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sabato 23 giugno 2018

250mila volte "sì" alla salvaguardia dell'ambiente

250.000 volte "sì" alla salvaguardia dell'ambiente
La società di e-commerce Onlineprinters ha raggiunto una svolta epocale

Roma – Con un quarto di milione di ordini stampati, la stamperia online Onlineprinters ha raggiunto una svolta epocale nella sua storia: per ben 250.000 volte, infatti, i clienti della nostra società di e-commerce hanno volontariamente deciso di sostenere un progetto ambientale mirato a compensare le emissioni di CO2 che si generano durante la produzione dei prodotti stampati. Dal 2013, anno di introduzione della stampa a impatto neutro sul clima, Onlineprinters è riuscita a compensare ben 7.900 tonnellate di CO2, una quantità di diossido di carbonio pari a quella emessa da un'automobile impegnata nel percorrere tutte le strade del mondo: quasi 32 milioni di chilometri. 

La stampa a impatto neutro a portata di clic

"250.000 ordini è un numero sensazionale, a dimostrazione del fatto che i nostri clienti desiderano un commercio sostenibile e Onlineprinters promuove la tutela ambientale", sostiene il CEO Michael Fries. Nel modello commerciale della stampa online, vista l'abbondanza di ordini, i mezzi pubblicitari vengono prodotti senza sprechi e sfruttando appieno il potenziale dei macchinari in uso. Rimane comunque il fatto che le emissioni di CO2 sono inevitabili. Al momento dell'ordine nel negozio online, però, i clienti possono scegliere di compensare tali emissioni con un contributo inferiore all'1 % del prezzo d'acquisto. Basta selezionare un progetto a salvaguardia dell'ambiente, come il rimboschimento di determinati territori o la diffusione delle energie rinnovabili.

Una strategia ambientale a tutto tondo

In collaborazione con ClimatePartner, per il prodotto stampato ordinato vengono creati un ID e un codice QR che consentono ai clienti finali di tracciare l'ordine. "Forniamo le nostre soluzioni IT ad un migliaio di stamperie in tutta Europa. Dal 2013, grazie ai progetti ambientali, sono state compensate le emissioni di CO2 di ben oltre 1.000.000 ordini. Da parte sua, Onlineprinters ha prodotto in modo ecologico il 25 % di tutti gli ordini, il che la pone in una posizione di primo piano nel settore", spiega Moritz Lehmkuhl, Managing Director di ClimatePartner. La recente conferma della certificazione ambientale francese Imprim'Vert ("stampa verde") non fa che sottolineare la strategia ambientale di Onlineprinters in altre sezioni della catena produttiva.

Informazioni sull'azienda

Il gruppo Onlineprinters, presente in Germania con il marchio diedruckerei.de, è una delle stamperie online più importanti d'Europa, conta più di 1.400 dipendenti e solo l'anno scorso ha prodotto oltre 2,5 miliardi di mezzi pubblicitari. Oltre 1.500 prodotti (biglietti da visita, carta da lettera, volantini, cataloghi, riviste, sistemi pubblicitari di grande formato) vengono venduti attraverso 18 negozi online a 800.000 clienti di 30 paesi europei. A livello internazionale, la stamperia online è nota con il marchio Onlineprinters; il leader di mercato britannico Solopress e il principale attore del mercato scandinavo LaserTryk fanno parte del gruppo Onlineprinters.

Descrizione: 

Con un quarto di milione di ordini, i clienti di Onlineprinters hanno scelto di compensare le inevitabili emissioni di CO2 che si generano durante la produzione. Questo contributo attivo rappresenta una pietra miliare per la stamperia online ed è la dimostrazione di come il tema della tutela ambientale sia ormai entrato a pieno titolo anche nell'e-commerce. La crescente emissione di gas a effetto serra è una delle principali cause dei cambiamenti climatici.



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mercoledì 20 giugno 2018

RIFIUTI: M5S, DIFFERENZIATA DOMICILIARE RECORD ALL’AXA DI ROMA (93%) E’ LA VIA DA SEGUIRE IN TUTTA ITALIA

RIFIUTI: M5S, DIFFERENZIATA DOMICILIARE RECORD ALL'AXA DI ROMA (93%) E' LA VIA DA SEGUIRE IN TUTTA ITALIA 

M5S: Come da Contratto di Governo promuovere raccolta domiciliare con tariffa puntuale e investimenti su recupero di materia.
Grazie alle mappature per il nuovo servizio in due Municipi della Capitale, già emersi 48.000 utenti fantasma

ROMA 19 GIUGNO - "I primi dati della nuova raccolta differenziata porta a porta con chip elettronico al quartiere AXA di Roma che si attestano sul 93% di materiale inviato a riciclo e compostaggio indicano che questa è la via da seguire su Roma e in tutta Italia, la raccolta domiciliare con tariffa puntuale è infatti nel Contratto di Governo che indica il modello virtuoso pubblico della provincia di Treviso come esempio" lo dichiarano i parlamentari del Movimento 5 Stelle della Commissione Ambiente. "I dati del nuovo sistema di differenziata, sono in linea con quanto già emerso nel quartiere ebraico dove con il nuovo sistema si è registrato l'85% di materiale inviato a riciclo e compostaggio" continuano i pentastellati. "Compito del Governo e del nuovo Parlamento, come previsto nel contratto, è che il riciclo da raccolta differenziata di qualità che è possibile solo con il sistema domiciliare con tariffa puntuale, sia effettivo e che quindi vengano incentivati sistemi industriali innovativi ad alta capacità occupazionale che avvieranno ad un effettivo recupero di materia i materiali differenziati" spiegano i parlamentari della Commissione Ambiente. "Inoltre grazie alla mappatura delle utenze per l'estensione della raccolta domiciliare con distribuzione dei bidonicini che inizia dai Municipi X e VI e dai quartieri Trastevere e San Lorenzo, Ama Spa ha già scovato 48.000 utenti fantasma. Un numero enorme, pari ad oltre 120mila abitanti sui 500.000. Prima dell'avvento della Giunta Raggi nessuno si era accorto di nulla, gli 'scrocconi' imperavano e il servizio era dimensionato a minori utenze" spiegano i parlamentari pentastellati. "Ora con la nuova amministrazione e la nuova gestione della municipalizzata, la stagione dei furbetti è finita. Questa è la strada da seguire per una gestione pubblica dei rifiuti efficiente e circolare" concludono i parlamentari pentastellati.


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Ambiente. Mareblu: continua la collaborazione tra Thai Union, di cui fa parte Mareblu, e Greenpeace

CONTINUA LA COLLABORAZIONE TRA THAI UNION E GREENPEACE

 

Thai Union Group PCL ha compiuto importanti progressi nel suo impegno volto a realizzare misure per contrastare la pesca illegale e quella eccessiva, oltre che a migliorare le condizioni economiche delle centinaia di migliaia di lavoratori di tutte le sue filiere, così come stabilito nel decisivo accordo concluso con Greenpeace.

 

L'accordo fra Thai Union e Greenpeace è stato annunciato nel luglio 2017. 

Thai Union si è impegnata a migliorare ulteriormente la sua strategia di sostenibilità SeaChange® con interventi tesi a supportare le attività di pesca esemplari, a migliorare tutte le altre attività del settore, a ridurre le pratiche illegali e non etiche nella filiera globale, e a portare sui mercati più importanti maggiori quantità di pesce pescato in modo responsabile.

 

"Thai Union si sta impegnando a fondo per promuovere un cambiamento fortemente positivo in ogni settore dell'industria ittica. L'accordo originale con Greenpeace conteneva un ambizioso pacchetto di riforme per promuovere miglioramenti sostanziali nella filiera di Thai Union, a favore dei nostri oceani e del loro patrimonio ittico, oltre che a favore dei lavoratori impegnati nell'industria della pesca. C'è ancora molto lavoro da fare, ma è chiaro che la società prende i suoi impegni molto seriamente e sta compiendo grossi passi in avanti per realizzarli," ha affermato Oliver Knowles, noto esponente delle Campagne per gli Oceani di Greenpeace, leader nelle campagne globali a favore della pesca responsabile. 

"È giunto ora il momento per altre aziende del settore di farsi avanti e mostrare altrettanta capacità di leadership, così da permetterci di imprimere un'accelerazione al cambiamento per proteggere gli oceani e i lavoratori del mare".


      

Thai Union e Greenpeace continueranno inoltre a mantenere un dialogo costante per valutare come meglio coordinare gli sforzi comuni e affrontare i temi della sostenibilità degli oceani e della vita marina oltre che della protezione dei diritti umani.  

Alla fine del 2018, una terza parte indipendente verificherà i progressi compiuti in base agli impegni presi e pubblicherà una relazione a riguardo.



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lunedì 18 giugno 2018

Legambiente Umbria: A Foligno strade libere da rifiuti grazie ai volontari di Puliamo il Mondo

Puliamo il Mondo a Foligno, la campagna di volontariato ambientale che promuove e risponde al desiderio di cura e partecipazione richieste dai cittadini.

Domenica di grandi pulizie per le strade della città.

 

 

Domenica 17 giugno alle 10, un gruppo di cittadini e soci di Legambiente si sono ritrovati al Parcheggio Plateatico con i sacchi forniti da VUS, i guanti ma anche cappelli identificativi di Legambiente e hanno ripulito il parcheggio (la parte più grande e la più piccola soprattutto la parte dei cespugli mai raggiunta dal servizio pubblico), via Marconi (zona liceo) fino a via arte e mestieri. In tanti su facebook prima e per strada oggi hanno approvato e sostenuto l'iniziativa. 

 

In totale sono stati raccolti circa 20 sacchi di cui alcuni di plastica (molta della plastica sporca è andata nell'indifferenziato) e uno grande di vetro. 

Cosa abbiamo raccolto: tanti volantini dei più disparati eventi, bottiglie di plastica e vetro (qualcuna anche piena!) qualche ingombrante buttato là per evidente inciviltà delle persone e tanto altro materiale non più identificabile. Alle 12, gli operatori di VUS che in forze pattugliavano la città per ripulirla dagli eccessi dei quintanari, hanno intercettato il materiale raccolto.

 

A settembre 2017 l'edizione ebbe un grande successo, numerosi cittadini di Foligno guidati da Legambiente insieme ad ARPA Umbria ripulirono ben tre siti della città recuperando molto materiale da differenziare (carta, vetro e plastica) e togliendo dalla strada e dai prati tanto materiale indifferenziato.

 

Su grande richiesta, Legambiente Foligno ha pensato ad una nuova edizione, interamente gestita da cittadini sensibili al tema e soci dell'associazione per rispondere ad un esigenza nata dal basso di volontà delle persone di partecipare al mantenimento del decoro della propria città.

 

Legambiente e volontari che erano presenti rivolgono un appello alla cittadinanza: <<Ricordiamoci che ogni volantino che troviamo sulla macchina, ogni bottiglietta che beviamo a metà, ogni oggetto che per noi è uno, diventa montagna di rifiuti se ognuno di noi non impara a raccoglierlo, riportarlo a casa e gettarlo negli appositi contenitori: carta con carta, plastica con platica etc, è un semplice atto di civiltà. Perché questo è l'unico modo per tenere pulita la nostra città e far diventare i nostri rifiuti altra materia>>.

 

A Foligno Puliamo il Mondo ripartirà a settembre e allora ci auguriamo veramente di non ripulire per l'ennesima volta gli stessi posti.



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#RSPRome: "Sviluppo sostenibile: come e chi educa gli educatori"


Sviluppo sostenibile: come e chi educa gli educatori?

Iass in prima linea per stabilire le competenze e le metodologie

Presentato a Roma il progetto Rounder Sense of Purpose

#RSPRome

 

Dopo tre anni di duro lavoro, finalmente IASS, Italian Association for Sustainability Science, ha presentato i risultati del progetto Europeo Erasmus plus 'A rounder sense of purpose'. Un'elaborazione e conseguente sperimentazione fatta in collaborazione con altri 5 Paesi (Regno Unito, Cipro, Estonia, Olanda e Ungheria) per la realizzazione di un quadro di competenze essenziali per educare alla sostenibilità in Italia e in Europa. L'evento, che si è tenuto a Roma lo scorso 14 giugno nella Sede della Società Geografica Italiana di Palazzetto Mattei, è stato realizzato in collaborazione con la Commissione Nazionale per l'UNESCO ed il suo Comitato Nazionale per l'Educazione alla Sostenibilità (CNES).

Realizzare l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile significa realizzare un profondo cambiamento nella società che parte soprattutto da quelle che saranno le generazioni chiamate a governare nel prossimo futuro. È dunque evidente in quest'ottica il ruolo chiave della scuola e degli educatori in generale. Non si tratta di aggiungere al percorso scolastico una materia o un argomento, ma occorre  modificare l'idea stessa di cosa significhi educare, ridefinire contesti e contenuti, selezionare e inventare i processi più coerenti con l'obiettivo da raggiungere: occorre definire, e provare a costruire nuove competenze per gli educatori.

L'educazione deve diventare "sostenibile? (Sterling, 2013), affinché possa educare al cambiamento e contribuire a quelle trasformazioni sociali. "Occorrono delle figure di knowledge brokers che, calandosi in pieno nel contesto locale, favoriscano processi di co-creazione, mediazione e traduzione di conoscenza  (non solo sapere scientifico ma anche sapere locale ed esperienziale) in azione sul territorio.  questo è il ruolo di un educatore "sostenibile? agente del cambiamento. Contribuisce a disegnare e praticare approcci partecipativi di ricerca, usa la sua conoscenza scientifica nella sua pratica di membro della comunità? spiega Francesca Farioli, direttore IASS e responsabile del progetto RSP per la IASS.

Ma chi è che educa gli educatori? E quali sono le competenze che occorrono per questi ruoli? "Una tra tante - così Michela Mayer, responsabile del settore Educazione di IASS - è la visione di futuro. La competenza di immaginare futuri possibili, diversi e sostenibili, verso i quali navigare insieme, evitando gli scogli e sfruttando al massimo i venti favorevoli?.

'A rounder sense of purpose', RSP, fornisce un primo strumento concreto, praticabile ed efficace per la formazione e validazione di competenze per educare alla sostenibilità. Partendo dalla proposta UNECE (Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite) del 2012 che presentava 39 competenze, RSP ha realizzato degli strumenti operativi per la formazione e la valutazione degli educatori allo sviluppo sostenibile. Le 39 competenze sono state condensate e sintetizzate in 12 competenze, grazie a una rielaborazione qualitativa che potesse essere utile a una più semplice attuazione, integrate in un unico sistema, dinamico, ciclico, complesso, ma anche utilizzabile.


L'educazione allo sviluppo sostenibile non ha confini e contenuti definiti, ma è un cambiamento di prospettiva verso futuri possibili. Pertanto l'educatore sollecita dubbi affinché si attivino indagini e riflessioni.

Le 12 competenze sono state commentate e validate da ricercatori e studiosi sul tema della sostenibilità e della scienza della formazione, docenti, educatori dei centri di educazione ambientale ed esperti in educazione allo sviluppo sostenibile all'interno di ARPA e Regioni.

Una volta ottenuta la validazione si è proceduto alla fase di sperimentazione delle competenze RSP. "È stata una importante occasione per lavorare in maniera più puntuale sul un pieno riconoscimento della professione di educatore ambientale e dei suoi processi formativi spesso maturati in contesti non formali e proprio per questo piú complessi da valutare e portare a livelli di cosapevolezza professionale? aggiunge Vanessa Pallucchi vicepresidente di Legambiente. L'associazione ha infatti preso parte al progetto in qualità di sperimentatore  

In particolare, in Italia, la sperimentazione si è sviluppata nel tentativo di rispondere a 3 quesiti:

  • la formazione specifica su competenze RSP per insegnanti referenti educatori ambientali ed educatori per la scienza alla sostenibilità può aiutarli nel diventare «innovatori» nelle loro scuole e quindi produrre effetto "moltiplicatore? del cambiamento all'interno di reti?

  • è possibile inserire un corso di base centrato su queste competenze all'interno del corso di formazione universitario per futuri educatori?

  • nel processo di valutazione e certificazione di educatori ambientali esperti: in che modo il riconoscimento e certificazione può migliorare la qualità dell'attività educativa e può stimolare e aiutare gli educatori nella loro crescita professionale?

"I partner dei sei paesi hanno sperimentato un quadro di competenze per educatori che lavorano in scuole, college, università e ambienti informali - spiega Paul Vare, dell'Università del Gloucestershire e Coordinatore del progetto RSP - Se le competenze messe a punto in questo progetto si diffonderanno, sapremo di poter costruire un'educazione con quello che abbiamo chiamato appunto "a rounder sense of purpose?.

 

 

IASS - Italian Association for Sustainability Science è costituita da una pluralità di soggetti appartenenti al mondo della ricerca, dell'educazione e della formazione, della progettazione, dell'implementazione di politiche e dell'economia. Obiettivi principali dell'Associazione sono quello di fornire risposte concrete e sostenibili ai problemi complessi dettati dall'interazione fra i processi di sviluppo e la necessità di preservare gli ecosistemi e le dinamiche ecologiche, e quello di promuovere e favorire un cambiamento nel modo di produrre conoscenza e di educare alla sostenibilità, all'insegna di un approccio transdisciplinare e di apprendimento cooperativo.

A questo scopo essa costituisce una piattaforma scientifica su scala nazionale, all'interno della quale discutere sui temi della sostenibilità, e che possa fungere da interfaccia con i decisori politici e gli altri stakeholders interessati, oltre a contribuire al movimento scientifico internazionale della Scienza della Sostenibilità. Questa è emersa agli inizi del XXI secolo come campo d'indagine inter e transdisciplinare guidato dai problemi e orientato alle soluzioni, basato sul paradigma della intervention research, mode II e post-normal science. In linea con questi cambi di paradigmi, la scienza della sostenibilità richiama gli scienziati e ricercatori ad  un nuovo ruolo di questi, nel senso di un maggiore ed effettivo  impegno nel contribuire ai processi trasformativi verso la sostenibilità.



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Energie rinnovabili, eolico: PRYSMIAN REALIZZERÀ COLLEGAMENTI IN CAVO SOTTOMARINO A 66 KV PER I PARCHI EOLICI OFFSHORE BORSSELE III E IV NEL MARE DEL NORD


Prysmian realizzerà collegamenti in cavo sottomarino a 66 kV per i parchi eolici offshore Borssele iii e iv nel Mare del Nord

La commessa rafforza la posizione del Gruppo nel crescente mercato dei collegamenti inter-array

 

Milano, 18 giugno 2018 - Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per l'energia e le telecomunicazioni, ha acquisito una commessa da parte di Van Oord Offshore Wind B.V. per la realizzazione di un sistema in cavo sottomarino inter–array che collegherà le turbine dei parchi eolici Borssele III e IV.

 

Prysmian sarà responsabile per la progettazione, la produzione, la fornitura e il collaudo di circa 175 km di cavi tripolari a 66 kV isolati in XLPE di varie sezioni e tutti i relativi accessori per i parchi eolici Borssele III e IV. I due parchi fanno parte dell'ampia Borssele Wind Farm Zone situata vicino al confine meridionale della Zona Economica Esclusiva (ZEE) olandese, a circa 25 km dalla costa. I parchi Borssele III e IV avranno una capacità totale installata di 731,5 MW, con turbine eoliche dalla capacità individuale di 9,54 MW.

 

"Questa commessa conferma sia il nostro ruolo di leader nel cablaggio di parchi eolici offshore in Europa e nel crescente mercato dei cavi inter-array, sia le nostre eccellenti capacità di gestione di progetti in grado di offrire ai nostri clienti soluzioni personalizzate e ad altissime prestazioni" ha sottolineato Hakan Ozmen, EVP Projects di Prysmian Group.

 

Questo importante progetto fornirà elettricità sostenibile e a basse emissioni di CO2 a oltre 800.000 famiglie in Olanda e rientra in un piano energetico più ampio promosso dal governo olandese per lo sviluppo di un mix energetico in grado generare, entro il 2023, il 16% del totale dell'energia attraverso fonti rinnovabili. Tutti i cavi saranno prodotti nel centro di eccellenza di Prysmian di Pikkala (Finlandia). La consegna dei cavi è prevista agli inizi del 2020.

 

Negli ultimi anni Prysmian ha dedicato importanti investimenti alla realizzazione di nuovi asset e all'upgrade di quelli esistenti, ampliando la propria offerta di tecnologie innovative, servizi, capacità produttive e di esecuzione per servire il mercato, facendo leva anche su un approccio "chiavi in mano" basato su logiche EPCI (Engineering, Procurement, Construction & Installation). La recente acquisizione di General Cable ha rafforzato ulteriormente il posizionamento di Prysmian nel settore dei cavi sottomarini con un nuovo sito produttivo in Nordenham (Germania).

 

Prysmian Group

Prysmian Group è leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per energia e telecomunicazioni. Con quasi 140 anni di esperienza, un fatturato pari a oltre 11 miliardi (pro-forma al 31/12/2017), circa 30.000 dipendenti in oltre 50 Paesi e 112 impianti produttivi, il Gruppo vanta una solida presenza nei mercati tecnologicamente avanzati e offre la più ampia gamma di prodotti, servizi, tecnologie e know-how. La società opera nel business dei cavi e sistemi terrestri e sottomarini per la trasmissione e distribuzione di energia, cavi speciali per applicazioni in diversi comparti industriali e cavi di media e bassa tensione nell'ambito delle costruzioni e delle infrastrutture. Per le telecomunicazioni il Gruppo produce cavi e accessori per la trasmissione di voce, video e dati, con un'offerta completa di fibra ottica, cavi ottici e in rame e sistemi di connettività. Prysmian è una public company, quotata alla Borsa Italiana nell'indice FTSE MIB.



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Sviluppo sostenibile. Envipark e CAI per la sostenibilità dei rifugi alpini

Miglioramento dell'efficienza energetica del 20% e riduzione delle emissioni di C02 pari a 21 tonnellate all'anno

ENVIPARK E CAI PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DEL RIFUGIO TORINO

Grazie al progetto internazionale Life Sustainhuts, il rifugio è stato dotato di 28 pannelli fotovoltaici per alimentare l'intera struttura e di un sistema di recupero per l'acqua piovana.

 

Incentivare l'uso di fonti di energia rinnovabile e implementare la sostenibilità ambientale dei rifugi alpini, grazie alla riduzione delle emissioni inquinanti, all'ottimizzazione del consumo e la gestione di energia e all'isolamento con materiali innovativi e riciclati.

È questo il proposito del progetto internazionale Life Sustainhuts, finanziato dall'Unione Europea e a cui per l'Italia partecipano il parco tecnologico di Torino Environment Park e CAI Torino.

Le due realtà torinesi hanno unito le proprie forze per modernizzare e rendere ancora più sostenibile il Rifugio Torino, situato nei pressi del Colle del Gigante sul massiccio del Monte Bianco, a 3.375 metri di quota, e raggiungibile in 15 minuti dal comune valdostano di Courmayeur con la nuova funivia Skyway Montebianco.

L'obiettivo è quello di migliorare l'efficienza energetica della struttura del 20%, ridurre le emissioni di CO2 fino a 21 tonnellate all'anno e quelle di NOx (ossidi di azoto) fino a 0,5 tonnellate all'anno, dando vita a un modello virtuoso e replicabile su realtà analoghe.

Per raggiungere questi ambiziosi risultati la facciata sud del rifugio è stata coperta da 28 pannelli fotovoltaici, che permettono il riscaldamento delle due stanze destinate agli alpinisti e alle guide. Inoltre l'edificio è stato dotato di un innovativo sistema di recupero dell'acqua piovana e da quella ricavata dallo scioglimento della neve: attraverso cavi posti nelle grondaie del vecchio rifugio, l'acqua viene trasportata in vasche di accumulo nel rifugio nuovo e filtrata e utilizzata in cucina.

Anche le acque grigie vengono filtrate, accumulate e riutilizzate negli impianti igienici limitando così lo spreco di acqua e abbattendo i costi di trasporto a valle.

Negli ultimi mesi le installazioni sono state ultimate ed è stato da poco avviato un periodo dimostrativo che durerà fino a fine progetto (2020). Durante questa fase i tecnici di Environment Park avranno il compito di raccogliere i dati necessari per valutare la replicabilità di questo modello.

 

"Da sempre Environment Park organizza e supporta iniziative che offrano soluzioni a impatto zero per il pianeta, puntando sull'innovazione e sul riutilizzo dei materiali – spiega Davide Canavesio, Amministratore Delegato di Environment ParkPer questo motivo aderiamo con impegno a un progetto internazionale come Sustainhuts. In collaborazione con CAI vogliamo rendere ancora più sostenibile il Rifugio Torino, nel rispetto della natura circostante e delle nostre magnifiche montagne, con l'obiettivo di creare un modello virtuoso e replicabile".


"Il Cai Sezione di Torino, sempre attivo nel mantenere in efficienza le proprie strutture, da alcuni anni ricerca soluzioni innovative che riducano gli interventi di manutenzione e che facilitino il lavoro dei gestori, ma soprattutto che siano rispettose dell'ambiente: riducendo i consumi energetici e utilizzando il più possibile le risorse naturali – Racconta Osvaldo Marengo, Vice Presidente CAI Torino - Anche il problema sempre più attuale della mancanza di acqua nei rifugi è stato affrontato e risolto con soluzioni economicamente sostenibili, che tra l'altro garantiscono il ritorno degli investimenti in pochi anni. Pensiamo che queste soluzioni possano essere d'esempio e possano essere applicate anche in altri rifugi, non solo quelli del Club Alpino Italiano".

 

A PROPOSITO DI SUSTAINHUTS

Il progetto LIFE SUSTAINHUTS, finanziato dal programma LIFE15 CCA/ES/000058, ha l'obiettivo di modernizzare e ottimizzare l'energia in nove rifugi dai paesi europei (Spagna, Italia e Slovenia). Il progetto ha una durata di quattro anni e viene sviluppato da un consorzio composto dai seguenti membri: Aragon Hydrogen Foundation (FHA, Spain) coordinatore del progetto, Aragonese Mountaineering Federation (FAM, Spain), Club Alpino Italiano - Sezione di Torino (CAI, Italy), Environmental Park (Italy), Development Centre for Hydrogen Technologies (RCVT, Slovenia), University of Ljubljana (UL, Slovenia) e Alpine Association of Slovenia.  Alla sua conclusione saranno elaborate delle guide metodologiche volte a replicare le soluzioni sviluppate nei rifugi, cosicché i miglioramenti ambientali conseguiti potranno essere replicati in altre strutture.



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