CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Le ultime news sull'Eco-Sostenibilità

Le ultime notizie di AlternativaSostenibile.iy

Cerca nel blog

giovedì 9 luglio 2020

ECONOMIA CIRCOLARE, ZOLEZZI (M5S): CON IMPORTANTE VOTO ACCOLTA NORMATIVA EUROPEA PER GESTIONE RIFIUTI SPECIALI

ECONOMIA CIRCOLARE, ZOLEZZI (M5S): CON IMPORTANTE VOTO ACCOLTA NORMATIVA EUROPEA PER GESTIONE RIFIUTI SPECIALI


Roma, 9 luglio – "Considero un'ottima notizia il fatto che la commissione Ambiente abbia dato il via libera allo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2018/849 relativa a pile e accumulatori, ai rifiuti di pile e accumulatori (RPA) e ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Si tratta di uno degli atti relativi al recepimento del pacchetto 'economia circolare'. Nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche vi è la presenza di metalli strategici e ad elevato valore aggiunto, non presenti nel Paese e per i quali l'Italia e pertanto soggetta alla fluttuazione dei costi di importazione". Lo dichiara in una nota Alberto Zolezzi, deputato del MoVimento 5 Stelle in commissione Ambiente.

"Adesso bisogna prevedere sanzioni amministrative pecuniarie per gli impianti di trattamento che non effettuino la comunicazione al Centro di coordinamento dei dati relativi alle RAEE", aggiunge. "L'audizione di European Recycling platform ha confermato come una parte rilevante dei RAEE venga avviata alla filiera dei rottami ferrosi e che sarebbero 200mila le tonnellate annue di RAEE domestici che escono dal circuito regolare, quelle che mancano al raggiungimento degli obiettivi comunitari", spiega ancora il pentastellato.

"Inoltre, si è deciso di istituire una 'Piattaforma italiana per lo studio e l'implementazione di sistemi innovativi di recupero e gestione dei RAEE e dei RPA' al fine di contrastare l'obsolescenza pianificata, sviluppare l'analisi tecnica, ambientale e finanziaria dei metodi di recupero innovativi e sostenibili per singole materie prime critiche. L'approvazione all'unanimità del parere fa ben sperare dato che parliamo di apparecchiature e rifiuti sempre più importanti in quest'epoca di pandemia", conclude la nota.


--
www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 8 luglio 2020

AL VIA ECOFUTURO 2020. DON’T PANIC: SALVIAMO IL PIANETA E L’ECONOMIA CON LE ECO INNOVAZIONI


Ecofuturo 2018

DON'T PANIC: SALVIAMO IL PIANETA E L'ECONOMIA CON LE ECO INNOVAZIONI

AL VIA LA SETTIMA EDIZIONE DI ECOFUTURO DAL 14 AL 18 LUGLIO A PADOVA.  ANCHE DAL VIVO, OLTRE CHE IN STREAMING, IN ASSOLUTA SICUREZZA

Torna il Festival delle Ecotecnologie Ecofuturo, per ridare speranza e basi concrete per la ripartenza economica del Paese nell'ottica della sostenibilità ambientale. Annunciato il programma della settima edizione che anche quest'anno si svolgerà a Padova, nella splendida cornice del Fenice Green Energy Park, dal 14 al 18 luglio.

Il festival ideato da Jacopo Fo, Fabio Roggiolani e Michele Dotti farà incontrare dal vivo, ed è tra i primi a fare ciò in assoluta sicurezza dopo il lockdown, e in streaming, per una settimana aziende, ricercatori, politici, esperti e rappresentanti della società civile che si sono distinti per la loro capacità di trovare soluzioni tecniche per rivoluzionare il nostro modo di vivere, spostarci e lavorare.

Tra i temi principali l'Ecobonus al 110%, spiegato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Riccardo Fraccaro, il progetto di autocura energetica delle scuole con Giuseppe De Cristofaro, Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, e le azioni da compiere per bonificare terre e mari inquinati con il Ministro Sergio Costa. Tanti approfondimenti su comunità energetiche, nuovi utilizzi del biometano, autostrade del mare, mobilità sostenibile, economia circolare dei rifiuti, sanificazioni ai tempi del Covid, liberalizzazione delle energie rinnovabili, agricoltura bioenergetica, geotermia. Gli ospiti e i relatori presenti potranno visitare gli stand, assaggiare prodotti di ristorazione biologica e provare dal vivo veicoli elettrici di grandi e piccole dimensioni e da quest'anno anche modelli speciali da rally.

Non mancheranno incontri con personaggi dell'informazione come Licia Colò, Luca Mercalli, Maurizio Melis, Massimo Cirri, oltre che con Jacopo Fo.

Il festival si terrà dal vivo, nella massima sicurezza, seguendo le disposizioni ministeriali e assicurando la sanificazione degli ambienti. Per garantire la massima divulgazione l'evento sarà interamente trasmesso, con la regia di Sergio Ferraris, in diretta Facebook dalle pagine "Ecofuturo Festival" e "Jacopo Fo", oltre che diffuso da un network nazionale di tv e siti web. Inoltre saranno presentate sessioni dedicate al benessere e alle cure naturali, una finestra speciale sul tema del crowdfunding, un forum sul Benessere Equo e Sostenibile con il già Ministro Lorenzo Fioramonti, un'esposizione di auto elettriche, ibride e dual-fuel e una mostra di Poesia Visiva con opere da tutto il mondo.



--
www.CorrieredelWeb.it

Allarme dell'ONU: nel 2019 è record di rifiuti elettronici in tutto il mondo. Ecco perché scegliere dispositivi rigenerati. Refurbed: "Necessaria una maggior informazione"

Allarme dell'ONU: nel 2019 è record di rifiuti elettronici in tutto il mondo. Ecco perché scegliere dispositivi rigenerati è una buona idea

53,6 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici in un solo anno, ma cresce il numero di persone che sceglie devices rigenerati. Refurbed: "Necessaria una maggior informazione a riguardo. Il 68% degli italiani vorrebbe avere un dispositivo rigenerato, ma solo il 10% ne possiede uno"

 

 

Produciamo troppi rifiuti elettronici, e il loro volume aumenta di anno in anno. A confermare quello che, in fondo, era già sotto gli occhi di tutti è il Global E-waste Monitor 2020, il report pubblicato annualmente dalle Nazioni Unite. Sarebbero ben 53,6 milioni le tonnellate di rifiuti elettronici prodotte solo nel 2019, con un aumento del 21% in soli cinque anni.

 

Se non cambieremo qualcosa nelle nostre abitudini di consumo, di questo passo entro il 2030 raggiungeremo 74 milioni di tonnellate, arrivando a raddoppiare la mole di rifiuti elettronici prodotti annualmente in appena 16 anni. Ciò che, però, fa ben sperare è che negli ultimi anni sta aumentando anche il mercato dei prodotti ricondizionati, che consentono non solo di limitare il volume dei rifiuti elettronici, ma anche il costo economico e ambientale connesso alla produzione di dispositivi nuovi.

 

Le stime ONU prevedono che entro il 2022, il valore del mercato dei ricondizionati arriverà a valere 100 milioni di euro, raddoppiando in appena cinque anni. Il trend è confermato anche da Refurbed, startup che si occupa di prodotti tecnologici rigenerati, equiparabili ai nuovi per prestazioni. Dal 2017, anno della sua fondazione, ad oggi, Refurbed ha visto raddoppiare di anno in anno il volume delle richieste da parte degli utenti. Secondo i fondatori dell'azienda ad incidere su questo rapido incremento è da un lato un crescente interesse per l'ambiente da parte dei consumatori, dall'altro una maggiore e migliore informazione circa questi prodotti.

 

"I prodotti rigenerati nella maggior parte dei casi offrono prestazioni equivalenti a quelli nuovi, con l'ulteriore vantaggio di un risparmio economico e per l'ambiente. – Hanno detto Peter Windischhofer, Kilian Kaminski e Jürgen Riedl, fondatori di Refurbed – In Italia 68% dei consumatori vorrebbe averne uno, eppure solo il 10% ha realizzato l'acquisto. Questo è dovuto al fatto che ci sono ancora molte persone diffidenti a riguardo di questi prodotti, pensando che possano dare problemi o che poi non si possa usufruire di garanzia e assistenza, o non sanno dove acquistarli in sicurezza. Refurbed permette di avvicinarsi al mondo dei ricondizionati senza rischi, grazie ai 30 giorni di prova, alla formula 100% soddisfatti o rimborsati e alla garanzia minima di 1 anno. È necessaria una maggiore informazione circa queste tematiche. Ci siamo resi conto che, una volta comprese le reali potenzialità dei ricondizionati e i servizi ad essi spesso collegati, quasi tutti si dichiarano favorevoli all'acquisto. Facendo un'indagine tra i nostri clienti, abbiamo riscontrato che solo il 10% di loro era favorevole ad acquistare prodotti ricondizionati prima di conoscerci. Eppure, quasi il 100%, torna a fare altri acquisti".



--
www.CorrieredelWeb.it

domenica 5 luglio 2020

Inquinamento: le vite salvate dal lockdown in Lombardia

 

Inquinamento: le vite salvate dal lockdown in Lombardia


L'inquinamento ha subito un rallentamento durante i mesi del blocco in risposta al COVID-19, il conseguente parziale miglioramento della qualità dell'aria ha inciso sul numero dei decessi nella regione: salvati circa 22.500 anni di vita, oltre il 10% di quanti ne sono stati persi a causa del Corona virus. I risultati preliminari di uno studio di RFF-CMCC - European Institute on Economics and the Environment (EIEE) che, integrando dati osservati, modelli matematici e machine learning, mette a disposizione nuove informazioni per la realizzazione di politiche sull'inquinamento.

La letteratura medica attribuisce all'inquinamento dell'aria da particolato fine (PM2.5) e biossido di azoto (NO2) la capacità di arrecare danni alla salute umana. In Lombardia, una delle regioni più inquinate dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), il lockdown seguito all'esplosione di COVID-19 ha quasi congelato gli spostamenti delle persone e l'intera economia, riducendo le emissioni di questi inquinanti e, di conseguenza, delle loro concentrazioni nell'aria rispetto ai valori che si sarebbero riscontrati in assenza di politiche di blocco.


Tuttavia, a fronte di uno stop così rilevante delle attività socioeconomiche, le percentuali di riduzione delle concentrazioni di inquinanti sono state parziali. Il particolato fine si è ridotto del 22% (6 microgrammi per metro cubo), mentre le concentrazioni di biossido di azoto del 36% (di 17 microgrammi per metro cubo).


Lo rivela uno studio realizzato dai ricercatori dell'istituto RFF-CMCC, European Institute on Economics and the Environment (EIEE) che, attraverso strumenti di machine learning, hanno potuto spiegare queste cifre e calcolare il numero di anni di vita (in termini di morti premature) salvati grazie alla riduzione dell'inquinamento dell'aria, in grado di ridurre i rischi di malattie ai sistemi cardiovascolari e respiratori degli abitanti della zona.


"Da febbraio a maggio, la riduzione dei PM2.5 ha salvato in Lombardia circa 8.500 anni di vita. La riduzione degli NO2 ne ha salvati circa 22.500", spiega Francesco Granella, ricercatore di EIEE e primo autore dello studio. "Le emissioni di questi due inquinanti vanno di pari passo ed è quindi difficile distinguere nettamente gli effetti dell'uno e dell'altro sulla salute, perciò non sarebbe corretto sommare questi valori per ottenere il numero totale di anni di vita salvati. Ma confrontandoli con il numero dei decessi causati dal COVID-19 nella stessa regione e nello stesso periodo (quasi 16.000 per circa 192.000 anni di vita persi nella regione), il nostro studio conclude che oltre il 10% degli anni di vita persi a causa del COVID-19 sono stati salvati dalla riduzione dell'inquinamento dell'aria dovuta alle misure di lockdown", una situazione eccezionale che ha fornito un esperimento naturale unico per valutare le relazioni esistenti tra l'inquinamento atmosferico locale e le diverse fonti di emissioni.


"Queste analisi – sottolinea Massimo Tavoni, direttore di RFF-CMCC, European Institute on Economics and the Environment (EIEE) e docente al Politecnico di Milano – ci ricordano la gravità dell'inquinamento dell'aria, che in Italia è responsabile ogni anno del doppio dei decessi riconducibili ad oggi al COVID-19. Si tratta di dati molto utili a comprendere come una profonda trasformazione verde dell'economia possa portare a benefici per la salute dei cittadini".


Lo studio offre quindi informazioni rilevanti ai decisori politici per la definizione delle future misure antinquinamento. "I risultati delle politiche di riduzione dell'inquinamento, come ad esempio i blocchi del traffico, possono essere influenzati da diverse variabili naturali, come il meteo e la stagionalità", continua Granella. "Per stimare le conseguenze del lockdown o di altre politiche sull'inquinamento non basta paragonare l'anno corrente con il precedente, o una città con un'altra, senza tenere conto delle differenze meteorologiche. La nostra ricerca tiene conto di queste variabili, e rileva una riduzione rilevante, ma non totale, delle concentrazioni di sostanze inquinanti nell'aria, che siamo in grado di spiegare analizzando nel dettaglio l'impatto del blocco sui diversi settori". Le emissioni del settore dei trasporti sono diminuite molto, quelle dell'industria parzialmente, mentre le emissioni da riscaldamento degli edifici e agricoltura non sono state intaccate, o lo sono state solo marginalmente, dal lockdown. Questo spiega la maggiore riduzione di NO2 (attribuibili soprattutto alla riduzione del traffico stradale) rispetto ai PM2.5, maggiormente legate agli altri settori non altrettanto impattati. Le politiche volte a ridurre l'inquinamento, suggerisce lo studio, devono necessariamente coprire anche questi settori ed essere adeguate alla stagionalità.



--
www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 1 luglio 2020

FIUMI DEL NORD SEMPRE PIÙ GIÙ E CRESCE RISCHIO DESERTIFICAZIONE IN SICILIA_Comunicato Stampa

OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE

L'IRRESISTIBILE DISCESA DEI FIUMI NEL NORD ITALIA

SICILIA SEMPRE PIÙ A RISCHIO DESERTIFICAZIONE

FRANCESCO VINCENZI, Presidente ANBI: "IMPORTANTE LA SOLLECITAZIONE DELLA MINISTRA BELLANOVA PER AVVIARE UN PIANO ACQUA PER L'AGRICOLTURA"


Pur rimanendo superiore allo scorso anno, la portata del fiume Po è più che dimezzata rispetto alla media storica (a Pontelagoscuro, 922 metri cubi al secondo contro una media di mc/sec 1.999): è questo il dato più significativo del bollettino settimanale diffuso dall'Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

"Non è ancora tempo di lanciare allarmi ma, considerando il periodo estivo che stiamo per affrontare, è evidente la necessità di cominciare a concordare scelte che, nel rispetto delle priorità di legge, rendano compatibili i diversi interessi, che gravano sulla risorsa acqua – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale dell'Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI) - L'Autorità di Bacino Distrettuale monitora costantemente la situazione e fornirà utili indicazioni in occasione della prossima riunione dell'Osservatorio sul fiume Po, già convocata per il 9 Luglio."

In linea con il trend, che si sta registrando, è il progressivo, seppur previsto, abbassamento del livello dei grandi laghi del Nord (solo quello di Como, però, è sotto media), che fungono da riserva per la sete della Pianura Padana; conseguentemente restano in media i fiumi lombardi (Brembo, Adda, Mincio, Ticino, Chiese), mentre sono in calo i corsi d'acqua piemontesi (ad eccezione della  Dora Baltea), ma soprattutto quelli dell'Emilia Romagna, dove Savio, Taro, Trebbia sono sotto media e dimezzati rispetto all'anno scorso, così come il Secchia che registra addirittura il minimo storico mensile con una portata di mc/sec 1,91.

Non va meglio per i fiumi veneti, ad eccezione del Piave: in una settimana, l'Adige è calato di 70 centimetri.

Nel Centro Italia, i bacini delle Marche, con circa 49 milioni di metri cubi d'acqua, registrano livelli superiori solo al 2017 nel più recente quinquennio, mentre restano confortanti le situazioni del lago di Bracciano nel Lazio, dell'invaso della diga di Penne in Abruzzo e dei bacini della Sardegna.

In Campania, il leggero calo del  Volturno è compensato dalla ripresa del Sele: entrambi i fiumi, comunque, registrano altezze idrometriche, superiori allo scorso anno.

In assenza di piogge significative è senza fine la discesa delle riserve idriche in Basilicata e Puglia dove, in ciascuna regione, viene prelevato indicativamente, dai bacini, un milione di metri cubi d'acqua al giorno: in Lucania sono attualmente invasati poco meno di 338 milioni di metri cubi (erano quasi 406, lo scorso anno); negli invasi pugliesi, ce ne sono circa 151 milioni contro gli oltre 266 del 2019.

Mentre sembra essersi  positivamente stabilizzata la situazione idrica calabrese, diventa sempre più consistente il rischio desertificazione per il territorio siciliano, penalizzato non solo da un andamento delle precipitazioni "a macchia di leopardo", ma da livelli pluviometrici decisamente insufficienti: secondo l'Osservatorio Europeo sulla Siccità (European Drought Observatory) dall'inizio dell'anno solo il mese di marzo avrebbe registrato piogge quantitativamente significative sull'isola. 

"Di fronte a questo quadro – conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è quantomai importante la sollecitazione lanciata dalla Ministra alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, per mettere a valore risorse del Fondo Sviluppo e Coesione non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, tra cui almeno 1 miliardo e 600 milioni di euro per avviare un Piano Acqua per l'Agricoltura sulla base degli oltre 3.600 progetti definitivi ed esecutivi, redatti dai Consorzi di bonifica ed irrigazione, per un importo complessivo di circa 8 miliardi e mezzo."



--
www.CorrieredelWeb.it

Ambienta vince il premio Private Equity ESG Fund of the Year ai Sustainable Investment Awards

Ambienta vince il premio Private Equity ESG Fund of the Year ai Sustainable Investment Awards

Ambienta ha ottenuto il premio in riconoscimento del suo approccio proprietario ESG in Action e per essersi distinta come leader fra gli investitori focalizzati sulla sostenibilità

I Sustainable Investment Awards di Environmental Finance premiano i principali asset manager in grado di integrare i valori ESG all'interno delle proprie attività

Ambienta è inoltre lieta di annunciare la pubblicazione del suo rapporto annuale ESG & Environmental Impact 2019


Ambienta SGR SPA ("Ambienta") è orgogliosa di annunciare di aver vinto il premio Private Equity ESG Fund of the Year ai Sustainable Investment Awards 2020, organizzati da Environmental Finance. Questo premio è l'ultimo di una serie di riconoscimenti per l'integrazione dei principi ESG e per la sostenibilità che l'azienda ha vinto negli ultimi 12 mesi, riconfermandosi il principale asset manager europeo interamente focalizzato sulla sostenibilità.

Una giuria composta da esperti del settore ha premiato Ambienta come Private Equity ESG Fund of the Year per il suo esclusivo programma ESG in Action e per la sua strategia di investimento unica focalizzata sulla sostenibilità. Ambienta ha sempre considerato l'integrazione di principi di gestione responsabile ambientali, sociali e di governance come un vero strumento per la creazione di valore ed il suo segreto risiede nell'aver saputo definire un approccio che allinea l'integrazione di questi principi alla creazione di valore condivisa tra tutti gli stakeholder e in particolare con i dipendenti e le comunità locali.

La società vanta anche una propria metodologia proprietaria,  l'Environmental Impact Analysis, che misura l'impatto ambientale dei propri investimenti. Dalla sua fondazione, Ambienta ha contribuito a risparmiare circa 1.600.000 tonnellate di materiali e 240.000 tonnellate equivalenti di petrolio in termini di energia, oltre a ridurre le emissioni di CO2 per un equivalente di 6.300.000 tonnellate.

Ambienta è inoltre lieta di annunciare la pubblicazione dell'edizione 2019 del suo ESG & Environmental Impact Report. Il rapporto illustra i progressi compiuti da Ambienta nell'integrazione dei principi ESG e di sostenibilità a livello GP e di portafoglio.

Stefano Bacci, Partner e ESG Manager di Ambienta, ha dichiarato: "Sono lieto che Ambienta sia stata premiata come Private Equity ESG Fund of the Year dalla Environmental Finance. Questa è solo l'ultima di una serie di attestazioni di fiducia nel nostro modello di investimento focalizzato sulla sostenibilità, che è in grado di assicurare risultati finanziari eccellenti e al contempo un impatto ambientale positivo, solido e misurabile."



--
www.CorrieredelWeb.it

InfoCert, Aruba e Trust Technologies - Ricerca IDC: l'impatto della PEC sull'ambiente

La PEC, un asset digitale che sta facendo risparmiare al Paese 4 miliardi di euro.
I risultati della ricerca di IDC con Aruba, InfoCert e Trust Technologies.

 

Non solo risparmio economico ma anche riduzione dell'inquinamento, degli spazi d'archiviazione fisici e dei tempi d'attesa.

 

Bergamo, Roma – 1 luglio 2020 - Aruba, InfoCert e Trust Technologies sono i promotori di una nuova analisi di IDC che indaga sui benefici concreti della Posta Elettronica Certificata in Italia, misurati dal 2008 al 2019 e con proiezioni fino al 2022.

 

Secondo IDC, affinché l'economia digitale possa sviluppare le proprie potenzialità, il Digital Trust dovrà diventare un requisito sempre più importante per ogni azienda: con la crescita delle attività digitali, entro il 2025 il 25% della spesa in sicurezza informatica sarà indirizzato allo sviluppo dei "Trust Frameworks", modelli concepiti per garantire e proteggere la fiducia tra le parti durante una transazione digitale.  A questo riguardo, IDC ha evidenziato come i programmi di Digital Trust siano considerati essenziali dal 62,5% dei CEO delle imprese a livello globale[1]

 

Il primo tassello tecnologico e di processo dell'ecosistema del Digital Trust italiano è rappresentato dalla Posta Elettronica Certificata (PEC). In base agli ultimi dati diffusi da AgID, nel 2019 nel nostro Paese risultavano attive 10,8 milioni di caselle PEC e i messaggi scambiati in un anno sono stati superiori a 2 miliardi e 380 milioni. Ed entro il 2022 si prevedono oltre 15 milioni di caselle attive e più di 3 miliardi di messaggi annuali. Crescono quindi il numero di utenti ed i volumi di traffico con un sempre maggiore e più diffuso utilizzo dello strumento.

 

Lo studio ha stimato in modo quantitativo i benefici diretti per l'intero sistema Paese - cittadini, imprese e istituzioni – dell'efficienza generata dall'uso della PEC in termini di: riduzione degli spostamenti (mobilità frizionale), abbattimento dell'impronta carbonica conseguente alla riduzione di tali spostamenti, eliminazione dei tempi di attesa (ore uomo risparmiate), liberazione degli spazi (m²di archivi non utilizzati). Inoltre, lo studio ha descritto in modo qualitativo i benefici indiretti di alcuni ambiti di applicazione in cui la PEC ha avuto maggiore impatto come l'amministrazione del processo civile o la compliance in ambito finanziario. Le stime effettuate riguardano un orizzonte temporale che va dal 2008 al 2022 ed includono la considerazione degli ulteriori sviluppi previsti, ad esempio nell'evoluzione verso gli standard europei (eIDAS) o nell'ambito del PCT.

 

La digitalizzazione delle comunicazioni formali tra cittadini, professionisti, imprese e PA comporta un vantaggio economico diretto riconducibile al passaggio da un modello di costi legato al volume della corrispondenza cartacea a uno determinato da abbonamenti annuali senza limite di messaggi.

 

In base alle simulazioni sul dato storico, i benefici netti complessivi della PEC si attestano su un valore medio di circa 2,2 miliardi di euro sul mercato italiano nel periodo compreso tra il 2008 e il 2019. Valore che cresce ulteriormente di 1,8 miliardi di euro nella proiezione compresa tra il 2020 e il 2022.

 

Dallo studio IDC emerge, tra le altre cose, come soltanto una parte minoritaria dei flussi di PEC dipenda da processi di sostituzione della corrispondenza tradizionale. Un altissimo numero di messaggi PEC attuali e futuri è determinato dalla creazione di nuovi servizi, nuove modalità d'uso e nuovo business. In pratica, la Posta Elettronica Certificata agisce come loro abilitatore e, in più, funge da facilitatore di servizi ibridi affiancando la Posta Descritta (raccomandate/ assicurate/ atti giudiziari), anche grazie a vere e proprie sinergie con altre soluzioni tecnologiche già presenti sul mercato.

 

L'analisi quantitativa, inoltre, basandosi su molte fonti referenziate ed aggiornate quali l'AgID, l'Istat, l'ACI e il Greenhouse Gas Protocol, per citarne alcune, ha stimato l'impatto anche su altre dimensioni oltre a quella economica:

 

Riduzione dell'impronta carbonica e della mobilità frizionale: l'accesso ai servizi del sistema postale richiede uno spostamento dal domicilio del cittadino o dalla sede del professionista, per raggiungere fisicamente l'ufficio postale e accedere ai servizi di corrispondenza. Questo spostamento è solitamente limitato all'area di copertura dell'ufficio postale e comporta l'impiego di veicoli che producono una emissione carbonica.

 

IDC ha calcolato che, attraverso l'uso della PEC, la mobilità frizionale è stata ridotta di 253 milioni di km nel 2019, destinati a diventare 391 milioni di km nel 2022. Inoltre, la PEC ha consentito un risparmio di 78.000 tonnellate di CO2 nel 2019, che saliranno a 120.000 tonnellate nel 2022.

 

Riduzione degli spazi di archiviazione di breve e lungo termine: secondo le stime, l'archiviazione digitale della corrispondenza ha consentito di liberare oltre 1,3 milioni di m2 di spazi di archiviazione nel 2019 - sia di giacenza che di conservazione – che si prevede raggiungano la cifra di 1,6 milioni di m2 nel 2022.

 

Eliminazione dei tempi di attesa per l'accesso ai servizi del sistema postale: grazie alla sostituzione di una parte della Posta Descritta con la PEC si eliminano virtualmente i tempi di attesa fisica presso gli uffici postali, stimati - e questo è il dato più curioso - in 2150 anni-uomo nel 2019, destinati a diventare addirittura 3.234 nel 2022.

   

"A nostro avviso, l'aspetto di maggior rilievo che emerge dallo studio è come il digitale abbia aperto un green market tanto per i nuovi operatori del circuito PEC quanto per gli operatori tradizionali del sistema postale, evidenziando come sia possibile mitigare efficacemente gli effetti più disruptive dell'innovazione tecnologica attraverso una coopetizione virtuosa tra gli operatori sotto la guida delle istituzioni", sottolinea Giancarlo Vercellino, Associate Director Research & Consulting, IDC Italia.

 

"La PEC è un asset strategico per il Paese che ci pone all'avanguardia in Europa per i sistemi di recapito certificato. È un sistema indispensabile, sempre più diffuso ed utilizzato da professionisti, cittadini ed imprese; uno strumento ormai profondamente integrato nei processi aziendali. - ha commentato Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba Lo conferma il report di IDC, che dimostra ampiamente l'impatto dei benefici ambientali ed economici della PEC sulla collettività, pur prendendo in esame solamente una parte minoritaria dei processi esistenti. Ne consegue come i benefici complessivi e reali, siano quindi molto più ampi, potenzialmente enormi. A riconferma, anche i dati interni di Aruba, secondo cui nel 2019 i principali titolari di caselle Aruba PEC sono stati proprio i soggetti che non avevano l'obbligo legale di usarla, ossia i privati (per il 43%), seguiti dalle ditte individuali (25%), dalle aziende (25%) e dai liberi professionisti (7%): indice di come sia ormai superato l'utilizzo dello strumento relativo all'adempimento per obbligo."

 

"Lo studio conferma quanto la PEC sia diventato e sarà sempre di più un irrinunciabile strumento di uso quotidiano per tantissimi cittadini, professionisti e imprese", afferma Marco Di Luzio, Chief Marketing Officer di InfoCert - Tinexta Group. "Il suo successo è determinato dalla sua semplicità d'utilizzo, dalla sicurezza dei dati trasmessi e dalla sua versatilità sia per i comuni cittadini che per le organizzazioni più complesse. Con risparmi economici e di tempo, nonché benefici ambientali che vanno a vantaggio non solo degli utilizzatori diretti ma anche del Paese nel suo insieme".

 

Presente e futuro della PEC

 

Nel contesto attuale dell'emergenza sanitaria, la PEC ha rappresentato un asset strategico per il Sistema Paese, consentendo di fornire una risposta tempestiva ad un'esigenza straordinaria e non attesa di comunicazione certificata, basata su processi remoti e digitali, rivelandosi uno dei principali strumenti di comunicazione ufficiale per cittadini, imprese e istituzioni. Ciò è testimoniato dall'aumento di volumi e caselle PEC registrato da AgID.

 

Nel prossimo futuro, sono già previste una serie di ulteriori evoluzioni, tra cui quella del 2021 che vedrà la nascita della PEC Qualificata – qualified e-delivery a norma eIDAS – che consentirà all'Italia di diventare la prima realtà europea, in termini di numeri e scambi, con una soluzione di e-delivery qualificato per cittadini, imprese e in generale qualsiasi realtà economica.

 



[1] IDC Global CEO Survey 


 

 

Aruba S.p.A.

Aruba S.p.A., fondata nel 1994, è la prima società in Italia per i servizi di data center, cloud, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini e possiede una grande esperienza nella realizzazione e gestione di data center, disponendo di un network attivo a livello europeo: oltre ai data center proprietari - 3 già attivi in Italia ed uno in arrivo entro il 2021, più un altro in Repubblica Ceca - ulteriori strutture partner sono in Francia, Germania, UK e Polonia. La società gestisce oltre 2,7 milioni di domini, più di 8,6 milioni di caselle e-mail, oltre 6,7 milioni di caselle PEC, oltre 130.000 server ed un totale di 5,4 milioni di clienti. È attiva sui principali mercati europei quali Francia, Inghilterra e Germania e vanta la leadership in Repubblica Ceca e Slovacca ed una presenza consolidata in Polonia e Ungheria. In aggiunta ai servizi di web hosting, fornisce anche servizi di server dedicati, housing e colocation, servizi managed, firma digitale, conservazione sostitutiva e produzione di smart-card. Dal 2011 ha ampliato la sua offerta con i servizi Cloud e nel 2014 è diventata Registro ufficiale della prestigiosa estensione ".cloud". Nel 2015 dà vita ad Aruba.it Racing, team ufficiale Ducati nel Campionato Mondiale Superbike e nello stesso anno annuncia la nascita della divisione Aruba Business, strutturata e pensata appositamente per supportare i business partner nel mercato dell'IT e del web. Nel 2019 annuncia ufficialmente Aruba Enterprise, la divisione che sviluppa progetti e soluzioni IT personalizzate per aziende e Pubblica Amministrazione.

 

InfoCert SpA

InfoCert, Tinexta Group, è la più grande Certification Authority europea, attiva in oltre venti Paesi. La società eroga servizi di digitalizzazione, eDelivery, Firma Digitale e conservazione digitale dei documenti ed è gestore accreditato AgID dell'identità digitale nell'ambito di SPID (Sistema Pubblico per la gestione dell'Identità Digitale). InfoCert investe in modo significativo nella ricerca e sviluppo e nella qualità: detiene un significativo numero di brevetti mentre le certificazioni di qualità ISO 9001, 27001 e 20000 testimoniano l'impegno ai massimi livelli nell'erogazione dei servizi e nella gestione della sicurezza. Il Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni InfoCert è certificato ISO/IEC 27001:2013 per le attività EA:33-35. InfoCert è leader europeo nell'offerta di servizi di Digital Trust pienamente conformi ai requisiti del Regolamento eIDAS (regolamento UE 910/2014) e agli standard ETSI EN 319 401, e punta a crescere sempre di più a livello internazionale anche mediante acquisizioni. Dal 2018 detiene il 51% di Camerfirma, una delle principali autorità di certificazione spagnole, e il 50% di LuxTrust, azienda leader nel Digital Trust in Lussemburgo. InfoCert, infine, è proprietaria dell'80% delle azioni di Sixtema SpA, il partner tecnologico del mondo CNA, che fornisce soluzioni tecnologiche e servizi di consulenza a PMI, associazioni di categoria, intermediari finanziari, studi professionali ed enti.



--
www.CorrieredelWeb.it

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *