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martedì 7 febbraio 2017

20 anni Decreto Ronchi. Conai: eccellenza italiana nell'avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio


Milano, 7 febbraio 2017 - CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, nasce con l'emanazione del Decreto Ronchi, la riforma che ha posto in cima al sistema di gestione dei rifiuti la priorità del riciclo


La ricorrenza dei 20 anni dall'entrata in vigore è stata celebrata oggi con un convegno a Roma presso la Camera dei Deputati.

 

Fin dall'inizio CONAI è stato promotore di un'economia circolare concreta fondata sulla valorizzazione e l'avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio, considerando i rifiuti come vere e proprie materie prime, portando importanti benefici sociali, economici ed ambientali al Sistema Paese.

 

Il sistema composto da CONAI e dai Consorzi di filiera si basa sul rispetto del principio di responsabilità condivisa tra Imprese, Comuni e Cittadini, che ha come obiettivo l'avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio provenienti dalla raccolta differenziata. 


I Comuni che effettuano una corretta raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio possono fruire di corrispettivi economici sulla base della quantità e della qualità dei materiali conferiti, secondo quanto previsto dall'Accordo Quadro ANCI-CONAI. 


Corrispettivi che sono a loro volta finanziati dall'applicazione di un contributo ambientale a carico delle imprese produttrici ed utilizzatrici di imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro.

 

Nel 2015, anche grazie all'operato di CONAI e dei Consorzi di Filiera, si è ulteriormente consolidata la quota di rifiuti di imballaggio – in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro – avviata a riciclo sul territorio nazionale, pari al 66,9% sul totale dell'immesso al consumo e equivalente a 8,2 milioni di tonnellate


Considerando anche la quota di recupero energetico, il 78,6% degli imballaggi è stato sottratto alla discarica, per un totale di 9,6 milioni di tonnellate.

 

Un risultato che va ben oltre i target di legge e che mostra una progressiva crescita in questi 20 anni: nel 1998, primo anno di attività del Consorzio Nazionale Imballaggi, due imballaggi su tre erano conferiti in discarica, mentre oggi lo sono solo due su dieci. 


Nel 2015 sono stati reimmessi nel ciclo produttivo ben 8 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio, di cui il 48% gestiti da Conai-Consorzi di Filiera (3,9 milioni di tonnellate), mentre il restante 52% è stato trattato dagli operatori appartenenti alla gestione indipendente.


"I punti chiave della legge che hanno consentito lusinghieri risultati di riciclo, di cui essere orgogliosi, sono la natura privatistica-imprenditoriale e non profit di Conai e dei Consorzi" ha commentato Roberto De Santis, Presidente di Conai. 

"In futuro, per raggiungere gli obiettivi sfidanti previsti dalle Direttive europee in corso di approvazione, dobbiamo rafforzare ulteriormente impegni come la prevenzione dell'impatto ambientale degli imballaggi, il supporto agli Enti Locali per lo sviluppo quali-quantitativo della raccolta differenziata e il finanziamento delle attività di ricerca per tecnologie di riciclo di imballaggi complessi, oltre alla garanzia di universalità del servizio di ritiro, ed avvio a riciclo".

 

Nel 2015 il riciclo e il recupero degli imballaggi ha permesso la generazione di materie prime seconde equivalenti a 3 miliardi di bottiglie in vetro da 0,75 litri329 milioni di risme di carta in formato A432 milioni di pallet in legno, 9 miliardi di flaconi di detersivo in PET, 1 miliardo di lattine da 33cl in alluminio, e 725 treni Frecciarossa 1000 per l'acciaio.



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domenica 5 febbraio 2017

ENERGIE RINNOVABILI. BUILDING ENERGY ACQUISISCE 4ENERGIA

Con l'integrazione del trader italiano 4energia, Building Energy consolida e rafforza la propria posizione nel settore energetico, un mercato in profonda trasformazione


Building Energy, multinazionale italiana che opera come Global Integrated IPP nel settore delle energie rinnovabili, ha firmato lo scorso 31 gennaio 2017 un accordo per l'acquisizione del controllo di 4energia, trader energetico nato con l'obiettivo di acquistare energia elettrica da impianti di media e piccola dimensione e soddisfare le esigenze dei produttori di energia presenti sul mercato italiano.

L'accordo porterà all'integrazione dei due gruppi, che vantano una solida presenza nel settore energetico. 4energia, che nel 2016 ha registrato un giro d'affari annuo di 65 milioni di euro e attualmente gestisce una capacità complessiva di 350 MW, ha il suo quartier generale a Milano ed è stata fondata nel 2014 da Roberto Colicchio, Paolo Esposto, Carlo Mereu e Andrea Russo, manager con un'esperienza ultra-decennale nei mercati energetici.

L'operazione permetterà a Building Energy di ampliare e rendere più competitiva l'offerta Operation&Maintainance, consolidando la propria posizione nel settore delle energie, un ambito in continua evoluzione.

Già parte del DNA dell'azienda, il modo di operatore innovativo di Building Energy avrà ulteriore slancio grazie alle sinergie che si verranno a creare con 4energia

Le competenze ed il know-how di 4energia spaziano, infatti, dal trading di energia, alla gestione ed ottimizzazione di portafogli di produzione energetica propri e di terzi, fino ad includere lo sviluppo ed il coordinamento di tutti i flussi operativi ed informatici necessari alla compravendita di energia da impianti di produzione indipendente, tramite un approccio completo in tutte le aree di gestione di un portafoglio di produzione di energia elettrica.

"Siamo lieti di annunciare l'accordo per l'acquisizione di 4energia - ha dichiarato Fabrizio Zago, Amministratore Delegato di Building Energy – che per noi rappresenta un nuovo tassello di una strategia di rafforzamento del business nel settore energetico. Questa operazione, che unisce due realtà dinamiche e caratterizzate da un approccio innovativo, ci consentirà di sviluppare nuove sinergie e strategie di crescita consolidando ulteriormente la nostra presenza sui mercati italiani e internazionali".

BUILDING ENERGY
Building Energy è una multinazionale che opera come Global Integrated IPP nel settore delle energie rinnovabili presente in 4 continenti. 
L'azienda è verticalmente integrata sulla catena del valore, dallo sviluppo di progetti alla vendita di energia. 
Con una pipeline complessiva in 24 paesi di oltre 2.600 MW, ed asset generativi in costruzione nei prossimi due anni per oltre 700MW, si posiziona come uno dei maggiori player nel panorama internazionale del settore dell'energia rinnovabile. 


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GREEN NETWORK ENERGY, CODACONS E KONSUMER ITALIA: NASCE IL GRUPPO D'ACQUISTO "SOSTENIBILITÀ"

Trasparenza e convenienza per i consumatori

Milano, 5 febbraio 2017 - Green Network Energy partecipa all'iniziativa delle associazioni dei consumatori Codacons e Konsumer Italia, da cui è nato il "Gruppo d'Acquisto Sostenibilità".

Dopo un percorso comune con queste associazioni, in cui si sono ridefiniti contenuti contrattuali e procedure aziendali al fine di avere oggi la piena conformità al Codice del Consumo, al rispetto delle norme sulla riservatezza dei dati ed infine alla creazione di una procedura di conciliazione paritetica conforme ai dettami europei sulle best practices come sistema alternativo di risoluzione delle controversie tra consumatore ed impresa, Green Network ha raggiunto un accordo in cui i consumatori aderenti al Gruppo d'Acquisto Sostenibilità potranno accedere ad un'offerta sulla fornitura di energia elettrica e gas che taglia fino ad oltre il 20% il costo determinato dall'Autorità per l'Energia Elettrica (Aeegsi), il Gas e il Sistema Idrico per il mercato di maggior tutela.

Si tratta di un costo trasparente, perché immediatamente individuabile e confrontabile con la fornitura in essere, grazie ad un semplice comparatore messo a disposizione dell'utenza; conveniente perché costruito su un costo di base determinato dall'Aeegsi (maggior tutela), che viene scontato in una misura fissa, 15% - 20% - 25%, secondo le scelte del consumatore rispetto alle diverse opzioni; protetto perché ogni divergenza e criticità saranno sottoposte alla tutela di Codacons e Konsumer Italia attraverso la procedura di conciliazione che prevede la soluzione della controversia entro 15 giorni.

Piero Saulli, Presidente di Green Network Energy, dichiara: "Siamo felici di questa iniziativa in collaborazione con le associazioni dei consumatori. Prosegue il nostro impegno per la massima trasparenza e convenienza per i nostri clienti".

Nasce così la prima energy community dei consumatori, un auspicio del Consiglio d'Europa e della stessa Authority italiana, che diventa realtà grazie alla collaborazione fra Green Network e le associazioni dei consumatori. Ciò è stato realizzato in virtù di un'attenta attività di controllo e condivisione, che si è avvalsa anche delle sinergie con ricercatori universitari specializzati in diritto del consumo, al fine di ottenere una vera tutela del consumatore e rendere accessibile a un costo vantaggioso un'importante voce del bilancio familiare quale l'energia.



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Al Festival di Sanremo 7 mezzi elettrici per i servizi di igiene urbana

In occasione della 67esima edizione del più importante evento dedicato alla canzone italiana  una larga parte dei servizi di pulizia ed igiene del suolo e decoro urbano nella città ligure  viene effettuata da AMAIE Energia e Servizi con sette veicoli Goupil a zero emissioni     


Sanremo, 5 febbraio 2017 – Non si esibiranno e non saliranno sul palco del Teatro Ariston, ma garantiranno pulizia e ordine durante i 5 giorni del Festival (e anche dopo): sono i sette mezzi completamente elettrici che si districheranno in modo rapido, silenzioso ed ecologiconella Città dei Fiori e della Musica, con l'obiettivo di limitare al massimo l'impatto sul territorio e di gestire le tonnellate di rifiuti che saranno prodotte dalle migliaia di persone attese come ogni anno a Sanremo, in occasione della più importante kermesse musicale e canora d'Italia.  

Entrerà in servizio in occasione del Festival (in programma dal 7 all'11 febbraio) il settimo veicolo, completamente elettrico, impiegato da AMAIE Energia e Servizi (la Società che per conto del Comune di Sanremo si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulizia del suolo) per la raccolta dei rifiuti all'interno delle aree pedonali della Città, nelle immediate vicinanze del Teatro Ariston e nel cuore della "movida" in Piazza Bresca.  

E' dallo scorso giugno che la società partecipata del Comune di Sanremo, a seguito di procedura di gara pubblica aggiudicata ad Exelentia, utilizza 6 veicoli Goupil (3 con vasca e 3 con vasca edidropulitrice) a zero emissioni per i servizi di igiene urbana a Sanremo. 

Da inizio febbraio 2017 la Società ha scelto di implementare la propria flotta elettrica con un nuovo mezzo dotato di vasca e alza e volta bidoni.  

Al termine del Festival e dei 5 giorni di intenso lavoro, i 7 Goupil continueranno ad essere utilizzati da AMAIE per i servizi di igiene urbana nella Città di Sanremo eprossimamente anche negli altri Comuni che hanno scelto la Società come partner per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti.  

"Sin dall'avvio della nostra attività – dichiara AMAIE Energia e Servizi- abbiamo puntato sul miglioramento della qualità del servizio offerto alla Città con la raccolta domiciliare, indispensabile per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata, e sull'innovazione del parco veicolare, acquistando 6 veicoli elettrici GOUPIL per la pulizia del suolo che in questi mesi hanno percorso quasi 22.000 km senza consumo di carburanti fossili e senza emissioni dannose per il clima e l'ambiente. 
Dopo questo test, altamente positivo, abbiamo deciso di impiegare i veicoli elettrici anche nella raccolta domiciliare dei rifiuti presso i ristoranti, alberghi, locali di ritrovo e le altre strutture turistico ricettive situate nel centro cittadino pedonalizzato, così da offrire un servizio ancora più puntuale e rispettoso dell'ambiente. 
Il Festival della Canzone, con le migliaia di presenze attese in Città, sarà senz'altro un ottimo battesimo per l'ultimo veicolo elettrico della flotta".  

Tutti i sette veicoli, forniti da Exelentia (società leader nazionale per la mobilità a zero emissioni e i servizi ai Comuni, alle municipalizzate e alle aziende, che vanta un'esperienza quasi decennale nel settore dei NEV – Neighborhood Electric Vehicles – veicoli elettrici di prossimità e distretti urbani), garantiscono la massima sostenibilità ambientale, un'affidabilità maggiore rispetto ai veicoli termici di pari categoria e consentono enormi risparmi dal punto di vista gestionale (manutenzioni e carburante).  

"I mezzi GOUPIL - sottolinea Andrea Mortera, direttore commerciale di Exelentia con oltre 25 allestimenti possibili sono in grado di soddisfare qualsiasi esigenza lavorativa. 
Tale flessibilità ha consentito all'azienda di diventare il marchio leader europeo nel mercato dei veicoli elettrici da lavoro. 
Grazie alle capienti batterie, disponibili anche nella versione al litio, questi mezzi offrono la sicurezza di operare su più turni lavorativi senza la necessità di essere ricaricati.
Utilizzano per la ricarica una normale presa a 220V-16Ah e un pieno di energia ha un bassissimo costo (circa € 2 per 100 km). 
L'ergonomia della cabina è progettata per attività che richiedono numerosi 'stop and go' e permette inoltre agli operatori di lavorare in maniera veloce e agevole.
Questi mezzi rientrano nella categoria internazionale dei veicoli elettrici di prossimità (NEV), specialistici per il lavoro e la mobilità sostenibile urbana nei quartieri e nei distretti, e sono economicamente sostenibili, silenziosi e polivalenti.
Exelentia, grazie alla propria capacità e all'attività consulenziale, ha contributo a realizzare numerosi progetti di mobilità sostenibile su tutto il territorio nazionale, anticipando gli orientamenti e le direttive comunitarie in termini di riduzione dell'impatto ambientale del parco attualmente circolante".         

Exelentia è l'unico interlocutore italiano nel settore dei veicoli NEV e già membro dell'Associazione europea NEV MOBILITY EUROPE (www.nevmobility.eu). 

Oltre ad una gamma in pronta consegna altamente variegata, dispone di una speciale divisione interna denominata SEV (Special Electric Vehicle) che realizza esclusivamente progetti speciali ed allestimenti su specifiche fornite dai clienti.  

Sono già 97 i Comuni, le municipalizzate e le aziende in Italia che hanno scelto di utilizzare i veicoli elettrici di Exelentia per svolgere le attività quotidiane, sfruttando l'elevata versatilità, apprezzandone la qualità. 

Si tratta di mezzi da lavoro per trasporto persone e merci, manutenzione del verde e delle strade, raccolta rifiuti e igiene urbana, consegna della posta e logistica dell'ultimo miglio, servizio antincendio, primo soccorso, servizi aeroportuali, ideali per enti pubblici, industrie, strutture ricettive, operatori servizi di igiene urbana, municipalizzate, aziende di servizi, trasporti ultimo miglio, aeroporti e cantieri navali.  

Grazie alle loro caratteristiche tecniche sono in grado di ridurre i costi di gestione e manutenzione di oltre il 60% rispetto ad un equivalente con motore termico. 

Hanno dimensioni ridotte, adatte ad operare nei centri urbani, ma grandi capacità di carico; nati per il lavoro grazie alla loro semplicità costruttiva, insieme al livello tecnologico raggiuto dalle batterie, permettono da una parte la riduzione dell'inquinamento, dall'altra di azzerare quasi i costi di manutenzione ordinaria.  


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sabato 4 febbraio 2017

Anigas e I-Com: “Gas risorsa indispensabile per un mix energetico sostenibile. E' tempo di una exit strategy dal carbone”

·          Si è svolto il 2 febbraio 2016 il secondo convegno di I-Com e Anigas sul ruolo del gas naturale per un futuro più sostenibile 

·         Generazione elettrica da impianti a carbone in aumento del 12%, mentre quella a gas in calo del 24% nel solo triennio 2012-2014

·         Con aumento del 20% dei consumi di gas naturale nel settore termoelettrico si avrebbe una riduzione del 15% delle emissioni di CO2

In Europa sono cresciuti gli incentivi economici per lo sviluppo delle fonti rinnovabili in linea con gli obiettivi Ue di de-carbonizzazione per il 2030, eppure, solo nel biennio 2012-2014, la generazione elettrica da impianti a carbone è aumentata del 12% mentre quella a gas naturale è diminuita del 24%. 

Nonostante le emissioni di CO2 prodotte dal carbone siano oltre il doppio rispetto a quelle prodotte dal gas. 

Questo il tema che si è discusso  durante il convegno "Il gas naturale per un futuro sostenibile, quale mix nella generazione elettrica" promosso dall'Associazione Nazionale Industriali del Gas, Anigas, e dall'Istituto per la Competitività I-Com, think tank europeo con sedi a Roma e a Bruxelles.

La conferenza, che è stata la seconda tappa di un ciclo di seminari dedicati al ruolo del gas come fonte di transizione verso la definizione di un sistema energetico sostenibile, segue un convegno dedicato alla mobilità e precede un intervento sul tema dell'heating and cooling nel settore domestico. 

Secondo i dati di Pöyry Management Consulting, analizzati durante il convegno, il fallimento del meccanismo di scambio di quote di emissione dell'Ue (ETS) ─ insieme a una significativa riduzione del prezzo del carbone ─ ha aumentato la competitività di quest'ultimo rispetto a combustibili meno inquinanti, in primis il gas naturale. 

L'analisi di Pöyry mette in evidenza come in Italia molti impianti a gas abbiano visto ridursi drasticamente le ore di funzionamento proprio a causa della perdita di competitività rispetto al carbone. 

"Con il progressivo riaffermarsi del gas naturale nella generazione elettrica è ipotizzabile che, a fronte di un aumento del 20% dei consumi a gas nel settore termoelettrico si possa ottenere una riduzione netta del 15% delle emissioni di CO2", ha dichiarato il presidente di Anigas Bruno Tani. 

"Il sistema elettrico in Italia rimarrebbe caratterizzato da livelli di sicurezza adeguati, grazie all'abbondanza di capacità installata delle centrali a gas e di una rete di infrastrutture di trasporto e distribuzione del gas robusta e affidabile, anche senza considerare il prevedibile contributo aggiuntivo di nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili". 

Che il gas naturale rappresenti una risposta efficiente che permette il giusto equilibrio tra sicurezza, sostenibilità ambientale e sostenibilità economica, lo conferma lo "scenario blu" ipotizzato da Pöyry. 

Questo prevede: sviluppo di rinnovabili (+217GW), riduzione degli impianti a carbone (-78GW al 2030 rispetto al 2015); prezzo della CO2 in crescita (35 euro/ton al 2030) e impianti a gas più competitivi (3.100 ore di funzionamento al 2030). 

In questo modo si avrebbero costi di investimento più bassi, soprattutto nel mercato italiano grazie alla presenza di un parco generativo a gas nuovo ed efficiente. 

Tale scenario, infatti, limita gli investimenti in capacità ottimizzando il funzionamento degli impianti a gas naturale. Garantisce inoltre il più alto livello di sicurezza del sistema. 

"Se non ci sarà un'evoluzione del sistema energetico che valorizzi adeguatamente il gas naturale, difficilmente si potranno raggiungere gli obiettivi europei del Quadro per il clima e l'energia 2030", ha affermato il presidente di I-Com Stefano da Empoli. 

"Oggi, la de-carbonizzazione del settore della generazione elettrica è possibile solo con il contributo del gas naturale superando il paradosso che ha visto i benefici ambientali in termini di riduzione di CO2, legati a un maggior impiego delle fonti rinnovabili, fortemente ridimensionati da un incremento della produzione a carbone".

Inoltre, secondo Anigas e I-Com, affinché il gas naturale possa imporsi come fonte energetica centrale per una maggiore sostenibilità a tutti i livelli, è necessario ripensare il suo ruolo nella nuova Strategia Energetica Nazionale, che il Governo punta a varare nei prossimi mesi. 

A partire dalla creazione di un mercato del gas liquido tale da permettere una maggiore competitività di questa risorsa, garantendo al tempo stesso un prezzo elettrico sostenibile, e di un mercato della capacità efficiente che premi le tecnologie meno inquinanti. 

Fino alla definizione di un mercato della CO2 capace di sostenere gli investimenti low carbon senza compromettere la competitività del sistema.



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Scuola: proclamati i vincitori del concorso scolastico di Ecolamp e Legambiente sulla corretta raccolta dei RAEE


Un istituto scolastico di Torino e uno di Bitonto vincono il contest sulla corretta raccolta di piccoli elettrodomestici e lampadine a fine vita

Milano, 4 febbraio 2017 – Piemonte e Puglia vincono la 3^ edizione di 'Accendiamo l'idea!': il concorso scolastico nazionale, promosso da Ecolamp e Legambiente, dedicato al corretto smaltimento di due particolari tipologie di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE): i piccoli RAEE e le sorgenti luminose a risparmio energetico. Si parla quindi, fra gli altri, di smartphone, lettori mp3, videogames, rasoi, asciugacapelli, oggetti diffusissimi e d'uso quotidiano. 

Il tema in gara
Il titolo dell'edizione 2016-2017 del concorso è "Accendiamo l'idea – Dove lo Butto?", proprio perché con quest'iniziativa si è voluto stimolare i ragazzi, supportati dai loro insegnanti, in primo luogo a riflettere sull'importanza di conferire correttamente e in modo differenziato i piccoli apparecchi elettrici e le lampadine a fine vita e quindi ad ideare strumenti di comunicazione, come video spot e locandine, che potessero promuovere, in maniera efficace, questo tipo di comportamento eco-sostenibile.
Tutte le classi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, che hanno partecipato al concorso, hanno potuto documentarsi anche attraverso i materiali informativi messi a disposizione dal Consorzio Ecolamp sulla pagina dedicata http://www.ecolamp.it/scuola-3a-edizione-concorso-accendiamo-l-idea/ e su quello di Legambiente Scuola e Formazione. Hanno così avuto la possibilità di approfondire le diverse modalità a disposizione dei cittadini per il conferimento di un RAEE: gli oltre 3.900 centri di raccolta comunali, diffusi su tutto il territorio nazionale, di cui più di 1.800 serviti dal consorzio Ecolamp; il "ritiro uno contro uno", che consente di consegnare gratuitamente il proprio RAEE al negoziante, quando si acquista un prodotto nuovo equivalente; il "ritiro uno contro zero" grazie al quale è possibile consegnare gratuitamente al negoziante RAEE di lunghezza inferiore ai 25 cm, senza alcun obbligo di acquisto.

I vincitori: disegno e video
Agli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado è stata richiesta la creazione di una "locandina pubblicitaria" per promuovere la raccolta differenziata dei piccoli apparecchi elettrici e delle lampadine esauste: ha vinto il disegno "Il pianeta alleggerito" di Marco V. Lovascio della classe II D, secondaria di I grado dell'Istituto Comprensivo "Modugno – Rutigliano – Rogadeo" di Bitonto (BA).

I ragazzi delle scuole secondarie di II grado sono stati invitati a produrre, sullo stesso tema, uno "spot video" della durata massima di 30 secondi: vincitore il video realizzato dalla classe III AT del Liceo Giordano Bruno di Torino.

L'impegno dei ragazzi
Molte le classi che hanno partecipato a questa terza edizione: 92 istituti scolastici, provenienti da 73 differenti Comuni della Penisola, per un totale di oltre 850 disegni e 14 video in gara. 

Mentre gli studenti più giovani si sono impegnati per creare disegni, slogan e opere grafiche, fornendo una grande varietà di interpretazioni in termini di contenuti e stili, i ragazzi più grandi, impegnati nella categoria "spot pubblicitario", al debutto nella 3^ edizione di 'Accendiamo l'idea!', hanno prodotto originali lavori collettivi di ottimo livello. I giovani video makers hanno così contribuito a realizzare progetti che, non solo hanno stimolato la creatività, ma hanno reso affascinante l'approfondimento di temi non sempre accattivanti per gli adolescenti. 

 «E' un piacere constatare con quanto entusiasmo, anche per la terza edizione, i ragazzi e gli insegnanti abbiano aderito al concorso; sono moltissimi i lavori arrivati quest'anno. – dichiara Fabrizio D'Amico, direttore generale del Consorzio Ecolamp - Da sempre Ecolamp promuove iniziative che accostano l'informazione ambientale a momenti ludici e di divertimento, ed è questo lo spirito con cui sono state pensate anche le due categorie di "Accendiamo l'Idea2. L'auspicio è che iniziative come questa favoriscano comportamenti sempre più eco-sostenibili da parte delle giovani generazioni e naturalmente che contribuiscano a far registrare tassi di raccolta differenziata dei RAEE sempre più elevati.»
 
"La corretta raccolta differenziata è uno dei punti chiave per risolvere il problema dei rifiuti e di quelli elettrici e elettronici, come lampadine a basso consumo, cellulari e elettrodomestici, e dell'inquinamento che ne consegue. Oggi più che mai – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – è fondamentale coinvolgere le scuole in progetti di educazione ambientale, attività di sensibilizzazione e informazione sui temi ambientali e sul corretto smaltimento dei Raee, dai quali si potrebbero recuperare materiali preziosissimi da immettere nuovamente nel ciclo produttivo. Il concorso "Accediamo l'idea…dove lo butto?" promosso in questi anni da Ecolamp e Legambiente va proprio in questa direzione. I bambini sono i consumatori di oggi e di domani, hanno un ruolo di traino nelle famiglie e un ruolo chiave nel futuro della società, per questo siamo convinti che sia importante partire proprio dall'educazione delle nuove generazioni".

Il Premio: materiale per la scuola
Ai vincitori di ciascuna delle due categorie, disegno e video, verrà consegnato un premio in materiale scolastico del valore di 500 euro. Inoltre, le due opere vincitrici saranno disponibili sul sito di Legambiente Scuola e Formazione  http://www.legambientescuolaformazione.it/ e nella pagina dedicata sul sito Ecolamp http://www.ecolamp.it/vincitori-concorso-accendiamo-lidea-3-edizione/.

Categoria "locandina pubblicitaria"
-  scuole primarie e secondarie di primo grado: "Il pianeta alleggerito" di Marco V. Lovascio della classe II D, I. C. Modugno, Secondaria di I grado Rutigliano-Rogadeo, Bitonto (BA).
Categoria "spot pubblicitario" - scuole secondarie di secondo grado: Video realizzato dalla classe III AT del Liceo Giordano Bruno di Torino.



Ecolamp è il consorzio senza scopo di lucro dedito alla raccolta e al riciclo delle apparecchiature di illuminazione giunte a fine vita. Nato nel 2004 per volontà delle principali aziende nazionali e internazionali del settore illuminotecnico del mercato italiano, oggi riunisce circa 150 produttori di apparecchiature d'illuminazione e rappresenta una quota del mercato delle sorgenti luminose attorno al 50%. 

Dal 2015 Ecolamp è inoltre tra i soci fondatori di Eucolight, l'associazione europea, con sede a Bruxelles, nata per dare voce ai Sistemi Collettivi RAEE specializzati nei rifiuti di illuminazione. Ecolamp cura da sempre la comunicazione e l'informazione verso le scuole, gli studenti e gli insegnanti, attraverso iniziative locali e nazionali. 

Sul sito del Consorzio è presente un'area dedicata con materiali informativo/didattici scaricabili. Diverse sono le iniziative che nel passato hanno ottenuto il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Legambiente Scuola e Formazione è l'associazione professionale degli insegnanti, degli educatori e dei formatori ambientalisti, riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione quale ente qualificato per la formazione del personale scolastico. 

Nata nel 2000, raccoglie il patrimonio culturale ed organizzativo del Settore Scuola e Formazione di Legambiente attivo dal 1987.


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I SUV sempre più vicini alla eco-sensibilità dei Millennial, in attesa del compatto Ford 100% elettrico per il 2020

o  Sono lontani gli stereotipi sui SUV quali modelli dalle eccessive emissioni: più di 4 Millennial su 5 li ritengono sempre più efficienti e ecosostenibili

o  Le vendite di SUV sono cresciute del 21% nel 2016: più di 1 nuova automobile su 4 è un SUV; 1 Millennial su 4, che hanno intenzione di acquistare un'auto, è orientato verso la scelta di un SUV

o  Ford entro il 2020 lancerà un nuovo SUV compatto 100% elettrico, con oltre 480 chilometri di autonomia

Colonia, Germania, 4 febbraio 2017 – Motivata da una forte coscienza sociale*, predisposta a esperienze di possesso on demand, e con una grande apertura alla condivisione di beni e servizi propria della sharing economy, la generazione dei Millennial sta cambiando il modo con cui le aziende, tra cui i costruttori di automobili e i fornitori di servizi di mobilità, pensano il loro business.

E il loro approccio non convenzionale sta influenzando anche la progettazione e lo sviluppo dei modelli di auto in modo innovativo.

Più di 4 Millennial su 5, per l'esattezza l'84%, ritiene che oggi i SUV siano più efficienti e ecosostenibili, contrariamente ai tradizionali stereotipi sui SUV quali modelli dalle eccessive emissioni, grazie alle innovazioni apportate al segmento negli ultimi 5 anni. 1 Millennial su 4, che hanno intenzione di acquistare un'auto, è orientato verso la scelta di un SUV**.

Anche a questo target di 'giovani adulti' è indirizzata la strategia di electrification Ford, che tra i prossimi 7 modelli ibridi o elettrificati, prevede il lancio entro il 2020 di un nuovo SUV compatto 100% elettrico, con un'autonomia di oltre 480 chilometri, che ad esempio sarà in grado di coprire la distanza tra Londra e Parigi.

"Le vendite di SUV stanno progredendo a un ritmo più veloce rispetto a quello espresso da qualsiasi altro tipo di segmento, e stimiamo che i Millennial eco-sensibili rappresentino uno dei fattori di tale crescita. 
L'anno scorso, le vendite di SUV Ford hanno fatto registrare un ritmo di crescita addirittura più incalzante rispetto a quello del mercato stesso", ha commentato Roelant de Waard, Vice President, Marketing, Sales & Service, Ford Europa. 
"I consumatori stanno scoprendo e apprezzando l'efficienza nei consumi offerta da motorizzazioni tecnologicamente avanzate quale il nostro turbodiesel TDCi 1.5 da 120 CV, che rispetta gli stringenti standard sulle emissioni richiesti dalla normativa Euro 6, e che sulla nuova Kuga assicura un livello di CO2 pari a 115 g/km***, o il nostro pluripremiato turbobenzina a 3 cilindri EcoBoost 1.0, negli step da 125 e 140 CV, che equipaggia il SUV compatto EcoSport".

Nel 2016, in Europa, le vendite di modelli della famiglia di SUV Ford – che comprende il compatto EcoSport, l'intermedio Kuga e il full-size Edge – sono cresciute del 31% rispetto al 2015. In particolare, lo scorso è stato un anno record per le vendite di Kuga ed EcoSport****. 
Sempre nel 2016, in Europa, le immatricolazioni di modelli appartenenti all'intero segmento dei SUV sono aumentate del 21%, rappresentando oltre il 25% di tutti i nuovi veicoli immatricolati: più di 1 nuova automobile su 4 è un SUV*****.

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*http://www.nielsen.com/us/en/insights/news/2015/green-generation-millennials-say-sustainability-is-a-shopping-priority.html.

** Studio condotto su un campione di 5.000 giovani adulti tra i 17 e i 34 anni in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito che hanno intenzione di acquistare un'auto nei prossimi 12 mesi.

*** I consumi e le emissioni di CO2 sono misurati in base ai requisiti tecnici e alle specifiche dei Regolamenti Europei (EC) 715/2007 e (EC) 692/2008 nelle ultime versioni emendate. 
I risultati possono differire da quelli riscontrati in altri mercati dove vengono applicati regolamenti che prevedono cicli di guida differenti.
 Il consumo di carburante e le emissioni di CO2 sono specificate per variante di veicolo, e non per singola auto. Le procedure standard applicate nella conduzione dei test permettono un confronto fra diversi tipi di veicolo e diversi produttori. 
Oltre all'efficienza energetica di un veicolo, anche il comportamento alla guida e una serie di fattori non tecnici influiscono sul consumo di carburante e sulle emissioni di CO2.

****Ford Europa riporta le sue vendite per i mercati europei in cui è presente attraverso le società di vendita. Essi sono: Austria, Belgio, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Romania, Svezia e Svizzera.

***** I risultati condivisi da JATO Dynamics si basano sui dati raccolti da JATO Consult, l'azienda che offre servizi di consulenza. I numeri si riferiscono a 30 paesi europei. 


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QUI Foundation - 4° Giornata nazionale prevenzione sprechi alimentari

4° GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE DEGLI SPRECHI ALIMENTARI

GREGORIO FOGLIANI (QUI FOUNDATION): "MILANO SI CONFERMA CAPITALE DELLA SOLIDARIETA'"

Nel capoluogo lombardo una task force di volontari e locali food ha permesso di raccogliere e donare 490 tonnellate di cibo


Genova, 4 febbraio 2017 – La Giornata nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari, che si celebra ogni anno il 5 febbraio, è l'occasione, per QUI Foundation, Onlus attiva dal 2007 per la ridistribuzione delle eccedenze del settore food, per fare il punto della situazione.

Con il progetto Pasto Buono, QUI Foundation è riuscita a recuperare e ridistribuire 800mila pasti, di cui 300mila solo nell'ultimo anno. Tra le città in cui il progetto è attivo, c'è anche Milano, dove è partita una vera e propria task force, che vede coinvolti la Caritas Ambrosiana, i City Angels, i locali Chef Express del Gruppo Cremonini e tanti piccoli locali della città, che donano ogni sera l'invenduto ai volontari, così che lo possano donare a chi ha più bisogno.

"Milano si conferma la capitale della solidarietà. Ogni sera i volontari che fanno parte della rete di Pasto Buono ritirano decine di pasti caldi, da donare alle famiglie che hanno bisogno di assistenza – spiega Gregorio Fogliani, presidente di QUI Foundation. – Il furgoncino di Pasto Buono, che si vede passare in città, ha già percorso 36.951 chilometri in due anni, contribuendo alla raccolta di 490 tonnellate di prodotti, che corrispondono a 1.140.000 euro, donati a fini solidali a chi si trova in difficoltà."

In Italia, si sprecano ogni anno 15 miliardi di euro di cibo (dati Waste Watcher 2017), circa 145 kg di cibo all'anno per famiglia. Con l'entrata in vigore della legge Gadda, che semplifica le procedure di donazione, l'Italia ha la possibilità di fare ancora di più nella lotta contro lo spreco alimentare.

La Onlus QUI Foundation, con il suo progetto anti-spreco Pasto Buono, è riuscita a recuperare 800mila pasti in quasi dieci anni di attività, di cui 300mila solo nell'ultimo anno, numero in aumento grazie al sempre maggior numero di volontari e di locali disposti a donare ai bisognosi. 

Anche l'attività nei porti italiani, messa in campo insieme alla Compagnia di Navigazione Tirrenia si sta sviluppando velocemente: dopo l'attivazione dei ritiri dei pasti invenduti delle navi ai porti di Napoli, Civitavecchia e Cagliari, qualche giorno fa Pasto Buono è stato avviato anche a Porto Torres.

QUI Foundation è nata nel 2007 a Genova, su iniziativa del presidente Gregorio Fogliani. Il suo principale progetto è "Pasto Buono", che si occupa del recupero del cibo sano e invenduto dagli esercizi food e della donazione dei pasti a mense caritative o famiglie bisognose. 

Ad oggi, "Pasto Buono" è stato attivato a Genova, Milano, Mantova, Roma, Civitavecchia, Cagliari, Porto Torres e Napoli e conta sulla collaborazione di bar, ristoranti, tavole calde, ma anche di grandi gruppi come Tirrenia e Cremonini. 

Tra le associazioni di volontari che contribuiscono al progetto, i City Angels, Caritas Ambrosiana, la Comunità di Sant'Egidio, il CSV di Napoli e la Croce Rossa Italiana.


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Fondazione Barilla su "Giornata nazionale" spreco alimentare

GIORNATA NAZIONALE CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE: FRANCIA, AUSTRALIA E SUDAFRICA I PIU' VIRTUOSI. 

IL FOOD SUSTAINABILITY INDEX DEL BCFN MOSTRA DOVE SI SPRECA NEL MONDO E QUALI SONO I PAESI CON LE POLITICHE MIGLIORI PER COMBATTERE IL FENOMENO. 

Oltre allo "schiaffo morale" nei confronti di quasi 800 milioni di persone denutrite nel mondo, lo spreco di cibo arreca un ingente danno all'ambiente. 

Per coinvolgere l'opinione pubblica su questo tema, la Fondazione Barilla, in collaborazione con la Fondazione Thomson Reuters, lancia il Food Sustainability Media Award, premio internazionale per stimolare il dibattito e trovare soluzioni concrete sui tre grandi paradossi del sistema alimentare

Roma, 4 febbraio 2017 – Ogni anno 1/3 del cibo del mondo (1,3 miliardi di tonnellate) viene sprecato senza arrivare neanche a tavola pur essendo prodotto perché va a male in azienda, si perde, diventa immangiabile durante la distribuzione o viene gettato via nei negozi alimentari al dettaglio, ristoranti e cucine (fonte WWF). 
Si tratta di circa 4 volte la quantità di cibo necessaria a sfamare le quasi 800 milioni di persone sul pianeta che sono denutrite

Solo gli Stati Uniti gettano 46milioni di tonnellate di cibo l'anno (fonte FSI), mentre il solo cibo buttato in Europa sfamerebbe circa 200milioni di persone (FAO). Eppure ci sono dei paesi che nella lotta allo spreco di cibo stanno raggiungendo risultati importanti. 

È il caso di Francia, Australia e Sudafrica, ovvero i paesi più all'avanguardia su questo fronte, mentre Arabia Saudita, Indonesia ed Emirati Arabi sono quelli che devono affrontare le sfide maggiori

L'Italia, grazie alla recente legge contro lo spreco alimentare, approvata nel 2016, appare tra le realtà che sta facendo i passi avanti più importanti

È la fotografia – in un ranking di 25 Paesi analizzati dal Food Sustainability Index di Fondazione Barilla Center for Fodd & Nutrition (BCFN) e The Economist Intelligence Unit e che rappresentano oltre i 2/3 della popolazione mondiale e l'87% del PIL globale – presentata dal Barilla Center for Food & Nutrition in occasione della "Giornata Nazionale Contro lo Spreco Alimentare", prevista il 5 febbraio.

Secondo i dati del Food Sustainability Index (FSI) - indice molto specifico nel suo genere che rivoluziona la visione del cibo come lo conosciamo e che, per la prima volta, analizza le scelte alimentari del pianeta non solo sulla base del "gusto", ma anche del valore complessivo che il cibo rappresenta – l'Italia occupa il 9° posto in termini di "Cibo perso e sprecato", nella speciale classifica stilata su 25 Paesi. 

Il nostro Paese, in particolare, ottiene il massimo punteggio su alcuni indicatori, come quello relativo alle "politiche messe in campo per rispondere allo spreco di cibo" (100 su 100), grazie alla legge approvata nel 2016, che punta a incentivare le aziende e i produttori che donano cibo ai più bisognosi.  

Sui punti da migliorare, invece, molto deve essere fatto per quanto riguarda lo "spreco domestico", ossia quello del consumatore finale (29 punti su 100), che arriva a gettare una medi di 110,5 Kg di cibo all'anno. 
Anche il ruolo delle aziende produttrici, però, non può essere trascurato, visto che lo "spreco legato alla produzione e distribuzione di cibo" ottiene un positivo 63 su 100 che lascia comunque margini di miglioramento.  

"Lo spreco di cibo è alla base di uno dei grandi paradossi del nostro sistema alimentare e la legge da poco approvata in Italia è un passo importante nella soluzione di questo problema, anche se molto deve essere ancora fatto da tutti, dall'industria ma anche da ogni singola persona" ha dichiarato Luca Virginio, Vice Presidente BCFN. 

"Il Food Sustainability Index vuole essere uno strumento utile agli studiosi e ai decisori politici per capire come orientare ricerche e scelte politiche. 

Ma per mantenere viva l'attenzione dell'opinione pubblica abbiamo pensato di integrare il nostro lavoro lanciando un Premio con la Fondazione Thomson Reuters destinato a giornalisti, fotografi e videomaker (o aspiranti tali), che hanno messo al centro del loro lavoro la sicurezza alimentare, la sostenibilità, l'agricoltura e la nutrizione. 

Puntiamo a far luce sui paradossi del sistema alimentare, ma anche a valorizzare chi propone soluzioni per combattere la coesistenza di fame e obesità, lo spreco alimentare e lo sfruttamento della Terra. Perché solo mantenendo viva l'attenzione su questi temi potremo vincere le sfide che ci aspettano" ha concluso Virginio.

Francia, Australia e Sudafrica i Paesi che meglio contrastano lo spreco di cibo (e l'Italia è tra i più virtuosi)
Il primato della Francia sul "food waste" è stato raggiunto grazie a un approccio olistico basato su un programma ministeriale molto focalizzato sul sistema agricolo-alimentare e su nuove pratiche commerciali volte a limitare lo spreco di cibo. 

Nel Paese transalpino sono però gli sprechi domestici di cibo a rimanere una piaga difficile da combattere (29 punti su 100 come per l'Italia secondo l'Index). 

L'Australia eccelle, invece, sia per le politiche anti-spreco studiate per il mondo dei produttori sia per i risultati che queste politiche hanno saputo ottenere (100 su 100). 

Di contro, lo "spreco domestico" ottiene uno scadente 19 punti su 100 che mostra tutte le difficoltà della soluzione di questo problema. 

Nella speciale classifica del FSI, infine, medaglia di bronzo per il Sudafrica, che proprio sugli "sprechi domestici" ha saputo ottenere i risultati migliori (89 su 100), merito evidentemente anche delle politiche messe in atto su questo fronte (100 punti su 100). 

Margini di miglioramento, invece, si riscontrano per gli sprechi legati alla produzione e distribuzione di cibo.

Tra i paesi dove si spreca più cibo, maglia nera all'Arabia Saudita (427 kg per persona l'anno), seguita dall'Indonesia (300 kg) e dagli Emirati Arabi (169 kg). 

Male, in questo senso, anche gli Stati Uniti che, pur posizionandosi al sesto posto della graduatoria grazie a politiche molto apprezzate nella lotta agli sprechi legati alla produzione e distribuzione di cibo e a quelli domestici, devono comunque registrare risultati pessimi per quanto riguarda proprio lo spreco casalingo. 
Ogni americano, infatti, si stima che sprechi circa 277 kg anno di cibo, peggio cioè degli Emirati Arabi che si posizionano però al terzultimo posto della classifica.

Un premio per rappresentare i paradossi del cibo: nasce il Food Sustainability Media Award
Ma lo spreco di cibo non solo alimenta uno dei peggiori paradossi del nostro sistema alimentare, ma da anche un contributo negativo in termini di sostenibilità e di impatto ambientale sul Pianeta. 

L'impronta di carbonio dei rifiuti alimentari, infatti, è pari a circa 3,3 giga tonnellate di gas serra, ossia 1/3 delle emissioni annuali derivanti dai carburanti fossili

E ancora, il gas metano prodotto dal cibo che finisce in discarica è 21 volte più dannosa della Co2. Eppure, riducendo lo spreco di cibo nei soli Stati Uniti del 20% in 10 anni si tradurrebbe in una riduzione delle emissioni serra annuali di 18 milioni di tonnellate

Insomma, quando sprechiamo del cibo è evidente che stiamo facendo un danno anche al Pianeta. 

Proprio per mantenere viva l'attenzione del mondo sui paradossi del nostro sistema alimentare, la Fondazione BCFN ha lanciato il Food Sustainability Media Award, concorso giornalistico internazionale, ideato in collaborazione con la Fondazione Thomson Reuters

Il Food Sustainability Media Award è un premio destinato a giornalisti, blogger, freelance e singoli individui che vogliono presentare i propri lavori, sia inediti che già pubblicati, legati alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità, all'agricoltura e alla nutrizione. 

Saranno accettati articoli, video e foto che puntano a far luce sui paradossi del sistema alimentare, denunciando e proponendo soluzioni per combattere la coesistenza di fame e obesità, lo spreco alimentare e lo sfruttamento della Terra.

Il Food Sustainability Media Award si divide in tre categorie: giornalismo scritto, video e foto. Per ogni categoria verrà premiato un lavoro inedito e uno già pubblicato. 

I vincitori premiati per un lavoro già pubblicato riceveranno un premio di 10.000 euro. 
I vincitori che presenteranno lavori inediti riceveranno come premio un viaggio completamente spesato per partecipare ad un corso di media training sulla sostenibilità alimentare organizzato dalla Fondazione Thomson Reuters. 

Inoltre, i lavori inediti dei vincitori verranno pubblicati sui siti della fondazione Thomson Reuters e della Fondazione BCFN, oltre a essere distribuiti attraverso l'agenzia di stampa di Reuters che conta circa un miliardo di lettori.

I pezzi potranno essere presentati fino al 31 maggio 2017 e i partecipanti potranno iscriversi al contest attraverso il sito web del Food Sustainability Media Award www.goodfoodmediaaward.org 

I vincitori di ogni categoria saranno annunciati durante l'ottavo Forum Internazionale della Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) il 5 dicembre 2017.


La Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (Fondazione BCFN) è un centro di pensiero e di proposte nato nel 2009 con l'obiettivo di analizzare i grandi temi legati all'alimentazione e alla nutrizione nel mondo. 

Fattori economici, scientifici, sociali e ambientali vengono studiati nel loro rapporto di causa-effetto con il cibo attraverso un approccio multidisciplinare. 

Presidente e Vice Presidente della Fondazione BCFN sono Guido e Paolo Barilla, mentre il CdA è formato, tra gli altri, da Carlo Petrini, presidente di Slow Food e Paolo De Castro, coordinatore della commissione agricoltura e sviluppo rurale del parlamento europeo. 

Organismo garante dei lavori della Fondazione BCFN è l'Advisory Board 






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