Confermato un nesso tra la deforestazione e il virus ebola
Quante volte abbiamo sentito parlare di Ebola, di possibili cause e di rimedi più o meno validi per contrastare l'insorgere di un'epidemia.
Oggi, molti anni dopo il contagio del primo paziente zero, sappiamo molto di più su questo virus e un dato in particolare dovrebbe allarmarci più del dovuto. Analizzando undici pazienti provenienti da diverse aree geografiche dell'Africa, è stato possibile individuare un elemento che sembra accomunare le esperienze di contagio. Tutti i pazienti analizzati, infatti, provengono da zone colpite da un preciso modello di deforestazione frammentata che ha finito per creare confini non regolari tra aree forestate e aree deforestate.
Il tutto per sottrarre alla natura terreni sui quali edificare o ottenere legname per la realizzazione di mobili. Esiste dunque un legame diretto tra deforestazione e diffusione del virus Ebola che, in precise condizioni, è libero di proliferare con tutte le conseguenze del caso.
A dircelo è uno studio pubblicato su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature, con il titolo “The nexus between forest fragmentation in Africa and Ebola virus disease outbreaks ”. E questo studio parla italiano!
Il team è stato infatti coordinato da Maria Cristina Rulli del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano, in collaborazione con Monia Santini della Fondazione CMCC - Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, e i ricercatori dell’Università di Massey (Nuova Zelanda) e l’Università di California Berkley (Usa).
Abbiamo già parlato dei danni della deforestazione e di come ogni nostra scelta quotidiana influisca sullo stato di salute dell'ambiente che ci circonda.
Adesso la situazione sembra essersi posta su un piano decisamente diverso e dubito che il genere umano sia disposto ad accettare un sacrificio di questa portata.

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