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venerdì 30 giugno 2017

Risultati del monitoraggio di Goletta Verde in Toscana. Presentato il Dossier Mare Monstrum

Toscana: solite criticità alle foci di fiumi, fossi e torrenti

Su 19 punti monitorati da Goletta Verde ben 7 giudicati fortemente inquinati

Ancora scarsa l'informazione ai bagnanti: soltanto in tre casi riscontrata la presenza dei cartelli informativi obbligatori sulla qualità delle acque

Dossier Mare Monstrum:
nel 2016 le forze dell'ordine hanno accertato 1.097 reati contro il mare e le coste,
in pratica più di tre al giorno

Legambiente: "Una Regione che ha fatto da apripista in Italia sui temi ambientali non può più tollerare ritardi nel completamento del sistema depurativo"

Un punto su tre fortemente inquinato. Su un totale di diciannove punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde lungo le coste toscane sette presentavano valori di contaminazione elevata e per questo ricevono un giudizio di "fortemente inquinato". Nel mirino finiscono ancora una volta le foci di alcuni fiumi, canali e fossi d'acqua. Criticità spesso già note da tempo e sulle quali Legambiente chiede un'immediata verifica da parte delle autorità preposte.

È questo il bilancio del monitoraggio svolto in Toscana dall'equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al sostegno del CONOU - Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau. L'istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa a Firenze, al Caffè Giubbe Rosse, da Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente e Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana, alla presenza di Guido Spinelli, Direttore Tecnico ARPAT e Raffaele Gaudio, Segretario Regionale Sindacato Medici Italiani.
            "Il nostro monitoraggio punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali che mettono a rischio la balneabilità dei nostri mari e di conseguenza anche lo sviluppo turistico ed economico dei nostri territori – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. Ancora oggi, infatti, in Italia circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l'Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. Quest'anno con Goletta Verde affronteremo tutte le criticità che incombono ancora sul nostro ecosistema marino e costiero, a partire dal marine litter. Proprio su questo tema continueremo a monitorare i gravissimi sversamenti di schiume sintetiche che hanno interessato le coste toscane e liguri nelle ultime settimane, affinché si applichi il principio chi inquina paghi, utilizzando la legge sugli ecoreati approvata nel maggio 2015, e non si sottovalutino i rischi per la fauna marina e per la stessa attrattiva turistica delle spiagge toscane".
La salute dei nostri mari è sempre più a rischio a causa della cattiva depurazione, dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali, che seguitano a sfregiare coste e territori italiani. Un assalto che non si ferma, come dimostrano i dati del dossier Mare Monstrum di Legambiente sul mare illegale basato sul lavoro delle Forze dell'ordine e delle Capitanerie di porto: la Toscana con 1.097 infrazioni accertate (il 7% a livello nazionale) 1286 persone denunciate e arrestate e 182 sequestri effettuati si piazza al settimo posto nella classifica italiana del mare illegale. In pratica, oltre 3 reati accertati al giorno, 1,8 infrazioni per ogni chilometro di costa.

Tra le tipologie di reato spiccano quelli legati all' insufficiente depurazione e agli scarichi inquinanti: 324 le infrazioni accertate con 431 denunce e 99 sequestri. A seguire i reati legati alle violazioni al codice della navigazione, in aumento rispetto allo scorso anno: nel 2016 sono stati 301 i reati accertati dalle forze dell'ordine e dalle Capitanerie di porto, che hanno portato alla denuncia di 302 persone. C'è poi la pesca di frodo con 250 infrazioni accertate, 249 persone denunciate e 14 sequestri (13.755 kg i prodotti ittici finiti sotto sequestro). Infine i reati legati al ciclo del cemento lungo la costa (222 quelli accertati nell'ultimo anno, con 304 persone denunciate e 61 sequestri effettuati). Dallo scorso anno da segnalare la forza deterrente della nuova legge sugli ecoreati che colpisce soprattutto inquinamento e disastro ambientale.

Resta molto da fare anche sul fronte dell'informazione ai bagnanti. La cartellonistica in spiaggia è ancora troppo scarsa, nonostante da tre anni sia scattato l'obbligo per i Comuni costieri di apporre pannelli informativi circa la qualità delle acque. Rispetto ai 19 punti monitorati dai tecnici, soltanto in tre i tecnici hanno potuto riscontrare la presenza di questi cartelli che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi quattro anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa. Tema centrale di questa edizione di Goletta Verde sarà anche il rischio per inquinamento da marine litter. Legambiente ha recentemente raccontato l'esperienza e i dati raccolti in questi 30 anni da Goletta Verde alla conferenza mondiale degli Oceani all'Onu, rilanciando un pacchetto di proposte per contrastare questo problema che, al pari della maladepurazione e della pesca illegale, mette in serio pericolo l'ambiente, la biodiversità marina ma anche la salute dei cittadini. Soltanto in due punti rispetto ai 19 monitorati dai tecnici di Legambiente non è stata riscontrata la presenza di rifiuti lungo la spiaggia e praticamente nella quasi totalità di questi a farla da padrona è la plastica, seguita da carta, metalli e rifiuti provenienti dalla raccolta urbana.

"Purtroppo, ogni anno continuiamo a registrare i soliti ritardi nell'adeguamento e nell'efficientamento del sistema depurativo locale, sia nei comuni costieri che nell'entroterra – dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana -. Si tratta per lo più di situazioni note, come dimostrano i 41 agglomerati toscani sottoposti a procedura d'infrazione per il mancato rispetto della direttiva 271/1991. Questo status esige la necessità d'intervenire al più presto, per evitare che la vocazione turistica, culturale e naturalistica di una delle più belle aree del Paese venga compromessa. La Toscana, d'altra parte, sui temi ambientali, è sempre stata all'avanguardia in Italia. Per questo chiediamo con forza a Regione e Comuni interessati, sia costieri che dell'entroterra, d'intervenire al più presto. Non solo per verificare queste fonti d'inquinamento, ma per porre in essere contromisure rapide, stringenti ed efficaci".

"Per quanto riguarda l'Isola d'Elba – spiega Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana - il dato negativo del Moletto del Pesce a Marciana Marina conferma due cose: la prima è che i prelievi fuori norma degli anni passati non erano un accanimento verso la precedente amministrazione comunale, la seconda è che il problema derivante da un troppo pieno fognario che sfocia all'inizio dell'area portuale continua ad esistere e che è un bene che la nuova Amministrazione Comunale abbia nel suo programma la costruzione di un depuratore che speriamo metta al più presto a norma l'intera vallata marcianese. I dati di Mola, la Zona umida del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, confermano quelli dei prelievi di Goletta Verde del 2016 e una situazione intollerabile in un'area così importante e delicata, che ha bisogno immediatamente di una vera protezione, di cartellonistica adeguata e di un'opera di ripristino ambientale che inizi proprio dall'individuazione di chi inquina i preziosi fossi di Mola attentando alla sua biodiversità fragile e unica".

Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra 22 e il 23 giugno 2017) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un "maggior rischio" presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all'insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d'acqua arrivano in mare.  I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come "inquinati" i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e "fortemente inquinati" quelli che superano di più del doppio tali valori.

All'Isola d'Elba sono risultati "fortemente inquinanti" i campioni prelevati alla foce del fosso di Mola/Fossone Centrale (nell'Area umida del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, nell'area che fa parte nel territorio di Capoliveri) e alla spiaggia presso Moletto del Pesce a Marciana Marina. Entro i limiti sempre a Marciana Marina (alla spiaggia del Capitanino nell'area portuale) e a in località San Giovanni a Portoferraio, alla spiaggia di fronte al fosso San Giovanni. Restando in provincia di Livorno, "fortemente inquinati" anche i prelievi effettuati a Piombino, alla Marina di Salivoli (scarico presso via Salivoli) e alla foce del canale scolmatore tra i territori di Livorno e Pisa.

In provincia di Massa-Carrara due punti su tre risultati "fortemente inquinanti": a Marina di Carrara (alla foce del torrente Carrione) e in località Partaccia del comune di Massa (alla foce del torrente Lavello). Entro i limiti gli inquinanti riscontrati nel prelievo effettuato sempre a Marina di Massa, ma alla foce del fiume Frigido. In provincia di Lucca i tre prelievi sono risultati tutti nella norma: a Pietrasanta (alla foce del fosso Motrone in località la Focetta e alla foce del fiume Fiumetto) e a Viareggio (spiaggia presso piazza Mazzini).
Nella norma anche i sette monitoraggi effettuati in provincia di Grosseto: alla spiaggia di fronte il fiume Bruna a Castiglione della Pescaia; alla foce del fiume Gora a Follonica; alla spiaggia presso il canale di San Rocco a Marina di Grosseto; alla foce del fiume Albenga a Orbetello; alla spiaggia fronte canale di Monte Argentario; al canale di scolo al fosso Tagliata Etrusca a Ansedonia e alla spiaggia di fronte al torrente Chiarone a Capalbio.

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c'è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo, anche quest'anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l'avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L'olio usato - che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli - è un rifiuto pericoloso per la salute e per l'ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un'auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l'olio usato è anche un'importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un'ottica di economia circolare: il 95% dell'olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell'Italia il Paese leader in Europa. In Toscana, nel 2016, il Consorzio ha raccolto 15.225 tonnellate di oli usati. "La difesa dell'ambiente, in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi - rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L'operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell'ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l'economia del Paese".

Con Goletta Verde, infine, viaggia la campagna "Le pratiche estive per vivere il mare, la natura e l'ambiente in sicurezza e salute", realizzata in collaborazione con il Sindacato Medici Italiani e Assimefac. Un vademecum e diverse iniziative condotte a bordo di Goletta Verde per informare sui comportamenti da tenere per rispettare il mare e tutelare la propria salute e su quelle che sono le minacce di inquinamento e sanitarie presenti lungo le nostre coste.




I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN TOSCANA*
*prelievi effettuati tra il 22 e il 23 giugno 2017
PV
COMUNE
LOCALITÀ
PUNTO
GIUDIZIO
PRESENZA
CRT. INFO.
MS
Carrara
Marina di Carrara
Foce torrente Carrione
Fortemente Inquinato
NO
MS
Massa
Partaccia
Foce torrente Lavello
Fortemente Inquinato
NO
MS
Massa
Marina di Massa
Foce fiume Frigido
Entro i limiti
LU
Pietrasanta
La Focetta
Foce fosso Motrone
Entro i limiti
No
LU
Pietrasanta
Fiumetto
Foce del fiume Fiumetto
Entro i limiti
No
LU
Viareggio

Spiaggia presso piazza Mazzini
Entro i limiti
No
GR
Castiglione della Pescaia
Spiaggia fronte fiume Bruna
Entro i limiti
No
LI
Livorno/Pisa

Foce del canale Scolmatore
Fortemente Inquinato
NO
LI
Piombino
Marina di Salivoli
Foce/scarico presso
via Salivoli
Fortemente Inquinato
NO
GR
Follonica
Follonica
Foce del fiume Gora
Fortemente Inquinato
GR
Grosseto
Marina di Grosseto
Spiaggia presso canale di San Rocco
Entro i limiti
No
GR
Orbetello
Bocche di Albegna
Foce del fiume Albegna
Entro i limiti
No
GR
Monte Argentario
Poggio Pertuso-Cala Galera
Spiaggia fronte canale
Entro i limiti
No
GR
Ansedonia
Tagliata Etrusca
Fosso Tagliata Etrusca, canale di scolo
Entro i limiti
No
GR
Capalbio

Spiaggia fronte torrente Chiarone
Entro i limiti
No
LI
Capoliveri
Mola
Foce dei fossi di Mola/Fossone centrale
Fortemente Inquinato
NO
LI
Portoferraio
San Giovanni
Spiaggia fronte fosso S. Giovanni
Entro i limiti
No
LI
Marciana Marina

Spiaggia presso
moletto del Pesce
Fortemente Inquinato
NO
LI
Marciana Marina
Molo di
Marciana Marina
Spiaggia del capitanino
Entro i limiti

Il Monitoraggio scientifico
I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell'imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell'analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell'acqua, PH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l'ausilio di strumentazione da campo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione.

LEGENDA
Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml
FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

** Dal 2014 è obbligo per i comuni costieri apporre la cartellonistica informativa circa la classe di qualità delle spiagge (eccellente, buona, sufficiente, scarsa), secondo uno specifico format europeo, con tutte le informazioni sulla qualità delle acque, i dati degli ultimi prelievi e le possibili criticità della spiaggia stessa.

Su www.legambiente.it/golettaverde sezione Analisi è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.


martedì 27 giugno 2017

Foodsharing, commons, digitalizzazione e sostenibilità sociale. Ufficializzato il programma dei Colloqui di Dobbiaco 2017. Proseguono le iscrizioni

Ufficializzato il programma dello storico laboratorio di idee per una conversione ecologica che torna dal 29 settembre al primo ottobre nel centro dell'Alta Pusteria.


Foodsharing, commons, digitalizzazione e sostenibilità sociale. 
Ai Colloqui di Dobbiaco le sfide dell'economia della condivisione. 

Tra i vari incontri, si parlerà del progetto Last Minute sotto casa con il suo ideatore Francesco Ardito e di equità e sharing economy con Isabella Mader, Simon Schumich e Andrea di Stefano

Condividere, scambiare, usare in comune: nella Sharing Economy stanno emergendo i contorni di forme di economia e di vita che vanno oltre il mercato. Se ne parlerà alla prossima edizione dei Colloqui di Dobbiaco, laboratorio d'idee per una svolta ecologica, che tornerà dal 29 settembre all'1 ottobre nella cittadina altoatesina e che in questi giorni ha ufficializzato il proprio programma (per informazioni e iscrizioni: http://www.grandhotel-toblach.com/it/colloqui-dobbiaco/home)

Con l'approccio "laico" che contraddistingue la manifestazione sin dai suoi esordi nel 1985, anche quest'anno l'analisi teorica si affiancherà alla proposta di soluzioni concrete, mettendo a confronto makers, start-up, FabLabs, spazi di co-working e RepairCafés, per raccontare e analizzare le nuove sfide dell'economia "di condivisione".

Tra i vari temi, si parlerà di Foodsharing e del progetto Last Minute sotto casa, una app che permette ai negozianti di mettere in vendita a prezzi ribassati la loro merce fresca, che rischia di avanzare, e alle persone di venirle a comprare, con il suo ideatore Francesco Ardito

Ci si chiederà "Quanto è equa la sharing economy?" con Isabella Mader, Simon Schumich e Andrea di Stefano, esperto di finanza etica ed economia sociale e direttore del mensile Valori. Con Silke Helfrich si parlerà del mondo dei Commons, mentre con Davide Pellegrini si rifletterà sull'impatto dei big data e delle piattaforme di collaborazione. 

Attenzione anche al territorio sudtirolese: ai Colloqui di Dobbiaco verrà presentato uno studio dell'Istituto Superiore Economia e Commercio di San Candido 2017, che analizza come la digitalizzazione può contribuire alla crescita dell'Alta Pusteria e, con Stefanie Waldner, si parlerà di Airbnb e turismo alpino.



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lunedì 26 giugno 2017

Raccolta straordinaria di gomme giunte a fine vita a Lampedusa con PFU Zero sulle coste italiane

L'associazione Marevivo e il Consorzio EcoTyre sono intervenuti a Lampedusa con PFU Zero sulle coste italianeil progetto di raccolta straordinaria di pneumatici fuori uso (PFU) abbandonati, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e di Federparchi-Europarc Italia e in collaborazione con la Guardia Costiera. All'evento di oggi hanno partecipato Salvatore Martello, Sindaco del Comune di Lampedusa, Paolo Monaco, Comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, Carmen di Penta, Direttore Generale Marevivo, ed Enrico Ambrogio, Presidente EcoTyre.

Le operazioni di recupero degli PFU in mare si sono svolte sabato 24 giugno al Porto Vecchio, dove hanno lavorato lesquadre dei subacquei della divisione sub Marevivo con la collaborazione dei diving locali, Blue Dolphins DivingMarina DivingMoby Diving CenterPelagos Diving CenterWild Tuna Diving. Sono state raccolte in mare più di 100 gomme giunte a fine vita. A queste vanno aggiunte le circa 800 gomme raccolte presso l'isola ecologica oggi, lunedì 26 giugno, secondo quanto previsto dall'accordo tra EcoTyre e Lampedusa. Tra terra e mare sono stati portati via complessivamente 10 tonnellate di pneumatici fuori uso.

L'iniziativa, infatti, rientra nel protocollo d'intesa che EcoTyre, il Consorzio primo in Italia per numero di Soci, ha sottoscritto nel 2015 e rinnovato nel 2016 con l'isola, in collaborazione con Marevivo, che prevede la raccolta straordinaria e il ritiro periodico degli PFU presenti a Lampedusa. Le caratteristiche geografiche determinano una serie di difficoltà logistiche oggettive per la gestione degli PFU e questo nel tempo può determinarne un possibile accumuloEcoTyre, per far fronte a questa situazione, fornisce gratuitamente e periodicamente il servizio di ritiro degli PFU e ne garantisce l'avvio al corretto recupero. 
Il progetto sperimentale a Lampedusa ha avuto un grande successo; per questo sono stati sottoscritti successivamente altri due protocolli, uno con il Comune di Pantelleria e uno con il Comune di Ustica.

Gli PFU raccolti a Lampedusa rispetteranno, dunque, la corretta filiera: saranno condotti dai mezzi del Consorzio EcoTyre agli impianti di trattamento per essere gestitiSono, infatti, una tipologia di rifiuto cosiddetta 'permanente': se lasciata in natura e in mare, necessita di centinaia di anni per degradarsi completamente. Se gestita in modo corretto, invece, è riciclabile al 100%: la maggior parte viene triturata generando il cosiddetto "granulato di gomma", un materiale di riciclo riutilizzabile per diversi usi come i fondi stradali e le superfici sportive, per l'isolamento o per l'arredo urbano.

Gummy, la mascotte di EcoTyre, ha intrattenuto i presenti con giochi e attività di animazione con l'obiettivo di far capire come funziona la corretta filiera di gestione degli PFU e quanto sia importante la salvaguardia del mare e dei suoi abitanti.

EcoTyre, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente, ha avviato da tempo un progetto più ampio, PFU ZEROin cui rientra anche PFU Zero sulle coste italiane, con l'obiettivo di creare e avere a disposizione una mappatura di depositi abbandonati di PFU segnalati da enti locali, associazioni e cittadini. Le raccolte straordinarie eseguite da EcoTyre sono svolte in modalità totalmente gratuita e senza alcun costo per le Amministrazioni locali. È possibile segnalare un deposito abbandonato di PFU, collegandosi al sito internet dedicato (www.pfuzero.ecotyre.it): EcoTyre valuta ogni segnalazione, coordinandosi con gli enti locali per gli interventi di raccolta.

Marevivo ed EcoTyre, con PFU Zero sulle coste italianesono già intervenuti a Monte Argentario, a Gallipoli e ad Anzio. Dopo Lampedusaè in programma la tappa conclusiva di questa prima edizione a Milazzovenerdì 30 giugno.

"Portiamo avanti con convinzione questa campagna perché crediamo che sia importante diffondere in ogni istante la cultura della tutela del mare contro l'abbandono dei rifiuti - ha spiegato Carmen di Penta, direttore generale di Marevivo -.Ringraziamo per la collaborazione il Sindaco, che appena insediato si è già dimostrato attivo sul fronte della tutela dell'isola di Lampedusa, e tutti i volontari diving che hanno permesso la riuscita dell'operazione".

"Abbiamo collaborato con impegno e dedizione in questi anni – ha dichiarato Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre – con l'isola di Lampedusa, raggiungendo ottimi risultati. L'importante successo del progetto sperimentale di raccolta straordinaria, periodica e gratuita di PFU sull'isola ha portato alla sottoscrizione di protocolli di intesa anche con i Sindaci di Pantelleria e Ustica. Siamo molto orgogliosi di garantire la raccolta presso queste splendide isole che, proprio per la loro conformazione geografica, sono aree in cui la logistica è più complessa".


"Siamo soddisfatti del lavoro fatto in questi due giorni lampedusani da parte dei volontari di Marevivo e del Consorzio EcoTyre, - ha spiegato Salvatore Martello, Sindaco del Comune di Lampedusa - un'attività concreta sia per l'efficacia del messaggio educativo che per gli ottimi risultati raggiunti. Confermo la volontà dell'amministrazione a rinnovare la convenzione, per la raccolta gratuita degli PFU, con EcoTyre scaduta da alcuni mesi".

"Ancora una volta le Isole Pelagie, ed in particolare l'isola di Lampedusa, hanno beneficiato di questa importante iniziativa promossa da Marevivo ed EcoTyre, che ha visto il coinvolgimento di una nostra motovedetta, dei diving locali, dei pescatori e del personale e dei mezzi dell'Area Marina Protetta. - ha dichiarato Paolo Monaco, Comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa - Il recupero dei pneumatici dal fondo del mare, oltre alla fondamentale opera di bonifica, rappresenta un importante esempio di civiltà e sensibilizzazione ambientale per alimentare una sempre più viva "coscienza verde" nelle future generazioni.
Nel corso dell'anno avevamo già collaborato con i volontari di Marevivo nell'ambito del progetto "Delfini Guardiani", che ha riguardato in particolare i bambini dell'isola di Linosa, che hanno avuto la possibilità di visitare e vivere un giorno a bordo di una nostra Motovedetta all'insegna del rispetto dell'ambiente e del mare."



Lampedusa26 giugno 2017


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