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giovedì 22 marzo 2018

Acqua: 30 milioni di italiani hanno imparato a chiudere il rubinetto quando si lavano i denti


Giornata mondiale dell'acqua

30,5 milioni di italiani hanno imparato a chiudere l'acqua quando si lavano i denti

7 su 10 dichiarano di usare lavatrice e lavastoviglie solo se a pieno carico

Milano,22 marzo 2018. Sono 30,5 milioni gli italiani che dichiarano di chiudere sempre i rubinetti quando si lavano i denti, mentre sono 25 milioni quelli che scelgono di fare la docciaavendo cura di dosare bene l'acquaanziché il bagno. 
Questi alcuni dei dati emersi dall'indagine "Gli Italiani, il risparmio e…le loro manie" commissionata da Facile.it in occasione dell'apertura del suo Store di Roma mUp Research e condotta su un campione rappresentativo della popolazione nazionale.
Numeri che, nella Giornata Mondiale dell'Acquanon solo assumono un significato ancor più importante, ma evidenziano come la necessità delle famiglie italiane di ridurre i costi domestici abbia un impatto virtuossia per le tasche dei consumatori sia per l'ambiente.
Proprio l'acqua sembra essere al centro dell'attenzione degli italiani quando si parla di ridurre le spese e alla domanda "quali comportamenti mettete in atto in famiglia al fine di risparmiare?", i primi tre indicati dai rispondenti sono connessi a questa preziosa risorsa.
Al primo posto, tra le azioni messe in atto per risparmiare, con il 71%,si posiziona "usare la lavatrice e lavastoviglie solo se a pieno carico", comportamento ormai proprio di 31 milioni di italianiuna scelta consapevole che porta benefici ambientali sia in termini di riduzione dei consumi energetici, sia di spreco d'acqua se si considera che, in media, una lavatrice da Kg consuma tra i 40 e 50 litri per un solo ciclo di lavaggio.
L'azione che si trova al secondo posto, indicata dal 70% dei rispondenti, è quella di "chiudere sempre i rubinetti quando ci si lava i denti" mentre al terzo posto il "fare la doccia (dosando bene l'acqua) anziché il bagno" indicata come abitudine dal 58% del campione.
Se non sorprende notare come l'attenzione allo spreco cambi a seconda della composizione della famiglia e cresca con l'aumentare del numero dei componenti, curioso che single risultino essere tra i più attenti al tema del risparmio.
Se si guarda all'uso di lavatrice e lavastoviglie solo se a pieno carico, ad esempio, la percentuale dei rispondenti single che dichiarano di avere questa abitudine è più alta di 4 punti percentuali (75%) rispetto alla media nazionale (71%)mentre analizzando coloro che dichiaranodi fare la doccia anziché il bagno, anche in questo caso i single (67%) si dimostrano più attenti della media nazionale (58%).

Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. 
Inoltre, per Roma e Provincia è stato realizzato un sovracampionamento pari a n.407 interviste complessive. 
Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l'invio di un'email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. 
Indagine condotta fra dicembre 2017 e marzo 2018.


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martedì 20 marzo 2018

23 marzo, Giornata Mondiale Meteorologia: come affrontare il cambiamento climatico

Cambiamento climatico: consapevolezza, resilienza e tempestività per affrontarlo

Fondazione OMD si fa portavoce delle tematiche promosse dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale 

Saper reagire in maniera tempestiva ai pericoli dei sempre più numerosi eventi meteorologici estremi; essere resilienti di fronte alle conseguenze che il cambiamento climatico impone alle nostre vite; avere consapevolezza del ruolo e dell'importanza della risorsa acqua.

La necessità di essere weather-ready, climate-smart e water-wise è il tema della Giornata Mondiale della Meteorologia che si celebra il 23 marzo, ricorrenza istituita nel 1961 dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) per portare all'attenzione del grande pubblico gli aspetti della meteorologia e della climatologia che influiscono sulla quotidianità di tutti gli abitanti del pianeta.

A farsi portavoce della tematica di questa Giornata Mondiale è la Fondazione OMD – Osservatorio Meteorologico Milano Duomo, da sempre promotrice di iniziative di sensibilizzazione e divulgazione con l'obiettivo di diffondere la cultura meteorologica nel nostro Paese.

Dichiara il Generale Giuseppe Frustaci, direttore scientifico della Fondazione OMD: Nel 2014 l'ultimo rapporto dell'Ipcc - il comitato intergovernativo sul cambiamento climatico costituito dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) insieme al WMO - ha definito inequivocabilmente che i cambiamenti climatici, e la velocità senza precedenti con cui stanno avvenendo, vanno ricondotti prevalentemente alle attività umane. Per questo è necessario che istituzioni, scienziati ed esperti, mondo produttivo ed economico, semplici cittadini, insomma che tutta la popolazione sia consapevole del cambiamento climatico in atto e dei suoi effetti e agisca di conseguenza.

La Giornata Mondiale vuole porre l'attenzione soprattutto sulla necessità di essere weather-ready, preparati cioè a reagire in maniera tempestiva e corretta di fronte a eventi meteorologici potenzialmente devastanti, in particolare attraverso la realizzazione di sistemi integrati di allerta precoce (MHEWS - Multi-Hazard Early Warning Systems).

Basati su 4 fattori fondamentali - conoscenza del rischio complessivo a cui è esposta una popolazione, attività integrate di monitoraggio e prevenzione, comunicazione e propagazione delle allerte, reattività e capacità di risposta da parte della popolazione – questi sistemi devono essere appannaggio delle istituzioni, ma non possono prescindere dal coinvolgimento attivo del singolo, che deve essere pronto a cogliere i messaggi di allerta e adottare di conseguenza i comportamenti corretti.

In Italia è il Servizio Nazionale di Protezione Civile a svolgere attività di previsione e prevenzione dei rischi.

Se da un lato abbiamo un elevato livello di conoscenza di un territorio complesso e vulnerabile come è quello italiano – afferma Filippo Thiery, meteorologo, funzionario del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e divulgatore scientifico – e siamo molto avanti nell'attività di previsione e prevenzione dei rischi meteo-idrogeologici e idraulici, dobbiamo lavorare ancora su altri aspetti, come l'efficace comunicazione delle informazioni e il loro corretto utilizzo. Soprattutto è necessario sensibilizzare sempre di più la popolazione sui pericoli e i rischi legati agli eventi meteorologici, a partire dal senso stesso di stare in allerta, e sollecitarla a reagire prontamente. Per questo l'opera di enti come la Fondazione OMD, che si impegna per diffondere la conoscenza delle nozioni di meteorologia e climatologia, dei programmi di educazione ambientale e dei protocolli comportamentali da adottare in caso di emergenza, è fondamentale per educare la cittadinanza alla cultura del rischio.

A questo occorre unire un approccio climate-smart nello sfruttare le osservazioni meteorologiche, il monitoraggio ambientale e i sistemi previsionali per pianificare le misure più adatte a diminuire i quantitativi di gas serra prodotti e immessi nell'atmosfera, avviare processi di adattamento ai cambiamenti climatici, adottare politiche corrette dal punto di vista ambientale in tema di scelte energetiche, trasporti, alimentazione. 

Non meno importante, è necessario usare in maniera water-wise la risorsa acqua, di fronte a fatti come le difficoltà nel gestirne la domanda a livello globale, l'innalzamento dei mari, gli effetti di inondazioni, alluvioni e siccità.


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22 marzo, Giornata Mondiale dell'Acqua: l'impegno del Gruppo Sanpellegrino tra tutela della risorsa e iniziative per le famiglie

22 MARZO, GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA: L'IMPEGNO COSTANTE DEL GRUPPO SANPELLEGRINO TRA TUTELA DELLA RISORSA E INIZIATIVE PER LE FAMIGLIE

·         In occasione della XXVI Giornata Mondiale Dell'Acqua, il Gruppo Sanpellegrino organizza laboratori educativi per bambini e famiglie.

·         Ridotti del 31%, negli ultimi 10 anni, i volumi complessivi di acqua nei processi produttivi, per litro imbottigliato.

Lo stabilimento di Nestlé Vera a Santa Rosalia, con 0,08 L/L[1] risulta particolarmente virtuoso nell'ottimizzare il consumo di acqua per litro imbottigliato.

·         Prosegue l'impegno di Levissima per la salvaguardia dei ghiacciai.

Milano, 20 marzo 2018 – Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua, istituita dall'ONU nel 1992 con l'intento di sensibilizzare e promuovere azioni concrete per la tutela delle risorse idriche

Il Gruppo Sanpellegrino, azienda di riferimento nel mercato delle acque minerali, da sempre mette al centro del proprio operato la tutela di questa preziosa risorsa, fondamentale per la vita. Proprio per questo, l'azienda anche quest'anno celebra con orgoglio questa Giornata unendosi alle iniziative che si svolgono a livello globale.

"La celebrazione della Giornata Mondiale dell'Acqua rappresenta un'occasione importante per sottolineare come l'impegno del nostro Gruppo si esprima a 360° e su diversi fronti - illustra Federico Sarzi Braga Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Sanpellegrino - Come azienda siamo impegnati quotidianamente e in maniera concreta sia nella tutela delle fonti e dei territori in cui si trovano, sia nel ridurre l'impatto ambientale dei processi produttivi dei nostri stabilimenti. In più, da anni lavoriamo intensamente per diffondere a tutti i livelli la cultura della corretta idratazione, che è alla base del benessere di ogni individuo. Un'attenzione particolare l'abbiamo da sempre riservata ai bambini, gli adulti di domani, perché siamo convinti che le buone abitudini si imparano fin da piccoli".

Azioni concrete e sostenibilità ambientale: l'impegno di Sanpellegrino
L'impegno concreto dell'azienda si realizza in ogni giorno dell'anno: Sanpellegrino ha infatti ridotto negli ultimi 10 anni del 31% i volumi complessivi di acqua utilizzata nei processi produttivi, per litro imbottigliato. Lo stabilimento in cui si imbottiglia Nestlé Vera Santa Rosalia, in provincia di Agrigento, con 0,08 L/L1 risulta particolarmente virtuoso nell'ottimizzare il consumo di acqua per litro imbottigliato.

Un'ulteriore conferma dell'impegno concreto che il Gruppo ha nei confronti della sostenibilità ambientale e della tutela della risorsa acqua è rappresentata anche dalla collaborazione – in corso fin dal 2007 – tra Levissima, l'Università degli Studi di Milano e le istituzioni locali della Valtellina, in un progetto di ricerca scientifica per la salvaguardia dei ghiacciai e per contrastare la dispersione della risorsa acqua.

I laboratori per i bambini, le famiglie e le visite agli stabilimenti
Il 22 marzo è quindi l'occasione per celebrare questo giorno importante: i bambini e le loro famiglie potranno partecipare ai laboratori ludico educativi che si svolgono nei territori dove sono presenti alcune delle fonti da cui sgorga l'acqua Nestlé Vera. L'obiettivo è sensibilizzare grandi e piccini ad utilizzare in modo responsabile questa preziosa risorsa ed educare i bambini sull'importanza di una corretta idratazione. Le iniziative programmate per la giornata e patrocinate dalle Amministrazioni locali permetteranno ai ragazzi di avvicinarsi in modo coinvolgente e divertente a questi temi gettando le basi per contribuire renderli cittadini consapevoli e responsabili.

Le iniziative nel dettaglio
I partecipanti alle iniziative potranno scegliere tra tre diversi tipi di esperienza. Partecipando a "Pianeta blu" giocheranno con un mappamondo gonfiabile imparando a conoscere la proporzione sulla superficie del pianeta tra terra e acqua, tra acqua dolce e salata, tra acqua dolce disponibile e intrappolata nei ghiacci e nelle rocce, oltre all'importanza di questa risorsa per la vita.

Con il laboratorio "Incredibile viaggio" i bambini verranno coinvolti in un divertente gioco con i dadi e, impersonando una molecola d'acqua, ripercorreranno i luoghi del suo viaggio, dai fiumi verso l'oceano, dalle nuvole alla terra, dagli animali all'uomo. In corrispondenza di ogni tappa, raccoglieranno una perlina che andrà a comporre un vivace braccialetto che ricorderà il viaggio dell'acqua. Mentre con "Segui il flusso" i piccoli partecipanti, attraverso giochi interattivi, scopriranno la percentuale di acqua presente negli organi del corpo umano e come poter mantenere il bilancio idrico sempre in equilibrio.

Tutte le attività ludico-didattiche, così come tutti gli eventi per celebrare la Giornata Mondiale dell'acqua organizzati da Nestlé Waters in oltre 30 Paesi coinvolgendo 25.000 bambini, sono legate al programma della Fondazione WET (Waters Education for Teachers): un progetto internazionale, patrocinato in Italia dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che nel nostro Paese ha coinvolto più di 6.500 Istituti con la distribuzione di 28.000 kit educativi.


SANPELLEGRINO
Sanpellegrino è l'azienda di riferimento nel campo del beverage in Italia, con acque minerali, aperitivi analcolici, bibite e tè freddi. I suoi prodotti, sintesi di benessere, salute ed equilibrio, sono presenti in oltre 150 Paesi attraverso filiali e distributori sparsi nei cinque continenti.

Sanpellegrino, come principale produttore di acqua minerale, è da sempre impegnata per la valorizzazione di questo bene primario per il Pianeta e lavora con responsabilità e passione per garantire a questa risorsa un futuro di qualità. 

Un impegno che passa anche attraverso la promozione dell'importanza di una corretta idratazione: Sanpellegrino infatti sostiene e diffonde i principi di benessere psico-fisico legati al corretto consumo di acqua, facendosi portavoce dell'"educazione all'idratazione" attraverso un programma che promuove il consumo quotidiano della corretta quantità di acqua, a seconda delle diverse esigenze e stili di vita.


[1] L'acqua utilizzata nel processo di imbottigliamento esclusa quella contenuta nella bottiglia



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mercoledì 24 gennaio 2018

Efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Energy&Strategy Group PoliMi: con gestione efficiente dell'acqua possibili risparmi energetici per 370 milioni di euro all'anno

Energy&Strategy Group, School of Management Politecnico Milano

Prima edizione del Water Management Report: in Italia una gestione efficiente dell'acqua farebbe risparmiare in energia 370 milioni di euro all'anno 

Per la prima volta l'Energy&Strategy Group posa lo sguardo sul mondo delle risorse idriche. Focus su rete civile e industria, dove sono stati analizzati cinque sotto-settori nell'ambito di chimica, siderurgia, lavorazione di minerali non metalliferi, produzione della carta e tessile.

 Vittorio Chiesa: "In Italia la dispersione sulla rete di distribuzione supera in media il 40%. Le opportunità di efficientamento sono notevoli e porterebbero meno spese per la rete idrica civile, dove si potrebbero risparmiare fino a 2,7 miliardi di metri cubi d'acqua l'anno, e più profittabilità per l'industria, che ne guadagnerebbe anche in immagine. Ma occorre favorire gli investimenti, sensibilizzare gli stakeholder e creare una collaborazione virtuosa"

Milano, 24 gennaio 2018 – L'acqua è un bene prezioso e sempre più scarso che esige una strategia di gestione sostenibile, soprattutto per quel che riguarda l'acqua dolce, appena il 3% di quella disponibile. Anche in Italia si cerca un efficientamento della rete idrica che tuttavia è ancora un "work in progress": a fine 2015 l'acqua erogata nelle reti di distribuzione nel nostro Paese è stata pari a circa 4,8 miliardi di metri cubi, con una dispersione media del 40,66% (contro il 37,19% del 2012) e punte di oltre il 50% nel Centro e Sud Italia. Una corretta gestione della risorsa idrica e dei consumi energetici associati diventa fondamentale:nell'attività di distribuzione, per esempio, il potenziale teorico di risparmio energetico annuo si traduce in circa 370 milioni di euro, quello idrico in 2,7 miliardi di metri cubi d'acqua.

Il tema della gestione dell'acqua è al centro della prima edizione del Water Management Report dell'Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, presentato oggi al Politecnico.L'attenzione dello studio, il primo dedicato all'"oro blu", è focalizzata sulla rete idrica civile e sull'industria, dove sono stati analizzati cinque sub-settori nell'ambito della chimica, della siderurgia, della lavorazione di minerali non metalliferi, della produzione della carta e del tessile, che complessivamente coprono circa il 55% dei consumi totali di acqua nel comparto industriale. L'agricoltura verrà presa in considerazione nella seconda edizione del Water Management Report, in uscita a fine anno.

Il volume totale di acqua dolce prelevato dall'ambiente nel nostro Paese è di circa 33,7 miliardi di metri cubi l'anno, per metà (50,45%) usati in agricoltura, che però si serve solo marginalmente della rete idrica. L'industria ne utilizza il 22,85% e si basa soprattutto su sistemi di prelievo dedicati; il resto (26,70%) è appannaggio del settore civile, che si approvvigiona quasi esclusivamente dalla rete idrica.

"Migliorare l'efficienza della rete idrica italiana promette importanti vantaggi - afferma Vittorio Chiesa, direttore dell'Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano - ma occorre migliorare il coinvolgimento e la collaborazione tra gli stakeholder. Nel caso della rete civile, per esempio, l'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), i soggetti gestori degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), i manutentori della rete idrica civile, i grossisti e i fornitori di tecnologie devono camminare insieme verso l'obiettivo di ridurrele perdite lungo tutta la rete sfruttando le opportunità connesse al nuovo sistema tariffario e utilizzando al meglio tutte le tecnologie".

E' proprio nel nuovo sistema tariffario che gli investimenti nel settore idrico (a fine 2015 circa 11,85 miliardi di euro di risorse pubbliche) devono trovare la principale fonte di finanziamento, "ma la normativa dovrebbe avviare un circolo virtuoso che leghi maggiori investimenti a migliori remunerazioni", conclude Chiesa. Ad esempio, lo studio evidenzia le opportunità offerte dalle tecniche no-dig per opere di risanamento e sostituzione con costi e impatto ambientale meno elevati. 

Anche nell'industria "esistono numerosi sistemi, grazie all'evoluzione tecnologica, che consentirebbero sia una riduzione dei consumi d'acqua sia un incremento della profittabilità, così come ci sono opportunità di efficientamento poco sfruttate perché si scontrano con costi della 'materia prima acqua' piuttosto bassi - continua il direttore dell'Energy&Strategy Group -. In questo senso è importante che i policymakers definiscano delle condizioni normative e fiscali adatte a favorire gli investimenti che mirino a risparmiare acqua dolce. Si può innescare un percorso virtuoso di utilizzo sostenibile della risorsa idrica soprattutto se si sensibilizzeranno tutti gli attori, pubblici e privati, sul tema del water management e si renderà conveniente investire".

Questa prima edizione del Water Management Report apre le porte ad approfondimenti successivi: per quanto riguarda la rete idrica, verrà monitorato lo stato di avanzamento degli interventi descritti per verificare gli effettivi passi in avanti e allargare l'analisi alle due attività del ciclo idrico integrato, fognatura e depurazione, che non sono state approfondite; per quanto riguarda i settori industriali, verranno presi in esame i macro-settori complessivi, per valutare più a 360° il potenziale di efficientamento idrico-energetico.

La rete idrica civile. Il Report analizza prima il quadro normativo che regola l'utilizzo dell'acqua e le principali novità introdotte dalle leggi vigenti in materia di risorse idriche in Italia, come il Servizio Idrico Integrato (SII), gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), la disciplina della gestione e il sistema tariffario del Servizio Idrico Integrato. Ad oggisi contanosul territorio nazionale 92 ATO, ciascuno regolato da un Ente d'Ambito e amministrato da un soggetto gestore. I primi 26 soggetti gestori, che servono ognuno una popolazione superiore ai 400.000 abitanti, arrivano a coprire quasi il 70% degli italiani (oltre il 50% è servito dai primi dieci). 

Il settore idrico italiano è regolato e gli investimenti sembrano essere remunerati a sufficienza. Tuttavia occorre migliorare il trade-off tra la remunerazione degli investimenti e il sistema tariffario: per aumentare la convenienza, la normativa dovrebbe esplicitare agli operatori "come" investire, ossia quali materiali, quali tecnologie e quali tecniche utilizzare, in modo da avviare un circolo virtuoso che leghi maggiori investimenti a migliori remunerazioni. Il Report descrive l'infrastruttura idrica italiana e quantifica i livelli di acqua prelevata, potabilizzata, immessa ed erogata nella rete idrica italiana, sottolineando i livelli di dispersione sia nella singola Regione che a livello nazionale.

E' evidente che ci sono enormi spazi per interventi di efficientamento. Nella rete civile il Report stima un potenziale risparmio idrico teorico di 2,7 miliardi di metri cubi all'anno a cui si associa quello energetico di oltre 2 TWh, traducibili, questi ultimi, in circa 370 milioni di euro non spesi. Interventi orientati al lungo periodo di risanamento e sostituzione delle tubature per ridurre il livello delle perdite permetterebbero di raggiungere un potenziale di risparmio idrico di circa 1,2 miliardi di metri cubi, che significa un potenziale "raggiungibile" di risparmio energetico associato di poco inferiore a 1 TWh (circa 160 milioni di euro), cioè il 50% in meno rispetto alla stima teorica. Perché tali obiettivi siano realizzati è tuttavia necessaria l'azione congiunta dei soggetti gestori, che devono promuovere i nuovi sistemi di incentivazione e provare a ragionare in un'ottica pluriennale con interventi di lungo periodo, e dei policymakers, che devono favorire gli investimenti e combattere gli allacciamenti abusivi.

L'industria. Per quanto riguarda il settore industriale, nel 2015 il volume di acqua dolce consumata è stato circa 6,9 miliardi di metri cubi: 5,5 miliardi nel manifatturiero e 1,4 miliardi nella produzione di energia. Il Report ha approfondito i cinque settori (chimico, siderurgico, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, produzione della carta e prodotti di carta, tessile) che sono più intensivi, sia per il consumo di acqua (coprono il 55% dei consumi totali industriali) che per il rapporto consumo di acqua su produzione venduta. In ognuno di questi settori viene studiato specificamente un sub-settore: la produzione del PET nel chimico, la siderurgia elettrica nel siderurgico, la produzione di ceramica nella lavorazione di minerali non metalliferi, la produzione di carta e cartone nel settore della carta e quella di lana nel tessile, mappandole tecniche per il risparmio di acqua utilizzate e valutando i risparmi idrico-energetici associati.

Per ogni sub-settore si è definita un'impresa "di riferimento" e per ciascuna delle tecniche implementabili si è svolta un'analisi delle opportunità di efficientamento idrico ed energetico, valutandone la convenienza economica e calcolando i tempi di ritorno dei possibili investimenti. In tutti i sub-settori studiati si possono ottenere notevoli risparmi, tuttavia è necessario che l'acqua abbia un certo costo diretto di approvvigionamento (da acque superficiali o sotterranee, o da rete idrica), perché questo influenza significativamente la decisione delle imprese di investire o no nelle tecniche analizzate: non a caso, ve ne sono molte quasi mai sfruttate per il costo troppo basso della 'materia prima acqua'.

sabato 7 ottobre 2017

Sostenibilità ambientale. A Bari la quarta edizione del Festival dell’Acqua


Risultati immagini per A Bari la quarta edizione del Festival dell’Acqua
Tra siccità e alluvioni, nel capoluogo pugliese il futuro della risorsa idrica
A Bari la quarta edizione del Festival dell’Acqua

Dall’8 all’11 ottobre conferenze, eventi e spettacoli

Blue-circular economy, nuove tecnologie, accessibilità e sviluppo sostenibile: a parlarne saranno esperti nazionali e internazionali, rappresentanti del Governo, attori, musicisti e filosofi. Michele Mirabella, Luca Mercalli, Sergio Rubini, Luciano Canfora sono solo alcuni dei personaggi coinvolti

BARI, 6 OTTOBRE 2017 - Stato delle risorse idriche del Pianeta, disponibilità e accessibilità, siccità e alluvioni, nuove tecnologie e tematiche sociali, ma anche spettacoli ed incontri culturali.

Tutto questo è il Festival dell’Acqua, ideato e promosso da Utilitalia (la Federazione delle aziende che si occupano di acqua ambiente e energia), in collaborazione con Acquedotto pugliese (AQP), in programma a Bari dall’8 all’11 ottobre.

Patrocinato dal MINISTERO DELL’AMBIENTE, dalla REGIONE PUGLIA, dal COMUNE DI BARI, da UNESCO Wwap, dalle maggiori associazioni mondiali ed europee del settore (IWAInternational Water Association ed EUREAU) e da Apulia Film Commission il Festival è realizzato grazie al coinvolgimento dell’UNIVERSITA’ DI BARI “Aldo Moro” (sede principale del Festival), di Legambiente Puglia, dell’Accademia delle Belle Arti, della Biblioteca Nazionale di Bari, e dell’Associazione Idrotecnica Italiana.

L’edizione 2017 del Festival vede lo straordinario gemellaggio con il Music Festival “L’ACQUA IN TESTA” che nei due giorni precedenti (sabato 7 e domenica 8) ha programmato eventi musicali di portata internazionale: Tony Allen e Yassin Bey.

Nelle tre passate edizioni (Genova 2011, L’Aquila 2013 e Milano Expo 2015) il Festival ha coinvolto complessivamente 429.000 visitatori14.800 studenti, proponendo 98 sessioni tecnico-scientifiche e 94 eventi culturali legati al tema dell’acqua.

Coinvolte negli approfondimenti convegnistici e seminariali a Bari, i rappresentanti di oltre 500 aziende associate ad Utilitaria e centinaia di soggetti istituzionali, scientifici e tecnici, che a diverso titolo si occupano dei Servizi idrici e di pubblica utilità.

In occasione del Festival dell’Acqua, Utilitalia e Acquedotto Pugliese hanno curato la riattivazione della fontana di Piazza Umberto I, che rappresenta il simbolo dell’acqua corrente in Puglia e sarà protagonista dello spettacolo di martedì sera.

Tra le presenze di rilievo previste nei giorni delle conferenze del festival, tra i protagonisti: il viceministro dell’Economia Enrico Morando, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco di Bari e presidente di ANCI, Antonio Decaro, il Coordinatore del World Water AssessmentProgramme dell’Unesco Stefan Uhlenbrook, il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, il Presidente dell’International Water Association Diane Darras e il Presidente della Società Italiana di Meteorologia Luca Mercalli.

Nella quarta edizione del Festival sono in programma sessioni tematiche sull’Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile al 2030, sul diritto all’acqua e sul Mediterraneo, dibattiti sui cambiamenti climatici e sugli effetti legati alla siccità e alle alluvioni e sulla “blue-circular economy”, con il riuso delle acque e la nuova vita dei fanghi di depurazione per la valorizzazione energetica.

“Siamo qui per presentarvi il Festival dell’acqua - esordisce Antonio Decaro, Sindaco di Bari - in un momento particolare della vita del nostro Paese in cui scopriamo, quotidianamente, che questa risorsa straordinaria non è illimitata, diversamente da quanto saremmo portati a pensare noi, che abbiamo la fortuna di appartenere a quella parte del mondo in cui l’acqua è disponibile. Tra i temi che saranno affrontati durante le attività e gli approfondimenti in programma c’è proprio il valore dell’acqua come risorsa pubblica e la necessità di non sprecarla. Un impegno che deve coinvolgere anche le nostre comunità, che sempre più devono comprendere che l’impegno di ciascuno può fare la differenza, a partire dai piccoli gesti quotidiani come utilizzare il diffusore sui rubinetti o aprire e chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti.
Un altro tema sul quale verterà il confronto riguarda l’impegno in termini di programmazione, che significa ad esempio riutilizzare le acque meteoriche per irrigare le aree a verde delle città o non impiegare l’acqua del nostro acquedotto per riempire piscine o per svolgere attività industriali, piccole azioni su scala locale che possono incidere sul contesto globale.
Ma non mancheranno momenti di svago e di buona musica, affidati all’esperienza del team dell’Acqua in Testa music festival, una realtà storica della nostra città che da otto anni porta a Bari grandi nomi della musica internazionale.
Ben venga allora la tre giorni dei lavori del Festival dell’acqua, in cui esperti nazionali e internazionali, organizzazioni mondiali, enti e grandi personalità si sono dati appuntamento a Bari per studiare e confrontare buone pratiche e nuovi approcci per la tutela delle risorse idriche.
Ringrazio Utilitalia per aver scelto la Puglia e Bari, ringrazio l’Acquedotto Pugliese per il grande lavoro di questi giorni e per il lavoro che ogni giorno svolge nella nostra città, la Regione Puglia e l’Università degli studi di Bari, sostenitori sempre attenti di iniziative importanti come questa. Mi auguro di incontrare tante persone durante queste giornate, mi auguro di incontrare soprattutto i più giovani, che prenderanno presto il testimone della guida di questo pianeta e che saranno chiamati a prendersene cura”.

''L'economia circolare dell’acqua è quella che ci porta a restituire alla natura quello che ci ha dato. Vale per i rifiuti, ma per l'acqua è ancora più semplice; e può addirittura creare risorse aggiuntive – osserva Gianfranco Grandaliano, vicepresidente Utilitalia - una buona sintesi è rappresentata da tre semplici regole. La prima: bisogna riuscire a tenere l'acqua quando c'è.
Questo vuol dire che per esempio dobbiamo ripensare a dighe e sbarramenti; e così quando arrivano le alluvioni, che sono in alcuni casi devastanti perché l'acqua non è governata a monte. Se invece la indirizziamo, non solo impediamo gli effetti delle alluvioni ma possiamo anche conservarla per quando d'estate non ce ne sarà abbastanza. Seconda regola: non disperderla nel corso della distribuzione. Noi abbiamo delle perdite di rete che sono circa del 40%: semplicemente occorre rifare le reti; ed è una cosa possibile, oltre al fatto che significa anche ottenere un risparmio. Terza regola: restituirla alla natura come ce l'ha data. Tradotto vuol dire che l'acqua va depurata e poi riportata in natura; ma devo anche riusarla, cosa che per esempio può esser fatta riusandola per l'irrigazione o per il settore industriale. Ecco – rileva ancora Grandaliano - questo insieme di cose rappresenta il ciclo integrato dell'acqua, un ciclo virtuoso. Che naturalmente non esaurisce tutti i problemi ma ne affronta almeno il 90%''.

“Nella logica del ‘non buttare via nulla’ – dice Anna Maria Curcuruto, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Puglia - bisogna tendere all’economica circolare dell’acqua riutilizzando i reflui sia in agricoltura sia negli usi civili e industriali per arrivare anche al riutilizzo dei fanghi, attualmente smaltiti onerosamente come rifiuto speciale. Un’economia blu circolare”.

“Quattro giorni di spettacoli, eventi culturali, seminari scientifici – dice il Presidente di Acquedotto Pugliese, Nicola De Sanctis - ma anche e soprattutto occasione di dibattito e approfondimento sul servizio idrico, criticità e prospettive”.

“Acquedotto Pugliese, imponente opera di ingegneria idraulica – prosegue il Presidente - ha rappresentato il primo grande intervento infrastrutturale nel mezzogiorno. Ancora oggi, la più rilevante realtà del settore in Italia per complessità e numeri. A distanza di cento anni dalla sua realizzazione, la sfida dell’ammodernamento infrastrutturale rimane ancora aperta. La capacità d’investire nel sistema rappresenta la priorità e un’opportunità da cogliere per lo sviluppo e benessere del territorio”.

“Oggi il Mezzogiorno investe nel sistema idrico 16 euro per abitante all’anno. A livello nazionale la spesa è di circa 32 euro. Acquedotto Pugliese ne investe 42. Nonostante i risultati raggiunti da Acquedotto, per rispondere appieno ai fabbisogni idrici della comunità servita, occorre un ulteriore sforzo. Il Festival rappresenta un’occasione straordinaria. Dal confronto tra esperti nazionali e internazionali del settore mi auguro - conclude De Sanctis - possano giungere nuovi stimoli e, soprattutto, risposte concrete alle esigenze della nostra comunità”.

Ampio spazio sarà dedicato alle soluzioni più innovative, al monitoraggio, alla banda larga e ai satelliti, al mondo delle start-up nel settore idrico e alla dissalazione che, grazie all’evoluzione tecnologica del settore e all’abbattimento dei costi, consente di pensare al mare come al più grande serbatoio d’acqua potabile.

Al ciclo di incontri e di riflessioni si affianca un ricco programma di manifestazioni artistiche e culturali oltre a laboratori didattici e incontri per le scuole di ogni ordine e grado.

A parlare del tema dell’acqua al pubblico e ai ragazzi delle scuole saranno, sotto varie sfaccettature, l’attore Sergio Rubini, il saggista Luciano Canfora, il professore Giorgio Ieranò, il professor Michele Mirabella.

Appuntamento dunque per l’APERTURA UFFICIALE del FESTIVAL DELL’ACQUA 2017 con i concerti di Tony Alles e Yassiin Bey dell’ACQUA IN TESTA music Festival!

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