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lunedì 13 agosto 2018

Ambiente ed ecologia: in Versiliana un concorso nazionale sul tema dell’organico




 

In Versiliana un concorso nazionale sul tema dell'organico

 

Nella Versiliana dei Piccoli verrà attivato un contest dove liberare la fantasia

 

 


Pietrasanta, 13 agosto 2018 – La Versiliana dei Piccoli si trasforma in un punto informativo sul tema dell'organico con un concorso dedicato ai più piccoli, grazie al prezioso supporto della Fondazione Versiliana, che anche quest'anno accoglierà questa importante iniziativa in campo ambientale. Promossa dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori), in collaborazione con Ancitel Energia E Ambiente, l'attività si interseca perfettamente con i più alti valori della Versiliana che vedranno l'edizione 2018 concentrarsi su "Un'estate da favola a misura di bambino mangiando-giocando". Sarà dunque importante far comprendere ai ragazzi come avviene il riciclo del rifiuto organico attraverso un affascinante tour virtuale nell'universo della materia: il Waste Travel 360°TM.

 

Il  Concorso premierà il disegno più bello che poi diventerà il testimonial di tutte le campagne ed iniziative del Consorzio Italiano Compostatori. Per un mese sarà possibile disegnare il tema del rifiuto organico, ed ogni giorno verranno donati fantastici premi.

 

"La Versiliana dei Piccoli – spiega il direttore artistico della Fondazione Versiliana Massimiliano Simoni – è molto di più di un semplice spazio di intrattenimento. Il nostro obiettivo è infatti quello di ospitare attività, laboratori ed iniziative che siano soprattutto anche opportunità di crescita e di educazione alla cultura così come al rispetto per l'ambiente. Per questo sono molto orgoglioso di poter ospitare questa bella iniziativa che offre le basi per far si che  i piccoli di oggi siano adulti consapevoli domani.

 

"ll CIC ritiene che iniziative che coinvolgono i giovani o giovanissimi siano fondamentali per avere futuri cittadini informati e consapevoli su uno degli elementi più importanti della qualità della vita e la salvaguardia dell'ambiente, ovvero la corretta gestione dei rifiuti come la frazione organica tanto preziosa per il futuro del nostro pianeta", aggiunge il Presidente del CIC, Alessandro Canovai.

 

"Ringrazio ancora il direttore artistico Massimiliano Simoni per aver accolto anche quest'anno questa importante iniziativa in campo ambientale", commenta Filippo Bernocchi, Presidente di Ancitel Energia e Ambiente.

Chi è il CIC

Il CIC (Consorzio Italiano Compostatori) è un'associazione senza fini di lucro che rappresenta più di 130 aziende tra produttori e gestori di impianti di compostaggio e digestione anaerobica, associazioni di categoria, aziende che si occupano di rifiuti organici, costruttori di macchine ed attrezzature, laboratori, enti pubblici e di ricerca. Il CIC promuove e persegue la politica di riduzione dei rifiuti, l'attuazione della raccolta differenziata per la separazione, lavorazione e riciclaggio e valorizzazione delle biomasse ed in genere delle frazioni organiche compostabili. Promuove le iniziative per la valorizzazione e la corretta destinazione dei prodotti ottenuti dal compostaggio e dalla digestione anaerobica svolgendo anche attività di ricerca, studio e divulgazione. Sostiene la produzione di fertilizzanti organici, tutelando e controllando le corrette metodologie e procedure in piena aderenza ai principi dell'economia circolare.

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venerdì 10 agosto 2018

RIFIUTI, LENA (PD): PROVINCIA NON E’ DISCARICA ROMA. RAGGI NON PENSI DI SVERSARE RIFIUTI A COLLEFERRO

RIFIUTI, LENA (PD): PROVINCIA NON E' DISCARICA ROMA. RAGGI NON PENSI DI SVERSARE RIFIUTI A COLLEFERRO

"La Sindaca Raggi non pensi neanche a riattivare l'inceneritore di Colleferro – così in una nota Rodolfo Lena, Presidente della Commissione Affari costituzionali e statutari del Consiglio regionale del Lazio – Mi auguro – continua la nota - che le notizie recentemente trapelate sulla stampa non abbiano fondamento. Se fossero vere ci batteremo per evitare che la Provincia diventi la discarica di Roma. La Raggi, se ha intenzione di usare gli inceneritori, li costruisca nel suo territorio. Se invece poi, vuole affrontare seriamente il problema dei rifiuti, implementi la raccolta differenziata e pensi alla realizzazione di eco-distretti. Qualunque altra soluzione è solo palliativa e avrebbe l'unico risultato di passare la patata bollente. Sono vicino al Sindaco Pierluigi Sanna a cui do tutto il mio sostegno per evitare che l'inceneritore di Colleferro torni a bruciare. Invece di portare i rifiuti in Provincia, la Raggi sappia che proprio lì ci sono molti esempi virtuosi per lo smaltimento dei rifiuti, da cui può trarre esempio" conclude la nota.


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RIFIUTI, LENA (PD): PROVINCIA NON E’ DISCARICA ROMA. RAGGI NON PENSI DI SVERSARE RIFIUTI A COLLEFERRO

RIFIUTI, LENA (PD): PROVINCIA NON E' DISCARICA ROMA. RAGGI NON PENSI DI SVERSARE RIFIUTI A COLLEFERRO

"La Sindaca Raggi non pensi neanche a riattivare l'inceneritore di Colleferro – così in una nota Rodolfo Lena, Presidente della Commissione Affari costituzionali e statutari del Consiglio regionale del Lazio – Mi auguro – continua la nota - che le notizie recentemente trapelate sulla stampa non abbiano fondamento. Se fossero vere ci batteremo per evitare che la Provincia diventi la discarica di Roma. La Raggi, se ha intenzione di usare gli inceneritori, li costruisca nel suo territorio. Se invece poi, vuole affrontare seriamente il problema dei rifiuti, implementi la raccolta differenziata e pensi alla realizzazione di eco-distretti. Qualunque altra soluzione è solo palliativa e avrebbe l'unico risultato di passare la patata bollente. Sono vicino al Sindaco Pierluigi Sanna a cui do tutto il mio sostegno per evitare che l'inceneritore di Colleferro torni a bruciare. Invece di portare i rifiuti in Provincia, la Raggi sappia che proprio lì ci sono molti esempi virtuosi per lo smaltimento dei rifiuti, da cui può trarre esempio" conclude la nota.


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Ambiente. Zanoni (PD), Guarda (AMP), Bartelle (M5S): Lupi, esiste una soluzione a costo zero: vietiamo la caccia alle specie oggetto di predazione


Ambiente - Zanoni (PD), Guarda (AMP), Bartelle (M5S): Lupi, esiste una soluzione a costo zero: vietiamo la caccia alle specie oggetto di predazione


Ambiente - Zanoni (PD), Guarda (AMP), Bartelle (M5S): "Lupi, esiste una soluzione a costo zero: nelle zone dove è presente, vietiamo la caccia alle specie oggetto di predazione"

(Arv) Venezia 10 ago. 2018      

 "Sarà forse il caldo e le difficoltà nel prendere sonno, ma in questi giorni sul tema dei lupi se ne sentono di tutti i colori: liberalizzare la caccia, derogare alla tutela prevista dalla Direttiva Habitat, usare i proiettili di gomma, mettere i lupi in dei recinti, sterilizzarli, dotarli di radiocollari. Nel frattempo, però, le predazioni agli animali delle malghe continuano. Nessuno, tuttavia, ha preso in considerazione un sistema infallibile e a costo zero: vietare la caccia alle specie di animali selvatici oggetto di predazione come cervi, caprioli, mufloni e altro ancora".

Lo affermano, in una nota congiunta, i consiglieri regionali dell''Intergruppo per il benessere e la tutela degli animali e della natura', Andrea Zanoni(PD), Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle (M5S), i quali intervengono così "nel dibattito sulle 'misure di contenimento' dei grandi predatori".

"Così facendo, consentiremmo la convivenza del lupo, degli animali da allevamento e del turismo escursionista – esordiscono i consiglieri regionali di minoranza -  Il lupo avrebbe a disposizione le prede naturali senza attaccare gli allevamenti e farebbe un'opera di selezione della specie, predando i cuccioli meno forti, i soggetti più anziani o ammalati, aumentando contemporaneamente la potenzialità genetica delle specie predate, irrobustendole".

"Oggi invece avviene il contrario – spiegano i consiglieri - l'uomo, attraverso la caccia, abbatte i soggetti più belli anche per puro piacere o divertimento. Pensiamo, ad esempio, ai concorsi del miglior trofeo dove il punteggio va dato agli animali con palco (ovvero le corna) più grande, a più punte o più sviluppato: uno studio Usa- canadese ha dimostrato che con il tempo le popolazioni di animali diminuiscono di taglia".

"Perciò, anziché proporre soluzioni tanto fantasiose quanto inutili o addirittura dannose – continuano i componenti dell'Intergruppo per il benessere e la tutela degli animali e della natura - senza perdere altro tempo, si continui con le buone pratiche, come la formazione dei cani pastori e sull'uso dei recinti elettrici e, contemporaneamente, si vieti di sparare agli animali selvatici nelle zone dove è presente il lupo".

"I cacciatori – concludono Andrea Zanoni, Cristina Guarda e Patrizia Bartelle -  visto che si sono dimostrati particolarmente sensibili a questo problema, diano così il loro contributo".

 

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SOSTENIBILITA' E SETTORE TESSILE: 4500 TONNELLATE DI CO2 IN MENO GRAZIE ALLA NUOVISSIMA CENTRALE DI COGENERAZIONE DI KLOPMAN. EMISSIONI RIDOTTE DEL 60%

VIA AI LAVORI PER LA NUOVA CENTRALE DI COGENERAZIONE  DELLO STABILIMENTO KLOPMAN DI FROSINONE. L'AZIENDA LEADER EUROPEA NELLA PRODUZIONE DI TESSUTI PER ABITI DA LAVORO INVESTE ANCORA IN SOSTENIBILITÀ.

 

Frosinone agosto - Importante abbattimento delle emissioni (-60%), minori consumi di energia e maggiore efficienza dello stabilimento, volontà di proseguire in un percorso improntato alla sostenibilità di tutto il processo produttivo. Sono questi i principali fattori che hanno spinto Klopman, azienda leader in Europa nella produzione di tessuti per abiti da lavoro, a dare il via ai lavori di costruzione della nuova centrale di cogenerazione dell'impianto produttivo di Frosinone che sostituirà nell'arco di circa un anno l'esistente centrale termoelettrica e sarà destinata a fornire energia a tutto lo stabilimento.

 

La nuova centrale permetterà di produrre energia termica ed energia elettrica contemporaneamente. In questo modo, quasi tutta l'energia termica prodotta nel processo di combustione verrà recuperata e riutilizzata. Infatti in una centrale termoelettrica tradizionale, solo il 35% circa del combustibile è trasformato in energia elettrica. La parte rimanente, ossia il 65%, non viene utilizzata e finisce per disperdersi nell'ambiente sotto forma di calore, ovvero energia termica. L'impianto é progettato per poter modulare sia la fornitura di energia elettrica sia quella di energia termica, per fronteggiare le variazioni della domanda da parte dello stabilimento.

 

Il nuovo impianto, grazie alla sua maggiore efficienza, permetterà una riduzione del 58,9% del monossido di carbonio, del 72,1% di ossido di azoto (NOX) e del 59,5% delle polveri oltre a un risparmio in termini di CO2 di circa 4500 tonnellate l'anno. Questi importanti risultati sono pienamente in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di risanamento della qualità dell'aria stabiliti dal Piano Regionale.

 

L'installazione di una centrale di cogenerazione determina infatti ricadute positive per tutto il territorio sia per quanto riguarda l'impatto ambientale, attraverso la riduzione dei consumi di combustibile e delle emissioni, sia per il sistema elettrico di distribuzione, grazie alle minori perdite di trasmissione e distribuzione conseguenti alla localizzazione dell'impianto direttamente presso l'utenza.

 

"La nuovissima centrale di cogenerazione rappresenta un investimento di importanza rilevante dal punto di vista ambientale che ci rende particolarmente orgogliosi e rappresenta solo l'ultima testimonianza della grande attenzione che Klopman da anni rivolge al tema della sostenibilità. – afferma Alfonso Marra, AD di Klopman – L'attenzione all'ambiente è una delle nostre caratteristiche distintive e viene declinata lungo tutto il processo produttivo. Con la nuova centrale anche la produzione di energia sarà realizzata secondo i più avanzati criteri di efficienza e sostenibilità ambientale in un'ottica di attenzione costante verso il territorio che ci ospita. Un ringraziamento particolare è da riservare all'istituzione Provinciale, al Comune di Frosinone e a tutte le altre istituzioni che sono state coinvolte nel processo che ha portato, grazie alla loro sensibilità e capacità tecnica, a raggiungere questo importante risultato."


Klopman International – Company profile 

Klopman International s.r.l. è da 50 anni leader europeo nella produzione e commercializzazione di tessuti tecnici per l'abbigliamento da lavoro con tre aree di business dedicate ai diversi ambiti di applicazione: Workwear, Protectivewear e Corporatewear.

L'azienda ha per prima introdotto l'uso del poliestere/cotone raggiungendo in alcuni settori 1/3 del mercato europeo e producendo tessuti in oltre 130 stili e tipologie di tinta differenti, studiati anche ad hoc per singolo cliente. Tecnologie avanzate e un controllo dei processi centralizzato, che monitora e corregge simultaneamente 3800 punti macchina, sono solo alcuni degli skill che fanno della realtà manifatturiera Klopman un gioiello industriale e dei suoi tessuti i più resistenti all'usura, al restringimento e alle alterazioni di colore.

Klopman ha headquarter e sede produttiva a Frosinone (Italia) con 70mila mq di stabilimento, circa 400 persone impiegate e una produzione annuale di circa 42 milioni di metri di tessuto per un fatturato di oltre 138 milioni di euro. Il CEO Alfonso Marra ha avviato un piano di espansione in ambito mondiale che ha portato l'azienda, presente con branch office commerciali a Dusseldorf, Lione, Mosca, Borås (Svezia), Dubai e Bangkok, all'apertura di un altro sito produttivo a Giacarta, per servire direttamente il bacino asiatico.

 

Oltre alla certificazione ISO 9001:2008, Klopman International opera in conformità con gli standard europei per la gestione della qualità ed è certificato BS EN ISO 14001:2004 e BS OHSAS 18001:2007.

 

 

KLOPMAN e l'impegno per la sostenibilità

Klopman ha recentemente ottenuto il massimo livello della certificazione STeP - Sustainable Textile Production.

 

I tessuti Klopman sono certificati Oeko-Tex: questo standard disciplina e controlla l'uso delle sostanze nocive nella realizzazione di prodotti tessili. La certificazione Oeko-Tex garantisce che il tessuto non presenti rischi per la salute umana e pertanto i capi di abbigliamento realizzati sono "skin-friendly", nella versione Oeko-Tex Class 1 addirittura per i bambini.

 

I tessuti Klopman possono inoltre essere prodotti con cotone certificato Fairtrade, che ne garantisce la certificazione ai sensi degli standard Fairtrade convalidati da FLOCERT. Acquistare prodotti in cotone Fairtrade significa garantire ai coltivatori un prezzo equo e stabile per il cotone, il che si traduce in un miglior tenore di vita per loro e le loro famiglie.

 

Klopman sostiene inoltre BCI (Better Cotton Initiative) associazione no-profit che si occupa di garantire che il cotone presente nelle lavorazioni di chi sostiene l'iniziativa sia prodotto con attenzione costante all'ambiente, alle comunità di coltivatori e in generale alle economie basate sul cotone.

 

Klopman offre inoltre ai suoi clienti la possibilità di usare poliestere riciclato in sostituzione di quello vergine. Qui il filato è realizzato con bottiglie d'acqua in PET. Il poliestere riciclato è applicabile a tutti i tessuti Klopman, garantendo al tempo stesso al cliente gli elevati standard qualitativi di Klopman in termini di comfort, aspetto e durabilità e rinnovando così l'impegno verso la sostenibilità e il rispetto per l'ambiente.

 

Tutto il packaging di Klopman è realizzato con cartone riciclabile; tutti i materiali cartacei utilizzati per la comunicazione sono stampati su carta FSC al fine di sostenere la promozione di una gestione del patrimonio boschivo mondiale che sia adeguata dal punto di vista ambientale, vantaggiosa sul piano sociale ed economicamente valida.

 

Il miglior modo per rispettare l'ambiente è produrre prodotti che durino nel tempo. I tessuti Klopman sono pensati proprio per offrire lunga durata, assicurando a chi li indossa un aspetto sempre professionale.



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Via libera alle comunità energetiche. Legambiente: “Una grande opportunità per il territorio. Il Governo segua l’esempio del Piemonte”

 

Piemonte prima regione italiana a dotarsi di una legge per l'autoproduzione e condivisione dell'energia prodotta da fonti rinnovabili

 

Via libera alle comunità energetiche. Legambiente: "Una grande opportunità per il territorio. Il Governo segua l'esempio del Piemonte"

 

 

Autoproduzione e condivisione dell'energia prodotta da fonti rinnovabili. Sono questi i princìpi alla base della legge sulle comunità energetiche approvata nei giorni scorsi all'unanimità dalla terza Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte e pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale. La nuova norma, che pone il Piemonte come regione all'avanguardia a livello nazionale, permetterà a comunità di persone, enti e imprese di scambiare tra loro l'energia prodotta da fonti alternative. Legambiente, anche attraverso il "Manifesto per l'autoproduzione da fonti rinnovabili" sottoscritto da centinaia di sindaci in tutta Italia, sollecita da diversi anni una modifica della legge nazionale che ad oggi prevede che possano produrre e vendere energia solo cooperative o consorzi storici, e che obbliga i singoli privati a rivendere il proprio surplus alla rete.

 

"Il Piemonte, prima regione italiana a dotarsi di una legge di questo tipo, fa un passo importante nella direzione dell'autosufficienza energetica e della costruzione di un nuovo modello di cooperazione territoriale virtuosa -commenta Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta-. Una scelta importante che speriamo sia seguita da altre Regioni ma soprattutto dal Governo nazionale che invitiamo a recepire subito la Direttiva europea che verrà approvata ad ottobre su prosumer e comunità dell'energia, per evitare di perdere due anni e aprire subito opportunità nei territori e dar così forza all'autoproduzione e alla distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili. La generazione diffusa di energia e un'autonoma efficienza energetica contribuiscono infatti alla riduzione del consumo di fonti fossili, delle emissioni inquinanti e climalteranti, ad un miglior utilizzo delle infrastrutture, alla riduzione della dipendenza energetica, alla riduzione delle perdite di rete e ad un'economia di scala".

 

Oggi il tema dell'autoproduzione e della distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili è al centro dell'interesse generale per le opportunità che si stanno aprendo con l'innovazione nella gestione energetica, grazie all'efficienza e alla riduzione dei costi delle tecnologie e delle reti. Anche in Italia questa prospettiva avrebbe grandi potenzialità perché, in questa forma, le fonti rinnovabili anche senza incentivi diretti, potrebbero offrire un'adeguata risposta alla domanda di elettricità e calore negli edifici e nei territori, creando valore e nuova occupazione. Il Piemonte dunque, prima regione italiana, cerca di intercettare questa opportunità su ampia scala dopo anni in cui sul territorio, in forma sperimentale, è stato portato avanti ad esempio il progetto di Comunità Energetiche del Pinerolese promosso come capofila dal Comune di Cantalupa e premiato da Legambiente per aver avviato un piano di azione orientato all'autosufficienza energetica e volto alla costruzione di una comunità energetica locale. Ora questo tipo di esperienze potranno uscire dalla fase sperimentale e avere un'ampia diffusione.

 

"La nuova legge regionale va nella direzione da noi auspicata –aggiunge Dovana-, anche se avremmo preferito che gli obiettivi e le azioni che vengono previsti per le future comunità energetiche fossero meno generici e prevedessero inscindibilmente la riduzione del consumo di fonti fossili associata con la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti. Chiediamo quindi alla Giunta Regionale, nella predisposizione dei provvedimenti attuativi della legge appena approvata, di stabilire regole per evitare che l'incentivo alle comunità energetiche diventi un sussidio acritico alla realizzazione di qualsiasi tipo di centrale a biomassa".



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Sostenibilità ambientale: MAREVIVO. GRAZIE ALLA CAMPAGNA #ECOCANNUCCE RISPARMIATE GIÀ UN MILIONE DI CANNUCCE IN PLASTICA



MAREVIVO. GRAZIE ALLA CAMPAGNA #ECOCANNUCCE RISPARMIATE GIÀ UN MILIONE DI CANNUCCE IN PLASTICA

La campagna #Ecocannucce, lanciata da Marevivo, ha ottenuto in pochi mesi centinaia di adesioni tra esercenti; festival musicali; discoteche; comuni; alberghi e stabilimenti balneari. Anche VyTA Retail food, il Consorzio Costa Smeralda, il gruppo Caronte & Tourist – Siremar, la Compagnia dei Caraibi, Ecozema, il Comune di Senigallia, di Lampedusa e Linosa, di Spotorno, in provincia di Savona, sostengono l'iniziativa. La mobilitazione è partita anche alle isole Eolie grazie all'impegno di Aeolian Islands Preservation Fund e di Verdeolie: Isole Senza Plastica che hanno già coinvolto a Panarea: il Bar del Porto, Bar da Carola, Bridge Sushi Bar, Paki Bar, Banacalii Bar, Raya, Ristorante da l'Eoliano, Rosticceria Gastronomia Da Claudia; a Salina: Ristorante Franco Manca e a Lipari: Il Giardino di Lipari. Solo a Panarea sono state già eliminate 20.000 cannucce.

«Marevivo è stata la prima associazione ad attivarsi contro le cannucce in plastica e in pochi mesi la campagna #Ecocannucce #Strawfree ha raggiunto ottimi risultati. Da un confronto diretto con le attività aderenti – spiega Raffaella Giugni, responsabile relazioni istituzionali Marevivo - è emersa una maggiore consapevolezza dei danni provocati all'ambiente dal consumo di plastica monouso. Ad ogni esercente è stato consegnato il materiale informativo, che spiega perché è necessario rinunciare alle cannucce in plastica, in modo da sensibilizzare i clienti. Siamo felici che a mobilitarsi siano stati anche i comuni, addirittura con un'ordinanza come ha fatto il sindaco di Lampedusa, e ci auguriamo presto di raggiungere lo stesso risultato anche in altre isole minori e città italiane».

Le testimonianze di chi ha aderito

Angelo Napolitano del Lido Panfilo di Termoli sostiene di aver risparmiato: «Approssimativamente da inizio stagione già 3.000 cannucce. Sto convertendo, inoltre, lo stabilimento al 100% non-più-monouso, cercando alternative totalmente ecologiche per le stoviglie usa e getta».

«Ho fatto perdere al barman il brutto vizio di mettere 2 cannucce nei cocktail - dichiara Mattia Maltese dello stabilimento balneare Il Pescespada di Scalea -, sto molto più attento nel servire la cannuccia direttamente nel drink e uso prevalentemente bicchieri in vetro. In questo modo, ho già risparmiato 5.000 cannucce. In genere durante una stagione estiva tra bibite, granite e cocktail se ne usano tantissime, tra le 5 e le 10.000 più o meno. Sono sempre più convinto che per migliorare le cose non si debba aspettare che ci sia una legge o l'intervento della politica. Il mare è di tutti e ognuno di noi in prima persona deve dare il proprio contributo».

«Nei primi tre mesi dell'apertura abbiamo risparmiato 10.000 cannucce di plastica preferendo gli ziti di pasta» così Gianluca Amoni di Mixology Bar a Milano

Ad aderire alla campagna anche il festival musicale acieloaperto

La responsabile, Francesca Berti, racconta: «I clienti non si sono mai lamentati e hanno appoggiato pienamente la causa. Parliamo di spettatori provenienti da tutta Italia, e oltre, dato che 3 delle prime 6 date di acieloaperto erano concerti in data unica italiana. Finora, in 4 serate, abbiamo preparato bevande a una media di 4.000 persone che non ordinano un solo cocktail. Abbiamo quindi risparmiato migliaia di cannucce e mancano ancora due date alla fine della rassegna, quella di Francesco de Gregori e Cosmo. Negli eventi abbiamo letto anche qualche recensione positiva in merito alla campagna #Ecocannucce. Siamo molto soddisfatti e continueremo in questa direzione in ogni nostro futuro evento, estivo ed invernale».

Prossimo evento #Strawfree è l'8 agosto all'Hawaiian Party del Summer Jamboree festival di Senigallia che ha aderito alla campagna EcoCannucce di Marevivo e conta di risparmiare 10.000 cannucce di plastica, sostituendole con quelle compostabili. Durante il party, inoltre, saranno utilizzati solo bicchieri biodegradabili.

Per entrare a far parte della rete #Strawfree basterà scrivere una mail a: ecocannucce@marevivo.it, esporre il bollino e la locandina ufficiale e dimostrare di aver realmente rinunciato alla cannucce in plastica.

Sul web l'associazione Marevivo ha lanciato anche l'hashtag #RifiutaLaCannuccia per spingere gli utenti a condividere sui social un selfie con il proprio drink senza cannuccia.






Sede Nazionale:
Lungotevere Arnaldo da Brescia
Scalo de Pinedo, 00196 Roma  



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