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giovedì 3 maggio 2018

Bio-on e ITALERI: la bioplastica per giocattoli Minerv Supertoys protagonista alla “BioPlastics: Biobased Re-Invention of Plastics” di New York

La bioplastica per giocattoli Minerv Supertoys protagonista alla "BioPlastics: Biobased Re-Invention of Plastics" di New York

·       Bio-on e ITALERI confermano la loro alleanza per i giocattoli del futuro. Terminata la fase di test si rivolgeranno direttamente al mercato e alla filiera del giocattolo.
·       Bio-on ribadisce l'impegno per la sostenibilità ambientale con bioplastiche prodotte a partire dalla natura e al 100% biodegradabili. Un valore ancor più importante nei prodotti destinati ai bambini.
·       Non tutti i produttori stanno facendo questa scelta – dice Astorri – Bisogna fare attenzione perché c'è chi, anche fra le grandi aziende, produce bioplastica che non è veramente sostenibile.

Bologna ITALY 3 maggio 2018 – Bio-on e ITALERI parteciperanno a "BioPlastics: Biobased Re-Invention of Plastics", uno dei più importanti eventi a livello globale sui biopolimeri, che si terrà a New York dal 25 al 27 giugno 2018, e vedrà la partecipazione di importanti aziende internazionali come PepsiCo e Procter & Gamble; e prestigiosi istituti di ricerca come il Fraunhofer Institute. Bio-on e ITALERI illusteranno i risultati raggiunti con la bioplastica Minerv Supertoys destinata ai giocattoli del futuro. 

Basata sul rivoluzionario biopolimero di Bio-on, naturale e biodegradabile in natura al 100%, Minerv Supertoys è sicura ed eco sostenibile, rispetta i bambini e l'ambiente. Per Bio-on la conferenza di New York sarà il primo evento pubblico dopo l'inaugurazione, prevista a giugno, del primo impianto produttivo che l'azienda sta costruendo vicino a Bologna, nel nord Italia, per la produzione di bioplastiche speciali, come le microperline destinate all'industria cosmetica. Per il nuovo polo produttivo verranno investiti circa 27 milioni di dollari.

Bio-on S.p.A., attiva nel settore della bioplastica di alta qualità, e ITALERI azienda italiana leader nella produzione di modellini e giocattoli in plastica da oltre 50 anni, hanno deciso di incrementare la loro collaborazione con il programma Minerv Supertoys e, grazie ai risultati ottenuti dalle attività di ricerca e sviluppo svolte negli ultimi due anni, di rivolgersi direttamente al mercato dei giocattoli con applicazioni basate sui PHAs (poli-idrossi-alcanoati). 

L'obiettivo è di attuare un programma di investimenti che porti allo sviluppo e alla dimostrazione di giocattoli realizzati in bioplastica PHAs ottenuta esclusivamente da risorse biologiche rinnovabili non destinate all'alimentazione umana e biodegradabili al 100% in acqua e suolo.

"Bio-on ha da poco superato i dieci anni di attività – sottolinea Marco Astorri, Presidente e CEO di Bio-on – e anche attraverso questa importante partnership vuole contribuire a cambiare l'industria del giocattolo grazie a biomateriali innovativi e veramente sostenibili. La nostra bioplastica non è solo biodegradabile al 100% ma nasce valorizzando gli scarti produttivi generati dalla natura. Per questo la nostra strategia è diversa rispetto a quella di alcune multinazionali. Non basta infatti la sostenibilità della materia prima. In altre parole – spiega Astorri – non è sufficiente utilizzare ad esempio canna da zucchero anziché petrolio e usare poi nel processo produttivo sostanze chimiche inquinanti per ottenere un poliestere non biodegradabile. Questo approccio è l'opposto della nostra strategia che, non solo parte da ingredienti naturali e sostenibili, ma garantisce un prodotto finale al 100% naturale al 100% biodegradabile in natura".

Nei prossimi mesi coinvolgeremo l'intera catena del valore della emergente bioeconomia, compresi centri di ricerca, università ed enti certificatori, attraverso processi di internazionalizzazione e all'interno di una rete sempre più ampia che permetta di sfruttare pienamente Minerv Supertoys, il grado di bioplastica PHAs pensato e sviluppato da Bio-on per i giocattoli del futuro. 

Nel maggio del 2017 l'Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli (IISG a UL company), dopo aver effettuato specifiche analisi sui campioni sottoposti a test, ha rilasciato la sua dichiarazione di conformità su Minerv Supertoys, una vera garanzia per la sicurezza e la salute dei bambini: i numerosi test hanno infatti dimostrato l'assenza di migrazione dalla bioplastica Bio-on di composti chimici o metallici, solventi, monomeri, plastificanti, composti aromatici, N-nitrosammine e sostanze N-nitrosabili.

"Siamo orgogliosi - sottolinea il Dr. Gian Pietro Parmeggiani, Presidente e co-fondatore di Italeri - di poter proseguire il cammino tecnico e scientifico già iniziato con Bio-on per sviluppare e realizzare insieme, attraverso il Programma Minerv Supertoys, giocattoli che utilizzino come materiale di produzione la bioplastica PHA. Italeri Spa affronterà questa nuova sfida forte dell'esperienza maturata in ormai quasi sessant'anni di presenza sul mercato e mettendo in opera tutte le competenze acquisite nell'intento di arrivare ad un risultato che possa andare a beneficio di quelli che saranno i "protagonisti futuri" del nostro Pianeta e cioè i bambini"

Tutte le bioplastiche PHAs (poli-idrossi-alcanoati) sviluppate da Bio-on, sono ottenute da fonti vegetali rinnovabili senza alcuna competizione con le filiere alimentari, garantiscono le medesime proprietà termo-meccaniche delle plastiche tradizionali col vantaggio di essere completamente eco sostenibili e al 100% biodegradabili in modo naturale.


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venerdì 6 ottobre 2017

Chimica verde e sostenibilità ambientale: agli italiani piacciono le nuove eco shopper ultra leggere

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RICERCA IPSOS: GLI ITALIANI E LA NUOVA LEGGE SUI SACCHETTI ULTRALEGGERI
  • Il 58% degli italiani apprezza molto la novità introdotta con il recepimento della direttiva europea
  • Reazioni trasversali e segmentate sul tema del pagamento: il 59% valuta un costo ipotetico di 2 cent per sacchetto del tutto accettabile mentre il 13% è in disaccordo
  • La creazione di posti di lavoro nella filiera della chimica verde aumenta la propensione al pagamento dei sacchetti
  • Ruolo chiave della comunicazione che deve essere chiara e coinvolgente


Novara - Pollenzo, 6 ottobre2017 – Il 66% degli italiani acquista la frutta e verdura al supermercato nonostante il canale preferito di acquisto sia il fruttivendolo (33%) e più dell’80% preferisce comperarla sfusa perché ritenuto più sano. 

I sacchetti per il confezionamento di frutta e verdura sono usati dall’80% degli italiani che fanno la spesa al supermercato e il 58% di essi si dichiara pronto ad accogliere favorevolmente l'introduzione dei sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile. 

E’ quanto emerge dal rapporto di ricerca integrato I “I sacchetti biodegradabili per il reparto ortofrutta” realizzato da IPSOS Public Affairs e presentato oggi all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo da Nando Pagnoncelli e Luisa Vassanelli.

Il rapporto di ricerca è uno studio integrato composto da una ricerca qualitativa e una ricerca quantitativa, con 1.000 interviste CAWI (Computer-Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 65 anni.

Il rapporto evidenzia un netto cambio di paradigma nella sensibilità ambientale della popolazione: le persone si mostrano più attente sia come atteggiamento che negli stili di vita.  Il 71% degli italiani ritiene che, rispetto al passato, vi sia un’attenzione maggiore anche al riciclo dei materiali, e difatti, in 10 anni, le dichiarazioni sulle abitudini di raccolta registrano forti incrementi percentuali (+45% per l’umido, +34% per le pile; +33% per i farmaci). 

Il consumatore si rende conto che sono in atto cambiamenti importanti, poiché ormai è forte l'esigenza di mettere fine a comportamenti che impattano sulla salute del pianeta ed ognuno è chiamato a fare la propria parte. Infatti, rispetto all’attribuzione di responsabilità sulla creazione delle “garbage trash”, il 70% degli intervistati si auto-colpevolizza. 

Emerge anche la volontà di spendere qualcosa in più per un prodotto che salvaguardi ambiente e occupazione; solo una quota residuale del campione (16%) non si trova d’accordo.

A fronte di questa accresciuta consapevolezza, la direttiva europea relativa all'introduzione dei sacchetti per il primo imballo alimentare (frutta e verdura, gastronomia, panetteria, pescheria, macelleria) in materiale biodegradabile e compostabile, recepita dall’art. 9 bis d.l. n. 91/2017 (c.d. decreto Mezzogiorno), viene accolta con favore  dal 58% degli italiani che la ritiene la naturale conclusione di un ciclo virtuoso iniziato nel 2011. 

Sul tema del pagamento di tali sacchetti, il 71% ipotizza un esborso economico mentre circa un intervistato su tre (29%) si dichiara assolutamente contrario. In ogni caso, il 59% valuta il costo di 2 cent per sacchetto del tutto accettabile; mentre una minoranza (13%) si dichiara in disaccordo.

Peraltro, una forte apertura di credito all’acquisto a pagamento viene fornita dalla prospettiva occupazionale, che incontra il favore della quasi totalità del campione (86%), purché supportata efficacemente da un messaggio credibile e onesto (65%).

Al di là delle reazioni più irrazionali, le ipotesi di cambiamento di abitudini a seguito dell’introduzione dei sacchetti a pagamento, si orientano in pratiche molto pragmatiche ma l’elemento che rileva il più sensibile incremento dall’indagine dello scorso gennaio è quello del riutilizzo dei sacchetti per la raccolta dell’umido (+10 punti percentuali), a conferma del beneficio funzionale introdotto dal nuovo materiale, che soddisfa l’anima utilitaristica del consumatore. 

La comunicazione, giocherà un ruolo chiave: dovrà essere fortemente coinvolgente sul piano emotivo. Dovrà essere capace di coinvolgere ed attivare le coscienze (già) sensibilizzate dei consumatori dando enfasi al fine ultimo e rendendo partecipi di un progetto comune.

Secondo Alessandro Ferlito, responsabile commerciale di Novamont, “un dato emerge su tutti dalla ricerca: per il consumatore il sacchetto, sia esso per asporto merci che frutta/verdura oggi è, a tutti gli effetti, un servizio perché non esaurisce la sua funzionalità nel singolo gesto di trasporto e perché portatore di valori rispetto all’ambiente. Gli italiani sono pronti alla nuova direttiva ma chiedono più qualità e più informazione e la GDO,che da sempre è sensibile a questa domanda, saprà certamente rendersene interprete”.

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Il gruppo Novamont è leader nello sviluppo e nella produzione di bioplastiche e biochemicals attraverso l’integrazione di chimica, ambiente e agricoltura. Con più di 600 persone, ha chiuso il 2016 con un turnover di circa 170 milioni di euro ed investimenti costanti in attività ricerca e sviluppo (20% delle persone dedicate); detiene un portafoglio di circa 1.000 brevetti. 

Ha sede a Novara, stabilimento produttivo a Terni e laboratori di ricerca a Novara, Terni e Piana di Monte Verna (CE). Opera tramite sue consociate a Porto Torres (SS), Bottrighe (RO), e Patrica (FR). 

È attivo all’estero con sedi in Germania, Francia e Stati Uniti e con un ufficio di rappresentanza a Bruxelles (Belgio). È presente attraverso propri distributori in Benelux, Scandinavia, Danimarca, Regno Unito, Cina, Giappone, Canada, Australia e Nuova Zelanda.

giovedì 11 agosto 2016

CorrieredelWeb.it augura un Ferragosto all'insegna della sostenibilità

L'intera Community di giornalisti, addetti stampa, professionisti della comunicazione e bloggers del CorrieredelWeb.it, e il Direttore Andrea Pietrarota, desidera condividere con tutti i lettori il miglior augurio per un Ferragosto da vivere all'insegna dell'eco-sostenibilità.

Molti si staranno cominciando ad organizzarsi per una bella giornata da vivere all'aria aperta, che sia in spiaggia davanti al mare, o in collina o montagna per essere circondati dal verde lontano dalla calura estiva delle città.

E come da sempre e da migliore italica tradizione, fervono i preparativi per il tradizionale banchetto di Ferragosto: chi prepara questo e chi quello, chi porta una cosa e chi un'altra. 

Ma oltre all'aspetto culinario, non ci dimentichiamo l'impatto ambientale del nostro pic nic.


Un piccolo aiuto ci viene dato dall'utilizzo di piatti, eco- sostenibilità realizzati in materiali ricavati da fibre vegetali, come per esempio quelli prodotti dalla Mater-Bi, che quindi sono completamente biodegradabili e compostabili, acquistabili nei maggiori supermercati, e che costituiscono una validissima  alternativa a normali bicchieri e piatti di plastica usa e getta.
 
Al termine del pranzo posono essere raccolti in un sacchetto con gli avanzi del banchetto, come per esempio le bucce di una buona e rinfrescante fetta di cocomero per poi essere gettati nei cassonetti della raccolta differenziata dedicati all'Umido.

A questo punto non ci resta che rinnovarvi l'augurio di un buon Ferragosto!

Ma soprattutto non dimenticate mai che un mondo più sostenibile e migliore, ossia quello desideriamo lasciare  ai nostri figli e nipoti, comincia dai piccoli gesti quotidiani che possiamo fare ciascuno di noi.


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