CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Le ultime news sull'Eco-Sostenibilità

Le ultime notizie di AlternativaSostenibile.iy

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta risparmio energetico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta risparmio energetico. Mostra tutti i post

mercoledì 13 giugno 2018

Il sistema DiCE per insegnare ai bambini il valore dell'energia



DiCE insegna ai bambini il valore dell'energia

Il nuovo sistema dell'IOT progettato da Marco Acerbis e candidato al Compasso d'Oro 2018 si rivolge ai più piccoli e rivela il suo scopo educativo.


Bergamo, 13 giugno 2018 – Insegnare ai bambini il valore dell'energia e a non sprecarla è il primo passo per salvaguardare l'ambiente e assicurare un futuro alle nuove generazioni.

Per questa ragione, una delle funzioni di DiCE, il nuovo sistema IOT progettato dall'architetto e designer Marco Acerbis, è proprio quella educativa rivolta ai più piccoli.

"Hai spento la luce in cameretta?" oppure "Ricordati di spegnere la televisione quando hai finito di guardarla": sono solo alcune delle frasi ricorrenti che i genitori rivolgono ai propri bimbi per evitare sprechi di energia elettrica. 

Da oggi, grazie al sistema DiCE le cose si semplificano!

DiCE consente infatti di avere sempre sotto controllo i consumi energetici della propria abitazione. 

Si compone di 4 elementi e comunica attraverso una scala cromatica, che passa dai toni freddi dell'azzurro e del verde che indicano un consumo virtuoso, ai toni intermedi del giallo, fino a virare sull'arancio e sul rosso, quando i livelli di consumo oltrepassano la soglia abituale e il rischio di black out si avvicina.

È grazie a questa visualizzazione del sistema DiCE che il bambino percepisce in modo rapido e diretto il consumo energetico e se, per esempio, ha dimenticato una luce accesa in cameretta.

"Promuovere la sostenibilità e la diffusione di una cultura dell'energia  sono per noi i pilastri su cui si basa tutto il nostro operato e i valori in cui crediamo da sempre " ha spiegato Alessandro Bertacchi, Presidente di DiCEworld Srl e ABenergie
"È  fondamentale trasmettere questi valori anche alle nuove generazioni affinché i giovani di oggi siano cittadini consapevoli domani. Il DiCE è stato pensato anche per questo: grazie all'utilizzo dei colori, infatti, l'energia diventa anche per i più piccoli una risorsa preziosa a cui prestare attenzione." 

Il designer Marco Acerbis, in merito alla progettazione, racconta: "L'interazione fisica con l'utente ha rappresentato uno degli aspetti più complicati del progetto di questo prodotto. Poiché c'è quasi un contatto con la mano, la forma non ha solo un'importanza dal punto di vista visivo, ma deve essere attraente. Anche i materiali giocano un ruolo di primaria importanza per il tatto. Forma e materiali quindi sono stati pensati per attirare l'utente, invitarli a toccare il DiCE, a utilizzarlo e a interagire, anche per giocare".

Tra le funzioni di DiCE, una è quella del gioco: quando appare il rosso, chi prima tocca l'apparecchio si aggiudica la vincita. 18 livelli di difficoltà per mettere alla prova i propri riflessi!

I 4 elementi di cui si compone il sistema sono:

DiCE: il dispositivo di design in grado di avere più funzionalità luminose e di interagire con l'utente attraverso semplici movimenti gestuali della mano. DiCE infatti è in grado di riprodurre i colori dello spettro visibile, con intensità variabile, e di effettuare coreografie luminose.

Attraverso i segnali luminosi, DiCE aiuta il consumatore a usare l'energia in modo consapevole: se la luce è verde, significa che i consumi risultano nella soglia media, calcolata in base alla stagionalità e alle abitudini di consumo. 

Quando i consumi aumentano, la luce cambia come un semaforo, fino a diventare rossa lampeggiante nel momento in cui la potenza sta per raggiungere la soglia massima e si presenta il rischio di un blackout.


L'app DiCE: un'applicazione per iOS e Android, scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone, che abilita l'utente ad accedere a tutta una serie di dati e informazioni sul consumo di energia elettrica della propria casa o azienda. 

L'app include inoltre la possibilità di eseguire un check-up e un monitoraggio delle abitudini di consumo e, attraverso un sistema di notifiche push con consigli e suggerimenti, è in grado di educare i consumatori ad un uso più sostenibile dell'energia elettrica.


DiReader: il lettore dei consumi elettrici. Installato vicino al misuratore della potenza elettrica, utilizza le informazioni fornite dai LED presenti sulla parte anteriore del contatore, per trasmettere i dati di consumo al dispositivo DiGateway.


DiGateway: il dispositivo collocato nell'ambiente domestico o in azienda, che utilizza i dati segnalati dal lettore DiReader per trasmetterli a DiCE e alla sua app, che li legge come informazioni sui consumi. 

Il sistema DiCE è easyplay e richiede un'installazione fai da te, facile e rapida, senza interventi sull'impianto elettrico.



Il Designer – Marco Acerbis
Nato nel 1973, Marco Acerbis si laurea in architettura al Politecnico di Milano. Dal 1997 al 2004 vive a Londra dove lavora da Foster & Partners. In questi anni collabora alla realizzazione dell'edificio per la ricerca scientifica presso il campus dell'Imperial College di Londra, e diventa capo progetto di Capital City Academy a Londra. 
Acerbis fonda il suo studio a Bergamo nel 2004. Affascinato dalla progettazione su scale diverse, si muove dall'architettura al design. 

La lampada Vertigo, disegnata per Fontana Arte, diventa rapidamente sia un best seller sia un'icona senza tempo, ed è inclusa nella collezione permanente del Vitra Design Museum. La maniglia Prius disegnata per Colombo Design vince la Menzione d'Onore al XXI Compasso d'Oro ADI 2008. 
La poltrona Kloe disegnata per Desalto vince il Red Dot Design Award 2009 e il rubinetto Wave disegnato per IB Rubinetterie vince il Red Dot Design Award 2015. 
L'interesse per le tematiche del vivere contemporaneo lo porta a cimentarsi attivamente nel mondo dell'architettura ecosostenibile con la costruzione di Polins - Polo di Innovazione Strategica (Portogruaro, VE) edificio certificato Casa Clima classe A+.

DiCEworld Srl e ABenergie S.p.A.
DiCEworld è la società del Gruppo ABenergie che progetta, sviluppa e produce il sistema DiCE. ABenergie opera nel settore della produzione e fornitura di energia elettrica verde e gas naturale, su tutto il territorio nazionale. Fondata nel 2006, oggi rappresenta un'importante realtà nel mercato italiano dell'energia elettrica da fonte rinnovabile. 
ABenergie pone al centro della sua mission la promozione di una nuova "cultura dell'energia", che si traduce nell'impegno costante di offrire ai propri clienti servizi ad alto valore aggiunto, scegliendo percorsi che premino efficienza e rispetto per l'ambiente. 
Grazie alla sua consulenza altamente specializzata, ABenergie punta ad educare i suoi clienti a una più attenta gestione dell'energia, partendo dal presupposto che la prima fonte di energia rinnovabile è l'energia non consumata. 
ABenergie, proprio per valorizzare un consumo energetico sostenibile, offre energia 100% verde certificata, derivante da fonti rinnovabili e a "Km zero". L'energia erogata è prodotta direttamente dal territorio in cui sono localizzati i clienti finali.



sabato 12 maggio 2018

ECOBONUS E SISMABONUS: I LIMITI DI SPESA


ECOBONUS E SISMABONUS: I LIMITI DI SPESA

Alla luce della pubblicazione della nuova Guida dell'Agenzia delle entrate, Rete Irene chiarisce alcuni aspetti che possono essere interpretati erroneamente

Milano, 12 maggio 2018Con la Circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, l'Agenzia delle entrate ha di recente pubblicato la Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all'anno d'imposta 2017 che fornisce istruzioni per la corretta gestione delle spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, detrazioni e crediti d'imposta

Un'ampia sezione è dedicata alle spese per la riqualificazione energetica degli edifici e per gli interventi antisismici. Virginio Trivella - Coordinatore del Comitato tecnico scientifico di Rete Irene, ha analizzato il documento fornendo alcune precisazioni ed evidenziando la possibile nascita di equivoci da evitare.

Con riferimento alle spese sostenute per gli edifici composti da più unità immobiliari, è stato precisato che "l'ammontare massimo delle spese ammesse alla detrazione va calcolato tenendo conto anche delle eventuali pertinenze alle unità immobiliari". 

È stato inoltre precisato che "ai fini della detrazione delle spese per interventi di riqualificazione energetica, qualora un intero edificio sia posseduto da un unico proprietario e siano comunque in esso rinvenibili parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate, detto soggetto ha diritto alla detrazione per le spese relative agli interventi realizzati sulle suddette parti comuni. Si può pertanto ritenere che anche per gli edifici multi-unità posseduti da un unico proprietario sia applicabile il limite di spesa determinabile con la formula "40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari componenti l'edificio". Pur se non espressamente precisato, si deve ritenere che lo stesso criterio valga anche per gli interventi antisismici.

Un possibile equivoco potrebbe essere inoltre generato nella determinazione del limite di spesa per la singola unità immobiliare: il limite posto di 40.000 Euro per u.i. è riferito ad interventi che interessano l'intero edificio; nessun limite è tuttavia indicato e posto per interventi riferiti alla singola unità immobiliare. 

Una precisazione dell'Agenzia delle entrate potrebbe risultare utile ad evitare l'equivoco. Resta non ancora risolta la questione posta dalla risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 303/2008, secondo la quale la fruibilità degli ecobonus da parte dei titolari di reddito d'impresa è consentita con esclusivo riferimento agli immobili strumentali da essi utilizzati nell'esercizio della loro attività imprenditoriale. 

È invece negata per tutti gli altri immobili, compresi tutti quelli concessi in uso a terzi e per i cosiddetti "immobili merce". 

Sul punto sono ormai molte le pronunce delle Commissioni tributarie contrarie alla posizione dell'Agenzia, secondo cui le norme non richiedono affatto che l'intervento implichi una riduzione dei consumi energetici nell'esercizio dell'attività imprenditoriale. 

Al contrario, la finalità del legislatore è incentivare nel modo più ampio il risparmio energetico.

Alla luce di tutte le innovazioni legislative degli ultimi anni, che vanno nella direzione della più ampia diffusione di queste attività, e delle precisazioni più recenti dell'Agenzia coerentemente orientate nello stesso modo, la limitazione appare ancora più anacronistica e in contraddizione non solo con gli obiettivi della legge ma, addirittura, con la posizione della stessa Agenzia in senso favorevole per quanto riguarda il sismabonus

I tempi sono davvero maturi per una revisione della risoluzione 303/2008.

Rete Irene ha messo a disposizione l'intero documento di commento di Virginio Trivella, scaricabile dal sito: 
www.reteirene.it/limiti-spesa-ecobonus-sismabonus/


RETE IRENE
Via Larga 19 -  Milano
T. 800 134 720


--
www.CorrieredelWeb.it

martedì 27 febbraio 2018

45 videoproiettori Epson ottengono il marchio TCO Certified per la sostenibilità


Sono 45 i videoproiettori Epson hanno ottenuto il marchio TCO Certified per la sostenibilità
I videoproiettori Epson superano il test per la sostenibilità.
Cinisello Balsamo, 27 febbraio 2018 - Epson annuncia che 45 dei suoi videoproiettori per la formazione e per l'ufficio hanno ottenuto, in seguito a una verifica condotta da un laboratorio indipendente di terze parti, il marchio globale per la sostenibilità TCO Certified promosso da TCO Development, ente di certificazione di proprietà di un'organizzazione non-profit con sede in Svezia.
Per poter essere certificati, i prodotti devono soddisfare una serie di requisiti di sostenibilità ambientale e sociale per tutto il loro ciclo di vita, dalla produzione all'utilizzo fino allo smaltimento. 

Tali criteri riguardano aspetti quali le condizioni lavorative in fabbrica, la riduzione dell'uso di sostanze pericolose, la qualità delle immagini, l'efficienza energetica durante l'utilizzo e lo smaltimento responsabile del prodotto alla fine del suo ciclo di vita. La conformità ai requisiti viene verificata da un laboratorio di test indipendente, prima e dopo il processo di certificazione. Gli acquirenti avranno così la certezza che i prodotti acquistati soddisfano tutti i criteri previsti nel corso della loro intera vita utile.

Epson detiene ormai da 16 anni la leadership mondiale nel settore dei videoproiettori. Tutte le tecnologie integrate nelle soluzioni proposte, dai pannelli LCD alle lampade, sono progettate e realizzate da Epson, affinché ogni componente venga prodotto secondo i più elevati standard in termini di responsabilità sociale, ambientale e d'impresa.

Niclas Rydell, direttore di TCO Certified, ha commentato: "Portare le aziende nel settore dell'elettronica a sviluppare prodotti sempre più sostenibili è il nostro obiettivo. Le direttive in materia di appalti, tra cui anche quelle dell'Unione Europea, pongono l'accento sulla sostenibilità dei prodotti. Acquistare un videoproiettore con marchio TCO Certified significa quindi fare un ulteriore passo verso il conseguimento dei propri obiettivi sociali e ambientali, senza tuttavia rinunciare alla qualità delle immagini. Dal punto di vista delle aziende, il marchio TCO Certified costituisce anche una piattaforma per aumentare continuamente la sostenibilità. Nell'ambito del processo di certificazione, Epson ha aperto le porte dei propri stabilimenti produttivi per un'ispezione da parte di un ente indipendente, a cui seguiranno, nel corso dell'anno, controlli a campione e valutazioni basate sui rischi."

"Siamo felici che i nostri videoproiettori abbiano ottenuto il marchio TCO Certified", ha commentato Henning Ohlsson, CSR Director di Epson. "L'impegno di Epson nel garantire i più elevati standard di qualità per i suoi prodotti implica la gestione interna della maggior parte dei nostri processi produttivi. Così facendo, risulta più semplice anche per noi controllare le prassi e i metodi di lavoro durante l'intero ciclo di fabbricazione, dalla produzione alla spedizione. Un altro obiettivo di Epson è quello di progettare soluzioni compatte ed efficienti che riducano al minimo l'impatto sull'ambiente, senza tuttavia compromettere le prestazioni. Sappiamo che la capacità portante del pianeta è limitata e riteniamo pertanto che tutti debbano assumersi in egual modo la responsabilità di ridurre l'impatto ambientale. Per questo motivo, Epson si impegna a ridurre del 90% le emissioni di CO? durante l'intero ciclo di vita dei suoi prodotti e servizi entro il 2050."

I videoproiettori Epson e l'ambiente
I videoproiettori Epson sono progettati per ridurre al minimo l'impatto ambientale e i consumi energetici, sia durante l'utilizzo sia in standby. Sviluppate all'insegna dell'efficienza, le tecnologie integrate offrono funzionalità a risparmio energetico, come la modalità Economy o la modalità Ultra-Low Brightness, la quale assicura un minore consumo di corrente quando il videoproiettore è inattivo.

Quando il videoproiettore è invece in uso, la nuova funzione di ottimizzazione della luminosità regola automaticamente l'intensità luminosa della lampada in base all'immagine proiettata, riducendo fino al 27% i consumi energetici in caso di proiezione di immagini scure. La modalità Economy, presente in tutti i videoproiettori Epson, estende ulteriormente la durata della lampada e riduce i consumi energetici di oltre il 25% durante la proiezione.

Come è ormai noto, la produzione nel settore dell'elettronica è particolarmente a rischio per quanto riguarda eventuali violazioni dei diritti umani e la portata di questo fenomeno è praticamente impossibile da valutare per un acquirente. Grazie al marchio TCO Certified, da tempo utilizzato dagli acquirenti di apparecchiature informatiche come parametro di riferimento per la sostenibilità, chi acquista un videoproiettore ha la garanzia che questo sia stato prodotto in condizioni eque. Inserendo il marchio TCO Certified come requisito fondamentale nei contratti di acquisto e negli appalti, committenti e acquirenti possono anche influenzare direttamente il settore, portandolo a migliorare i propri obiettivi in termini di responsabilità sociale e ambientale.

La responsabilità sociale di Epson nella produzione
Epson gestisce internamente i propri processi produttivi, quindi risulta più semplice controllare le prassi di lavoro e promuovere standard elevati sul fronte della responsabilità sociale nell'ambito del processo di produzione. Anche i fornitori Epson devono soddisfare i severi requisiti previsti dal codice etico dell'azienda e sono pertanto sottoposti a controlli regolari, in modo che eventuali migliorie vengano subito implementate.

Epson rispetta e supera gli standard previsti dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO)(1), inclusi il divieto di sfruttamento del lavoro minorile e l'impegno a garantire un'età minima per l'ammissione al lavoro. A tale riguardo, Epson supera gli standard previsti dall'organizzazione fissando a 18 anni l'età minima per lavorare (contro i 16 anni previsti dall'ILO) in tutte le sedi dell'azienda, garantendo anche contratti con orari di lavoro regolamentati e pagamento degli straordinari. Inoltre, Epson corrisponde ai suoi dipendenti stipendi sopra la media.

(1) Fondata nel 1919, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) collabora con gli enti della Pubblica Amministrazione, gli imprenditori e i rappresentanti dei lavoratori dei 187 Paesi membri al fine di definire standard per il mondo del lavoro e promuovere l'occupazione in condizioni dignitose per entrambi i sessi. L'ILO ha stabilito otto convenzioni fondamentali alle quali le aziende devono attenersi. Oltre al divieto di sfruttamento della manodopera minorile, stabilendo a 16 anni l'età minima per lavorare, queste convenzioni prevedono anche il diritto di organizzazione e negoziazione collettiva, nonché l'uguaglianza di retribuzione.

TCO Certified
Nato più di 25 anni fa, TCO Certified è un marchio globale che certifica la sostenibilità dei prodotti IT. Produzione socialmente responsabile, ambiente, salute degli utilizzatori, sicurezza ed ergonomia sono alcuni dei criteri usati per la valutazione, i quali si riferiscono all'intero ciclo di vita di un prodotto, dalla produzione all'utilizzo fino al suo smaltimento. Ai fini della certificazione, i prodotti e gli stabilimenti in cui vengono realizzati sono sottoposti a una verifica di conformità da parte di un ente indipendente. La certificazione copre otto categorie di prodotti: schermi, notebook, tablet, smartphone, desktop, PC all-in-one, videoproiettori e cuffie. Il marchio TCO Certified rientra nel programma di etichettatura ambientale di tipo I secondo la norma ISO 14024.

Gruppo Epson
Epson è leader mondiale nell'innovazione con soluzioni pensate per connettere persone, cose e informazioni con tecnologie proprietarie che garantiscono efficienza, affidabilità e precisione. Con una gamma di prodotti che comprende stampanti inkjet, sistemi di stampa digitale, videoproiettori 3LCD, così come robot industriali, visori e sensori, Epson ha come obiettivo primario promuovere l'innovazione e superare le aspettative dei clienti in settori, quali stampa inkjet, comunicazione visiva, tecnologia indossabile e robotica.
Con capogruppo Seiko Epson Corporation che ha sede in Giappone, il Gruppo Epson conta oltre 80.000 dipendenti in 86 nazioni ed è orgoglioso di contribuire alla salvaguardia dell'ambiente naturale globale e di sostenere le comunità locali nelle quali opera.
Epson Europe
Epson Europe B.V., con sede ad Amsterdam, è il quartier generale regionale del Gruppo per Europa, Medio Oriente, Russia e Africa. Con una forza lavoro di 1.750 dipendenti, le vendite di Epson Europa, per l'anno fiscale 2016, hanno raggiunto i 1.668 milioni di euro. 
Epson Italia
Epson Italia - Epson Italia, sales company nazionale, per l'anno fiscale 2016 ha registrato un fatturato di oltre 221 milioni di Euro e impiega circa 190 persone. 


--
www.CorrieredelWeb.it

lunedì 19 febbraio 2018

M'Illumino di meno 2018: LIDL cammina e arriva all'esosfera con 4 milioni di passi

LIDL ITALIA CAMMINA PER "M'ILLUMINO DI MENO" E ARRIVA ALL'ESOSFERA CON 4 MILIONI DI PASSI

Lidl Italia, catena della grande distribuzione leader nel Paese e da sempre attenta ad uno sviluppo sostenibile, aderisce per il secondo anno a "M'illumino di meno", l'iniziativa dedicata al Risparmio Energetico e agli Stili di Vita Sostenibili promossa dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2.

L'edizione 2018, intitolata "Con i piedi per terra", è rivolta alla bellezza di muoversi a piedi e lancia un obiettivo ambizioso: camminare simbolicamente fino alla Luna entro il 23 febbraio, giornata ufficiale di "M'illumino di meno". 

Una sfida che Lidl Italia ha colto prontamente, scegliendo di coinvolgere in prima persona i suoi oltre 13.000 collaboratori e di contribuire così al raggiungimento di questo notevole traguardo.

Nel mese di febbraio, infatti, l'Azienda ha invitato tutti i dipendenti a percorrere insieme la distanza che separa la Terra dalla termosfera: una prima importante tappa verso la Luna. 

Ciascuno si è quindi impegnato a realizzare nel proprio quotidiano alcuni propositi personali: portare i figli a scuola a piedi, andare a comprare il giornale senza utilizzare i mezzi pubblici, iscriversi ad un gruppo di nordic walking oppure allenarsi per una maratona.

Inoltre, una squadra di collaboratori Lidl ha partecipato alle corse podistiche che si sono tenute a Verona domenica 18 febbraio: la "Giulietta e Romeo Half Marathon", la "AGSM DUO Half Marathon" e la "Lidl Monument Run", delle quali l'Azienda stessa è anche sponsor. Tutti gli atleti Lidl hanno indossato una maglia dedicata all'iniziativa, correndo insieme verso la Luna.

Azioni concrete, quelle promosse da Lidl Italia, che hanno portato i collaboratori Lidl a percorrere 4 milioni di passi, non solo riuscendo a raggiungere simbolicamente la termosfera, ma addirittura superandola fino ad arrivare all'esosfera. 

L'Azienda ha quindi colto nel segno, sensibilizzando ancor di più i propri collaboratori verso il risparmio energetico e uno stile di vita sano ed equilibrato, tematiche di grande rilievo per Lidl Italia, al centro delle politiche aziendali che guidano l'Insegna nel proprio operato quotidiano.

--
www.CorrieredelWeb.it

M'Illumino di Meno 2018 a "Tor Vergata"

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"

GIOVEDÌ 22 FEBBRAIO, ORE 18:00
Macroarea di Ingegneria – Via del Politecnico, 1

M'illumino di Meno 2018 a "Tor Vergata"

Spegni gli sprechi e accendi il risparmio

L'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" parteciperà alla XIV edizione di "M'illumino di Meno", iniziativa ideata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar – Rai radio 2 per combattere gli sprechi energetici. 

L'Ateneo darà il suo contributo tramite l'evento "Caccia al kWh" (kilowattora), una speciale caccia al tesoro progettata dall'Ufficio Sostenibilità Ambientale di Ateneo nell'ambito degli eventi promossi dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), che si terrà presso la Macroarea di Ingegneria (Via del Politecnico, 1) il prossimo 22 febbraio, alle ore 18:00.

"Caccia al kWh" si terrà in contemporanea in numerose università della rete RUS, con l'obiettivo principale di sensibilizzare la popolazione universitaria sul tema del risparmio energetico e dell'uso razionale dell'energia, correggendo anche quei piccoli comportamenti inefficienti che incidono significativamente sugli sprechi e sui consumi. 

Tale iniziativa è in linea con il significato di Sviluppo Sostenibile in quanto consente "il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri".

L'Attenzione di "Tor Vergata" al tema della sostenibilità è molto elevato. L'Ateneo (socio fondatore di ASviS, ovvero l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che riunisce oggi oltre 160 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile) interviene infatti sulle proprie strutture e i propri spazi, per seguire la propria idea di sviluppo sostenibile, cui ha orientato la propria missione e visione. 

Ne è un esempio il nuovo rettorato, allocato in un edificio particolarmente efficiente dal punto di vista dei consumi energetici e reso tale attraverso un mix di soluzioni avanzate per quanto riguarda gli impianti, i sistemi di gestione e la scelta dei materiali. 

C'è un ampio ricorso alle fonti rinnovabili di energia con un impianto di climatizzazione geotermico a bassa entalpia, un impianto fotovoltaico ed uno di "solar cooling". 
Il parcheggio dell'edificio è organizzato per accogliere biciclette e auto elettriche per favorire l'utilizzo di trasporti ridotto impatto ambientale, sono previste aree dedicate per la raccolta di materiali riciclabili ed i consumi idrici sono ridotti attraverso il recupero delle acque piovane.

Il nuovo Rettorato rappresenta un esempio delle tante azioni che l'Università "Tor Vergata" mette in atto per favorire il risparmio energetico
Il monitoraggio continuo dei consumi, gli investimenti in nuove tecnologie a ridotto consumo, il coinvolgimento della comunità accademica nell'attivare azioni di valutazione e riduzione degli sprechi sono alcune delle attività che gli Uffici dell'Ateneo svolgono per aumentare la sostenibilità energetica del campus. 

L'insieme di queste azioni ha consentito negli ultimi 3 anni una diminuzione di oltre il 10% dei consumi di energia. "Il nostro obiettivo – afferma il prof. Stefano Cordiner, Energy Manager di Ateneo – è quello di creare una comunità consapevole ed attivamente mobilitata per ridurre gli impatti ambientali delle attività del campus".

Il prossimo 22 febbraio, in occasione della "Caccia al kWh", i partecipanti avranno il compito di spegnere le luci rimaste accese dopo l'orario lavorativo e di chiudere porte o finestre all'interno dei locali della Macroarea di Ingegneria, per ridurre gli sprechi: un gesto simbolico per conseguire un corretto comportamento energetico. 

Verranno costituite differenti squadre, rappresentative delle varie Macroaree, composte da studenti e personale universitario, ed avranno il compito di trovare le chiavi per "spegnere lo spreco ed accendere il risparmio energetico".

A conclusione della "caccia", tutti i partecipanti si sposteranno presso l'atrio dell'edificio A della Macroarea di Economia, dove si svolgerà un aperitivo sostenibile a lume di candela, allietato dalle note del giovane talento Angelo Santirocco, alunno della Scuola Viva Musica.

Inoltre, "Tor Vergata" contribuirà all'obiettivo di "M'Illumino di meno 2018 – Verso la luna" del 23 febbraio 2018, giornata scelta per festeggiare il compleanno del Protocollo di Kyoto, offrendo virtualmente i passi che tutti i partecipanti alla "Caccia al kWh" percorreranno durante l'iniziativa. 

La Terra sta sotto i nostri piedi e a volte ce la dimentichiamo. La calpestiamo indifferenti al suo futuro che è anche il nostro. Il cambiamento climatico sta accelerando, bisogna cambiare passo e i nostri piedi sono il punto di contatto con la Terra. 

Con la "Caccia al kWh" contribuiremo alla missione, prefissata da "M'Illumino di meno 2018 – Verso la luna", di raggiungere la luna a piedi. Servono 555 milioni di passi… il cammino è lungo ma non impossibile!



--
www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 24 gennaio 2018

Efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Energy&Strategy Group PoliMi: con gestione efficiente dell'acqua possibili risparmi energetici per 370 milioni di euro all'anno

Energy&Strategy Group, School of Management Politecnico Milano

Prima edizione del Water Management Report: in Italia una gestione efficiente dell'acqua farebbe risparmiare in energia 370 milioni di euro all'anno 

Per la prima volta l'Energy&Strategy Group posa lo sguardo sul mondo delle risorse idriche. Focus su rete civile e industria, dove sono stati analizzati cinque sotto-settori nell'ambito di chimica, siderurgia, lavorazione di minerali non metalliferi, produzione della carta e tessile.

 Vittorio Chiesa: "In Italia la dispersione sulla rete di distribuzione supera in media il 40%. Le opportunità di efficientamento sono notevoli e porterebbero meno spese per la rete idrica civile, dove si potrebbero risparmiare fino a 2,7 miliardi di metri cubi d'acqua l'anno, e più profittabilità per l'industria, che ne guadagnerebbe anche in immagine. Ma occorre favorire gli investimenti, sensibilizzare gli stakeholder e creare una collaborazione virtuosa"

Milano, 24 gennaio 2018 – L'acqua è un bene prezioso e sempre più scarso che esige una strategia di gestione sostenibile, soprattutto per quel che riguarda l'acqua dolce, appena il 3% di quella disponibile. Anche in Italia si cerca un efficientamento della rete idrica che tuttavia è ancora un "work in progress": a fine 2015 l'acqua erogata nelle reti di distribuzione nel nostro Paese è stata pari a circa 4,8 miliardi di metri cubi, con una dispersione media del 40,66% (contro il 37,19% del 2012) e punte di oltre il 50% nel Centro e Sud Italia. Una corretta gestione della risorsa idrica e dei consumi energetici associati diventa fondamentale:nell'attività di distribuzione, per esempio, il potenziale teorico di risparmio energetico annuo si traduce in circa 370 milioni di euro, quello idrico in 2,7 miliardi di metri cubi d'acqua.

Il tema della gestione dell'acqua è al centro della prima edizione del Water Management Report dell'Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, presentato oggi al Politecnico.L'attenzione dello studio, il primo dedicato all'"oro blu", è focalizzata sulla rete idrica civile e sull'industria, dove sono stati analizzati cinque sub-settori nell'ambito della chimica, della siderurgia, della lavorazione di minerali non metalliferi, della produzione della carta e del tessile, che complessivamente coprono circa il 55% dei consumi totali di acqua nel comparto industriale. L'agricoltura verrà presa in considerazione nella seconda edizione del Water Management Report, in uscita a fine anno.

Il volume totale di acqua dolce prelevato dall'ambiente nel nostro Paese è di circa 33,7 miliardi di metri cubi l'anno, per metà (50,45%) usati in agricoltura, che però si serve solo marginalmente della rete idrica. L'industria ne utilizza il 22,85% e si basa soprattutto su sistemi di prelievo dedicati; il resto (26,70%) è appannaggio del settore civile, che si approvvigiona quasi esclusivamente dalla rete idrica.

"Migliorare l'efficienza della rete idrica italiana promette importanti vantaggi - afferma Vittorio Chiesa, direttore dell'Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano - ma occorre migliorare il coinvolgimento e la collaborazione tra gli stakeholder. Nel caso della rete civile, per esempio, l'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), i soggetti gestori degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), i manutentori della rete idrica civile, i grossisti e i fornitori di tecnologie devono camminare insieme verso l'obiettivo di ridurrele perdite lungo tutta la rete sfruttando le opportunità connesse al nuovo sistema tariffario e utilizzando al meglio tutte le tecnologie".

E' proprio nel nuovo sistema tariffario che gli investimenti nel settore idrico (a fine 2015 circa 11,85 miliardi di euro di risorse pubbliche) devono trovare la principale fonte di finanziamento, "ma la normativa dovrebbe avviare un circolo virtuoso che leghi maggiori investimenti a migliori remunerazioni", conclude Chiesa. Ad esempio, lo studio evidenzia le opportunità offerte dalle tecniche no-dig per opere di risanamento e sostituzione con costi e impatto ambientale meno elevati. 

Anche nell'industria "esistono numerosi sistemi, grazie all'evoluzione tecnologica, che consentirebbero sia una riduzione dei consumi d'acqua sia un incremento della profittabilità, così come ci sono opportunità di efficientamento poco sfruttate perché si scontrano con costi della 'materia prima acqua' piuttosto bassi - continua il direttore dell'Energy&Strategy Group -. In questo senso è importante che i policymakers definiscano delle condizioni normative e fiscali adatte a favorire gli investimenti che mirino a risparmiare acqua dolce. Si può innescare un percorso virtuoso di utilizzo sostenibile della risorsa idrica soprattutto se si sensibilizzeranno tutti gli attori, pubblici e privati, sul tema del water management e si renderà conveniente investire".

Questa prima edizione del Water Management Report apre le porte ad approfondimenti successivi: per quanto riguarda la rete idrica, verrà monitorato lo stato di avanzamento degli interventi descritti per verificare gli effettivi passi in avanti e allargare l'analisi alle due attività del ciclo idrico integrato, fognatura e depurazione, che non sono state approfondite; per quanto riguarda i settori industriali, verranno presi in esame i macro-settori complessivi, per valutare più a 360° il potenziale di efficientamento idrico-energetico.

La rete idrica civile. Il Report analizza prima il quadro normativo che regola l'utilizzo dell'acqua e le principali novità introdotte dalle leggi vigenti in materia di risorse idriche in Italia, come il Servizio Idrico Integrato (SII), gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), la disciplina della gestione e il sistema tariffario del Servizio Idrico Integrato. Ad oggisi contanosul territorio nazionale 92 ATO, ciascuno regolato da un Ente d'Ambito e amministrato da un soggetto gestore. I primi 26 soggetti gestori, che servono ognuno una popolazione superiore ai 400.000 abitanti, arrivano a coprire quasi il 70% degli italiani (oltre il 50% è servito dai primi dieci). 

Il settore idrico italiano è regolato e gli investimenti sembrano essere remunerati a sufficienza. Tuttavia occorre migliorare il trade-off tra la remunerazione degli investimenti e il sistema tariffario: per aumentare la convenienza, la normativa dovrebbe esplicitare agli operatori "come" investire, ossia quali materiali, quali tecnologie e quali tecniche utilizzare, in modo da avviare un circolo virtuoso che leghi maggiori investimenti a migliori remunerazioni. Il Report descrive l'infrastruttura idrica italiana e quantifica i livelli di acqua prelevata, potabilizzata, immessa ed erogata nella rete idrica italiana, sottolineando i livelli di dispersione sia nella singola Regione che a livello nazionale.

E' evidente che ci sono enormi spazi per interventi di efficientamento. Nella rete civile il Report stima un potenziale risparmio idrico teorico di 2,7 miliardi di metri cubi all'anno a cui si associa quello energetico di oltre 2 TWh, traducibili, questi ultimi, in circa 370 milioni di euro non spesi. Interventi orientati al lungo periodo di risanamento e sostituzione delle tubature per ridurre il livello delle perdite permetterebbero di raggiungere un potenziale di risparmio idrico di circa 1,2 miliardi di metri cubi, che significa un potenziale "raggiungibile" di risparmio energetico associato di poco inferiore a 1 TWh (circa 160 milioni di euro), cioè il 50% in meno rispetto alla stima teorica. Perché tali obiettivi siano realizzati è tuttavia necessaria l'azione congiunta dei soggetti gestori, che devono promuovere i nuovi sistemi di incentivazione e provare a ragionare in un'ottica pluriennale con interventi di lungo periodo, e dei policymakers, che devono favorire gli investimenti e combattere gli allacciamenti abusivi.

L'industria. Per quanto riguarda il settore industriale, nel 2015 il volume di acqua dolce consumata è stato circa 6,9 miliardi di metri cubi: 5,5 miliardi nel manifatturiero e 1,4 miliardi nella produzione di energia. Il Report ha approfondito i cinque settori (chimico, siderurgico, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, produzione della carta e prodotti di carta, tessile) che sono più intensivi, sia per il consumo di acqua (coprono il 55% dei consumi totali industriali) che per il rapporto consumo di acqua su produzione venduta. In ognuno di questi settori viene studiato specificamente un sub-settore: la produzione del PET nel chimico, la siderurgia elettrica nel siderurgico, la produzione di ceramica nella lavorazione di minerali non metalliferi, la produzione di carta e cartone nel settore della carta e quella di lana nel tessile, mappandole tecniche per il risparmio di acqua utilizzate e valutando i risparmi idrico-energetici associati.

Per ogni sub-settore si è definita un'impresa "di riferimento" e per ciascuna delle tecniche implementabili si è svolta un'analisi delle opportunità di efficientamento idrico ed energetico, valutandone la convenienza economica e calcolando i tempi di ritorno dei possibili investimenti. In tutti i sub-settori studiati si possono ottenere notevoli risparmi, tuttavia è necessario che l'acqua abbia un certo costo diretto di approvvigionamento (da acque superficiali o sotterranee, o da rete idrica), perché questo influenza significativamente la decisione delle imprese di investire o no nelle tecniche analizzate: non a caso, ve ne sono molte quasi mai sfruttate per il costo troppo basso della 'materia prima acqua'.

sabato 16 dicembre 2017

Efficienza energetica. Acotel Net e Hera Comm: nuova partnership per il monitoraggio dei consumi energetici a vantaggio del risparmio

Hera Comm e Acotel: nuova partnership della società di vendita di energia elettrica e gas naturale del Gruppo Hera con la divisione energy della multinazionale romana.
 
I clienti Hera Comm potranno monitorare i propri consumi energetici a vantaggio del risparmio.


Hera Comm, società di vendita di energia elettrica e gas naturale del Gruppo Hera e Acotel Net, divisione IoT del Gruppo Acotel, avviano una partnership rivolta principalmente ai clienti residenziali e alle piccole partite Iva che prevede l'utilizzo di un evoluto dispositivo di smart metering per il monitoraggio dei consumi energetici.

Il dispositivo, presentato a metà ottobre nel corso della convention di Hera Comm e già in distribuzione, consentirà a Hera Comm di affiancare i propri clienti per aiutarli a diventare consapevoli dei propri consumi e adottare comportamenti più efficienti.

Attraverso lo smartphone e grazie all'app dedicata "Hera ContaWatt" sviluppata per i Clienti di Hera Comm, sarà possibile visualizzare l'andamento dei consumi, verificare l'incidenza dei dati meteo, identificare picchi anomali o assenza di energia grazie a un sistema specifico di notifiche in tempo reale, e dunque adoperarsi per diminuirli o intervenire sul ripristino energetico. 

Il servizio, inoltre, analizzando i dati e comparandoli con le best practice secondo i bisogni del cliente, permetterà di formulare specifiche analisi di performance energetiche migliorative. 

Tutte le analisi saranno, inoltre, disponibili anche su un portale dedicato accessibile dai Servizi On Line del Gruppo Hera.

Uno dei principali obiettivi di Hera Comm è favorire l'assunzione da parte dei propri clienti di comportamenti virtuosi nel consumo di energia, in coerenza con i valori aziendali perseguiti a proposito di sostenibilità e risparmio energetico. 

Il vantaggio è anche dei clienti che realizzano così un risparmio economico sulla spesa energetica.

In quest'ottica il connubio sinergico con Acotel Net risulta ancora più funzionale al raggiungimento di questa strategia di posizionamento.

"La scelta di proporre con le offerte luce e gas prodotti a condizioni vantaggiose – ha commentato Isabella Malagoli, Direttore Marketing e Vendite di Hera Comm- che favoriscono la consapevolezza dei clienti sui propri consumi energetici e azioni concrete per gestirli con efficienza, è parte dell'impegno concreto per ridurre l'impatto ambientale a favore dei valori di sostenibilità, coinvolgendo di fatto i clienti stessi nel perseguimento di questo obiettivo".

"Con Hera Comm abbiamo chiuso un accordo con una tra le più importanti Utility italiane. Il core della nostra strategia - commenta Davide Carnevale, Direttore Marketing di Acotel - continua ad essere quello di supportare il mercato attraverso la soluzione combinata di smart meter e analisi on line dei consumi giornalieri, fruibile da app con smartphone Android e iOS e da web con PC e tablet. Un fabbisogno energetico equilibrato che risponda sempre più alla sostenibilità ambientale e alla responsabilità sociale di impresa -continua Carnevale - quale obiettivo imprescindibile del nostro business".





domenica 15 ottobre 2017

BIODIESEL: L’ENERGIA VERDE CHE METTE IN MOTO L’ECONOMIA E TUTELA L’AMBIENTE

Risultati immagini per biodiesel
ASSITOL ricorda i numerosi vantaggi del biodiesel, il cui impiego nei trasporti ha già ridotto fortemente le emissioni nocive, creando reddito ed occupazione in agricoltura e nell'industria.

Senza il biodiesel, sarebbe impossibile immaginare un futuro senza carburanti fossili e l'economia, non soltanto nazionale, perderebbe un importante fonte di reddito. 

A pochi giorni dall'appello contro la riduzione dei dazi nei confronti del biodiesel argentino, ASSITOL, l'Associazione italiana dell'industria olearia, sottolinea l'importanza del biocombustibile per costruire un futuro energetico con costi minori per l'uomo e per l'ambiente.

"Di buoni motivi per puntare sul biodiesel ce ne sono tanti – spiega Alistair Fraser, presidente del Gruppo Biodiesel dell'associazione – a cominciare dalla sua origine vegetale, per finire al risparmio in termini di costi ed energia".

Dalle colture di semi oleosi nasce una filiera virtuosa che, partendo dalla produzione agroalimentare, arriva fino a quella di energia. Le farine proteiche sono l'ingrediente base della nostra mangimistica e sostengono le eccellenze alimentari nel settore lattiero-caseario e delle carni, mentre la parte oleosa dei semi è destinata sia alla produzione di oli alimentari sia a quella energetica.

"Il nostro settore vive grazie al suo legame con l'agricoltura – ammette il presidente degli imprenditori del biodiesel - Per la loro produzione le nostre aziende utilizzano oli vegetali come soia, colza e girasole, ma anche grassi animali e persino oli di frittura esausti, in un'ottica di riuso e riciclo, delineando così un importante modello di economia circolare".

Per gli agricoltori, tutto questo rappresenta un introito supplementare. Lo sviluppo del biodiesel contribuisce anche a combattere il fenomeno dell'abbandono delle aree coltivate: in base ai dati dell'Unione Europea, ogni anno il numero di terre lasciate incolte aumenta di 200mila ettari.

Anche se esausti, gli oli possono poi essere riciclati per la produzione del biodiesel, trasformando così un rifiuto in risorsa. "E' il caso di dire che del seme oleoso non si butta via nulla – commenta il presidente del Gruppo Biodiesel – ma che, al contrario, si riutilizza tutto, in un circolo virtuoso e continuo che avvantaggia agricoltori, industria e cittadini".

E' la necessità di "decarbonizzare" il nostro sistema energetico, soprattutto nei trasporti, a tracciare la strada verso un impiego sempre maggiore del biodiesel. "La mobilità, per sua natura, richiede molto energia e produce emissioni nocive – osserva  Fraser – ecco perché i biocarburanti, che hanno un impatto ambientale molto ridotto, rappresentano una soluzione vantaggiosa".

Parecchi studi, europei ed americani, hanno dimostrato da tempo che l'impiego del biodiesel determina una riduzione di anidride carbonica del 65% rispetto al diesel convenzionale, oltre che un forte calo di altre emissioni dannose per la nostra salute, come lo zolfo e le polveri sottili, in particolare le famigerate PMI10 e le PM2,5, che provocano l'inquinamento urbano e causano problemi all'organismo umano. Inoltre, il motore a diesel sfrutta più del 50% del potere energetico del carburante, mentre quello a scoppio non arriva al 30%.

"La prima generazione di biocarburanti, estratti da semi oleosi – ricorda il presidente Fraser - ha già portato un calo delle emissioni nel trasporto su strada pari al 35%, ed entro il 2017, la riduzione di queste stesse emissioni arriverà al 50%. Un risultato così significativo deve far riflettere Bruxelles, chiamata nei prossimi giorni a discutere della nuova 'Red II', la Direttiva sull'energia rinnovabile".



--
www.CorrieredelWeb.it

martedì 10 ottobre 2017

Italia al top per efficienza energetica.


CONTINUA IL BOOM DELLA WHITE ECONOMY: 800 MILA AZIENDE E 185 MILIARDI DI EURO DI VALORE AGGIUNTO SOLO IN ITALIA.  

Ancora un trend positivo per l'efficienza energetica nel nostro Paese: a metterlo in evidenza è Avvenia che oggi annuncia la nascita di una NewCo in cui confluiranno i principali asset di Avvenia, acquisiti al 70% da Terna.   

Italia al top per efficienza energetica. 

La white economy, il ramo dell'economia relativo alla riqualificazione energetica, coinvolge oggi in Italia 800 mila aziende, con 185 miliardi di euro di valore aggiunto per il 2017 e con un indotto pari al triplo di ciascun investimento. 

Ancora un trend positivo dunque per l'efficienza energetica e a metterlo in evidenza è proprio Avvenia, pioniere nel campo della white economy, in occasione dell'annuncio, oggi, della nascita di una NewCo in cui confluiranno i principali asset di Avvenia, acquisiti al 70% da Terna tramite la sua controllata Terna Plus.  

Fondata dall'ingegner Giovanni Campaniello nel 2001 ed oggi all'avanguardia per tecnologie e per competenze di marketing, Avvenia è stata tra le prime, già a partire dal 2005, ad operare nel campo dei Titoli di Efficienza Energetica, il meccanismo introdotto per promuovere un utilizzo sempre più razionale dell'energia. 

E proprio in questo settore, all'avanguardia per tecnologie e per competenze di marketing, Avvenia ha portato la aziende assistite ad ottenere risparmi di energia primaria di oltre il 40% e ad una diminuzione dei consumi di gas naturale di oltre il 78% in tutti i settori industriali.  

Dal 2005 ad oggi il risparmio complessivo in Italia è stato di 31,6 milioni di TEP, con Lombardia, Puglia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio che si posizionano come le regioni più virtuose e con l'82% dei risparmi riferibili ad aziende industriali ad alta intensità di energia consumata: il 52% da risparmi di gas, il 30% da risparmi di energia elettrica, il 18% da risparmi di altra natura.  

L'accordo con Terna è stato firmato sulla base di una valorizzazione degli asset di Avvenia pari a 10 milioni di euro e prevede inoltre un'opzione per l'acquisizione della restante quota del 30% entro 24 mesi dal closing dell'operazione, che avverrà nei primi mesi del 2018.  

Secondo gli analisti di Avvenia in questo nuovo scacchiere geopolitico l'Europa gioca a capotavola, con l'Italia che conquista il primo posto. 
Nel nostro Paese, inoltre, anche il consumo finale di energia si conferma tra i più bassi in Europa e nel mondo, con un valore pro-capite pari a 2,2 tonnellate equivalenti di petrolio (Tep), mentre nel Regno Unito questo valore sale a 3,2 Tep, in Francia a 3,6 Tep e in Germania a 3,7 Tep.  

Secondo la valutazione di Avvenia per l'efficienza energetica globale del 2017 la classifica vede l'Italia al primo posto con 92 punti su 100, seguita da Francia al secondo posto con 89 punti, Germania al terzo posto con 86 punti, Regno Unito al quarto posto 83 punti e Giappone al quinto posto con 78 punti. 

Seguono poi il Canada (71 punti), l'Australia (65 punti), gli Stati Uniti (54 punti), la Russia (48 punti), la Cina (33 punti), l'India (30 punti) ed il Brasile (28 punti).  Da quasi 20 anni Avvenia porta la tecnologia italiana «Made in Rome» nel mondo. 

L'azienda ha saputo rivoluzionare gli strumenti e le conoscenze legate alla gestione dell'energia ed allo studio del flusso del vettore energetico.  

Dal 2015, momento storico per il cambiamento del mercato dell'efficienza energetica, Avvenia è infatti la società con la più alta specializzazione per competenze e con la più ampia trasversalità di applicazione di tali competenze, testimoniata dal numero più alto in assoluto di progetti di efficientamento presentati e gestiti, rispetto alla concorrenza anche internazionale.  

Forte della sua esperienza quasi ventennale, l'azienda ha testato il suo successo in ben 13 settori merceologici differenti, mettendo a disposizione di ogni settore industriale il suo know-how e la sua esperienza nell'ottimizzare l'uso dell'energia.  

Qualche esempio? Nel settore siderurgico Avvenia ha per prima implementato un innovativo sistema a secco per l'abbattimento delle polveri contenute nei fumi di scarico, adottato diffusori radianti per il recupero del calore, razionalizzato l'impianto di laminazione a caldo, ammodernato l'impianto di colata continua, portando a risparmi dei consumi energetici di oltre il 30% a parità di condizioni di lavoro e ad un'analoga riduzione delle emissioni di CO2.  

Ma non vi è solo siderurgia: evidenti miglioramenti dei sistemi produttivi e conseguenti risparmi energetici sono stati introdotti da Avvenia in ogni settore merceologico: dall'imbottigliamento delle bevande all'industria della birra, dal packaging alimentare alle lavanderie industriali, dal settore automotive alla ceramica da bagno, dall'industria del legno all'analisi energetica delle grandi strutture commerciali ed edilizie sia pubbliche che private, dalla produzione di pellet all'industria alimentare, farmaceutica e petrolchimica.  

Avvenia, fiore all'occhiello dell'imprenditoria nazionale nell'ambito della white economy, ha così portato alta nel mondo la bandiera italiana nel campo dell'efficienza energetica. 

E se i suoi clienti erano agli esordi appena 4, già nel 2012 sono saliti a 63 e sono diventati diverse centinaia negli anni successivi, includendo importanti realtà di rilievo internazionale quali Bayer, Birra Peroni, Coca Cola, Ferrarelle, Ferrero, Fiat, Maserati, Moto Guzzi, Pfizer, Piaggio, Plasmon, Trenitalia, TyssenKrupp.


--
www.CorrieredelWeb.it

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *