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venerdì 18 settembre 2020

COME OSATE? La parola ai Fridays for Future Italia nel libro di Gianfranco Mascia - il 24 settembre in libreria


La voce dei ragazzi che hanno portato avanti
la rivoluzione di Greta nel nostro paese

 

GIANFRANCO MASCIA

Come osate

La parola ai Fridays for Future Italia

 

In questo libro si ripercorre la meravigliosa avventura che anche in Italia ha portato alla ribalta i Fridays for Future. Attraverso decine di interviste e di testimonianze l'autore ha deciso di lasciare loro la parola. Sulle pagine resta impressa la potenza di questo movimento, un quadro sorprendente in cui emergono le passioni, le competenze e le speranze di questa giovanissima generazione e del suo tentativo di parlare con i genitori e con i grandi.

 

Una voce corale per chiedere agli adulti che tengono in mano le chiavi del potere di ascoltare non tanto loro, ma gli scienziati che chiedono provvedimenti immediati per impedire il surriscaldamento del Pianeta e la sua fine.

 

Le ragazze e i ragazzi che da più di un anno stanno manifestando per chiedere che i «grandi» prendano provvedimenti immediati per fronteggiare l'emergenza climatica. Sono tanti, sono forti, sono inarrestabili e ormai non c'è angolo del pianeta in cui non sia arrivato il loro messaggio.

 

 

«Tutto questo è sbagliato. Io non dovrei essere qui. Dovrei essere a scuola, dall'altra parte dell'oceano. Eppure venite da noi giovani a parlare di speranza? Come osate!
Mi avete rubato i sogni e l'infanzia con le vostre parole vuote.
»

Greta Thunberg

 

 

Gianfranco Mascia, scrittore e giornalista. Ecologista da sempre, irriducibile movimentista, ha animato i comitati BOBI, i Girotondi e il Popolo Viola. Ama definirsi «Nonno per il clima» per il suo attivismo al fianco dei Fridays for Future.




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La gestione circolare dei rifiuti. Dove funziona meglio nel Nord Italia

Workshop Green City Network, Fondazione Sviluppo SostenibileConai

La gestione circolare dei rifiuti 

Dove funziona meglio nel Nord Italia

Esaminate 38 città di 9 regioni del settentrione per produzione di rifiuti, raccolta differenziata e riciclo. Veneto, Trentino e Lombardia hanno tassi di riciclo maggiori e hanno già raggiunto e superato l'obiettivo 2025. Indietro la Liguria. Treviso svetta per raccolta differenziata dei rifiuti con l' 87%

 

 

Roma, 18 settembre

Un maggior ruolo delle città nell'economia circolare e nella gestione dei rifiuti per raggiungere gli obiettivi fissati dall' Unione Europea. La gestione dei rifiuti urbani nelle città italiane ha operato, infatti, grandi cambiamenti nei decenni trascorsi con lo sviluppo delle raccolte differenziate, il sistema dei Consorzi, l'affermazione di attività industriali di riciclo di grandi quantità di rifiuti, ma permangono tuttavia ancora alcune difficoltà e si pongono nuove sfide. Regioni e città del nord Italia hanno accettato queste sfide e mostrano performnacessuperiori alla media nazionale.

 

Per approfondire la gestione circolare dei rifiuti  nelle Regioni del nord, si è svolto a  Milano il primo di quattro Workshop che attraverseranno l' Italia da nord a sud "Gestione circolare dei rifiuti nelle città e le nuove direttive europee" organizzato dal Green City Network, iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, in collaborazione con Conaiin cui è stato presentato il Rapporto sui rifiuti urbani e l'economia circolare nel Nord Italia. 

 

"I trend di crescita della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e le stime regionali sull'attuale tasso di riciclo dei rifiuti urbani e degli imballaggi mostrano il Nord con una buona performance, superiore al dato medio nazionale - ha dichiarato il Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi, presentando il RapportoQuesti risultati portano le Regioni del Nord ad aver raggiunto una quota del riciclo del 55% dei rifiuti urbani nel 2019,anticipando il nuovo target europeo che fissa tale quota al 2025Nel modello di economia circolare occorrerà prestare maggiore attenzione alla prevenzione della produzione dei rifiuti migliorando la durata, la riparabilità e il riutilizzo dei prodotti . Crescendo il riciclo occorrerà  aumentare anche lo sbocco di mercato delle  materie prime seconde 

 

 

"Il Nord si conferma l'area del Paese con le performance migliori anche per quel che riguarda recupero e riciclo dei rifiuti di imballaggio – ha spiegato il nuovo Presidente di CONAI Luca Ruini – Nella top5 delle Regioni italiane più virtuose, tre sono settentrionali: Veneto, Lombardia e Trentino. Nonostante performance già ottime, nel 2019 le Regioni del Nord hanno messo a segno un ulteriore +12% di raccolta in convenzione con il sistema CONAI. Stiamo parlando di un'area geografica avvantaggiata anche da un sistema di impianti più capillare rispetto a quello di molte aree del Mezzogiorno, che purtroppo ne sono prive. Il Settentrione, del resto, traina le ottime performance del Paese in termini di economia circolare e riciclo degli imballaggi: l'Europa impone un tasso di riciclo degli imballaggi pari al 65% entro il 2025, e lo scorso anno il sistema ha già raggiunto il 70%."

 

Il Rapporto sull' Italia del nord

Per la redazione del Rapporto, il primo di un'iniziativa nazionale, il Green City Network ha svolto un'indagine qualitativa a campione fra le città Capoluogo di provincia e tra quelle medie e piccole (tra i 50.000 e i 15.000 abitanti) di 7 Regioni : Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta.. Dal Rapporto emerge che la produzione pro capite media nelle province del nord Italia è di 513 kg/ab/anno e la più virtuosa è la provincia di Treviso con una produzione pro capite inferiore a 400 kg/ab/anno. Più alta la produzione nei capoluoghi522/kg/ab/anno. Per quanto riguarda la raccolta differenziata (RD) 9 città (Treviso, Pordenone, Mantova, Belluno, Trento, Biella, Verbania, Vicenza, Cremona) hanno superato il 75%, con Treviso che arriva all'87% e Pordenone, Mantova, Belluno e Trento che superano l'80%, mentre in 6 città è inferiore al 50% con Genova ferma al 33%. I trend complessividi crescita della raccolta differenziata dei rifiuti urbaniavvicinano le Regioni del Nord agli obiettivi di riciclo dei rifiuti urbani fissati a livello europeo per il 2025, 2030 e 2035. L'unica Regione che registra qualche ritardo nelle raccolte differenziate e, conseguentemente, del riciclo dei rifiuti urbani è la Liguria. Per quanto riguarda gli imballaggi in plastica 14 capoluoghi arrivano e superano il 30% con in testa Verbania con il 53%. L' incremento maggiore si è registrato La Spezia che ha incrementato dal 2013 al 2018 la raccolta di oltre tre volte arrivando al 22%. Sul fronte del riciclo, il Rapporto evidenzia che Veneto, Trentino e Lombardia hanno tassi di riciclo maggiori e hanno già raggiunto e superato l'obiettivo 2025. Il Friuli Venezia Giulia si ferma al 54%, Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria hanno un riciclo inferiore al 50%. Per il riciclo degli imballaggi in plastica, la Valle d'Aosta ha già raggiunto l'obiettivo 2025 del 50%.  

 

Le novità del 2020 per la transizione verso un'economia circolare delle città 

Tra le novità del 2020, il Piano d'azione europeo sull'economia circolare che approfondisce il tema della necessità di creare città più circolari; il recepimento delle quattro Direttive del "pacchetto economia circolare e rifiuti" che modificano le precedenti Direttive su rifiuti, imballaggi, discariche, rifiuti elettrici ed elettronici, veicoli fuori uso e pile; l'attuazione del nuovo Accordo di Programma Quadro nazionale ANCI-CONAI per la gestione dei rifiuti di imballaggio.

Queste novità forniscono importanti e innovativi riferimenti per la gestione dei rifiuti nelle città: in

particolare per sviluppare iniziative di prevenzione per ridurre la produzione di rifiuti, per rafforzare il riutilizzo, per migliorare quantità e qualità delle raccolte differenziate, le attività di riciclo e l'utilizzo dei materiali e dei prodotti ricavati dal riciclo. Queste attività richiedono anche l'adeguamento delle infrastrutture, delle tecniche e delle buone pratiche, necessarie a supportarle.

 

Al seminario sono intervenut i rappresentanti di alcune amministrazioni: 

Comune di Milano – Marco Granelli, Assessore all'Ambiente; ANCI – Franco Bonesso, Comitato di Coordinamento ANCI/CONAI; Regione Lombardia – Mario Nova, Direttore Generale Ambiente e clima; Comune di Asti – Renato Berzano, Assessore all'Ambiente; Comuni di Cologno Monzese, Cormano, Pioltello, Segrate e Sesto San Giovanni – Marco Cipriano, Amministratore unico di CORE SpAComune di Padova – Chiara Gallani, Assessore all'Ambiente;  Comune di Pordenone – Stefania Boltin, Assessore all'Ambiente; Comune di Verona – Loretta Castagna, Direzione Affari Generali - Responsabile Ecosportello -Centro di Riuso.

 

Questi i prossimi seminari:

• Workshop Sicilia24 settembre 2020 | Ore 15.00 - 17.30 (Regioni interessate: Sicilia)
• Workshop Sud Italia1 ottobre 2020 | Ore 15.00 - 17.30 (Regioni interessate: Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna)
• Workshop Centro Italia8 ottobre 2020 | Ore 15.00 - 17.30 (Regioni interessate: Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria)


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giovedì 17 settembre 2020

CALDO: FINISCE ESTATE PIU’ BOLLENTE MAI REGISTRATA IN EUROPA


CALDO: COLDIRETTI, FINISCE ESTATE PIU' BOLLENTE MAI REGISTRATA IN EUROPA

L'estate 2020 dal punto di vista climatologico si classifica come la più bollente mai registrata in Europa da 112 anni con un anomalia di addirittura 2,08 gradi rispetto alla media. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti sulla base degli ultimi dati del National Climatic Data Centre (Noaa) dai quali si evidenzia peraltro che è anche stata la terza più calda sul pianeta facendo registrare una temperatura media sulla superficie della Terra e degli oceani, superiore di 0,92 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo.  Anche in Italia si accentua la tendenza al surriscaldamento con l'estate che è stata di oltre mezzo grado (+0,57 gradi) più calda della media storica sulla base dell'analisi Coldiretti su dati Isac Cnr. Gli effetti – sottolinea la Coldiretti – si fanno sentire sui comportamenti di consumo in un inizio settembre anomalo in cui si registrano boom nei consumi di gelati e frutta ma anche sull'ambiente con la presenza ancora diffusa di insetti e zanzare. Ma a preoccupare è soprattutto il fatto che la tendenza al surriscaldamento è ormai strutturale in Italia dove la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell'ultimo periodo e comprende nell'ordine – precisa la Coldiretti – anche il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2003. Gli effetti– sottolinea la Coldiretti – si sono già fatti sentire con una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – sottolinea la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. Il ripetersi di eventi estremi sono costati all'agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. L'agricoltura – conclude la Coldiretti – è infatti l'attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli.



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AL VIA RACCOLTA OLIVE IN ITALIA


DOMANI VENERDÌ 18 SETTEMBRE
AL VIA RACCOLTA DELLE OLIVE IN ITALIA

Arriva il primo olio nuovo Made in Italy

 Contrada Piano D'Acqua 71, Chiaramonte Gulfi (Ragusa), dalle ore 10

 

 

Scatta in anticipo per il caldo la raccolta delle olive in Italia con l'arrivo del primo olio nuovo Made in Italy del 2020, particolarmente atteso in un anno segnato dall'emergenza coronavirus che ha sconvolto produzione e mercati.

 

L'appuntamento è per venerdì 18 settembre a partire dalle ore 10 in Sicilia a Chiaramonte Gulfi (Ragusa), Contrada Piano D'Acqua 71, al Frantoio Cutrera con il "miracolo" della trasformazione delle olive in extravergine, prodotto simbolo della dieta mediterranea in tutto il mondo.

 

Per l'occasione sarà presentato il rapporto "L'olio italiano al tempo del Coronavirus" con le prime previsioni sul raccolto 2020-2021 elaborate da Coldiretti, Unaprol e Ismea con un focus anche sui consumi degli italiani e sulle prospettive future del settore. Insieme ad agricoltori, frantoiani e consumatori sarà presente il presidente dell'Unaprol - Consorzio Olivicolo Italiano - David Granieri.

 
 




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mercoledì 16 settembre 2020

IR TOP CONSULTING ASSISTE RETI, PRIMA TECH SUSTAINABLE IPO SU AIM ITALIA, CON IL RUOLO DI ADVISOR FINANZIARIO


IR TOP CONSULTING ASSISTE RETI, PRIMA TECH SUSTAINABLE IPO SU AIM ITALIA,

CON IL RUOLO DI ADVISOR FINANZIARIO

 

  • Raccolti 2,9 milioni di Euro in aumento di capitale per sostenere la crescita sostenibile e lo sviluppo del Campus tecnologico

  • V-Finance, controllata da IR Top Consulting, ha supportato l'azienda nel percorso di sostenibilità con il primo Report ESG e per raggiungere lo status di Benefit Corporation

 

Milano, 16 settembre 2020

 

IR Top Consulting comunica di aver concluso con successo, agendo in qualità di Advisor Finanziario, l'operazione di quotazione su AIM Italia di RETI SPA, che ha debuttato in Borsa Italiana il 10 settembre. L'offerta ha avuto ad oggetto il collocamento di complessive n. 2.874.000 azioni ordinarie, di cui, 2.499.000 azioni di nuova emissione alla data di inizio delle negoziazioni, e 375.000 azioni collocate nell'ambito dell'esercizio dell'opzione di over allotment. Il prezzo unitario delle azioni rinvenienti dal collocamento è stato fissato in Euro 1,00; il flottante della Società è pari al 19,99%, con una raccolta complessiva di 2,9 milioni di Euro.

 

Anna Lambiase, Amministratore Delegato di IR Top Consulting: "Abbiamo guidato l'intero processo di quotazione in modalità virtuale, dalle due diligence al road show, portando su AIM la prima tech sustainable IPO, cogliendo le caratteristiche di una società che ha sempre prestato grande attenzione ai temi della trasparenza e della sostenibilità. La quotazione permetterà a RETI di sostenere la strategia di M&A unitamente all'accelerazione del programma di sviluppo organico con focus sul Campus Tecnologico, il Centro di innovazione che rappresenta l'asset strategico aziendale. In un contesto di mercato in cui gli investitori sono sempre più sensibili verso le tematiche della sostenibilità è importante esprimere anche quantitativamente il valore creato e l'impatto generato."

Reti supporta le Mid & Large Corporate nella trasformazione digitale, offrendo servizi di IT Solutions, Business Consulting e Managed Service Provider, realizzati attraverso le principali Key Enabling Technologies (KET). La Società vanta un portafoglio di oltre 100 clienti altamente fidelizzati principalmente operanti nei settori «IT spending» quali BFSI, IT, Telco e Manufacturing, oltre che consolidate partnership di lunga durata con i principali IT Vendor internazionali (Microsoft, Apple, Cisco, Oracle, ecc.). La caratteristica distintiva è il «CAMPUS Tecnologico», laboratorio interno di innovazione tecnologica e ricerca suddiviso in 6 Centri di Competenza: Cloud, Business & Artificial Intelligence, Cybersecurity, Project Management & Business Analysis, ERP e IoT.

 

Nel processo verso il mercato azionario V-Finance, società del gruppo IR Top Consulting specializzata in Sustainability Advisory, ha guidato Reti nel percorso di sostenibilità consentendole di raggiungere lo status di Benefit Corporation, una forma di società a scopo di lucro che si impegna a perseguire una o più finalità di beneficio comune e opera in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali.

 

Il piano strategico di sostenibilità di RETI, coerentemente con l'attività svolta e con il settore di riferimento in cui opera (tech), si basa su un modello sostenibile incentrato sulla trasformazione digitale sulla innovazione attraverso la ricerca e e sviluppo per sostenere le filiere produttive verso lo sviluppo sostenibile e inclusivo, grazie al quale l'innovazione viene messa al servizio delle persone, delle comunità e dei territori. Fare business in modo responsabile, facilitare la trasformazione digitale e valorizzare le persone sono stati i pilastri portanti della sostenibilità per RETI Spa che ha anche pubblicato il suo primo Bilancio di sostenibilità, a testimonianza del forte senso di responsabilità dell'azienda su tematiche strategiche e cruciali anche per lo sviluppo futuro. Tutto questo ha consentito di qualificare l'operazione Reti come la prima Tech Sustainable IPO.

 

Con questa operazione il gruppo IR Top Consulting conferma il suo posizionamento tra i principali operatori di AIM Italia nel ruolo di Advisor finanziario a servizio della strategia di crescita delle PMI italiane eccellenti e in materia di informazioni non finanziarie sulle tematiche Environment, Social & Governance (ESG) grazie al team di V-Finance specializzato sustainability advisory. Post listing IR Top Consulting prosegue ad affiancare l'imprenditore nella gestione dei rapporti con gli investitori e negli adempimenti societari informativi di natura price sensitive.

 


IR Top Consulting è la boutique finanziaria leader in Italia nell'Advisory per la quotazione in Borsa. Fondata a Milano nel 2001, ha maturato un solido track record sugli Equity Capital Markets e una posizione di leadership su AIM, il mercato di

Borsa Italiana dedicato alla crescita delle PMI. Opera attraverso i dipartimenti IPO Advisory, Equity Research, IR Advisory,

Financial Media con un team di professionisti con ampia esperienza sulla finanza straordinaria e sulle tecniche di comunicazione finanziaria per il mercato azionario.

 

V-Finance (già Vedogreen) è la società del Gruppo IR Top Consulting focalizzata sulla finanza innovativa e punto di riferimento tra società, Capital Markets e tematiche ESG. V-Finance ha sviluppato negli anni un ampio track record nella finanza sostenibile per le società italiane, in qualità sia di Advisor che di Investor. Costituita nel 2011, con il nome "VedoGreen Finance", si afferma rapidamente come punto di riferimento della green economy sul mercato finanziario italiano pubblicando il report "Green Economy on Capital Markets". Grazie agli studi e all'approfondita analisi del contesto "green" italiano e internazionale, nel 2012 crea la propria tassonomia della Green Economy che include, in significativo anticipo rispetto al mercato, non solo il settore delle energie rinnovabili, ma anche business ad alta efficienza energetica. Nel 2013 V-Finance è sponsor/promoter di GreenItaly1, la prima SPAC tematica con focus sull'acquisizione di società green e terza SPAC sul mercato, e nel 2015 ne annuncia la Business Combination con Zephyro, ceduta nel 2017 al Gruppo Edison. Nel 2019 assume la qualifica di Listing Sponsor per il mercato francese Euronext, riceve l'award per la green finance dal Consolato UK in Italia e lancia la divisione ESG Advisory e modificando la ragione sociale in V-Finance affiancando le società nel recepimento dei criteri ESG: dall'elaborazione di Sustainability Report nel rispetto dei GRI standard, alla definizione di politiche di Investor Engagement fino alla progettazione di piani di ESG Strategy, con l'integrazione nella gestione aziendale degli SDGs (Sustainable Development Goals) dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La divisione è nata per rispondere alla crescente domanda di investitori istituzionali coniugando l'expertise sul mercato dei capitali con le tematiche di sostenibilità al fine di approfondire e monitorare le issue ambientali, sociali e di governance e facilitare il confronto con i mercati finanziari. Il team fornisce consulenza alle società Small-Mid Cap sulle strategie ESG volte a rispondere ai nuovi requisiti imposti dalle policy di investimento nazionali e internazionali.

 




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lunedì 14 settembre 2020

Sergio Costa (Ambiente) a 24Mattino su Radio 24: “Su accise non è aumento tasse, ma passaggio al green”


Sergio Costa (Ambiente) a 24Mattino su Radio 24: "Su accise non è aumento tasse, ma passaggio al green" 

La riduzione dei Sussidi ambientalmente dannosi "non serve ad aumentare le tasse, ma a compensare un passaggio dal no green al green": la cancellazione "è già prevista dall'accordo di Parigi firmato a livello internazionale da 198 Paesi al mondo". Così il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa (M5S), a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24, risponde in merito alla possibilità di ridurre i "Sussidi ambientalmente dannosi", come le accise più basse sul diesel rispetto alla benzina: un provvedimento che per parte dell'opinione pubblica potrebbe corrispondere ad alzare le tasse. Secondo il ministro Costa si tratta "di un impegno assunto dall'Italia in tempi non sospetti" e che equivale alla "trasformazione dei Sad (sussidi ambientalmente dannosi), che e' in corso". Si tratta quindi "di lasciarli in mano alle stesse categorie che godono di quelli dannosi, per trasformarli in green, il cosiddetto saldo zero". "Non serve ad aumentare le tasse - ribadisce il ministro a Radio 24 -, ma a compensare un passaggio dal no green al green, quindi si parla di un livellamento del passaggio, per esempio come il gasolio. Ma ce ne sono tanti di questi sussidi, che ammontano a oltre 19,7 miliardi di euro su base annua. Noi vogliamo farli diventare 19,7 miliardi di euro green alle stesse categorie, per cui nessuno ci rimette nulla". Sulle possibili obiezioni del ministero dell'Economia e il bisogno di far cassa con la riduzione di sussidi (Sad) e rimandando la compensazione, il ministro specifica a 24Mattino: "La legge di Bilancio attuale, approvata per il 2020, prevede che il lavoro che stiamo facendo sia fatto insieme ai ministeri dell'Economia, dei Trasporti e dello Sviluppo economico, cioè quattro ministeri che concordano sulla linea data da me e quindi per il passaggio dai sussidi dannosi ai favorevoli (green): dunque non serve per fare cassa, ma per aiutare coloro che passano al green e quindi rimane alle categorie". A tal proposito Costa ricorda che "in questi giorni, oltre alle associazioni ambientaliste, abbiamo sentito anche l'Unione petrolifera, che non ha alzato le barricate: ha detto 'ci sta bene' e ha fatto anzi delle controproposte. E su quello stiamo lavorando assieme".  



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domenica 13 settembre 2020

VOLA IL BIKESHARING IN ITALIA, RAPPORTO OSSERVATORIO SHARING MOBILITY

Alla IV CONFERENZA DELLA SHARING MOBILITY presentato il Rapporto annuale sul  bike sharing

 

Il bike sharing continua a crescere

35.000 bici a disposizione nelle città italiane 


Nelle 31 città italiane che dispongono del serviziola flotta è più che triplicata rispetto al 2015. A Brescia il primato per lapercentuale di utilizzo di ciascuna bici nelle 24 ore. E' il servizio  di sharing mobility che ha sperimentato la risalita più marcata subito dopo il lock-down.

 

Roma, 8 settembre - Il bikesharing continua la sua ascesa in Italia: sono aumentate le città coinvolte, cresce il numero di bici a disposizione degli utenti e si diversifica l'offerta in termini sia di tipologia dei veicoli (a pedalata muscolare ed elettrici) sia di modelli operativi ("free-floating", cioè a flusso libero e "station-based", cioè con stazioni definite). La flotta ha ormai raggiunto circa 35.000 bici.

L'Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility, promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile con il Ministero dell'Ambiente ed il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha presentato l'analisi realizzata su 31 città italiane capoluogo di provincia che offrono servizi di bike sharingBergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Ferrara, Firenze, Forlì, Genova, La Spezia, Livorno, Mantova, Modena, Milano, Padova, Palermo, Parma, Pesaro, Pisa, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Siena, Terni, Torino, Trento, Treviso, Udine, Venezia e Verona.

"I dati del rapporto annuale sul bikesharing-ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile- ci confortano perché dimostrano che le città italiane stanno rapidamente evolvendosi verso un modello di green city che vede la mobilità condivisa al centro del progetto; sarà importante nei prossimi mesi e nei prossimi anni estendere questo modello virtuoso di mobilità anche nelle città italiane del centro sud che potranno certamente replicare con successo quanto il bikesharing ha dimostrato nelle città del centro nord."

 

Il bikesharing italiano: offerta e domanda

Il bikesharing è il servizio di sharing mobility più diffuso in Italia ed insieme ai monopattini in sharing, è il servizio che ha sperimentato la risalita più marcata subito dopo il lock-down.

I servizi attivi nelle città selezionate sono 39 (+6 rispetto al 2018). La flotta a disposizione è più che triplicata rispetto al 2015, raggiungendo circa 35mila biciLe bici elettriche in condivisione sono 5.413 (il 15%) e di queste il 70% appartiene a servizi free-floatingche si è rapidamente evoluto verso l'elettrificazione. Crescono verticalmente anche le iscrizioni dei cittadini (+60%), complice il massiccio contributo dei servizi free-floating (che ha modalità di iscrizione pressoché immediate).

Modalità di utilizzo

Il bike sharing free-floating è caratterizzato da noleggi brevi (sia per durata che per percorrenza): oltre il 50% dei noleggi infatti non ha una durata superiore ai 5 minuti e addirittura il 73% è inferiore ai 500 metri. Molto diversi i dati per lo station-based, dove gli spostamenti si assestano maggiormente tra 1 e 2 km e il 60% dei noleggi dura tra i 6 e i 20 minuti.I due modelli si discostano anche per quanto riguarda le abitudini di utilizzo per giorno della settimana ed orario: i dati più interessanti sono il maggiore utilizzo del bikesharing free-floating nel weekend (1 noleggio su 4 avviene nel fine settimana) e invece una chiara prevalenza dello station-based negli orari di picco (18% dei noleggi tra le 8 e le 10 del mattino e 17% tra le 17 e le 19). E' in arrivo ora anche un sistema flessibile al100%: nextbike lancerà, infatti, ad ottobre il primo sistema composto da un mix di biciclette elettriche e muscolari in un sistema ibrido, che comprende stazioni fisiche e virtuali.

 

Free-floating e station-based: cosa succede nelle città in cui coesistono

È stato anche realizzato un focus sulle città italiane in cui operano contemporaneamente un servizio di free-floating e uno di station-based (Bergamo, Mantova, Milano, Padova, Parma, Reggio Emilia e Torino).

In queste sette città, a partire dal 2017, il numero dei noleggi totali è rimasto pressoché costante, mentre è variata la proporzione tra sistemi station-based e free-floating; quest'ultimo, infatti, in soli due anni (2017-2019), è passato da una quota del 25% ad una del 55%.

Anche per quanto riguarda il tasso di rotazione delle biciclette (numero di noleggi giornalieri per veicolo ) il trend è negativo per il sistema a postazione fissa, che perde oltre un punto nel biennio considerato, mentre il bikesharing free-floatingaumenta, della stessa misura.

Performance

Per quanto riguarda la percentuale di utilizzo di ciascuna bici nelle 24 ore, il valore più alto si registra a Brescia con il servizio BiciMia (un utilizzo del 2,3% equivalente a circa 1h e 20 al giorno), seguito da CicloPi di Pisa e ToBike di Torino. Sempre nel capoluogo piemontese troviamo il servizio free-floating con il valore più elevato, Movi by Mobike.

Non è stata trovata una correlazione evidente tra offerta di bici per abitante e tasso di rotazione : da questa costatazione emerge che un elevato numero di bici non sempre garantisceautomaticamente il buon funzionamento del servizio. 

Costi

Gli abbonamenti annuali ai servizi di bikesharing sono molto diversificati (minimo 15 € a Siena, massimo 300 € il servizio sperimentale di free-floating di Parma). Il costo di un viaggio di 20 minuti è in media di circa 1,2€ per quanto riguarda il free-floating mentre scende a 0,5€ per lo station-based

Modelli di gestione

Sono stati individuati quattro modelli di gestione adottati dai servizi di bikesharing in Italia:

• Gestione pubblica tramite società in-house, azienda speciale, società partecipata, cooperative sociali
• Appalto per la fornitura del servizio di bikesharing con o senza fornitura del sistema
• Concessione di servizio pubblico
• Autorizzazione da parte dell'Amministrazione locale alla gestione privata del servizio.

Il più utilizzato dai sistemi free-floating è l'ultimo (autorizzazione alla gestione privata) mentre i servizi station-based sono caratterizzati da uno dei primi due.



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