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mercoledì 28 febbraio 2018

Sostenibilità ambientale. Imprese e adattamento ai cambiamenti climatici: aziende ancora impreparate sia a livello mondo sia in Italia - L'ultima indagine di DNV GL


I meccanismi di informazione finanziaria legati ai cambiamenti climatici sono sempre più richiesti, e le imprese sono chiamate in maniera crescente a riferire sui rischi finanziari collegabili ai cambiamenti climatici

La divulgazione delle informazioni relative ai rischi finanziari legati al clima fornisce a investitori, assicuratori e altre parti interessate, informazioni utili per analizzare e valutare i rischi e le opportunità legati al clima, e quindi sostenere le decisioni di allocazione di capitale.

Sono quattro le aree chiave delle attività delle imprese che sono influenzate da questa crescente domanda: organizzazione della governance; strategia e pianificazione finanziaria; gestione dei rischi; obiettivi da raggiungere e sistemi di misurazione dei risultati.

Questo dovrebbe essere un forte stimolo a integrare il tema della resilienza al clima già nella strategia e pianificazione finanziaria; nonché il considerare diversi scenari climatici già nella fase di definizione delle strategie.

Tuttavia queste raccomandazioni e la tendenza in atto di forte domanda di informazioni sui rischi finanziari relative al cambiamento climatico non sembrano essere rispecchiate nelle strategie, nelle tattiche e nelle azioni del mondo imprenditoriale.

Proprio in questo ambito, DNV GL, ente internazionale di certificazione, ha recentemente effettuato un'indagine presso il proprio bacino di imprese clienti volto a esplorare lo stato dell'arte e le previsioni future sul tema dell'adattamento e della resilienza ai cambiamenti climatici da parte del mondo delle imprese, coinvolgendone migliaia nel mondo. 

Lo studio, condotto in collaborazione con l'istituto di ricerca GFK, ha evidenziato come le aziende su scala globale siano ancora impreparate ad affrontare la problematica

I cambiamenti climatici non sono un fenomeno ipotetico che appartiene a un futuro remoto, ma un evento attuale e imprevedibile con cui tutti dobbiamo imparare a convivere da subito, aziende in primis.

Per quanto concerne l'Italia, il recente rapporto emesso dall'Agenzia Ambientale Europea (AEA), per il periodo 1980-2016, "Climate change adaptation and disaster risk reduction in Europe — enhancing coherence of the knowledge base, policies and practices", rivela quanto la nostra nazione non sia ben posizionata verso i maggiori rischi generati dal climate change. 

Secondo il report, infatti, tra i 28 Stati membri dell'UE, l'Italia ha vissuto il più grande danno economico derivante da pericoli naturali nel periodo 1980-2016. In questo periodo, la AEA calcola che l'Italia ha subito danni per 64,9 miliardi di euro a causa di eventi climatici estremi. Tra i 33 Paesi dello spazio economico europeo (SEE), la Penisola è, inoltre, il secondo paese per numero di vittime, più di 20mila, dopo la Francia (23mila). 

Nonostante questa conclamata e forte esposizione al rischio climatico, dalla indagine ViewPoint di DNV GL su adattamento e resilienza delle imprese al climate change emerge, tuttavia, che il settore privato in Italia (circa il 40% del campione globale dell'indagine) sembra ancora sottovalutare questi rischi e la loro ripercussione sulle attività.

INTERNAZIONALE
Climate change: imprese ancora impreparate
Secondo una recente indagine DNV GL, le aziende sono ancora impreparate ad adattarsi ai cambiamenti climatici nonostante l'esposizione a rischi meteorologici estremi.
Un nuovo sondaggio internazionale condotto da DNV GL, ente di certificazione leader a livello mondiale, con il supporto di GFK Eurisko, indaga se e in quale misura le aziende siano resilienti ai cambiamenti climatici. 
Lo studio ha coinvolto più di 1.200 professionisti provenienti da Europa, Asia e America. 
"Le aziende hanno già evidenza degli impatti generati dai cambiamenti climatici sulle proprie operazioni o riconoscono che vi sia un alto rischio di conseguenze imminenti. Nonostante ciò, si registra una mancanza di proattività, con solo una minoranza di imprese che sta portando avanti iniziative che mirano all'adattamento o ad aumentare la resilienza. Stanno sottovalutando quanto possano essere dirompenti gli impatti e quanto sia urgente affrontare questo problema?" è la domanda che pone Luca Crisciotti, CEO di DNV GL - Business Assurance. 
Quasi tutte le imprese coinvolte nel sondaggio hanno menzionato almeno un rischio legato al clima che ritengono potrà avere un impatto diretto o indiretto sulla propria attività. Le maggiori preoccupazioni sono legate agli aumenti di temperatura/ondate di calore (55%), alle tempeste (44%) e alle alluvioni (38%). 
Le preoccupazioni variano in base alla collocazione geografica. Ad esempio, in America Centrale e Meridionale e in Europa, 6 aziende su 10 indicano l'aumento delle temperature e le ondate di calore come rischio predominante, mentre 6 su 10 in Nord America vedono nelle tempeste la minaccia principale.
ITALIA
Imprese italiane e cambiamenti climatici: si sottovalutano i rischi?
Anche le aziende italiane stentano ad avviare strategie, processi e programmi per contrastare gli impatti dei cambiamenti climatici. 
L'ente di certificazione internazionale DNV GL ha recentemente pubblicato un'indagine sul tema dell'adattamento e della resilienza ai cambiamenti climatici da parte del mondo delle imprese, coinvolgendone oltre 1.200 nel mondo. 
L'indagine, condotta in collaborazione con l'istituto di ricerca GFK, ha evidenziato come le aziende su scala globale siano ancora impreparate ad affrontare la problematica. Non fanno eccezione le imprese italiane, che non spiccano per proattività.

Nonostante il 40% circa delle aziende del Bel Paese riconosca già gli effetti dei cambiamenti climatici su almeno una delle aree principali della propria attività (asset, operazioni, catena di fornitura o clienti e mercati) o se li aspetti nel breve termine, sono poche quelle che hanno già preso precauzioni. 
I RISCHI CLIMATICI PIU' TEMUTI 
Innalzamento delle temperature e ondate di calore (73%) in netta predominanza, tempeste e siccità (31%) e alluvioni (29%) sono gli eventi climatici più temuti dalle aziende del nostro Paese. 
Seguono, a distanza, gli incendi (14%), l'innalzamento del livello medio del mare (12%), frane e smottamenti (11%) e acidificazione delle acque marine (5%). 
AZIONI DI ADATTAMENTO 
Solo due imprese italiane su dieci (19%; - 6% rispetto alla media globale) hanno già implementato iniziative di adattamento e resilienza al climate change, mentre il 14% le sta pianificando. 


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martedì 24 ottobre 2017

La sostenibilità ambientale è un aspetto chiave della strategia di business per quasi 9 aziende su 10 in Italia


Ambiente: quanto conta per le aziende italiane?

I dati dell'indagine DNV GL e GFK
Eurisko

In Italia per quasi 9 aziende su 10 la gestione ambientale è un aspetto chiave della strategia di business. 
È quanto emerge dall'indagine svolta dall'ente di certificazione DNV GL - Business Assurance, con il supporto dell'istituto di ricerca GFK Eurisko, che ha coinvolto più di 1.700 professionisti di aziende in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia. 

Coerentemente, più dell'85% dei partecipanti italiani al sondaggio dichiara di monitorare i propri processi per valutarne la conformità con normative ambientali e requisiti di legge e di effettuare una regolare manutenzione degli impianti per ridurne gli impatti, registrando dei valori più alti di circa 15 punti percentuali rispetto al resto del mondo. 
L'82%, inoltre, svolge attività di assessment per la valutazione degli impatti, mentre la formazione del personale in materia di gestione ambientale è una realtà per 7 aziende su 10.

PRINCIPALI RISCHI LEGATI ALL'AMBIENTE
La gestione dei rifiuti è tra i principali rischi ambientali che preoccupano le aziende di tutto il mondo; l'Italia non fa eccezione. Lo smaltimento dei rifiuti, in particolare, è ancora più sentito che altrove (65%; +11%).

Seguono, a parità di gravità, la gestione delle acque reflue, l'utilizzo di risorse energetiche non rinnovabili e la presenza di minacce fisiche (rumori, vibrazioni, minacce elettromagnetiche) che preoccupano circa 3 aziende su 10.

OUTLOOK SUL FUTURO
Le aziende italiane non hanno intenzione di abbassare il livello di guardia. Interrogate sul proprio grado di maturità di gestione ambientale, 1 società su 3 ritiene di essere già a un livello avanzato mentre il 56% si aspetta di migliorare ulteriormente le proprie capacità di qui a tre anni.
Infine, praticamente nessuna azienda ha in previsione un ridimensionamento dei propri investimenti e il 33% è intenzionato ad aumentarli.

METODOLOGIA E CAMPIONE
  • Il sondaggio è stato realizzato nel marzo 2017 su un campione di 1.709 professionisti in aziende di diversi comparti dei settori primario, secondario e terziario in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia. 
  • Il campione è costituito da clienti di DNV GL - Business Assurance e è statisticamente rappresentativo delle aziende del mondo.
  • Il questionario è stato somministrato con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing).
  • Il campione comprende 274 aziende definite LEADER.
  • La classificazione nella categoria LEADER si basa sul possesso di una serie di caratteristiche definite da DNV GL - Business Assurance
Note DNV GL è uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale. 
Aiuta le aziende a garantire l'efficienza delle proprie organizzazioni, nonché di prodotti, personale, strutture e catene di fornitura attraverso servizi di certificazione, verifica, valutazione e formazione, affiancandole per consolidare performance aziendali sostenibili e alimentare la fiducia da parte degli stakeholder.
DNV GL opera in oltre 100 paesi attraverso professionisti impegnati ad assistere con dedizione i nostri clienti per rendere il mondo più sicuro, smart e verde.

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