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lunedì 23 ottobre 2017

Sostenibilità ambientale. Il Forum del Riciclo in una delle capitali internazionali dell’economia circolare: Prato


Il Forum è organizzato da Legambiente con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Prato.

Venerdì 24 novembre 2017
 
10.00 – 17.00 Centro Pecci Prato, Sala Cinema

Forum del Riciclo

Conferenza sulla gestione sostenibile dei flussi di materia e sul riciclo

Economia, istituzioni, ricerca, società a confronto

 

Da 4 anni Legambiente, l'Editoriale La Nuova Ecologia e il Kyoto Club promuovono il Forum Nazionale Rifiuti, la più importante conferenza sulla gestione sostenibile dei rifiuti del nostro Paese. Da questa esperienza nazionale, nasce in Toscana l'idea di un appuntamento sulle buone pratiche nazionali (private, pubbliche, territoriali) sul Riciclo della materia.

Ed è proprio per fare un vero e proprio punto della situazione e per mettere a confronto gli attori coinvolti in questo fondamentale processo di sviluppo che si terrà il secondo Forum del Riciclo in una delle capitali internazionali dell'economia circolare: Prato.

Venerdì 24 novembre (dalle ore 10 alle 17), nella Sala del Cinema del Centro Pecci, politici, imprenditori, ricercatori, sindacati, associazioni di categoria e tanti cittadini si confronteranno sulle prospettive economiche e occupazionali che questa nuova galassia di innovazioni e opportunità creerà nell'immediato futuro.

Il Forum è organizzato da Legambiente con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Prato.
Negli ultimi anni l'Italia ha fatto passi da gigante sulle filiere industriali innescate dal RICICLO DELLA MATERIA. Il nostro paese infatti, può contare sulla buona gestione dei rifiuti di oltre 1.500 comuni, che definiamo a buon diritto "ricicloni". In queste realtà vivono 10 milioni di persone, che sono orgogliose di aver superato il 65% di raccolta differenziata.

Questa Italia green che si va affacciando sulla scena europe, può avvalersi di impianti industriali innovativi in grado di riciclare manufatti fino a ieri considerati irrecuperabili, come i pannolini usa e getta, le plastiche miste (fino ad oggi inviate solo a recupero energetico) o che sono in grado di produrre compost o biometano con cui sostituire il gas fossile come i digestori anaerobici di ultima generazione.

L'Italia è stata capace di sostituire impianti petrolchimici old style con bioraffinerie che producono bioplastiche, biolubrificanti e bioadditivi partendo dall'olio vegetale, grazie a geniali brevetti italiani, come'è avvenuto ad esempio a Porto Torres in Sardegna.

Il Belpaese è stato in grado di produrre bioetanolo di seconda generazione da scarti agricoli e biomasse lignocellulosiche per evitare di utilizzare impropriamente prodotti agricoli a destinazione alimentare, come fatto a Crescentino (Vicenza).

Legambiente ricorda che l'Italia sa fare meglio di molti altri Paesi, anche della tanto decantata Germania, nella rigenerazione di rifiuti pericolosi: alcuni esempi sono l'olio minerale usato, la gestione dei rifiuti dei pneumatici fuori uso, la messa al bando dei sacchetti di plastica tradizionale sostituiti da sporte riutilizzabili e da shopper in bioplastica compostabile (strategia poi ripresa nella recente direttiva europea sul tema), la riprogettazione delle cialde per il caffè che da irriciclabili sono diventate compostabili.

Insomma, un grande fermento sociale ed imprenditoriale in cui la Toscana dovrà inserirsi con un ruolo sempre più da protagonista.

Il giorno del forum sarà inoltre inaugurata la mostra "Eterno ritorno", a cura di Giacimenti Urbani e sponsorizzata daNovamont e da Chimica Verde BioNet. La mostra presenta una selezione di prodotti già disponibili sul mercato di alcune aziende tra le più rappresentative del panorama nazionale: un'occasione da non perdere per toccare con mano come in natura non esistano scarti, ma solo risorse, e per conoscere alcuni degli esempi più interessanti della nuova economia, che lavora sui materiali organici e biodegradabili.




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La sostenibilità di Arval prende forma: la "Saetta fotovoltaica"



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A Scandicci la sostenibilità prende la forma di una Saetta
Per la sede della Arval, Pierattelli Architetture ha disegnato un edificio ad impatto zero
dal peculiare profilo architettonico, progettato attorno all'uomo
Per il progetto della sede Arval di Scandicci - alle porte di Firenze - Pierattelli Architetture ha definito un concept architettonico capace di riunire in un unico progetto i valori di forma, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e sociale.
Arval è una delle aziende più importanti nel settore del noleggio a lungo termine di vetture e la nuova sede di Scandicci si pone come l'emblema delle tematiche di sostenibilità sociale e naturale che contraddistinguono l'azienda.




Nasce così la "Saetta fotovoltaica": un edificio che rappresenta architettonicamente un landmark del territorio.
La "Saetta" è un edificio in Classe Energetica A Casa Clima privo di emissioni, energeticamente autosufficiente grazie all'impiego di impianti fotovoltaici e geotermici.






Gli oltre 7000 mq di uffici e spazi comuni sono articolati attorno ad una dorsale centrale sull'asse nord-sud che distribuisce gli spazi sulle direzioni est-ovest, garantendo un corretto orientamento.
L'intero complesso è caratterizzato dalle grandi vele fotovoltaiche esterne realizzate utilizzando particolari pannelli fotovoltaici flessibili ad alta efficienza collocati sopra una leggera struttura in acciaio.
Per aumentare la sensazione di movimento e interrompere la monotonia delle vetrate continue, sono state disegnate anche le facciate prefabbricate in cemento. Utilizzando un disegno innovativo sono stati realizzati degli stampi con un aggetto sui lati. Accoppiando questi elementi è stato così possibile creare delle punte, a modello diamante, che muovessero i prospetti e la sagoma dell'edificio sia esternamente che internamente.
La nuova sede di Arval è uno dei primi edifici direzionali ad impatto zero presenti sul territorio italiano.
Copyright © 2017 Nemo Monti SRLS, All right reserved.



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Sostenibilità ambientale. CLIMA, BONELLI: SERVONO GESTI CONCRETI PIANO ENERGIE RINNOVABILI E ADDIO AL CARBONE


"Anche oggi Galletti, Ministro dell'ambiente suo malgrado, durante il  summit 'Acqua e clima' ha elencato una serie di principi generali per affrontare il problema dei cambiamenti climatici, senza proporre nulla." 

Scrive in una nota il coordinatore dell'esecutivo dei Verdi Angelo Bonelli, che spiega:
"Servono invece gesti concreti. La priorità è l'abbandono dei combustibili fossili, che può realizzarsi  attraverso la dismissione della trazione con il motore a scoppio per le automobili e la conversione a trazione elettrica. Così come sta capitando in molte parti d'Europa. Un tema centrale per tutti i cittadini e sul quale noi Verdi abbiamo lanciato una proposta di legge di iniziativa popolare"

"Poi - prosegue l'ecologista - è necessario un piano energetico formato al 100% da energie rinnovabili entro il 2050 e il contestuale addio definitivo al carbone entro il 2025 seguendo l'esempio di Finlandia, Portogallo, Irlanda, Austria, Svezia e Danimarca."

"Solo una profonda e radicale conversione ecologica - conclude Bonelli - che cambi i modi di produrre, l'economia e gli stili di vita si può affrontare efficacemente il problema dei cambiamenti climatici, ma bisogna sbrigarsi, prima che sia troppo tardi."




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mercoledì 18 ottobre 2017

Efficienza energetica. Svolta radicale per i data center energivori

Svolta radicale per i data center energivori

Con l'incessante crescita degli utenti di Internet e l'aumento delle aziende che salvano dati e applicazioni nel cloud, i gestori dei grandi data center si trovano a dover affrontare una sfida cruciale: dotarsi di una fonte di energia elettrica sicura, che garantisca cioè un funzionamento continuato, e allo stesso tempo sostenibile per l'ambiente. 

Per affrontare questa sfida, una delle maggiori aziende al mondo del settore IT, Microsoft, ha sviluppato un'architettura all'avanguardia che sarà presto messa in funzione: la generazione di energia elettrica, basata sulla tecnologia a celle a combustibile di Solidpower, avverrà direttamente a livello dei server rack. 

A Seattle, Stati Uniti, a pochi chilometri di distanza dalla sede centrale di Microsoft, è in corso l'installazione di dieci generatori a celle a combustibile (anche dette fuel cell) per l'alimentazione elettrica di un gigantesco data center. 

I sistemi, basati sul micro-cogeneratore Bluegen venduto sul mercato europeo, sono installati proprio sopra al server rack, al quale forniscono direttamente l'energia prodotta. 

L'applicazione delle celle a combustibile nei data center non è una novità: sono già state utilizzate in precedenza come fonte sicura e pulita di energia. Ciò che è veramente rivoluzionario è l'approccio decentralizzato adottato da Microsoft: le applicazioni realizzate fino ad ora prevedono l'installazione dei generatori in edifici secondari o in container esterni, connessi all'utenza. 

Questo metodo comporta ulteriori spese in complicati sistemi di distribuzione dell'energia e ne riduce l'efficienza complessiva. Con la nuova architettura decentralizzata, sviluppata negli ultimi quattro anni, Microsoft evita queste spese aggiuntive, riducendo significativamente anche la complessità dell'intero sistema. 

Non servono più i motori diesel come risorse d'emergenza 
I micro-cogeneratori a celle a combustibile di Solidpower generano elettricità 24/7, alla più elevata efficienza al mondo, riducendo non soltanto i costi di energia, ma anche le emissioni di CO2. Grazie alla struttura decentralizzata e alla disponibilità di server integrativi, i motori diesel come risorse di emergenza non sono più necessari.

Potenziale risparmio di varie centinaia di milioni di dollari 
L'impianto in fase di installazione a Seattle è il primo del suo genere e segna un cambio radicale nella fornitura di energia elettrica dei data center. "Presto questa tecnologia verrà utilizzata su larga scala. A quel punto, utilizzeremo dei sistemi progettati esattamente per questo tipo di applicazione, comunque basati sull'affidabilità e sull'efficienza del nostro Bluegen", spiega Alberto Ravagni, CEO di Solidpower. I data center moderni registrano consumi energetici paragonabili a quelli di città di medie dimensioni: puntando su questa innovativa tecnologia, Microsoft potrebbe ottenere un risparmio economico considerevole rispetto alle soluzioni tradizionali attualmente in uso. Concretamente, si tratterebbe di varie centinaia di milioni di dollari risparmiati ogni anno. Per Solidpower, la collaborazione con Microsoft apre un nuovo mercato, considerando che finora l'applicazione della tecnologia delle celle a combustibile si è limitata principalmente a edifici commerciali e residenziali. Così Solidpower si affaccia a un mercato multimiliardario – quello dei data center. 

SOLIDpower S.p.A.
Via Trento 115/117 c/o BIC
38017 Mezzolombardo 
Italia

Solidpower:
Grazie ad eccellenti competenze e costante forza innovativa, il Gruppo Solidpower è tra i leader mondiali nella tecnologia delle celle a combustibile ad ossidi solidi (SOFC). 

Influente innovatore del settore e leader sul mercato europeo, l'azienda conta oltre 850 micro-cogeneratori installati in Europa per la produzione di energia elettrica e termica. 

Nelle sue sedi in Italia, Germania, Svizzera e Australia e con un totale di 200 dipendenti, Solidpower investe costantemente nell'innovazione tecnologica per affacciarsi anche ai mercati degli Stati Uniti e dell'Asia. 

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PANASONIC SOLAR: il team dell'università giapponese di Tokai sfiora il podio nella World Solar Challenge, la competizione riservata alle vetture a energia solare.

PANASONIC SOLAR E LA SFIDA DELLE MACCHINE A ENERGIA SOLARE 
Per il settimo anno consecutivo Panasonic Solar ha supportato il team dell'Università di Tokai nell'avvincente sfida delle macchine a energia solare. Per questa edizione, che ha visto le vetture affrontarsi su un tracciato di 3.000 chilometri in Australia, Panasonic ha messo a disposizione della squadra giapponese le conoscenze del suo team di ricerca e sviluppo, per assicurare la miglior tecnologia nella produzione di energia da pannelli solari.
È la "2017 Bridgestone World Solar Challenge", una delle più importanti gare di auto solari al mondo, e Panasonic anche quest'anno è stata al fianco del team dell'Università di Tokai che vi ha preso parte con un proprio equipaggio.

Una singolare competizione, che si tiene dal 1987, in Australia con partenza da Darwin e arrivo ad Adelaide, attraverso un percorso di 3.000 chilometri, che ha visto la partenza l'8 ottobre e la conclusione dopo una settimana. Le squadre al via sono state ben 45 in rappresentanza di 29 nazioni, e per la prima volta da quando vi partecipa, il team dell'ateneo giapponese non è salito sul podio, chiudendo al quarto posto.

Panasonic supporta il team dell'Università di Tokai dal 2011, fornendo i componenti necessari per la vettura, in particolare i pannelli solari HIT di ultima generazione e le batterie agli ioni di litio, elementi ad alta capacità.
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Rispetto all'edizione dello scorso anno, il team nipponico ha rivisto il dimensionamento dell'area di installazione del modulo solare, che è passato da sei a quattro metri quadrati. Questo ha portato un grande cambiamento nel design della minivettura, modificando a sua volta il profilo aerodinamico per la massima riduzione della resistenza al vento.

Per garantire elevate prestazioni di questo nuovo pannello HIT dall'area ridotta, Panasonic ha messo a disposizione dell'Università di Tokai le conoscenze e l'esperienza del suo team di ricerca e sviluppo. Grazie all'utilizzo della tecnologia Back Contact, che monta tutti gli elettrodi sul lato posteriore delle celle solari, si è raggiunto il 24,1% di efficienza generatrice di energia delle celle per produzione di 962 watt: si è così aumentata l'efficienza generatrice di potenza delle celle dello 0,9% rispetto al modello del 2015.

Il modulo solare Panasonic HIT utilizza inoltre la particolare tecnologia di eterogiunzione: le celle solari in concreto combinano un substrato di silicio cristallino con una pellicola sottile di silicio amorfo. Rispetto ai moduli di silicio cristallini ordinari, c'è una diminuzione della potenza in uscita a temperature elevate, in questo modo si riduce la perdita di elettroni sulla superficie del pannello. Questo permette ai moduli HIT di posizionarsi tra i prodotti più efficienti per produzione di energia per area di unità, oltre a rivelarsi la scelta ideale per le condizioni della gara in Australia, dove i pannelli raggiungono temperature elevate a causa della forte luce del sole.

Le batterie agli ioni di litio di Panasonic utilizzano un particolare materiale catodico di nichel per ottenere il massimo livello di densità energetica del settore, in una dimensione cilindrica di 18650 (diametro 18 mm, altezza 65 mm). Ciò consente di utilizzare l'energia prodotta dal modulo solare HIT per ricaricare le batterie agli ioni di litio e permettere alla vettura di percorrere distanze più lunghe nei giorni nuvolosi con meno luce solare.

Combinando il modulo solare HIT, che vanta il massimo livello di efficienza di conversione al mondo nella grande produzione di celle solari, con batterie agli ioni di litio ad alta capacità, Panasonic offre una soluzione che unisce la produzione con l'importanza dell'accumulo di energia per supportare il Tokai University Solar Team nella sfida di auto solare in tali condizioni ambientali estenuanti.

Risultati dell'Università di Tokai nelle precedenti edizioni della gara
• 2011 World Solar Challenge (Australia Race) Primo posto
• 2012 Sasol Solar Challenge South Africa (South Africa Race) Primo posto
• 2013 World Solar Challenge (Australia Race) Secondo posto
• 2014 Carrera Solar Atacama (Chile Race) Primo posto
• 2015 World Solar Challenge (Australia Race) Terzo posto
• 2016 Sasol Solar Challenge (South Africa Race) Secondo posto
• 2017 Bridgestone World Solar Challenge (Australia Race) Quarto posto
Informazioni su Panasonic
Panasonic Corporation è leader mondiale nello sviluppo di tecnologie e soluzioni elettroniche per i clienti nei settori dell'elettronica di consumo, residenziale, dell'automotive, delle imprese B2B. Celebrando il suo 100 ° anniversario nel 2018, l'azienda si è ampliata a livello globale e conta oggi 495 filiali e 91 consociate in tutto il mondo, registrando un fatturato netto di 61,711 miliardi di euro per l'anno fiscale conclusosi il 31 marzo 2017. 

Impegnata costantemente in innovazione e miglioramento dei propri standard, l'azienda utilizza le proprie tecnologie per migliorare lo stile di vita e rendere il mondo un posto migliore per i propri clienti.



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Energia: I-Com, “In Italia aziende pronte per la rivoluzione digitale ma i consumatori non ne approfittano”


·         Presentato oggi, a Bruxelles, il rapporto I-Com sugli sviluppi dell'energia digitale in Europa
·         L'Italia si piazza 4a in Europa, prima tra i grandi Paesi UE, per grado di preparazione digitale delle imprese energetiche ma ancora tra gli ultimi per uso di Internet da parte dei cittadini

Bruxelles, 18 ottobre 2017 – L'Italia è tra i Paesi europei in cui le aziende mostrano una maggiore predisposizione all'utilizzo di tecnologie digitali, insieme a Finlandia, Svezia e Slovenia, ma il livello di competenze informatiche dei cittadini italiani rimane ancora molto basso se paragonato a quello di altri cittadini europei e non consente di sfruttare appieno la rivoluzione digitale in atto. È quanto emerge dal Report dell'Istituto per la Competitività, I-Com, "Energia digitale. Infrastrutture, tecnologie abilitanti e ruolo del consumatore", che verrà presentato oggi all'Europarlamento a Bruxelles, alla presenza di diversi rappresentanti della Commissione Ue e di altri stakeholder europei.

Lo studio, curato dal presidente di I-Com, Stefano da Empoli, e da Franco D'Amore, vicepresidente e direttore Area Energia del think tank europeo, parte da un'analisi degli investimenti in energia digitale, destinati ad aumentare in tutta Europa, per poi focalizzarsi sull'uso delle nuove tecnologie da parte di aziende e consumatori.

Per dare un'idea dei progressi realizzati dal settore energetico nel processo di digitalizzazione, I-Com ha sviluppato un indice basato sul grado di sviluppo di cinque variabili all'interno delle aziende energetiche: l'analisi dei big data; l'utilizzo di servizi di cloud computing; la gestione automatizzata dell'invio delle fatture; l'uso di sistemi di CRM (Customer Relationship Management); la definizione di una chiara politica di sicurezza informatica.

Secondo l'indice I-Com, in testa alla classifica europea ci sono le imprese energetiche finlandesi (alle quali va un punteggio di 100, in quanto prime classificate), seguite da Slovenia e Svezia a pari merito (con un punteggio di 81). 

L'Italia è fuori dal podio ma con un quarto posto (corrispondente a un punteggio di 72) è il primo tra i grandi Stati Membri della UE, precedendo Spagna (7a con 57), Germania (8a con 53) e Francia (9a con 51).

L'energia è l'unico settore nel quale le imprese italiane analizzano big data più della media europea (19% contro il 16% laddove la media di tutte le aziende a livello italiano si ferma al 9% contro una media UE del 10%). 

Dall'analisi emerge che  il 58% delle Utility europee che analizza big data utilizza come fonte delle informazioni i sensori e i dispositivi smart. 
Percentuale che in Italia arriva addirittura al 79%. 

Un segnale importante che testimonia come l'Internet delle cose (IoT) sia sempre più una componente fondamentale nella strategia di crescita aziendale, diventando un punto di forza per le imprese che vogliono restare sul mercato.

Se da un lato l'Italia si dimostra virtuosa per l'alto grado di competenze tecnologiche in ambito aziendale nel settore energetico, dall'altro il Paese è ancora indietro rispetto al resto d'Europa per lo scarso livello informatico dei propri cittadini. 

 L'Italia, su questo, è agli ultimi posti della classifica europea. In cima si trovano i Paesi del Nord Europa, in particolare il Lussemburgo e la Danimarca dove – ad esempio - la percentuale degli individui che non utilizza Internet è solo del 2%, a fronte di un dato per l'Italia del 25% (14% a livello Ue). In generale non esistono grandi differenze tra l'accesso maschile e quello femminile.

Lo studio mette in luce, poi, una delle principali preoccupazioni alla base dello sviluppo della digitalizzazione del settore energetico, ovvero quella relativa alla sicurezza informatica. 

Secondo i dati elaborati da I-Com, solo il 40% delle utility europee ha definito una strategia aziendale per la cybersecurity, a fronte di una media per tutti i settori del 32% e un valore per il settore ICT del 62%. 

Dopo Svezia e Finlandia, nelle quali rispettivamente ben il 68% e il 53% delle utility si è dotata di una policy di sicurezza informatica, in Italia questa percentuale arriva quasi alla metà, con il 47%, sopra Germania (44%), Spagna (43%), Francia (41%) e Regno Unito (39%). Dallo studio I-Com emerge come la crescente interconnessione tra reti elettriche e informatiche necessiti di un quadro normativo comune a livello europeo.

"Sarebbe utile creare un gruppo di lavoro specifico nell'ambito dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (Enisa) dedicato esclusivamente all'energia digitale", ha affermato Stefano da Empoli, presidente di I-Com. "Alla luce della massiccia diffusione prevista dei dispositivi IoT legati al mondo energetico, è fondamentale salvaguardare i consumatori attraverso una certificazione europea che garantisca elevati standard di sicurezza. Questo, infatti, potrebbe portare a lungo termine enormi vantaggi alle imprese UE rendendole più competitive sul mercato. I consumatori, in questa partita, giocano un ruolo chiave e solo aumentando la loro consapevolezza informatica si potrà trarre il massimo vantaggio dal processo di digitalizzazione in atto".

"La rivoluzione digitale impone senza dubbio anche un diverso approccio decisionale e politico, per questo è necessario che la Commissione europea proponga politiche e misure normative che incoraggino gli investimenti digitali, ponendosi così alla guida del cambiamento", ha sottolineato Franco D'Amore, vicepresidente e direttore Area Energia di I-Com. 

"Siamo convinti che l'Europa possa svolgere un ruolo centrale nel supportare l'innovazione delle imprese e la qualificazione professionale della forza lavoro. La creazione di un mercato unico europeo dell'energia digitale potrebbe generare una forte domanda di soluzioni tecnologicamente avanzate e consentire una crescita sostenibile di una offerta di prodotti e servizi 'Made in Ue' altamente competitivi".


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martedì 17 ottobre 2017

Smart Mobility World 2017: Viasat annuncia partnership con BePooler

LA SCELTA GREEN DI VIASAT CHE SCEGLIE BEPOOLER:
AL VIA LA SPERIMENTAZIONE PER IL CARPOOLING AZIENDALE

In occasione dello Smart Mobility World 2017 di Lingotto Fiere a Torino (10-11 ottobre 2017), l'annuncio della partnership. 

Viasat diventa sempre più green e sceglie BePooler – società leader di mercato – come partner con cui fare una sperimentazione di carpooling aziendale che vedrà coinvolti, al momento, quasi la metà dei lavoratori della sede di Venaria Reale (TO).

Il carpooling, straordinaria soluzione per il pendolarismo, è una leva fenomenale per la riduzione del traffico motorizzato tanto da essere uno tra i principali ambiti di intervento della mobilità sostenibile anche per aziende e lavoratori. 

Secondo un’indagine di Bain & Company, in Italia, 3 persone su 4 che stanno al volante del car sharing sono lavoratori e chiedono, come alternativa al trasporto pubblico locale, un passaggio ai veicoli dei principali provider della mobilità condivisa per arrivare al lavoro. 

Gli utenti, quindi, sono già in pista, pronti ad accogliere la rivoluzione del trasporto sostenibile e la partnership tra Viasat e BePooler raccoglie questa esigenza, permettendo ai lavoratori di Viasat di dare o ricevere un passaggio in auto sul percorso casa-lavoro, effettuato con chi ha orari simili.

Dopo aver scaricato l’app BePooler ed effettuata la registrazione, l’interessato al servizio scoprirà chi fa il suo stesso percorso casa-lavoro. Potrà così scegliere di essere Driver, e quindi viaggiare con la propria auto, o Rider (passeggero), quindi beneficiare di un passaggio da parte di un collega. A seconda della modalità scelta, poi, si potrà ottenere benefici diversi da Viasat.

“Il Driver – è quanto dichiara Domenico Petrone, Presidente di Viasat Group – potrà ricevere rimborsi kilometrici dai passeggeri e/o buoni carburante, nonché posti auto riservati, mentre il Passeggero potrà evitare di utilizzare l’auto, risparmiando quindi sui relativi costi di gestione e potrà godersi un viaggio più confortevole evitando di utilizzare i mezzi pubblici”.

Non solo. BePooler, per aumentare la sicurezza per gli utenti, promuoverà insieme a Viasat l'utilizzo di dispositivi capaci di rilevare lo stile di guida, consentendo così al passeggero di conoscere se il Driver è un guidatore affidabile.

“Siamo convinti – spiega il Presidente Domenico Petrone – che l’azienda possa diventare leader in efficienza per i costi di trasporto, footprint ambientale, sicurezza e innovazione, in linea con le politiche di responsabilità sociale d’impresa, e che il carpooling aziendale possa essere un’alternativa di trasporto sicura, innovativa ed ecologicamente sostenibile per il personale dipendente, nonché economicamente favorevole. Viaggiando da soli, infatti, il costo annuale per percorrere 30 km ogni giorno sul tragitto casa-lavoro è di circa 1.600 euro, mentre in carpooling la spesa scende a 400 euro. Il risparmio medio è dunque di circa 1.200 euro l’anno”.

Il carpooling che diventa welfare, incomincia a premiare dipendenti e aziende.

“E’ un privilegio per BePooler – aggiunge infine il Presidente di BePooler Antonio TURRONI - avere un partner tecnologico affidabile e attento all’innovazione come VIASAT. Situazione che consente di esprimere sempre e tempestivamente il meglio che il mercato e la user experience degli utenti si aspettano da una piattaforma che fa delle risposte agli stessi un motivo di vanto”.

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