodotto affidabile e di qualità. I climatizzatori Panasonic sono studiati per diventare una forza invisibile e silenziosa, che lavora per assicurare un ambiente rilassante e un benessere continuo ai proprietari di casa.

Con a disposizione tecnologie ogni giorno più avanzate, oggi per chi vuole acquistare un impianto di climatizzazione adottare uno stile di vita ecosostenibile è sempre più facile.


Air pollution costs European economies US$ 1.6 trillion a year in diseases and deaths, new WHO study says

Copenhagen and Haifa, 28 April 2015 --- A staggering US$ 1.6 trillion is the economic cost of the approximate 600 000 premature deaths and of the diseases caused by air pollution in the WHO European Region in 2010, according to the first-ever study of these costs conducted for the Region. The amount is nearly equivalent to one tenth of the gross domestic product (GDP) of the entire European Union in 2013.[1]
The new study was published today by the WHO Regional Office for Europe and the Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) as a 3-day high-level meeting on environment and health in Europe opens. Over 200 representatives from European countries and international and nongovernmental organizations gather in Haifa, Israel, on 28–30 April 2015 to look at achievements, gaps and challenges and set future priorities.

"Curbing the health effects of air pollution pays dividends. The evidence we have provides decision-makers across the whole of government with a compelling reason to act. If different sectors come together on this, we not only save more lives but also achieve results that are worth astounding amounts of money," says Dr Zsuzsanna Jakab, WHO Regional Director for Europe. "Cross-sectoral work is the backbone of the environment and health process, which was initiated 26 years ago, and it is even more relevant today in the discussions taking place at this meeting in Haifa."

A ground-breaking report: economic cost of the health impact of air pollution in Europe
Economic cost of the health impact of air pollution in Europe is the first assessment of the economic burden of deaths and diseases resulting from outdoor and indoor air pollution in the 53 countries of the Region.

The economic cost of deaths alone accounts for over US$ 1.4 trillion. Adding another 10% to this, as the cost of diseases from air pollution, results in a total of almost US$ 1.6 trillion. In no less than 10 of the 53 countries of the Region, this cost is at or above 20% of national GDP (see Annex for data by country). The study uses the methodology applied in a 2014 report by OECD and makes the calculations based on the most recent economic estimates of the health impacts of air pollution.

The economic value of deaths and diseases due to air pollution – US$ 1 600 000 000 000 –corresponds to the amount societies are willing to pay to avoid these deaths and diseases with necessary interventions. In these calculations, a value is attached to each death and disease, independent of the age of the person and which varies according to the national economic context.
 
Air pollution: the single largest environmental health risk
Over 90% of citizens in the Region are exposed to annual levels of outdoor fine particulate matter that are above WHO's air quality guidelines. This accounted for 482 000 premature deaths in 2012 from heart and respiratory diseases, blood vessel conditions and strokes, and lung cancer. In the same year, indoor air pollution resulted in an additional 117 200 premature deaths, five times more in low- and middle-income countries than in high-income countries.

"Reducing air pollution has become a top political priority. Air quality will be a key theme at the next Environment for Europe Ministerial Conference in Georgia in 2016", says Mr Christian Friis Bach, Executive Secretary of the United Nations Economic Commission for Europe (UNECE). "Fifty-one countries are today finding joint solutions in the framework of the UNECE Convention on Long-range Transboundary Air Pollution. This work must be strengthened to reduce air pollution even further and extended to more countries and to other regions."

"About 2500 people are estimated to die in Israel annually as a result of exposure to air pollutants. The main source of air pollution is transportation, mainly in major city centres," says Mr Ofir Akunis, Deputy Minister of Environmental Protection and Member of Knesset (Parliament) for Israel. "Since 2011, the Ministry of Environmental Protection's Clean Air Law regulates pollutants from major sources such as transport, industry and energy in accordance with the most stringent standards. The Ministry aims to use all available resources to reduce air pollution, as this means saving the lives of thousands of people, as well as billions to the Israeli economy".

Improving environment and health in Europe: how far have we gotten?
The cost of the health impacts of air pollution is only one of many studies that will provide evidence on the environmental impacts on health to be released at the Haifa meeting.

Another new report, Improving environment and health in Europe: how far have we gotten? jointly published by WHO and UNECE, informs that one in four Europeans still falls sick or dies prematurely from environmental pollution. Data from several surveys in priority thematic areas such as water and sanitation, air quality, the day-to-day surroundings of children's lives, chemicals and asbestos, climate change and health inequalities all show that while progress has been remarkable, it has been uneven (see Fact Sheet on the report).

Notes to editors
The value of statistical life (VSL) is a standard economic method used to assess the cost of mortality at the level of society as a whole, as derived from aggregating individuals' willingness to pay to secure a marginal reduction in the risk of premature death. The cost of mortality from air pollution is the VSL value multiplied by the number of premature deaths. And the economic benefit of a mitigating action becomes the same VSL value multiplied by the number of prevented deaths.

Information sources

See Annex "Economic cost of deaths from air pollution (outdoor and indoor) per country, as a percentage of GDP WHO European Region, 2010" 

Fact sheet: From Parma to Haifa: how far have we gotten?

Economic cost of the health impact of air pollution in Europe
Improving environment and health in Europe: how far have we gotten?

The cost of air pollution: health impacts of road transport, OECD 2014

Environmental health economics

Air quality

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