10 maggio 2014 - Si è tenuto ieri mattina al Samoter 2014 nell'area ASCOMAC - Federazione Nazionale Commercio Macchine - un interessante confronto tra i rappresentanti delle imprese del settore – sul tema "Macchine e impianti per le costruzioni: quale futuro sostenibile?"
La sostenibilità conferma così di essere uno dei futuri driver di sviluppo del settore costruzioni, come emerso nello studio presentato già ieri dal Cresme, commissionato dalla stessa Ascomac, unitamente a Ucomesa e FederUnacoma.
Elisa Cesaretti di Scai Spa, in veste di Presidente di Ascomac, dopo una prima generale e condivisa opinione su come il contenimento e la razionalizzazione dei costi di impresa sia una delle necessarie azioni da intraprendere per governare la situazione di crisi del settore costruzioni, ha avviato la discussione partendo dall'obbligatorio adeguamento delle macchine al protocollo di Kyoto cui si sono attenute le case madri.
Cosa che ha comportato un rialzo dei prezzi dovuto alla ricerca, e di conseguenza, un
problema per gli acquirenti non sempre disposti ad investire in macchine di nuova generazione a basso impatto ambientale, soprattutto in considerazione della totale assenza di un sistema premiante come potrebbero essere incentivi o sgravi fiscali per l'utente finale.
problema per gli acquirenti non sempre disposti ad investire in macchine di nuova generazione a basso impatto ambientale, soprattutto in considerazione della totale assenza di un sistema premiante come potrebbero essere incentivi o sgravi fiscali per l'utente finale.
Purtroppo la ricerca in sostenibilità non è riconosciuta dal sistema Paese per cui serve una cultura della salubrità del prodotto cui dovrebbero contribuire Stato, Regioni e Comuni, soprattutto nell'ambito delle stesse gare di appalto dove il valore è richiesto ma non è considerato determinante, e a vincere è sempre il prezzo.

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