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domenica 31 gennaio 2016

RELATIVITÀ E TECNOLOGIA NELLA NUOVA ENERGIA IDROELETTRICA.

Questa presentazione è costituita dal primo e ultimo capitolo della pubblicazione  citata in oggetto, i sette capitoli intermedi sono ricchi di disegni e tabelle affinché anche coloro che non conoscono sufficientemente i principi della fisica e dell'idraulica possano comprendere che le uniche energie veramente sostenibili non sono ancora state realizzate. Anche i sollevamenti idraulici per la difesa del territorio e la distribuzione idrica dovrebbero essere riprogettati integrandoli nella nuova energia.

La versione integrale dell'articolo si può scaricare in PDF in italiano o in inglese dal sito web http://www.spawhe.eu, dal quale, attraverso altri articoli si può notare che anche dal punto di vista depurativo, sempre secondo il sottoscritto, è tutto da rifare. Anche gli altri articoli, ricchi di tabelle disegni, si possono scaricare, ma non si tratta solo di fisica e idraulica, bensì dell'intera organizzazione del territorio per proteggere l'ambiente.

Scrivendo che, dal mio punto di vista, è tutto da rifare, non voglio scoraggiare nessuno. Essendo ottimista per natura, vedo il bicchiere mezzo pieno perché c'è lavoro per tutti e perché è meglio accorgersi degli errori tardi che mai.  Tuttavia il mio ottimismo non è assoluto, essendo condizionato dalla presa di coscienza delle persone che hanno capacità di progettazione e inventiva, alle quali credo di appartenere.  

A tali persone dico che il nostro compito è importante perché gli altri non possono far altro che sperare nell'opera altrui. Siamo noi che dobbiamo entrare nei dettagli energetici, depurativi, e gestionale smettendola di delegare chi ha sbagliato gli impianti che ci stanno portando al riscaldamento globale, a invocare la pioggia e il vento per liberarci dello smog, a temere siccità e alluvioni, perché è stata sbagliata completamente la gestione delle acque. Sempre, secondo il mio modesto parere, la lotta all'inquinamento non si fa nelle piazze ma scontrandosi su ogni dettaglio delle progettazioni industriali, energetiche e ambientali, affinché in tutte le progettazioni, oltre a eseguire i cicli di trasformazioni principali che portano al profitto economico, si eseguano contemporaneamente anche i cicli collaterali, di carattere sociale. 

Questa è sostanzialmente la depurazione globale, che si differenzia completamente dalla depurazione locale, la quale non è sufficiente per chiudere tutti i cicli organici e inorganici lasciati in sospeso dalle varie attività umane. Occorrono soprattutto opere strutturali attualmente inesistenti in tutto il mondo. Senza la progettazioni alternativa (del sottoscritto) nessuno si sarebbe accorto di niente e nessuno si accorgerà di niente, in futuro, quando i sistemi che propongo saranno seppelliti (con brevetti già decaduti) non dalle polemiche con gli addetti ai lavori, ma dal silenzio delle opposizioni.  Senza una lotta all'ultimo dettaglio, la protezione globale dell'ambiente non è possibile e quella locale e incompleta non serve quasi a niente, anche il lavoro che si potrebbe creare, sarà soltanto un miraggio.  Ovviamente, chi gestisce l'industria, l'ambiente e l'economia, non si confronta con i progetti di un pensionato. Se avessero voluto farlo lo avrebbero già fatto. La mia attività di inventore ambientale è ormai decennale. Chi farà i futuri investimenti nel mondo continuerà a farli a immagine e somiglianza di quelli esistenti senza risolvere né i problemi ambientali né quelli sociali.  Quello che hanno creato è sotto gli occhi di tutti ma le prospettive di vista dipendono dalle posizioni in cui si mettono gli osservatori. La differenza reale si può notare soltanto entrando nel sistema e dimostrando di essere competenti e mettendo in discussione tutte le progettazioni. Questo potrebbe servire anche a svegliare l'orgoglio dei progettisti pubblici, che dovrebbero essere il motore dell'economia, invece sono una zavorra. Progettare globalmente è la chiave dei problemi ambientali ed energetici.  Loro dovrebbero essere in grado di avanzare lo stato dell'arte globalmente, nell'ambiente e nell'energia permettendo al legislatore di adeguare le normative che vincolerebbero anche i privati a completare, nel limite del possibile i cicli collaterali. Quelli che non si possono completare diventerebbero di competenza pubblica e pertanto devono essere completati nelle opere strutturali pubbliche, che purtroppo non esistono. Le fogne e i depuratori esistenti si danno una mano a degenerare i liquami, a produrre acque acide e non servono a depurare l'aria. Risolvere questi grandi problemi non è impossibile, la soluzione è la progettazione ambientale globale che ho pubblicato sul sito web http://www.spawhe.eu, ma nell'articolo che allego voglio sottolineare il fatto che progettando globalmente, si trovano sinergie tra le diverse discipline scientifiche e tecnologiche che non sarebbero mai state trovate. 

Infatti, il mio obiettivo era quello di occuparmi di depurazioni,  attraverso il sistema SP (sinergici plants) ma studiando un nuovo sistema depurativo e ambientale AW (artificial welling) in verticale nel mare, è nata l'idea dell'idroelettrico sommerso che ha portato a riflessioni sulle caratteristiche fisiche dell'acqua che non servono negli attuali sistemi idroelettrici, basati sul salto idraulico, pertanto, ho dovuto aggiungere al sistema SPAW anche la sigla HE (hydroelectric energy). 

Ma come vedrete, la nuova energia idroelettrica non richiede dighe e bacini, non richiede nemmeno sollevamenti idraulici, pur riciclando le acque, pertanto è l'energia più pulita ed economica del mondo. La differenza è grandissima, sopra ogni aspettativa, sia in termini d'investimenti iniziali, sia in termini di costi di produzione. D'altra parte, quanto costerebbe l'idroelettrico attuale, senza dighe e bacini e con l'acqua che alimenta all'infinito turbine di ogni dimensione? Non è proprio così, ma molto simile. Un'altra sorpresa importante è la versione mobile di questa nuova energia che potrebbe sostituire i motori termici. 


RELATIVITA' E TECNOLOGIA NELLA NUOVA ENERGIA IDROELETTRICA.
Di Luigi Antonio Pezone

RIASSUNTO
Con questa pubblicazione, mi riallaccio soprattutto, ai padri della scienza che nell'epoca antecedente all'epoca industriale, usavano il solo ragionamento a trovare legami tra le leggi dello spazio, della materia e della natura. Con l'industrializzazione sono nate le specializzazioni e si sono persi i ragionamenti globali della scienza. Come modesto progettista, ma soprattutto installatore d'impianti, che ha avuto l'opportunità di spaziare nelle tecnologie industriali, ambientali ed energetiche, non ho potuto non notare che esistono vuoti enormi tra un impianto e l'altro, persino nell'ambito degli stessi impianti, sia nei settori depurativi, sia in quelli energetici, sia in quelli gestionali. La scienza del passato era universale mentre quella moderna che si sviluppa nei laboratori è diventata di parte. La tecnologia che non esisteva si è avviata sulla stessa strada. Ha fatto progressi enormi e le aziende moderne sono super specializzate in singoli settori, ma dal punto di vista ambientale, non esiste nel mondo nessun impianto completo. 

Mi dispiace dirlo, ma credo di essere il solo al mondo che si batte per realizzare impianti globali e multidisciplinari. I collegamenti impiantistici che dovrebbero recuperare le dispersioni, che trasformano l'inquinamento locale in inquinamento globale li ho denunciati, inutilmente, in altre pubblicazioni. Questa pubblicazione, invece, è la sintesi di quattro brevetti che mettono insieme impianti energetici e di sollevamento acque dopo approfondite riflessioni sull'attuale stato dell'arte. Come le altre proposte ambientali del sottoscritto, si basano sulle sinergie tra concetti scientifici e tecnologie che raramente sono state messe insieme razionalmente.

Come le precedenti proposte ambientali, queste invenzioni stanno compiendo un percorso molto difficile per essere comprese. Chi ha fondi e finanziamenti va avanti per la propria strada senza preoccuparsi di queste invenzioni e io posso solo sperare che tra coloro che visitano il mio sito http://www.spawhe.eu, insieme con i curiosi, ci sia anche chi vuole condividere queste invenzioni, assumendosi l'onere di finanziare le sperimentazioni. Non importa se il ruolo dell'inventore diventerà marginale.  I concetti basilari sui quali si basano i sistemi energetici che propongo sono sotto gli occhi di tutti, ma nessuno li vede. Il famoso Scienziato Albert Einstein li ha svelati asserendo, con la relatività generale, che la materia e l'energia possono essere considerate unitariamente, dato che l'una può trasformarsi nell'altra secondo una precisa relazione matematica. 

Un riscontro pratico di questa affermazione lo possiamo trovare nell'azione del vento che può produrre energia elettrica attraverso le pale eoliche ma può anche rompere l'equilibro inerziale tra troposfera e idrosfera, creando energia cinetica nelle correnti marine. Questo, per il sottoscritto, è l'aspetto energetico, sottovalutato a livello mondiale, poiché, anche noi possiamo rompere tale equilibrio, artificialmente per mezzo dell'intubazione di una piccola corrente di acqua e una pompa posta nelle profondità dell'acqua e concentrare tutta l'energia cinetica prodotta sulle pale di una turbina idraulica. Non c'è nessuna legge della conservazione dell'energia che possa impedirlo e nessun bilancio energetico da fare, se non quello tra l'energia spesa e quella prodotta, poiché preleviamo energia da una fonte infinita.   

La differenza tra energia spesa e prodotta è immensa, a favore dell'energia prodotta, poiché non siamo in un sistema isolato come il pendolo di Newton. Infatti, tutto il peso della colonna d'acqua intubata (m*g*h) acquista energia cinetica (1/2 mV2) frenata dalle pale della turbina, il cui alternatore collegato produce energia elettrica, in virtù del peso delle masse d'acqua convogliate sulla turbina per effetto della gravita e della pressione atmosferica, una volta spostate le masse di acqua sottostanti per mezzo della pompa. 

Infatti, Einstein afferma che l'energia fornita non incrementa la velocità del corpo, ma la sua massa: il corpo diventa sempre più "pesante". Questo trova riscontro anche nei calcoli pratici delle prevalenze delle pompe di sollevamento alle quali è sottratto il battente positivo sul lato aspirante, essendo considerato un'energia a tutti gli effetti. Quest'energia diventa ancora più importante se invece di sollevare le acque vogliamo utilizzare le pompe per produrre energia. In tale caso, conviene che le pompe orientino il flusso della portata in direzione della forza di gravità e della pressione atmosferica. 

Usando questo sistema la differenza tra l'energia spesa e quella prodotta diventa enorme anche perché l'acqua superficiale ha la stessa densità dell'acqua sottostante e pertanto non ha bisogno di risalire in superficie, se ci troviamo in un bacino ristretto. Ma è enorme anche perché all'uscita della turbina la pressione idrostatica dell'acqua non può opporsi all'energia cinetica residua.  Infatti, essendo l'acqua incomprimibile, a qualsiasi profondità si trovi lo sbocco, la resistenza idraulica all'uscita è sempre la stessa (v2/2g). Quindi, l'energia spesa può essere moltiplicata per cento, duecento etc.  Dipende soltanto dalla colonna d'acqua che grava sulla pompa e sulla turbina.  Ovviamente, non si può fare nessun confronto con il rendimento dell'energia prodotta da una centrale termica o di un motore termico che non arrivano al quaranta per cento del potere calorifero inferiore del combustibile. 

A questi bassi rendimenti è necessario aggiungere i costi di estrazione, trasporto, raffinazione e depurazione dei fumi prodotti.     
Tuttavia, per sfruttare in modo più versatile l'energia di posizione delle acque superficiali e per utilizzare tale energia anche in impianti mobili era necessaria anche l'invenzione delle pompe con doppia alimentazione sul lato aspirante, che sono l'invenzione più semplice del sottoscritto. Infatti, con quest'invenzione si chiude completamente il cerchio, dimostrando che oltre agli impianti depurativi mondiali, sono sbagliati anche gli impianti di sollevamento delle acque. Persino il famoso Mose di Venezia, costato 5,5 miliardi di euro e non ancora funzionante, poteva esser concepito diversamente: più economico, più efficiente, diventando, grazie all'invenzione di queste pompe anche produttore di energia. 

L'assenza di tali pompe, semplici da realizzare con le tecnologie attuali, ha impedito il corretto sviluppo sostenibile dei sistemi industriali, ambientali, energetici. Infatti, se fossero nate all'origine dell'era industriale, probabilmente, le soluzioni energetiche riassunte in questa pubblicazione, avrebbero reso inutili le costruzioni di grandi impianti termici; Il trasporto di energia che spreca risorse e inquina; le grandi pompe e i grandi motori, che con i nuovi sistemi di sollevamento accoppiati all'energia idroelettrica, non servirebbero. La nuova energia idroelettrica, se ho ragione, è producibile dappertutto, con rendimenti decine o centinaia di volte superiori alle altre energie, compresa quella fossile. Anche gran parte dell'estrazione dal sottosuolo di petrolio e gas, il trasporto e la raffinazione di questi combustibili, sarebbe inutile dal punto di vista economico. Di conseguenza non ci sarebbe stato il movente, che comporta oltre il 90% dell'inquinamento totale. Ovviamente, anche il solare e l'eolico non possono competere con il nuovo idroelettrico, non solo perché non assicurano la continuità di esercizio e quindi necessitano di sistemi di accumulo energetici, ma anche perché non possono sfruttare l'energia di posizione o di pressione. 

Purtroppo anche l'evidente necessità di queste pompe è stato accolto con il silenzio dai costruttori. Loro non guardano al nuovo mercato che si aprirebbe ma solo a quello che si chiuderebbe.
Ma bisogna chiedersi perché anche questa semplice pompa, non è stata inventata dagli addetti ai lavori? Per il sottoscritto la colpa è sempre delle specializzazioni.  Questa modifica non poteva nascere dai laboratori di prova delle pompe, nemmeno dalle gare di appalto fatte dagli uffici pubblici, nemmeno dalle multinazionali degli appalti, ma dalla progettazione globale degli impianti, che nessuno vuole sviluppare, preferendo applicazioni mono tematiche, che non possono superare i propri limiti tecnologici e scientifici.  Sono necessarie applicazioni impiantistiche pubbliche multidisciplinari.

Purtroppo i silenzi pubblici e privati dimostrano che nessuno lavora in questa direzione. Almeno la progettazione pubblica dovrebbe essere in grado di mettere insieme tecnici con esperienze diverse, soprattutto industriali, che non si possono acquisire nelle università. Oggi, gli impianti ambientali ed energetici si mettono insieme con le macchine che offre il mercato. Ma i costruttori di macchine sono specialisti nella costruzione delle macchine, non nella progettazione degli impianti globalmente.  Il cane continuerà in eterno a mordersi la coda se i progettisti pubblici non imparano ad aggiornare lo stato dell'arte globale quotidianamente con gruppi di lavoro che si incontrano quotidianamente, come avviene in una grandissima azienda manifatturiera che produce un prodotto complesso e di alta tecnologia, come l'industria automobilistica.  

Peccato che quest'industria, in cento venti anni non si sia accorta che doveva cambiare anche la fonte energetica dei motori. Questa potrebbe essere un'altra sfida del futuro: rimpicciolire al massimo il generatore mobile di energia idroelettrica, proposto dal sottoscritto, aumentando la pressione di esercizio di un gas comprimibile sull'acqua incomprimibile, senza combustibili, con autonomie di percorsi oggi inconcepibili, se non si ricorre a pericolose energie nucleari. Ma le energie nucleari difficilmente si potranno montare sui mezzi di trasporto.   

Naturalmente è indispensabile anche la tecnologia elettronica sviluppata per il controllo delle velocità dei motori elettrici, l'aperura delle valvole, il controllo delle pressioni. Ma anche quest'invenzione non sarebbe possibile senza le pompe con doppia alimentazione sul lato aspirante, che non consentirà la dispersione della pressione di esercizio e nemmeno dell'acqua, che insieme produrranno energia. Ma i costruttori di motori termici stanno sviluppando i motori ibridi che ridurranno l'inquinamento, non lo elimineranno, mentre le macchine elettriche comporteranno grandi oneri di smaltimento degli accumulatori, poca potenza e poca autonomia di percorso. Le mezze soluzioni potevano andar bene quando non s'intravedevano soluzioni complete, come l'idroelettrico mobile pressurizzato. 

C'è qualcuno nel mondo, pubblico o privato, con maggiori mezzi economici di un pensionato che vuole andare controcorrente? Io penso che il mondo, tanto grande, si stia perdendo in un piccolo bicchiere d'acqua, perché servono soltanto poche migliaia di dollari o euro per verificare i principi basilari di queste invenzioni. Se tutto funziona, e io non ho dubbi, l'industrializzazione si può fare rapidamente in regime di concorrenza leale tra tutte le aziende interessate, dando a Cesare quello che e di Cesare. Potrebbe essere anche un semplice ringraziamento. Come inventore io non credo alle attuali regole della proprietà intellettuale, che non hanno mai protetto gli inventori ma soltanto gli industriali, che possono pagare la protezione. La proprietà industriale attuale sembra concepita apposta per proteggere soltanto le multinazionali e i prodotti commerciali. 

CONCLUSIONI
Non esiste un solo principio sulla conservazione dell'energia. A parte l'aforisma generico coniato da Lavoisier, riferito alla chimica ma adattabile universalmente: "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". Le altre enunciazioni sulla conservazione dell'energia si riferiscono a fenomeni fisici, termodinamici, chimici, isolati gli uni dagli altri, che in un sistema aperto e multidisciplinare, perdono di significato, ai fini pratici, anche se nel bilancio universale mondiale i principi restano ugualmente validi.  Faccio queste affermazioni perché, come ho descritto nel presente articolo, sono certo di aver trovato il sistema per estrarre artificialmente dall'immensa energia delle masse atmosferiche e acquatiche, la poca energia idroelettrica che serve per far girare il mondo, senza gli attuali grandissimi costi infrastrutturali, che comporta questo tipo di energia.  

Infatti, se tutta la materia ha la capacità di trasformarsi in energia secondo la teoria di Einstein, anche realizzando milioni d'impianti distribuiti sul pianeta   l'equilibro energetico universale non sarà intaccato, pertanto non dobbiamo fare alcun bilancio energetico, come avviene con l'energia termica, ma soltanto prendere atto del guadagno energetico tra il consumo della pompa che innesca il sistema e lo mantiene, e la turbina che produce energia. 

In ogni caso, come dai calcoli esibiti, per ogni kw speso avremo centinaia di kw prodotti. Non si tratta di un miracolo ma dello sfruttamento razionale dell'energia esistente, applicando razionalmente le leggi della fisica e dell'idraulica, come non è mai stato fatto, cioè a senso unico, con le forze gravitazionali nella fase di produzione energetica, e concludendo il circuito idraulico all'uscita della turbina con una grande espansione di sezione, in un bacino sempre pieno, che azzera dislivelli geodetici o piezometrici. 

Non dobbiamo lasciarci ingannare dai bassissimi rendimenti attuali delle pompe, avendole impiegate per sollevare le acque contro le forze gravitazionali e in circuiti separati dalle turbine. Non dobbiamo nemmeno lasciarci ingannare dal rendimento delle altre energie che non possono sfruttare queste forze, e soprattutto dal rendimento dei motori e delle centrali termiche, che non arrivano al rendimento 0,4 rispetto al potere calorifero inferiore del combustibile.  Come potrebbe essere superiore questo rendimento se parte da zero, senza poter sfruttare nessuna condizione vantaggiosa? 

Ci dobbiamo, invece, meravigliare del fatto che l'idroelettrico alternativo, così semplice da realizzare in molte versioni e di qualsiasi dimensione, da sembrare miracoloso, ancora non esiste, dopo aver quasi distrutto il pianeta, con l'inquinamento da energia fossile. Ci dobbiamo meravigliare del fatto che l'inventore di questa energia è stato costretto a pubblicarla solo in base a semplici ragionamenti, come dovette fare Einstein per spiegare al mondo la relatività generale. Ma Einstein, probabilmente è stato il più grande genio di tutti i tempi e, realizzare un prototipo della gravità generale sarebbe un'impresa impossibile anche ai tempi attuali, mentre per sperimentare l'energia idroelettrica alternativa servono poche migliaia di euro.            

Come inventore, mi vergogno di non averli, per il fatto che ho sprecato i miei pochi risparmi pagando tasse per precedenti depositi di brevetti, che ugualmente nessuno ha voluto sperimentare. Ma se non avessi speso quei soldi il mondo non avrebbe mai saputo che oltre alle depurazione locale, potrebbe esserci anche la depurazione globale.  Perché quando chiuderò il sito web http://spawhe.eu, scomparirà ogni traccia del mio lavoro. Solo i depositi di brevetto resteranno visibili nel tempo.   

Non a caso nelle pagine 23 -26 di questa pubblicazione, ho interrotto il flusso logico della descrizione per sottolineare che il sottoscritto crede di essere in credito, con tutte le autorità ambientali mondiali, che vogliono combattere l'inquinamento e il riscaldamento globale. Ma non avendo avuto nessuna risposta da nessuna autorità ambientale o scientifica mondiale, il sottoscritto non ha ancora compreso, quali sono le autorità veramente interessate alla protezione dell'ambiente, ritenendo di essere l'unico che ha progettato impianti di depurazione globali (che abbracciano interi territori depurando insieme aria, acqua e producendo energia),  se gli impianti che ha proposto, non sono buoni, con quali progetti e quali progettisti vogliono combattere il riscaldamento globale? Visto che gli impianti noti, hanno già fallito? 

Pertanto, il sottoscritto, non si è meravigliato  del silenzio  con il quale sono state accolte queste altre invenzioni, e continua a basarsi soltanto sulla propria esperienza e i propri ragionamenti, perdendo ogni giorno di più la stima che aveva,  nella scienza  e nelle autorità dell'ambiente, quando dieci anni orsono, fresco di pensione, decise ingenuamente  di dare una mano, portando anche il punto di vista di un tecnico abituato  a mettere insieme impianti diversi tra loro negli stabilimenti industriali e  nell'ambiente.  Infatti la sua intenzione era quella di far comprendere la necessità di realizzare impianti globali colmando i vuoti esistenti tra un settore è l'altro. Dopo i primi anni di lavoro è le prime soluzioni presentate, comprese che le autorità e gli addetti ai lavori non vogliono colmare i vuoti ma solo aumentare gli investimenti nell'ambiente senza cambiare niente.  Non potendo condividere questa assurda strategia, di fronte al grave riscaldamento globale ho continuato in solitudine il mio lavoro. 

E' troppo comodo lavorare, in tanti, con ricchezza di mezzi economici, coperti dal segreto aziendale pubblico o privato. In questo modo i fallimenti delle sperimentazioni restano segreti mentre i successi diventano pubblici.  Purtroppo, come inventore privato, sono costretto a lavorare nella massima trasparenza, sia in caso di fallimento che di successo, ma soprattutto, sono costretto ad elemosinare, anche le più semplici sperimentazioni, per convincere gli scettici, che non vogliono essere convinti. Infatti, nessuno ha tirato fuori un solo euro. Il mio lavoro è diventato sempre più strano perché trattando impianti pubblici, non avrei dovuto trovare opposizioni se le soluzioni sono utili.  Invece, dopo tanti anni, ancora non si sa cosa pensano delle mie soluzioni. Oppongono un silenzio, purtroppo, simile all'omertà. 

Queste, per il sottoscritto, sono le ragioni principali che non consentono di superare problemi gravissimi come l'inquinamento urbano, e globale. Un cittadino che ha maturato esperienze utili e che vuole collaborare, non trova nessun punto di riferimento pubblico e non può rivolgersi nemmeno a investitori privati, essendo consapevole di non proporre soluzioni commerciali. Infatti, la protezione globale dell'ambiente si può fare solo attraverso opere strutturali ambientali, che non hanno nulla a che vedere con quelle attuali, a partire dalle fogne, depuratori, centrali termiche, inceneritori, ciminiere. Sarebbe già diverso se gli enti pubblici, difendessero con orgoglio le loro soluzioni, opponessero rifiuti motivati da sperimentazioni effettuate e documentate, criticando i sistemi che il sottoscritto propone.  La progettazione pubblica non difende i propri impianti perché sa che ho ragione, e per non ammetter gli errori ha concentrato i propri sforzi sulle nuove energie. Queste, effettivamente, stanno facendo passi da giganti, ma sempre nel confronto relativo con l'energia fossile. 

Quindi, ritorniamo al punto di partenza della relatività generale, che ci consentirebbe di attingere a piccolissime parti dell'energia terrestre, di origine cosmica, ma sufficienti a far girare il mondo con costi centinaia di volte inferiori a quelli attuali, sia in termini d'investimenti iniziali che di produzione. Mentre dal punto di vista ambientale, addirittura, con effetti benefici, non neutrali. Tutto questo senza nemmeno entrare nei laboratori di ricerca per mettere a punto fusioni calde o fredde. Quest'energia si può trasformare direttamente in piccoli e piccolissimi cantieri, applicando le comuni leggi della fisica e dell'idraulica. La relatività di Einstein è solo una conferma.

Qualcuno, tra aziende pubbliche e private, dimostri che ha provato e sperimentato gli schemi idraulici che propongo. Io sono certo che nessuno  ci ha provato, non per errate interpretazioni della fisica e dell'idraulica, ma semplicemente perché nessuno ha pensato che pompe e turbine idrauliche  potessero lavorare insieme nello stesso impianto; che  le pompe invece di sollevare l'acqua contro la gravità potessero sfruttare la gravità per produrre energia; e che le stesse pompe potessero avere una doppia alimentazione, non solo per sommare le portate, ma anche per sfruttare dinamicamente il principio di Pascal,  pertanto sollevare le acque che entrano nella pompa con pressione minore, a spese della pressione maggiore. 

Queste sono le ragioni per le quali non è ancora nato l'idroelettrico sommerso, quello terrestre con riciclo, e quello in versione mobile. Ma sono anche le ragioni per le quali sono sbagliati dal punto di vista energetico tutti gli impianti di sollevamento idraulici, che insieme ai trasporti, sono la spesa energetica più grande del mondo.  

Qualcuno dimostri pure che ha provato a realizzare senza successo lo schema idraulico dell'energia perpetua mobile, che consumerebbe solo particelle di aria attraverso la solubilizzazione nell'acqua e quindi, molto lentamente, assicurando autonomie energetiche senza costi impensabili allo stato attuale dell'arte, per mezzo di un circuito ibrido: mezzo aperto e mezzo chiuso e l'abbinamento di una pompa con doppia alimentazione e una turbina. 

Poiché nessuno può dimostrare di aver provato a realizzare gli impianti depositati con domande di brevetto dal sottoscritto, ci sono grandissime possibilità, che nel mondo sia stato sbagliato l'intero sviluppo industriale, perché le soluzioni che propongo, potevano essere realizzate da almeno mezzo secolo, semplicemente applicando fedelmente alla fisica e all'idraulica, i principi di Newton, Bernoulli, Pascal, Einstein, tralasciando, quelli generici sulla conservazione dell'energia, essendo già compresi nelle leggi matematiche  formulate da questi grandi scienziati.  

Se continua il silenzio delle autorità ambientali e della scienza su questi argomenti, sarà un'autentica omissione di soccorso verso l'ambiente, l'economia e la salute dei cittadini. Il COP 21, al di là dei finti accordi raggiunti, è stata l'ultima puntata di una fiction infinita con un grande cast di attori, non di statisti, che si ripete tutti gli anni a spese dei contribuenti, insieme ad altre fiction di livello inferiore, dove si approfondiscono i problemi, mai le soluzioni. 

E' ovvio che gli statisti non possono essere anche progettisti, ma dovrebbero almeno essere in grado di scegliere i progetti più completi dal punto di vista ambientale; mentre dal punto di vista energetico, dopo aver visto funzionare soluzioni termiche, nucleari, idroelettriche, solari, eoliche, per semplice curiosità, pur non credendo alla moltiplicazione energetica, che il sottoscritto promette, potrebbero provare anche l'idroelettrico alternativo che non costa quasi niente dal punto di vista infrastrutturale e tecnologico.

Se ho ragione, come sono certo, sia sui sistemi depurativi che su quelli energetici, occorre una nuova rivoluzione industriale per rimediare a tutti gli errori commessi dalla prima. Chi è senza colpe scagli la prima pietra. Io non ho pietre sufficienti ma le ripartisco in parti uguali soprattutto ai politici.  agli scienziati, agli economisti, che si sono occupati di ambiente localmente, di energia insostenibile e di economia volatile globale, invece dell'ambiente globalmente, dell'energia sostenibile, e di economia circolare globale. Ringrazio i padri della scienza che ho citato in quest'articolo e gli altri scienziati che si sono occupati di altre cose. Naturalmente, chiunque può scagliare pietre contro il sottoscritto, ma spero che siano pietre dettagliate, non silenziose e generiche come quelle che lanciano coloro che continuano a sentirsi superiori, nonostante i tantissimi errori commessi.  

 Luigi Antonio Pezone





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