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venerdì 24 febbraio 2017

M’Illumino di meno: Ecolamp ricicla le apparecchiature che… non illuminano più


Per la festa del risparmio energetico promossa da Caterpillar, Ecolamp ricorda le tre modalità per smaltire correttamente le lampade non più funzionanti


Milano, 24 febbraio 2017 –  Il Consorzio Ecolamp aderisce alla campagna "M'illumino di meno" promossa dal programma radiofonico Caterpillar di Radio 2, giunta quest'anno alla tredicesima edizione. Durante la giornata dedicata al risparmio energetico, Ecolamp, il Consorzio dedito alla raccolta e al riciclo delle apparecchiature di illuminazione giunte a fine vita, invita a spegnere le luci in adesione alla manifestazione e ricorda come si smaltiscono correttamente le lampadine e le fonti luminose che… non illuminano più.

«Nel tempo dell'economia circolare, che permea ogni passaggio del ciclo di vita di un prodotto, dalla progettazione alle tecniche di produzione fino al riciclo e al recupero di materie prime per l'alimentazione di un nuovi cicli produttivi, il risparmio energetico che ognuno può realizzare - commenta Fabrizio D'Amico, direttore generale di Ecolamp - è frutto di una molteplicità di comportamenti virtuosi come la scelta di prodotti dai consumi energetici ridotti o l'utilizzo corretto dei vari dispositivi elettrici, da spegnere ogni qual volta non siano in uso. Tuttavia il risparmio di energia e di altre importanti risorse è possibile anche quando un prodotto ha apparentemente concluso la propria vita utile: grazie infatti al riciclo dei cosiddetti rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) una quantità consistente (a volte prossima al 100 per cento) dei materiali di cui sono composti può trovare nuovo impiego, senza la necessità di ricorrere allo sfruttamento di ulteriori materie prime».

Negli ultimi anni l'osservatorio privilegiato di Ecolamp, il consorzio non-profit per il recupero e lo smaltimento delle apparecchiature di illuminazione, ha registrato un importante miglioramento della raccolta differenziata dei RAEE da parte dei cittadini, con dati di crescita in quasi tutti i casi a doppia cifra. 

Per quanto riguarda le sorgenti luminose, ad esempio, il 2016 ha segnato un +17 per cento (dati del Centro di Coordinamento RAEE) rispetto all'anno precedente, nella raccolta complessiva nazionale. Ecolamp, che garantisce la corretta gestione dei rifiuti di illuminazione per i produttori di settore che ad essa fanno riferimento e che rappresentano circa il 50 percento del mercato italiano delle lampade, nel 2016 ha avviato a corretto trattamento 1.850 tonnellate di sorgenti luminose a fine vita, da cui sono stati recuperati oltre il 97 per cento dei materiali.

In occasione di "M'illumino di meno" Ecolamp ricorda le 3 possibili modalità a disposizione dei cittadini per un corretto conferimento delle lampadine non più funzionanti:

ü      Presso uno degli oltre 3.900 Centri di Raccolta Comunali: sono presenti su tutto il territorio nazionale e hanno a disposizione appositi contenitori per la raccolta differenziata delle diverse categorie di RAEE. Le lampadine vanno gettate nei contenitori del raggruppamento R5. Per aiutare i cittadini a individuare il Centro di Raccolta più vicino, Ecolamp ha messo a disposizione l'applicazione "L'isola che c'è", scaricabile gratuitamente su dispositivi iOs e Android, e la pagina web https://www.ecolamp.it/centri-raccolta/;

ü      Col "ritiro uno contro uno": è possibile consegnare gratuitamente il proprio rifiuto al negoziante, quando si acquista un prodotto nuovo equivalente (esempio: lampadina contro lampadina). Una soluzione pratica per smaltire correttamente il rifiuto, in occasione di un nuovo acquisto;

ü      Col "ritiro uno contro zero": da luglio del 2016 è possibile consegnare gratuitamente il proprio piccolo RAEE (di lunghezza inferiore a 25 cm) al negoziante, senza dovere sostenere alcuna spesa e senza alcun obbligo di acquisto. Sono tenuti ad applicare questa modalità di ritiro i punti vendita con una superficie dedicata alle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche maggiore di 400mq. Possono comunque applicarla, in maniera facoltativa, anche gli altri negozi.

Una corretta raccolta e il conseguente recupero delle sostanze inquinanti contenute in alcune sorgenti luminose consente di salvaguardare l'ambiente e la salute di tutta la collettività. Inoltre, le materie prime seconde che vengono recuperate grazie al trattamento dei rifiuti di illuminazione presso impianti specializzati e certificati, possono essere reinserite nel ciclo produttivo, secondo i principi alla base dell'Economia Circolare e con importanti risparmi di risorse naturali.


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giovedì 23 febbraio 2017

TRAPIANTI IN LAGUNA: LE FANEROGAME RIPOPOLANO I FONDALI

Progetto europeo LIFE SERESTO


Presentazione pubblica dei primi risultati del progetto venerdì 24 febbraio dalle 9.45 all'Auditorium Santa Margherita (Venezia)

VENEZIA – Il trapianto di fanerogame in laguna è riuscito. Lo stato ecologico delle aree ripopolate con praterie di piante acquatiche sta migliorando. 

Lo dicono i risultati preliminari del progetto europeo SeResto, cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma Life, coordinato dall'Università Ca' Foscari Venezia e condotto in collaborazione con l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche e dell'associazione Laguna Venexiana Onlus.

I risultati dei primi tre anni di lavoro saranno presentati nel corso di un incontro aperto al pubblico che si terrà venerdì 24 febbraio dalle 9.45 nell'Auditorium Santa Margherita di Ca' Foscari.

Su 35 siti di trapianto, ben 33 hanno avuto successo. Dove le piante sono presenti dalla prima campagna del 2014, la qualità dello stato ecologico è passata da 'scarso' a 'buono'. L'area interessata, la Laguna Superiore di Venezia, è classificata di 'interesse comunitario' dall'Europa. Obiettivo del progetto è favorire la ricolonizzazione di praterie di piante acquatiche, soprattutto con il trapianto di Zostera marina e Zostera noltei (Zosterella).

«Il consolidamento e ripristino dell'habitat acquatico lagunare – spiega Adriano Sfriso, coordinatore scientifico del progetto e professore di Ecologia al Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica - sta già contribuendo al raggiungimento del buono stato ecologico dei corpi idrici della laguna favorendo l'aumento della biodiversità e dei servizi ecosistemici forniti da un ambiente lagunare in buone condizioni ecologiche. Ad esempio, sono in corso miglioramenti della qualità delle acque e del 'sequestro' della CO2, incrementi della produttività ittica e della presenza aviaria,  e un ritorno all'uso ricreativo per attività di eco-turismo. Il successo della ricolonizzazione può essere ostacolato dall'influenza delle foci dei fiumi, da elevate concentrazioni di nutrienti, soprattutto fosforo, e dalla presenza di macroalghe opportuniste».

Particolarità del progetto è il coinvolgimento della comunità locale: i trapianti e la cura dei siti di nuova colonizzazione sono realizzati dai membri di associazioni amatoriali attive da lungo tempo in laguna, con la supervisione degli esperti scientifici.

Il titolo del progetto è "Habitat 1150* (Coastal lagoon) recovery by SEagrass RESTOration. A new strategic approach to meet HD & WFD objectives". Gode del contributo dello strumento finanziario LIFE dell'Unione Europea che contribuisce al 75% del costo totale del progetto (1.563.898 euro).


Sito web del progetto: http://www.lifeseresto.eu/


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Buche e strade dissestate: la soluzione per le Pubbliche Amministrazioni arriva dagli asfalti modificati con gomma riciclata

CIRCULAR ECONOMY & INFRASTRUTTURE


Aggiungendo gomma riciclata dai Pneumatici Fuori Uso al bitume si ottiene un asfalto "silenzioso", che resiste al formarsi di crepe e buche e dura fino a 3 volte di più. 

Una valida soluzione tecnologica che torna con forza ad Asphaltica di Verona con nuovi strumenti ed esperienze per facilitarne l'adozione da parte delle Pubbliche Amministrazioni.


Una strada che dopo quasi 10 anni è ancora in perfetto stato e non ha avuto bisogno di nessun intervento di manutenzione, nonostante un costante transito di mezzi. E che riesce anche a ridurre il rumore generato dal passaggio dei veicoli. Potrebbe sembrare fantascienza e invece sono i vantaggi dell'aggiunta di gomma riciclata dei Pneumatici Fuori Uso all'asfalto di cui stanno beneficiando i cittadini di Canali, in provincia di Reggio Emilia.
Un caso-esempio non isolato, per fortuna, dato che ad oggi sono oltre 370 i km già realizzati con asfalti modificati con gomma riciclata in 33 Province italiane.

Ridurre il più possibile il ricorso ad interventi manutentivi a parità di costo iniziale era l'obiettivo dell'Amministrazione Provinciale reggiana quando progettò l'intervento nel 2006.
Purtroppo però, in Italia non erano ancora diffuse tecnologie in grado di soddisfare completamente questi criteri. L'occasione per centrare gli obiettivi si presentò con la diffusione qualche anno dopo degli asfalti modificati con gomma riciclata, le cui prestazioni convinsero l'Amministrazione a modificare il progetto iniziale. Il risultato? Una strada ancora in perfetto stato di esercizio e che, non avendo avuto bisogno di manutenzione, ha portato anche ad un notevole risparmio economico complessivo.

Alla Fiera Asphaltica di Verona, principale appuntamento nazionale per la filiera dell'asfalto, il 24 febbraio nel corso di un convegno Ecopneus presenterà due manuali tecnici (di cui uno dedicato proprio all'esperienza della "Variante Canali") che contengono specifiche e dettagliate indicazioni tecniche per la progettazione e realizzazione di asfalti modificati con gomma riciclata da PFU.

In Italia larga parte della gestione dei Pneumatici Fuori Uso è coordinata dalla società senza scopo di lucro Ecopneus, che è impegnata anche nel diffondere informazioni e conoscenza su quelle applicazioni della gomma riciclata ad "alto valore aggiunto" ossia dove la gomma riciclata porta concreti benefici rispetto altri materiali analoghi, come nel caso degli asfalti modificati.

L'obiettivo dei due manuali è quello di fornire delle indicazioni tecniche "pronte all'uso" a tutti quei soggetti deputati alla progettazione, realizzazione e manutenzione della rete stradale, che possano facilitare un'adozione su larga scala di questa valida tecnologia.

Il secondo manuale, infatti, realizzato dal Dipartimento Ingegneria Civile e Industriale dell'Università di Pisa, analizza le fasi di progettazione e realizzazione degli asfalti modificati fornendo indicazioni puntuali su quale sia la migliore soluzione tecnologica da adottare a seconda dei benefici che si vogliono ottenere. Modulando opportunamente le temperature di produzione del bitume con le tecnologie di stesa del manto stradale è infatti possibile ottenere pavimentazioni meno rumorose, dalle ottime caratteristiche superficiali, sia in contesti urbani che extra urbani, che necessitano di meno manutenzione e che quindi hanno anche costi complessivi inferiori.

Un'ampia diffusione degli "asfalti modificati" consentirebbe di ottenere sia benefici di carattere ambientale, dato l'impiego di un materiale derivato dal trattamento di un prodotto a fine vita, ma soprattutto benefici per la salute delle persone esposte al rumore del traffico, per la salute delle strade e dei nostri veicoli ed anche per le tasche della Pubblica Amministrazione.




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CONAI sul “Treno Verde” di Legambiente e Ferrovie Dello Stato per informare sui benefici della corretta raccolta differenziata


Roma, 22 febbraio 2017 - CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, partecipa per la prima volta all'iniziativa Treno Verde, la campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane che fa tappa nelle principali stazioni di tutta Italia per promuovere un modello di economia sostenibile che fa bene al Paese.

L'edizione 2017 del Treno Verde mette al centro delle sue attività l'economia circolare, che si fonda su un modello che considera i rifiuti vere e proprie risorse da trasformare in nuove materie prime, e in cui il riutilizzo e il riciclaggio diventano la norma. CONAI è promotore da vent'anni di un modello di economia circolare concreto fondato sulla valorizzazione e l'avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio, ottenendo risultati significativi.

Nel 2015 anche grazie all'operato di CONAI e dei Consorzi di Filiera, si è ulteriormente consolidata la quota di rifiuti di imballaggio – in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro – sottratti alla discarica che, considerando anche il recupero energetico, è pari al 78,6% sul totale dell'immesso al consumo, per un totale di 9,6 milioni di tonnellate. Di questi, ben 8,2 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio sono stati avviati a riciclo, di cui il 48% gestiti da Conai-Consorzi di Filiera (3,9 milioni di tonnellate), mentre il restante 52% è stato trattato dagli operatori appartenenti alla gestione indipendente
Un risultato che va ben oltre i target di legge e che mostra una progressiva crescita nel tempo: nel 1998 due imballaggi su tre erano conferiti in discarica, mentre oggi lo sono solo due su dieci.

Nel 2015 il riciclo degli imballaggi ha permesso la generazione di materie prime seconde equivalenti a 3 miliardi di bottiglie in vetro da 0,75 litri, 329 milioni di risme di carta in formato A4, 32 milioni di pallet in legno, 9 miliardi di flaconi di detersivo in PET, 1 miliardo di lattine da 33cl in alluminio, e 725 treni Frecciarossa 1000 per l'acciaio.

"L'edizione di quest'anno del Treno Verde è dedicata all'economia circolare, un tema che ci vede protagonisti sin dalla nostra nascita, avvenuta nel 1997" ha commentato Walter Facciotto, Direttore Generale di CONAI. "Per questo abbiamo scelto di essere partner dell'iniziativa, rinforzando la nostra collaborazione con Legambiente già avviata da tempo su iniziative di sensibilizzazione sul riciclo dei rifiuti di imballaggio come Comuni Ricicloni e Riciclaestate".

CONAI sarà presente sul Treno Verde con pannelli informativi per la corretta raccolta differenziata – fondamentale per permettere l'avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio – e con la proiezione del video LoveCycle, un cortometraggio animato in stop motion che racconta il riciclo in un modo del tutto nuovo ed emozionante, richiamando lo stile e lo storytelling dei grandi classici dell'animazione.


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Trenoverde 2017: Anemotech porta a bordo The Breath

Anemotech, la start up italiana che ha creato e sviluppato The Breath, il rivoluzionario tessuto multi-strato che adsorbe, trattiene e disgrega le molecole inquinanti precursori delle PM10, PM2.5 e PM1.0 presenti nell'aria, è partner della 24° edizione del Treno Verde, la campagna nazionale di monitoraggio, sensibilizzazione e informazione sull'ambiente e sull'inquinamento, sia atmosferico sia acustico, promossa da Legambiente e Ferrovie dello Stato italiane.

L'iniziativa
Il Treno Verde girerà l'Italia in 12 tappe dal 22 febbraio al 31 marzo per promuovere la sostenibilità ambientale, monitorare l'inquinamento acustico e atmosferico all'aperto e - novità di quest'anno - indoor nelle città in cui farà sosta. 
Protagonista di questa edizione sarà l'economia circolare: Legambiente, insieme alle aziende più virtuose premiate durante la manifestazione con una medaglia in tessuto The Breath, racconteranno la loro esperienza e porteranno il loro messaggio a Bruxelles, dove è in corso la discussione per l'approvazione del pacchetto europeo sull'economia circolare.

The Breath sul Treno Verde
La tecnologia The Breath, brevettata proprio per assorbire gli inquinanti e pulire l'aria in ambienti aperti e chiusi, porterà a bordo la sua azione assorbente, antibatterica e di abbattimento degli odori. 

Il tessuto sarà utilizzato, infatti, per rivestire 3 dei 4 vagoni del Treno: il primo, dedicato allo spreco dei processi produttivi e agli obiettivi previsti dal Pacchetto Europeo sull'Economia Circolare, il secondo pensato per le aziende che applicano buone pratiche e il terzo riservato alla cittadinanza circolare, focalizzato in particolare al riuso, riparazione e condivisione.

"Siamo molto contenti di partecipare questa iniziativa mettendo a disposizione del Treno Verde la tecnologia ambientale del nostro tessuto". - Commenta Gianmarco Cammi Direttore Operativo di Anemotech – "Monitorare e cercare di abbattere l'inquinamento outdoor e indoor non è mai stato così importante come oggi, noi abbiamo creato una tecnologia che può contribuire a risolvere questo grave problema e speriamo quindi di poter contribuire alla salute di tutti".


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Bike sharing in Europa: Boom grazie a innovazione e sostegno dei governi

La preferenza degli abitanti delle città per i trasporti verdi e il desiderio di risparmiare sui costi del carburante e dei parcheggi cambiano i modelli di mobilità, secondo il gruppo per la Mobilità di Frost & Sullivan

MILANO – 23 febbraio 2017 – Poiché i centri urbani densamente popolati di tutto il mondo sono alle prese con problemi legati all'aumento dei consumi di carburante e delle emissioni di carbonio, le soluzioni verdi per la mobilità come i servizi di bike sharing pubblico stanno guadagnando popolarità. L'allontanamento dalle automobili personali verso soluzioni di mobilità sostenibili è favorito dalle tariffe elevate dei parcheggi, dai costi volatili del carburante e dalla crescente congestione del traffico nelle aree urbane trafficate.

"I pendolari urbani stanno considerando diverse opzioni di mobilità per ottimizzare i tempi di viaggio e la convenienza degli spostamenti brevi, inferiori a 5 chilometri", afferma Debanjali Sen, analista di Frost & Sullivan. "L'interesse dei consumatori ha portato diversi operatori di bike sharing pubblico ad esplorare l'integrazione del bike sharing con i trasporti pubblici e altri metodi di trasporto condivisi, come ad esempio il car sharing / ride sharing su una piattaforma digitale unificata per semplificare i pagamenti e le prenotazioni."

Lo studio "European Bike Sharing Market, Forecast to 2025"  fa parte del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Subscription di Frost & Sullivan. L'approfondimento ha rilevato che la flotta dei servizi di bike sharing più che raddoppierà, aumentando da 151.302 unità nel 2016 fino a 341.250 unità nel 2025. L'Europa meridionale e occidentale assisteranno ad un'elevata attività nell'ambito dei servizi di bike sharing. Circa 196 città nell'Europa meridionale hanno oltre 35.000 biciclette a noleggio; nell'Europa occidentale, 150 città hanno quasi 70.000 biciclette a noleggio. Spagna e Francia sono i mercati più forti, ma Regno Unito, Germania e Italia si stanno rapidamente espandendo.

Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questo studio e registrarsi per un Growth Strategy Dialogue, un rapporto interattivo gratuito con i leader di pensiero di Frost & Sullivan, si prega di visitare: https://goo.gl/H9ZHPu

Anche se i servizi di bike sharing pubblico hanno una richiesta sempre maggiore, gli elevati costi di assicurazione potrebbero rappresentare un deterrente per la loro adozione su larga scala. Inoltre, le linee guida sulla sicurezza dei programmi di bike sharing spesso non sono allineate con quelle dettate dagli schemi assicurativi, richiedendo pertanto un'analisi più approfondita e una soluzione delle questioni assicurative.

"A causa dei costi operativi e di capitale spesso proibitivi legati ai programmi di bike sharing pubblico, è probabile che le città e gli operatori di bike sharing dipenderanno da sponsorizzazioni di terze parti", osserva Sen. "Alcuni fornitori di rilievo, come JCDecauxNextbike, PBSC e Smoov, utilizzano il modello della pubblicità. Il loro successo incoraggerà le aziende provenienti da diversi mercati verticali, come ad esempio quello della sanità, degli stili di vita, bancario e alimentare, ad entrare nel mercato dei servizi di bike sharing pubblico come sponsor, partner pubblicitari e finanziatori per le opportunità di promozione del marchio."

Chi siamo
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?




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GIORNATA DEL RISPARMIO ENERGETICO: A LUGLIO LA RIVOLUZIONE SOSTENIBILE DI GMH4.0, IL GREEN SOCIAL HOUSING CHE ABBATTE I COSTI DI COSTRUZIONE E IL CONSUMO DI ENERGIA

Social Housing: 1 alloggio su 2 è ad alto consumo energetico (classi E, F, G), oltre 10% del reddito familiare speso tra elettricità e gas.

GIORNATA DEL RISPARMIO ENERGETICO.

GMH4.0, IL GREEN SOCIAL HOUSING:
UNA RIVOLUZIONE SOSTENIBILE, CHE DA LUGLIO ENTRERÀ SUL MERCATO RIDUCENDO – A PARITÀ DI COMFORT IN CLASSE A I COSTI DI COSTRUZIONE E QUELLI ENERGETICI.
Officinæ Verdi Group in JV  con Manni Group – annuncia GMH4.0, un nuovo modulo in sviluppo per il green social housing in Italia e all'estero, con strutture in acciaio "reticolare", materiali di isolamento eco-sostenibili, sistemi energetici di autoproduzione green intelligenti (IoT), per ridurre 30% su costi di costruzione, 70% su tempi realizzazione, e risparmiare del 50% su consumi energia ed emissioni di CO2

In Italia oltre la metà del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, circa 500.000 alloggi, è classificato ad elevato consumo energetico (classi E, F e G)per questo motivo le famiglie che vi abitano spendono oltre il 10% del loro reddito per elettricità e gas, a causa dellabassa efficienza e di uno dei costi energetici tra i più alti d'Europa (+17% rispetto alla media degli altri Paesi). 

Sono alcuni dei dati elaborati da Officinæ Verdi Group (Joint Venture di Unicredit e WWF, prima realtà nel suo genere in Europa che coniuga tecnologie, finanza e ambiente) in occasione della Giornata Nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e che fotografano la delicata situazione del social housing nel nostro Paese. 

"Con GMH4.0, sviluppato insieme al Gruppo Manni leader mondiale nelle strutture in acciaio e nell'isolamento, annunciamo l'entrata sul mercato da luglio nel settore del Green Social Housing. Si tratta di un modello costruttivo nuovo, con struttura in acciaio "reticolare" formata a freddo, materiali isolanti eco-sostenibili, che integrasistemi energetici di autoproduzione e IoT" - ha commentato Giovanni M. Tordi CEO OV Group– Riteniamo questa una rivoluzione, non solo per il settore in Italia ma anche all'estero. Un nuovo modo di pensare al futuro dell'housing, che punta su sostenibilità dei materiali, sull'efficienza nei  costi realizzativi e di gestione energetica".  

"GMH4.0 integra il know-how di Manni Group nelle soluzioni di isolamento e nella prefabbricazione delle strutture in acciaio, materiale flessibile e completamente riciclabile, con i sistemi da fonti rinnovabili e le soluzioni ad alta efficienza energetica di Officinae Verdi"  sottolinea Enrico Frizzera, CEO di Manni Group. "Puntiamo allo sviluppo di soluzioni innovative e versatili per rispondere alle esigenze del mercato internazionale e offrire un nuovo modello di Green Social Housing, in grado di adattarsi alle più varie esigenze costruttive e condizioni climatiche".

Se si pensa che in Europa gli edifici assorbono il 40% dei consumi energetici finali e che il 75% degli immobili sono stati costruiti senza alcun criterio di efficienza, ci si rende facilmente conto che la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio rappresenta una sfida fondamentale per raggiungere gli obiettivi europei che ci siamo posti.

Secondo le ultime stime Federcasa, inoltre, sarebbero addirittura 700mila le famiglie che avrebbero bisogno di una casa in edilizia residenziale pubblica, a fronte delle 500mila attualmente allocate (2/3 dunque di chi ne ha veramente bisogno). Per oltre 1,7 milioni di cittadini il canone di affitto incide per più del 30% sul reddito (il 41,8% del totale) e quindi rischianodi scivolare verso situazioni di morosità. La sfida è, dunque: realizzare case con materiali innovativi sostenibili, integrando autoproduzione di energia verde intelligente.

OV Group in joint venture con Manni Group,ha studiato una soluzione, chiamata Green Module Home 4.0, per rispondere ad una domanda abitativa sempre più urgente e articolata, in termini di qualità e sostenibilità (www.greensocialhousing.com). 

Si tratta di un progetto di edilizia "a energia quasi zero(Nzebcon garanzie di performance energetiche di lungo termine (30 anni), rapida realizzazione e costi quasi dimezzati rispetto a quelli del mercato edilizio tradizionale. Sono queste le caratteristiche innovative di Green Module Home 4.0, il progetto di social housinginnovativo e sostenibile

Il know-how combinato OV Group – Manni Group si esprime a tutto tondo su ogni modulo abitativo

• Materialiinvolucro edilizio in materiali sostenibili e naturali e acciaio 100% riciclabile.
• Risparmio energeticopannelli altamente isolanti che abbattono del 50% le perdite di energiafinestre a bassa remissività che riducono del 35% la dispersione termica.
• Efficienza energeticaimpianti fotovoltaici che producono energia pulita per l'80% in auto-consumo, pompe di calore per la climatizzazione degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria e recuperatori di calore statici a flussi incrociati che consentono un risparmio di energia del 40%, un sistema di illuminazione a LED a basso consumo. 


IoTuna piattaforma di monitoraggio e controllo dei consumi energetici gestisce il "sistema casa".

Officinæ Verdi Group, nato da UniCredit in JV con WWF, è la prima realtà nel suo genere in Europa che coniuga tecnologie, finanza e ambiente. Al 2015 ha sviluppato operazioni di green energy in Italia e in Europa per circa 100 M € di investimenti, gestendo ~1 Mld € di asset, consolidando una forte expertise nell'approccio integrato in settori chiave dell'economia reale (real estate, infrastrutture, grande distribuzione organizzata, industrial), assumendo un ruolo strategico negli investimenti in efficienza energetica in Italia, un modello unico di Green Economy che sta producendo importanti risultati. Officinæ Verdi ha sviluppato, in qualità di Advisor ed Engineering, importanti progetti infrastrutturali in ambito sportivo, ed è Advisor tecnico della Commissione Europea per progetti Smart Cities. È da questo ambito europeo che è stata avviata nel 2015 la piattaforma Green Capital Alliance come acceleratore di innovazione sostenibile nei vari settori dell'economia.

Manni Groupattivo nel settore dell'acciaio dal 1945, con 12 società operative e 23 Centri di produzione, servizi e distribuzione nel mondo, oggi guida il mercato internazionale delle lavorazioni di componenti in acciaio, dei pannelli isolanti metallici per le costruzioni, delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica. Con un giro di affari che coinvolge 10.000 clienti di 60 Paesi diversi, ha raggiunto nel 2015 un fatturato di 500M € grazie ai continui investimenti in Ricerca e Sviluppo, all'impegno costante per raggiungere i massimi livelli di qualità e servizio, alla capacità di coniugare tecnologia e sostenibilità.

Green Capital Alliance Società BenefitManni Group è con Officinæ Verdi Group fondatore di Green Capital Alliance, società benefit focalizzata sull'innovazione in ambito green and circular economy, con l'obiettivo di promuovere ed accelerare l'immissione sul mercato di innovazioni "ready to market" in settori economici strategici e, sul lungo periodo, supportare il cambiamento dell'attuale modello di sviluppo nella direzione di un'economia verde e circolare (upcycle and reuse).


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