Il
giorno in cui a Parigi si svolge PreCop21, da Milano parte la
riflessione sull’impatto dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche
organizzata da Gruppo CAP.
Milano
10.11.2015| Più numerosi e più distruttivi, gli eventi climatici
estremi negli ultimi 10 anni hanno una frequenza 9 volte maggiore
rispetto a quella registrata nei 30 anni precedenti. La colpa va
ricercata principalmente nel cambiamento climatico originato, la
comunità scientifica ne è certa, dalle attività umane. E’ uno dei tanti
dati emersi durante il workshop organizzato da Gruppo CAP, azienda che
gestisce il ciclo idrico sul territorio della Città Metropolitana di
Milano.
Lo
stesso giorno della PreCop21 e a due settimane dall’inizio della
conferenza sul clima di Parigi, l’azienda idrica ha lanciato il progetto
CAP21 - impegni di sostenibilità, all’interno di un momento di riflessione che ha ottenuto il patrocinio del Ministero per l’Ambiente, di Regione Lombardia e della Città Metropolitana di Milano, ed è stato organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, con Ceep (la confederazione europea delle aziende dei servizi pubblici) e con Edizioni Ambiente. Moderato da Laura Bettini di Radio 24, ha ospitato gli interventi di Stefano Caserini e Gianni Silvestrini, tra i massimi esperti italiani di ambiente e cambiamenti climatici.
Ciò
che emerge è che le ripercussioni sulla risorsa idrica sono
significative. Ad oggi l’85% della popolazione mondiale vive in zone
aride o semi aride e entro il 2050 è previsto l’aumento del 55% della
domanda di acqua. Non solo, ma anche in Lombardia emergono i primi
impatti con la riduzione progressiva della disponibilità di risorse
idriche utili (superficiali e sotterranee) e dell’umidità del suolo, per
incremento della variabilità climatica e per una maggiore frequenza e
intensità di eventi climatici estremi, che hanno una frequenza oggi nove
volte maggiore che in passato. Per queste ragioni Gruppo Cap ha
promosso un workshop dedicato al Climate Change e ha scelto di
impegnarsi con un ruolo attivo sul fronte di COP21, la conferenza
intergovernativa sul clima che aprirà i battenti fra qualche giorno a
Parigi.
“Chi
come la nostra azienda, ha la sua mission nella gestione sostenibile
dell’acqua, ha il dovere di essere in prima linea per rispondere alla
sfida del clima che cambia – ha affermato Alessandro Russo, Presidente del Gruppo CAP -.Nasce
da qui CAP 21, ovvero 21 impegni di sostenibilità, il programma che
impegnerà Gruppo CAP da oggi per tutto il 2016 e nei prossimi anni, per
rendere trasparenti e tangibili i risultati che ci proponiamo di
raggiungere con il nostro Piano degli investimenti, 600 milioni di euro in 5 anni che avranno un forte impatto sull’ambiente. Sul
fronte ad esempio della gestione delle cosiddette “bombe” d’acqua, in
qualità di gestore del servizio idrico sosteniamo da tempo che siamo
pronti ad occuparci delle acque meteoriche, la cui gestione oggi è
parcellizzata fra troppi enti diversi. Lo sforzo sarà quello di trovare
le soluzioni innovative capaci di permettere a queste acque di arrivare
in falda o di essere recapitate ai corsi d’acqua naturali senza
sovraccaricare il sistema fognario e dei depuratori, e dilazionandone la
restituzione così da attenuare le piene fluviali e i connessi rischi di
esondazione. “
Sette le grandi aree di intervento del programma CAP21: #Acquadabere,
#Acquadarecuperare, #acquadavalorizzare, #Acquadacostruire,
#Acquadarisparmiare, #Acquadainnovare e #Acquadasostenere, a testimonianza di un’attività intensa che spazia dall’impegno nella protezione della risorsa idrica (dallo studio del sottosuolo all’innovazione nelle tecnologie di monitoraggio e controllo della qualità), alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni avanzate per il trattamento dei reflui e per il recupero delle acque di scarico (dal riuso dei nutrienti alla trasformazione dei fanghi in risorse energetiche), fino alla promozione
sul territorio dell’acqua del rubinetto e allo sforzo per la soluzione
dei grandi temi ambientali: la mancata depurazione e il dissesto
idrogeologico. Tutti nodi che le Nazioni Unite hanno messo al centro
degli obiettivi di sostenibilità del post millennio in tema di risorse
idriche.
Il testo in discussione all’inizio dalla COP 21 contiene ancora nodi da sciogliere, decisioni alternative che possono indebolire o rafforzare l’efficacia dell’accordo.
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