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giovedì 11 ottobre 2018

Mobilità sostenibile: LC3 presenta in ANTEPRIMA NAZIONALE il primo semirimorchio refrigerato ad azoto liquido - Zero emissioni ambientali e acustiche

LC3 Forum – I protagonisti della sostenibilità a confronto per il futuro del trasporto su gomma.

Il Forum promosso e organizzato da LC3 ha riunito alcuni dei più importanti attori della filiera per parlare del futuro della mobilità sostenibile delle merci e della transizione verso una logistica che tuteli l'ambiente. Nell'occasione è stato anche svelato, in anteprima nazionale, RevolutioN2: il primo semirimorchio refrigerato ad azoto liquido che produce zero emissioni ambientali e acustiche.

Milano, 11 ottobre 2018 – Si è tenuto questa mattina, presso l'Istituto dei Ciechi di Milano, LC3 Forum – I protagonisti della sostenibilità, promosso e organizzato da LC3 - la prima azienda italiana nel settore del trasporto pesante a posizionarsi come azienda sostenibile di trasporto merci su gomma grazie alla scelta green del metano liquido (LNG) come carburante per il proprio parco automezzi - con il patrocinio del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Milano.

Il Forum si è configurato come un momento di confronto pubblico, sviluppato attraverso la formula del talk show sulla tematica del trasporto merci sostenibile ad ampio raggio e sulla transizione verso una nuova idea di logistica, in grado di coniugare la necessità delle imprese e dei cittadini di spostare sempre più merci in modo rapido ed economico con l'esigenza di tutelare l'ambiente e migliorare la qualità della vita delle persone.

Di fronte a una platea gremita sono intervenuti diversi attori della filiera e partner, che insieme a LC3 condividono la visione di un futuro che si muove nella direzione della sostenibilità. Nel primo panel sono intervenuti IVECO - con la quale LC3 ha sviluppato la propria flotta di veicoli alimentati a LNG – NGV e Sol e, per fare il quadro della situazione del LNG in Italia e in Europa e affrontare le possibilità di sviluppo future della mobilità basata sul metano. Nel secondo panel si sono confrontati con LC3, Lidl, Grendi Trasporti Marittimi, Conad del Tirreno, DM Group e InBlue – il soggetto nato proprio con lo scopo di promuovere e diffondere l'uso del LNG a servizio delle imprese.
Il tema del dibattito ha riguardato le buone pratiche che le aziende possono mettere in campo per sfruttare la mobilità a metano per le proprie politiche di sostenibilità.

Durante il suo intervento Pierre Lahutte, Brand President IVECO ha dichiarato "Poco più di cinque anni fa IVECO consegnava i primi cinque veicoli Stralis NP a LC3 in versione prototipale. Oggi abbiamo raggiunto e superato le 1.000 unità in Italia. Quello che per noi era un obiettivo strategico – seppur da molti considerato visionario – oggi diventa realtà: un risultato molto importante raggiunto grazie a chi - come LC3 - ha creduto nel nostro progetto e ha riconosciuto insieme a noi l'importanza del metano, sia liquido sia gassoso, come unica scelta realmente concreta e attualmente disponibile per rendere il mondo del trasporto commerciale realmente sostenibile.
L'uso del gas qualche anno fa era il futuro, oggi il mondo e la società si muovono creando una nuova visione del mondo del trasporto non come causa di inquinamento ma in un'ottica di sostenibilità ambientale, qualcosa che non fa male al nostro pianeta, anzi.  Questa visione si può concretizzare con l'economia circolare del biometano, basata sulla produzione di energia attraverso rifiuti organici o agricoli, per tornare a usare il ciclo naturale delle risorse".


Metano vs. diesel Euro6: una scelta ecologica

LC3, che nel 2014 è stata la prima azienda italiana di autotrasporti a dotarsi di 5 trattori stradali (prototipi IVECO STRALIS NP) alimentati a metano liquido (LNG) - grazie anche alle partnership avviate sin dal 2011 con IVECO e Michelin Solutions – attualmente possiede una flotta di 190 mezzi di cui il 55% alimentate a LNG e il 45% diesel Euro6.

Grazie alla sua scelta del metano liquido - un'alternativa ecologica credibile sia alla benzina sia, soprattutto, al diesel - LC3 può vantare delle performance ambientali molto elevate. Rispetto a un motore diesel Euro6, infatti, l'utilizzo dell'LNG permette di ridurre le emissioni ambientali e acustiche garantendo le seguenti performance:

  • riduzione fino al 15% nelle emissioni di CO2;
  • riduzione fino al 70% nelle emissioni di ossidi di azoto (NOx);     
  • riduzione fino al 95% delle polveri sottili (PM);
  • riduzione del 75% nel rumore nelle frequenze percepite dall'orecchio umano.

In particolare, la riduzione delle polveri sottili è di cruciale importanza considerati gli elevati livelli che spesso vengono riscontrati nell'aria delle nostre città e che costituiscono una delle principali fonti di inquinamento atmosferico che va a incidere in maniera importante anche sulla salute delle persone. Inoltre, con il passaggio al biometano, che LC3 ha già programmato, le emissioni di CO2 saranno ulteriormente abbattute fino al 95%.

La presentazione in anteprima nazionale del primo semirimorchio refrigerato ad azoto liquido.

Durante il Forum è stato svelato in anteprima nazionale, il rivoluzionario semirimorchio refrigerato ad azoto liquido RevolutioN2, che entra in servizio in questi giorni nella flotta di LC3, prima azienda in Italia a introdurre questa tecnologia.

L'utilizzo di azoto liquido per il raffreddamento del nuovo semirimorchio LC3 si rivela una soluzione amica dell'ambiente poiché, contrariamente ai tradizionali motori diesel, non genera emissioni inquinanti nell'atmosfera: zero emissioni di anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx) e polveri sottili (PM).

Il semirimorchio sfrutta il potere di raffreddamento rapido dell'azoto liquido, che risulta fino a due volte più veloce nel ridurre la temperatura rispetto ai sistemi meccanici convenzionali. La temperatura viene impostata attraverso un comodo pannello di comando e l'azoto in forma liquida a -180°C viene utilizzato per raffreddare l'interno del semirimorchio sino al raggiungimento della temperatura desiderata. Grazie a dei sensori, la temperatura può essere costantemente monitorata e mantenuta stabile.

Ogni dettaglio del nuovo semirimorchio ad azoto liquido è stato progettato per garantire il massimo isolamento termico e acustico. Grazie a queste attenzioni, il semirimorchio non produce alcun rumore all'esterno e appena 45 dBA all'interno della cella refrigerata quando gli evaporatori operano alla massima potenza. Alla silenziosità del semirimorchio si aggiunge la ridotta rumorosità dei trattori LC3 a metano liquido, che producono quattro volte meno rumore percepito all'orecchio umano rispetto ai Diesel Euro6.

Per le sue caratteristiche tecnologiche, prestazionali e ambientali il semirimorchio refrigerato ad azoto liquido di LC3 ha tutti i numeri per accreditarsi quale nuovo punto di riferimento per la GDO e per la movimentazione delle merci deperibili (ortofrutta, freschi e freschissimi) e in generale di tutti i trasporti che richiedano la temperatura controllata (ATP).

"Come nel 2014, quando abbiamo messo su strada i primi truck a metano liquido in Italia, oggi siamo pionieri nell'utilizzo dell'azoto liquido per il refrigeramento dei semirimorchi" - commenta Michele Ambrogi, Presidente LC3. "Scommettiamo sull'azoto liquido nella convinzione che sia una tecnologia efficiente, sicura, facile da usare, ma soprattutto che sia una scelta win-win perché zero emissioni di gas serra e particelle inquinanti sono oggettivamente un guadagno per tutti."

LifeGate PlasticLess: il progetto per la riduzione delle microplastiche nei mari entra nella fase operativa


LifeGate PlasticLess: grazie al sostegno di Whirlpool EMEA e Volvo Car Italia, il progetto per la riduzione delle plastiche nei mari entra nella fase operativa con la messa in opera dei primi dispositivi Seabin in Italia
                                                                                                   
L’installazione dei primi “cestini dei mari” targati LifeGate è avvenuta, in collaborazione con Poralu Marine, nel porto di Marina di Varazze (SV), a Marina dei Cesari di Fano (PU) e al Circolo Nautico Sambenedettese di San Benedetto del Tronto (AP) a cui è seguito il posizionamento degli altri due dispositivi a Marina di Cattolica (RN) e a Venezia Certosa Marina (VE).

LifeGate PlasticLess, il sogno sta diventando realtà


11 ottobre 2018 – Entra nel vivo il progetto LifeGate PlasticLess un’iniziativa concreta per la salvaguardia dei mari italiani, nei quali convogliano quasi 90 tonnellate di plastica ogni giorno.

Il primo dispositivo, adottato da Volvo Car Italia, è stato posizionato nel porto di Marina di Varazze (SV) seguito dall’installazione di altri due dispositivi a Marina di Cattolica (RN) e Venezia Certosa Marina (VE). Altro partner del progetto è Whirlpool EMEA che, per sottolineare il suo impegno volto alla riduzione dell’utilizzo di materiali plastici e alla diffusione di una cultura improntata al rispetto dell’ambiente, ha adottato due dispositivi Seabin installati in due porti marchigiani: il porto Marina dei Cesari di Fano (PU) e il Circolo Nautico Sambenedettese di San Benedetto del Tronto (AP).

I dispositivi Seabin sono in grado di catturare dalla superficie dell’acqua circa 1,5 chilogrammi di detriti al giorno e risultano particolarmente efficaci in aree come i porti, all’interno dei quali si creano punti di accumulo causati da venti e correnti marine.

A rendere adeguata allo scopo la tecnologia Seabin, la sua capacità di intercettare ed raccogliere le microplastiche fino a 2 millimetri e le microfibre fino a 0,3 mm di diametro, che sono sempre più diffuse e pericolose. Le microplastiche, minuscole particelle di plastica presenti in grande concentrazione nei nostri mari, venendo ingerite dai pesci, entrano di conseguenza nella nostra catena alimentare. Tra le principali cause del rilascio in mare delle microplastiche il lavaggio dei vestiti sintetici e l’abrasione degli pneumatici.

 
L’innovativo dispositivo Seabin V5
Siamo contenti di essere entrati nella fase operativa del progetto, posizionando i primi dispositivi nei porti italiani, un naturale punto di accumulo di rifiuti galleggianti - spiega Enea Roveda, CEO di LifeGate - La diffusione dei Seabin è un obiettivo primario dell’iniziativa, perché rappresenta una soluzione concreta che supporta la raccolta di plastiche e microplastiche e si aggiunge all’importante opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’impatto delle azioni quotidiane per la salute dei nostri mari e sulla prevenzione per un uso consapevole dei materiali plastici”.

Volvo è da sempre impegnata a favore dell’ambiente e non solo a parole - ha dichiarato Michele Crisci, Presidente Volvo Car Italia - Il progetto LifeGate PlasticLess di cui siamo partner è un esempio di come Volvo non si limiti a un’azione di sensibilizzazione, ma si impegni anche in iniziative che hanno un effetto reale a favore dell’ambiente. Dopo che la Casa madre ha sostenuto la campagna globale Clean Seas promossa dalle Nazioni Unite, tocca a noi adesso dare un contributo tangibile, che assume un valore particolare se pensiamo che il nostro amato Mediterraneo ha purtroppo una delle concentrazioni di inquinanti plastici più elevate del pianeta”.

“Abbiamo accolto con entusiasmo l’opportunità di sostenere LifeGate PlasticLess: in linea con la nostra storia e la nostra posizione di leadership sentiamo il dovere di impegnarci, ogni giorno, per garantire al nostro pianeta e alle prossime generazioni il miglior futuro possibile. Vogliamo contribuire attivamente alla promozione di un modello di economia circolare quale veicolo per la crescita e l’innovazione - commenta Alessandro Magnoni, Direttore Comunicazione e Relazioni Governative di Whirlpool Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) - Si inseriscono in questa visione l’adesione alla campagna della Commissione Europea  al fine di promuovere l’utilizzo di plastica riciclata. Inoltre come Whirlpool EMEA siamo impegnati in un programma di eliminazione delle plastiche monouso nei nostri uffici a partire dal nostro HQ di Milano”.

La diffusione globale della tecnologia Seabin è già una realtà, come spiega Pete Ceglinski, CEO e cofondatore di Seabin Project: “Siamo già presenti in 20 nazioni, è una grande sfida per noi fornire i nostri dispositivi in tutto il mondo. Siamo davvero felici che grazie a questi partner i nostri Seabin arrivino anche in Italia. Speriamo che il resto del mondo segua questo esempio.

Il progetto prevede anche una campagna di sensibilizzazione su
 lifegate.it con consigli pratici e soluzioni concrete offerte alle persone e alle aziende. Sui social la campagna dedicata con #PlasticLess.

LifeGate è considerata il punto di riferimento della sostenibilità in Italia e conta su una community di 6 milioni di persone. Ogni giorno LifeGate lavora con passione e determinazione per mettere a disposizione informazioni, progetti e servizi coinvolgendo una rete sempre più ampia di persone, imprese, ong, istituzioni che vogliono impegnarsi attivamente al cambiamento per un futuro sostenibile.

Legambiente Toscana: "Puliamo il mondo dai rifiuti e dai pregiudizi"!

PULIAMO IL MONDO DAI RIFIUTI E DAI PREGIUDIZI
Il bilancio della campagna 2018 del cigno verde in Toscana

Hanno partecipato oltre 10.000 volontari, 120 comuni, ben 200 associazioni, tra cattoliche e laiche, tante scuole, vecchi e nuovi abitanti per ripulire strade, periferie e aree verdi dal degrado e dai rifiuti e tessere relazioni di comunità.

Legambiente: "Si è cittadini di un territorio se lo si cura, a prescindere dalla nazionalità. Invece che alla pancia, noi continueremo a parlare al cervello e al cuore delle persone e, alla fine, prevarranno le ragioni dell'ecologia umana".


Un mondo migliore passa da un impegno collettivo e da solide relazioni di comunità. È questo il motto che ha caratterizzato i diversi week-end ambientalisti della 26esima edizione di Puliamo il Mondo, la storica campagna di volontariato ambientale concretizzata da Legambiente il 28, 29 e 30 settembre e poi nei primi giorni di ottobre, per ripulire strade, vie e periferie dai rifiuti e dal degrado. 

Ma eventi e iniziative sono serviti anche per ribadire il no ai pregiudizi e alle discriminazioni e per incentivare l'abbattimento di ogni tipo di barriera, sensibilizzando i cittadini ad una maggiore inclusione sociale. Perché si è cittadini di un luogo, se ci si prende cura di quel territorio, a prescindere dalla nazionalità e dal passaporto.

Quella di Puliamo il Mondo 2018 è stata una vera e propria maratona ambientalista, che ha visto impegnati anche quest'anno, al fianco di Legambiente, migliaia di volontari di tutte le età, etnie e religioni, tantissime scuole, amministrazioni locali e aziende, ma anche migranti di svariate nazionalità, e oltre duecento associazioni, cattoliche e laiche, che hanno voluto irrobustire lo speciale comitato promotore di Puliamo il Mondo dai pregiudizi, edizione 2018.

"Vedere come ogni anno questa campagna, evergreen ci verrebbe da dire, s'impone all'attenzione dei media e dei cittadini, è commovente e motivante al tempo stesso - dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana Vedere all'opera con noi tanti rifugiati, tante belle persone di ogni etnia del pianeta, ci responsabilizza e ci indica la strada. Che è innanzitutto quella della curiosità e della conoscenza. Da parte nostra, l'impegno è a rafforzare le relazioni di prossimità, il senso di appartenenza ai nostri territori, perché è solo irrobustendo questi legami che si può promuovere un'identità profonda, non scontata della propria comunità".

Puliamo il Mondo è l'edizione italiana di Clean up the world, che Legambiente dal 1993 coordina e organizza in Italia, avvalendosi anche della collaborazione della Rai. In Toscana la campagna è svolta in collaborazione della Regione Toscana e del CESVOT.

La sostenibilità d'impresa. Convegno Panguaneta 16/10 Milano

Panguaneta, leader nella produzione di compensati di pioppo, è protagonista del dibattito sulla sostenibilità d'impresa, nel rispetto dell'ambiente in ogni ambito della filiera.

L'azienda, con sede a Sabbioneta, porta il suo impegno per la sostenibilità ambientale dei propri prodotti, la tutela e lo sviluppo del territorio e gli investimenti nell'innovazione dei processi produttivi al centro di un convegno che si terrà a Milano martedì 16 ottobre: "LA SOSTENIBILITÀ D'IMPRESA. Innovazione Ricerca Ambiente Progetto Certificazioni".

Panguaneta sta sviluppando da dieci anni un processo di rinnovamento volto a migliorare la sostenibilità dei processi produttivi a tutela del territorio. Ultimo passaggio è stata la certificazione EPD®, una dichiarazione di carattere volontario relativa all'intero ciclo di vita del prodotto, che rende concreto l'impegno per una produzione responsabile. Panguaneta è stata la prima azienda a ottenere la certificazione per il settore compensati in Italia e la prima in Europa per il compensato di pioppo.

"Abbiamo voluto questo momento di dibattito con la finalità di riflettere sul significato della sostenibilità per un'impresa oggi, mettendo in dialogo il mondo della ricerca, del progetto e della filiera
- afferma Nicoletta Azzi, AD Panguaneta. Il nostro obiettivo è proseguire il percorso di crescita e creare un'opportunità di confronto per misurarci con il cambiamento dei mercati e del pensiero progettuale. Abbiamo voluto ampliare lo sguardo della nostra esperienza per capire come le aziende stiano affrontando la sfida di una produzione sostenibile e quali siano gli investimenti da affrontare in termini di innovazione e ricerca. Sarà anche un'occasione importante nella quale raccontare il nostro percorso e gli investimenti che abbiamo in programma, con le importanti ricadute a livello locale in termini di sviluppo, valorizzazione dell'ambiente e occupazione".

L'appuntamento è a Milano martedì 16 ottobre alle ore 10 presso Palazzo Giureconsulti.
Modera il dibattito Sebastiano Barisoni, Vicedirettore Esecutivo Radio 24 - Il Sole 24 ORE. Intervengono insieme a Nicoletta Azzi, AD Panguaneta: Nicola di Battista, Direttore rivista l'Architetto; Guido Callegari, Professore Associato di Tecnologia dell'architettura, Politecnico di Torino; Valeria Fazio, Senior Manager presso BDO Italia - Sustainable Innovation; Alessandro Leonardi, Amministratore Delegato e co-fondatore di ETIFOR | Valuing Nature, Padova University Spin-off.
Il convegno accoglierà i contributi di LEGNOLANDIA, SADEPAN CHIMICA, TECNOFORM E FSC ITALIA.

Risultati Subito Forest Day: 120.000 annunci per la foresta amazzonica

120.000 VOLTE GRAZIE: GRANDE SUCCESSO PER IL SUBITO FOREST DAY

Il 10 ottobre sono stati 120.000 gli annunci pubblicati su Subito nell'ambito dell'iniziativa a sostegno del progetto Foreste in Piedi di Lifegate

Subito tutelerà per un anno un metro quadro di foresta amazzonica
per ognuno degli annunci inseriti, quindi 120.000 metri quadri

Milano, 11 ottobre 2018 - Sono stati ben 120.000 gli annunci pubblicati il 10 ottobre su Subito, azienda n. 1 per vendere e comprare online, nell'ambito dell'iniziativa Subito Forest Day, con cui si è impegnata a tutelare per un anno un metro quadro di foresta amazzonica per ogni annuncio inserito quel giorno sulla piattaforma. 

I risultati non si sono fatti attendere e grazie ai tanti utenti che ogni giorno scelgono di fare economia dell'usato e di contribuire al benessere ambientale, Subito ha raggiunto un grande traguardo che permetterà di salvaguardare 120.000 metri quadri di foresta per un anno.

Il 10 ottobre ha rappresentato una giornata speciale per Subito, che ha voluto ringraziare coloro che utilizzano la piattaforma per fare second hand, ovvero comprare usato, risparmiando così sulle emissioni di CO2, con un'iniziativa a sostegno del progetto Foreste in Piedi di Lifegate. Perché ogni giorno è il giorno giusto per fare nel proprio piccolo qualcosa di positivo per il Pianeta.

Il Subito Forest Day rientra nel progetto Second Hand Effect volto a sensibilizzare le persone sull'impatto positivo che l'economia dell'usato può avere sul Pianeta. Come dimostrato dall'analisi condotta dall'azienda insieme all'Istituto Svedese di Ricerca Ambientale (IVL), grazie agli oltre 8 milioni di utenti unici mensili** che utilizzano la piattaforma, nel 2017 solo in Italia sono state risparmiate 4,5 milioni di tonnellate di CO2. 

Questo perché comprare beni usati non è solo un modo per fare buoni affari ma è anche un gesto di responsabilità nei confronti dell'ambiente, che permette di allungare la vita degli oggetti, evitando di produrne di nuovi e di non dismettere gli stessi, eliminando le emissioni di CO2 e il consumo di nuovi materiali.

L'iniziativa è stata sostenuta da una campagna integrata volta a stimolare la call to action e a creare consapevolezza negli utenti dell'impatto ambientale della compravendita dell'usato, attraverso la creazione di una pagina dedicata all'evento sul sito secondhandeffect.subito.it e l'utilizzo dei social e di tutti i canali di comunicazione di Subito.

**Fonte dati online: media Audiweb Total Digital Audience 2017

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Subito
Subito.it è la società proprietaria della piattaforma digitale Subito. Nata a Milano nel 2007, Subito vuole offrire il servizio online di compravendita più semplice, veloce e sicuro per realizzare ottimi affari grazie a efficacia del servizio, qualità e ampiezza dell'offerta. Con 6 milioni di annunci online ogni giorno, differenziati in 37 categorie merceologiche e per localizzazione geografica, e oltre 8 milioni di utenti unici al mese, Subito è il primo servizio di annunci e tra i primi 10 brand online più visitati in Italia (fonte: media Audiweb Total Digital Audience 2017).
Subito è una realtà di Schibsted Italy, che opera in Italia anche con le piattaforme InfoJobs e Pagomeno, ed è parte di Schibsted Media Group, la multinazionale fondata in Svezia nel 1839 che oggi conta 8.000 dipendenti e opera con successo in 22 Paesi nei mercati editoriale (quotidiani, TV e free press), digital (news e annunci classificati) e mobile (servizi).

MUTTI E IL CAR POOLING AZIENDALE: FARE SQUADRA A FAVORE DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

MUTTI E IL CAR POOLING AZIENDALE: FARE SQUADRA A FAVORE DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

 

Parma, 11 ottobre 2018 – Anche quest'anno, in occasione della campagna di trasformazione del pomodoro, Mutti ha deciso di sostenere scelte green, aderendo alla piattaforma web e app su smartphone Jojob, dedicata alla pratica di car pooling aziendale. Una soluzione che permette di condividere l'automobile nel tragitto casa-lavoro e di registrare sia l'esatto chilometraggio percorso sia il risparmio di CO2 emessa nell'atmosfera: un'alternativa sicura ed economica per chi voglia raggiungere il luogo di lavoro in modo eco-friendly.

 

Con l'attivazione di questo servizio, opera del Politecnico di Torino, nel corso della campagna 2018 Mutti ha evitato l'emissione di quasi 2.300 kg di CO2 con oltre 31.500 chilometri aziendale, per un totale di circa 3.000 viaggi effettuati.

 

"Tutto il personale è stato formato sul progetto durante i corsi pre-campagna ed ha aderito con interesse. Sono risultati soddisfacenti perché abbiamo risposte sempre più positive dai dipendenti Mutti al progetto e i risultati sono in linea con la media nazionale urbana, nonostante la posizione della nostra sede sia in un'area extra-urbana, dove non sono presenti altre aziende o uffici" - commenta Francesco Mutti. "Se si confronta la nostra percentuale di utilizzatori, rispetto al numero di dipendenti, siamo più che conformi alla media dei clienti che utilizzano la piattaforma. È un risultato concreto e coerente alla visione aziendale che da sempre ci guida: operare all'insegna dell'innovazione e della ricerca della qualità di tutta la filiera, a partire dal territorio, patrimonio unico e prezioso, e dal rispetto delle persone e del loro benessere nel contesto lavorativo".

 

L'Azienda di Parma si impegna da anni in progetti a favore della salvaguardia dell'ambiente e della biodiversità. Dal 2010 ha sempre più consolidato la partnership con il WWF e l'attività di monitoraggio dell'impronta idrica, condotta dal Centro Euro Mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC), promuovendo azioni specifiche che hanno portato a una riduzione dell'uso idrico del 4,6% e del 27% delle emissioni di anidride carbonica, pari a 20.000 ton di CO2 al 2015. Dal 2017, infine, a seguito dei risultati raggiunti, sempre a fianco del WWF ha intrapreso un percorso a favore della biodiversità degli agro-ecosistemi destinati al pomodoro.

Sostenibilità - MSC CROCIERE ELIMINA LA PLASTICA MONOUSO DA TUTTA LA FLOTTA : al via Il Plastics Reduction Programme

MSC CROCIERE DAL 2019 ELIMINA LA PLASTICA MONOUSO DA TUTTA LA FLOTTA

 

  • Il Plastics Reduction Programme di MSC Crociere mira abolire l'utilizzo di prodotti monouso in plastica su tutta la flotta entro marzo 2019.
  • Dalla fine del 2018 saranno completamente abolite le cannucce in plastica e sostituite con alternative compostabili e biodegradabili al 100%.
  • Obiettivo: ottenere una certificazione internazionale per tutte le pratiche di riciclo dei materiali di bordo e di terra.

 

Ginevra, Svizzera, 11 ottobre 2018 - MSC Crociere, la più grande compagnia di crociere a capitale privato e leader in Europa, Sud America, Sud Africa e Golfo Persico, ha presentato oggi un nuovo capitolo del suo programma di gestione ambientale, annunciando l'impegno ad eliminare la plastica monouso dall'intera flotta a livello globale e ad introdurre, ove disponibili, alternative sostenibili.  

 

Nell'ambito del Plastics Reduction Programme, MSC Crociere eliminerà, entro la fine di marzo 2019, un elevato numero di articoli in plastica, sia a bordo delle navi sia a terra, sostituendoli con soluzioni ecocompatibili. Saranno banditi quindi tutti i sacchetti di plastica monouso, cucchiai, bicchieri, palettine da caffè e gli altri articoli monouso che saranno sostituiti da prodotti eco-friendly. La compagnia, riorganizzerà anche le cucine di bordo e i processi di preparazione del cibo per eliminare la plastica anche dalle monoporzioni (pirottini, confezioni di marmellata o yogurt).

 

Un primo passo concreto già intrapreso dalla Compagnia vedrà, entro la fine del 2018, la sostituzione di tutte le cannucce di plastica con alternative compostabili e biodegradabili al 100%.

Le bevande di bordo non saranno più servite con la cannuccia riducendone così il consumo complessivo del 50% e, gli ospiti che ne faranno richiesta, potranno comunque scegliere tra una gamma di opzioni ecocompatibili realizzate con resine biodegradabili al 100%, con fonti rinnovabili (acido polilattico a base di mais o zucchero, bambù, carta) o altri materiali ecologici. La stessa opzione sarà offerta anche in tutti gli uffici a terra e durante le escursioni)

 

L'impegno di MSC Crociere si spingerà anche oltre, cercando di collaborare con tutti i fornitori della catena logistica con l'obiettivo di rimuovere la plastica, ove possibile, anche da tutti gli imballaggi.

 

Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di MSC Crociere, ha dichiarato: "La mission di MSC Crociere è quella di fornire ai nostri ospiti le migliori esperienze di vacanza sul mare e ci impegniamo farlo in modo sostenibile. È per questo che abbiamo da tempo intrapreso un viaggio volto alla continua riduzione dell'impatto ambientale delle nostre navi. L'imminente eliminazione degli oggetti monouso in plastica su tutta la nostra flotta è un ulteriore passo in avanti in questa direzione. Questa decisione, che si inserisce nel più ampio programma globale di gestione ambientale, rappresenta un ulteriore tassello a sostegno del nostro impegno per la conservazione e la protezione della risorsa più preziosa del nostro pianeta: i mari e gli oceani".

 

Nell'ambito del suo programma globale di gestione ambientale, MSC Crociere ha adottato negli anni numerose misure capaci di ridurre l'impatto delle sue attività, tra queste ricordiamo gli impianti di riciclaggio all'avanguardia e gli efficienti sistemi di gestione dei rifiuti che contraddistinguono ogni nave della flotta. Un pool di Environmental Officers si assicura che tutta la flotta applichi in maniera efficace le politiche e la vision della Compagnia. E, attraverso un attento programma di formazione, MSC Crociere mira all'eccellenza in questo ambito con l'obiettivo di migliorare la gestione dei rifiuti e il loro riciclo. Un programma cui contribuiscono fattivamente anche tutti i dipendenti della Compagnia che ogni giorno si impegnano a smaltire e riciclare correttamente tutti quei rifiuti che ancora non possono essere sostituiti con alternative eco-friendly.

 

Per ottenere l'eccellenza anche in questo ambito, MSC Crociere collaborerà con una primaria società di certificazione per far sì che il riciclo dei rifiuti e l'impegno in ambito ambientale siano trasversali a tutte le attività, di bordo e di terra, della compagnia e possano quindi fregiarsi di una certificazione rilasciata da un ente esperto. Già oggi lo smaltimento e la separazione dei rifiuti rispettano le normative MARPOL e i principi stabiliti dall'Associazione CLIA per la prevenzione dell'inquinamento marino così come monitorato e certificato dal sistema di controllo implementato dalla compagnia.

 

Pierfrancesco Vago ha concluso: "Stiamo valutando la possibilità di lavorare assieme a una società di certificazione leader a livello mondiale per far sì che tutti gli articoli in plastica rimanenti, per i quali non esistono ancora delle soluzioni alternative, siano effettivamente e correttamente riciclati. In questo modo, indipendentemente dal luogo in cui sono impiegate le nostre navi, sarà possibile garantire che tutti gli articoli in plastica, non solo non abbiano un impatto sul mare, ma nemmeno sulla terraferma, a beneficio delle popolazioni e dei territori che ci ospitano".

Economia circolare, dalla Calabria al Veneto inaugurati impianti per biometano da rifiuti organici


 

Economia circolare, dalla Calabria al Veneto inaugurati impianti per biometano da rifiuti organici

 

Dal primo impianto di biometano del Centro-Sud Italia connesso alla rete nazionale del gas naturale al primo distributore per automezzi che eroga biometano in Veneto, passando per l'impianto di Montello a Bergamo: in occasione della conferenza nazionale "L'era del biometano", il Consorzio Italiano Compostatori (CIC) presenta le eccellenze italiane del biometano da FORSU.

"In Italia siamo sulla buona strada: possiamo stimare al 2025 una produzione potenziale di biometano da frazione umida di circa 500 milioni di Nm3/anno", commenta Massimo Centemero, Direttore del CIC.


Il primo impianto di biometano del Centro-Sud Italia connesso alla rete nazionale del gas naturale e il primo distributore per automezzi che eroga biometano a Vittorio Veneto (TV): sono queste alcune delle eccellenze italiane del biometano da FORSU messe in evidenza dal Consorzio Italiano Compostatori (CIC) nel corso della seconda conferenza nazionale "L'era del biometano", la giornata organizzata da Legambiente e finalizzata a raccontare lo stato dell'arte del ruolo del biometano nella copertura dei fabbisogni energetici del paese, e a rendere sempre più concrete le opportunità per aziende e territori.
 

"Il 2018 ha segnato una svolta importante con l'approvazione del decreto per la promozione dell'uso del biometano nel settore dei trasporti e le agevolazioni per le imprese a forte consumo di gas naturale", commenta Alessandro Canovai, Presidente del CIC. "Un passo che, insieme all'approvazione del nuovo pacchetto di direttive europee sull'economia circolare, permette di valorizzare a pieno il rifiuto organico in Italia e di accelerare il percorso che stiamo costruendo verso modelli di consumo più sostenibili". Il biometano - ricorda il CIC -  è unarisorsa rinnovabile e naturale che si ottiene dagli scarti organici e che rappresenta un'alternativa al gas naturale estratto da giacimenti.

 

"I primi risultati cominciano a vedersi", sottolinea Massimo Centemero, Direttore del CIC. "Dopo l'impianto di Montello a Bergamo, il biometano è arrivato anche al Centro-Sud con l'impianto calabrese a Rende, il primo inaugurato in Italia dopo il decreto legge varato a marzo. Una dimostrazione di efficienza imprenditoriale che parte dal Sud Italia, un segnale importante che testimonia come la rivoluzione del biowaste è in grado di coinvolgere tutto il Paese e soprattutto che mette in evidenza quanto le aziende italiane siano pronte a produrre e commercializzare il biometano".
 

Considerando il biogas attualmente destinato alla produzione di energia elettrica e il margine di crescita della raccolta differenziata del rifiuto organico, "possiamo stimare al 2025 una produzione potenziale di biometano da frazione umida di circa 500 milioni di Nm3/anno, e un potenziale complessivo di 0,8 miliardi di Nm3/anno, se si considera l'intero ammontare di rifiuti organici prodotti in ambito urbano", aggiunge Centemero. "Grazie all'upgrading del biogas a biometano, nel corso del 2018 e nel 2019 si potrebbero avere già circa 200 mln di Nm3/anno di biometano da Forsu".
 

Oltre a numerose esperienze condotte a livello sperimentale in Italia, tra le eccellenze il CIC segnala quelle che per prime hanno intrapreso la produzione di biometano da FORSU su scala industriale.

 

Calabra Maceri, inaugurato il primo impianto di biometano del Centro-Sud

A Rende (CS), la Calabra Maceri, azienda consorziata CIC, ha inaugurato a settembre il primo impianto di biometano del Centro-Sud Italia connesso alla rete nazionale del gas naturale per gli usi industriali, residenziali e per l'autotrazione. L'impianto è in grado di trasformare 40.000 tonnellate annue di raccolta differenziata in 4,5 milioni di metri cubi di biometano annui, e può inoltre 10.000 tonnellate di ammendante compostato, fertilizzante ideale per l'agricoltura biologica. Il biometano per autotrazione, prodotto grazie a un sofisticato sistema di purificazione del gas, consente di percorrere 90.000.000 km che, con una media di 20.000 km annui a mezzo di trasporto, può alimentare fino a 4.500 autovetture, con un risparmio complessivo di oltre 16.200.000 kg di CO2 all'anno (3.600 kg per auto). Se riferito a consumi domestici, la stessa produzione può soddisfare il fabbisogno energetico annuale di circa 5.000 famiglie per approvvigionamento di gas per cucina e riscaldamento.

 

Vittorio Veneto, il primo distributore di biometano da Forsu
Vittorio Veneto è stato invece inaugurato a settembre il primo distributore di Biometano proveniente dalla trasformazione del rifiuto organico. Ad ora il biometano derivato da rifiuto organico, ottenuto presso l'impianto SESA di Este (Padova), viene utilizzato per alimentare la flotta della società di raccolta di rifiuti urbani Savno, attiva su 44 comuni della provincia di Treviso. Un vero e proprio ciclo virtuoso legato ai rifiuti organici: il biometano ottenuto dalla produzione di organico del Bacino potrà coprire oltre l'80% dei km percorsi per la raccolta dell'organico stesso, ovvero  circa 1,1 milioni di km all'anno, con un risparmio in termini di semplice acquisto di carburante di oltre 300.000 euro. Savno potrà inoltre risparmiare circa 10 ton di CO2 all'anno per ogni mezzo rispetto ad un veicolo con trazione a gasolio.

 

Montello, l'impianto "Carbon Negative" che produce biometano e biogas
Tra le eccellenze italiane, da non dimenticare l'impianto di Montello S.p.A. in provincia di Bergamo, consorziato CIC: entrato in funzione da giugno 2017, rappresenta il primo esempio in Italia nella produzione di biometano esclusivamente dal trattamento dei rifiuti organici della raccolta differenziata urbana e nell'immissione di biometano nella rete di trasporto nazionale. Ogni anno l'impianto recupera e tratta la Frazione Organica FORSU proveniente dalla raccolta differenziata, ricavando oltre al biogas anche il biometano. L'impianto è in grado di produrre circa 32 milioni di standard metri cubi, cioè l'equivalente quantitativo di carburante necessario ad automobili a metano per percorrere circa 640 mln di chilometri. Inoltre, l'impianto di Montello non emette emissioni in atmosfera ed è il primo impianto in Italia "Carbon Negative": recupera dal biogas generato (composto da circa il 60% di biometano e circa il 40% di Co2) anche anidride carbonica (Co2 liquida) destinata ad uso tecnico ed alimentare. In più, dal trattamento del digestato in uscita dai digestori l'impianto produce 90.000 t/a di compost


Chi è il CIC

Il CIC (Consorzio Italiano Compostatori) è un'associazione senza fini di lucro che rappresenta più di 130 aziende tra produttori e gestori di impianti di compostaggio e digestione anaerobica, associazioni di categoria, aziende che si occupano di rifiuti organici, costruttori di macchine ed attrezzature, laboratori, enti pubblici e di ricerca. Il CIC promuove e persegue la politica di riduzione dei rifiuti, l'attuazione della raccolta differenziata per la separazione, lavorazione e riciclaggio e valorizzazione delle biomasse ed in genere delle frazioni organiche compostabili. Promuove le iniziative per la valorizzazione e la corretta destinazione dei prodotti ottenuti dal compostaggio e dalla digestione anaerobica svolgendo anche attività di ricerca, studio e divulgazione. Sostiene la produzione di fertilizzanti organici, tutelando e controllando le corrette metodologie e procedure in piena aderenza ai principi dell'economia circolare.

Holy Turtle, in Honduras 150 manager SodaStream da tutto il mondo per ripulire le coste e il mare dalla plastica

SodaStream lancia un'azione intensiva per ripulire le coste dell'Honduras dall'inquinamento da plastica

 

Il CEO Daniel Birnbaum alla guida di un gruppo composto da 300 dirigenti di SodaStream da tutto il mondo, scuole locali e organizzazioni ambientali per la pulizia del mar dei Caraibi e delle spiagge di Roatán

 

 

Airport City, ISRAELE (11 ottobre 2018) — SodaStream International LTD. (NASDAQ: SODA) ha annunciato il lancio della "Holy Turtle", una gigantesca task force per ripulire il mare aperto dall'inquinamento da plastica.

L'innovativa "ammiraglia" è stata in una prima fase condotta nel Mar dei Caraibi, al largo delle coste di Roatán, in Honduras per un clean-up oceanico guidato in prima persona dal CEO Daniel Birnbaum.

Si tratta ad oggi della prima operazione di clean-up dalla plastica in mare aperto mai portata avanti finora da un'azienda commerciale. 

 

La delegazione di SodaStream ha compreso 150 dirigenti dell'azienda da 45 diversi Paesi, esperti ambientali di fama internazionale, rappresentanti dell'organizzazione Plastic Soup Foundation, centinaia di ragazzi provenienti da 7 diverse scuole della zona e funzionari del governo locale.

 

La "Holy Turtle" è un'unità galleggiante lunga 1.000 piedi (circa 305 metri) creata per essere lentamente trainata da due imbarcazioni attraverso chilometri e chilometri di mare aperto. Una soluzione unica nel suo genere, progettata per individuare e raccogliere i rifiuti galleggianti evitando al contempo di recare danni alla fauna selvatica.

Il design del dispositivo è stato ispirato dai sistemi di contenimento degli sversamenti di petrolio, ed è stato sviluppato in Florida, USA, da ABBCO, i leader mondiali nella progettazione di soluzioni di questo tipo. 

 

L'iniziativa portata avanti da SodaStream a Roatán è stata originariamente ispirata da un video realizzato da Caroline Powers nell'ottobre del 2017 e trasmesso dalla BBC, che attraverso riprese subacquee documentava una gigantesca distesa di plastica galleggiante al largo della costa caraibica di Roatán. 

Profondamente turbato da questo documentario, il CEO di SodaStream Daniel Birnbaum, che è anche uno skipper e ufficiale marittimo di lunga esperienza, ha pensato insieme ai propri collaboratori ad una soluzione per ripulire questa massa di rifiuti galleggiante. "Non possiamo eliminare tutto l'inquinamento da plastica nel nostro pianeta, ma ciascuno può fare la propria parte - ha dichiarato Daniel Birnbaum -. Il nostro impegno più importante deve essere quello di non servirsi mai più di plastica usa e getta".

 

I rifiuti in plastica raccolti dalla "Holy Turtle" saranno utilizzati per creare un'installazione artistica per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema ed educare i consumatori in tutto il mondo a non ricorrere più alla plastica monouso in tutte le sue forme, compresi bicchieri di plastica, cannucce, sacchetti e bottiglie.

 

La missione firmata SodaStream, della durata di quattro giorni, ha previsto anche la partecipazione di ragazzi provenienti da 7 scuole locali che non solo hanno dato il loro contributo al clean-up insieme ai dirigenti dell'azienda , ma hanno preso parte a lezioni condotte da esperti in tematiche ambientali con lo scopo di diventare "ambasciatori" di questo impegno all'interno delle loro comunità. Le lezioni sono state tenute, tra gli altri, da Maria Westerbos, founder di Plastic Soup Foundation; Chris Jordan, noto fotografo e autore della piece "Albatross", un potente e drammatico racconto in immagini della tragedia ambientale nell'isola di Midway nell'Oceano Pacifico; Laura Leiva, ricercatrice esperta di inquinamento ambientale dell'Istituto "Alfred-Wegener Ifor Polar and Marine Research" in Germania; Elena Gonzalez, co-founder della Bay Island Coastal Clean-up e Mishelle Mejia, consulente sui temi della sostenibilità e Corporate Social Responsibility.

 

"Più di 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno nell'oceano - prosegue Birnbaum -. Si tratta di una plastica che non scompare: si trasforma in particelle minuscole, viaggia attarverso gli oceani, mette a rischio gli ecosistemi marini e finisce nella nostra catena alimentare. Dobbiamo tutti insieme unire le forze per ridurre il consumo di plastica usa e getta e impegnarci a cambiare le nostre abitudini all'insegna del riuso. Tutto è nelle nostre mani".

 

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.roatan2018.com.

 

A proposito di SodaStream

SodaStream è leader mondiale nella produzione e distribuzione di sistemi di gasatura domestica di bevande, che permettono ai consumatori di trasformare in modo semplice e istantaneo la normale acqua di rubinetto in bibite gasate e acqua frizzante. I gasatori SodaStream offrono una soluzione altamente differenziata e innovativa per i consumatori di bibite gassate e acqua frizzante, in bottiglia o in lattina. I prodotti SodaStream sono ecologici, economici, promuovono salute e benessere, sono personalizzabili, divertenti e facili da usare. Inoltre offrono convenienza e vantaggi, eliminando la necessità di trasportare le bottiglie dal supermercato a casa, di sistemarle in casa e di smistarle regolarmente una volta vuote. I prodotti Sodastream sono disponibili in oltre 80.000 punti vendita in 45 paesi in tutto il mondo.

mercoledì 10 ottobre 2018

Energia “Globe Italia e Acquirente Unico insieme contro la povertà energetica”. Il 5% delle famiglie Italiane è in ritardo nei pagamenti delle bollette energetiche (dati Istati 2017) e circa 3 milioni di consumatori sono in “povertà energetica

Con il patrocinio della Camera dei Deputati  
"Globe Italia e Acquirente Unico insieme contro la povertà energetica"

Roma, 10/10/18 - Il 5% delle famiglie Italiane è in ritardo nei pagamenti delle bollette energetiche (dati Istati 2017) e circa 3 milioni di consumatori sono in "povertà energetica, secondo una ricerca condotta da  Bankitalia nel 2017.

E' quanto emerso al Convegno "Più energia per crescere. Le fide e scenari della povertà energetica in Italia e Europa", organizzato da AU e Globe Italia- Associazione Nazionale per il Clima con il Patrocinio della Camera dei Deputati, al quale hanno preso parte, tra i relatori, il Sen. Paolo Ripamonti, l'On. Chiara Braga, il Sen. Andrea Cioffi, il Sen. Gianni Girotto, l'On. Rossella Muroni, il Prof. Enrico Giovannini, Andrea Péruzy, Roberto Malaman e Roberto Ridolfi.

"La povertà energetica è in crescita - afferma Andrea Péruzy, Presidente e AD di Acquirente Unico. Il bonus energia è uno degli strumenti utili a contrastare il fenomeno, ma molti degli aventi diritto non ne usufruiscono per procedure burocratiche complesse o  perché non dispongono di una connessione internet o non hanno un livello di educazione digitale adeguato. Una soluzione potrebbe essere quella di rendere automatico il bonus attraverso il SII, la banca dati gestita da AU che contiene le anagrafiche e i dati di consumo orari dei consumatori di energia elettrica e gas. Una strada che non solo amplierebbe la platea degli aventi diritto, ma che acquisirebbe anche il valore di un segnale importante verso il Paese, dati gli sforzi che questo Governo sta compiendo sul tema dell'inclusione sociale".

Secondo i dati dell'EU Energy Poverty Observatory, l'Italia riporta dati non soddisfacenti in molti degli indicatori utilizzati per il monitoraggio della povertà energetica, ad esempio, per quanto riguarda la capacità delle famiglie (il 15,2% - dati Istat 2017) di non poter riscaldare in modo adeguato la propria abitazione.

 "La  povertà energetica sta diventando un problema serio nel nostro Paese, con impatti negativi su salute e benessere dei cittadini", commenta Enrico Giovannini, Portavoce dell'ASviS. "Per affrontarlo, oltre a migliorare il sistema degli incentivi e le procedure per utilizzarli è necessario adottare un approccio integrato, come ci suggerisce l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con un maggior coordinamento tra le varie politiche  al fine di garantire una piu alta qualità della vita per le fasce più deboli". 

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