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giovedì 19 settembre 2019

Tre Giorni Fuori dal Comune. Cultura all'insegna della sostenibilità a Santi Cosma e Damiano

Dal 20 al 22 Settembre Tre giorni fuori dal Comune a Santi Cosma e Damiano: animazione, spettacoli, attività didattiche sul tema dello sviluppo sostenibile 


Parte il 20 settembre la manifestazione gratuita Tre giorni fuori dal Comune fortemente voluta dal Comune di Santi Cosma e Damiano e realizzata con il contributo della la Regione Lazio per sensibilizzare sui 17 obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. 

"L’Amministrazione Comunale è particolarmente orgogliosa di questo progetto che ben si sposa con il nuovo e più efficace sistema di raccolta differenziata entrato in vigore da qualche settimana e che sta raggiungendo dei risultati ottimali grazie all’impegno della cittadinanza. Riteniamo infatti che la sensibilizzazione ad argomenti così importanti sia un nostro dovere morale oltre che istituzionale. Ci auguriamo che i giovani, attraverso momenti ludico- didattici recepiscano il messaggio e se ne facciano essi stessi portavoce – dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Santi Cosma e Damiano – Ester Del Giudice.


Il Programma
L'iniziativa è rivolta a giovani e adulti attraverso un programma dedicato alle varie fasce d'età.   
La manifestazione si svolgerà dal 20 al 22 settembre e sarà all'insegna del plastic free
I tre giorni sono organizzati dall'Associazione M.A.S.C. (Movimento Artistico Socio Culturale) che ha lo scopo di diffondere tramite l'arte e lo spettacolo una riflessione sul mondo che attraversiamo con il fine ultimo di unire cultura e sociale. 
La Direzione Artistica è di Giulia Morello, già direttrice artistica di importanti manifestazioni ambientali e sociali come ad esempio il Villaggio per la Terra promosso da Earth Day Italia.   

Venerdì 20 settembre
Caccia al tesoro per i giovanissimi abitanti del Comune sui 17 obiettivi dell'Agenda 2030 per le vie del centro storico del Comune di Santi Cosma e Damiano.

Sabato 21 settembre
Costituzione del Parlamento dei Giovani composto dai giovani abitanti: il Parlamento avrà come obiettivo quello di mettere in relazione i problemi globali a quelli locali fornendo una proposta di soluzione da parte dei giovani al Consiglio Comunale di Santi Cosma e Damiano. 
Grunuovo (Piazza Ex Ferrovia)
Ore 18: Mercatino dei prodotti tipici 
Aperitivo e degustazione prodotti a km 0 offerto dalle aziende del territorio.
Ore 21 performance teatrale con esibizioni di acrobatica aerea organizzata dall'Associazione M.a.s.c. in collaborazione con Revolè.

Domenica 22 settembre
ore 10.30 Passeggiata ecologica tra i Monti Aurunci. Lungo il cammino sono previste soste con intramezzi artistici. 
La partenza è prevista dalla Torre di Ventosa dove si farà poi rientro. A tutti i camminatori verrà offerto il pranzo dalla Comunità di Ventosa. 


M.A.S.CETS
M.A.S.C. è l'acronimo di Movimento Artistico Socio Culturale, Associazione fortemente voluta da Silvia Vallerani e Giulia Corradi.
L'Associazione ha al suo attivo diversi spettacoli con tematica sociale e sui 17 obiettivi dell'Agenda 2030. Lavora in tutta Italia creando e producendo i propri spettacoli. 



Giulia Morello (direzione artistica) 
E' autrice e regista. Nel 2013 ha fondato il network Officine GM con il quale realizza eventi a impatto zero e campagne di comunicazione sociali e culturali. 
E’ direttrice artistica di Earth Day Italia e del Villaggio per la Terra ed esperta di cultura per lo sviluppo sostenibile. 


Revolè - danza acrobatica
La compagnia di nuovo circo e acrobatica aerea Revolé è attualmente composta da Allegra Mocchegiani, Arianna Masi, Antonella Agostinelli, Elena Lausdei e Beatrice Gatto.
La compagnia nasce nel 2011, con il nome Revolutionair, il quale diventerà Revolé nel 2015.
Attualmente la compagnia partecipa a festival ed eventi con spettacoli e performance di propria produzione.


Tutte le info su:
www.associazionemasc.it
FB  @associazionemasc
Instagram: associazione_masc

giovedì 3 maggio 2018

Bio-on e ITALERI: la bioplastica per giocattoli Minerv Supertoys protagonista alla “BioPlastics: Biobased Re-Invention of Plastics” di New York

La bioplastica per giocattoli Minerv Supertoys protagonista alla "BioPlastics: Biobased Re-Invention of Plastics" di New York

·       Bio-on e ITALERI confermano la loro alleanza per i giocattoli del futuro. Terminata la fase di test si rivolgeranno direttamente al mercato e alla filiera del giocattolo.
·       Bio-on ribadisce l'impegno per la sostenibilità ambientale con bioplastiche prodotte a partire dalla natura e al 100% biodegradabili. Un valore ancor più importante nei prodotti destinati ai bambini.
·       Non tutti i produttori stanno facendo questa scelta – dice Astorri – Bisogna fare attenzione perché c'è chi, anche fra le grandi aziende, produce bioplastica che non è veramente sostenibile.

Bologna ITALY 3 maggio 2018Bio-on e ITALERI parteciperanno a "BioPlastics: Biobased Re-Invention of Plastics", uno dei più importanti eventi a livello globale sui biopolimeri, che si terrà a New York dal 25 al 27 giugno 2018, e vedrà la partecipazione di importanti aziende internazionali come PepsiCo e Procter & Gamble; e prestigiosi istituti di ricerca come il Fraunhofer Institute. Bio-on e ITALERI illusteranno i risultati raggiunti con la bioplastica Minerv Supertoys destinata ai giocattoli del futuro

Basata sul rivoluzionario biopolimero di Bio-on, naturale e biodegradabile in natura al 100%, Minerv Supertoys è sicura ed eco sostenibile, rispetta i bambini e l'ambiente. Per Bio-on la conferenza di New York sarà il primo evento pubblico dopo l'inaugurazione, prevista a giugno, del primo impianto produttivo che l'azienda sta costruendo vicino a Bologna, nel nord Italia, per la produzione di bioplastiche speciali, come le microperline destinate all'industria cosmetica. Per il nuovo polo produttivo verranno investiti circa 27 milioni di dollari.

Bio-on S.p.A., attiva nel settore della bioplastica di alta qualità, e ITALERI azienda italiana leader nella produzione di modellini e giocattoli in plastica da oltre 50 anni, hanno deciso di incrementare la loro collaborazione con il programma Minerv Supertoys e, grazie ai risultati ottenuti dalle attività di ricerca e sviluppo svolte negli ultimi due anni, di rivolgersi direttamente al mercato dei giocattoli con applicazioni basate sui PHAs (poli-idrossi-alcanoati). 

L'obiettivo è di attuare un programma di investimenti che porti allo sviluppo e alla dimostrazione di giocattoli realizzati in bioplastica PHAs ottenuta esclusivamente da risorse biologiche rinnovabili non destinate all'alimentazione umana e biodegradabili al 100% in acqua e suolo.

"Bio-on ha da poco superato i dieci anni di attività – sottolinea Marco Astorri, Presidente e CEO di Bio-on – e anche attraverso questa importante partnership vuole contribuire a cambiare l'industria del giocattolo grazie a biomateriali innovativi e veramente sostenibili. La nostra bioplastica non è solo biodegradabile al 100% ma nasce valorizzando gli scarti produttivi generati dalla natura. Per questo la nostra strategia è diversa rispetto a quella di alcune multinazionali. Non basta infatti la sostenibilità della materia prima. In altre parole – spiega Astorri – non è sufficiente utilizzare ad esempio canna da zucchero anziché petrolio e usare poi nel processo produttivo sostanze chimiche inquinanti per ottenere un poliestere non biodegradabile. Questo approccio è l'opposto della nostra strategia che, non solo parte da ingredienti naturali e sostenibili, ma garantisce un prodotto finale al 100% naturale al 100% biodegradabile in natura".

Nei prossimi mesi coinvolgeremo l'intera catena del valore della emergente bioeconomia, compresi centri di ricerca, università ed enti certificatori, attraverso processi di internazionalizzazione e all'interno di una rete sempre più ampia che permetta di sfruttare pienamente Minerv Supertoys, il grado di bioplastica PHAs pensato e sviluppato da Bio-on per i giocattoli del futuro. 

Nel maggio del 2017 l'Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli (IISG a UL company), dopo aver effettuato specifiche analisi sui campioni sottoposti a test, ha rilasciato la sua dichiarazione di conformità su Minerv Supertoys, una vera garanzia per la sicurezza e la salute dei bambini: i numerosi test hanno infatti dimostrato l'assenza di migrazione dalla bioplastica Bio-on di composti chimici o metallici, solventi, monomeri, plastificanti, composti aromatici, N-nitrosammine e sostanze N-nitrosabili.

"Siamo orgogliosi - sottolinea il Dr. Gian Pietro Parmeggiani, Presidente e co-fondatore di Italeri - di poter proseguire il cammino tecnico e scientifico già iniziato con Bio-on per sviluppare e realizzare insieme, attraverso il Programma Minerv Supertoys, giocattoli che utilizzino come materiale di produzione la bioplastica PHA. Italeri Spa affronterà questa nuova sfida forte dell'esperienza maturata in ormai quasi sessant'anni di presenza sul mercato e mettendo in opera tutte le competenze acquisite nell'intento di arrivare ad un risultato che possa andare a beneficio di quelli che saranno i "protagonisti futuri" del nostro Pianeta e cioè i bambini"

Tutte le bioplastiche PHAs (poli-idrossi-alcanoati) sviluppate da Bio-on, sono ottenute da fonti vegetali rinnovabili senza alcuna competizione con le filiere alimentari, garantiscono le medesime proprietà termo-meccaniche delle plastiche tradizionali col vantaggio di essere completamente eco sostenibili e al 100% biodegradabili in modo naturale.


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martedì 20 marzo 2018

22 marzo, Giornata Mondiale dell'Acqua: l'impegno del Gruppo Sanpellegrino tra tutela della risorsa e iniziative per le famiglie

22 MARZO, GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA: L'IMPEGNO COSTANTE DEL GRUPPO SANPELLEGRINO TRA TUTELA DELLA RISORSA E INIZIATIVE PER LE FAMIGLIE

·         In occasione della XXVI Giornata Mondiale Dell'Acqua, il Gruppo Sanpellegrino organizza laboratori educativi per bambini e famiglie.

·         Ridotti del 31%, negli ultimi 10 anni, i volumi complessivi di acqua nei processi produttivi, per litro imbottigliato.

Lo stabilimento di Nestlé Vera a Santa Rosalia, con 0,08 L/L[1] risulta particolarmente virtuoso nell'ottimizzare il consumo di acqua per litro imbottigliato.

·         Prosegue l'impegno di Levissima per la salvaguardia dei ghiacciai.

Milano, 20 marzo 2018 – Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua, istituita dall'ONU nel 1992 con l'intento di sensibilizzare e promuovere azioni concrete per la tutela delle risorse idriche

Il Gruppo Sanpellegrino, azienda di riferimento nel mercato delle acque minerali, da sempre mette al centro del proprio operato la tutela di questa preziosa risorsa, fondamentale per la vita. Proprio per questo, l'azienda anche quest'anno celebra con orgoglio questa Giornata unendosi alle iniziative che si svolgono a livello globale.

"La celebrazione della Giornata Mondiale dell'Acqua rappresenta un'occasione importante per sottolineare come l'impegno del nostro Gruppo si esprima a 360° e su diversi fronti - illustra Federico Sarzi Braga Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Sanpellegrino - Come azienda siamo impegnati quotidianamente e in maniera concreta sia nella tutela delle fonti e dei territori in cui si trovano, sia nel ridurre l'impatto ambientale dei processi produttivi dei nostri stabilimenti. In più, da anni lavoriamo intensamente per diffondere a tutti i livelli la cultura della corretta idratazione, che è alla base del benessere di ogni individuo. Un'attenzione particolare l'abbiamo da sempre riservata ai bambini, gli adulti di domani, perché siamo convinti che le buone abitudini si imparano fin da piccoli".

Azioni concrete e sostenibilità ambientale: l'impegno di Sanpellegrino
L'impegno concreto dell'azienda si realizza in ogni giorno dell'anno: Sanpellegrino ha infatti ridotto negli ultimi 10 anni del 31% i volumi complessivi di acqua utilizzata nei processi produttivi, per litro imbottigliato. Lo stabilimento in cui si imbottiglia Nestlé Vera Santa Rosalia, in provincia di Agrigento, con 0,08 L/L1 risulta particolarmente virtuoso nell'ottimizzare il consumo di acqua per litro imbottigliato.

Un'ulteriore conferma dell'impegno concreto che il Gruppo ha nei confronti della sostenibilità ambientale e della tutela della risorsa acqua è rappresentata anche dalla collaborazione – in corso fin dal 2007 – tra Levissima, l'Università degli Studi di Milano e le istituzioni locali della Valtellina, in un progetto di ricerca scientifica per la salvaguardia dei ghiacciai e per contrastare la dispersione della risorsa acqua.

I laboratori per i bambini, le famiglie e le visite agli stabilimenti
Il 22 marzo è quindi l'occasione per celebrare questo giorno importante: i bambini e le loro famiglie potranno partecipare ai laboratori ludico educativi che si svolgono nei territori dove sono presenti alcune delle fonti da cui sgorga l'acqua Nestlé Vera. L'obiettivo è sensibilizzare grandi e piccini ad utilizzare in modo responsabile questa preziosa risorsa ed educare i bambini sull'importanza di una corretta idratazione. Le iniziative programmate per la giornata e patrocinate dalle Amministrazioni locali permetteranno ai ragazzi di avvicinarsi in modo coinvolgente e divertente a questi temi gettando le basi per contribuire renderli cittadini consapevoli e responsabili.

Le iniziative nel dettaglio
I partecipanti alle iniziative potranno scegliere tra tre diversi tipi di esperienza. Partecipando a "Pianeta blu" giocheranno con un mappamondo gonfiabile imparando a conoscere la proporzione sulla superficie del pianeta tra terra e acqua, tra acqua dolce e salata, tra acqua dolce disponibile e intrappolata nei ghiacci e nelle rocce, oltre all'importanza di questa risorsa per la vita.

Con il laboratorio "Incredibile viaggio" i bambini verranno coinvolti in un divertente gioco con i dadi e, impersonando una molecola d'acqua, ripercorreranno i luoghi del suo viaggio, dai fiumi verso l'oceano, dalle nuvole alla terra, dagli animali all'uomo. In corrispondenza di ogni tappa, raccoglieranno una perlina che andrà a comporre un vivace braccialetto che ricorderà il viaggio dell'acqua. Mentre con "Segui il flusso" i piccoli partecipanti, attraverso giochi interattivi, scopriranno la percentuale di acqua presente negli organi del corpo umano e come poter mantenere il bilancio idrico sempre in equilibrio.

Tutte le attività ludico-didattiche, così come tutti gli eventi per celebrare la Giornata Mondiale dell'acqua organizzati da Nestlé Waters in oltre 30 Paesi coinvolgendo 25.000 bambini, sono legate al programma della Fondazione WET (Waters Education for Teachers): un progetto internazionale, patrocinato in Italia dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che nel nostro Paese ha coinvolto più di 6.500 Istituti con la distribuzione di 28.000 kit educativi.


SANPELLEGRINO
Sanpellegrino è l'azienda di riferimento nel campo del beverage in Italia, con acque minerali, aperitivi analcolici, bibite e tè freddi. I suoi prodotti, sintesi di benessere, salute ed equilibrio, sono presenti in oltre 150 Paesi attraverso filiali e distributori sparsi nei cinque continenti.

Sanpellegrino, come principale produttore di acqua minerale, è da sempre impegnata per la valorizzazione di questo bene primario per il Pianeta e lavora con responsabilità e passione per garantire a questa risorsa un futuro di qualità. 

Un impegno che passa anche attraverso la promozione dell'importanza di una corretta idratazione: Sanpellegrino infatti sostiene e diffonde i principi di benessere psico-fisico legati al corretto consumo di acqua, facendosi portavoce dell'"educazione all'idratazione" attraverso un programma che promuove il consumo quotidiano della corretta quantità di acqua, a seconda delle diverse esigenze e stili di vita.


[1] L'acqua utilizzata nel processo di imbottigliamento esclusa quella contenuta nella bottiglia



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mercoledì 28 febbraio 2018

Sostenibilità ambientale. Imprese e adattamento ai cambiamenti climatici: aziende ancora impreparate sia a livello mondo sia in Italia - L'ultima indagine di DNV GL


I meccanismi di informazione finanziaria legati ai cambiamenti climatici sono sempre più richiesti, e le imprese sono chiamate in maniera crescente a riferire sui rischi finanziari collegabili ai cambiamenti climatici

La divulgazione delle informazioni relative ai rischi finanziari legati al clima fornisce a investitori, assicuratori e altre parti interessate, informazioni utili per analizzare e valutare i rischi e le opportunità legati al clima, e quindi sostenere le decisioni di allocazione di capitale.

Sono quattro le aree chiave delle attività delle imprese che sono influenzate da questa crescente domanda: organizzazione della governance; strategia e pianificazione finanziaria; gestione dei rischi; obiettivi da raggiungere e sistemi di misurazione dei risultati.

Questo dovrebbe essere un forte stimolo a integrare il tema della resilienza al clima già nella strategia e pianificazione finanziaria; nonché il considerare diversi scenari climatici già nella fase di definizione delle strategie.

Tuttavia queste raccomandazioni e la tendenza in atto di forte domanda di informazioni sui rischi finanziari relative al cambiamento climatico non sembrano essere rispecchiate nelle strategie, nelle tattiche e nelle azioni del mondo imprenditoriale.

Proprio in questo ambito, DNV GL, ente internazionale di certificazione, ha recentemente effettuato un'indagine presso il proprio bacino di imprese clienti volto a esplorare lo stato dell'arte e le previsioni future sul tema dell'adattamento e della resilienza ai cambiamenti climatici da parte del mondo delle imprese, coinvolgendone migliaia nel mondo. 

Lo studio, condotto in collaborazione con l'istituto di ricerca GFK, ha evidenziato come le aziende su scala globale siano ancora impreparate ad affrontare la problematica

I cambiamenti climatici non sono un fenomeno ipotetico che appartiene a un futuro remoto, ma un evento attuale e imprevedibile con cui tutti dobbiamo imparare a convivere da subito, aziende in primis.

Per quanto concerne l'Italia, il recente rapporto emesso dall'Agenzia Ambientale Europea (AEA), per il periodo 1980-2016, "Climate change adaptation and disaster risk reduction in Europe — enhancing coherence of the knowledge base, policies and practices", rivela quanto la nostra nazione non sia ben posizionata verso i maggiori rischi generati dal climate change. 

Secondo il report, infatti, tra i 28 Stati membri dell'UE, l'Italia ha vissuto il più grande danno economico derivante da pericoli naturali nel periodo 1980-2016. In questo periodo, la AEA calcola che l'Italia ha subito danni per 64,9 miliardi di euro a causa di eventi climatici estremi. Tra i 33 Paesi dello spazio economico europeo (SEE), la Penisola è, inoltre, il secondo paese per numero di vittime, più di 20mila, dopo la Francia (23mila). 

Nonostante questa conclamata e forte esposizione al rischio climatico, dalla indagine ViewPoint di DNV GL su adattamento e resilienza delle imprese al climate change emerge, tuttavia, che il settore privato in Italia (circa il 40% del campione globale dell'indagine) sembra ancora sottovalutare questi rischi e la loro ripercussione sulle attività.

INTERNAZIONALE
Climate change: imprese ancora impreparate
Secondo una recente indagine DNV GL, le aziende sono ancora impreparate ad adattarsi ai cambiamenti climatici nonostante l'esposizione a rischi meteorologici estremi.
Un nuovo sondaggio internazionale condotto da DNV GL, ente di certificazione leader a livello mondiale, con il supporto di GFK Eurisko, indaga se e in quale misura le aziende siano resilienti ai cambiamenti climatici. 
Lo studio ha coinvolto più di 1.200 professionisti provenienti da Europa, Asia e America. 
"Le aziende hanno già evidenza degli impatti generati dai cambiamenti climatici sulle proprie operazioni o riconoscono che vi sia un alto rischio di conseguenze imminenti. Nonostante ciò, si registra una mancanza di proattività, con solo una minoranza di imprese che sta portando avanti iniziative che mirano all'adattamento o ad aumentare la resilienza. Stanno sottovalutando quanto possano essere dirompenti gli impatti e quanto sia urgente affrontare questo problema?" è la domanda che pone Luca Crisciotti, CEO di DNV GL - Business Assurance. 
Quasi tutte le imprese coinvolte nel sondaggio hanno menzionato almeno un rischio legato al clima che ritengono potrà avere un impatto diretto o indiretto sulla propria attività. Le maggiori preoccupazioni sono legate agli aumenti di temperatura/ondate di calore (55%), alle tempeste (44%) e alle alluvioni (38%). 
Le preoccupazioni variano in base alla collocazione geografica. Ad esempio, in America Centrale e Meridionale e in Europa, 6 aziende su 10 indicano l'aumento delle temperature e le ondate di calore come rischio predominante, mentre 6 su 10 in Nord America vedono nelle tempeste la minaccia principale.
ITALIA
Imprese italiane e cambiamenti climatici: si sottovalutano i rischi?
Anche le aziende italiane stentano ad avviare strategie, processi e programmi per contrastare gli impatti dei cambiamenti climatici. 
L'ente di certificazione internazionale DNV GL ha recentemente pubblicato un'indagine sul tema dell'adattamento e della resilienza ai cambiamenti climatici da parte del mondo delle imprese, coinvolgendone oltre 1.200 nel mondo. 
L'indagine, condotta in collaborazione con l'istituto di ricerca GFK, ha evidenziato come le aziende su scala globale siano ancora impreparate ad affrontare la problematica. Non fanno eccezione le imprese italiane, che non spiccano per proattività.

Nonostante il 40% circa delle aziende del Bel Paese riconosca già gli effetti dei cambiamenti climatici su almeno una delle aree principali della propria attività (asset, operazioni, catena di fornitura o clienti e mercati) o se li aspetti nel breve termine, sono poche quelle che hanno già preso precauzioni. 
I RISCHI CLIMATICI PIU' TEMUTI 
Innalzamento delle temperature e ondate di calore (73%) in netta predominanza, tempeste e siccità (31%) e alluvioni (29%) sono gli eventi climatici più temuti dalle aziende del nostro Paese. 
Seguono, a distanza, gli incendi (14%), l'innalzamento del livello medio del mare (12%), frane e smottamenti (11%) e acidificazione delle acque marine (5%). 
AZIONI DI ADATTAMENTO 
Solo due imprese italiane su dieci (19%; - 6% rispetto alla media globale) hanno già implementato iniziative di adattamento e resilienza al climate change, mentre il 14% le sta pianificando. 


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lunedì 19 febbraio 2018

Sostenibilità ambientale. RICICLO ASSORBENTI USATI: L'INNOVAZIONE ITALIANA INCONTRA LA TECNOLOGIA USA

RICICLO ASSORBENTI USATI: L'INNOVAZIONE ITALIANA INCONTRA LA TECNOLOGIA AMERICANA PER LO SVILUPPO DELL'ECONOMIA CIRCOLARE.

ACCORDO TRA KIVERDI, FATER E IL CONSORZIO EMBRACED PER TRASFORMARE LA CELLULOSA RICICLATA IN PRODOTTI A BASE BIOLOGICA AD ALTO VALORE AGGIUNTO.

FABBRI: "REALIZZEREMO UNA BIORAFFINERIA UNICA NEL SUO GENERE".

Pescara 19 Febbraio 2018 - Fater AHP-R, la divisione di Fater Spa (joint venture paritetica tra Procter & Gamble e Gruppo Angelini), dedicata alla ricerca, sviluppo e comercializzazione del processo di riciclo dei prodotti assorbenti per la persona usati, ha annunciato oggi di aver firmato un accordo di partnership con Kiverdi Inc., società americana leader nelle biotecnologie, per la realizzazione di un un processo che tramite gassificazione convertirà la cellulosa ricavata dal riciclo dei prodotti assorbenti per la persona usati, in prodotti a base biologica ad alto valore aggiunto.

L'accordo raggiunto è parte del progetto EMBRACED, finanziato dalla Comunità Europea nell'ambito del programma Bio Based Industry Joint Undertaken parte di Horizon 2020, un consorzio internazionale di imprese che ha l'obiettivo di creare la tecnologia per convertire materie prime seconde provenienti dal riciclo di prodotti assorbenti per la persona usati in prodotti a base biologica come bioplastiche, fertilizzanti e prodotti chimici di alto valore. 

Nello specifico, la tecnologia Kiverdi verrà utilizzata per realizzare un processo che tramite gassificazione convertirà la cellulosa ricavata grazie alla tecnologia unica al mondo sviluppata da Fater su scala industriale di riciclo dei prodotti assorbenti per la persona usati, in prodotti a base biologica che potranno essere utilizzati per la nutrizione delle piante, per la realizzazione di imballaggi biodegradabili e materiali per applicazioni mediche.

Giovanni Teodorani Fabbri, General Manager della Fater AHP-R la divisione dedicata alla sostenibilità ambientale della Fater Spa, ha dichiarato: "Siamo entusiasti della partnership con Kiverdi che consentirà di compiere ulteriori progressi nello sviluppo della nostra tecnologia per il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona usati. Crediamo fermamente nei principi dell'economia circolare e utilizzando l'esperienza unica acquisita da FATER AHP-R nel trattamento e riciclo di questa tipologia di rifiuti, siamo in prima linea per realizzare una bioraffineria unica nel suo genere, in grado di trattare i prodotti assorbenti per la persona usati e convertirli in bioprodotti ad alto valore aggiunto. Questo consentirà di ottenere chiari vantaggi ambientali come l'eliminazione dell'invio di questa tipologia di rifiuti in discarica o negli inceneritori ma anche economici, stimolando la competitività dei prodotti a base biologica rispetto a quelli a base fossile utilizzati in tutta Europa introducendo nuova materia prima nella catena del valore della bioeconomia, creando nuove opportunità di business per grandi aziende e piccole e medie imprese e promuovendo la trasformazione degli operatori che si occupano della gestione dei rifiuti in attori fondamentali dell'economia biologica e circolare".

Lisa Dyson, CEO di Kiverdi, ha espresso il suo entusiasmo e sostegno per il lavoro di Fater AHP-R e EMBRACED, osservando: "Siamo entusiasti di unirci ad un gruppo così importante di aziende innovative in grado di cambiare le regole del gioco. Fater AHP-R ha dimostrato grande leadership nel far progredire l'economia circolare con la sua pluripremiata tecnologia di riciclo dei pannolini e accogliamo con favore l'opportunità di sviluppare la nostra collaborazione per raggiungere gli obiettivi del consorzio EMBRACED. Ciò che intendiamo realizzare insieme è importante: lavoreremo per chiudere il ciclo delle materie prime e rendere più sostenibili le catene di approvvigionamento".

Fater AHP – R
Fater AHP-R è una unità di business dedicata alla ricerca, sviluppo e commercializzazione della tecnologia e del processo industriale di riciclo dei prodotti assorbenti per la persona usati, quali pannolini per bambini, pannoloni per incontinenti e assorbenti igienici femminili. E' parte della Fater Spa un'azienda italiana, joint venture paritetica fra Procter & Gamble e Gruppo Angelini che produce e distribuisce in 39 Paesi, nei mercati dell'Europa Centrale, Occidentale e Orientale, in Medio Oriente e Africa, i prodotti a marchio Ace Neoblanc e Comet e, per l'Italia, i prodotti a marchio Pampers, LINES, LINES Specialist, Tampax.  Fater è un'azienda dinamica che investe circa il 4% del suo fatturato annuale in innovazione. La conoscenza dei consumatori e del mercato, le competenze condivise e la ricerca dell'efficienza sono i motori della crescita a lungo termine. La sede è a Pescara; gli stabilimenti di produzione in Italia sono a Pescara e Campochiaro (CB), mentre all'estero sono in Portogallo, a Porto, in Marocco e in Turchia. 

KIVERDI
Kiverdi, Inc., è una società privata di biotecnologie che sviluppa vantaggiosi usi del biossido di carbonio con la missione di commercializzare soluzioni di supply chain che consentano l'economia circolare e affrontino il cambiamento climatico.  Per fare ciò, Kiverdi sta commercializzando la sua tecnologia ispirata dalla NASA che utilizza microrganismi per trasformare l'anidride carbonica, insieme ad altri nutrienti minerali e gas, in materie prime per prodotti di uso quotidiano, come vestiti, articoli per la cura personale o beni industriali. La tecnologia di piattaforma di Kiverdi offre un approccio estremamente flessibile e innovativo all'uso di microrganismi per produrre una miriade di prodotti a base biologica. Riciclando carbonio, Kiverdi sta lavorando per colmare il divario tra sostenibilità e redditività, consentendo un futuro prospero. 

EMBRACED:
Il progetto EMBRACED dimostrerà, su scala industriale, un modello replicabile, economicamente valido ed ecologicamente sostenibile di bioraffineria integrata basata sulla valorizzazione della frazione cellulosica dei rifiuti assorbenti per la persona usati e nella produzione di polimeri e fertilizzanti a base biologica. La bioraffineria utilizzerà un approccio basato sull'economia circolare, chiudendo il ciclo delle materie prime e riducendo al minimo l'uso delle risorse primarie. EMBRACED è un consorzio internazionale composto dai seguenti partner: FATER S.P.A, PROCTER & GAMBLE, SAPONIA, FERTINAGRO, S.L., WITTENBURG, LEGAMBIENTE, NOVAMONT S.P.A., CONTARINA S.P.A., FRAUNHOFER, FUNDACION CIRCE, EDIZIONI AMBIENTE, AEB Amsterdam, TERRACYCLE.



mercoledì 24 gennaio 2018

Efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Energy&Strategy Group PoliMi: con gestione efficiente dell'acqua possibili risparmi energetici per 370 milioni di euro all'anno

Energy&Strategy Group, School of Management Politecnico Milano

Prima edizione del Water Management Report: in Italia una gestione efficiente dell'acqua farebbe risparmiare in energia 370 milioni di euro all'anno 

Per la prima volta l'Energy&Strategy Group posa lo sguardo sul mondo delle risorse idriche. Focus su rete civile e industria, dove sono stati analizzati cinque sotto-settori nell'ambito di chimica, siderurgia, lavorazione di minerali non metalliferi, produzione della carta e tessile.

 Vittorio Chiesa: "In Italia la dispersione sulla rete di distribuzione supera in media il 40%. Le opportunità di efficientamento sono notevoli e porterebbero meno spese per la rete idrica civile, dove si potrebbero risparmiare fino a 2,7 miliardi di metri cubi d'acqua l'anno, e più profittabilità per l'industria, che ne guadagnerebbe anche in immagine. Ma occorre favorire gli investimenti, sensibilizzare gli stakeholder e creare una collaborazione virtuosa"

Milano, 24 gennaio 2018 – L'acqua è un bene prezioso e sempre più scarso che esige una strategia di gestione sostenibile, soprattutto per quel che riguarda l'acqua dolce, appena il 3% di quella disponibile. Anche in Italia si cerca un efficientamento della rete idrica che tuttavia è ancora un "work in progress": a fine 2015 l'acqua erogata nelle reti di distribuzione nel nostro Paese è stata pari a circa 4,8 miliardi di metri cubi, con una dispersione media del 40,66% (contro il 37,19% del 2012) e punte di oltre il 50% nel Centro e Sud Italia. Una corretta gestione della risorsa idrica e dei consumi energetici associati diventa fondamentale:nell'attività di distribuzione, per esempio, il potenziale teorico di risparmio energetico annuo si traduce in circa 370 milioni di euro, quello idrico in 2,7 miliardi di metri cubi d'acqua.

Il tema della gestione dell'acqua è al centro della prima edizione del Water Management Report dell'Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, presentato oggi al Politecnico.L'attenzione dello studio, il primo dedicato all'"oro blu", è focalizzata sulla rete idrica civile e sull'industria, dove sono stati analizzati cinque sub-settori nell'ambito della chimica, della siderurgia, della lavorazione di minerali non metalliferi, della produzione della carta e del tessile, che complessivamente coprono circa il 55% dei consumi totali di acqua nel comparto industriale. L'agricoltura verrà presa in considerazione nella seconda edizione del Water Management Report, in uscita a fine anno.

Il volume totale di acqua dolce prelevato dall'ambiente nel nostro Paese è di circa 33,7 miliardi di metri cubi l'anno, per metà (50,45%) usati in agricoltura, che però si serve solo marginalmente della rete idrica. L'industria ne utilizza il 22,85% e si basa soprattutto su sistemi di prelievo dedicati; il resto (26,70%) è appannaggio del settore civile, che si approvvigiona quasi esclusivamente dalla rete idrica.

"Migliorare l'efficienza della rete idrica italiana promette importanti vantaggi - afferma Vittorio Chiesa, direttore dell'Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano - ma occorre migliorare il coinvolgimento e la collaborazione tra gli stakeholder. Nel caso della rete civile, per esempio, l'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), i soggetti gestori degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), i manutentori della rete idrica civile, i grossisti e i fornitori di tecnologie devono camminare insieme verso l'obiettivo di ridurrele perdite lungo tutta la rete sfruttando le opportunità connesse al nuovo sistema tariffario e utilizzando al meglio tutte le tecnologie".

E' proprio nel nuovo sistema tariffario che gli investimenti nel settore idrico (a fine 2015 circa 11,85 miliardi di euro di risorse pubbliche) devono trovare la principale fonte di finanziamento, "ma la normativa dovrebbe avviare un circolo virtuoso che leghi maggiori investimenti a migliori remunerazioni", conclude Chiesa. Ad esempio, lo studio evidenzia le opportunità offerte dalle tecniche no-dig per opere di risanamento e sostituzione con costi e impatto ambientale meno elevati. 

Anche nell'industria "esistono numerosi sistemi, grazie all'evoluzione tecnologica, che consentirebbero sia una riduzione dei consumi d'acqua sia un incremento della profittabilità, così come ci sono opportunità di efficientamento poco sfruttate perché si scontrano con costi della 'materia prima acqua' piuttosto bassi - continua il direttore dell'Energy&Strategy Group -. In questo senso è importante che i policymakers definiscano delle condizioni normative e fiscali adatte a favorire gli investimenti che mirino a risparmiare acqua dolce. Si può innescare un percorso virtuoso di utilizzo sostenibile della risorsa idrica soprattutto se si sensibilizzeranno tutti gli attori, pubblici e privati, sul tema del water management e si renderà conveniente investire".

Questa prima edizione del Water Management Report apre le porte ad approfondimenti successivi: per quanto riguarda la rete idrica, verrà monitorato lo stato di avanzamento degli interventi descritti per verificare gli effettivi passi in avanti e allargare l'analisi alle due attività del ciclo idrico integrato, fognatura e depurazione, che non sono state approfondite; per quanto riguarda i settori industriali, verranno presi in esame i macro-settori complessivi, per valutare più a 360° il potenziale di efficientamento idrico-energetico.

La rete idrica civile. Il Report analizza prima il quadro normativo che regola l'utilizzo dell'acqua e le principali novità introdotte dalle leggi vigenti in materia di risorse idriche in Italia, come il Servizio Idrico Integrato (SII), gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), la disciplina della gestione e il sistema tariffario del Servizio Idrico Integrato. Ad oggisi contanosul territorio nazionale 92 ATO, ciascuno regolato da un Ente d'Ambito e amministrato da un soggetto gestore. I primi 26 soggetti gestori, che servono ognuno una popolazione superiore ai 400.000 abitanti, arrivano a coprire quasi il 70% degli italiani (oltre il 50% è servito dai primi dieci). 

Il settore idrico italiano è regolato e gli investimenti sembrano essere remunerati a sufficienza. Tuttavia occorre migliorare il trade-off tra la remunerazione degli investimenti e il sistema tariffario: per aumentare la convenienza, la normativa dovrebbe esplicitare agli operatori "come" investire, ossia quali materiali, quali tecnologie e quali tecniche utilizzare, in modo da avviare un circolo virtuoso che leghi maggiori investimenti a migliori remunerazioni. Il Report descrive l'infrastruttura idrica italiana e quantifica i livelli di acqua prelevata, potabilizzata, immessa ed erogata nella rete idrica italiana, sottolineando i livelli di dispersione sia nella singola Regione che a livello nazionale.

E' evidente che ci sono enormi spazi per interventi di efficientamento. Nella rete civile il Report stima un potenziale risparmio idrico teorico di 2,7 miliardi di metri cubi all'anno a cui si associa quello energetico di oltre 2 TWh, traducibili, questi ultimi, in circa 370 milioni di euro non spesi. Interventi orientati al lungo periodo di risanamento e sostituzione delle tubature per ridurre il livello delle perdite permetterebbero di raggiungere un potenziale di risparmio idrico di circa 1,2 miliardi di metri cubi, che significa un potenziale "raggiungibile" di risparmio energetico associato di poco inferiore a 1 TWh (circa 160 milioni di euro), cioè il 50% in meno rispetto alla stima teorica. Perché tali obiettivi siano realizzati è tuttavia necessaria l'azione congiunta dei soggetti gestori, che devono promuovere i nuovi sistemi di incentivazione e provare a ragionare in un'ottica pluriennale con interventi di lungo periodo, e dei policymakers, che devono favorire gli investimenti e combattere gli allacciamenti abusivi.

L'industria. Per quanto riguarda il settore industriale, nel 2015 il volume di acqua dolce consumata è stato circa 6,9 miliardi di metri cubi: 5,5 miliardi nel manifatturiero e 1,4 miliardi nella produzione di energia. Il Report ha approfondito i cinque settori (chimico, siderurgico, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, produzione della carta e prodotti di carta, tessile) che sono più intensivi, sia per il consumo di acqua (coprono il 55% dei consumi totali industriali) che per il rapporto consumo di acqua su produzione venduta. In ognuno di questi settori viene studiato specificamente un sub-settore: la produzione del PET nel chimico, la siderurgia elettrica nel siderurgico, la produzione di ceramica nella lavorazione di minerali non metalliferi, la produzione di carta e cartone nel settore della carta e quella di lana nel tessile, mappandole tecniche per il risparmio di acqua utilizzate e valutando i risparmi idrico-energetici associati.

Per ogni sub-settore si è definita un'impresa "di riferimento" e per ciascuna delle tecniche implementabili si è svolta un'analisi delle opportunità di efficientamento idrico ed energetico, valutandone la convenienza economica e calcolando i tempi di ritorno dei possibili investimenti. In tutti i sub-settori studiati si possono ottenere notevoli risparmi, tuttavia è necessario che l'acqua abbia un certo costo diretto di approvvigionamento (da acque superficiali o sotterranee, o da rete idrica), perché questo influenza significativamente la decisione delle imprese di investire o no nelle tecniche analizzate: non a caso, ve ne sono molte quasi mai sfruttate per il costo troppo basso della 'materia prima acqua'.

mercoledì 17 gennaio 2018

Torna “Fare i conti con l’Ambiente”, dal 16 maggio a Ravenna!


Save the date: torna "Fare i conti con l'Ambiente", dal 16 maggio a Ravenna!

Grandi opportunità formative per 100 giovani neolaureati con il Progetto G100!

Ravenna, 17 gennaio 2018 - Fare i conti con l'ambiente di nuovo in pista con l'edizione 2018: il festival formativo ravennate si terrà infatti dal 16 al 18 maggio.

Un'importante conferma per un evento che, lentamente ma inesorabilmente, si è imposto come momento di riflessione a livello nazionale su tematiche tecniche e di scenario del comparto rifiuti, acqua ed energia.

Tre giorni di incontri, di formazione e informazione, di approfondimenti e conoscenza sulle nuove tecnologie e sui processi industriali, coniugando cultura e solidarietà ed offrendo eventi d'arte e spettacolo. Approfondimenti tematici sviluppati in collaborazione con reti esterne (associazioni, enti ed aziende), con il contributo del mondo delle università, dei ricercatori, dell'impresa, dei mass-media e del no-profit dedicati sia al mondo tecnico amministrativo sia ai cittadini.

Grande il valore formativo della manifestazione, con 4 Scuole di Alta Formazione: Fare i conti con l'ambiente ospita infatti la sesta edizione del Corso Residenziale di Alta Formazione sulla Bonifica dei siti contaminati: obiettivo del corso è fornire un aggiornamento tecnico-scientifico e normativo sulle tematiche connesse alla caratterizzazione dei siti contaminati ed alla selezione e progettazione degli interventi di bonifica.

Si conferma anche la Scuola di Alta Formazione sulla Gestione dei Rifiuti (4^ Ed.) che, partendo dalla formulazione normativa, analizzerà tutti gli aspetti operativi, il ruolo, le criticità e le responsabilità di ogni operatore della filiera (produttore - trasportatore - destinatario - intermediario), il tutto connotato da un approccio pratico a cui contribuiscono i case history presentati da esperti della materia.

Secondo anno per la Scuola di Alta Formazione sulla Gestione dei Sistemi Idrici, con l'obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti operativi per la gestione dei sistemi idrici, dalla redazione dell'analisi delle performance, alla verifica degli interventi di ottimizzazione, alle tecniche di monitoraggio.

La novità 2018 è rappresentata dalla Scuola sui Servizi Pubblici Locali dove saranno affrontate le rilevanti novità che sono intervenute nel corso del 2016 e 2017, tra cui la riforma dei Contratti Pubblici (DLgs. 50/2016, integrato da Correttivo 2017) e la riforma delle Società a partecipazione pubblica (DLgs.175/2016, integrato da Correttivo 2017). 

Parlare oggi di Servizi Pubblici Locali significa anche illustrare le rilevanti modifiche dei modelli gestionali, intervenute in particolare con il D.Lgs. 175/2016, sia per quanto riguarda il  nuovo modello di affidamento in house, sia per quanto attiene al nuovo modello di società mista, a partecipazione pubblico - privata.

Il grande valore formativo dell'evento non si ferma, però, qui: labelab, organizzatore dell'evento, lancia infatti il Progetto G100 – Formazione senza barriere, per offrire opportunità di formazione e relazione per 100 giovani neo-laureati nel corso dei prossimi 5 anni. 

Per il 2018 verranno messi a disposizione 20 posti gratuiti all'interno delle 4 scuole di Alta Formazione previste nel corso di Fare i Conti con l'Ambiente. Per partecipare è sufficiente osservare la seguenti procedure:
  • La domanda può essere effettuata direttamente online nel sito http://www.labelab.it/ravenna2018/g100/, previo invio della richiesta e consenso al trattamento dei dati personali ex D.Lgs. 196/03 entro il 16 marzo 2018
  • La selezione sarà effettuata entro metà aprile dalla Commissione Interna in funzione del CV di presentazione con focus sul percorso di studi universitari, età.
  • In aggiunta al CV vengono richieste le motivazioni alla base della decisione di aderire a questo tipo di iniziativa o semplicemente l'interesse per i temi dell'economia circolare.

Ricordiamo che Fare i Conti con l'Ambiente significa formazione completa e accreditata per i professionisti con la possibilità di ricevere Crediti Formativi Professionali (in fase di definizione con l'Ordine degli Ingegneri, Geometri, Avvocati, Chimici e molti altri).

La manifestazione si caratterizza come evento sempre attivo grazie alla presenza H24 sul web con blog e social media presidiati con coerenza.

A breve verrà rilasciato il programma generale, disponibile online dal mese di marzo.

«Con la manifestazione, affermano Giovanni Montresori e Mario Sunseri -  Direttori dell'evento,  vogliamo dare un piccolo contributo alla costruzione della conoscenza e del capitale umano per cogliere tutte le opportunità della "green economy" attraverso un nuovo approccio alla formazione e allo sviluppo che coinvolga in maniera sinergica più soggetti: istituzioni, imprese, mondo scientifico.»



PROFILO MANIFESTAZIONE
Ravenna2018 si conferma una delle manifestazioni "green" più originali del panorama italiano, con un format che miscela contenuti dall'alto valore tecnico-scientifico calati all'interno di un "palcoscenico" particolare come il centro storico di un delle principali città d'arte italiane. Efficace e originale è anche losviluppo "dal basso" dell'iniziativa, con il coinvolgimento di tutti gli attori (istituzioni, associazioni di categoria, imprese, ecc) attraverso la regia di labelab, con un team di professionisti operante nel settore dei rifiuti, dell'acqua, dell'energia. 

Viene mantenuta la struttura delle passate edizioni con una programmazione integrata di Conferenze, Workshop, Labmeeting (Seminari tecnici) ed Eventi Culturali. Sono inoltre ospitate quattro Scuole di Alta Formazione sui Rifiuti, Bonifiche, Sistemi Idrici e Servizi Pubblici Locali organizzate in collaborazione con i principali centri di ricerca italiani ed esteri.

LABELAB
Labelab, società specializzata nei settori del ciclo dei rifiuti, dell'acqua e dell'energia, dal 2001 opera all'interno dei sevizi pubblici locali, svolgendo attività di progettazione e consulenza ambientale, unitamente a servizi specifici di settore. Essi vanno dall'ideazione e gestione di eventi settoriali alla formazione specialistica, dallo sviluppo di software alla realizzazione di portali web, fino al benchmarking per i settori di competenza.

Il laboratorio Labelab, costituito da un team interdisciplinare di professionisti, pone al centro della sua attività varie tematiche ambientali, con particolare attenzione ai seguenti settori: rifiuti, acqua, energia, bonifiche, aria e mobilità. Portatrice di un approccio innovativo e pionieristico, Labelab opera sul mercato italiano da oltre quindici anni sviluppandosi con un crescendo costante e acquisendo dimensioni, know-how specialistico e capacità operative tali da farne un punto di riferimento e una realtà unica nel panorama di settore del nostro Paese.

Nel campo del ciclo dei rifiuti in particolare – nel quale è impegnata sin dalle origini e vanta referenze di grandissimo prestigio – Labelab si è conquistata una leadership ampiamente riconosciuta da operatori ed esperti. Sin dalla nascita, Labelab ha svolto la sua attività di business in modo proattivo e con la massima apertura verso gli operatori dei vari settori, con l'obiettivo di "fare cultura" e di diffondere – nell'interesse di tutti, operatori, istituzioni, clienti, cittadini – le conoscenze acquisite e le esperienze maturate.

Ciò le ha fatto indossare anche i panni di organizzatore di molteplici iniziative "open content", di tipo no-profit, che hanno aggregato un amplissimo network di operatori e che si sono affermate come pietre-miliari nello sviluppo delle conoscenze e delle competenze nel campo ambientale.

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Uno scatto verde - Fatti un "selfie" con l'albero che ami



Pieve Ligure, 17 gennaio 2018 - L'associazione "memorie&progetti" assieme alla Pro Loco di Pieve Ligure organizza il 9 febbraio 2018, nell'ambito delle manifestazioni per l'annuale Sagra della Mimosa, una serata dedicata alla memoria del geografo ambientalista Massimo Quaini, nostro Presidente, scomparso alcune settimane fa.
Per onorare al meglio la serata, oltre a chiedere a molti di portare i loro ricordi e le loro testimonianze sull'impegno del professor Quaini per la salvaguardia e il recupero del paesaggio ligure e italiano, abbiamo pensato di organizzare una rassegna di immagini come sarebbero piaciute a lui, di "selfie" fatti assieme ad un albero.
Ognuno di noi ha uno o più alberi del cuore, o un particolare tipo di albero che sentiamo più "nostro" di altri. Per questo vi chiediamo, in qualunque parte del mondo voi siate, (non importa appartenere al nostro territorio) di inviarci (all'indirizzo "info@creuze.it" o anche qui, nella pagina FB di questo Evento), una foto scattata col "vostro" albero del cuore. Ci serviranno a illustrare la serata al Teatro Massone di Pieve Ligure il 9 febbraio.
L'immagine della rassegna digitale, tratta dal film "Avatar", è particolarmente rappresentativa di un'idea di mondo in cui uomo e natura possano convivere nel reciproco rispetto. Abbiamo giocato con l'immagine della principessa Neytiri prestandole un cellulare per farsi un selfie col suo "albero casa", sacro e vitale per tutto il pianeta blu. Pensiamo che a Massimo sarebbe piaciuta molto questa commistione di fantasy e reale per ricordare il suo impegno quotidiano. Proteggere la Terra è un compito che ci è stato affidato dalla nostra Costituzione (articolo 9), dalla Legge del territorio, e poi dal Vangelo, dal Papa, da tutte le religioni...
Aspettiamo le vostre immagini, entro il 5 febbraio!
Ah, non si vince niente!  Ma cercheremo di dare la maggior visibilità possibile alle foto più belle, stravaganti, commoventi, semplici, divertenti...
Ovviamente siete tutti invitati alla serata del 9 febbraio 2018 al Teatro Massone di Pieve Ligure
Grazie e buoni scatti verdi!




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domenica 14 gennaio 2018

Online il nuovo video del LIFE USAVEREDS, il progetto per la salvaguardia dello scoiattolo rosso.


Attività sul campo tra i boschi di Perugia con i tecnici del progetto LIFE U-Savereds per verificare la presenza dello scoiattolo rosso dopo le attività di gestione effettuate negli scorsi mesi. 


E poi interviste a Valentina La Morgia di Ispra, Daniele Paoloni di Oikos, Antonino Morabito di Legambiente Onlus e ad un'insegnante della Scuola dell'Infanzia di Cenerente "Lo scoiattolo rosso". 


Sono i contenuti del breve video realizzato da Legambiente per il progetto U-Savereds.


Il video è visibile al link:
https://youtu.be/QKPP_QaDvm8





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