Cerca nel blog

venerdì 21 aprile 2017

Hera, un bilancio di sostenibilità proiettato alle sfide del futuro

E' on line il Bilancio di Sostenibilità 2016 del Gruppo, tra le prime imprese a livello europeo a quantificare la quota di margine operativo lordo generato da attività che rispondonoagli obiettivi definiti dall'Agenda Onu al 2030.

Il Bilancio di Sostenibilità 2016 del Gruppo Hera è ora on line, all'indirizzo http://bs.gruppohera.it/, nella versione completa, navigabile e interattiva.

Approvato dal Consiglio di Amministrazione in concomitanza con i risultati economici consolidati, il Bilancio di Sostenibilità contiene i numeri delle responsabilità economica, sociale e ambientale e il focus sugli impegni presi, i risultati conseguiti e le prospettive future.Per toccare con mano, con la massima trasparenza e chiarezza, i risultati raggiunti nei vari campi, a conferma dell'attenzione della multiutility per il territorio e per le imprese locali, che crescono insieme al Gruppo.

300 milioni di euro del Mol, il contributo Hera alle priorità dell'Agenda Onu

Tra le prime aziende in Europa a farlo, il Bilancio di Sostenibilità di Hera quantifica la quota di Margine operativo lordo che deriva da attività che rispondono alle priorità fissate dall'Agenda Globale, definite dall'Onu al 2030, e quindi in grado di contribuire in modo concreto allo sviluppo sostenibile del territorio servito e alle sfide per il cambiamento.

Si tratta del cosiddetto valore condiviso, ovvero della creazione di valore per l'azienda con attività e progetti che rispondono ai bisogni della società, una sfida che Hera ha colto pienamente e che corrisponde a 300 milioni di euro nel 2016, pari al 33% circa del Margine operativo lordo totale. Il Mol "a valore condiviso" è suddiviso in tre ambiti: uso efficiente delle risorse, uso intelligente dell'energia, innovazione e contributo allo sviluppo del territorio. Un contributo certamente destinato a crescere in futuro.

Uso efficiente delle risorse: raggiunti con 10 anni di anticipo gli obiettivi europei al 2030

Nell'ambito dell'uso efficiente delle risorse, le attività rendicontate da Hera riguardano principalmente l'economia circolare e la gestione sostenibile della risorsa idrica.

Sul fronte dell'economia circolare si parla di riciclo e recupero energetico di rifiuti urbani e industriali, nelle quali Hera si colloca come il principale gestore nazionale, con risultati che anticipano di un decennio gli obiettivi fissati dall'Unione Europea; a esempio per quanto riguarda l'utilizzo della discarica per i rifiuti urbani, che scende ancora e si attesta al 7,6%, contro un obiettivo europeo del 10% al 2030 e una media italiana 2015 (ultimo dato disponibile) del 29,8%. Ma non solo. Nel riciclo, in particolare degli imballaggi, il territorio servito da Hera è in linea con i Paesi europei più virtuosi e raggiunge il 64% rispetto all'obiettivo europeo del 65% al 2025.

Cresce la raccolta differenziata, che nel 2016 arriva al 56,6% (ben al di sopra della media nazionale), di cui oltre il 94% viene effettivamente recuperata attraverso 191 impianti, generando il circuito virtuoso dell'economia circolare. Inoltre, in Italia tra i dieci migliori capoluoghi di provincia per raccolta differenziata pro capite con più di 100 mila abitanti la metà sono gestiti da Hera (Forlì, Rimini, Ravenna, Modena e Ferrara), mentre Bologna è la terza migliore città italiana tra quelle con oltre 300 mila abitanti. L'obiettivo è di aumentare sempre di più anche il tasso di recupero dei rifiuti industriali e la recente acquisizione di Aliplast, azienda leader in Italia nel riciclo della plastica, va proprio nella direzione di una sempre maggiore presenza nelle attività orientate allo sviluppo della circolarità.

Nella gestione sostenibile della risorsa idrica i principali investimenti sono stati rivolti al riassetto del sistema fognario depurativo di Rimini, ai lavori di adeguamento del depuratore di Servola a Trieste e alla conclusione degli interventi per migliorare l'efficacia di quattro importanti depuratori di Abano Terme (PD), Cesenatico (FC), Cattolica (RN) e Ozzano dell'Emilia (BO).Complessivamente il servizio depurazione copre il 91% degli abitanti serviti e l'efficacia della depurazione raggiunge livelli ottimi: la qualità dell'acqua depurata è infatti migliore del 58% rispetto ai limiti di legge.

Uso intelligente dell'energia: riduzione del 5% dei propri consumi al 2020

L'impegno del Gruppo Hera sul versante dell'efficienza energetica prosegue con il superamento dell'obiettivo di ridurre i propri consumi del 3% al 2017. Con i 117interventi realizzati nel 2016 i consumi del Gruppo si sono già ridotti del 2,6%, con un risparmio di oltre 6.100 tonnellate equivalenti di petrolio, e con quelli pianificati per quest'anno si supererà infatti il traguardo del 3%, tanto che l'obiettivo è stato elevato al 5% al 2020.

Iniziative di efficienza energetica sono state portate avanti anche all'interno di aziende, alle quali Hera mette a disposizione il proprio know how, e per i clienti domestici a cui sono rivolte le nuove offerte commerciali che forniscono strumenti per ridurre i consumi.

Il contributo di Hera alla lotta al cambiamento climatico si arricchisce anche, a partire da quest'anno, della decisione di utilizzare esclusivamente energia da fonti rinnovabili per tutte le attività gestite in Emilia-Romagna. Nel 2016inoltre l'impronta di carbonio della produzione di energia, e quindi la quantità gas a effetto serra derivanti dal ciclo produttivo, si è ridotta del 10% ed è prevista in ulteriore riduzione al 2020.

Innovazione e sviluppo sostenibile del territorio: 1,7miliardi di euro distribuiti agli stakeholder

Il Bilancio di Sostenibilità 2016 riporta per la prima volta una vista d'insieme dei numerosi progetti innovativi realizzati e in corso, tra i quali spiccano l'estensione di Hergoambiente nel Triveneto e nelle Marche, per consentire anche in quei territori la gestione completamente informatizzata della raccolta dei rifiuti, e l'avvio del nuovo impianto a S. Agata Bolognese che produrrà biometano dalla frazione organica dei rifiuti differenziati raccolti sul territorio.

Si conferma anche l'importante ruolo del Gruppo Hera nel tessuto in cui opera: considerando anche i 560,2 milioni di forniture locali, il valore economico complessivamente distribuito sul territorio a lavoratori, azionisti, finanziatori e istituti bancari, pubblica amministrazione e comunità locale nel 2016 sale a 1.729,7 milioni (+4,9% rispetto al 2015). L'impatto occupazionale generato nel 2016 ha raggiunto un totale di oltre 14.500 unità: infatti, agli 8.487dipendenti del Gruppo si aggiunge un indotto di 6.037unità generato dalle forniture. E' importante inoltre evidenziare che i rapporti di collaborazione con 50cooperative sociali hanno consentito l'inserimento lavorativo di oltre 740 persone svantaggiate.

Attenzione ai dipendenti, ai clienti e alla catena di fornitura

L'approccio alla sostenibilità del Gruppo richiede una forte condivisione anche dei lavoratori e per questo sicurezza sul lavoro, formazione e sviluppo professionale, clima interno e welfare aziendale sono stati anche nel 2016 ambiti di grande impegno. L'anno scorso è stato varato il nuovo piano di welfare aziendale, Hextra, nel quale la quota di 1,9 milioni di euro a disposizione dei lavoratori è stata destinata a servizi di welfare in sei diversi ambiti, per favorire la conciliazione vita-lavoro e la solidarietà. Hera si colloca inoltre tra le prime 100 aziende al mondo nella classifica dell'indice Thomson Reuters Diversity and Inclusion, stilata secondo criteri legati alle politiche sulla diversità, inclusione, sviluppo delle persone. Le ore di formazione pro capite, 29,3 nel 2016, hanno riguardatoprevalentemente le aree tecnico operative, la qualità sicurezza ambiente e la responsabilità sociale; l'indice di frequenza di infortunio degli operai, la categoria professionale più esposta al rischio, è in netto miglioramento, 34,9 contro il 39 del 2015.

Al centro dell'attenzione di Hera anche la soddisfazione dei clienti e il 2016 ha registrato un ulteriore sviluppo del progetto che ha l'obiettivo di migliorare l'esperienza che il cliente ha con l'azienda (customer experience): sono diminuiti del 45% i reclami per contratti non richiesti (lo 0,05% del totale dei contratti conclusi); in aumento dell'11% gli iscritti ai servizi on-line saliti a 272 mila, il 17% dei clienti totali; l'attesa media agli sportelli clienti è stata di 12,3 minuti e di 40 secondi al call center per clienti residenziali (in linea con il 2015 nonostante un aumento del 18% del numero di chiamate pari a oltre 2 milioni 700 mila). Nel 2016 sono state concesse rateizzazioni per un valore di oltre 112 milioni di euro (in riduzione dell'8% rispetto al 2015) per andare incontro alle esigenze delle famiglie che si trovano in situazione di difficoltà.

Nel Bilancio di Sostenibilità si evidenzia anche l'attenzione di Hera nei confronti della catena di fornitura: il 69% dei fornitori sono locali, in ulteriore crescita anche nel 2016, e l'utilizzo dell'offerta economicamente più vantaggiosa, al posto del massimo ribasso, è stato nel 2016, e fin dal 2008, il metodo di affidamento prevalente, anticipando di circa 10 anni la normativa contenuta nel nuovo Codice Appalti entrato in vigore nell'aprile dello scorso anno.

Agenda Onu 2030: una sfida accettata da Hera

"I risultati positivi del 2016 sul fronte della sostenibilità economica, sociale e ambientale che anche quest'anno rendicontiamo sono frutto dell'impegno costante e della forte determinazione che guida la nostra attività quotidiana - ricorda Stefano Venier, Amministratore Delegato di Hera. "Questa volta abbiamo scelto di fare un ulteriore passo in avanti e avviare un percorso che ci porta a rendicontare con trasparenza anche il contributo che portiamo alle call to action che l'Agenza Onu fissa al 2030, sollecitando le aziende ad adottare pratiche sostenibili per un cambiamento concreto. Si tratta di un'opportunità e una sfida per il mondo imprenditoriale, che Hera ha deciso di accettare pienamente e i risultati del 2016 danno il tono del lavoro serio e impegnato sin qui fatto".


--
www.CorrieredelWeb.it

LE ERBACCE DELL’APPIA ANTICA: RICONOSCIMENTO SUL CAMPO E ASSAGGI


Le piante spontanee commestibili

30 aprile 2017 - HORTUS URBIS

Riscopriamo il piacere di andare in cerca di erbe alimentari spontanee, stare in contatto con la natura, fare salutari passeggiate e variare la dieta scoprendo nuovi sapori e alimenti che spesso possiedono anche composti importanti per il nostro organismo e per la nostra salute.

Si propone un percorso didattico che consentirà ai partecipanti di imparare non solo a riconoscere le piante spontanee di interesse alimentare della Campagna romana, ma anche a raccoglierle nel modo e nel periodo giusto e a come utilizzarle in cucina. La passeggiata terminerà con assaggi di pietanze preparate utilizzando proprio le piante spontanee osservate durante la passeggiata.

Lezione su campo tenuta da Giovanni Salerno, florista ed etnobotanico; assaggi a cura di EU'S il buono fatto bene.

Si consiglia di portare una bottiglietta di acqua e scarpe comode e adatte al clima.

ISCRIZIONE

E' fortemente consigliata l'iscrizione con pagamento anticipato (30 euro a persona + 5 euro di Carta Amici del Parco) all'indirizzo email hortus.zappataromana@gmail.com, (le iscrizioni dovranno pervenire entro le ore 12.00 del 28/4.

Riceverete una email con le indicazioni per il pagamento). Sul posto l'iscrizione potrà avvenire solo per gli eventuali posti rimanenti, senza prenotazione, al costo di 35 euro a persona + 5 euro di carta Amici del Parco.

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it

Si ricorda che l'area è dotata di zona pic nic per coloro che volessero trattenersi anche per il pranzo.
CONTATTI:
Email:                   hortus.zappataromana@gmail.com
Web:                    www.hortusurbis.it
Facebook:          https://www.facebook.com/HortusUrbis
Twitter:               @zappataromana - #HortusUrbis

AIUTACI, sostieni l'Hortus Urbis:

PER ARRIVARE:
Hortus Urbis presso l'ex Cartiera Latina, via Appia Antica, 42/50 (accanto alla fontanella)

In bici: ciclabile Cristoforo Colombo e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina fino a via Appia Antica, sulla sinistra dopo 10 metri (accanto alla fontanella) c'è il civico 50, ingresso alla ex Cartiera Latina.

In Bus: 118 e 218 sull'Appia Antica (Fermata Domine Quo Vadis) o 30express, 714 e 715 (Fermata Cristoforo Colombo/Bavastro o Cristoforo Colombo/Circonvallazione Ostiense) e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina nel parco Scott fino a via Appia Antica, sulla sinistra dopo 10 metri (accanto alla fontanella) c'è il civico 50, ingresso alla ex Cartiera Latina.

In macchina: parcheggiare a via Carlo Conti Rossini, Largo Gavaligi, via Omboni, via Scott e dintorni e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina nel parco Scott fino a via Appia Antica, sulla sinistra dopo 10 metri (accanto alla fontanella) c'è il civico 50, ingresso alla ex Cartiera Latina. 



--
www.CorrieredelWeb.it






Earth Day: Edenred taglia del 31% la produzione di carta in un anno

Grazie ai progetti di CSR l'azienda leader in Italia nel mercato dei buoni pasto e nelle soluzioni per il welfare aziendale ha ridotto anche i consumi di acqua (-70%) e di energia (-6,8%). Ufficializzata anche l'adesione a Milan Center for Food Law and Policy

Edenred, inventore del buono pasto Ticket Restaurant® e leader nelle soluzioni per il welfare aziendale, ufficializza -  in occasione della Giornata Mondiale della Terra del 22 aprile - i risultati ottenuti dai progetti CSR, Ideal Green, Ideal Meal e Ideal Care, che promuovono sia un utilizzo responsabile di acqua, carta ed energia, sia le attività di associazioni operanti nei Paesi in via di sviluppo.

Grazie al vademecum "Carta Ambientale" rivolto ai lavoratori Edenred e al progetto "Ideal Green", nel 2016 i dipendenti italiani hanno ridotto notevolmente i consumi di acqua e carta, rispettivamente del 70% e del 10% rispetto all'anno precedente. Edenred, inoltre, ha tagliato nel 2016 in Italia del 31% la produzione di carta.

L'impegno della società nella lotta all'obesità per il 2016 ha visto il consolidamento della campagna "Ideal Meal" per l'educazione ad una sana alimentazione in pausa pranzo. In Italia, infatti, oggi sono 850 mila i beneficiari e quasi 20000 esercizi pubblici affiliati che periodicamente vengono sensibilizzati sulle tematiche alimentari tramite il programma europeo Pausa Mediterranea by FOOD.  

L'azienda, inoltre, oggi ufficializza la propria adesione a Milan Center for Food Law and Policy, il Centro di documentazione e studio sulle norme e sulle politiche pubbliche in materia di nutrizione, nato su impulso di: EXPO Milano 2015, Regione Lombardia, Comune di Milano e Camera di Commercio di Milano. Con "Ideal Care", Edenred invece supporta 171 associazioni in tutto il mondo devolvendo ore di lavoro dei dipendenti.

«In questi ultimi anni la salvaguardia dell'ambiente e l'utilizzo consapevole delle risorse naturali hanno catalizzato l'attenzione del dibattito politico e civile – ha dichiarato Sabrina Citterio, Responsabile Comunicazione Corporate e CSR di Edenred Italia. È necessario che anche in Italia si consolidi  una cultura del risparmio e del riutilizzo delle risorse, e in questo senso le aziende possono aiutare il nostro Paese a raggiungere gli obiettivi definiti dalle organizzazioni mondiali in tema di economia sostenibile -  ha aggiunto Citterio. 
Come Edenred da tempo siamo impegnati anche sul fronte della lotta allo spreco alimentare attraverso partnership con associazioni non profit per la destinazione delle eccedenze alimentari e progetti innovativi come quello che ha previsto la distribuzione di 2500 doggy bag ad oltre 1000 ristoranti sul territorio nazionale e quello realizzato in collaborazione con il progetto reBOX e IESCUM (Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano) che porterà alla distribuzione di foody bag artistiche nei ristoranti del circuito Ticket Restaurant®».

Complessivamente, i progetti di CSR a livello globale hanno permesso una riduzione dell'11% di carta, del 5% dei rifiuti prodotti e hanno permesso la donazione di circa 1 milione di euro ad associazioni operanti nel sociale.
Nella foto: uno dei progetti di IDEAL CARE che vedono impegnati i lavoratori Edenred in progetti di volontariato

STUDIO Earth Day, per 7 imprenditori su 10 il 2017 è l'anno della "svolta green"

Risultati immagini per earth day 2017
Diminuzione delle emissioni, utilizzo di materiali riciclati e switch verso le energie rinnovabili. 

Sono solo alcune delle scelte ecosostenibili che il 72% degli imprenditori del Bel Paese sta adottando per contribuire alla riduzione dell'inquinamento nel Pianeta, ma nono solo: i benefici percepiti riguardano infatti anche benessere in ufficio e risparmio economico sul lungo periodo.

Se in molti si augurano che il 2017 sia l'anno della tanto agognata ripresa economica, per la maggioranza degli imprenditori italiani questo è certamente l'anno della "svolta green". Oltre 7 imprenditori su 10 (72%) hanno infatti affermato di avere già messo in atto, o hanno intenzione di farlo, una serie di politiche ed azioni concretamente ecosostenibili in azienda per contenere le emissioni inquinanti o, perlomeno, hanno adottato dei comportamenti più "green", dai vertici fino ai dipendenti. 

Dalle scelte più complesse, come gli investimenti nell'innovazione dei macchinari (44%) e l'installazione di pannelli solari per generare energia pulita (37%), alle più semplici, come la raccolta differenziata in ufficio (51%) e l'abbassamento dei termosifoni (45%), sempre più realtà si sono messe all'opera per dare una mano al Pianeta. Tra i vantaggi maggiori, gli imprenditori rilevano un ambiente di lavoro più sano e sereno (87%), un risparmio economico sul medio e lungo termine (73%) e un incremento della reputazione dell'azienda in ottica CSR (62%). 

Una vera e propria tendenza che coinvolge principalmente le imprenditrici rispetto ai colleghi: tra le donne infatti la percentuale sale all'80%, soprattutto nelle grandi aree industriali del Centro-Nord.

È quanto emerge da uno studio promosso da Conlegno in occasione dell'Earth Day che si celebra domani 22 aprile, dal 1970, in tutto il mondo per sensibilizzare l'umanità al rispetto dell'ecosistema in cui vive. 

L'indagine ha coinvolto 150 imprenditori selezionati a campione dalle principali città del Bel Paese, per comprendere come le aziende italiane si stiano muovendo in difesa dell'ambiente, e uno scouting di 70 testate internazionali che hanno analizzato il tema.
Ma quali sono questi comportamenti "green" che gli imprenditori italiani stanno per mettere in atto? Al primo posto si pone l'obbligo in azienda di fare la raccolta differenziata (51%), oramai sdoganata nelle aree metropolitane di tutta Italia. 

Sul secondo gradino del podio invece tutti quegli accorgimenti che permettono di ridurre l'impiego d'energia, come abbassare i termosifoni o chiudere porte e finestre se è attivato il condizionamento dell'aria (45%). Medaglia di bronzo invece per gli investimenti in macchinari e strumentazioni con classe energetica A o a minor impatto inquinante (44%). 

Chiudono la top 5 l'installazione di pannelli solari o altri dispositivi per generare energia pulita (37%) e l'acquisto da fornitori e produttori che dispongono di adeguate certificazioni che garantiscano la sostenibilità dei prodotti acquistati (34%).

Elementi che rappresentano evidenti segni di una sempre più sviluppata coscienza "green" e di un'attenzione verso l'ambiente che sta condizionando anche le scelte di un numero crescente di imprenditori italiani

"La sempre più forte coscienza della necessità di rispettare l'ambiente sta influenzando anche le scelte degli imprenditori italiani – ha dichiarato Fausto Iaccheri, presidente di ConLegno, il Consorzio per la tutela del legno e del sughero – Noi, ad esempio, con l'impiego di materiali di riciclo abbiamo realizzato la linea 800x1200, ovvero complementi d'arredo costruiti con il recupero dei pallet EPAL. Il riutilizzo di un materiale naturale e non nuovo, che ha già vissuto un'altra vita, è un esempio perfetto di come coniugare lavoro e rispetto per l'ambiente. Una perfetta sintesi tra la qualità dei prodotti Made in Italy e la necessità di fare scelte sempre più consapevoli verso l'ecosistema. Un nuovo modo di pensare, per avvicinare la cultura, anche creativa, del riciclo alle esigenze del Pianeta, attraverso l'upcycling".

Una tendenza che si sta concretizzando a livello mondiale, nonostante il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sembri voler sfruttare ancora le vecchie fonti fossili, causa di gran parte dell'inquinamento atmosferico. Nel resto del mondo invece il cambiamento culturale e sociale è già in atto

Basti pensare che secondo la IEA, International Energy Agency, e l'IRENA, l'International Renewable Energy Agency, grazie a innovazione e investimenti entro il 2050 si verificherà una riduzione del 70% delle emissioni di CO2 legate al settore energetico, come riportato recentemente dal portale francese Capital.fr. Ma non è tutto: secondo il "New Energy Outlook 2016" pubblicato da Bloomberg New Energy Finance, nel 2040 le fonti rinnovabili copriranno il 60% del fabbisogno, donando un beneficio economico che ripagherà oltre il 60% degli 11mila miliardi di dollari investiti nei prossimi anni.

Ma quali sono le reali ragioni di questa crescente attenzione all'ambiente da parte degli imprenditori? Tra le motivazioni principali della scelta di adottare politiche green nelle aziende, ben l'87% degli imprenditori rivela che l'obiettivo è creare un ambiente di lavoro più sano e sereno, mentre il 73% ne vorrebbe ricavare un risparmio economico sul medio e lungo termine

Ma non è tutto: la crescente attenzione alla reputazione dell'azienda in ottica Corporate Social Responsibility riveste un ruolo sempre più centrale per ben 6 aziende su 10 (62%), stimolando l'adozione di comportamenti e investimenti sostenibili

Benefici interni ed esterni all'aziende, che inevitabilmente hanno ripercussioni sull'intera società. Anche l'autorevole testata Nature, in un recente approfondimento, ha evidenziato come le politiche green messe in atto dalle istituzioni e dalle aziende vadano a influenzare l'equità sociale e ad abbattere l'impatto dell'uomo sulla natura, esortando i decisori a estendere questi provvedimenti a tutti i livelli delle città e ad ogni strato sociale, rendendo così veramente sostenibile ed equa la vita nei centri abitati maggiormente industrializzati. 

In effetti molti stati stanno agendo in questa direzione: come riportato dal New York Times, la Cina intende investire oltre 360 miliardi di dollari nelle rinnovabili entro il 2020, ponendosi inoltre l'obiettivo di dare lavoro a circa 13 milioni di persone. 
Allo stesso modo in Gran Bretagna, si legge sulle colonne del Telegraph, il primo ministro Teresa May ha annunciato che verranno spesi 4,7 miliardi di sterline in ricerca per nuove tecnologie sostenibili: tra i 10 pilastri della manovra spiccano, infatti, gli investimenti nella scienza, nella ricerca e nell'innovazione, verso una crescita pulita attraverso le energie sostenibili.

Ad ogni modo molti imprenditori, nonostante la volontà, trovano alcune difficoltà nel concretizzare le proprie idee indirizzate verso la sostenibilità. Ad esempio il 48% ritiene che siano il Governo e le amministrazione locali a dover favorire l'investimento in nuovi macchinari e strumenti amici dell'ambiente attraverso sgravi fiscali e sovvenzioni

Il 35% degli imprenditori invece lamenta la poca collaborazione di una parte dei propri dipendenti a mettere in atto semplici accorgimenti come la raccolta differenziata e lo spegnimento totale delle luci e pc all'uscita dal lavoro, o sottolinea l'elevato costo di alcuni prodotti certificati o realizzati con materiali di recupero (22%).

Difficoltà che secondo Felipe Calderon, Presidente della Commissione Globale sull'Economia e il Clima, dovranno essere superate molto presto: "Nei prossimi 15 anni il mondo ha bisogno di investire in nuove infrastrutture e nell'innovazione più di quanto abbia mai fatto – ha affermato sul Financial Times – In primo luogo, una volta per tutte, dobbiamo sbarazzarci delle distorsioni del mercato che stanno investendo in progetti ad alto contenuto di carbonio. In secondo luogo dobbiamo investire molto di più nell'innovazione, le soluzioni tecnologiche green sono più economiche e contribuiscono a ripagare i costi d'investimento. Infine, dobbiamo sviluppare una pipeline di progetti sostenibili rafforzando gli investimenti pubblici".

Ma qual è infine l'identikit dell'imprenditore "green" italiano? L'80% delle donne e il 64% degli uomini ha dichiarato di aver già messo in pratica, o ha intenzione di farlo, atteggiamenti sostenibili per la propria azienda e per i dipendenti. 

Tra di loro la maggior parte è under 45 (85%), mentre la percentuale scende al 59% tra i 46 e i 70 anni

Il fenomeno, più marcato nelle grandi città del Centro-Nord, vede in testa gli imprenditori dell'area di Milano (77%), seguita nella top 5 da Roma (75%), Torino (74%), Bologna (72%) e Napoli (68%).

La maggiore sensibilità al tema dell'eco-sostenibilità del genere femminile è già stata confermata da uno studio di Patricia Braun, professoressa della University of Ballarat in Australia, pubblicato sull'International Journal of Gender and Entrepreneurship, da cui è emerso che le imprenditrici di piccole e medie imprese, sottoposte a un questionario sulle politiche green in azienda, esprimono un maggiore livello di attenzione in circa il 50% delle domande

Nel corso dell'esperimento invece, su 30 partecipanti, ben 6 uomini su 15 hanno abbandonato il progetto, facendosi sostituire da colleghe o giustificandosi affermando di non avere tempo.


Syngenta celebra la Giornata Mondiale della Terra e presenta i dati aggiornati del piano 'The Good Growth Plan'

Syngenta celebra la Giornata Mondiale della Terra presentando il proprio contributo allo sviluppo di un'agricoltura sostenibile

 

Syngenta, a tre anni dal lancio del programma The Good Growth Plan, fornisce un ulteriore aggiornamento del proprio contributo per un'agricoltura produttiva e in armonia con la Terra: più che raddoppiate le aziende nel programma di miglioramento della sostenibilità

 

Sabato 22 aprile si celebra nei quasi duecento Paesi aderenti alle Nazioni Unite la 47a Giornata Mondiale della Terra, ricorrenza nata per promuovere nell'opinione pubblica la consapevolezza dell'impegno comune alla salvaguardia del pianeta.

In questo contesto assumono un particolare significato i dati diffusi da Syngenta, azienda completamente dedicata all'agricoltura a livello globale, sui risultati dei primi tre anni del The Good Growth Plan, il piano lanciato dall'azienda nel 2013 che comprende sei ambiziosi impegni da raggiungere entro il 2020 per contribuire a un'agricoltura sostenibile e allo sviluppo delle comunità rurali.


Da sempre l'agricoltore viene identificato come il primo custode dell'ambiente e grazie all'agricoltura è possibile contenere fenomeni come il degrado e l'abbandono della terra. 


Oggi tuttavia, di fronte alla necessità di aumentare la produttività agricola per garantire cibo sano, sicuro e in abbondanza a una popolazione in grande crescita, è fondamentale gestire in maniera sostenibile le risorse naturali dell'ecosistema: gli impegni contenuti in The Good Growth Plan rappresentano il contributo di Syngenta allo sviluppo di un'agricoltura produttiva e attenta alla sostenibilità.

 

Nel 2016 i dati raccolti su 3.700 aziende agricole in 42 Paesi evidenziano che:

 

·         I progetti di Syngenta hanno contribuito al miglioramento della biodiversità e della conservazione del suolo su un totale di 9.2 milioni di ettari, arricchendo gli habitat naturali in 34 Paesi. Se si sommassero tutti i programmi dedicati al suolo e alla biodiversità, si coprirebbe un'area prossima alle dimensioni del Portogallo. Un contributo fondamentale arriva dal progetto Soja+Verde in Brasile, dove Syngenta lavora in partnership con The Nature Conservancy (TNC) per il recupero della foresta pluviale nelle zone rurali.

·         Syngenta ha raggiunto e coinvolto oltre 16,5 milioni di piccoli produttori e le proprie aziende di riferimento hanno beneficiato almeno dell'8% di aumento della produttività, a dimostrazione di come il potenziale della tecnologia e delle conoscenze agronomiche possa aiutare i piccoli produttori non solo nel sostentamento delle loro famiglie ma anche nel generale miglioramento delle loro condizioni di vita.

·         Sono state formate circa 7 milioni di persone sull'uso sicuro dei prodotti Syngenta, portando il totale complessivo a oltre 17 milioni di agricoltori dall'inizio del progetto, il 70% dei quali sono piccoli produttori in Paesi in via di sviluppo grazie al Fair Labor Program, che ora copre tutti i fornitori di sementi in America Latina e Asia Pacifico.

 

Erik Fyrwald, CEO di Syngenta, ha commentato: "The Good Growth Plan è un esempio del nostro modo di fare business e, grazie ai risultati che stiamo raggiungendo, aiutiamo gli agricoltori ad applicare le best practice in campo agricolo, monitorando i benefici per l'ambiente e per i loro profitti. In futuro, vogliamo continuare a sviluppare ulteriormente il piano, per comprendere al meglio il modo in cui gli agricoltori possono migliorare l'efficienza nell'uso dell'acqua e ridurre le emissioni di CO2. Portando avanti le collaborazioni con i nostri partner, i fornitori e gli altri stakeholder della filiera alimentare, riusciremo a combinare le risorse e la conoscenza richieste per nutrire in modo sicuro e preservare il nostro pianeta".

 

Anche in Italia The Good Growth Plan può vantare progressi altrettanto significativi:

 

·         L'impegno a rendere le colture più efficienti si rispecchia nell'evoluzione del progetto di filiera Armando. Nel 2015/16 il programma di coltivazione messo a punto dagli agronomi Syngenta ha visto aderire oltre 650 aziende agricole, per una superficie complessiva di 10.415 ettari coltivati in 9 regioni del Centro-Sud Italia e si è tradotto in rese per ettaro superiori del 15% alla media e in un contenuto proteico del grano pari al 14,5% contro una media nazionale del 12,5%. Il progetto "Armando" si consolida così come una delle più grandi filiere di grano duro presenti in Italia, che sta contribuendo in questi anni al sostentamento degli agricoltori del Sud: secondo un'indagine condotta da Agri 2000, nei sei anni di vita del progetto, gli agricoltori aderenti hanno fatto registrare una crescita media del 42% nelle rese produttive e del 123% nella redditività rispetto ad aziende agricole non coinvolte nel patto di filiera.

·         L'impegno assunto invece sullo sviluppo della biodiversità ha visto l'implementazione dei protocolli Syngenta su circa 26.172 ettari di terreni agricoli grazie a OPERATION POLLINATOR®, il progetto multifunzionale di gestione del territorio che dimostra come un'agricoltura intensiva produttiva possa convivere con un ambiente vivo e ricco in termini di biodiversità.

·         Infine, l'obiettivo di contribuire alla formazione sulla sicurezza alimentare, la tutela del lavoratore e dell'ambiente è quantificato dal training erogato complessivamente a 12.414 persone.

 

 

 

Di seguito una descrizione di ciascun impegno e una panoramica dei progressi fatti nel 2016. Maggiori informazioni sono disponibili su www.goodgrowthplan.com,www.data.syngenta.com,o sul Syngenta Annual Review 2016: www.ar2016.syngenta.com.

 

Sei impegni: aggiornamento 2016

 

 

1.     Rendere le colture più efficienti: aumentare la produttività media delle colture più importanti almondo del 20%, senza utilizzare più suolo, acqua e mezzi tecnici per l'agricoltura.

-       Nel 2016, Syngenta ha lavorato con una rete globale di oltre 1000 aziende di riferimento e circa 2700 aziende agricole di confronto, raggruppate in cluster per condizioni agro-climatiche similari e per caratteristiche di agricoltori. Le aziende di riferimento hanno adottato protocolli di coltivazione su misura, aumentando la loro produttività in media dell'1,2%, il 3,8% in più rispetto alle aziende agricole di confronto.

 

2.     Preservare più terreni agricoli: migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari di terreni agricoli a rischio degrado.

-       Nel 2016, i programmi di Syngenta hanno migliorato le condizioni di oltre 1,9 milioni di ettari di terreno. In tutto, è stato raggiunto circa il 40% dell'obiettivo prefissato per il 2020. La crescita del 2016 è dovuta a una migliore integrazione dei protocolli di gestione del suolo nelle offerte commerciali.

 

3.     Favorire lo sviluppo della biodiversità: aumentare la biodiversità su 5 milioni di ettari di terreni agricoli.

-       Nel 2016, la biodiversità è stata incrementata su 3,3 milioni di ettari di terreni agricoli in 34 Paesi. È stata sviluppata una nuova metodologia per la valutazione dell'impatto ambientale e socioeconomico degli interventi di biodiversità nelle zone rurali e Syngenta collabora con la conservation community per evidenziare l'importanza della connettività delle aree naturali ai decisori politici.

 

4.     Rendere più forti i piccoli produttori: raggiungere 20 milioni di piccoli produttori consentendo loro di aumentare la produttività agricola del 50%.

-       Syngenta ha raggiunto 16,6 milioni di piccoli produttori attraverso le vendite e sta misurando l'aumento produttivo delle aziende di riferimento. Nel 2016, la produttività delle aziende agricole di riferimento è aumentata dell'8%.

 

5.     Contribuire alla sicurezza delle persone: formare 20 milioni di lavoratori agricoli sui temi della sicurezza del lavoro, in particolare nei Paesi in via di sviluppo.

-       Nel 2016, Syngenta assieme ai propri partner ha formato 6,8 milioni di persone su una maggiore sicurezza del lavoro agricolo. È stata ampliata la partnership con la ONG Solidaridad per fornire agli agricoltori basi di agronomia e sicurezza in tutto il mondo. In collaborazione con Sustainable Food Lab Syngenta sta cercando di misurare l'impatto del business dei piccoli produttori sulle le loro condizioni di vita, così da poter ottimizzare il proprio approccio nei loro confronti.

 

6.     Prendersi cura di ogni singolo lavoratore: impegnarsi per ottenere eque condizioni di lavoro in tutta la rete di fornitori. 

-       Nel 2016, il Fair Labour Program, ha coperto l'82% dei produttori di sementi Syngenta in tutto il mondo, incluse America Latina e Asia Pacifico.

Il 73% delle aziende florovivaistiche ha ottenuto la certificazione GLOBAL G.A.P. e il 24% ha la valutazione G.R.A.S.P. In aggiunta, i due terzi dei fornitori di prodotti chimici sono coperti dal Supplier Sustainability Program di Syngenta.

 

Syngenta è una delle principali aziende dell'agro-industria mondiale. Il gruppo impiega più di 28.000 persone in oltre 90 aesi che operano con un unico proposito: Bringing plant potential to life (Sviluppare il potenziale delle piante al servizio della vita). Attraverso l'elevata competenza scientifica, la presenza su scala mondiale e l'impegno nei confronti dei clienti e dei partner, contribuiamo ad accrescere la produttività delle colture, a proteggere l'ambiente e a migliorare la salute e la qualità della vita.



A Veglie i rifiuti diventano nuovi oggetti con BEA la Bottega dell'Eco Arredo - presentazione 5 maggio

Creatività, upcycling e life-coaching nel laboratorio di design partecipato
promosso da CulturAmbiente onlus insieme a Urban Lab e Laboratorio Linfa nell'ambito dell'avviso pubblico della Regione Puglia per le organizzazioni giovanili "Laboratori Urbani Mettici Le Mani".

Un doppio percorso in cui la crescita personale intreccia la costruzione partecipata
dell'arredo del laboratorio urbano di Veglie CulturAmbiente Lab.

La presentazione del progetto è prevista per il 5 maggio con la proiezione del documentario
di Marco Fantacuzzi "Replay - in viaggio nell'upcycling", sull'arte di trasformare oggetti considerati rifiuti

5 maggio – settembre 2016
CulturAmbiente Lab – Laboratorio Urbano di Veglie in via Salice (presso ex struttura fieristica)

Il laboratorio urbano di Veglie CulturAmbiente Lab diventa un cantiere aperto per la trasformazione di rifiuti in nuovi oggetti con BEA – Bottega dell'EcoArredo, il laboratorio partecipato di design ecologico. 

Creatività, upcycling e life-coaching per un progetto promosso da CulturAmbiente onlus insieme a Urban Lab e Laboratorio Linfa nell'ambito dell'avviso pubblico della Regione Puglia per le organizzazioni giovanili "Laboratori Urbani Mettici Le Mani"

È un percorso multiplo che si chiuderà il prossimo settembre, sviluppato intorno a due diverse declinazioni dei concetti di design, progettazione e autocostruzione, partendo dall'ecologia della mente fino a quella ambientale. 

Il progetto sarà presentato venerdì 5 maggio alle ore 18.30 negli spazi di CulturAmbiente Lab in via Salice, in occasione della proiezione del film documentario di Marco Fantacuzzi "RePLAY- in viaggio nell'upcycling", nato dalla collaborazione tra l'associazione La Mente Comune e la casa di produzione Cinema Key.

Ogni venerdì del mese di maggio e di giugno sarà possibile esplorare i nodi cruciali della progettazione di sé, dell'intelligenza emotiva e della riscoperta delle proprie potenzialità grazie al percorso di life-coaching e crescita personale "E_motiva_mente" guidato da psicologhe ed esperte di servizi alla persona. 

Progettare il pensiero, quindi, attraverso la conoscenza e la gestione delle proprie emozioni, il problem solving, il pensiero positivo, il public speaking e la comunicazione di sé, interpersonale e di un progetto.

Potenziare le proprie capacità individuali e relazionali è la fase preparatoria al vero e proprio Summer Camp per la costruzione di oggetti di design, in programma dal 29 giugno al 23 luglio in cicli da 4 giorni a settimana presso l'Istituto Comprensivo di Veglie Polo 1 nella Scuola Primaria in via Casa Savoia. 

A guidarlo, i giovani designer e artigiani del Laboratorio Linfa, un collettivo impegnato nella tutela dell'ambiente attraverso la progettazione e la produzione di mobili, allestimenti e installazioni impiegando legno usato e sostanze atossiche. 

Parola d'ordine, quindi, l'upcycling, per trasformare oggetti "rifiutati" e dargli nuova vita attraverso la pratica creativa.

Il Summer Camp sarà un'occasione per conoscere tecniche di costruzione e mettere in gioco le proprie capacità per la realizzazione pratica di un'idea creativa, secondo i principi del design sostenibile e della comunicazione sociale. Il tutto in chiave green per progettare in modo partecipato gli spazi del laboratorio urbano e gli elementi di arredo, riutilizzando materiali ed elementi "scartati", raccolti o donati da cittadini e aziende. 

Tutti, infatti, sono chiamati a donare oggetti destinati ad essere buttati e contribuire al processo di trasformazione creativa, in particolare vecchi mobili, pallet e pedane, scarti di legname semilavorato, ecc.   

BEA è aperto a tutti coloro che vogliano mettersi in gioco ed è consigliabile, ma non vincolante, la partecipazione a entrambi i percorsi. 

Per informazioni: culturambientelab@gmail.com – 320/6394354.


Replay - in viaggio nell'upcycling
RePlay è un road movie che racconta il lavoro creativo e geniale di artisti e designer che si dedicano al riuso di materiali di scarto. 
Due curatori saltano su un vecchio camper e partono per raggiungere gli atelier di questi artisti, per osservare e studiare da vicino il loro lavoro. 
Nel loro percorrere l'Italia dai trulli della Puglia alla periferia di Milano incontrano vari personaggi geniali e appassionati.

Il film è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l'associazione di promozione sociale La Mente Comune e la casa di produzione Cinema Key di Marco Fantacuzzi. 

Il film è la sintesi per immagini del lavoro svolto durante il progetto SCRAPout #2, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell'ambito del bando Culturalmente (edizione 2013) e con il contributo del Comune di Padova_Settore Ambiente e Territorio – Ufficio Informambiente.

Contro il CONSUMO DI SUOLO, associazioni scrivono a JUNKER

GIORNATA DELLA TERRA: 
500 associazioni lanciano un APPELLO al presidente Juncker:

"Ogni giorno in Europa vengono degradati 500 ettari di terra fertile, serve una legge specifica per proteggere il suolo!"

 

In Umbria Legambiente segnala un milione di metri quadrati occupato 
da capannoni commerciali e industriali

 

Il 22 Aprile giornata internazionale di mobilitazione per dire stop al consumo di suoloattraverso la raccolta firme europea #SALVAILSUOLO.

 

L'appello, inviato in occasione della Giornata Mondiale della Terra, fa riferimento all'obiettivo delle Nazioni Unite 'fermare il degrado di suolo a livello globale entro il 2030' ed è rivolto alla Commissione Europea affinché faccia la sua parte, con la consapevolezza che le politiche europee hanno un'impronta molto profonda sui suoli e i territori del resto del mondo. A lanciarlo sono i promotori dell'Iniziativa dei Cittadini Europei "People4Soil", a nome delle 500 organizzazioni che hanno aderito al network europeo (www.salvailsuolo.it). Al presidente della CE Claude Juncker viene chiesto di fermare il consumo di suolo sviluppando un quadro legislativo vincolante per gli Stati Membri, che riconosca al suolo lo status di "bene comune" proprio come l'aria e l'acqua.

 

Anche l'Umbria purtroppo contribuisce al degrado con oltre un milione di metri quadrati di superficie occupata da strutture commerciali medie e grandi: un negozio ogni 52 abitanti e ogni 500 metri; sono 1.267 le strutture medie (fino a 2.500 metri quadri) e 36 le grandi; 42 i centri commerciali e 14 invece i cosiddetti poli commerciali.

 

La "padanizzazione" dell'Umbria si percepisce chiaramente soprattutto percorrendo la superstrada da Perugia a Spoleto, nella Valle Umbra e tra Perugia e Corciano, dove i capannoni commerciali e industriali si susseguono senza sosta e dove nonostante molti siano rimasti vuoti per la crisi economica, si continua a costruirne degli altri. E' per questo che è importante anche nella nostra piccola regione diffondere il più possibile l'appello e la raccolta firme #SALVAILSUOLO.

 

In Europa sono 170 i milioni di ettari agricoli, pari al 39% della superficie UE: benché ragguardevole, si tratta di una superficie insufficiente a rifornire di alimenti e materie prime agricole il mercato europeo, che di suolo coltivato ne reclama quasi il doppio: l'Europa, pur pesando per il 7% della popolazione mondiale, grava sul 20% degli 1,6 miliardi di ettari di superfici agricole globali.

 

Alimentazione iperproteica, spreco alimentare e usi non alimentari di produzioni agricole sono tra le ragioni dell'impronta sui suoli di Paesi extraeuropei la cui sicurezza alimentare dipende da minori superfici coltivate pro capite, concorrendo a denutrizione, povertà, migrazioni in quei paesi. E' il caso del Sud America, dove milioni di ettari di coltivazioni intensive sorte al posto delle foreste e delle coltivazioni locali oggi producono mangimi per i nostri allevamenti, e dell'Africa Subsahariana, dove le compagnie europee e asiatiche sono attive nell'accaparrare terreni ai danni delle comunità rurali, generando immani flussi migratori.

 

Se l'Europa ha un così forte bisogno di terre coltivate, perché non protegge il proprio suolo? Ogni giorno vengono urbanizzati o degradati 500 ettari di suolo, e in molti casi il degrado corrisponde a una perdita definitiva della risorsa, ad esempio in seguito a urbanizzazioni.


"Il suolo è la risorsa naturale più preziosa e scarsa in Europa, ma non la proteggiamo! Negli ultimi 50 anni, in Europa la superficie coperta di cemento e asfalto è raddoppiata, arrivando a 20 milioni di ettari: due volte la superficie agricola italiana! Senza contare tutte le altre minacce a carico dei suoli: 3 milioni di siti contaminati, 10 milioni di ettari gravemente danneggiati dall'erosione e 14 milioni a rischio desertificazione sono alcune cifre di danni già registrati. Se davvero vogliamo che la comunità internazionale arresti il degrado di suolo, dobbiamo iniziare dalla nostra casa comune: è urgente una direttiva europea per la tutela dei suoli!"

 

Una politica attiva a difesa del suolo è anche una politica di sicurezza e sviluppo economico: suoli sani e ricchi di sostanza organica consentono produzioni agricole di maggior qualità e più resistenti ai rischi climatici; allo stesso tempo fermare la cementificazione di suoli agricoli è l'unico modo per concentrare gli investimenti edilizi nei luoghi che hanno davvero bisogno di rigenerazione: le città. Si tratta di una politica di sviluppo di lungo termine, che salvaguarda le risorse e il patrimonio europeo, ma è anche il caposaldo delle strategie di mitigazione e adattamento climatico. Per questo nella Giornata Mondiale della Terra le 500 associazioni che hanno sottoscritto la lettera a Juncker chiamano a raccolta tutti i cittadini, invitandoli a sottoscrivere l'Iniziativa dei Cittadini Europei su www.salvailsuolo.it .


Aggiornamenti e dossier da qui al 22 aprile sul sito di Legambiente Umbria e sulla Pagina Facebook Legambiente Umbria



Google
 


Disclaimer

www.CorrieredelWeb.it e' un periodico telematico senza scopi di lucro, i cui contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali industrie dell'editoria o dell'intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Societa' dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete. In questo la testata ambisce ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.


Pur essendo normalmente aggiornato piu' volte quotidianamente, CorrieredelWeb.it non ha una periodicita' predefinita e non puo' quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.


L'Autore non ha alcuna responsabilita' per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone. L'Autore si riserva, tuttavia, la facolta' di rimuovere quanto ritenuto offensivo, lesivo o contraro al buon costume.


Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive. Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio. Eventuali detentori dei diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvedera' all'immediata rimozione o citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.


Viceversa, sostenendo una politica volta alla libera circolazione di ogni informazione e divulgazione della conoscenza, ogni articolo pubblicato sul CorrieredelWeb.it, pur tutelato dal diritto d'autore, può essere ripubblicato citando la legittima fonte e questa testata secondo quanto previsto dalla licenza Creative Common.





Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Creative Commons License






CorrieredelWeb.it è un'iniziativa di Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione, Public Reporter, e Giornalista Pubblicista




indirizzo skype: apietrarota



CONTATTI