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venerdì 17 marzo 2023

FOTOVOLTAICO: PITEA (ACEPER), 'MOLTO BENE DL SEMPLIFICAZIONI, VELOCIZZA ITER IMPIANTI'

FOTOVOLTAICO: PITEA (ACEPER), 'MOLTO BENE DL SEMPLIFICAZIONI, VELOCIZZA ITER IMPIANTI' 

La Presidente dell'Associazione dei Consumatori e Produttori di Energie Rinnovabili: "Vado controcorrente e mi schiero col governo"

«Vado controcorrente e mi schiero col governo. Sulle rinnovabili le intenzioni del governo ci sembrano buone, quando arriveranno gli attuativi ci daremo da fare. Molto bene con il decreto semplificazioni: ci permette di montare gli impianti fotovoltaici in modo veloce, saltando una parte dell'iter autorizzativo che prima c'era», lo ha dichiarato Veronica Pitea, Presidente di ACEPER (Associazione dei Consumatori e Produttori di Energie Rinnovabili), l'associazione che riunisce 10.000 impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, pari ad oltre 7.000 associati per una potenza installata complessiva che supera i 2 GWp.


«Troviamo anche che sia stato giusto sospendere il Superbonus 110%, le regole e i decreti attuativi scritti così non andavano bene. Quando abbiamo visto il 110 anni fa abbiamo rivisto il conto energia e abbiamo detto di non iniziare a fare i lavori con il 110. Sapevamo del disastro in arrivo perché il mercato ha visto una grande opportunità, nessuno ha tenuto sotto controllo i prezzi e i controlli sono stati fatti 10 anni dopo», ha concluso la Presidente di ACEPER.



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mercoledì 15 marzo 2023

Kyoto Club e Daikin Italia: gli eurodeputati italiani appoggino la revisione della Direttiva EPBD



Kyoto Club e Daikin Italia: gli eurodeputati italiani appoggino la revisione della Direttiva EPBD


La Direttiva europea sulla prestazione energetica in edilizia (EPBD – Energy Performance of Building Directive), che intende fornire uno strumento utile all'edilizia sostenibile ed efficiente, ha ottenuto un primo sì dal Parlamento Europeo lo scorso 9 febbraio – nello specifico dalla Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (ITRE).

L'EPBD pone obiettivi in termini di sostenibilità ed indipendenza dalle fonti energetiche fossili: per il loro conseguimento si propone il bando dei combustibili fossili dal 2035 (o, al più tardi, dal 2040), dare un taglio alle emissioni, creare i presupposti per nuovi edifici a emissioni zero dal 2028, fare sì che gli edifici residenziali possano passare a classi energetiche più elevate di quelle in cui sono oggi, riducendo al minimo quelli in classe G. Sono questi dei passi fondamentali per giungere ad un'Europa sicura e prospera, che affronti la crisi del costo della vita e del riscaldamento per i cittadini europei e che raggiunga i suoi obiettivi climatici ed energetici. Kyoto Club e Daikin Air Conditioning Italy S.p.A accolgono con favore il lavoro che il Parlamento sta svolgendo per guidare la decarbonizzazione del settore degli edifici e auspicano che la posizione della Commissione ITRE sia confermata dall'Aula in occasione del voto in plenaria del 13-16 marzo.


Adottando la proposta di direttiva ci sarebbero considerevoli vantaggi per il nostro paese; innanzitutto diventeremmo meno dipendenti dai combustibili fossili, per lo più acquistati e importati da paesi dal fragile equilibrio politico-sociale (in Italia si consumano oltre 32 miliardi di m3 di gas per riscaldare le nostre abitazioni). Ci sarebbe poi un innegabile vantaggio per le imprese italiane del settore della climatizzazione: con un piano ben definito e di lungo termine, esse potranno investire con maggior fiducia in Ricerca, sviluppo e produzione di prodotti e dispositivi meno inquinanti e più efficienti, mantenendo così quella posizione di eccellenza a loro riconosciuta a livello mondiale. Non vanno infine dimenticate le famiglie: per quelle di oggi, arriverebbe un importante aiuto contro il caro bollette ed al contempo vedrebbero valorizzarsi il proprio patrimonio immobiliare (la casa è sempre più il principale bene di rifugio degli italiani); le famiglie di domani si alleggerirebbero invece di una parte dei tanti debiti ambientali che la nostra e le passate generazioni hanno accumulato.


Non vanno inoltre dimenticate le ricadute indirette. Secondo quanto riportato dalla Lettera di imprese e investitori sulla Direttiva europea sull'efficienza energetica degli edifici di European Alliance to Save Energy (EU-ASE) affrontare il problema dell'inefficienza del patrimonio edilizio dell'UE può anche essere uno stimolo positivo alla crescita: per ogni milione di euro investito nella ristrutturazione energetica degli edifici, vengono creati in media 18 posti di lavoro locali e a lungo termine. Recenti modelli economici dimostrano inoltre che il rinnovamento del parco edilizio europeo con misure di efficienza energetica come l'isolamento termico, l'allacciamento a efficienti sistemi di teleriscaldamento e raffreddamento efficienti e l'elettrificazione della fornitura di riscaldamento con pompe di calore contribuirà a creare 1,2 milioni di posti di lavoro netti in più e un aumento del PIL dell'1% entro il 2050.


"Con questo articolo vogliamo dare una modesta risposta alla dilagante disinformazione che vediamo quotidianamente su programmi, giornali, riviste e social media", dichiara Antonio Bongiorno, Marketing General Manager di Daikin Air Conditioning Italy S.p.A., azienda italiana parte del gruppo Daikin, da oltre venti anni operante sul nostro territorio; "Ad esempio si dice che l'elettrificazione dei consumi per il riscaldamento tramite pompe di calore consegnerebbe questo business ai produttori extra-europei, quando in realtà l'industria delle pompe di calore e delle altre tecnologie rinnovabili può ormai definirsi a pieno diritto europea, con stabilimenti e centri di ricerca e sviluppo diffusi nei principali paesi dell'Unione che operano per realizzare prodotti destinati ad essere commercializzati in tutto il mondo; l'Italia in questo senso è una figura di eccellenza, con aziende che già realizzano (o che sono in procinto di convertire la loro produzione) pompe di calore, ibridi, pannelli solari, fotovoltaici etc. Si dice poi che ci sarebbero 9 milioni di edifici non conformi e che per renderli tali si dovrebbero spendere decine di migliaia di euro solo per alzare di una classe la loro efficienza energetica; ma non si considerano tutte le possibili esclusioni e deroghe che la direttiva lascerà agli Stati Membri, né tanto meno il fatto che ci sono tante situazioni per le quali basterebbe sostituire il vecchio generatore di calore con uno di ultima generazione (pompa di calore o ibrido) per ottenere due salti di classe, con spese decisamente più contenute; spese che, con il supporto di un meccanismo di incentivazione rivisto e corretto, verrebbero ripagate in pochissimo tempo. La revisione della Direttiva ci offre quindi una grande opportunità per raggiungere quegli obiettivi di decarbonizzazione ed indipendenza dai combustibili fossili, che porterebbero molteplici vantaggi al nostro paese; e questo è il momento di coglierla, senza ulteriori tentennamenti!", conclude Bongiorno.


"Il settore edilizio è responsabile del 40% del consumo totale dell'energia e del 36% delle emissioni a effetto serra nell'UE. Nel 2020, circa 36 milioni di europei non sono stati in grado di mantenere le loro case al caldo a causa di redditi bassi, spese energetiche elevate e scarsa efficienza degli impianti e degli edifici. Numeri che potrebbero aumentare sensibilmente a causa della crisi energetica in atto. È necessario che l'Unione europea predisponga una legislazione chiave nell'ambito del Pacchetto Fit For 55 per decarbonizzare il settore, migliorare le prestazioni del costruito favorendone la trasformazione digitale e abbattere la povertà energetica. Accogliamo con favore l'approvazione, da parte della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (ITRE) del Parlamento europeo, dell'ambiziosa revisione della direttiva EPBD, che, se approvata, avrà delle ricadute positive anche sul sistema economico e produttivo italiano e contribuirà a centrare gli obblighi nazionali ed europei di riduzione delle emissioni climalteranti. Esortiamo pertanto l'Aula, e in particolare gli eurodeputati italiani, ad assumere una posizione saggia e a dare il proprio voto favorevole in occasione della sessione plenaria prevista per i prossimi 13-16 marzo". Lo dichiara il Direttore di Kyoto Club, Sergio Andreis.

martedì 28 febbraio 2023

Rifiuti - Canelli: Target PNRR a portata di mano. Costi dei Comuni in crescita, mancano impianti regionali

Rifiuti - Canelli: "Target PNRR a portata di mano. Costi dei Comuni in crescita, mancano impianti regionali

 

"La gestione dei rifiuti urbani è uno dei servizi principali di cui sono responsabili i Comuni, ma è anche un tema sovranazionale. L'Unione Europea ci dice che si tratta di una risorsa da valorizzare e riutilizzare, non qualcosa di cui disfarsi". Così Alessandro Canelli, presidente IFEL e responsabile Finanza locale Anci, all'evento di presentazione del volume "La Regolazione sui rifiuti urbani - Guida alla predisposizione del PEF secondo il metodo tariffario rifiuti (MTR-2) ARERA", organizzato a Milano in collaborazione con Anci Lombardia.

Entro il 2020, come previsto dalla direttiva 2008/98/CE, tutti i Paesi membri dell'Unione avrebbero dovuto conseguire il target del 50% per la preparazione al riutilizzo e al riciclaggio dei rifiuti urbani. Nel 2020 l'Italia ha già raggiunto il 51,4%, superando il target stabilito e si posiziona ottava in Europa. Il target europeo fissato è del 55% entro il 2025.

"Gli impianti di gestione dei rifiuti urbani, operativi nel 2021, sono 657: 349 al Nord, 116 al Centro e 192 al Sud. E' necessario – sottolinea Canelli – uno sforzo maggiore nella creazione di nuovi impianti da parte delle Regioni, anche alla luce dell'arrivo di risorse aggiuntive previste dalle misure interessate dal PNRR in tema di transizione ambientale".

Il presidente IFEL ha parlato anche di costi del servizio, ricordando che "gli impianti di trattamento sono l'anello della filiera più esposto ai rincari dell'energia, con una incidenza del 17% dei costi totali nel 2022, che viene riversata in fattura sui costi comunali. La valorizzazione del tasso di inflazione, poi, all'1,7%, a fronte di un tasso di inflazione programmata che nella Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NADEF) ha superato per il 2022 il 7% e ci si attende che rimanga sopra il 4% anche nel 2023, mette a rischio la continuità delle attività di gestione e trattamento dei rifiuti".

La soluzione? Un intervento dell'Autorità con il quale adeguare l'indice di inflazione programmata. "Ciò consentirebbe di adeguare i costi 'efficienti' - ha concluso Canelli - dell'anno a-2 a quelli effettivi del 2023, generando incrementi allineati agli effettivi oneri che i Gestori sosterranno nell'anno appena iniziato e naturalmente ricercando strumenti di contenimento basate sull'efficienza".

 

 

Roma, 28 febbraio 2023 

 




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giovedì 23 febbraio 2023

Genagricola 1851 e 3Bee danno il via al “calcolo della biodiversità”, il test pilota nella tenuta di Spazzate (Ravenna)

Genagricola 1851 e 3Bee danno il via al "calcolo della biodiversità"
con il test pilota all'interno della tenuta di Spazzate (Ravenna)
                               
Milano, 23-02-2023 – Prosegue la collaborazione tra Genagricola 1851, la holding agroalimentare di Generali, e la climate tech company 3Bee. Dopo il lancio di Beenergy, il progetto nell'agrivoltaico grazie al quale gli impianti fotovoltaici di Genagricola 1851 vengono monitorati dall'intelligenza artificiale dei sensori 3Bee per diventare rifugio per le api, l'obiettivo è di misurare per la prima volta e in maniera puntuale la biodiversità di un territorio.

L'area analizzata corrisponde al territorio di una delle storiche tenute di Genagricola 1851, la tenuta di Spazzate nel comune di Conselice – Ravenna – dove è stata precedentemente realizzata un'opera di rigenerazione ambientale in un'area di 77 ettari.

I primi risultati delle analisi della biodiversità, condotte da 3Bee e dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) con un modello di intelligenza artificiale, il sistema Flora, basato su analisi di immagini satellitari multispettrali, confermano un potenziale nettarifero della superficie in esame quasi tre volte superiore rispetto alle zone circostanti, capace di nutrire fino a 500.000 impollinatori. Il dato è stato calcolato attraverso la valutazione del potenziale nettarifero per la vegetazione presente, elemento base della dieta degli insetti impollinatori, la cui presenza è un indicatore indispensabile dello stato di salute dell'ecosistema di un territorio.

Un altro fattore emerso dall'analisi riguarda la diversità, ovvero la varietà di specie che concorrono alla produzione di nettare, elemento fondamentale per garantire un buon apporto nettarifero anche nel caso in cui una o più fioriture dovessero offrire un contributo limitato. Sotto questo aspetto il territorio della tenuta di Spazzate ha mostrato risultati superiori del 60% rispetto alle aree circostanti, confermandosi una vera e propria riserva di naturalezza.

"Per noi è fondamentale misurare i progressi derivanti dalle scelte aziendali in termini di sostenibilità e sancire le ricadute positive in termini ambientali per le comunità ed i territori dove operiamo", commenta Igor Boccardo, AD di Genagricola 1851. "La collaborazione con 3Bee ci offre una duplice opportunità: da un lato ci aiuta a tutelare e reintrodurre preziosi insetti impollinatori nelle aree che coltiviamo, dall'altro ci offre strumenti e metodi per misurare scientificamente l'incidenza delle nostre azioni e del nostro impatto. I dati che risultano dall'analisi di Spazzate sono incoraggianti e ci indicano che stiamo andando nella direzione giusta, in un'ottica di miglioramento continuo".

Niccolò Calandri, CEO e Co-Founder di 3Bee: "Rigenerare l'impatto sulla biodiversità sarà la grande sfida dei prossimi anni, soprattutto per le aziende – come Genagricola 1851 – che hanno un impatto ambientale positivo con le proprie attività. Per ottenere un risultato efficace, serve prima poter misurare lo 'stato di fatto': noi pensiamo che la tecnologia avrà un ruolo fondamentale per la protezione degli impollinatori, permettendo di avere dati confrontabili in tempi ragionevoli. Puntiamo a estendere i 500 ettari in monitoraggio a 5.000 già nel 2023, coinvolgendo Università e Centri di Ricerca per mettere a fattor comune queste preziose evidenze."

A partire da marzo 2023 i dati raccolti dai satelliti verranno integrati con i dati raccolti da Spectrum, una rete di sensori IoT sviluppati da 3Bee che "ascolterà" gli impollinatori presenti in zona, registrandone la quantità e la specie. In questo modo un nuovo tassello sarà aggiunto al mosaico, calcolando quanto del potenziale nettarifero sia effettivamente sfruttato. Infine, i passi futuri consentiranno di estendere l'analisi ad altre tenute di Genagricola 1851 per permettere un controllo sempre maggiore sulle azioni svolte per la salvaguardia della biodiversità.
 
  • Genagricola 1851 
Genagricola 1851, holding agricola controllata da Generali Italia, riveste storicamente un ruolo di pioniere nel panorama dell'agricoltura italiana fin dal 1851, quando grazie all'intuizione e alla determinazione di Daniele Francesconi e Samuele Della Vida, allora il segretario e il direttore generale delle Assicurazioni Generali a Venezia, ha avuto luogo la bonifica di Ca' Corniani, la prima e più grande bonifica ad opera di privati della storia d'Italia. Unicum nel panorama agricolo italiano, oggi Genagricola 1851 si estende su una superficie di quasi 14.000 ettari di proprietà, distribuiti in 21 tenute dislocate in Italia e Romania, e la sua attività si concentra in diversi settori: seminativi, allevamento, produzione di energia da fonti rinnovabili, forestazione. Dopo 170 anni di storia, Genagricola 1851 è pronta a nuove sfide, prima fra tutte quella di condividere la propria expertise, proponendo sul mercato prodotti che raccontano i territori e restituiscono al consumatore l'enorme patrimonio di biodiversità̀, tradizioni e prodotti dei luoghi in cui l'azienda opera.
  • ЗВее 
3Bee è la climate tech company che realizza progetti rigenerativi tramite tecnologie avanzate.
3Bee utilizza l'ape come fondamentale bioindicatore raccogliendo e interpretando i dati attraverso sistemi proprietari innovativi per monitorare la salute delle api, degli impollinatori e la loro connessione con gli ecosistemi.
3Bee ha sviluppato innovazioni in ambito ambientale: Hive-Tech, un alveare 4.0 che consiste in una rete di sensori IoT che monitorano il benessere delle api; Spectrum, un sistema di conteggio della fauna automatico - in particolare insetti impollinatori - che sfrutta l'intelligenza artificiale per riconoscere la tipologia di animale; Flora, un sistema di di Reti neurali per l'analisi delle biodiversità vegetali, in collaborazione con ESA.
Fino ad oggi, 3Bee ha realizzato progetti rigenerativi al fianco di oltre 500 aziende in 10 Paesi che hanno scelto di contribuire concretamente alla protezione della biodiversità. Inoltre, 3Bee collabora con centri di ricerca, scuole, agricoltori, coltivatori e cittadini per promuovere l'importanza della salvaguardia della biodiversità. Dalla sua nascita, 3Bee ha sviluppato una rete di oltre 2.000 apicoltori, installato più di 4.000 sensori IoT e rigenerato oltre 20.000 ettari.


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mercoledì 22 febbraio 2023

Da rifiuto a risorsa: ecco il metodo green per recuperare materie prime critiche strategiche dagli scarti di lavorazione - studio Università di Pisa

Da rifiuto a risorsa: ecco il metodo green per recuperare materie prime critiche strategiche dagli scarti di lavorazione 

Lo studio realizzato dall'Università di Pisa in collaborazione con l'azienda CUMDI srl (Germignaga VA) pubblicato sulla rivista Materials

 

I ricercatori dell'Università di Pisa hanno messo a punto un metodo green per trattare gli scarti delle lavorazioni industriali del metallo duro e recuperare materie prime critiche strategiche, per disponibilità e costo, contenute al loro interno.  Lo studio, svolto in collaborazione con l'azienda Cumdi srl (Germignaga VA), è stato appena pubblicato sulla rivista Materials.


"Lo scarto - spiega il professore Michele Lanzetta del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale - deriva dal processo di rettifica di barre di "metallo duro" ed è composto principalmente da carburo di tungsteno (WC) e cobalto (Co)".

Normalmente per trattare questo tipo scarto vengono utilizzati metodi chimici aggressivi che richiedono impianti specializzati e costosi, tempi lunghi e l'utilizzo di reagenti ad elevato impatto ambientale. Al contrario, la metodologia messa a punto dai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell'Ateneo pisano, si basa su un minor numero di operazioni che richiedono attrezzature più semplici ed economiche. Grazie a questo metodo è possibile ridurre fino al 30% il materiale vergine necessario per la produzione di nuovi manufatti, riducendo la dipendenza dalle importazioni e compensando l'assenza di giacimenti di cobalto e tungsteno in Europa, che rappresentano meno del 3% dei giacimenti globali.

"In particolare – continua Lanzetta - il costituente principale, ovvero il carburo di tungsteno, costituisce una risorsa fondamentale nell'industria moderna. Grazie alle proprietà di durezza e tenacità, viene utilizzato per realizzare elementi soggetti ad usura e utensili da taglio con settori di applicazione molteplici: automobilistico e trasporti, petrolchimico e minerario, aerospaziale ed elettronico".


L'importanza del tungsteno e del cobalto (secondo costituente degli scarti) è testimoniata dai rapporti UE ed extra UE, che definiscono entrambe le risorse "critiche". A titolo di esempio, basti pensare che la catena di approvvigionamento del tungsteno è dominata dalla produzione dalla Cina (l'82% della produzione globale) e che quasi il 50% del cobalto, fondamentale per la produzione di batterie per veicoli elettrici, proviene dalla Repubblica Democratica del Congo.


"Questi sono solo alcuni dei motivi per cui il riciclo costituisce una risorsa fondamentale – dice Lanzetta - La CUMDI aveva intuito da tempo l'enorme valore degli scarti delle lavorazioni di precisione che svolge per conto di aziende di tutto il mondo, senza però avere un metodo efficace che ne permettesse il recupero."

L'idea di circolarità e recupero ha trovato fondamento scientifico a seguito di un incontro occasionale con il signor Fausto Pizzoni, delegato all'innovazione CUMDI, durante una fiera nazionale della meccanica. 

"La domanda di ricerca - continua Lanzetta che ha coordinato il team di lavoro - si è così immediatamente sovrapposta alla disponibilità di competenze e i risultati non hanno tardato ad arrivare già dopo poche settimane, grazie all'abilità dei giovani brillanti ed appassionati ricercatori, gli ingegneri Francesco Lupi e Alessio Pacini".

La ricerca è stata inoltre condotta grazie all'utilizzo della rete capillare di laboratori dell'Ateneo pisano con competenze del personale ricercatore e tecnico dei Dipartimenti di Ingegneria Civile e Industriale, Scienze della Terra e Chimica e Chimica Industriale. Le attrezzature del Center for Instrument Sharing (CISUP) dell'Università di Pisa, in aggiunta al supporto di strutture e laboratori esterni, hanno consentito di sviluppare e validare il metodo green per il trattamento dello scarto, attraverso le analisi sui numerosi aspetti del processo e la modellazione e comprensione di tutte le sue fasi.

 

"Puntiamo all'innovazione, che ha sempre caratterizzato i nostri processi manifatturieri e ci ha permesso di raggiungere la precisione delle lavorazioni ai massimi livelli che ci riconosce il mercato – conclude il signor Giuseppe Niesi, fondatore e amministratore della società CUMDI - Pur essendo collocati all'estremo confine nord del paese, ci siamo rivolti con fiducia alla ricerca universitaria italiana. Potremo considerarla un asset strategico nel cammino di crescita della nostra azienda per affermare anche in ambito sostenibilità l'eccellenza nazionale nel settore metalmeccanico." 

 

Didascalia foto: Il team Unipi, a sinistra il prof. Lanzetta

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