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venerdì 24 marzo 2017

Imballaggi in carta e cartone, campioni di sostenibilità contro gli sprechi

In un anno una famiglia italiana getta in media 145 kg di cibo nei rifiuti: uno spreco di risorse e ricchezza insostenibili.

Comieco, all'interno del convegno odierno, spiega che gli imballaggi in carta e cartone sono tra i migliori "alleati" della lotta contro lo spreco di cibo grazie alle innovazioni

Milano, 24 marzo 2017 - Lo spreco alimentare in Italia ammonta a circa 16 miliardi di euro all'anno, che corrisponde all'1% del PIL: uno scandalo difficile da accettare. 

Dal packaging in carta e cartone arriva un contributo concreto per contrastare questo problema, e Comieco (Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi cellulosici) dimostra che la soluzione può essere molto più vicina di quanto si pensi. 

Ecco quanto emerso oggi dal convegno "Food packaging in carta e cartone: innovazioni contro gli sprechi", promosso da Comieco,che ha visto la presenza di importanti ospiti istituzionali tra i quali l'on. Maria Chiara Gadda della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati e Milena Battaglia del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Uno dei possibili alleati per contrastare il grave problema dello spreco alimentare è il packaging delle confezioni dei prodotti, che costituiscono il primo biglietto da visita di ogni alimento. 

Molti degli imballaggi prodotti in Italia, la cui quota cresce sempre di più nella raccolta differenziata, sono utilizzati nel settore alimentare, in particolare per frutta fresca, vino, acqua minerale e prodotti a base di pomodoro. Il packaging protegge il prodotto e fornisce al consumatore le informazioni per un'adeguata conservazione.

Basti pensare che, nei Paesi come il nostro ad elevata concentrazione industriale e dove vi è una forte presenza di imballaggio, il deterioramento della merce è stato minimizzato e oggi si attesta intorno al 2-3%, mentre nei Paesi in via di sviluppo si arriva fino al 50% delle merci che viene perso a causa della scarsa o nulla efficacia della conservazione.

In questo carta e cartone, per le loro caratteristiche di praticità, sicurezza e funzionalità sono dei veri maestri, e si prestano a moltissime innovazioni che, una volta applicate, potrebbero segnare un'importante svolta nella lotta contro lo spreco alimentare.

L'Italia in questo senso ha compiuto un grandissimo passo in avanti: dal mese di settembre è infatti entrata in vigore la legge 166/2016, finalizzata alla riduzione dello spreco e che incentiva e promuove il più possibile la donazione, la trasformazione, la redistribuzione delle eccedenze non solo alimentari e lungo tutta la filiera.

"La legge per favorire la donazione delle eccedenze alimentari è entrata in vigore a settembre, e sta già mostrando i suoi primi frutti – dichiara l'on. Maria Chiara Gadda della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati –. 
Le norme però da sole non bastano: è fondamentale mettere a sistema tutte le esperienze che si stanno sviluppando, a partire ad esempio dal sempre maggiore numero di Comuni che applicano una riduzione sulla tariffa rifiuti proporzionale al quantitativo donato. 
Allo stesso tempo è necessario informare ed educare i cittadini, lo spreco domestico ha un impatto purtroppo ancora ingente. 
L'Italia è attiva da anni sul fronte del recupero delle eccedenze alimentari per solidarietà sociale, grazie all'impegno congiunto di associazioni di volontariato, imprese ed enti locali. 
La nostra è una legge all'avanguardia, definisce per la prima volta nell'ordinamento italiano termini come "spreco" ed "eccedenza", e assegna anche all'imballaggio un ruolo importante. 
Il packaging infatti è indispensabile per preservare la qualità e la durata dei prodotti, gli imballaggi attivi addirittura ne allungano il ciclo di vita. 
Nel provvedimento inoltre si promuove la family bag, il contenitore per ciò che avanza al ristorante, al fine di accrescere la consapevolezza dei cittadini e incentivare buone pratiche di consumo".


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