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domenica 29 marzo 2020

Noi restiamo a casa e la natura riprende il suo posto. Cosa dovremmo imparare dalla quarantena e i segnali lanciati dalla Terra spiegati da Road to green 2020

Noi restiamo a casa e la natura riprende il suo posto: aria più pulita e animali che tornano a farsi vedere. Cosa dovremmo imparare dalla quarantena

L'Associazione Road to green 2020 illustra i segnali lanciati dalla natura, spiegando a tutti i cittadini come fare tesoro di quanto imparato in questo periodo complesso

 

 

Ormai da settimane, tutti i cittadini sul territorio italiano sono chiusi in casa in quarantena, cercando di contrastare il dilagare del coronavirus. La maggior parte di uffici e aziende hanno sospeso l'attività, sempre più lavoratori stanno sperimentando la formula dello smart working. Rinunce importanti per tutti noi, costretti a modificare abitudini radicate, ma un vero e proprio momento di rinascita per la natura.

 

La drastica riduzione delle emissioni nocive, causate da uffici e automobili private, ha portato una diminuzione dell'inquinamento, come dimostrato dalle immagini scattate dai satelliti sopra il nostro paese, che mostrano un incredibile cambiamento avvenuto in appena una manciata di giorni. Sulle regioni del nord Italia, dove, solitamente, si concentra un quantitativo maggiore, è stata registrata una riduzione settimanale del 10% di diossido di azoto. Senza più le navi da crociera nella Laguna e molti meno vaporetti in circolazione, le acque dei canali di Venezia sono tornate ad essere limpide e piene di pesci visibili ad occhio nudo, in Sardegna, i delfini tornano ad avvicinarsi alla costa e in molte aree si vedono i cinghiali che tornano a scorrazzare. Gli stessi cambiamenti positivi erano già stati riscontrati in Cina durante il loro lockdown.

 

Tutto questo dimostra come, limitando le attività dell'uomo, la natura riesca ad auto rigenerarsi, ripristinando i naturali equilibri. Una lezione che dovrebbe spingerci a riflettere e a fare tesoro di questo momento

 

"Quello che sta passando il nostro paese e tutto il resto del mondo è qualcosa di terribile, che nessuno di noi era davvero preparato ad affrontare. – Commenta Barbara Molinario, Presidente di Road to green 2020, associazione che promuove la sostenibilità ambientale. – Ora, però, possiamo scegliere se aspettare passivamente che tutto passi, o imparare qualcosa da questo momento difficile, come, ad esempio, il rispetto della natura in ogni sua forma. In poche settimane senza la mano distruttiva dell'uomo, la natura è riuscita a riprendersi in parte i propri spazi. Ci sta dimostrando la sua straordinaria capacità di curare le ferite che le abbiamo inflitto noi con i nostri comportamenti. Pensate a come potrebbe cambiare in meglio il mondo, se adottassimo alcuni dei comportamenti che abbiamo sperimentato durante questa quarantena". 

 

Cosa dovremmo imparare dalla quarantena?

 

  • Senza la mano distruttiva dell'uomo, la natura è in grado di auto rigenerarsi. Questo dimostra in modo concreto le teorie che vedono nell'uso eccessivo dei mezzi di trasporto privati, uno dei principali fattori di inquinamento, che stanno modificando clima ed ecosistemi.
  • Per fare spesa e mangiare bene, frutta e verdura di stagione e a KM 0 sono la scelta migliore e i piatti fatti in casa hanno un gusto unico. La maggior parte delle persone in questi giorni sta riscoprendo la cucina casalinga. I piatti preparati in casa sono molto più gustosi, sani e genuini di quelli preconfezionati, ed hanno anche un minore impatto sull'ambiente!
  • Non abbiamo bisogno di molto di più di quanto abbiamo già, e il cibo non deve essere mai sprecato. Abbiamo resistito tutto questo tempo senza andare per negozi, scoprendo di poter vivere bene lo stesso, e limitando la spesa ad una volta a settimana. qQuesto ci ha insegnato a gestire meglio ciò che c'è nel frigo o in dispensa, affinché non si sprechi mai.
  • Riutilizzare è la parola d'ordine. In questi giorni abbiamo smesso di considerare le cose usa e getta. In molti, lavano e riusano anche i contenitori di alluminio, per prendere appunti si usano fogli di carta riciclata, i fondi del caffè diventano uno scrub per il viso o fertilizzante per le piante. Tutto finalmente ha una seconda vita (tranne le mascherine e i guanti, ovviamente) e si riduce la produzione di rifiuti!
  • L'essere umano non è che un ospite della natura, e in quanto tale deve esserle riconoscente, senza abusare di quanto lei gli offra. Dunque, non sprechiamo le risorse naturali come acqua e gas, e cerchiamo anche di limitare la produzione di rifiuti.
  • Lo smart working è una modalità da prendere in considerazione, anche al termine della quarantena. Il lavoratore può svolgere le attività in un contesto più rilassato, senza lo stress del tragitto casa-lavoro, e senza le emissioni nocive del proprio mezzo o senza affollare i mezzi pubblici. Il tele lavoro, inoltre, responsabilizza in misura maggiore il dipendente, spingendolo a lavorare per obiettivi.

 



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giovedì 19 marzo 2020

algoWatt alla guida del progetto PASCAL su aggregatori e smart grid


algoWatt alla guida del progetto PASCAL su aggregatori e smart grid

  • Il consorzio con capofila la società greentech ha ottenuto un finanziamento complessivo di Euro 1,6 milioni, dei quali 0,5 milioni come quota parte di algoWatt
  • Sarà sviluppato un innovativo servizio IaaS (Infrastructure-as-a-Service) per il funzionamento e l'ottimizzazione di cluster di risorse energetiche distribuite per la fornitura di servizi ausiliari alla rete elettrica

 

algoWatt, greentech solutions company quotata sul mercato telematico azionario (MTA) di Borsa Italiana, coordinerà un nuovo progetto sugli aggregatori per la gestione di più unità di produzione e consumo, di impianti "virtuali" (Virtual Power Plant), in grado di erogare servizi sia di modulazione della domanda (Demand Response) e bilanciamento. algoWatt si è, infatti, aggiudicata, in qualità di coordinatore, un finanziamento nell'ambito dell'Azione 1.1.5 del Por Fesr Sicilia 2014-2020 "Sostegno all'avanzamento tecnologico delle imprese attraverso il finanziamento di linee pilota e azioni di validazione precoce dei prodotti e di dimostrazione su larga scala". Il progetto, denominato PASCAL "Piattaforma Abilitante per Servizi Commerciali di gestione Aggregata delle risorse nel sistema eLettrico", ha ottenuto un finanziamento complessivo da parte della Regione Sicilia a valere su fondi UE pari a Euro 1,6 milioni circa, dei quali Euro 0,5 milioni come quota parte relativa alle attività svolte dalla stessa algoWatt.

Grazie al progetto sarà possibile perseguire lo sviluppo e la validazione di un innovativo approccio IaaS (Infrastructure-as-a-Service) per il funzionamento e l'ottimizzazione di cluster di risorse energetiche distribuite per la fornitura di servizi ausiliari alla rete elettrica. L'impostazione rientra, dunque, pienamente nel paradigma delle smart grid che sfruttano tecnologie informatiche e telecomunicazione e puntano all'intelligenza distribuita per garantire maggiore flessibilità e miglioramento nella gestione della rete elettrica.

I partner del progetto, oltre ad algoWatt, sono Col Giovanni Paolo S.p.A., specializzata nella realizzazione di apparati per il sistema elettrico, la startup innovativa Sfera S.r.l., che offre servizi per la gestione delle infrastrutture di rete ad alta affidabilità e distribuite, e il Consorzio Cometa, attivo nel settore ICT e, in particolare, nel calcolo ad alte prestazioni, quale HPC, Grid, Cloud e GPU Computing, che include le Università di Catania, Messina e Palermo, l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ed il Consorzio S.C.I.R.E..

 


algoWatt (ALW), greentech solutions company, progetta, sviluppa e integra soluzioni per la gestione dell'energia e delle risorse naturali, in modo sostenibile e socialmente responsabile. La Società fornisce sistemi di gestione e controllo che integrano dispositivi, reti, software e servizi con una chiara focalizzazione settoriale: digital energy e utilities, smart cities & enterprises e green mobility. algoWatt è nata dalla fusione di TerniEnergia, azienda leader nel settore delle energie rinnovabili e dell'industria ambientale, e di Softeco, un provider di soluzioni ICT con oltre 40 anni di esperienza per i clienti che operano nei settori dell'energia, dell'industria e dei trasporti. La società, con oltre 200 dipendenti dislocati in 7 sedi in Italia e investimenti in ricerca e innovazione per oltre il 12% del fatturato, opera con un'efficiente organizzazione aziendale, focalizzata sui mercati di riferimento: Green Energy Utility: energie rinnovabili, energia digitale, reti intelligenti; Green Enterprise&City: IoT, analisi dei dati, efficienza energetica, automazione degli edifici e dei processi; Green Mobility: elettrica, in sharing e on demand. Mercati diversi, un unico focus: la sostenibilità. algoWatt è quotata sul Mercato Telematico Azionario (MTA) di Borsa Italiana S.p.A..




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lunedì 2 marzo 2020

In Valtiberina nasce ecoVprint. Imprese unite per la sostenibilità ambientale e sociale

Nasce ecoVprint

 

In Valtiberina il primo consorzio di aziende specializzate in stampa, packaging, materiali POP, imballaggio e comunicazione.

Imprese unite per la sostenibilità ambientale e sociale.

 

7 aziende consorziate e 2 associate per una filiera verde della comunicazione.

 

La sostenibilità è la tematica più importante della nostra epoca e le imprese più avanzate a livello globale stanno già investendo in un percorso di crescita qualitativa sostenibile. Investire nel futuro significa proporre nuovi modelli di business che operino per l'ambiente e la comunità, in modo sistemico, coordinato ed organizzato.

 

Per questo l'11 febbraio 2020 è nato in Valtiberina il consorzio ecoVprint, un sistema consorziato di aziendeche hanno scelto di intraprendere assieme il percorso verso una nuova forma di sviluppo, impegnandosi a lavorare con metodi e azioni che hanno obiettivi orientati alla sostenibilità ambientale e sociale.

 

L'idea è nata dal promotore Alessandro Luzzi, AD di Graficonsul Group, che grazie alla partnership di lunga data con Aboca, Società Benefit e B Corp leader nella produzione di prodotti naturali per la salute, ne ha mutuato i valori e la filosofia per dare vita a un consorzio basato su un nuovo modello di social innovation. ecoVprint opera nel settore della comunicazione: dalla pre-press alla stampa, dal packaging e all'area dei materiali POP , fino agli imballi e ai trasporti, con l'obiettivo di porsi come un nuovo modello di riferimento nel mercato.

 

Alle aziende consorziate ecoVprint fornisce il supportonecessario ad ottenere risultati positivi in termini di miglioramento progressivo e continuo verso la sostenibilitàguidandole in un percorso virtuoso di riduzione dei consumi e delle emissioni, di attenzione alle performance sociali e ambientali. Con l'intento dfavorire in futuro un sistema formato da Società Benefit e B Corp,ovvero nuovi modelli di impresa che uniscono al business il raggiungimento di obiettivi di bene comune.

 

Ai clienti il consorzio propone una supply chain, una filiera completa, composta da aziende altamente specializzate che hanno abbracciato la filosofia B Corp e che offrono i più elevati standard di qualità e affidabilità.

 

ecoVprint si impegna inoltre ad attivare collaborazioni con Università e Istituti di Ricerca, portando avanti in modo concreto azioni sostenibili per il territorio, l'ambiente e la società.

 

Con ecoVprint business e sostenibilità si integrano per generare contemporaneamente profitto e valore aggiunto per l'ambiente ed il tessuto socio-economico.

 

 

Le aziende consorziate:

• Graficonsul Group, POP Material Innovation
• Saico Scatolificio 
• Petruzzi Industria Grafica 
• Centro Smistamento Merci
• VPrinting Digital Solutions 
• Alca Cartotecnica 
• CTS Grafica 

 

Le aziende associate:

• Aboca
• BRT Consulting


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WM CAPITAL: ONLINE IL NUOVO PORTALE PER IL BUSINESS FORMAT FRANCHISING. Sviluppo sostenibile, digital innovation e potenziamento della divisione Healthcare al centro della strategia di WM Capital

WM CAPITAL: ONLINE IL NUOVO PORTALE PER IL BUSINESS FORMAT FRANCHISING

 

Sviluppo sostenibile, digital innovation e potenziamento della divisione Healthcare al centro della strategia di WM Capital

 

Milano, 2 marzo 2020

 

WM Capital (WMC:IM), società quotata su AIM Italia specializzata nel Business Format Franchising che promuove la crescita delle imprese attraverso lo sviluppo di sistemi a rete in Italia e all'estero, presenta il nuovo sito internet wmcapital .it, attivo da oggi, che incorpora i valori e la strategia aziendale incentrata su sviluppo sostenibile, digital innovation, rafforzamento delle attività core e potenziamento della divisione Healthcare.

 

Lo sviluppo sostenibile rappresenta un tema di primaria importanza per WM Capital e si inserisce in un percorso virtuoso capace di intercettare e far fronte ai cambiamenti culturali, economici e sociali, per rispondere alle esigenze del mercato. I progetti realizzati nell'ambito delle business unit Consulenza, Comunicazione ed Advisory rispecchiano tale strategia condivisa con il network e i clienti.

 

WM Capital contribuisce alla digital innovation globale con l'obiettivo di creare per le imprese nuove opportunità di network.

 

Prosegue il potenziamento del ruolo della divisione Healthcare che attraverso l'innovativo Box della Salute rappresenta l'evoluzione iniziata con il concept della Farmacia dei Servizi "Dr. Fleming" nel 2012.

Il Box della Salute, infatti, avvicina il singolo al mondo della salute, attraverso la creazione di una rete di benessere e prevenzione, valori fondamentali per la società moderna. Il progetto contribuisce al benessere del singolo e crea valore per le società attraverso lo sviluppo del welfare aziendale sfruttando le migliori tecnologie health tech disponibili, coniugate al design e al comfort.

 

Nell'ambito della business unit di Advisory, WM Capital offre attività di consulenza in tema di M&A, ricerche di partner finanziari ed industriali, business due diligence e sviluppo di piani industriali verso tutte le tipologie di aziende.

Nell'ambito del passaggio tecnico al nuovo sito potrebbero essere necessarie fino a 48 ore affinché tutti possano visualizzarlo, si raccomanda di contattare il seguente indirizzo mail: marketing @ azfranchising .it in caso di eventuali difficoltà di accesso al sito o nel caso si necessiti di documentazione che non si dovesse riuscire a visualizzare.

sabato 29 febbraio 2020

AMORIM CORK ITALIA: La dimostrazione scientifica che i tappi in sughero hanno impronta di carbonio negativa

BUON TAPPO IN SUGHERO NON MENTE
Amorim Cork Italia certifica i suoi tappi con l'impronta di carbonio negativa, significa che non solo non pesano sull'ambiente, ma riescono ad attenuare l'impatto delle filiere in cui sono inseriti!

 

Amorim Cork Italia ha ottenuto da un ente indipendente esterno la dimostrazione scientifica che ogni suo singolo tappo in sughero ha un'impronta di carbonio negativa (detta carboon footprint).  È stato infatti dimostrato dalla Ernst & Young e PWC che un singolo pezzo consente di trattenere tra i 309 e i 562 g di CO2. Ciò significa che, per un effetto di compensazione, l'uso di un tappo in sughero attenua l'impatto ambientale delle filiere in cui è coinvolto: ad esempio, nell'enologia, l'impronta di carbonio delle bottiglie di vetro, che rilasciano in media tra 300 e 500 g di CO2 durante la produzione a seconda del loro peso, può essere addirittura annullata se per la chiusura si sceglie il sughero.

 

Le analisi delle diverse fasi del ciclo di vita hanno coinvolto l'intera filiera, quindi l'attività di gestione forestale, quella di trattamento del sughero, compreso il trasporto dalla foresta, la produzione di tappi in sughero naturale, la finitura e il confezionamento degli stessi. È stata inclusa anche la distribuzione del prodotto e informazioni aggiuntive sull'incameramento del carbonio da parte della foresta di querce da sughero, per fornire una prospettiva più ampia sul bilancio complessivo dei gas a effetto serra. L'impatto ambientale che un prodotto provoca è ormai diventato discriminante nelle scelte d'acquisto quotidiane. Anche in tal senso, il tappo in sughero Amorim Cork Italia si è dimostrato inattaccabile, commenta così l'ad Carlos Veloso dos Santos: "Oggi il mondo richiede sempre di più prodotti amici dell'ambiente e a questo livello il sughero ha delle credenziali ineguagliabili, scientificamente dimostrate".

 

Nel dettaglio, lo studio ha quantificato i potenziali impatti ambientali legati alla produzione di 1000 tappi di sughero naturale (Neutrocork, Spumante e Sughero Monopezzo) realizzati nelle attività di Corticeira Amorim (dimensioni medie 45mm x 24 mm; peso medio: 3,8 g; composizione media: 99,7% di sughero, 0,3% prodotti di personalizzazione). L'eclatante risultato è frutto di dieci anni di percorso: era il 2010 infatti quando Amorim Group commissionò un'analisi a Ecobilan, appartenente a PriceWaterhousdeCoopers (PWC) per fare l'analisi del ciclo di vita del sughero in paragone con la plastica e l'alluminio (LCA). I dati, già all'epoca, sono stato schiaccianti a favore del sughero.

 

 

Il Gruppo Amorim è la prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero, in grado di coprire da sola il 40% del mercato mondiale di questo comparto, e il 26% del mercato globale di chiusure per vino; conta 22 filiali distribuite nei principali paesi produttori di vino dei cinque continenti.

 

Amorim Cork Italia, con sede a Conegliano (Treviso), filiale italiana del Gruppo Amorim, si è confermata nel 2018 azienda leader del mercato del Paese. Con i suoi 42 dipendenti e una forza commerciale composta da 35 agenti, nel 2018 ha registrato oltre 590.000.000 di tappi venduti per un fatturato, in crescita, di 62 milioni di euro (+8% rispetto al 2017). La sua leadership è dovuta ad una solida rete tecnico-commerciale distribuita su tutto il territorio della penisola, ad un efficace servizio di assistenza pre e post vendita ma anche all'avanguardia dei suoi sistemi produttivi e gestionali e soprattutto del suo reparto Ricerca&Sviluppo, al quale si associa una spiccata sensibilità per la tutela dell'ambiente e in particolare per la salvaguardia delle foreste da sughero. Lo sguardo al futuro vede una sempre più solida alleanza tra Tecnologia e Natura, con importanti risultati anche in termini di sostenibilità sociale: con il progetto Etico, Amorim Cork Italia ha infatti portato a compimento il primo circolo virtuoso di tutta la nazione, realizzando una granina per la bioedilizia generata dai tappi usati e raccolti dalle onlus che aderiscono all'iniziativa e ricevono dall'azienda un contributo per i propri progetti. Con l'iniziativa Eticork, invece, ha introdotto un riconoscimento per le aziende vitivinicole che assumono atteggiamenti virtuosi nella loro attività quotidiana.

 

 

Conegliano, 26 febbraio 2020-02-26



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venerdì 28 febbraio 2020

Al via Sapereambiente, la rivista che racconta il mondo a basso impatto ambientale

Cultura e sostenibilità: nasce Sapereambiente, la rivista che racconta il mondo “a basso impatto”

Mercoledì 4 marzo (ore 17.30 – 21.00) appuntamento a Binario F di Facebook, alla Stazione Termini di Roma, per una serata speciale: un gioco di ruolo progettato dal MIT per sperimentare “in tempo reale” l’effetto delle scelte politiche sul clima e sugli equilibri del Pianeta.
Al termine il taglio del nastro della nuova testata d’informazione culturale su natura, innovazione e sostenibilità, edita da Saperenetwork – Hub48.



Sapereambiente, la nuova testata che raccontare le produzioni culturali, le notizie di taglio scientifico, i processi d’innovazione che guardano verso la sostenibilità.

E condividere strumenti utili a interpretare in maniera consapevole i fenomeni ambientali sempre più al centro del discorso pubblico.
Nasce con queste finalità Sapereambiente, il magazine rivolto a quanti agiscono nella società civile, all’interno delle agenzie educative, nel mondo delle imprese e nelle istituzioni, nel proprio percorso di vita verso modelli di convivenza a basse emissioni di carbonio, coerenti con i bisogni del Pianeta, per la tutela della biodiversità e degli equilibri eco-sistemici.

Diretta da Marco Fratoddi, firma del giornalismo ambientale e formatore, la rivista esce ogni giorno online (www.sapereambiente.it) e due volte l'anno su carta, con altrettanti numeri di approfondimento. Sapereambiente, edita da Saperenetwork, società del gruppo Hub48 di Alba (Cn), comprende storie, interviste, schede, recensioni, approfondimenti che rileggono con lo sguardo dell’ecologia quanto emerge nei diversi campi: arte, scienza, letteratura, cinema, danza e teatro, musica, design, architettura, culture digitali.
Indaga inoltre nelle politiche culturali in atto nel nostro paese, nei processi di apprendimento utili a costruire la mentalità ecologica e nelle pratiche quotidiane coerenti con il benessere personale e con quello degli habitat.

A supporto di questa missione anche un canale video, SapereambienteTv, con una programmazione centrata sugli eventi d’interesse ambientale e produzioni che traducono in linguaggio video l’approccio al giornalismo educativo che caratterizza l’intera testata.
La redazione centrale è a Roma, con collaboratori su tutto il territorio italiano e corrispondenti da diversi paesi stranieri.

Il lancio della rivista avverrà a Roma, mercoledì 4 marzo, dalle ore 17.30 presso la Stazione Termini, Binario F, Sala Facebook, via Marsala 29H (c/o Hub di LVentureGroup e Luiss Enlabs)
La presentazione della nuova testata sarà decisamente “unconventional”: i partecipanti infatti saranno coinvolti in un gioco di ruolo proveniente dal MIT di Boston. Si tratta di En Roads (Energy Rapid Overview And Decisions Support), un’attività di simulazione interattiva sviluppata da Climate interactive, MIT Sloan e da Ventana Systems. Grazie ad un facilitatore qualificato, En Roads permette ai giocatori di verificare come, al mutare delle politiche globali, si modifichino gli scenari climatici e l’escalation della temperatura al 2100.

“Il gioco è scientificamente fondato, perché riassume e contempla dati e variabili provenienti da numerosi modelli scientifici – spiega Riccardo Parigi, facilitatore qualificato En Roads e rubrichista di SapereambienteAnche se naturalmente il modello non fornisce soluzioni certe ma aiuta le persone a riflettere, comprendere e sperimentare tutte le soluzioni possibili diventando sempre più consapevoli del proprio ruolo”
Il risultato dell’attività, ancora in versione Beta e sperimentata per la prima volta pubblicamente in Italia, sarà lo scenario che deriva dall’azione comune concertata durante il role-play e sarà pubblicato sul sito di Climate Interactive con la foto dei partecipanti che terranno a battesimo, in questa maniera, Sapereambiente.

Dopo il role-play e la pubblicazione della testata è previsto un light dinner, rigorosamente a base di prodotti biologici e stoviglie compostabili.

Nei giorni a seguire, Sapereambiente sarà presente al “Festival del giornalismo ambientale” (organizzato da Ministero dell’Ambiente, Ispra, Enea e Federazione italiana dei media ambientali), che convocherà a Roma, dal 6 all’8 marzo, giornalisti e comunicatori da tutta Italia:

“Con Sapereambiente vogliamo portare il nostro contributo verso un giornalismo utile al cambiamento – dice Marco Fratoddi Un giornalismo competente e originale, un giornalismo di formazione che favorisca nuovi paradigmi interpretativi e accompagni le generazioni di questo secolo nella grande sfida che abbiamo difronte: quella per una convivenza planetaria rispettosa degli equilibri ambientali, intorno ai quali ci porta a riflettere anche l’epidemia da coronavirus che le cronache di questi giorni hanno trattato soltanto nei suoi effetti, spesso con colpevole allarmismo, anziché leggerne la complessità e interpretarla come il sintomo, l’ennesimo, delle alterazioni globali provocate da un modello insostenibile”.
Saperenetwork è una start-up innovativa del gruppo Hub48 che realizza attività editoriali, fornisce servizi di comunicazione integrata, progetta e anima programmi di formazione, organizza eventi pubblici curando l’allestimento e la gestione a basse emissioni di carbonio attraverso soluzioni e tecnologie proprietarie per produrre energia sul posto. È specializzata nella comunicazione culturale della sostenibilità e dell’innovazione. La sede legale si trova ad Alba (Cn), nell’ambito della piattaforma Hub48, ha una sede operativa con redazione giornalistica a Roma e collaborazioni attive nelle principali città d’Italia. Al suo attivo Saperenetwork ha la Scuola di ecologia (www.scuoladiecologia.it) a Perugia, un ciclo d'incontri con laboratori di progettazione educativa realizzato in collaborazione con Arpa Umbria, il patrocinio del Comune di Perugia e l'Università degli studi di Perugia.

Climate Interactive è un Think Tank indipendente e no profit creato da una costola del M.I.T. - Massachusetts Institute of Technology - che crea degli strumenti accessibili e scientificamente rigorosi per aiutare le persone a vedere connessioni, interagire con degli scenari e capire come le loro azioni possano contribuire ad affrontare la più grande sfida che abbiamo di fronte, il riscaldamento globale del pianeta.

Riccardo Parigi si occupa di comunicazione ambientale e di formazione motivazionale da molti anni. Collabora con industrie energetiche e manifatturiere per attivare un dialogo rispettoso e collaborativo con il personale addetto e con la popolazione sulle tematiche ambientali e di sicurezza. Laureato in Filosofia, ha scoperto EN Roads recentemente, grazie alla segnalazione di un cliente. Il progetto è arrivato da poco in Italia e Riccardo Parigi ne è uno dei primi tre Ambassador nel nostro Paese.
Appuntamento a Roma, mercoledì 4 marzo, ore 17.30.
Binario F, Sala Facebook, via Marsala 29H (c/o Hub di LVentureGroup e Luiss Enlabs).
La prenotazione è obbligatoria, a numero chiuso (max 40 persone).
Info e prenotazioni via mail a segreteria@sapereambiente.it o whatsapp: +39 3714634125.

Imballaggi insostenibili. 50 kg ogni anno: è il peso dei pack che ogni italiano deve smaltire dopo la spesa. Lo rivela l’Osservatorio Immagino.

50 Kg in 12 mesi: è il peso delle confezioni accumulate da ogni italiano che fa la spesa in GDO

Cresce l'attenzione dei consumatori per il packaging dei prodotti e per il suo impatto ambientale. E così il 42% dei prodotti che rientrano nel carrello medio della spesa indica sulle etichette come smaltirlo in modo corretto.

 

Milano, 28 febbraio 2020 – Fino a pochi anni fa era un tema da addetti ai lavori. Oggi, invece, il packaging è una questione rilevante anche per i consumatori. Ed è sempre più determinante nella scelta dei prodotti da acquistare. Lo conferma l'ultima edizione dell'Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, che ha voluto approfondire questo tema di grande attualità, misurando – per la prima volta – quanto, come e dove la riciclabilità degli imballaggi viene segnalata sulle etichette dei prodotti in vendita nei supermercati e negli ipermercati di tutta Italia.

Il punto di partenza è il (pesante) ruolo del packaging sul carrello della spesa: in Italia l'acquisto dei prodotti di largo consumo realizzato nei punti vendita della distribuzione moderna genera in un anno quasi 3 milioni di tonnellate di confezioni da smaltire.

Limitandosi ai prodotti grocery comprati in supermercati e ipermercati – i due canali commerciali più importanti, nonché quelli rilevati dall'Osservatorio Immagino – sono 1,2 i milioni di tonnellate di tara che ogni anno arrivano nelle case degli italiani. Si tratta soprattutto di contenitori per bevande (500 mila tonnellate) e per prodotti della drogheria alimentare (450 mila tonnellate). 

Riparametrando questi dati in base alla numerosità della popolazione nazionale e all'incidenza del largo consumo sulla quantità totale di rifiuti prodotti ogni anno nel nostro paese, l'Osservatorio Immagino stima che, in 12 mesi, ogni italiano (neonati compresi) si trova con 50 kg di packaging da smaltire

Come gestire questo volume di confezioni e materiali diversi? E come i produttori del largo consumo aiutano i consumatori a smaltirli correttamente? Per rispondere a queste domande l'Osservatorio Immagino ha analizzato le etichette di oltre 106 mila prodotti tra alimentari, cura casa, cura persona e petcare, scoprendo che un prodotto su quattro (il 25,4%) fornisce le istruzioni per lo smaltimento delle confezioni.

Queste indicazioni sono presenti soprattutto sulle confezioni realizzate con materiali che possono essere effettivamente recuperati tramite il circuito della raccolta differenziata. Di questo 25,4%, infatti, nell'82% dei casi il pack è indicato come "totalmente riciclabile" o "largamente riciclabile", mentre solo nel 6,2% dei casi viene definito "non riciclabile" (Figura 1). Inoltre, circa metà degli oltre 27 mila prodotti che indicano in modo esplicito se e come il packaging può essere smaltito, è venduto in confezioni composte da un solo materiale.

In particolare, l'acqua minerale - con il 100% delle referenze dichiarate "totalmente riciclabili" o "largamente riciclabili" - guida la classifica dei prodotti "virtuosi", ossia con il maggior grado di materiale recuperabile comunicato in etichetta. La seguono da vicino il cura casa (come detergenza bucato e detergenza stoviglie) e le bevande (piatte e gassate).

L'analisi per tipologia di produttore, condotta dall'Osservatorio Immagino, ha inoltre rilevato che i prodotti delle grandi marche e le private label sono i prodotti dove maggiormente compaiono informazioni sullo smaltimento del pack. Partendo quindi dal fatto che il basket "medio" di spesa è composto per il 51,4% dai prodotti delle marche leader (top 20) e delle private label, ponderando le vendite per il numero effettivo di confezioni vendute per ogni prodotto, l'Osservatorio Immagino ha calcolato che le indicazioni sullo smaltimento del pack sono presenti sul 42,3% dei prodotti che entrano "effettivamente" nel carrello della spesa. E, di questo 42,3%, nell'86% dei casi le confezioni sono interamente o largamente riciclabili.

 



GS1 Italy è l'associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l'obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l'efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.



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