ROMA, 11.05.15 - Greenpeace Spagna ha presentato dinanzi al Juzgado de Instrucción de la Audiencia
Nacional una denuncia contro il responsabile al comando della nave militare
Relámpago, appartenente alla Marina iberica,
e contro l'equipaggio dei suoi gommoni per danni e lesioni causate da grave imprudenza.
L'organizzazione ambientalista spiega che la denuncia è stata la
conseguenza del comportamento sconsiderato adottato dalla Marina spagnola
durante la protesta pacifica svoltasi il 15 novembre
dell’anno scorso a sostegno dei cittadini delle Isole Canarie, contro le trivellazioni
petrolifere esplorative.
Greenpeace stava
protestando pacificamente davanti alla nave di perforazione Rowan Renaissance, incaricata
dalla compagnia petrolifera Repsol di dare inizio alle attività di perforazione
vicino alla coste di Lanzarote e Fuerteventura, quando le imbarcazioni
dell’esercito spagnolo giunte dalla motovedetta Relámpago hanno più volte investito i gommoni di Greenpeace.
L’operazione causò
la caduta in acqua di un’attivista italiana, che subì una frattura scomposta
della tibia alla gamba sinistra. Altri due attivisti rimasero feriti e le
imbarcazioni dell’associazione furono seriamente danneggiate. Greenpeace sottolinea
come l’accaduto trovi riscontro nelle immagini della protesta pacifica
https://www.youtube.com/watch? v=D5DE6UmzSOA
Greenpeace ha presentato
denuncia a nome del capitano in servizio sulla nave Arctic Sunrise, da cui erano
partiti i gommoni speronati, e in nome dei tre attivisti feriti.
«La reazione delle autorità spagnole alla protesta pacifica contro le trivellazioni
petrolifere nelle acque delle isole Canarie è stata sproporzionata e
imprudente, in difesa degli interessi di una multinazionale», ha dichiarato
Mario Rodriguez, direttore di Greenpeace Spagna. «Il ministero del Commercio spagnolo
deve revocare una volta per tutte l’autorizzazione concessa a Repsol per cercare
petrolio e gas in queste acque, e dare ascolto alla popolazione delle Canarie,
che non desidera un modello energetico basato su fonti pericolose e inquinanti,
bensì su un modello sostenibile basato sulle fonti rinnovabili».
L'attivista italiana ferita gravemente durante la protesta pacifica di
Greenpeace ha subito due interventi chirurgici ed è ancora in fase
riabilitativa per recuperare la piena mobilità della gamba.
Greenpeace continua con il suo impegno in difesa di
un futuro sostenibile per i cittadini delle Canarie, senza fermarsi di fronte
ad aggressioni o minacce. Per questo, l'organizzazione ecologista chiede ai
candidati alle prossime elezioni delle Canarie di
impegnarsi per adottare misure concrete per garantire un futuro di energia
pulita, senza perforazioni esplorative o il ricorso ad altre altre fonti di
energia pericolose, per rendere possibile un vero progresso sostenibile
nell'arcipelago.
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