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sabato 23 giugno 2018

250mila volte "sì" alla salvaguardia dell'ambiente

250.000 volte "sì" alla salvaguardia dell'ambiente
La società di e-commerce Onlineprinters ha raggiunto una svolta epocale

Roma – Con un quarto di milione di ordini stampati, la stamperia online Onlineprinters ha raggiunto una svolta epocale nella sua storia: per ben 250.000 volte, infatti, i clienti della nostra società di e-commerce hanno volontariamente deciso di sostenere un progetto ambientale mirato a compensare le emissioni di CO2 che si generano durante la produzione dei prodotti stampati. Dal 2013, anno di introduzione della stampa a impatto neutro sul clima, Onlineprinters è riuscita a compensare ben 7.900 tonnellate di CO2, una quantità di diossido di carbonio pari a quella emessa da un'automobile impegnata nel percorrere tutte le strade del mondo: quasi 32 milioni di chilometri. 

La stampa a impatto neutro a portata di clic

"250.000 ordini è un numero sensazionale, a dimostrazione del fatto che i nostri clienti desiderano un commercio sostenibile e Onlineprinters promuove la tutela ambientale", sostiene il CEO Michael Fries. Nel modello commerciale della stampa online, vista l'abbondanza di ordini, i mezzi pubblicitari vengono prodotti senza sprechi e sfruttando appieno il potenziale dei macchinari in uso. Rimane comunque il fatto che le emissioni di CO2 sono inevitabili. Al momento dell'ordine nel negozio online, però, i clienti possono scegliere di compensare tali emissioni con un contributo inferiore all'1 % del prezzo d'acquisto. Basta selezionare un progetto a salvaguardia dell'ambiente, come il rimboschimento di determinati territori o la diffusione delle energie rinnovabili.

Una strategia ambientale a tutto tondo

In collaborazione con ClimatePartner, per il prodotto stampato ordinato vengono creati un ID e un codice QR che consentono ai clienti finali di tracciare l'ordine. "Forniamo le nostre soluzioni IT ad un migliaio di stamperie in tutta Europa. Dal 2013, grazie ai progetti ambientali, sono state compensate le emissioni di CO2 di ben oltre 1.000.000 ordini. Da parte sua, Onlineprinters ha prodotto in modo ecologico il 25 % di tutti gli ordini, il che la pone in una posizione di primo piano nel settore", spiega Moritz Lehmkuhl, Managing Director di ClimatePartner. La recente conferma della certificazione ambientale francese Imprim'Vert ("stampa verde") non fa che sottolineare la strategia ambientale di Onlineprinters in altre sezioni della catena produttiva.

Informazioni sull'azienda

Il gruppo Onlineprinters, presente in Germania con il marchio diedruckerei.de, è una delle stamperie online più importanti d'Europa, conta più di 1.400 dipendenti e solo l'anno scorso ha prodotto oltre 2,5 miliardi di mezzi pubblicitari. Oltre 1.500 prodotti (biglietti da visita, carta da lettera, volantini, cataloghi, riviste, sistemi pubblicitari di grande formato) vengono venduti attraverso 18 negozi online a 800.000 clienti di 30 paesi europei. A livello internazionale, la stamperia online è nota con il marchio Onlineprinters; il leader di mercato britannico Solopress e il principale attore del mercato scandinavo LaserTryk fanno parte del gruppo Onlineprinters.

Descrizione: 

Con un quarto di milione di ordini, i clienti di Onlineprinters hanno scelto di compensare le inevitabili emissioni di CO2 che si generano durante la produzione. Questo contributo attivo rappresenta una pietra miliare per la stamperia online ed è la dimostrazione di come il tema della tutela ambientale sia ormai entrato a pieno titolo anche nell'e-commerce. La crescente emissione di gas a effetto serra è una delle principali cause dei cambiamenti climatici.



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mercoledì 20 giugno 2018

RIFIUTI: M5S, DIFFERENZIATA DOMICILIARE RECORD ALL’AXA DI ROMA (93%) E’ LA VIA DA SEGUIRE IN TUTTA ITALIA

RIFIUTI: M5S, DIFFERENZIATA DOMICILIARE RECORD ALL'AXA DI ROMA (93%) E' LA VIA DA SEGUIRE IN TUTTA ITALIA 

M5S: Come da Contratto di Governo promuovere raccolta domiciliare con tariffa puntuale e investimenti su recupero di materia.
Grazie alle mappature per il nuovo servizio in due Municipi della Capitale, già emersi 48.000 utenti fantasma

ROMA 19 GIUGNO - "I primi dati della nuova raccolta differenziata porta a porta con chip elettronico al quartiere AXA di Roma che si attestano sul 93% di materiale inviato a riciclo e compostaggio indicano che questa è la via da seguire su Roma e in tutta Italia, la raccolta domiciliare con tariffa puntuale è infatti nel Contratto di Governo che indica il modello virtuoso pubblico della provincia di Treviso come esempio" lo dichiarano i parlamentari del Movimento 5 Stelle della Commissione Ambiente. "I dati del nuovo sistema di differenziata, sono in linea con quanto già emerso nel quartiere ebraico dove con il nuovo sistema si è registrato l'85% di materiale inviato a riciclo e compostaggio" continuano i pentastellati. "Compito del Governo e del nuovo Parlamento, come previsto nel contratto, è che il riciclo da raccolta differenziata di qualità che è possibile solo con il sistema domiciliare con tariffa puntuale, sia effettivo e che quindi vengano incentivati sistemi industriali innovativi ad alta capacità occupazionale che avvieranno ad un effettivo recupero di materia i materiali differenziati" spiegano i parlamentari della Commissione Ambiente. "Inoltre grazie alla mappatura delle utenze per l'estensione della raccolta domiciliare con distribuzione dei bidonicini che inizia dai Municipi X e VI e dai quartieri Trastevere e San Lorenzo, Ama Spa ha già scovato 48.000 utenti fantasma. Un numero enorme, pari ad oltre 120mila abitanti sui 500.000. Prima dell'avvento della Giunta Raggi nessuno si era accorto di nulla, gli 'scrocconi' imperavano e il servizio era dimensionato a minori utenze" spiegano i parlamentari pentastellati. "Ora con la nuova amministrazione e la nuova gestione della municipalizzata, la stagione dei furbetti è finita. Questa è la strada da seguire per una gestione pubblica dei rifiuti efficiente e circolare" concludono i parlamentari pentastellati.


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Ambiente. Mareblu: continua la collaborazione tra Thai Union, di cui fa parte Mareblu, e Greenpeace

CONTINUA LA COLLABORAZIONE TRA THAI UNION E GREENPEACE

 

Thai Union Group PCL ha compiuto importanti progressi nel suo impegno volto a realizzare misure per contrastare la pesca illegale e quella eccessiva, oltre che a migliorare le condizioni economiche delle centinaia di migliaia di lavoratori di tutte le sue filiere, così come stabilito nel decisivo accordo concluso con Greenpeace.

 

L'accordo fra Thai Union e Greenpeace è stato annunciato nel luglio 2017. 

Thai Union si è impegnata a migliorare ulteriormente la sua strategia di sostenibilità SeaChange® con interventi tesi a supportare le attività di pesca esemplari, a migliorare tutte le altre attività del settore, a ridurre le pratiche illegali e non etiche nella filiera globale, e a portare sui mercati più importanti maggiori quantità di pesce pescato in modo responsabile.

 

"Thai Union si sta impegnando a fondo per promuovere un cambiamento fortemente positivo in ogni settore dell'industria ittica. L'accordo originale con Greenpeace conteneva un ambizioso pacchetto di riforme per promuovere miglioramenti sostanziali nella filiera di Thai Union, a favore dei nostri oceani e del loro patrimonio ittico, oltre che a favore dei lavoratori impegnati nell'industria della pesca. C'è ancora molto lavoro da fare, ma è chiaro che la società prende i suoi impegni molto seriamente e sta compiendo grossi passi in avanti per realizzarli," ha affermato Oliver Knowles, noto esponente delle Campagne per gli Oceani di Greenpeace, leader nelle campagne globali a favore della pesca responsabile. 

"È giunto ora il momento per altre aziende del settore di farsi avanti e mostrare altrettanta capacità di leadership, così da permetterci di imprimere un'accelerazione al cambiamento per proteggere gli oceani e i lavoratori del mare".


      

Thai Union e Greenpeace continueranno inoltre a mantenere un dialogo costante per valutare come meglio coordinare gli sforzi comuni e affrontare i temi della sostenibilità degli oceani e della vita marina oltre che della protezione dei diritti umani.  

Alla fine del 2018, una terza parte indipendente verificherà i progressi compiuti in base agli impegni presi e pubblicherà una relazione a riguardo.



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lunedì 18 giugno 2018

Legambiente Umbria: A Foligno strade libere da rifiuti grazie ai volontari di Puliamo il Mondo

Puliamo il Mondo a Foligno, la campagna di volontariato ambientale che promuove e risponde al desiderio di cura e partecipazione richieste dai cittadini.

Domenica di grandi pulizie per le strade della città.

 

 

Domenica 17 giugno alle 10, un gruppo di cittadini e soci di Legambiente si sono ritrovati al Parcheggio Plateatico con i sacchi forniti da VUS, i guanti ma anche cappelli identificativi di Legambiente e hanno ripulito il parcheggio (la parte più grande e la più piccola soprattutto la parte dei cespugli mai raggiunta dal servizio pubblico), via Marconi (zona liceo) fino a via arte e mestieri. In tanti su facebook prima e per strada oggi hanno approvato e sostenuto l'iniziativa. 

 

In totale sono stati raccolti circa 20 sacchi di cui alcuni di plastica (molta della plastica sporca è andata nell'indifferenziato) e uno grande di vetro. 

Cosa abbiamo raccolto: tanti volantini dei più disparati eventi, bottiglie di plastica e vetro (qualcuna anche piena!) qualche ingombrante buttato là per evidente inciviltà delle persone e tanto altro materiale non più identificabile. Alle 12, gli operatori di VUS che in forze pattugliavano la città per ripulirla dagli eccessi dei quintanari, hanno intercettato il materiale raccolto.

 

A settembre 2017 l'edizione ebbe un grande successo, numerosi cittadini di Foligno guidati da Legambiente insieme ad ARPA Umbria ripulirono ben tre siti della città recuperando molto materiale da differenziare (carta, vetro e plastica) e togliendo dalla strada e dai prati tanto materiale indifferenziato.

 

Su grande richiesta, Legambiente Foligno ha pensato ad una nuova edizione, interamente gestita da cittadini sensibili al tema e soci dell'associazione per rispondere ad un esigenza nata dal basso di volontà delle persone di partecipare al mantenimento del decoro della propria città.

 

Legambiente e volontari che erano presenti rivolgono un appello alla cittadinanza: <<Ricordiamoci che ogni volantino che troviamo sulla macchina, ogni bottiglietta che beviamo a metà, ogni oggetto che per noi è uno, diventa montagna di rifiuti se ognuno di noi non impara a raccoglierlo, riportarlo a casa e gettarlo negli appositi contenitori: carta con carta, plastica con platica etc, è un semplice atto di civiltà. Perché questo è l'unico modo per tenere pulita la nostra città e far diventare i nostri rifiuti altra materia>>.

 

A Foligno Puliamo il Mondo ripartirà a settembre e allora ci auguriamo veramente di non ripulire per l'ennesima volta gli stessi posti.



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#RSPRome: "Sviluppo sostenibile: come e chi educa gli educatori"


Sviluppo sostenibile: come e chi educa gli educatori?

Iass in prima linea per stabilire le competenze e le metodologie

Presentato a Roma il progetto Rounder Sense of Purpose

#RSPRome

 

Dopo tre anni di duro lavoro, finalmente IASS, Italian Association for Sustainability Science, ha presentato i risultati del progetto Europeo Erasmus plus 'A rounder sense of purpose'. Un'elaborazione e conseguente sperimentazione fatta in collaborazione con altri 5 Paesi (Regno Unito, Cipro, Estonia, Olanda e Ungheria) per la realizzazione di un quadro di competenze essenziali per educare alla sostenibilità in Italia e in Europa. L'evento, che si è tenuto a Roma lo scorso 14 giugno nella Sede della Società Geografica Italiana di Palazzetto Mattei, è stato realizzato in collaborazione con la Commissione Nazionale per l'UNESCO ed il suo Comitato Nazionale per l'Educazione alla Sostenibilità (CNES).

Realizzare l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile significa realizzare un profondo cambiamento nella società che parte soprattutto da quelle che saranno le generazioni chiamate a governare nel prossimo futuro. È dunque evidente in quest'ottica il ruolo chiave della scuola e degli educatori in generale. Non si tratta di aggiungere al percorso scolastico una materia o un argomento, ma occorre  modificare l'idea stessa di cosa significhi educare, ridefinire contesti e contenuti, selezionare e inventare i processi più coerenti con l'obiettivo da raggiungere: occorre definire, e provare a costruire nuove competenze per gli educatori.

L'educazione deve diventare "sostenibile? (Sterling, 2013), affinché possa educare al cambiamento e contribuire a quelle trasformazioni sociali. "Occorrono delle figure di knowledge brokers che, calandosi in pieno nel contesto locale, favoriscano processi di co-creazione, mediazione e traduzione di conoscenza  (non solo sapere scientifico ma anche sapere locale ed esperienziale) in azione sul territorio.  questo è il ruolo di un educatore "sostenibile? agente del cambiamento. Contribuisce a disegnare e praticare approcci partecipativi di ricerca, usa la sua conoscenza scientifica nella sua pratica di membro della comunità? spiega Francesca Farioli, direttore IASS e responsabile del progetto RSP per la IASS.

Ma chi è che educa gli educatori? E quali sono le competenze che occorrono per questi ruoli? "Una tra tante - così Michela Mayer, responsabile del settore Educazione di IASS - è la visione di futuro. La competenza di immaginare futuri possibili, diversi e sostenibili, verso i quali navigare insieme, evitando gli scogli e sfruttando al massimo i venti favorevoli?.

'A rounder sense of purpose', RSP, fornisce un primo strumento concreto, praticabile ed efficace per la formazione e validazione di competenze per educare alla sostenibilità. Partendo dalla proposta UNECE (Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite) del 2012 che presentava 39 competenze, RSP ha realizzato degli strumenti operativi per la formazione e la valutazione degli educatori allo sviluppo sostenibile. Le 39 competenze sono state condensate e sintetizzate in 12 competenze, grazie a una rielaborazione qualitativa che potesse essere utile a una più semplice attuazione, integrate in un unico sistema, dinamico, ciclico, complesso, ma anche utilizzabile.


L'educazione allo sviluppo sostenibile non ha confini e contenuti definiti, ma è un cambiamento di prospettiva verso futuri possibili. Pertanto l'educatore sollecita dubbi affinché si attivino indagini e riflessioni.

Le 12 competenze sono state commentate e validate da ricercatori e studiosi sul tema della sostenibilità e della scienza della formazione, docenti, educatori dei centri di educazione ambientale ed esperti in educazione allo sviluppo sostenibile all'interno di ARPA e Regioni.

Una volta ottenuta la validazione si è proceduto alla fase di sperimentazione delle competenze RSP. "È stata una importante occasione per lavorare in maniera più puntuale sul un pieno riconoscimento della professione di educatore ambientale e dei suoi processi formativi spesso maturati in contesti non formali e proprio per questo piú complessi da valutare e portare a livelli di cosapevolezza professionale? aggiunge Vanessa Pallucchi vicepresidente di Legambiente. L'associazione ha infatti preso parte al progetto in qualità di sperimentatore  

In particolare, in Italia, la sperimentazione si è sviluppata nel tentativo di rispondere a 3 quesiti:

  • la formazione specifica su competenze RSP per insegnanti referenti educatori ambientali ed educatori per la scienza alla sostenibilità può aiutarli nel diventare «innovatori» nelle loro scuole e quindi produrre effetto "moltiplicatore? del cambiamento all'interno di reti?

  • è possibile inserire un corso di base centrato su queste competenze all'interno del corso di formazione universitario per futuri educatori?

  • nel processo di valutazione e certificazione di educatori ambientali esperti: in che modo il riconoscimento e certificazione può migliorare la qualità dell'attività educativa e può stimolare e aiutare gli educatori nella loro crescita professionale?

"I partner dei sei paesi hanno sperimentato un quadro di competenze per educatori che lavorano in scuole, college, università e ambienti informali - spiega Paul Vare, dell'Università del Gloucestershire e Coordinatore del progetto RSP - Se le competenze messe a punto in questo progetto si diffonderanno, sapremo di poter costruire un'educazione con quello che abbiamo chiamato appunto "a rounder sense of purpose?.

 

 

IASS - Italian Association for Sustainability Science è costituita da una pluralità di soggetti appartenenti al mondo della ricerca, dell'educazione e della formazione, della progettazione, dell'implementazione di politiche e dell'economia. Obiettivi principali dell'Associazione sono quello di fornire risposte concrete e sostenibili ai problemi complessi dettati dall'interazione fra i processi di sviluppo e la necessità di preservare gli ecosistemi e le dinamiche ecologiche, e quello di promuovere e favorire un cambiamento nel modo di produrre conoscenza e di educare alla sostenibilità, all'insegna di un approccio transdisciplinare e di apprendimento cooperativo.

A questo scopo essa costituisce una piattaforma scientifica su scala nazionale, all'interno della quale discutere sui temi della sostenibilità, e che possa fungere da interfaccia con i decisori politici e gli altri stakeholders interessati, oltre a contribuire al movimento scientifico internazionale della Scienza della Sostenibilità. Questa è emersa agli inizi del XXI secolo come campo d'indagine inter e transdisciplinare guidato dai problemi e orientato alle soluzioni, basato sul paradigma della intervention research, mode II e post-normal science. In linea con questi cambi di paradigmi, la scienza della sostenibilità richiama gli scienziati e ricercatori ad  un nuovo ruolo di questi, nel senso di un maggiore ed effettivo  impegno nel contribuire ai processi trasformativi verso la sostenibilità.



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Energie rinnovabili, eolico: PRYSMIAN REALIZZERÀ COLLEGAMENTI IN CAVO SOTTOMARINO A 66 KV PER I PARCHI EOLICI OFFSHORE BORSSELE III E IV NEL MARE DEL NORD


Prysmian realizzerà collegamenti in cavo sottomarino a 66 kV per i parchi eolici offshore Borssele iii e iv nel Mare del Nord

La commessa rafforza la posizione del Gruppo nel crescente mercato dei collegamenti inter-array

 

Milano, 18 giugno 2018 - Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per l'energia e le telecomunicazioni, ha acquisito una commessa da parte di Van Oord Offshore Wind B.V. per la realizzazione di un sistema in cavo sottomarino inter–array che collegherà le turbine dei parchi eolici Borssele III e IV.

 

Prysmian sarà responsabile per la progettazione, la produzione, la fornitura e il collaudo di circa 175 km di cavi tripolari a 66 kV isolati in XLPE di varie sezioni e tutti i relativi accessori per i parchi eolici Borssele III e IV. I due parchi fanno parte dell'ampia Borssele Wind Farm Zone situata vicino al confine meridionale della Zona Economica Esclusiva (ZEE) olandese, a circa 25 km dalla costa. I parchi Borssele III e IV avranno una capacità totale installata di 731,5 MW, con turbine eoliche dalla capacità individuale di 9,54 MW.

 

"Questa commessa conferma sia il nostro ruolo di leader nel cablaggio di parchi eolici offshore in Europa e nel crescente mercato dei cavi inter-array, sia le nostre eccellenti capacità di gestione di progetti in grado di offrire ai nostri clienti soluzioni personalizzate e ad altissime prestazioni" ha sottolineato Hakan Ozmen, EVP Projects di Prysmian Group.

 

Questo importante progetto fornirà elettricità sostenibile e a basse emissioni di CO2 a oltre 800.000 famiglie in Olanda e rientra in un piano energetico più ampio promosso dal governo olandese per lo sviluppo di un mix energetico in grado generare, entro il 2023, il 16% del totale dell'energia attraverso fonti rinnovabili. Tutti i cavi saranno prodotti nel centro di eccellenza di Prysmian di Pikkala (Finlandia). La consegna dei cavi è prevista agli inizi del 2020.

 

Negli ultimi anni Prysmian ha dedicato importanti investimenti alla realizzazione di nuovi asset e all'upgrade di quelli esistenti, ampliando la propria offerta di tecnologie innovative, servizi, capacità produttive e di esecuzione per servire il mercato, facendo leva anche su un approccio "chiavi in mano" basato su logiche EPCI (Engineering, Procurement, Construction & Installation). La recente acquisizione di General Cable ha rafforzato ulteriormente il posizionamento di Prysmian nel settore dei cavi sottomarini con un nuovo sito produttivo in Nordenham (Germania).

 

Prysmian Group

Prysmian Group è leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per energia e telecomunicazioni. Con quasi 140 anni di esperienza, un fatturato pari a oltre 11 miliardi (pro-forma al 31/12/2017), circa 30.000 dipendenti in oltre 50 Paesi e 112 impianti produttivi, il Gruppo vanta una solida presenza nei mercati tecnologicamente avanzati e offre la più ampia gamma di prodotti, servizi, tecnologie e know-how. La società opera nel business dei cavi e sistemi terrestri e sottomarini per la trasmissione e distribuzione di energia, cavi speciali per applicazioni in diversi comparti industriali e cavi di media e bassa tensione nell'ambito delle costruzioni e delle infrastrutture. Per le telecomunicazioni il Gruppo produce cavi e accessori per la trasmissione di voce, video e dati, con un'offerta completa di fibra ottica, cavi ottici e in rame e sistemi di connettività. Prysmian è una public company, quotata alla Borsa Italiana nell'indice FTSE MIB.



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Sviluppo sostenibile. Envipark e CAI per la sostenibilità dei rifugi alpini

Miglioramento dell'efficienza energetica del 20% e riduzione delle emissioni di C02 pari a 21 tonnellate all'anno

ENVIPARK E CAI PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DEL RIFUGIO TORINO

Grazie al progetto internazionale Life Sustainhuts, il rifugio è stato dotato di 28 pannelli fotovoltaici per alimentare l'intera struttura e di un sistema di recupero per l'acqua piovana.

 

Incentivare l'uso di fonti di energia rinnovabile e implementare la sostenibilità ambientale dei rifugi alpini, grazie alla riduzione delle emissioni inquinanti, all'ottimizzazione del consumo e la gestione di energia e all'isolamento con materiali innovativi e riciclati.

È questo il proposito del progetto internazionale Life Sustainhuts, finanziato dall'Unione Europea e a cui per l'Italia partecipano il parco tecnologico di Torino Environment Park e CAI Torino.

Le due realtà torinesi hanno unito le proprie forze per modernizzare e rendere ancora più sostenibile il Rifugio Torino, situato nei pressi del Colle del Gigante sul massiccio del Monte Bianco, a 3.375 metri di quota, e raggiungibile in 15 minuti dal comune valdostano di Courmayeur con la nuova funivia Skyway Montebianco.

L'obiettivo è quello di migliorare l'efficienza energetica della struttura del 20%, ridurre le emissioni di CO2 fino a 21 tonnellate all'anno e quelle di NOx (ossidi di azoto) fino a 0,5 tonnellate all'anno, dando vita a un modello virtuoso e replicabile su realtà analoghe.

Per raggiungere questi ambiziosi risultati la facciata sud del rifugio è stata coperta da 28 pannelli fotovoltaici, che permettono il riscaldamento delle due stanze destinate agli alpinisti e alle guide. Inoltre l'edificio è stato dotato di un innovativo sistema di recupero dell'acqua piovana e da quella ricavata dallo scioglimento della neve: attraverso cavi posti nelle grondaie del vecchio rifugio, l'acqua viene trasportata in vasche di accumulo nel rifugio nuovo e filtrata e utilizzata in cucina.

Anche le acque grigie vengono filtrate, accumulate e riutilizzate negli impianti igienici limitando così lo spreco di acqua e abbattendo i costi di trasporto a valle.

Negli ultimi mesi le installazioni sono state ultimate ed è stato da poco avviato un periodo dimostrativo che durerà fino a fine progetto (2020). Durante questa fase i tecnici di Environment Park avranno il compito di raccogliere i dati necessari per valutare la replicabilità di questo modello.

 

"Da sempre Environment Park organizza e supporta iniziative che offrano soluzioni a impatto zero per il pianeta, puntando sull'innovazione e sul riutilizzo dei materiali – spiega Davide Canavesio, Amministratore Delegato di Environment ParkPer questo motivo aderiamo con impegno a un progetto internazionale come Sustainhuts. In collaborazione con CAI vogliamo rendere ancora più sostenibile il Rifugio Torino, nel rispetto della natura circostante e delle nostre magnifiche montagne, con l'obiettivo di creare un modello virtuoso e replicabile".


"Il Cai Sezione di Torino, sempre attivo nel mantenere in efficienza le proprie strutture, da alcuni anni ricerca soluzioni innovative che riducano gli interventi di manutenzione e che facilitino il lavoro dei gestori, ma soprattutto che siano rispettose dell'ambiente: riducendo i consumi energetici e utilizzando il più possibile le risorse naturali – Racconta Osvaldo Marengo, Vice Presidente CAI Torino - Anche il problema sempre più attuale della mancanza di acqua nei rifugi è stato affrontato e risolto con soluzioni economicamente sostenibili, che tra l'altro garantiscono il ritorno degli investimenti in pochi anni. Pensiamo che queste soluzioni possano essere d'esempio e possano essere applicate anche in altri rifugi, non solo quelli del Club Alpino Italiano".

 

A PROPOSITO DI SUSTAINHUTS

Il progetto LIFE SUSTAINHUTS, finanziato dal programma LIFE15 CCA/ES/000058, ha l'obiettivo di modernizzare e ottimizzare l'energia in nove rifugi dai paesi europei (Spagna, Italia e Slovenia). Il progetto ha una durata di quattro anni e viene sviluppato da un consorzio composto dai seguenti membri: Aragon Hydrogen Foundation (FHA, Spain) coordinatore del progetto, Aragonese Mountaineering Federation (FAM, Spain), Club Alpino Italiano - Sezione di Torino (CAI, Italy), Environmental Park (Italy), Development Centre for Hydrogen Technologies (RCVT, Slovenia), University of Ljubljana (UL, Slovenia) e Alpine Association of Slovenia.  Alla sua conclusione saranno elaborate delle guide metodologiche volte a replicare le soluzioni sviluppate nei rifugi, cosicché i miglioramenti ambientali conseguiti potranno essere replicati in altre strutture.



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sabato 16 giugno 2018

Sostenibilità ambientale. PlasticLess: LifeGate lancia la propria sfida per ridurre la presenza di plastiche e microplastiche nei mari italiani

LifeGate PlasticLess per l'economia circolare:

un mare di idee, contro un oceano di plastica

                                                                                                           

 

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, LifeGate ha lanciato la propria sfida per ridurre la presenza di plastiche e microplastiche nei mari italiani, grazie ad una tecnologia in grado di catturare oltre mezza tonnellata di rifiuti l'anno. 

 

 

14 giugno 2018 – Nella giornata istituita dalle Nazioni Unite per celebrare e tutelare le distese d'acqua del Pianeta, LifeGate ha presentato LifeGate PlasticLess, un'iniziativa concreta per la salvaguardia dei mari italiani, nei quali convogliano quasi 90 tonnellate di plastica ogni giorno. 

 

Sempre più diffuse e pericolose sono le cosiddette microplastiche inferiori ai 5 millimetri che, attaccandosi alle alghe, scambiate per cibo, vengono ingerite dai pesci, entrando in questo modo nella catena alimentare che arriva fino ai nostri piatti. 

Grazie al contributo di Volvo Car Italia, main partner dell'iniziativa, e in collaborazione con Seabin Project e Poralu MarineLifeGate predisporrà nei porti italiani l'innovativo dispositivo   Seabin V5, in grado di catturare dalla superficie dell'acqua circa 1,5 chilogrammi di detriti al giorno, ovvero oltre mezza tonnellata di rifiuti all'anno, comprese le microplastiche fino a 2 millimetri di diametro e le microfibre fino a 0,3 mm. Dispositivo di raccolta dei rifiuti galleggianti, ideato da due australiani, già utilizzato in diversi porti negli Stati Uniti e in Europa, il "cestino del mare" può funzionare 24 ore al giorno ed è straordinariamente efficace in aree come i porti, all'interno dei quali convergono i rifiuti in mare grazie all'azione dei venti e delle correnti.

 

Il progetto LifeGate PlasticLess è stato attivato nelle aree portuali di Santa Margherita Ligure (GE), nell'Area Marina Protetta di Portofino (GE), nel Porto delle Grazie a Roccella Ionica (RC) e nel Venezia Certosa Marina (VE) e da settembre, grazie al sostegno di Volvo Car Italia, arriveranno tre nuovi Seabin a Marina di Cattolica (RN), Marina di Varazze (SV) e un secondo dispositivo per il Venezia Certosa Marina (VE).

 

Il progetto prevede anche una campagna di sensibilizzazione su lifegate.it con consigli pratici e soluzioni concrete offerte alle persone e alle aziende. Sui social la campagna dedicata con #PlasticLess.

 

 

"L'interesse a livello globale si sta indirizzando sempre di più verso il tema dell'inquinamento da plastica negli oceani, così dannoso e pericoloso per l'intero ecosistema - spiega Enea Roveda, CEO di LifeGate - attraverso la nostra iniziativa vogliamo promuovere l'economia circolare con una   campagna di sensibilizzazione e fornendo gli strumenti necessari alle realtà che intendono condividere con noi un obiettivo così importante, come quello della riduzione della plastica nei nostri mari".

 

"Volvo è storicamente impegnata a favore della riduzione dell'impatto ambientale," dichiara Michele Crisci, Presidente Volvo Car Italia. "Il progetto PlasticLess è un esempio di come Volvo non si limiti a sensibilizzare le persone sul tema della sostenibilità ma agisca anche in prima persona. La Casa madre, attraverso la Volvo Ocean Race, ha segnato la strada maestra con l'obiettivo di lottare contro la piaga delle plastiche nei mari; è dunque nostro dovere, nei singoli Paesi e in ambito locale, agire di conseguenza e dare un contributo tangibile alla soluzione di uno dei mali principali del nostro pianeta.


"Siamo già presenti in 20 nazioni, è una grande sfida per noi fornire i nostri dispositivi in tutto il mondo dichiara Pete Ceglinski, CEO e cofondatore di Seabin Project - Siamo davvero felici che i nostri Seabin arrivino anche in Italia e speriamo che il resto del mondo segua questo esempio."

 

Tra le realtà che hanno già dimostrato interesse verso il progetto, Confindustria Genova che vede nelle iniziative proposte da LifeGate soluzioni concrete da proporre al proprio territorio per la tutela delle risorse naturali e per coinvolgere le imprese nello sviluppo sostenibile delle imprese. 

 

Per promuovere l'economia circolare, LifeGate PlasticLess si occupa anche del riuso e del riciclo dei materiali: grazie alla collaborazione con il partner tecnico, Plastic Consult, LifeGate potrà supportare le aziende nell'implementazione di processi produttivi circolari, fornendo assistenza nella gestione dei rifiuti in tutte le fasi, dalla documentale allo smaltimento. 

 

"L'Italia è sempre stata pioniera e leader in Europa sul riciclo dei materiali sintetici come plastiche, gomme e resine, sviluppando tecnologie e nuovi sbocchi per i riciclati", il commento di Gian Domenico Savio, Responsabile Divisione Ambiente di Plastic Consult Srl.


Importante è anche sensibilizzare i bambini tramite format educativi sull'economia circolare, la biodiversità marina e il tema della plastica nei mari,   attraverso ad esempio le Accademie di «Piccoli Ambasciatori del Mare». Per questo LifeGate si avvarrà della collaborazione con Verdeacqua Onlus e l'Istituto per gli Studi sul Mare.

 

 

 

LifeGate è considerata il punto di riferimento della sostenibilità in Italia e conta su una community di 6 milioni di persone. Ogni giorno LifeGate lavora con passione e determinazione per mettere a disposizione informazioni, progetti e servizi coinvolgendo una rete sempre più ampia di persone, imprese, ong, istituzioni che vogliono impegnarsi attivamente al cambiamento per un futuro sostenibile.



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RIFIUTI. M5S, BENE COSTA, AVANTI SU TRACCIABILITA’ E MUD

RIFIUTI: M5S, BENE COSTA, AVANTI SU TRACCIABILITA' E MUD

Roma, 16 giu. - "Abbiamo ascoltato con molta attenzione le parole del Ministro dell'Ambiente Sergio Costa intervenuto alla presentazione del Rapporto Rifiuti Speciali Ispra a Montecitorio. Il Ministro ha ribadito che occorre garantire la tracciabilità dei rifiuti speciali che circolano in Italia, aprire una seria riflessione sul Modello unico di dichiarazione ambientale (Mud) e puntare a sciogliere i nodi dell'end of waste funzionale al recupero di materia anche per gli pneumatici. Dobbiamo farlo il prima possibile. Da un lato, le imprese devono agire in base a direttive chiare; dall'altro è importante che puntino sulla prevenzione utilizzando le migliori tecniche disponibili e investendo sulla ricerca e sull'innovazione. Sosteniamo l'operato del Ministro e del Governo e abbiamo già pronte sul tavolo idee concrete e proposte per rendere più efficiente ed efficace la gestione dei rifiuti speciali sul territorio nazionale. La cattiva gestione dell'intero ciclo ha per anni avvelenato le nostre terre con le conseguenti ripercussioni sulla salute dei cittadini italiani. Siamo pronti al cambiamento e partiremo da subito proponendo in Commissione nuovi investimenti nell'attività di controllo e soprattutto nella formazione. Come ha chiarito il Ministro Costa, la quantità dei rifiuti speciali prodotti nel nostro Paese è ancora troppo alta. Come ha affermato il Ministro dobbiamo puntare al 100% di riutilizzo e riciclo materia. Per invertire la rotta, scioglieremo tutti i nodi legati alle fasi cruciali del trattamento dei rifiuti, sia urbani sia speciali. Siamo già a lavoro in questa direzione, avviando una vera economia circolare per tutelare l'ambiente e la salute dei nostri concittadini". – così in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle della Commissione Ambiente.

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MoVimento 5 Stelle Camera dei Deputati
Ufficio Comunicazione


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Sostenibilità ambientale. Premio GreenCare, lunedì la terza edizione: Premi Speciali a Sergio Costa ed Emanuele Franculli

GreenCare, Premio Speciale 2018 a Sergio Costa ed Emanuele Franculli

Riconoscimenti per i curatori del verde urbano e per 20 insegnanti delle scuole primarie. 

Cerimonia di premiazione lunedì 18 giugno (ore 18) all'Unione Industriali Napoli

 

NAPOLI, 16 giugno 2018 – Sergio Costa ed Emanuele Franculli sono i vincitori del Premio Speciale GreenCare 2018. Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale della Campania, oggi Ministro dell'Ambiente, il generale Costa sarà premiato per le indagini relative agli incendi della scorsa estate nel Parco Nazionale del Vesuvio, chehanno portato all'individuazione degli autori dei roghi. Franculli, Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli, sarà invece insignito per l'attività di spegnimento dei roghi sul Vesuvio. Costa e Franculli saranno premiati nel corso della terza edizione del Premio GreenCare, in programma lunedì 18 giugno 2018 - ore 18,00 - Sala Salvatore D'Amato, Unione Industriali Napoli(piazza dei Martiri, 58).Presente una delegazione di Vigili del Fuoco. Nelle precedenti edizioni il Premio Speciale era stato assegnato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed al direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger.

Ufficializzati, inoltre, i vincitori delle altre categorie del Premio GreenCare, che per il terzo anno consecutivo riconosce il valore di chi è impegnato nella cura delle aree verdi dell'Area metropolitana di Napoli. 

Il GreenCare 2018 per la cura del verde pubblico è andato ex aequo (2.500 euro ciascuno) al Parco Corto Maltese di Scampia, gestito dall'Associazione I Pollici Verdi, ed al Giardino del Liceo Brunelleschi di Afragola. 

Al Parco Archeologico di Pompei il premio "Arte contemporanea inserita nel verde", per le installazioni di Igor Mitoraj e di Angelo Casciello: ritirerà il premio il Direttore Massimo Osanna.

Perla cura del verde privatoil riconoscimento è andato al giardino di Villa Di Donato (San Carlo all'Arena), che grazie all'impegno di Patrizia De Mennato, è aperto alla città con numerose iniziative, ed alla Vigna San Martino al Vomero, gestita dall'associazione Piedi per la Terra.

Per la categoria "Ente impegnato nel verde", riconoscimento (mille euro) a Sii turista della tua città, gruppo di giovani volontari che si sta distinguendo in azioni di giardinaggio in molti quartieri di Napoli. 

Le motivazioni saranno lette dall'attore Massimo Andrei.

Quest'anno per la prima volta saranno premiate le "Sentinelle GreenCare", 20 insegnanti delle Scuole primarie di Mugnano, Quarto, Acerra, Fuorigrotta, Quartieri Spagnoli, Scampia, Istituto Penale Minorile di Nisida: hanno sviluppato il tema green, lavorando con il libro "Dalla parte del vento" (Giovanni Calvino, L'Isola dei Ragazzi), stampato dall'associazione Premio GreenCare e donato a duemila bambini. 

Infine, conferiti gli Attestati di merito, tra gli altri, aNunzia Petrecca di Euphorbia per il dono di alcuni alberi al Quartiere Sanità; ad Inward - Osservatorio sulla creatività urbana - per il murale a Ponticelli "Il fiore più felice"; per la creazione del Sentiero delle Querce sul Parco dei Monti Lattari a La Grande Onda, Le Amiche del Museo Correale, Completamente, Liceo Marone di Meta; l'associazione Primaurora per l'impegno nel Parco del Vesuvio; Associazione nazionale Animali Natura Ambiente per interventi di giardinaggio al Vomero ed a Chiaia e di divulgazione naturalistica al Parco Vergiliano; Fernanda Petrone per la Masseria Melofioccolo; Cooperativa San Nicola da Tolentino; Agritettura2.0; Casaforte S.B per la messa a dimora di alberi ai Quartieri Spagnoli; Masseria Antonio Esposito Ferraioli, bene confiscato alla camorra; Rosaria Coronella, Secondo Circolo Didattico di Acerra per la creazione di un orto con il coinvolgimento dei genitori degli alunni; Marina Meluccio per la cura dell'Aiuola di Gelsomina a Fuorigrotta. 

L'edizione 2018 chiude il primo triennio di lavoro dell'associazione Premio GreenCare, fondata e presieduta da Benedetta de Falco, che dal 2016 ha assegnato premi ai meritevoli del verde per un totale di 17.500 euro. Per il Maggio dei Monumenti 2018 ha dato alle stampe la Green Map of Naples, prima carta tascabile dei giardini cittadini, distribuita in 45 mila copie a cittadini e turisti. 

Il Premio si realizza grazie ai main sponsor Ferrarelle Spa e Russo di Casandrino Spa, con il sostegno di L'Oro di Capri - Associazione per la tutela dell'ulivo caprese, Mati Sud, Graded, Cupiello e Sit&Service Soc.Coop. Gode dei patrocini di Associazione Parchi e Giardini d'Italia, FAI - Presidenza Campania, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Fondazione William Walton e La Mortella, Grandi Giardini Italiani, Unione Industriali Napoli. 



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Sostenibilità ambientale: ad OutDoor, Gore Fabrics presenta i primi prodotti GORE-TEX con trattamento DWR senza PFC


Ad OutDoor, Gore Fabrics presenta i primi prodotti GORE-TEX con trattamento DWR senza PFCEC

Un altro grande passo avanti è stato compiuto verso l'ambizioso obiettivo volto all'eliminazione dei PFC. Sempre più capi saranno realizzati con tessuti riciclati e tinti in massa

La divisione Fabrics di W. L. Gore & Associates è orgogliosa di annunciare che quest'anno, in occasione della fiera OutDoor di Friedrichshafen, in Germania, ha raggiunto la prima tappa fondamentale del suo percorso verso l'obiettivo di eliminare, entro il 2020, i PFC nocivi per l'ambiente (PFCEC) dal ciclo di vita della stragrande maggioranza dei tessuti dei prodotti al consumo. Questo ambizioso obiettivo era stato annunciato a febbraio 2017.

Presso il suo stand (A1, 302), Gore presenta una gamma di giacche a 2 strati in GORE-TEX, realizzate da clienti quali, tra gli altri, Berghaus, Haglöfs e Marmot, che hanno impiegato per la prima volta un trattamento DWR (Durable Water Repellent) senza PFCEC, sempre mantenendo fede alla promessa del marchio Gore "GUARANTEED TO KEEP YOU DRY™".

Inoltre, le giacche per l'outdoor in mostra presso lo stand rappresentano un ulteriore passo avanti significativo dell'impegno di Gore Fabrics per ridurre l'impatto ambientale dei suoi prodotti: infatti i capi sono tutti realizzati con i laminati Gore che utilizzano tessuti esterni in materiale riciclato, un'altra importante iniziativa della strategia perseguita da Gore Fabrics. L'utilizzo di materiali riciclati contribuisce a ridurre la quantità di rifiuti plastici che altrimenti finirebbero nelle discariche o negli inceneritori. Il tessuto in nylon riciclato di Gore al momento deriva dagli scarti industriali, mentre il poliestere riciclato da bottiglie di PET usate.

Bernhard Kiehl, Gore Fabrics Sustainability Leader, ha dichiarato: "Le giacche in GORE-TEX in mostra presso il nostro stand presentano un trattamento DWR senza PFCEC tessuti esterni realizzati con materiali riciclati. Sono l'espressione del nostro impegno e di quello dei nostri clienti volto a offrire prodotti migliori e rispettosi dell'ambiente. Il feedback positivo ricevuto sui nostri prodotti innovativi ci spinge a lavorare ancora più sodo per sviluppare soluzioni sempre più all'avanguardia in termini di materiali. Proseguiremo i nostri sforzi per realizzare prodotti adatti a ogni utilizzo che offrano la combinazione ideale tra alte prestazioni, durata e basso impatto ambientale".

Sebbene l'attuale collezione di prodotti Gore Fabrics per la stagione Autunno/Inverno 2018 presenti più di una dozzina di laminati GORE-TEX realizzati con tessuti esterni provenienti da materiali riciclati, questo numero dovrebbe quasi triplicare entro la stagione A/I 2019. Ciò corrisponde a circa il 10% dell'offerta totale di laminati Gore Fabrics al consumatore.

Per la stagione A/I 2019 vi è in serbo un'altra novità: tessuti esterni tinti in massa che rappresentano un'alternativa alle scelte di laminati che andranno ad arricchire la collezione GORE-TEX della stagione A/I 2019.

La tintura in massa è una tecnologia per la tintura di singoli trefoli di filati che, rispetto ai processi di tintura convenzionali, consente di risparmiare fino al 60% di acqua e ridurre notevolmente le emissioni di CO2. Durante il processo di tintura in massa, i coloranti vengono mescolati con i granuli di nylon o poliestere prima della filatura. Il filato che ne deriva è colorato in modo permanente e in profondità e pronto per essere tessuto. Gore Fabrics ha inoltre sviluppato un nuovo backer in tessuto che unisce i vantaggi della tintura in massa e i materiali riciclati, offrendo ai partner del marchio GORE-TEX, a partire dal 2019, un'ulteriore gamma di 18 laminati tinti in massa. 

Thomas Kiebler, Application Engineer Leader di Gore Fabrics, ha dichiarato: "Cerchiamo di aumentare la nostra quota di prodotti tessili tinti in massa a motivo di due straordinari vantaggi: la tintura in massa aiuta a ridurre il nostro impatto ambientale e offre un vantaggio in termini di prestazioni, ovvero una stabilità cromatica superiore alla luce, per fornire ai consumatori colori più brillanti più a lungo. E, da quanto emerge dai nostri studi sull'analisi del ciclo di vita, utilizzare capi outerwear per un lungo periodo è il modo migliore per ridurre l'impatto sull'ambiente".


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Energia: ENGIE Italia consolida la propria leadership nel teleriscaldamento acquisendo la rete di Cinisello Balsamo

ENGIE ITALIA CONSOLIDA LA PROPRIA LEADERSHIP NEL TELERISCALDAMENTO ACQUISENDO LA RETE DI CINISELLO BALSAMO

 

ENGIE Italia, attore primario dell'energia e dei servizi, conferma i propri piani di sviluppo nel teleriscaldamento con l'acquisizione della rete di Teleriscaldamento di Cinisello Balsamo (Milano) L'Azienda fornisce il calore ad oltre 130 condomìni (per circa 50 GWh all'anno) e garantisce alla cittadinanza servita di Cinisello Balsamo una riduzione di oltre il 25% delle emissioni di agenti inquinanti (CO2 e NOx) rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali.

 

Grazie ai risparmi ambientali ad una produzione efficiente di energia delocalizzata rispetto al centro cittadino, il teleriscaldamento permette un miglioramento della qualità dell'aria in città a beneficio dell'intera comunità. Inoltre, elimina ogni pericolo legato alla presenza di caldaie all'interno delle abitazioni e garantisce la continuità di servizio.

ENGIE, grazie a questa acquisizione, si posiziona, in Italia, terzo operatore in ambito teleriscaldamento con la gestione di 11 reti. Ciò risponde ad una strategia implementata a livello globale dal Gruppo, che ha reso ENGIE leader del settore con oltre 250 reti attive in tutto il mondo.

 "I sistemi di teleriscaldamento sono una soluzione efficiente, rispettosa dell'ambiente, affidabile e sicura per tutti gli edifici di una città, siano essi pubblici, residenziali o commerciali. Grazie alla produzione con fonte efficiente (cogenerazione, idrogeno) o rinnovabile (biomassa), le emissioni in atmosfera di CO2 e NOx vengono dimezzate, riducendo notevolmente l'inquinamento sul territorio ed il rischio sanitario connesso - sottolinea Matthieu Bonvoisin, Direttore Teleriscaldamento e Cogenerazione ENGIE Italia – L'acquisizione della rete di teleriscaldamento di Cinisello Balsamo è un nuovo esempio concreto della volontà di ENGIE di sviluppare il teleriscaldamento anche in Lombardia, quale soluzione per rendere le città sempre più smart, sostenibili ed efficienti".

ENGIE, che propone progetti dedicati a territori, aziende, edifici, comunità, fino ad arrivare ai singoli cittadini, è determinata a contribuire ad un progresso sempre più armonioso, in grado di riconciliare i temi ambientali con gli interessi collettivi ed individuali, a beneficio di un mondo più sostenibile.

 

 

ENGIE

ENGIE, gruppo mondiale di energia e servizi, opera attraverso tre principali attività: la produzione di energia elettrica da fonti con basse emissioni di anidride carbonica (in particolare mediante gas naturale ed energie rinnovabili), le infrastrutture energetiche e le soluzioni per i clienti. ENGIE, guidata dall'ambizione di contribuire ad un progresso armonioso, affronta le grandi sfide globali - lotta al riscaldamento climatico, accesso di tutti all'energia, mobilità - offrendo ai clienti pubblici, alle imprese e ai privati, soluzioni per la produzione di energia e servizi in grado di conciliare interessi individuali e collettivi.

 Le offerte integrate del Gruppo, a bassa emissione di anidride carbonica e ad alte prestazioni sostenibili, si basano sull'impiego di tecnologie digitali. Le soluzioni di ENGIE, inoltre, vanno oltre l'energia perché in grado di promuoverne nuovi usi e favorire nuovi stili di vita e di lavoro. L'ambizione di ENGIE è condivisa quotidianamente dai 150.000 dipendenti che lavorano in 70 Paesi che, insieme a clienti e partner, costituiscono una comunità creativa di architetti che immaginano e costruiscono oggi le soluzioni per il domani. 

 

Fatturato 2017: 65 miliardi di euro. Quotata a Parigi e Bruxelles (ENGI), il Gruppo è rappresentato nei principali indici finanziari (CAC 40, BEL 20, Euro STOXX 50, STOXX Europe 600, MSCI Europe, Euronext 100, FTSE Eurotop 100, EURO STOXX Utilities, STOXX Europe 600 Utilities) ed extra-finanziari (DJSI World, DJSI Europe e Euronext Vigeo Eiris - World 120, Eurozone 120, Europe 120, France 20, CAC 40 Governance).

 

ENGIE in Italia propone offerte globali sull'intera catena del valore dell'energia, dalla fornitura ai servizi, con particolare attenzione ai prodotti innovativi e alle soluzioni di efficienza energetica e di gestione integrata. Con oltre 2.800 dipendenti in più di 50 uffici sull'intero territorio nazionale, ENGIE in Italia è il primo operatore nei servizi energetici, il secondo nella vendita del gas (mercato all'ingrosso), quinto nell'elettricità. ENGIE è presente in tutti i segmenti, dal residenziale al terziario, pubblico e privato, fino alla piccola e grande industria. In Italia, ENGIE annovera 6 parchi eolici, 5 di solare fotovoltaico e 3 impianti da biomassa, per complessivi 175,8 MW. Una capacità che ENGIE intende incrementare sempre più, attraverso acquisizioni e sviluppo di nuovi progetti.



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Energia elettrica: Boccia, Starace, Bortoni e Orban all'Assemblea Pubblica Elettricità Futura - 19 giugno

 

LA TRANSIZIONE ENERGETICA E LE IMPRESE ITALIANE

Assemblea annuale pubblica di Elettricità Futura

 

Auditorium Via Veneto

Roma, 19 giugno 2018

Ore 10:00 - 13:30

 

Roma, 16/06/2018 – Le sfide per la decarbonizzazione delle imprese. Questo il tema al centro dell'Assemblea pubblica annuale di Elettricità Futura "La transizione energetica e le imprese italiane" in programma il prossimo 19 giugno a Roma presso l'Auditorium Via Veneto dalle ore 10:00 alle ore 13:30.

 

Dopo il saluto di Simone Mori, Presidente di Elettricità Futura,  Francesco Starace, Presidente di Eurelectric, illustrerà come le imprese possano e debbano avviarsi verso la transazione energetica per seguire la strada di un'economia più sostenibile. Seguirà l'intervento di David Orban docente alla Singularity University, un'associazione che si occupa di studiare il futuro e aiutare le aziende nel percorso d'innovazione.

 

All'interno dell'Assemblea si svolgerà inoltre la tavola rotonda "Le prospettive per un'Italia low carbon" a cui prenderanno parte l'On. Gianluca Benamati, Responsabile del Dipartimento Energia del Partito Democratico, l'On. Luca Squeri, Membro per Forza Italia della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, il Sen. Gianni Girotto, Coordinatore del programma energia del Movimento 5 Stelle e il Sen. Armando Siri, Responsabile economico Lega - Salvini Premier.

 

Concluderanno l'evento Guido Bortoni, Presidente ARERA e Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria. 



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Energia sostenibile: firmato il Protocollo d’intesa con il Ministero dell’ambiente per la riduzione delle emissioni degli impianti termici alimentati a biomasse legnose


Assemblea annuale AIEL - Associazione Italiana Energie Agroforestali

 

Firmato il Protocollo d'intesa con il Ministero dell'ambiente 

per la riduzione delle emissioni degli impianti termici alimentati a biomasse legnose


-70% DI EMISSIONI ENTRO IL 2030

NECESSARIO ROTTAMARE OLTRE 4 MILIONI DI VECCHI APPARECCHI

 GLI IMPEGNI DELLE 500 IMPRESE DELLA FILIERA LEGNO-ENERGIA

 

Padova, 15 giugno 2018. In occasione dell'Assemblea di AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali è stato siglato il Protocollo d'Intesa con il Ministero dell'ambiente che prevede azioni e impegni reciproci finalizzati alla riduzione delle emissioni degli impianti termici alimentati a biomasse legnose.

 

Il protocollo, siglato da Mariano Grillo, Direttore generale del Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare (MATTM) e dal Presidente di AIEL, Domenico Brugnoni, affronta il tema della qualità dell'aria: la filiera legno-energia (500 imprese, dalle imprese boschive ai produttori e distributori di legna, cippato, pellet, ai costruttori di caldaie e stufe, fino agli installatori e manutentori) si impegna a contribuire all'abbattimento dei livelli di particolato PM10 e di Benzo(a)pirene.

Obiettivo: ridurre del 70% le emissioni entro il 2030. Come? Con il turn-over tecnologico, per rottamare oltre 4 milioni di apparecchi con più di 20 anni di età. Con quali risorse? Con il Conto Termico che mette a disposizione 900 milioni di euro per la sostituzione di generatori obsoleti con moderne stufe e caldaie alimentate a biomassa legnosa.

 

Domenico Brugnoni Presidente AIEL ha ricordato come la firma dell'accordo arrivi in un momento di grande cambiamento sia del contesto economico che di quello politico: "siamo agli esordi di una nuova legislatura e di un nuovo Governo ed è il momento migliore per rafforzare le relazioni istituzionali e il ruolo di rappresentanza di AIEL. Questo accordo riconosce il ruolo di AIEL come interlocutore di riferimento per le istituzioni sulle tematiche collegate all'uso sostenibile delle biomasse legnose."

 

"E' una giornata storica per AIEL - ha affermato Marino Berton direttore di AIEL - e per una felice coincidenza avviene all'indomani dell'intesa europea che alza l'asticella della produzione di energia da fonti rinnovabili dal 20 al 32 per cento, accelerando quindi la transizione energetica verso la decarbonizzazione. Le biomasse legnose sono la prima energia rinnovabile in Italia e la seconda fonte di riscaldamento delle famiglie italiane. Non servono misure eccezionali, ma un impegno concreto della filiera in cinque direzioni:  attivare il turn over tecnologico rottamando gli apparecchi obsoleti, usare biocombustibili di qualità certificata, garantire la professionalità degli installatori e manutentori e assicurare la manutenzione periodica, intensificando la sorveglianza grazie anche alla creazione e aggiornamento dei Catasti regionali dei generatori."

 

L'Intesa sviluppa gli obiettivi "dell'Accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano", sottoscritto nel giugno 2017 dal Ministero dell'ambiente con le Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. 

 

Il Protocollo AIEL-MATTM prevede una serie di impegni che riguardano ariaPulita™, il sistema di certificazione volontario degli apparecchi domestici alimentati a legna o pellet, l'attivazione di campagne di informazione, la diffusione dei biocombustibili (legna, cippato, pellet) di qualità certificata e delle buone pratiche, la formazione e l'aggiornamento professionale di installatori e manutentori. Un punto importante riguarda l'impegno a promuovere e favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte dell'industria per accelerare il processo di innovazione tecnologica per la riduzione delle emissioni.

 

Il Ministero dell'ambiente recepisce le istanze di AIEL, e riconosce la certificazione ariaPulita™. L'accordo prevede che il MATTM proponga al Ministero dello sviluppo economico un aggiornamento del decreto ministeriale per garantire fino al 2030 l'incentivazione Conto Termico per la sostituzione degli impianti termici obsoleti con impianti a biomasse aventi le classi di qualità ambientale più elevate. MATTM, inoltre, proporrà al Ministero dello sviluppo economico un aggiornamento del decreto ministeriale per vincolare l'incentivazione del Conto Termico all'utilizzo di biocombustibili certificati, in conformità con le norme tecniche di riferimento e con la certificazione BiomassplusÒ promossa da AIEL. Altro punto saliente, la proposta di aggiornamento del decreto legislativo relativo alla qualificazione degli installatori di impianti alimentati da fonti rinnovabili, con l'obiettivo di migliorare gli attuali percorsi formativi obbligatori.

 

L'accordo è aperto all'adesione delle Regioni e delle Province autonome che si impegnano ad intensificare e potenziare le operazioni di controllo degli impianti termici civili a biomasse per il rispetto degli obblighi di rilascio delle Dichiarazioni di Conformità, della compilazione dei Libretti d'impianto e registrazione degli impianti termici civili a biomasse negli appositi Catasti Informatici regionali. Le parti infine condividono l'importanza delle attività di informazione rivolte sia agli utenti sia agli operatori per sensibilizzarli sui temi della riqualificazione energetica e ambientale degli impianti a biomasse legnose e sulla diffusione delle buone pratiche.

 

#PERUNARIAPULITA è il nostro impegno e l'impegno di tutti

AIEL è l'associazione delle imprese della filiera legno-energia, con sede legale a Roma e sede operativa a Legnaro (Padova) presso il Campus di Agripolis, che da 15 anni si occupa di promuovere la corretta e sostenibile valorizzazione energetica delle biomasse agroforestali, in particolare i biocombustibili legnosi. L'associazione rappresenta circa 500 imprese della filiera, in particolare circa il 70% delle industrie italiane ed europee di costruzione di apparecchi domestici e caldaie (circa 800 M€ di fatturato). Sul fronte dei biocombustibili rappresenta circa 150 produttori di legna e cippato e 60 imprese italiane di produzione e distribuzione di pellet. AIEL ha fondato e gestisce in Italia tre sistemi di certificazione: ENplus (pellet), Biomassplus (legna, cippato e bricchette) e Aria Pulita (stufe, inserti, caldaie domestiche a legna e pellet).



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AIEL - Associazione Italiana Energie AgroForestali / Italian Agriforestry Energy Association
Agripolis, Viale dell'Università 14 - 35020 Legnaro (Padova) - ITALY
Tel. +39 049 88 30 722 


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Agricoltura sostenibile: OLIO DI SANSA, UN FUTURO “RINNOVABILE”

OLIO DI SANSA, UN FUTURO "RINNOVABILE"

Al prossimo meeting di Eurolivepomace, la federazione europea del settore, ASSITOL rilancerà la centralità del settore all'interno della filiera olivicola e l'importanza dei nuovi filoni alternativi, come la produzione di energia.

Produzione in netta crescita per l'olio di sansa nella campagna 2017-2018, che si chiude con un aumento del 137% rispetto all'annata precedente. Lo sottolinea ASSITOL, L'Associazione italiana dell'industria olearia, che si appresta a partecipare al terzo meeting di Eurolivepomace, la federazione europea del settore, che vede l'Italia alla vicepresidenza. 

"All'incontro intendiamo ribadire la centralità del ruolo delle nostre aziende nella filiera olivicolo-olearia", osserva Michele Martucci, presidente del Gruppo sansa e vicepresidente della federazione. Il 19 giugno a Beja, in Portogallo, il confronto coinvolgerà la Spagna con l'ANEO, la Grecia (Spel) e la portoghese ANIDA. Il dibattito affronterà le prospettive future del settore, che guarda con interesse agli impieghi alternativi del sansa, in particolare quello energetico, e ai temi ambientali.

La sansa è un sottoprodotto della lavorazione delle olive in frantoio. Quello che si potrebbe considerare uno "scarto", al contrario, nell'ottica dell'economia circolare, è valorizzato dal lavoro delle aziende che trasformano la sansa e ne estraggono un olio alimentare e, in aggiunta, una biomassa di origine vegetale.

Inoltre l'olio di sansa, da sempre, apre la strada all'olio d'oliva nei nuovi mercati, soprattutto in Asia e, in generale, nei Paesi non ancora abituati al gusto dell'extravergine. Nel 2017, secondo i dati ASSITOL, nel complesso sono state destinate all'export 40mila tonnellate di olio di sansa.

La capacità di dare una "seconda vita" ai sottoprodotti dell'olivo sarà uno degli argomenti principali della riunione di Eurolivepomace. Negli ultimi anni, infatti, le aziende hanno puntato sulla produzione di energia termica grazie al reimpiego delle sanse disoleate, a basso impatto ambientale, che le imprese utilizzano al loro interno. Già oggi, il 50% della sansa disoleata è destinato alla produzione energetica per usi civili, la restante metà all'autoconsumo in azienda. 

"Intendiamo mantenere la nostra vocazione alimentare – afferma Martucci – rafforzando però il filone degli usi alternativi. La nostra è una filiera virtuosa, che può dare nuovo slancio al filone della sostenibilità e dell'energia verde".

Per queste ragioni ASSITOL, in occasione dell'incontro di Eurolivepomace, intende proporre una politica di investimenti in ricerca e sviluppo incentrati sui sottoprodotti. "I fondi europei – ricorda il presidente del gruppo sansa di ASSITOL - potrebbero aiutarci a migliorare i nostri prodotti, ad accrescere l'impiego energetico della sansa, in un'ottica di rispetto dell'ambiente  e di contrasto al cambiamento climatico, e ad esplorare meglio le potenzialità nutraceutiche dell'olio di sansa, parte integrante della 'famiglia' degli oli d'oliva".


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