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domenica 10 febbraio 2019

Condivisione, dono e sostenibilità: a Roma la presentazione di Sowed, la Onlus del social wedding

Condivisione, dono e sostenibilità: con Sowed arriva il social wedding

Il 21 febbraio a Roma, l'evento di presentazione della Onlus guidata da Veronica Bello, tra amore, moda e solidarietà

 

 

 

Condivisione, dono e sostenibilità. Questi gli ingredienti alla base di Sowed, la Onlus che propone con i social wedding, un nuovo modo di vivere la gioia del "giorno più bello" in modo originale e innovativo, condividendola con più persone e andando oltre la coppia.

 

Nata da un'iniziativa di Veronica Bello, la Onlus sarà presentata ufficialmente per la prima volta giovedì 21 febbraio 2019, alle 17:00, con un divertente evento all'insegna di amore, moda e solidarietà, ospitato presso il salone di bellezza Franco & Cristiano Russo, in via Frattina 99, a Roma, al quale parteciperanno anche la cake designer Chiara Antonelli e l'atelier Sorelle Franceschi Spose. L'evento è organizzato da Barbara Molinario.

 

Un pomeriggio di festa e allegria, nel corso del quale verrà realizzata una performance di abiti da sposa, un assaggio di deliziosi dolci di alta pasticceria, e una presentazione delle nuove tendenze di trucco e acconciatura sposa a cura dell'hair stylist Cristiano Russo. Un appuntamento immancabile per i futuri sposi, per tutti gli appassionati di fashion & beauty e di cake design, ma anche per tutti coloro che vogliano fare del bene, lasciando una donazione all'associazione.

 

Lo scopo di Sowed, infatti, è quello di aiutare gli sposi nella ricerca dell'abito giusto, incentivando l'uso delle donazioni e reinvestendole per fare del bene, sostenendo progetti di beneficienza. Gli abiti e gli accessori regalati dagli sposi, ma anche da atelier, boutiques e celebrities, vengono selezionati ed inseriti nell'archivio della Onlus, consultabile sul sito, che comprenderà capi ed oggetti sia nuovi, sia usati. Una vera e propria vetrina sulle tendenze del momento e su quanto di meglio il mercato abbia proposto negli ultimi cinque anni, dalla quale gli sposi, ma anche gli stilisti e i wedding planner, potranno trarre idee e spunti, ma anche un'occasione per dare una seconda vita ad abiti e accessori, dimostrando che anche la moda può essere sostenibile e rispettosa dell'ambiente. I prodotti che non possono essere utilizzati, perché troppo vecchi o usurati e quindi inadatti ad un matrimonio, vengono riciclati o donati ad altri enti no profit.

 

È possibile donare: abiti da sposa e da sposo; vestiti per le damigelle e i testimoni; accessori (borse da cerimonia, pochette, clutch, baguette, minuterie); gioielli (fedi, solitari, pietre dure, gemelli, tiare, le immancabili perle, collane, bracciali, bijotteria); scarpe (décolleté, open toe, d'orsay, Chanel, kitten shoes, ma anche ballerine, sabot e slipper, per riposare i piedi dopo la lunga cerimonia).



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martedì 8 gennaio 2019

Ambiente. End of waste, Legambiente e Kyoto Club: si approvi la norma sulle materie prime seconde evitando così la realizzazione di altri termovalorizzatori


Legambiente e Kyoto Club su normativa dell'end of waste

"Sventato il pasticcio che si stava consumando in Parlamento, ora si approvi al più presto la norma sulle materie prime seconde per fare decollare definitivamente il riciclaggio dei rifiuti e l'economia circolare, evitando così la realizzazione di altri termovalorizzatori"

«La semplificazione del riciclo dei rifiuti urbani e speciali, la normativa sul cosiddetto end of waste, deve essere reale ed efficace, al contrario di quanto si stava facendo con la legge di bilancio approvata definitivamente nei giorni scorsi con l'intervento maldestro del Parlamento. Bene ha fatto il ministro dell'Ambiente Sergio Costa a stralciare quell'articolo dalla manovra economica per farlo tornare dove era stato inizialmente previsto, cioè nel Decreto Semplificazioni. Il nostro augurio è che ora non si facciano ulteriori pasticci nel passaggio parlamentare complicando il testo governativo sulle materie prime seconde che va, invece, nella direzione giusta».

È l'appello lanciato dal presidente di Legambiente Stefano Ciafani e dal Vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante per tradurre finalmente in realtà la norma sull'end of waste sulle materie prime seconde, molte volte annunciata in questi mesi dal ministro dell'ambiente Sergio Costa.

Da diversi anni l'Italia, infatti, non riesce a semplificare le operazioni di riciclaggio dei rifiuti come richiesto dall'Europa con le ultime direttive europee sul tema. La mancata emanazione di decreti sul fine vita dei rifiuti che dovrebbe rendere più semplici, solo per fare due esempi, il riciclo dei pannolini (l'unico impianto al mondo per trattare i pannolini e avviarli a recupero di materia è stato realizzato in provincia di Treviso ma è fermo perché manca la norma che dovrebbe emanare il ministero dell'Ambiente) o il granulato dei pneumatici fuori uso (manca da anni il decreto per riciclarli ad esempio nella produzione degli asfalti per le strade o nella realizzazione dei campi sportivi), sta creando un corto circuito che rischia di aumentare i flussi di rifiuti che vanno in discarica o negli inceneritori. Anche la chiusura del mercato cinese all'importazione dei rifiuti dall'estero, che spesso ha fatto emergere traffici illegali, ha di fatto ingolfato il mercato italiano e serve creare urgentemente il mercato interno dei prodotti riciclati che con i decreti "end of waste" sarebbe molto più rilevante nei numeri e nelle applicazioni.

«Ci auguriamo che questa sia la volta buona per l'approvazione di una norma che faccia decollare definitivamente il riciclaggio dei rifiuti di provenienza domestica o produttiva come ci chiede il nuovo pacchetto di direttive europee sull'economia circolare, grazie alla semplificazione dell'iter autorizzativo – aggiungono Ciafani e Ferrante –. Non c'è più tempo da perdere se vogliamo evitare la realizzazione di altri termovalorizzatori come paventato dal vicepremier Matteo Salvini. Una sciagura per l'economia circolare italiana che dobbiamo evitare rendendo più economiche le politiche di prevenzione, più semplici le operazioni di riciclo, costruendo tanti nuovi impianti industriali per il recupero di materia, a partire da quelli per la frazione organica dei rifiuti nei moderni digestori anaerobici per la produzione di biometano, e favorendo veramente, come previsto dall'obbligatorietà per legge dei criteri ambientali minimi nelle gare pubbliche d'appalto, i prodotti realizzati con materiali da riciclo».  



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giovedì 20 dicembre 2018

MSC mette in tavola il suo Natale sostenibile

MSC mette in tavola il suo Natale sostenibile

Tre video ricette eseguite da un piccolo chef per ricordare ai grandi quanto è importante rispettare il mare

Milano, Dicembre 2018 L'Italia si colloca tra primi paesi al mondo per il consumo di pesce
Come evidenziato in una recente ricerca GlobeScan effettuata per conto di MSC, infatti, il 95% degli italiani sono consumatori abituali di prodotti ittici, soprattutto al Sud e nelle Isole (97%) seguiti da Nord Est e Centro (entrambi 94%) e Nord Ovest (93%); e il 44% dei consumatori possono essere identificati come autentici "seafood lovers". 
Questo dato pone il nostro paese ai primi posti come percentuale di appassionati di prodotti ittici, seguiti da Francia e Svezia e ben distanti dalla media globale (34% seafood lovers).
Durante le feste il consumo di pesce aumenta ulteriormente: secondo una ricerca di Federcoopesca-Confcooperative (2017)3 italiani su 4 il 24 dicembre prevedono almeno una portata a base di pesce, e mediamente nel periodo natalizio gli italiani spendono complessivamente poco meno di 1 miliardo di euro per i prodotti ittici.
Nell'ambito di questa "corsa al pesce" è però opportuno ricordare che gli oceani stanno vivendo una condizione critica, e la diffusione di sempre nuove occasioni e abitudini di consumo sta provocando uno svuotamento del mare: modalità di pesca e approvvigionamento di prodotti ittici, se non sostenibili, possono avere dirette conseguenze sulle riserve future di questo bene prezioso per l'uomo.
Se MSC si impegna tutto l'anno per sensibilizzare i consumatori sull'importanza di acquistare prodotti ittici sostenibili, col picco di consumi natalizi è opportuno rafforzare il messaggio. 
Per questo MSC ha ideato una serie di video, on air in questi giorni sui canali social (Facebook, Instagram, Twitter) in cui il protagonista è un bambino: Filippo Guidi, 11 anni, piccola stella di Junior Bakeoff 2, è il piccolo chef che si cimenta nel cucinare ricette di pesce realizzate con prodotti ittici sostenibili.
Le ricette sono state fornite da Fabrizio Ferrari, chef stellato italiano ambassador di MSC, da Juan Arbelaez, chef francese, e da Joaquín Felipe, chef spagnolo, e contengono spunti per cucinare piatti semplici da realizzare ma estremamente gustosi, ideali per le feste natalizie, e rispettosi del mare perché cucinati con prodotti ittici sostenibili.
Coinvolgere un bambino a cucinare i piatti vuole essere un messaggio simbolico, perché coinvolge direttamente le nuove generazioni, che si troveranno a dover affrontare in modo diretto tutti i temi ambientali legati al pianeta.
Fabrizio Ferrari, lo chef italiano che ha regalato una delle ricette a MSC, esprime questo concetto in modo chiaro:
"Per continuare a godere della straordinaria biodiversità degli oceani, dobbiamo supportare chi se ne prende cura. MSC svolge un lavoro importante per noi e per le generazioni future. E' fondamentale che i bambini colgano il valore della pesca sostenibile, per costruire insieme un futuro pieno di vita. E' per questo che ho mandato volentieri la mia ricetta per un bimbo: l'ho trovata un'idea piena di significato."

The Marine Stewardship Council (MSC) 
Marine Stewardship Council (MSC) è un'organizzazione internazionale non-profit. 
La nostra visione è che gli oceani siano pieni di vita – oggi, domani e per le generazioni future. 
Il nostro programma di etichettatura e certificazione riconosce e premia le pratiche di pesca sostenibili con l'obiettivo di creare un mercato di prodotti ittici sostenibile.
Il marchio blu pesca sostenibile MSC indica che i prodotti:
• derivano da un'azienda di pesca certificata indipendentemente, su base scientifica, seguendo lo standard MSC per la sostenibilità ambientale della pesca.
• sono tracciabili e riconducibili a un approvvigionamento sostenibile. 
Più di 300 aziende di pesca in 34 paesi sono certificate secondo lo standard MSC per la pesca sostenibile
Queste aziende pescano circa nove milioni di tonnellate all'anno, che rappresentano il 12% del pescato globale.  
Più di 20.000 prodotti ittici nel mondo hanno il marchio blu MSC.


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mercoledì 19 dicembre 2018

COP24-Slow Food: «Un quasi-fallimento, ora l’impegno di tutti per applicare l’Accordo di Parigi entro il 2020 deve intensificarsi»

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COP24-Slow Food: «Un quasi-fallimento, ora l'impegno di tutti per applicare l'Accordo di Parigi entro il 2020 deve intensificarsi»
 

 

 Si è chiusa da poche ore a Katowice (in Polonia) la Conference of the Parties - COP 24, con un giorno di ritardo e un accordo raggiunto in extremis. I rappresentanti di 196 Stati, riuniti dal 3 dicembre scorso nell'intento di stabilire le regole vincolanti per l'applicazione dell'Accordo sul Clima di Parigi, hanno evitato un insuccesso che avrebbe avuto conseguenze "suicide", secondo le parole usate dal Segretario Generale delle Nazioni Unite.

 

Alla fine, un testo di 156 pagine definisce gli strumenti di monitoraggio con cui i paesi misureranno la progressiva riduzione delle emissioni di carbonio, il sostegno da dare ai paesi poveri per mitigare le conseguenze del cambiamento climatico già in atto e per avviare misure di transizione energetica, e i meccanismi di controllo della situazione globale.

 

Nata con un obiettivo piuttosto tecnico, questa COP si è caricata di un forte aspetto politico, dovuto all'allarme crescente suscitato dal rapporto degli scienziati dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) che ha constatato un aumento più veloce del previsto della temperatura del pianeta, e al fatto che Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita e Kuwait hanno unito le forze per impedire che la conferenza accogliesse pienamente i risultati dell'IPCC. L'Australia si è unita agli Stati Uniti in una celebrazione del carbone, e il Brasile ha segnalato il suo scetticismo climatico con Jair Bolsonaro ritirando l'offerta di ospitare i colloqui del prossimo anno. Una situazione paradossale, in cui un ristretto gruppo di paesi teneva in ostaggio gli altri 190, in totale disprezzo dei gravi rischi che i cambiamenti climatici stanno già facendo vivere all'umanità.

 

«In altri tempi e in un contesto ambientale meno preoccupante, avremmo forse potuto considerare positivamente l'accordo raggiunto a conclusione della Conferenza. Tuttavia, tenuto conto degli allarmi dell'IPCC, che si fanno ogni giorno più drammatici, e sapendo quanto i Governi tendano a stare al di sotto di quanto previsto da questo tipo di accordi, non possiamo dirci né soddisfatti né ottimisti»: è questo il primo commento di Slow Food, l'associazione internazionale presente in 160 Paesi del mondo, impegnata da oltre 30 anni sui temi del cibo, dell'agricoltura, dell'ambiente, dei diritti.

 

«A questo punto occorre fare pressione su tutti i Governi affinché si mettano immediatamente al lavoro per rispettare almeno gli impegni assunti a Katowice, con la speranza che questo possa creare condizioni migliori per gli accordi che si dovranno raggiungere alla prossima COP (che si terrà nel novembre 2019 in Cile). Al contempo è fondamentale che i cittadini, le imprese, la società civile, siano sempre più protagoniste della transizione urgente dall'attuale modello di sviluppo fondato sulle energie fossili verso un modello di economia decarbonizzata. Slow Food, anche attraverso la campagna Food for Change, invita a considerare il cibo, a partire dalle nostre scelte quotidiane, come primo strumento per il cambiamento: il nostro attuale sistema alimentare è tra le principali cause di emissione di gas clima-alteranti (e l'agricoltura è tra le prime vittime del cambiamento climatico), per cui attraverso scelte più consapevoli e responsabili possiamo tutti contribuire concretamente alla rapida inversione di rotta di cui ha bisogno il genere umano per garantire la propria sopravvivenza».

 





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Rinnovabili: Repower collabora con Omnes attraverso il suo fondo Capenergie3 nell’ambito della recente joint venture Repower Renewable

Repower collabora con Omnes attraverso il suo fondo Capenergie3 nell'ambito della recente joint venture Repower Renewable 


Milano, dicembre 2018 - Attraverso la sua filiale italiana, Repower Italia, l'operatore energetico grigionese e Omnes, primario investitore con sede a Parigi che opera su scala europea a livello di private equity e infrastrutture, attraverso il suo fondo Capenergie 3, annunciano la loro joint venture, Repower Renewable, finalizzata alla gestione del portafoglio di impianti e allo sviluppo di nuovi progetti di produzione nel settore delle energie rinnovabili. La costituzione di Repower Renewable era già stata comunicata il 6 dicembre 2018.

Il portafoglio di Repower Renewable comprende impianti idroelettrici, solari ed eolici realizzati negli ultimi 15 anni da Repower o da Elettrostudio Energia, con una capacità produttiva totale di circa 90 MWe. Tutti gli impianti e le future attività di Repower Renewable si concentreranno nel mercato italiano.

Repower Renewable è detenuta al 65% da Repower Italia e al 35% da Capenergie 3 (un fondo dedicato alle energie rinnovabili e gestito da Omnes). Il valore complessivo dell'operazione è di circa 100 milioni di euro. La costituzione di Repower Renewable è in linea con gli ultimi orientamenti di mercato che indicano una ripresa generale del settore delle energie rinnovabili in Italia. È inoltre coerente con gli obiettivi strategici di Repower che mira a una produzione che derivi al 100% da fonti rinnovabili.

Fabio Bocchiola, Direttore della filiale italiana di Repower, commenta: «Repower Renewable rappresenta un elemento chiave della strategia di crescita nel settore della produzione di energia verde e conferma l'interesse di Repower nel mercato italiano. Il nuovo gruppo, creato con il fondo di Omnes, valorizzerà l nostro impianto e progetti esistenti nonché un gruppo significativo di impianti realizzati da Elettrostudio Energia nel corso di anni di sviluppo in progetti di piccole e medie dimensioni inerenti diverse tecnologie».

Serge Savasta, socio accomandatario di Omnes, dichiara: «Con i fondi Capenergie, Omnes è stata fra i primi a finanziare la transizione energetica in Europa. Per più di 10 anni la strategia coerente di investimento di Omnes è stata sviluppare capacità di produzione di energia pulita in partnership con PMI francesi ed europee. Abbiamo trovato in Repower un partner perfetto per realizzare questo obiettivo ambizioso».


Repower

Repower è un'azienda specializzata nella vendita e nella fornitura di servizi nel settore energetico. Con oltre 100 anni di storia, la società è presente su tutta la filiera elettrica,
dalla produzione alla distribuzione, dal trading alla vendita. È attiva anche nel settore del gas. I principali mercati in cui Repower opera sono la Svizzera (con sede principale a Poschiavo
nel Cantone dei Grigioni e uffici a Bever, Ilanz, Küblis, Landquart e Zurigo), che comprende anche le attività di origination in Germania, e l'Italia (Milano). Il Gruppo sviluppa inoltre sistemi intelligenti a supporto della svolta energetica. Grazie a un solido know-how Repower offre i propri servizi anche ad altri clienti e svolge incarichi per terzi. Il Gruppo Repower impiega circa 600 persone, alle quali si aggiungono circa 30 apprendisti in Svizzera e 600 consulenti dell'energia in Italia. Nel 2017 Il Gruppo Repower ha realizzato un fatturato di circa 1,7 miliardi di euro, dei quali 1,1 miliardi circa sono stati generati in Italia.

 

Omnes

Omnes è un primario investitore con sede a Parigi che opera su scala europea a livello di private equity e infrastrutture. Con 3,6 miliardi di euro di patrimonio gestito, Omnes fornisce alle PMI il capitale necessario per finanziare la crescita. La società dispone di unità di investimento dedicate in tre aree principali: venture capital, buyout e capitale di crescita, infrastrutture. Con la creazione nel 2006 di Capenergie, il suo primo fondo dedicato alle energie rinnovabili, Omnes è stata un pioniere della transizione verso un'energia sostenibile. Da allora, la sua unità nel ramo infrastrutture ha firmato più di 40 investimenti in progetti e società legati alle energie rinnovabili in tutta l'Europa, per un totale di 900 milioni di euro. Nel 2016 Omnes ha ampliato la sua offerta di prodotti per la transizione energetica lanciando Construction Energie Plus, il primo fondo francese interamente rivolto alla costruzione di edifici a elevato rendimento ambientale. Omnes è di proprietà dei suoi dipendenti. Omnes è impegnata nelle tematiche ambientali, sociali e di buon governo aziendale (ESG) e ha creato la Omnes Foundation in favore delle organizzazioni di beneficenza che assistono i bambini. Ha inoltre aderito ai Principi di investimento responsabile delle Nazioni Unite (PRI). 



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INDAGINE SOLE 24 ORE SULLA QUALITA’ DELLA VITA 2018: MILANO LA PROVINCIA IN CUI SI VIVE MEGLIO. VIBO VALENTIA LA PEGGIORE. STABILE ROMA, IN 21° POSIZIONE, NAPOLI RISALE DI 13 POSIZIONI E SI CLASSIFICA 94°

INDAGINE SOLE 24 ORE SULLA QUALITA' DELLA VITA 2018:

MILANO LA PROVINCIA IN CUI SI VIVE MEGLIO. VIBO VALENTIA LA PEGGIORE. STABILE ROMA, IN 21° POSIZIONE, NAPOLI RISALE DI 13 POSIZIONI E SI CLASSIFICA 94°

 

 

Milano vince la 29ª edizione della Qualità della vita. Un risultato inedito nell'indagine annuale del Sole 24 Ore. La provincia si piazza ben sette volte su 42 nei primi tre posti per le performance conseguite negli indicatori del benessere e conquista così lo scettro di provincia più vivibile d'Italia, dopo averlo sfiorato per quattro volte, fermandosi al secondo posto nel 2003 e 2004 e poi nel 2015 e nel 2016.

Come ogni anno l'indagine del Sole 24 Ore scatta una fotografia delle città italiane, scegliendo di inquadrare la questione della vivibilità urbana tramite 42 parametri per ciascuna provincia (107 in tutto), suddivisi in sei macro aree tematiche (Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Giustizia e sicurezza, Demografia e società, Cultura e tempo libero), riferiti all'ultimo anno appena trascorso.

 

Milano svetta negli indicatori reddituali, di lavoro e per i servizi. Al primo posto per depositi in banca pro capite, celebra un buon tasso di occupazione e vince l'iCityrate 2018 come migliore smart city. Anche la cultura sale sul podio, con la spesa media dei milanesi al botteghino. Tra i punti deboli la sicurezza (scippi, borseggi e rapine) e l'indice di litigiosità nei tribunali.

Al secondo ed al terzo posto si piazzano Bolzano, in risalita dalla quarta posizione del 2017, e Aosta, in discesa di una posizione dallo scorso anno.

 

In coda alla graduatoria, invece, si ritrova Vibo Valentia. È la quarta volta che compare sul fondo, circondato da numerose città del Sud. La città è penalizzata dalle performance legate alla giustizia, ai servizi e alle variabili reddituali. Ultima per durata media dei processi e pendenze ultra-triennali nei tribunali, registra anche una delle più basse spese medie degli enti locali per minori, disabili e anziani. In controtendenza i risultati della città sul fronte del turismo, con una permanenza media nelle strutture ricettive tra le più lunghe e un mercato molto accessibile per l'affitto di case.

 

Resta stabile la qualità della vita nella Capitale. Roma si piazza al 21° posto, in linea con l'anno precedente (24° posto) in cui il numero di province saliva da 107 a 110. La ricchezza viene confermata dal dato medio dei prezzi delle case, in media il più elevato d'Italia, e dalla maggiore propensione agli investimenti fotografata dall'elevata percentuale di impieghi sui depositi. Pesano purtroppo sulla città il numero dei protesti pro capite, l'indice di litigiosità nei tribunali e le denunce per reati legati agli stupefacenti.

 

Tra le altre grandi città, più a sud spicca la risalita di Napoli che conquista 13 posizioni: nonostante continuino a peggiorare le performance legate a Giustizia e sicurezza e Affari e lavoro, la città festeggia il miglioramento sul fronte della ricchezza e dei consumi, grazie ai prezzi di vendita delle case. Migliorano anche Venezia, Torino, Catania, Bari e Bologna, in controtendenza solo Genova e Firenze che perdono rispettivamente otto e dieci posizioni.



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NEMI: IMMERSI NEL LAGO DI NEMI SI BRINDA AL 2019 RICORDANDO CALIGOLA E IL MISTERO DELLA TERZA NAVE.


 

IMMERSI NEL LAGO DI NEMI  SI BRINDA AL 2019 RICORDANDO CALIGOLA E  IL MISTERO DELLA TERZA NAVE.


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A Nemi si brinda  immersi nelle acque del famoso lago. Tra storia e leggenda della Terza Nave si  omaggia Caligola.


I sub dei Castelli Romani e di Anzio e Nettuno, Gruppo Under Water Team Italy e Centro Immersioni Nettuno, come ogni anno poco prima della fine dell'anno, si sono immersi nelle gelide acque del lago di Nemi.


Hanno riportato in superfice le anfore, che sono riproduzioni di contenitori di salsa balsamica romana e Garum e le bottiglie di vino locale.


"E' stato fatto un percorso di ricerca e recupero di bottiglie ed anfore con le salse e il Garum, messe in profondità in precedenza, in modo da conservarne la salubrità e la genuinità, nell'ambiente lacustre a diversi metri di profondità, per poterle degustare subito dopo sul posto", dicono i coordinatori dei sub Josè Amici e Cristian Mandici.


Alla simpatica iniziativa presso il centro sportivo Catarci hanno partecipato numerosi cittadini, associazioni sportive e il vice sindaco di Nemi Edy Palazzi. 

 

L'iniziativa - dichiara il sindaco di Nemi Alberto Bertucci - nasce con l'istituzione nel 2012 nell'occasione del bimillenario della nascita dell'imperatore Caligola per ricordarne le grandi gesta. 

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