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giovedì 30 marzo 2017

Rapporto di Sostenibilità HEINEKEN Italia 2016


Energie rinnovabili e consumo responsabile al centro

 

Dal 2010 ridotte le emissioni di CO2 in produzione del 56% e di acqua del 39.4%.
Installato sui tetti del birrificio di Massafra (TA) il più grande impianto per numero di pannelli solari ed energia fotovoltaica generata.
Lanciate due campagne globali per promuovere il consumo responsabile.


Milano, 30 marzo 2017. Pubblicato il Rapporto di Sostenibilità HEINEKEN Italia relativo all'anno 2016: la produzione a basso impatto, con investimenti specifici nelle energie rinnovabili, l'attenzione per le persone e la promozione del consumo responsabile sono state le priorità per l'azienda e costituiscono il cuore del piano di sostenibilità globale Brewing a Better World lanciato nel 2010.

Nel corso di questi sette anni sono stati raggiunti importanti risultati da HEINEKEN Italia:
Riduzione delle emissioni di CO2 in produzione del 56% (dal 2010)
Diminuzione dell'impiego di acqua in produzione del 39,4% (dal 2010)
- HEINEKEN Italia è stata riconosciuta come eccellenza mondiale per quanto riguarda il fotovoltaico: nel 2017 il birrificio di Massafra è il primo al mondo per pannelli solari installati ed energia fotovoltaica generata
- Investito l'11,4% del budget advertising del brand Heineken® in campagne dedicate alla promozione del consumo responsabile
Ridotto il numero di incidenti del 46% rispetto al 2015, da 24 a 13; circa 7.000 le ore investite in formazione dedicata alla sicurezza nell'ultimo anno.

Il Rapporto di sostenibilità HEINEKEN Italia 2016: http://rapportodisostenibilita.heinekenitalia.it
Videografica: https://youtu.be/C_UMPg4s_Y0


"La sostenibilità rappresenta una priorità per HEINEKEN ed è imprescindibile per il futuro dell'azienda. Diminuire ulteriormente le emissioni di CO2, ridurre il consumo idrico nella fase di produzione, occuparsi della sicurezza delle persone con cui lavoriamo e avere un impatto positivo sulle comunità dove siamo presenti, oltre a promuovere attivamente il consumo responsabile, sono le fondamenta su cui stiamo continuando a costruire il nostro percorso di crescita. Quale azienda leader nel settore, riteniamo di avere una responsabilità nei confronti dei nostri dipendenti, consumatori e clienti e siamo orgogliosi di poter essere un modello virtuoso". Commenta Soren Hagh, amministratore delegato HEINEKEN Italia.

Il 2016 è stato un anno importante per quanto riguarda gli investimenti mirati a garantire una produzione sostenibile e a basso impatto. Investimenti significativi sono stati destinati nell'area delle energie rinnovabili, in particolare nel fotovoltaico. Con l'istallazione di nuovi pannelli solari, il birrificio di Massafra è il primo al mondo per capacità produttiva e pannelli solari installati (sono 13.000), un'eccellenza riconosciuta a livello globale (classifica Solar Plaza delle Top 50 Solar Beer Breweries)

Dopo Birra Moretti Baffo D'Oro, la prima del Gruppo, a livello italiano e globale, a essere prodotta con energia rinnovabile equivalente derivante dai pannelli solari seguono nel 2016 altre due birre "fatta con il sole": Birra Moretti La Rossa e Birra Moretti Doppio Malto, con la certificazione di Certiqualityche ne attesta la produzione con energia rinnovabile equivalente derivante da pannelli solari.


Produzione a basso impatto e rispetto dell'ambiente sono affiancati da un'attenzione costante volta a garantire la sicurezza e la salute delle persone. Nel 2016 sono state investite circa 7.000 ore in formazione, dedicate, nello specifico, alla prevenzione e alla sicurezza. Il numero degli infortuni, rispetto all'anno precedente, è diminuito del 46%.

Un altro pilastro del programma di sostenibilità dell'azienda riguarda la promozione del consumo responsabile. Nel 2016 è stato investito l'11,4% del budget advertising del brand Heineken® in campagne dedicate: a gennaio "Moderate Drinkers Wanted", che ha visto le donne diventare protagoniste attive nell'invito alla moderazione, e a settembre "When You Drive Never Drink", messaggio lanciato in occasione della partnership con Formula 1 e arricchito dalla presenza di Sir Jackie Stewart come testimonial per sottolineare l'importanza di non bere quando ci si appresta alla guida.
Numerose anche le attività di coinvolgimento dirette sul territorio insieme a partner, tra cui quella condotta in collaborazione con ALA Milano Onlus durante il Gran Premio Heineken® d'Italia.

 "Il consumo responsabile è una parte fondamentale del piano di sostenibilità HEINEKEN e un pilastro della nostra cultura aziendale. Riteniamo importante sensibilizzare le persone a un consumo moderato e lo facciamo attraverso lo sviluppo di campagne che rendano questo approccio aspirazionale, facendo leva su valori e comportamenti che sono già parte della cultura italiana. In questo contesto, nel 2016 abbiamo sviluppato una nuova piattaforma di comunicazione, la F1, seguita da una campagna dedicata "When You Drive Never Drink" volta a trasmettere un messaggio inequivocabile, ossia di non assumere alcolici quando ci si appresta a guidare."  Commenta Alfredo Pratolongo, direttore comunicazione e affari istituzionali di HEINEKEN Italia.


Brewing a Better World

Brewing a Better World è il piano integrato a livello globale di Sostenibilità lanciato nel 2010 da HEINEKEN con obiettivi a 10 anni, che coinvolge tutte le funzioni d'azienda: dall'approvvigionamento delle materie prime alla produzione, dalla distribuzione al sostegno delle comunità locali. Per HEINEKEN "essere sostenibili" non significa solo rispettare l'ambiente e le persone ma anche, nella specificità del proprio business, determinare cambiamenti positivi nella società promuovendo il consumo responsabile.

 


Rapporto di Sostenibilità HEINEKEN Italia 2016 - Approfondimenti

Tutela delle risorse idriche

L'acqua è una risorsa essenziale per la birra: è l'ingrediente principale dal punto di vista quantitativo, che la compone fino al 95%, oltre a essere fondamentale nelle fasi del ciclo produttivo.
Una risorsa preziosa ma non inesauribile, che HEINEKEN utilizza in modo responsabile, evitando ogni spreco e implementando sistemi volti a ridurne e ottimizzarne il consumo.
Nell'ambito del piano di sostenibilità globale Brewing e Better Word, dal 2010 sono stati messi in atto diversi miglioramenti al fine di garantire una tutela e un utilizzo ottimale delle risorse idriche. Nel 2015 il birrificio di Massafra ha implementato un sistema in grado di ridurre la quantità di scarico. I birrifici di Comun Nuovo (BG) e Pollein (AO) hanno investito in condensatori evaporativi in grado di riciclare l'acqua utilizzata negli impianti di refrigerazione.
Nel 2016 gli investimenti in quest'area hanno portato a un ulteriore consistente risparmio idrico e all'utilizzo di 4,3 ettolitri di acqua per ogni ettolitro di birra prodotto. Dal 2010 complessivamente c'è stata una riduzione dei consumi idrici del 39.4%.

 

Produzione a basso impatto

Riduzione delle emissioni di CO2
Gli investimenti per una produzione a basso impatto hanno ulteriormente migliorato gli importanti risultati raggiunti dall'azienda negli ultimi anni. Dal 2010 HEINEKEN Italia ha ridotto di oltre il 56% la quantità di CO2 legata alla produzione emessa in atmosfera. Per ogni ettolitro di birra prodotta nel 2016 le emissioni di CO2 sono state pari a 4 kg.

Ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 anche nelle fasi legate alla distribuzione, con una diminuzione del 3.4% dal 2010.

Energie rinnovabili
Il Gruppo HEINEKEN è un caso di eccellenza a livello globale per quanto riguarda i processi produttivi che sfruttano l'energia solare.
Il 2016 è stato per l'azienda un anno di importanti investimenti e traguardi raggiunti nell'ambito delle energie rinnovabili, in particolare in Italia.
Con 13.000 pannelli complessivi e un'estensione di oltre 51.000 mq, l'impianto installato da Solar Access sul birrificio di Massafra è in grado di generare a pieno regime 4,42 GWh di energia elettrica all'anno, con un abbattimento delle emissioni di oltre 1.700 tonnellate di CO2. Grazie al nuovo sistema, circa il 20% del fabbisogno energetico del birrificio di Massafra sarà supportato dalla produzione energetica dei propri pannelli.


Oggi il parco fotovoltaico complessivo di HEINEKEN Italia (che interessa i birrifici di Comun Nuovo e Massafra) è di 16.984 pannelli solari, in grado di produrre a pieno regime ogni anno 5,52 GW/h di energia, con una riduzione annua di 2.191 tonnellate di CO2.


Grazie all'impegno nell'uso di energia fotovoltaica e alla produzione della prima birra in Italia "fatta con il sole", HEINEKEN Italia è stata segnalata tra le 10 aziende italiane che si sono distinte nella categoria "Energie da Fonti Rinnovabili" nell'ambito dell'ottava edizione del Premio Sviluppo Sostenibile 2016. Il Premio, cui è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica, è promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Ecomondo-Rimini Fiera, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente.

HEINEKEN e le birre "fatte con il sole"
Birra Moretti Baffo d'Oro è stata una delle prime birre del Gruppo, a livello globale, a essere prodotta con energia rinnovabile equivalente derivante dai pannelli solari. Nel 2016 la certificazione "Brewed By The Sun" è stata estesa ad altre due referenze della famiglia: Birra Moretti La Rossa e Birra Moretti Doppio Malto.

Packaging e refrigerazione sostenibile

Anche il packaging viene studiato in modo da essere sempre più sostenibile. Grazie agli investimenti e al lavoro di ricerca, nel 2016 HEINEKEN Italia ha ricevuto un riconoscimento nell'ambito del "Bando CONAI per la prevenzione - Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi", per aver riprogettato l'intero sistema di imballo per la birra Heineken® da 33 cl. La bottiglia è stata alleggerita, favorendo una riduzione di materia prima utilizzata pari al 7%. Inoltre, è stata ridotta la grammatura del cartone multipack, con una riduzione del peso pari all'11%.
 
Per Birra Moretti, il confezionamento delle unità di vendita di Birra Moretti Zero da 33 cl, HEINEKEN Italia ha utilizzato un wrap around in cartone ondulato. Le dimensioni dell'imballo sono state ridotte agendo sulle alette laterali favorendo un risparmio di materia prima pari al 9%.

Un'importante azione ha coinvolto anche i punti di consumo. Nel 2016 sono stati installati 2.676 refrigeratori ecologici con un incremento di oltre il 57% rispetto al 2015.

 

Promozione del consumo responsabile

In quanto azienda birraria leader, HEINEKEN è promotore del consumo moderato e responsabile. Continua a essere pioniera della comunicazione del consumo responsabile a livello globale e nazionale, investendo ogni anno in campagne e progetti volti alla sensibilizzazione di questo importante tema.


Nel 2016 l'11.4% del budget advertising del brand Heineken® è stato destinato a campagne di sensibilizzazione dedicate alla promozione del consumo responsabile, sono state lanciate due campagne dedicate: a gennaio "Moderate Drinkers Wanted", che mette per la prima volta al centro le donne come protagoniste attive della responsabilizzazione, con l'obiettivo di supportare e rafforzare il nuove trend globale della moderazione. A settembre, durante il Gran Premio di Italia, Heineken® ha lanciato la campagna "When You Drive Never Drink" con protagonista Sir Jackie Stewart, per sottolineare, proprio nel contesto della Formula 1, l'importanza di non mettersi mai alla guida dopo aver bevuto.

Nel corso dell'anno sono state, inoltre, realizzate diverse attività di contatto diretto sul territorio. Durante il Gran Premio Heineken® d'Italia, in collaborazione con ALA Milano Onlus, è stato misurato l'impatto dell'iniziativa di sensibilizzazione e il comportamento delle persone nei confronti del consumo dell'alcol, con il coinvolgimento di oltre 1.300 visitatori.

In occasione del Festival della sharing economy "Io Condivido", promosso e organizzato da Altroconsumo, HEINEKEN Italia ha partecipato con una tavola rotonda incentrata sul suo impegno quindicennale per la promozione del consumo responsabile: in tutto sono stati distribuiti 3.000 flyer relativi alla campagna "When You Drive Never Drink".

Durante il Festival musicale "Mondo Ichnusa" in Sardegna, sono stati distribuiti oltre 2.000 etilometri nell'ambito della campagna "Chi buffasa non andasa" (= "Chi beve non va da nessuna parte") lanciata da Birra Ichnusa e Movimento Consumatori, associazione senza scopo di lucro che tutela i diritti dei consumatori. I partecipanti, inoltre, hanno indossato gli speciali occhiali alcovista simulando un percorso di guida in stato di ebbrezza.

 

 

Il Gruppo HEINEKEN https://www.youtube.com/watch?v=2CbPUteL-o4&feature=youtu.be opera nel settore della birra ed è presente in più di 70 Paesi nel mondo con 167 stabilimenti e oltre 73.000 dipendenti.
HEINEKEN produce birra in Italia da oltre 40 anni, è presente sul territorio con i 4 birrifici di Comun Nuovo (BG), Assemini (CA), Massafra (TA) e Pollein (AO) e con un network distributivo - Partesa - specializzato nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca che opera con 46 centri logistici. Nel nostro Paese il Gruppo comprende anche Dibevit Import, una società attiva nell'importazione e nella distribuzione di birre speciali da tutto il mondo.

Con più di 2.000 dipendenti, HEINEKEN è oggi il primo produttore di birra nel nostro Paese, dove produce e commercializza 5,5 milioni di ettolitri di birra, investendo in innovazione e sviluppo.

Attraverso il piano "Brewing a Better World" HEINEKEN integra la Sostenibilità al business, creando valore per l'azienda, la società e l'intero pianeta.



Mail priva di virus. www.avast.com

mercoledì 29 marzo 2017

RAEE. La gestione dei rifiuti tecnologici: dal 2018 nuovi obblighi ambientali per le imprese del settore elettrico ed elettronico

Dal prossimo anno, l'applicazione della normativa RAEE imposta dal D.Lgs. 49/2014 verrà estesa a una gamma più ampia di apparecchiature elettriche ed elettroniche e, di conseguenza, un numero maggiore di produttori saranno obbligati a sostenere i costi della raccolta differenziata e del recupero dei rifiuti tecnologici. 

Inoltre, si amplierà la responsabilità anche dei negozianti che dovranno garantire il ritiro gratuito di un maggior numero di tipologie di prodotti superati o non funzionanti.

Al fine di fornire alle Aziende le indicazioni utili per gestire in modo corretto il fine vita dei prodotti, le Associazioni imprenditoriali danno il via a una serie di incontri con esperti del settore - nelle città di Pordenone, Padova e Bergamo - che analizzeranno i punti salienti della normativa e gli obblighi per i produttori coinvolti dal D.Lgs. 49/2014. 

supporto operativo delle Aziendeil Sistema Collettivo ERP Italia esporrà i criteri da utilizzare per la corretta gestione del rifiuto.

Ad aprire gli appuntamenti con l'approfondimento relativo ai nuovi obblighi ambientali, sarà Pordenone, in programma venerdì 31 marzo, dalle 9.30 alle 13.00, presso la Sala Convegni di Unindustria Pordenone, organizzato insieme ad Ascom Confcommercio e all'Unione Artigiani Confartigianato

A seguire Padova e Bergamo.

Ulteriori informazioni e dettagli nel comunicato stampa integrale allegato, che è possibile visionare anche al seguente link:


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martedì 28 marzo 2017

Ferrovie, Legambiente chiede tempi certi per la riapertura delle linee piemontesi sospese

"Cambiare le priorità infrastrutturali è un'urgenza. La Regione investa sui treni pendolari, nell'interesse dei cittadini e con vantaggi non solo in termini ambientali ma con ricadute positive sull'occupazione e sul turismo"


Appuntamento questo pomeriggio a bordo del Treno Verde in sosta ad Asti

 

Sono 165 mila i pendolari piemontesi che ogni giorno prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio. Dal 2011 si è assistito a un calo di circa il 9,5%, una diretta conseguenza dei tagli al servizio ferroviario regionale che dal 2010 ad oggi hanno portato alla soppressione di intere linee con un taglio complessivo del servizio pari all'8,4%. Riattivare le tratte ferroviarie piemontesi chiuse, serve innanzitutto per offrire nuovamente un servizio degno di tale nome ai pendolari. Ma queste tratte rappresentano anche un importante patrimonio paesaggistico e culturale che merita di essere valorizzato e sono un'opportunità preziosa per avviare e incentivare una riconversione sostenibile all'insegna di un turismo di qualità.

 

Di questo si parlerà oggi pomeriggio ad Asti in occasione del passaggio del Treno Verde in sosta al binario 1 fino a domani, martedì 28 marzo. All'incontro dal titolo "Ferrovie Unesco: sviluppi della proposta per la riapertura delle linee ferroviarie piemontesi sospese" parteciperanno: Federico Vozza, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta; Paolo Milanesio, staff Assessorato regionale ai Trasporti; Giovanni Currado, amministratore delegato di INFRA.TO; Marco De Vecchi, presidente dell'Osservatorio del Paesaggio Astigiano; rappresentanti delle associazioni dei pendolari.

 

"Chiediamo alla Regione di invertire finalmente il trend negativo degli ultimi anni che ha visto la chiusura di linee importanti, aumenti vertiginosi delle tariffe e un'emorragia di pendolari – afferma Federico Vozza, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta –. Occorre aumentare gli investimenti sul trasporto ferroviario pendolare dando tempi certi per la riapertura delle linee tagliate perché puntare sui treni pendolari è nell'interesse dei cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali in una regione che continua a vivere una situazione critica per lo smog, ma anche di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull'occupazione e sul turismo".

 

Per cambiare questa situazione occorre aumentare l'offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari e laddove sono stati cancellati o ridotti i collegamenti in questi anni. Regione e Governo centrale devono poi finalmente comprare treni, come succede in tutti gli altri Paesi europei, cambiando le priorità infrastrutturali. Nel nostro Paese si è investito e si continua a investire su grandi infrastrutture stradali ed autostradali e sull'alta velocità ferroviaria relegando le risorse residue agli interventi sulle linee ferroviarie regionali. Sono i numeri di coloro che prendono il treno ogni giorno a far capire l'importanza di invertire questo processo: 160 mila passeggeri sulle Frecce, 25 mila su Italo, 40 mila su Intercity, oltre 2 milioni e 800 mila sui treni regionali, 2 milioni e 650 mila sulle metropolitane.

 

Tra le linee chiuse a seguito dei tagli decisi dalla Regione Piemonte quella di Casale Monferrato, con la linea per Vercelli e quella per Mortara. Fino a pochi anni fa da Casale Monferrato si poteva andare a Vercelli in 18 minuti, con diversi collegamenti diretti al giorno, e si poteva andare a Mortara in 25 minuti, anche qui con diversi collegamenti attraverso una linea diretta. Oggi ci vogliono fino a due ore in entrambe le direttrici perché costretti a cambi. In alternativa ci sono i pullman, comunque più lenti del servizio treni che esisteva fino a pochi anni fa.

 

"Da tempo, insieme ai sindaci e ad altre associazioni, chiediamo la riapertura delle tratte chiuse, prime fra tutte appunto la Asti – Alba, Asti – Casale e Castagnole – Alessandria – dichiara Angelo Porta, presidente di Legambiente Valtriversa -. Parliamo di linee importanti per i pendolari del basso Piemonte, da alcuni anni tagliati fuori dal circuito regionale del trasporto su ferro. È un'occasione che non possiamo perdere, anche per dare slancio ai territori Unesco delle Langhe e il Monferrato".

 

A gennaio scorso la Camera dei Deputati ha inoltre approvato in prima lettura il progetto di Legge per l'istituzione di ferrovie turistiche e definisce un primo elenco di tratte ferroviarie da valorizzare. Si tratta di percorsi costruiti tra la fine dell'ottocento e i primi del novecento che, oltre ad attraversare luoghi ricchi di fascino e di storia, conservano, quasi intatti, importanti elementi di archeologia industriale e ferroviaria, ponti e gallerie ancora in eccellenti condizioni statiche, stazioni e magazzini dall'inconfondibile stile ferroviario italiano: infrastrutture che, in un modo o nell'altro, hanno fatto la storia del nostro Paese e che vanno assolutamente tutelati. Tra queste la ferrovia Ceva-Ormea in Piemonte.



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FINANZIARE LA RIQUALIFICAZIONE PROFONDA DEGLI EDIFICI

Virginio Trivella, coordinatore del Comitato scientifico di Rete Irene, sottolinea l'importanza che ricoprirebbe la facoltà di cedere le detrazioni fiscali anche a banche e intermediari finanziari per i privati impegnati in interventi di deep renovation. 

Perché, se sono realmente così fondamentali, queste tipologie di cessione non sono state fatte rientrate nella legge di Bilancio per il 2017?

 

Milano, 28 marzo 2017I nuovi incentivi fiscali a favore della riqualificazione energetica dei condomini figurano tra le "Misure per la crescita" indicate nella legge di Bilancio per il 2017 e testimoniano la volontà di promuovere la diffusione di queste attività, ritenute prioritarie. 

Resta però ancora irrisolto il nodo del coinvolgimento della finanza privata a sostegno degli incentivi decennali. Virginio Trivella - coordinatore del Comitato scientifico di Rete Irene, il network di aziende che della riqualificazione profonda degli edifici ha fatto la propria mission, ha deciso di approfondire la tematica della deep renovation conscio dell'importanza che rivestirebbe la possibilità di cedere le detrazioni fiscali alle banche e agli intermediari finanziari istituzionali per promuovere interventi profondi che richiedono molte risorse, di cui spesso i condòmini non dispongono.

 

Negli ultimi mesi sono state introdotte numerose novità: sono state avviate importanti iniziative per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della trasformazione energetica degli edifici; è stato introdotto un nuovo incentivo specifico che indirizza l'attenzione sul miglioramento degli involucri per ridurre i fabbisogni di energia; è stata estesa a tutti la facoltà di cedere le detrazioni fiscali a soggetti capienti, eliminando il timore della gente di non poterne fruire ed è iniziata una seria riflessione sulla necessità di un aggiustamento dei requisiti tecnici obbligatori che, pensati per le nuove costruzioni, in molti casi si adattano con grande fatica alle riqualificazioni degli edifici esistenti, fino a renderle troppo costose e impraticabili.

 

Ma cosa accade quando si parla di deep renovation? Gli interventi in grado di ridurre anche di tre quarti il dispendio di energia degli edifici, vale a dire quelli che, se realizzati su grande scala, sarebbero in grado di ridurre entro il 2050 i consumi di energia dell'80-95% rispetto al 1990, con un tasso annuo di riqualificazione del 3% degli edifici, implicano investimenti dell'ordine di qualche decina di miliardi di euro per anno. 

Per fare questo occorre anticipare ingenti capitali, in attesa della fruizione degli incentivi decennali e della materializzazione del risparmio energetico generato dalle riqualificazioni

Oggi c'è chi si sta impegnando per ovviare a questa problematica: Rete Irene per esempio ha stipulato alcune convenzioni che consentono ai condomìni di disporre di prestiti decennali a tassi moderati, grazie alla fiducia riposta da alcune banche nella capacità degli interventi di generare risparmio. 

Ma il meccanismo potrebbe essere di gran lunga ottimizzato se, attraverso una modifica legislativa si potesse realizzare una connessione organica tra il meccanismo di incentivazione e gli strumenti di finanziamento, attraverso la cessione delle detrazioni fiscali ai finanziatori

Oggi è possibile cedere le detrazioni avendo in cambio il denaro per pagare gli interventi, ma il problema è che non è possibile cedere le detrazioni alle banche e agli altri intermediari finanziari istituzionali, cioè quei soggetti che sarebbero in grado di offrire le migliori condizioni: questo è un grave difetto del sistema, che non permette di accorciare la filiera, ridurre i costi e migliorare la trasparenza del meccanismo.

 

Virginio Trivella, coordinatore del Comitato scientifico di Rete Irene, ha approfondito ampiamente la tematica all'interno di un'intervista pubblicata sul sito http://www.reteirene.it/riqualificazione-profonda-degli-edifici/.




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Green Media Lab pedala verso la sostenibilità con le E-Bike premium di Riese & Müller



Green Media Lab pedala verso la sostenibilità
con le E-Bike premium di Riese & Müller
Milano, 28 marzo 2017Green Media Lab è il nuovo partner per le attività di relazioni pubbliche, ufficio stampa e social media strategy di Riese & Müller, tra i top brand a livello internazionale nella produzione di E-Bike di alta gamma e biciclette pieghevoli.
 
La media relation e digital company milanese avrà il compito di consolidare, attraverso un approccio strategico, la brand awareness sul mercato italiano di Riese & Müller, marchio indissolubilmente legato ai concetti di alta qualità, innovazione e design.
 
Fondata nel 1992 dagli ingegneri meccanici Markus Riese e Heiko Müller, l'azienda tedesca, nata in un garage di famiglia, si è in poco tempo affermata nel mercato internazionale della bicicletta, sviluppando un'ampia gamma di modelli, sempre ispirati dalla passione e guidati dalle esigenze della nuova mobilità.
Oggi Riese & Müller conta 170 dipendenti nella sede di Weiterstadt, che coordina direttamente lo sviluppo, la produzione e la vendita a livello europeo e globale.
 
Green Media Lab, siglando la nuova collaborazione con Riese & Müller, rafforza il proprio presidio nel settore della mobilità sostenibile, affine ai valori fondanti dell'azienda e sempre più centrale all'interno della società. L'E-Bike, in particolare, rappresenta un modello ideale per ridurre al minimo l'impatto ambientale, massimizzando efficienza, intelligenza e rapidità degli spostamenti.
RIESE & MÜLLER
Solo dalla più grande passione nascono capolavori d'ingegneria. Dal 1992 l'azienda tedesca Riese & Müller offre ai suoi clienti soluzioni per una mobilità innovativa, smart e di alta qualità.

 
GREEN MEDIA LAB
Green Media Lab è una Media Relations & Digital Company che opera nei settori lifestyle, well-being, sport e tecnologia. Presente dal 2012 a Milano e attiva in Europa, USA e Cina, Green Media Lab progetta e sviluppa strategie di comunicazione. 


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GREEN NETWORK ENERGY VINCE IL PREMIO LE FONTI

GREEN NETWORK ENERGY RICEVE IL PREMIO "LE FONTI - ECCELLENZA "


Milano, 28 marzo 2017 – Green Network Energy ha ricevuto il premio "Le Fonti" in quanto "Eccellenza dell'Anno - Innovazione & Leadership – Energia Elettrica Indipendente". La cerimonia della VII edizione dei Le Fonti Awards ha avuto luogo il 24 marzo 2017 presso Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana a Milano. La motivazione del premio a Green Network Energy  é: "Per essere un'eccellenza italiana sin dal 2003, leader nel mercato energetico indipendente.

 

In particolare per la capacità di puntare sull'Innovazione continua ponendosi come partner energetico dei grandi Clienti Industriali e affidabile interlocutore tra loro e i produttori nazionali. Per l'impegno ad adottare un comportamento corretto e trasparente verso i consumatori generando valore aggiunto mediante la qualità dei processi e le soluzioni trasversali agli standard di mercato".

La selezione è stata elaborata dal Centro Studi di Le Fonti, dall'Istituto di Scienze e Cultura con indicazioni redazionali da parte delle riviste e quotidiani del gruppo: il mensile World Excellence, il mensile Legal, diretti da Angela Maria Scullica, e il quotidiano Finanza & Diritto. La selezione è avvenuta anche sulla base di una survey diffusa presso oltre 40.000 contatti qualificati provenienti dal mondo delle imprese e delle professioni.


Giovanni Barberis, direttore generale di Green Network Energy, ha dichiarato al riguardo: "siamo felici di aver ottenuto questo prestigioso riconoscimento, che premia le migliori e più innovative realtà imprenditoriali del nostro Paese. Ciò conferma e rafforza l'impegno di Green Network Energy per una sempre maggiore trasparenza, convenienza e innovazione per i clienti e i consumatori".




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Smog e rumore, i risultati del monitoraggio effettuato ad Asti

Treno Verde di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane

Asti, rumore oltre le soglie di legge in cinque punti su cinque

In città e negli altri capoluoghi già oltrepassato il bonus annuale di superamenti dei livelli di PM10

Legambiente: "Occorre ripensare il modo di vivere le nostre città: le auto continuano a farla da padrona. Serve una riorganizzazione e progettazione della mobilità nel tentativo di ridurre l'uso dei mezzi privati a favore del trasporto pubblico locale"

 

Ad Asti, così come in molte altre città del Piemonte, quella dello smog è una situazione critica ormai conclamata: ad appena tre mesi dall'inizio dell'anno ad Asti come in quasi tutti i capoluoghi piemontesi si è già oltre il bonus annuo di 35 giorni di superamento dei livelli di smog consentiti dalla legge. Ma a preoccupare è anche l'inquinamento acustico che ad Asti raggiunge livelli ben al di sopra di quelli consentiti dalla legge in tutti i punti monitorati. E anche se sembra un problema marginale, l'eccessivo rumore ha conseguenze dirette sul benessere e sulla qualità della vita e sta diventando sempre più una minaccia per la salute pubblica secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Per combattere smog e inquinamento acustico occorre un decisivo cambio di passo nel pensare lo sviluppo di una città: per questo Legambiente lancia la sua sfida alle amministrazioni delle città piemontesi per una nuova idea di mobilità che privilegi il trasporto pubblico locale; una mobilità fatta di aree pedonali e zone a traffico 30 per agevolare anche la ciclabilità nelle aree urbane.

 

È questo il bilancio del Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane - realizzata con la partecipazione del Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare – che chiude la sua tappa ad Asti. I dati del monitoraggio e le proposte contro smog e rumore sono state presentate questa mattina in conferenza stampa da Mariateresa Imparato, portavoce Treno Verde; Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta; Fabrizio Bo, amministratore di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta; Giancarlo Dapavo, presidente Legambiente Asti, alla presenza di Francesca Raciti, direttore divisione trasporto regionale Piemonte Trenitalia; Alberto Maffiotti, ARPA Dipartimento di Alessandria ed Asti e Ennio Cadum, ARPA Piemonte.

 

"Come ogni anno il Treno Verde segue un programma di monitoraggio della qualità dell'aria nelle città italiane per ribadire la necessità che questa diventi una priorità di governo, a scala locale, regionale e nazionale – dichiara Mariateresa Imparato, portavoce del Treno Verde -. Le città sono, infatti, il centro della sfida climatica in tutto il mondo, perché è nelle aree urbane che si produce la quota più rilevante di emissioni. I contenuti previsti nelle misure antismog devono però essere pensati in maniera diversa e garantire un diverso modo di pianificare gli spazi nelle aree urbane, investimenti nella riqualificazione e nell'innovazione nell'edilizia e nel riscaldamento, sistemi di mobilità innovativi e investimenti sul verde urbano".

 

Che sullo smog la situazione sia critica, sia per la città di Asti che per gli altri capoluoghi del Piemonte, lo dimostrano i dati ufficiali. Anche se siamo appena a marzo, ad Asti si è già oltre il limite annuale dei 35 giorni di superamento dei livelli di smog, nelle due centraline della città (Baussano con 43 giorni e D'Acquisto con 37 giorni). Solo nelle ultime settimane, con l'arrivo della bella stagione, la situazione sta rientrando nelle normalità con valori medi giornalieri al di sotto del limite.

 

"Il traffico continua ad essere il primo responsabile della pessima qualità dell'aria che si respira ad Asti e i rilevamenti del Treno Verde testimoniano come una mobilità insostenibile abbia effetti negativi anche sull'inquinamento acustico –dichiara Giancarlo Dapavo, presidente di Legambiente Asti-. Chiediamo a chi si candida ad amministrare la città per i prossimi anni di esprimersi in modo chiaro su quali provvedimenti, qualora fosse eletto Sindaco, intenda adottare per favorire una Mobilità Nuova che metta al primo posto piedi, bici e trasporto pubblico".

 

Situazione critica anche a livello regionale dove molte città hanno già superato il bonus dei 35 giorni: le 5 centraline di Torino avevano tutte sforato il limite annuale già a fine febbraio, e nel corso dell'ultimo mese le cose sono continuate a peggiorare (Consolata 46, Grassi 51, Lingotto 43, Rebaudengo 54, Rubino 40). Ad Alessandria la centralina "D'Annunzio" ha raggiunto i 43 giorni, mentre quella di "Volta" è ferma a 34 giorni. A Vercelli la centralina "Gastaldi" ha raggiunto i 39 giorni mentre quella Coni è ferma al momento a 28. Novara (stazioni di Roma e Verdi) è arrivata a 30 e 24 giorni di sforamento, mentre le centraline di Verbania, Cuneo e Biella, pur non raggiungendo i livelli critici registrati negli altri capoluoghi, hanno registrato comunque un'inversione di tendenza negativa.

 

"I valori registrati da inizio anno nelle città piemontesi non fanno altro che confermare l'urgenza di importanti politiche antismog su cui Regione e Comuni non possono più prendere tempo -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta-. Occorre puntare ad una forte riduzione del traffico privato nei centri urbani offrendo alternative competitive nel trasporto pubblico e nella mobilità non motorizzata. Una strada segnata, intrapresa da gran parte delle città europee che si sono poste l'obiettivo di liberare le città dalle automobili. Per questo, oltre a sollecitare la Regione ad arrivare finalmente ad un aggiornamento ambizioso del Piano regionale antismog chiediamo vengano date garanzie sui tempi di riattivazione delle linee ferroviarie sospese a partire dal 2010 che hanno obbligato tanti pendolari ad usare per i propri spostamenti quotidiani mezzi motorizzati privati, impattanti non solo sulla qualità dell'aria ma anche sul bilancio familiare".

 

 

IL MONITORAGGIO SMART DEL TRENO VERDE

 

Il monitoraggio del Treno Verde - realizzato grazie alla collaborazione con VALORIZZA brand di Studio SMA e Gemmlab, Orion, e con il contributo scientifico della Sapienza, del CNR-IIA e dell'Università IUAV di Venezia e realizzato grazie ad una strumentazione portatile che consente di misurare i valori di inquinanti atmosferici (PM10, PM2,5, PM1) e acustici non vuole sostituirsi ai controlli eseguiti dagli enti preposti, ma fornire un'istantanea, in termini d'inquinamento atmosferico e rumore, su alcuni percorsi all'interno dei quartieri delle nostre città.

Nelle giornate di domenica 26 e lunedì 27 marzo, sono state monitorati dai tecnici di Legambiente cinque punti nella città di Asti: nel Parco della resistenza in pieno centro, in corso Dante Alighieri (sia la domenica pomeriggio che il lunedì ora di pranzo), in via Gabotto – dove risiede il plesso scolastico Galileo Ferraris – e in Corso Alfieri incrocio con via Ottolenghi nella porzione occidentale della città.

Complici le ultime settimane meno congestionate dalle polveri sottili e le avverse condizioni meteo degli ultimi giorni, i dati rilevati dal monitoraggio scientifico si allineano ai bassi valori di concentrazione rilevati anche dalle centraline della città nei giorni scorsi.

Le misurazioni di inquinamento acustico invece hanno mostrano in tutti e cinque i punti di rilevazione, valori oltre i limiti previsti dal piano di zonizzazione acustica della città: anche nel Parco della resistenza (zona in Classe I – aree particolarmente protette, il cui limite è pari a 50 db), i decibel raggiunti dalla misurazione di Legambiente hanno mostrato un LAeq (l'unità di misura per le rilevazioni ambientali) di 55,3 db; fuori legge anche le due misurazioni di Corso Dante Alighieri (che rientra nella Classe III – Aree di tipo misto – del piano di zonizzazione comunale, con limite di 60db), eseguite una la domenica pomeriggio (LAeq pari a 71,3 db) e l'altra il lunedì ora di pranzo (LAeq di 76,7 db). Male i valori nelle vicinanze della scuola Galileo Ferraris, dove i decibel hanno raggiunto un LAeq di 66,7 e i valori riscontrati presso Corso Alfieri, dove l'LAeq è stato di 62,6 db, contro un limite per entrami di 60 db.  

 

Per la prima volta al centro del monitoraggio scientifico del Treno Verde è stato eseguito anche un monitoraggio sulla qualità dell'ambiente indoor, con particolare attenzione agli ambienti scolastici. Quello dell'inquinamento indoor è un problema oggi sottovalutato. Le esigenze di risparmio energetico ci spingono, sempre più, a sigillare gli ambienti, che tendono ad arricchirsi di composti inquinanti emessi da materiali, persone, prodotti. I tecnici di Legambiente insieme al circolo locale, col supporto dell'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del CNR e dell'Università IUAV di Venezia, hanno svolto un monitoraggio indoor di una scuola della città di Asti, l'istituto Galileo Ferraris, campionando nei 15 giorni precedenti la tappa del Treno Verde le concentrazioni dei composti organici volatili (VOC) in alcuni punti strategici dell'edificio quali aule, mensa e ambienti comuni.

L'importanza di controllare la qualità dell'ambiente interno di un edificio deriva dal fatto che gli "inquinanti indoor" possono essere originati da molteplici sorgenti e la loro concentrazione dipende oltre che dalla natura della sorgente, anche dalla ventilazione, dalle abitudini e dalle attività esercitate dagli occupanti negli ambienti interessati.

"Le campagne di monitoraggio che stiamo eseguendo durante le tappe del treno verde – dichiara Lucia Paciucci, dell'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del CNR, responsabile scientifico del progetto GrIN-BOX – mostrano come l'aria all'esterno sia spesso meno inquinata di quella in ambiente confinato, sebbene le concentrazioni siano al di sotto dei limiti di legge".

I Composti Organici Volatili (VOC) sono un insieme di sostanze che posso essere emessi da pitture, lacche, pesticidi, prodotti per la pulizia, materiali di costruzione e materiale per ufficio (come adesivi, marcatori, stampanti, fotocopiatrici, ecc.).

"Per quanto riguarda l'aula campionata, i valori sono in linea con quanto ci si attende per gli ambienti indoor poco inquinati: benzene con concentrazioni inferiori o simili a quelle presenti all'esterno, toluene e xileni variabili ma comunque sempre in concentrazioni molto basse. Per la mensa il discorso è differente, in quanto i VOC hanno concentrazioni maggiori - cosa che fa pensare ad un uso consistente di prodotti per pulizia. Questo non vuol dire che la qualità dell'aria rilevata non sia "buona" - occorrerebbe effettuare misurazioni e valutazioni ben più estese per capire meglio le cause – ma basterebbe areare meglio e di più gli ambienti per ridurne le criticità. La verità – conclude Paciucci – è che passiamo quasi il 90% del nostro tempo in luoghi confinati, per cui dovremmo prestare molta attenzione alla qualità dell'aria presente in tali ambienti".

 

Nell'ottica di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini sul tema della qualità dell'aria, Legambiente sta portando avanti il progetto Captor. Finanziato dal programma Horizon 2020, Captor vede la partecipazione di otto partner internazionali, con l'obiettivo di favorire la collaborazione dal basso delle comunità locali per trovare delle soluzioni concrete al problema dell'inquinamento atmosferico, con particolare attenzione a quello da ozono, un inquinante secondario troppo spesso dimenticato ma che causa in Italia oltre 3mila morti premature. Il progetto sarà attivo anche in Piemonte: i sensori sviluppati dal progetto verranno affidati direttamente ai cittadini volontari, i quali registreranno le concentrazioni di questo inquinante nell'area in cui verranno installati e trasmetteranno in tempo reale i dati su una piattaforma appositamente dedicata. Per candidarsi è possibile visitare il sito www.legambientepiemonte.it. Ulteriori informazioni sul progetto su www.captor-project.eu.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL MONITORAGGIO DI SMOG E RUMORE AD ASTI

 

ASTI MONITORAGGIO 1

Parco della Resistenza - domenica pomeriggio

Rilevamento Acustico

Leq (db)A

55,3

Note: il punto rientra nella I classe di destinazione d'uso del territorio (Aree particolarmente protette) il cui limite assoluto di immissione diurno, in decibel, è per legge pari a 50 db.

Rilevamento Polveri sottili

Pm10 (media oraria)

µgr/mc

3

 

Rilevamento Polveri sottili n.1

µgr/mc

2,2

Piazza Campo del Palio

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.2

µgr/mc

2,5

Piazza Alfieri

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.3

µgr/mc

2,3

Corso alla Vittoria angolo via Rossini

Pm10 (media su 10 minuti)

ASTI MONITORAGGIO 2

Corso Dante Alighieri – Domenica pomeriggio

Rilevamento Acustico

Leq (db)A

71,3

Note: il punto rientra nella III classe di destinazione d'uso del territorio (Aree di tipo misto) il cui limite assoluto di immissione diurno, in decibel, è per legge pari a 60 db.

Rilevamento Polveri sottili – Pm10 (media oraria)

µgr/mc

5

 

Rilevamento Polveri sottili n.1

µgr/mc

2

Via De Gasperi incrocio Via Zecca

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.2

µgr/mc

3,6

Via P.Mecca altezza Via G. Romita

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.3

µgr/mc

2,2

Corso Dante altezza Via A.Garibaldi

Pm10 (media su 10 minuti)

ASTI MONITORAGGIO 3

via F. Gabotto - Scuola Galileo Ferraris – lunedì orario di entrata

Rilevamento Acustico

Leq (db)A

66,4

Note: il punto rientra nella III classe di destinazione d'uso del territorio (Aree di tipo misto) il cui limite assoluto di immissione diurno, in decibel, è per legge pari a 60 db.

Rilevamento Polveri sottili – Pm10 (media oraria)

µgr/mc

3

 

Rilevamento Polveri sottili n.1

µgr/mc

19,6

Piazza Primo Maggio

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.2

µgr/mc

18,6

Corso Palestro

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.3

µgr/mc

15,7

Via Antica Cittadella angolo corso P.Chiesa

Pm10 (media su 10 minuti)

ASTI MONITORAGGIO 4

Corso Alfieri incrocio con Via Ottolenghi – lunedì mattina

Rilevamento Acustico

Leq (db)A

62,6

Note: il punto rientra nella III classe di destinazione d'uso del territorio (Aree di tipo misto) il cui limite assoluto di immissione diurno, in decibel, è per legge pari a 60 db.

Rilevamento Polveri sottili – Pm10 (media oraria)

µgr/mc

3

 

Rilevamento Polveri sottili n.1

µgr/mc

10

Piazza S.Caterina

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.2

µgr/mc

9,2

Piazza della Cattedrale

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.3

µgr/mc

9

via Grassi dopo piazza S.Giuseppe

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.4

µgr/mc

8,9

Piazza Statuto

Pm10 (media su 10 minuti)

ASTI MONITORAGGIO 5

Corso Dante Alighieri – Lunedì ora di pranzo

Rilevamento Acustico

Leq (db)A

76,7

Note: il punto rientra nella III classe di destinazione d'uso del territorio (Aree di tipo misto) il cui limite assoluto di immissione diurno, in decibel, è per legge pari a 60 db.

Rilevamento Polveri sottili – Pm10 (media oraria)

µgr/mc

6

 

Rilevamento Polveri sottili n.1

µgr/mc

9,9

Via De Gasperi incrocio Via Zecca

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.2

µgr/mc

11,1

Via P.Mecca altezza Via G. Romita

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.3

µgr/mc

9,1

Corso Dante altezza Via A.Garibaldi

Pm10 (media su 10 minuti)




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