Le imprese private stanno preparando il ricorso al Consiglio di Stato sulla raccolta rifiuti di AMA presso le utenze commerciali: “Così si frena la concorrenza e aumenterà la bolletta sui rifiuti”.
Roma, 24 ottobre 2015 – Un nuovo aumento dei costi in bolletta
rifiuti per i cittadini di Roma Capitale di circa 10 milioni di euro in due
anni e la sottrazione al libero mercato da parte dell’azienda AMA della
raccolta di rifiuti presso 12 mila utenze commerciali.
E’ questa la
denuncia di Unionmaceri –
l’Associazione nazionale dei recuperatori di carta e cartone aderente a FISE
UNIRE (Unione Imprese del Recupero di Confindustria) e Federmacero, alla vigilia dell’avvio del servizio di raccolta
differenziata porta a porta presso 12 mila utenze commerciali (ristoranti,
supermercati, etc…), a seguito della contestata gara bandita dall’AMA che ha
riguardato anche queste ultime.
Le due
Associazioni, dopo il ricorso al TAR, stanno preparando un intervento presso il
Consiglio di Stato. Secondo Unionmaceri e Federmacero, il bando dell’AMA è
illegittimo perché amplia indebitamente la sfera d’influenza anche alla
gestione dei rifiuti delle attività commerciali: tali rifiuti (che sono proprio
quelli oggetto del bando) in quanto rifiuti assimilati destinati al recupero
dovrebbero per legge essere esclusi dalla privativa comunale e dovrebbe quindi essere
libera scelta di chi li genera individuare il soggetto a cui conferirli
(pubblico o privato), in base a costi e qualità del servizio.
Inoltre il
bando rappresenta uno “sviamento” rispetto ai propositi di semplificazione e di
liberalizzazione che Roma Capitale avrebbe invece dovuto perseguire, in forza
del d.l. n. 16/2014 convertito in l. n. 68/2014.
A differenza
di quanto comunicato dall’azienda del Comune in questi giorni, le nuove
modalità di raccolta, lungi dal tradursi in sgravi della tassa rifiuti,
provocheranno un aumento dei costi per i cittadini di Roma di circa 10 milioni
di euro in due anni (come già evidenziato nella relazione depositata al TAR),
senza contare che in questo modo AMA si inserisce in un mercato (quello delle
utenze commerciali) che non le compete, come dimostrano le 8.900 nuove utenze
che AMA ha intenzione di servire (definite utenze target nel bando di gara), facendo
ricadere sui cittadini il costo di attività fino ad ora svolte senza alcun
coinvolgimento, né aggravio per il pubblico, in quanto oggetto di libera contrattazione
tra privati.
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