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martedì 29 marzo 2016

GREENPEACE: “RENZI NON INGANNI GLI ITALIANI, IL GOVERNO STA AFFOSSANDO LE RINNOVABILI PER FAVORIRE TRIVELLE E PETROLIERI”

In riferimento all'intervento odierno del premier Matteo Renzi sul ruolo delle energie rinnovabili in Italia, Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace dichiara:

«Renzi ha una gran faccia tosta a parlare di rinnovabili. Mentre invita gli italiani a disertare un referendum nazionale, schierandosi dalla parte dei petrolieri, non manca di vantarsi dei traguardi di un settore che il suo governo sta invece mettendo in ginocchio. Nel 2012 in Italia erano entrati in esercizio quasi 150 mila nuovi impianti fotovoltaici: nel primo anno dell'era Renzi sono stati appena 722. L'anno scorso nel solo settore eolico si sono persi 4000 posti di lavoro».

Secondo il rapporto "Rinnovabili nel mirino" recentemente pubblicato da Greenpeace, il governo Renzi è riuscito a ostacolare le energie rinnovabili in tutti i modi: cambiando in corsa contratti già sottoscritti con lo "Spalma incentivi", modificando la tariffa elettrica per frenare il risparmio energetico e finendo per causare un aumento delle nostre bollette, bloccando i piccoli impianti domestici, specialmente quelli fotovoltaici.

Nel frattempo gli incentivi ai combustibili fossili aumentano. Come riporta il Fondo monetario internazionale, nel 2014 l'Italia ha regalato alle fonti sporche 13,2 miliardi di dollari, un dato addirittura in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013. In Germania confermano incentivi per le fonti rinnovabili per oltre 23 miliardi, in Italia le penalizziamo con incentivi che non superano gli 11 miliardi.

«Renzi è chiaramente dalla parte delle lobby fossili, non inganni gli italiani. È insopportabile che si faccia vanto persino dei nostri primati sulle rinnovabili, quando ci sono migliaia e migliaia di lavoratori del settore che hanno perso l'impiego a causa delle sue politiche anti-rinnovabili. La verità è che a Renzi le rinnovabili piacciono solo quando si fanno all'estero: in Italia disturbano gli interessi delle lobby fossili», conclude Boraschi.



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