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venerdì 7 dicembre 2018

Dow annuncia nuove iniziative a sostegno dell’impegno globale per ridurre i rifiuti di plastica

Dow annuncia nuove iniziative a sostegno dell'impegno globale per ridurre i rifiuti di plastica

Dow aderisce al piano di Circulate Capital per la raccolta di 100 milioni di dollari da destinarsi all'ambiente e prevenire la dispersione dei rifiuti negli oceani.

Un milione ulteriore sarà donato a Ocean Conservacy, ONG a sostegno dei Paesi del Sud Est Asiatico.

Dow ha annunciato l'intenzione di sviluppare e investire ulteriormente in nuove iniziative e soluzioni a livello globale che consentano di prevenire la produzione dei rifiuti di plastica e contribuiscano alla bonifica di quelli dispersi nell'ambiente.

Le iniziative, annunciate in concomitanza con la recente conferenza "Our Ocean" tenutasi a Bali in Indonesia, comprendono l'impegno di Dow nell'unirsi a importanti multinazionali in qualità di investitore fondatore nell'ambito dell'impegno da 100 milioni di dollari di Circulate Capital, volto a incubare e finanziare le società e le infrastrutture che prevengono la dispersione dei rifiuti negli oceani. Dow inoltre donerà un milione di dollari a Ocean Conservancy nel corso dei prossimi due anni a sostegno della raccolta di rifiuti e delle soluzioni di riciclo nei paesi del Sudest asiatico. Tale importo sarà utilizzato per progetti destinati a rafforzare le capacità delle organizzazioni non governative, nonché le partnership con le autorità locali, al fine di sviluppare, adattare e riprodurre soluzioni attuabili.

Jim Fitterling, Chief Executive Officer di Dow, ha affermato: "Dow è all'avanguardia nel settore grazie all'applicazione del concetto di economia circolare, la collaborazione lungo la catena del valore, la creazione di nuovi prodotti e l'impegno dei propri dipendenti per porre fine ai rifiuti di plastica nell'ambiente. Continueremo a cogliere opportunità per collaborare con i partner del settore, i proprietari di marchi, i governi locali, nazionali e internazionali, le ONG e i consumatori per assicurare lo sviluppo di soluzioni di economia circolare reali per la plastica".

Circulate Capital

La missione di Circulate Capital è dimostrare la fattibilità degli investimenti nei settori della gestione dei rifiuti e del riciclo, per attrarre nuovi capitali degli investitori istituzionali necessario a regolare le società e le infrastrutture per la gestione e il riciclo integrati dei rifiuti nell'Asia del Sud e del Sud-Est. Queste regioni contribuiscono enormemente all'inquinamento degli oceani causato dalla plastica principalmente perché non dispongono delle infrastrutture necessarie per la gestione dei rifiuti. Il modello di investimento di Circulate Capital ha la finalità di mobilitare investimenti istituzionali mediante strutture finanziarie, fondi filantropici e crediti concessionari a capitali di investimento con  tassi di mercato, al fine di ridurre i rischi e dimostrare che gli investimenti nel settore del recupero delle risorse sono in grado di fornire rendimenti finanziari appetibili. Circulate Capital prevede di ricevere 100 milioni di dollari sotto forma di finanziamento proveniente da imprese leader mondiali nel settore del packaging per beni di consumo e del settore chimico.

 

Diego Donoso, business president di Dow Packaging & Specialty Plastics ha dichiarato: "Si tratta di un altro importante progetto di collaborazione per Dow che riflette l'impegno della Società nel lavorare a stretto contatto con partner che condividono il desiderio di proporre soluzioni a questo problema. L'operato di Circulate Capital è importante perché permette alle popolazioni delle regioni maggiormente interessate dalla mancanza di infrastrutture per la gestione dei rifiuti di sviluppare soluzioni attuabili all'interno delle proprie comunità. Sono in molti ad avere sia le idee, sia la determinazione per far fronte alla sfida dei rifiuti e Dow è orgogliosa di offrire il contributo economico necessario per far sì che tali idee si trasformino in soluzioni".

 

Ocean Conservancy

Ocean Conservancy opera per proteggere l'oceano dalle principali sfide odierne a livello globale. Di concerto con i propri partner, l'organizzazione crea soluzioni su base scientifica per la salvaguardia dell'oceano e per la fauna selvatica e le comunità che da esso dipendono. L'ultima donazione da parte di Dow a Ocean Conservancy di un milione di dollari è frutto della relazione pluriventennale tra le due organizzazioni. In quanto principale partner della campagna annuale International Coastal Cleanup, nel 2012 Dow ha fondato, insieme a Ocean Conservancy, Trash Free Seas Alliance® (TFSA), una coalizione formata da imprese, docenti universitari e ONG per analizzare e affrontare le cause a monte dell'inquinamento degli oceani causato dalla plastica.

 

Mike Witt, corporate director di Dow per l'economia circolare della plastica, ha affermato: "La collaborazione con Ocean Conservancy testimonia l'impegno di Dow nel proporre soluzioni relative al fine ciclo di vita della plastica. Continuiamo a innovare e sviluppare nuovi processi di riciclaggio, sostenendo il riutilizzo con sempre meno risorse. Ridurre la quantità di plastica necessaria alla creazione di prodotti e migliorarne la riciclabilità, mantenendo ottimi standard per i consumatori, sono parte della soluzione e frutto della nostra continua ricerca".

Acque pulite nei porti, al via il progetto GRRinPORT: monitorati porti di Piombino Livorno Ajaccio Cagliari

Acque pulite nei porti, al via il progetto GRRinPORT

L'Università di Pisa fra i partner, la sperimentazione riguarderà i porti di Piombino, Ajaccio, Livorno e Cagliari

 

Migliorare la qualità delle acque marine nei porti limitando l'impatto dell'attività portuale e del traffico marittimo attraverso la definizione di un set di buone pratiche per la gestione di rifiuti e reflui. 


E' questo l'obiettivo di GRRinPORT (acronimo di Gestione sostenibile dei rifiuti e dei reflui nei porti), un progetto triennale partito nel 2018 che riguarderà in via sperimentale i porti di Piombino, Ajaccio, Livorno e Cagliari. Finanziato dal Programma Interreg Marittimo Italia – Francia, il progetto ha come partner il Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni (Destec) dell'Università di Pisa che opererà con un vasto consorzio italo-francese di cui fanno parte l'Università degli Studi di Cagliari come capofila, la Regione Autonoma della Sardegna, il Mediterranean Sea and Coast Foundation (Medsea), l'Université de Corse Pasquale Paoli, l' Office des Transports de la Corse e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra).


"Nei mesi scorsi abbiamo effettuato i primi prelievi nel porto di Piombino e Livorno allo scopo di raccogliere sedimenti con diverse caratteristiche chimico-fisiche su cui effettuare le analisi – spiega il professore Renato Iannelli dell'Ateneo pisano – Sulla base dei livelli e del tipo di contaminazione stabiliremo quindi i trattamenti da fare per bonificarli".


Nell'ambito del progetto, il Destec dell'Università di Pisa metterà infatti a disposizione la propria esperienza di ricerca e sperimentazione per il trattamento e la gestione dei sedimenti di dragaggio contaminati. In particolare, i campioni raccolti saranno prima lavati e separati per grandezza fine, media e grossolana e quindi attraverso successivi trattamenti verranno rimossi i metalli pesanti e degradati gli inquinanti organici.


Oltre ai primi campionamenti, i partner impegnati nel progetto stanno inoltre definendo il quadro generale della situazione attraverso una raccolta dati e un'analisi della normativa. Il piano di raccolta e gestione dei rifiuti portuali è infatti un obbligo di legge per l'Autorità Portuale, ma manca un'azione di raccordo nazionale e transfrontaliera, che uniformi le modalità di gestione delle diverse tipologie di rifiuti e di reflui, sia a bordo delle imbarcazioni che in porto.

"Nell'area presa in esame dal progetto, l'inquinamento marino è causato principalmente dall'uso di combustibili inquinanti e dai fumi emessi dai traghetti che effettuano il trasporto da e per la Corsica, ma anche dalla presenza di rifiuti e reflui organici prodotti a bordo delle navi e nelle strutture a terra – conclude Iannelli - Obiettivo del progetto è dunque dare delle indicazioni comuni per gestirli al meglio e limitare gli impatti sull'ambiente".

 

FOTO 1

La ditta STMP di Piombino ha effettuato varie immersioni che hanno permesso di campionare un totale di 16 campioni di varie granulometrie e contenenti diversi inquinanti. Hanno partecipato sia UNIPI (Prof. Renato Iannelli, Ing. Isabella Pecorini) che Ispra (Ing. Fabiano Pilato e Ing. Andrea La Camera).

 

FOTO 2

A maggio e giugno 2018 sono stati prelevati i primi campioni di sedimenti marini nel porto di Livorno, in particolare in varie Darsene (Darsena Lucchini e Darsena Pescherecci).

 

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I campioni sono stati carotati sul fondale per circa 40 cm in seguito omogeneizzati e suddivisi, nella foto Isabella Pecorini, Fabiano Pilato e Andrea La Camera)

 

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I campioni raccolti, in prevalenza limo argillosi anche se in alcuni casi hanno presentato parti sabbiose.


Cauteruccio (Greenaccord): "Contro emergenza climatica e intolleranza sociale ripensare la filiera del cibo"

Cauteruccio (Greenaccord): "Contro emergenza climatica e intolleranza sociale ripensare la filiera del cibo"

 

"Rivoluzionare gli stili di consumo, ripensare le tecniche di produzione e ricostruire le filiere agricole facendo riscoprire i saperi tradizionali è cruciale per ridurre l'impatto ambientale e sociale dell'agricoltura e riaffermare la centralità dei piccoli produttori". 


È l'appello lanciato da Alfonso Cauteruccio, presidente dell'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus, durante la giornata di studio "Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace" organizzata a Roma in collaborazione con l'Arsial (Agenzia regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'agricoltura del Lazio). 


Un appello di stringente attualità visto che da poche ore in Polonia si è aperta la Cop24, la Conferenza internazionale Onu sui cambiamenti climatici, che dovrà approvare misure concrete in grado di dare attuazione agli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi tre anni fa.


"Il cibo – ha aggiunto Cauteruccio – può rappresentare anche un potente strumento di condivisione e di dialogo interculturale. Mai come in questo momento storico, il cibo può e deve essere usato come mezzo per combattere rigurgiti di intolleranza e ritrovare il filo conduttore che accomuna i popoli. Poche cose infatti sono tanto universali e trasversali alle diverse culture da poter essere trasformato in elemento di pace, di congiunzione e di inclusione".

martedì 4 dicembre 2018

SMOG: COLDIRETTI, STOP AUTO PERCHE’ SOLO 31 MQ DI VERDE A TESTA

SMOG: COLDIRETTI, STOP AUTO PERCHE' SOLO 31 MQ DI VERDE A TESTA

 

A favorire lo smog nelle città è l'effetto combinato dei cambiamenti climatici, del traffico e della ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi, ma in Italia ogni abitante dispone in città di appena 31 metri quadrati di verde urbano, e la situazione peggiora per le metropoli del nord con valori che vanno dai 6,3 di Genova ai 17,9 di Milano, dai  22 di Torino fino ai 23,1 a Brescia e ai 29 metri quadrati a Bologna mentre superiori alla media nazionale sono con 33,3 metri quadrati  e Padova con 40,9. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat in occasione delle prime misure restrittive alla circolazione scattate in molte città del nord, da Torino a Parma, da Modena a Reggio Emilia per il superamento dei livelli consentiti di polveri sottili (PM10) nell'aria. Di fronte all'evidente cambiamento del clima in atto – sostiene la Coldiretti – non si può continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato che concorre a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi. Una pianta adulta – spiega la Coldiretti - è capace di catturare dall'aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. La Coldiretti ha stilato la prima top ten delle piante mangia smog, dall'Acero riccio alla Betulla verrucosa, dal Ginkgo Biloba al Bagolaro, dal Frassino comune all'Ontano nero, dal Tiglio selvatico all'Olmo che anche nel proprio giardino sono capaci di ripulire l'aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri PM10 che ogni anno in Italia causano circa 80.000 morti premature secondo l'Agenzia europea dell'Ambiente. In questo contesto – conclude la Coldiretti - è positiva l'introduzione in manovra del "bonus verde" con detrazioni del 36% per la cura del verde privato quali terrazzi e giardini, anche condominiali.



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lunedì 3 dicembre 2018

Al via il lavoro di tutela ambientale promosso dalla regione Calabria. SkipperService360 e l’Università di Malta a fianco al CE.S.R.A.M. per la realizzazione del progetto

Avvio del lavoro di tutela ambientale promosso dalla regione Calabria. SkipperService360 e l'Università di Malta a fianco al CE.S.R.A.M. per la realizzazione del progetto

Partono oggi i lavori di avvio del progetto del Programma Operativo 2014-2020 della Regione Calabria per la conservazione, il ripristino e la tutela degli habitat e le specie della Rete Natura 2000. Il CE.S.R.A.M., ente che, fra gli altri, è risultato vincitore del bando regionale, ha illustrato il progetto con un convegno di apertura organizzato nell'hotel Mirabeau Park di Gasperina sabato 1 dicembre 2018. 

Fra le aziende italiane che supportano il progetto c'è SkipperService360, specializzata nel restauro di barche d'epoca che, grazie alla passione del suo fondatore, ha dimostrato negli anni grande professionalità e sensibilità verso tematiche ambientali più complesse. "Non bisogna sottovalutare le responsabilità dei marittimi in relazione alla tutela e alla salvaguardia degli ambienti marini. Oltre alle normative ampiamente disciplinate in materia, è ancor più importante il buon senso di chi il mare lo vive davvero" sostiene Andrea de Belvis, fondatore e amministratore di SkipperService360.

Per la pulizia dei fondali il CE.S.R.A.M. si avvarrà della collaborazione di un'associazione calabrese, l'AISA, l'Associazione sommozzatori di Satriano.

Molti anche i contributi internazionali al progetto: l'Università di Malta, attraverso la partecipazione dell'esperta ricercatrice sui cetacei e biologa per la conservazione della Biodiversità, Dott.ssa Adriana Vella, e l'International School for Scientific Diving ISSD, attraverso il direttore Stefano Acunto.

L'imbarcazione utilizzata per i monitoraggi sarà fornita dal CISOM, Corpo Italiano di Soccorso Ordine di Malta.

Presenti all'incontro alcuni dei comuni interessati con i rispettivi Sindaci o rappresentanze, Ernesto Alecci, Sindaco del Comune di Soverato e Componente del Comitato per l'Ente dei Parchi Marini Regionali e Alfonso Mercurio, Sindaco Comune di Stalettì, e gli alunni del Liceo Classico e dell'Istituto salesiano di Soverato che parteciperanno attivamente al progetto come alternanza scuola/lavoro. "Per i ragazzi non è solo un servizio fornito dalla scuola, è l'opportunità di comprendere la propria terra, imparare ad amarla e rispettarla, e trasmettere questo rispetto al prossimo. Il cambiamento parte soprattutto dall'educazione nelle scuole", dichiara il Presidente CE.S.R.A.M.  Maria Assunta Menniti. Per le istituzioni era presenta la Regione Calabria, con il Dottor Gregorio Muzzi, componente dell'Osservatorio Regionale per la Biodiversità, e la Capitaneria di Porto, con il comandante Tenente di Vascello Matteo Verrigni.




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Rapporto tra cibo e cambiamento climatico. COP24. Slow Food: «Basta con le false promesse, vogliamo fatti»

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COP24 - Slow Food: «Basta con le false promesse, vogliamo fatti»
Sarebbe tempo che la COP riconoscesse le responsabilità del sistema alimentare industriale nella creazione di emissioni di CO2 

È iniziata la conferenza mondiale sul clima organizzata dalle Nazioni Unite (COP24) a Katowice, in Polonia. Il tema di quest'anno è "Changing Together", e sarebbe davvero tempo di cambiare passo e dare finalmente un forte segnale. La segretaria esecutiva della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) Patricia Espinosa, parla di una «Parigi 2.0». Speriamo sia davvero così. Le aspettative infatti sono molto alte: nei prossimi giorni si dovrà indicare la direzione che il mondo vuole prendere. I partecipanti saranno chiamati a creare un "Rule Book", un sistema di regole condivise per rendere operativi gli impegni assunti nella capitale francese. Si definiranno anche le azioni da intraprendere prima del 2020, quando l'Accordo diventerà effettivamente operativo e soprattutto si cercherà di definire una volta per tutte la spinosissima questione dei finanziamenti necessari per la lotta ai cambiamenti climatici e per l'adattamento da parte delle nazioni più vulnerabili.

 

«Sarebbe tempo che la COP riconoscesse le responsabilità del sistema alimentare industriale nella creazione di emissioni di CO2», commenta Ursula Hudson, presidente di Slow Food Germania e membro del Comitato Esecutivo di Slow Food Internazionale.

«I tre maggiori produttori mondiali di carne generano più emissioni di CO2 di quelle emesse da un paese come la Francia, e quasi quanto alcune delle più grandi compagnie petrolifere. Se queste aziende fossero un paese, sarebbero il settimo produttore di emissioni di gas serra al mondo». Ciò nonostante, aggiunge, «si continua a non trovare traccia della questione nei negoziati».

 

Sappiamo ormai troppo bene che l'agricoltura, e in genere gli usi del suolo, causano a livello globale un quarto delle emissioni totali di CO2 (IPCC). «In Europa, se includiamo anche i consumi energetici per la coltivazione e la produzione del cibo, il trasporto, la refrigerazione, la preparazione, arriviamo al 40%. È tempo che la comunità internazionale prenda in considerazione questi dati».

 

«Abbiamo bisogno di politici coraggiosi che non abbiano paura di sanzionare le industrie che non rispettano gli obiettivi climatici. Servono impegni concreti e vincolanti per ridurre le emissioni di CO2 e incentivi per chi pratica un'agricoltura agro-ecologica, alleva in modo estensivo e produce artigianalmente, salvando biodiversità e proteggendo i suoli. Occorre ridurre in modo importante i consumi di carne (i due terzi delle emissioni del settore agricolo sono dovute all'allevamento) e tutelare gli ecosistemi marini, gli oceani, capaci di sequestrare grandi quantità di CO2 -  continua Hudson. - Purtroppo non sono stati fatti molti passi in avanti dall'ultima COP». Questo è molto preoccupante, soprattutto se vogliamo fermare il riscaldamento globale entro i +2°C e salvare il pianeta, rendendolo vivibile per le generazioni future. Siamo la prima generazione in grado di constatare gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici ma siamo anche l'ultima che può intervenire per cambiare le cose. Slow Food ha lanciato una campagna – Food for Change - per ricordare a tutti che le nostre scelte alimentari possono cambiare le cose, e i progetti che portiamo avanti in oltre 150 paesi dimostrano che un altro modo di produrre è possibile.




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Ecovillaggio Lops certificato Condominio Sette Stelle

 
L'Ecovillaggio LOPS di Buccinasco (MI) è stato certificato e classificato "7 Stelle" raggiungendo il più alto livello di rating del prestigioso ed autorevole protocollo "Condominio Sette Stelle" del Dipartimento Architectural Buinding & Construction del Politecnico di Milano.

I 64  indicatori considerati, che consentono di definire e certificare la qualità abitativa complessiva di un Condominio attribuendogli fino ad un massimo di 7 stelle, sono di tipo ambientale, economico e sociale

Il nuovo complesso residenziale, progettato con grande attenzione alla qualità costruttiva ed impiantistica, si colloca in classe energetica A4 (il 75% dell'energia elettrica che alimenta gli spazi condominiali e le aree comuni proviene da fonti rinnovabili, grazie all'impianto fotovoltaico condominiale) e risponde ai più recenti requisiti di resistenza sismica. I materiali e la tecnologia di ultima generazione garantiscono elevati standard di comfort, gestione domestica, sicurezza, sostenibilità e risparmio. A questo, si affiancano servizi come il sistema anti-intrusione, la video sorveglianza in tutto il condominio,  la rete wi-fi condominiale e ulteriori servizi domiciliari come baby sitting, dog e cat sitting, servizi infermieristici, lavanderia, fisioterapisti e osteopati, pulizie e manutenzioni h24. Numerose, inoltre, le aree comuni pensate per venire incontro alle più particolari esigenze come l'area cani, il deposito bici, moto e carrozzine, l'area giochi attrezzata, l'area solarium e yoga, la piscina estiva e molto altro ancora.

"Il riconoscimento del massimo livello di rating di un protocollo così autorevole come quello del Politecnico di Milano ci rende orgogliosi e molto soddisfatti, confermandoci di aver lavorato nella giusta direzione – dichiara Nicola Lops, che ha seguito l'intero progetto – In questa iniziativa abbiamo messo tutta l'esperienza maturata nel settore immobiliare a cui abbiamo aggiunto un aspetto oggi ancora più importante, la qualità della vita dei futuri residenti. Questo ci ha permesso di puntare ad ottenere anche la migliore valorizzazione nel tempo dell'investimento che trova nel Sistema di Rating "Condominio Sette Stelle" un'autorevole linea guida per il corretto mantenimento dei più alti livelli di standard abitativi".



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