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martedì 20 marzo 2018

23 marzo, Giornata Mondiale Meteorologia: come affrontare il cambiamento climatico

Cambiamento climatico: consapevolezza, resilienza e tempestività per affrontarlo

Fondazione OMD si fa portavoce delle tematiche promosse dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale 

Saper reagire in maniera tempestiva ai pericoli dei sempre più numerosi eventi meteorologici estremi; essere resilienti di fronte alle conseguenze che il cambiamento climatico impone alle nostre vite; avere consapevolezza del ruolo e dell'importanza della risorsa acqua.

La necessità di essere weather-ready, climate-smart e water-wise è il tema della Giornata Mondiale della Meteorologia che si celebra il 23 marzo, ricorrenza istituita nel 1961 dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) per portare all'attenzione del grande pubblico gli aspetti della meteorologia e della climatologia che influiscono sulla quotidianità di tutti gli abitanti del pianeta.

A farsi portavoce della tematica di questa Giornata Mondiale è la Fondazione OMD – Osservatorio Meteorologico Milano Duomo, da sempre promotrice di iniziative di sensibilizzazione e divulgazione con l'obiettivo di diffondere la cultura meteorologica nel nostro Paese.

Dichiara il Generale Giuseppe Frustaci, direttore scientifico della Fondazione OMD: Nel 2014 l'ultimo rapporto dell'Ipcc - il comitato intergovernativo sul cambiamento climatico costituito dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) insieme al WMO - ha definito inequivocabilmente che i cambiamenti climatici, e la velocità senza precedenti con cui stanno avvenendo, vanno ricondotti prevalentemente alle attività umane. Per questo è necessario che istituzioni, scienziati ed esperti, mondo produttivo ed economico, semplici cittadini, insomma che tutta la popolazione sia consapevole del cambiamento climatico in atto e dei suoi effetti e agisca di conseguenza.

La Giornata Mondiale vuole porre l'attenzione soprattutto sulla necessità di essere weather-ready, preparati cioè a reagire in maniera tempestiva e corretta di fronte a eventi meteorologici potenzialmente devastanti, in particolare attraverso la realizzazione di sistemi integrati di allerta precoce (MHEWS - Multi-Hazard Early Warning Systems).

Basati su 4 fattori fondamentali - conoscenza del rischio complessivo a cui è esposta una popolazione, attività integrate di monitoraggio e prevenzione, comunicazione e propagazione delle allerte, reattività e capacità di risposta da parte della popolazione – questi sistemi devono essere appannaggio delle istituzioni, ma non possono prescindere dal coinvolgimento attivo del singolo, che deve essere pronto a cogliere i messaggi di allerta e adottare di conseguenza i comportamenti corretti.

In Italia è il Servizio Nazionale di Protezione Civile a svolgere attività di previsione e prevenzione dei rischi.

Se da un lato abbiamo un elevato livello di conoscenza di un territorio complesso e vulnerabile come è quello italiano – afferma Filippo Thiery, meteorologo, funzionario del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e divulgatore scientifico – e siamo molto avanti nell'attività di previsione e prevenzione dei rischi meteo-idrogeologici e idraulici, dobbiamo lavorare ancora su altri aspetti, come l'efficace comunicazione delle informazioni e il loro corretto utilizzo. Soprattutto è necessario sensibilizzare sempre di più la popolazione sui pericoli e i rischi legati agli eventi meteorologici, a partire dal senso stesso di stare in allerta, e sollecitarla a reagire prontamente. Per questo l'opera di enti come la Fondazione OMD, che si impegna per diffondere la conoscenza delle nozioni di meteorologia e climatologia, dei programmi di educazione ambientale e dei protocolli comportamentali da adottare in caso di emergenza, è fondamentale per educare la cittadinanza alla cultura del rischio.

A questo occorre unire un approccio climate-smart nello sfruttare le osservazioni meteorologiche, il monitoraggio ambientale e i sistemi previsionali per pianificare le misure più adatte a diminuire i quantitativi di gas serra prodotti e immessi nell'atmosfera, avviare processi di adattamento ai cambiamenti climatici, adottare politiche corrette dal punto di vista ambientale in tema di scelte energetiche, trasporti, alimentazione. 

Non meno importante, è necessario usare in maniera water-wise la risorsa acqua, di fronte a fatti come le difficoltà nel gestirne la domanda a livello globale, l'innalzamento dei mari, gli effetti di inondazioni, alluvioni e siccità.


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Giornata Internazionale delle Foreste: PEFC Italia e Legambiente lanciano il premio “Comunità Forestali Sostenibili”


Foresta Regionale Val Masino (Archivio fotografico ERSAF)
Giornata Internazionale delle Foreste

PEFC Italia e Legambiente lanciano il premio "Comunità Forestali Sostenibili"

Al via la seconda edizione del premio "Comunità Forestali Sostenibili" ideato da PEFC Italia e Legambiente per la valorizzazione del nostro patrimonio forestale.

Valorizzare e sostenere le buone pratiche di gestione territoriale e forestale delle aree interne della penisola: con questo scopo, in occasione della Giornata Internazionale delle Foreste che si celebra il 21 marzo, PEFC Italia e Legambiente lanciano la seconda edizione del premio "Comunità Forestali Sostenibili", con la collaborazione di Next - Nuova economia per tutti, Fondazione Edoardo Garrone, LegacoopSociali, Slow Food, Vivilitalia e la Consulta delle aziende certificate PEFC.

Le comunità che portano avanti un'attenta gestione forestale e che raccontano la loro sfida di rivitalizzazione e di difesa dei territori, della loro biodiversità e delle loro tradizioni. 

Un fattore di grande importanza se si considera che le aree interne, in cui prevalentemente si trovano a operare, costituiscono circa 2/3 del territorio italiano e 1/3 della popolazione, ospitando gran parte delle risorse naturali e dei servizi ecosistemici: legno, acqua, energia rinnovabile, biodiversità, naturalità, ricreazione e turismo. Tutti elementi che contribuiscono in maniera determinante all'equilibrio e alla stabilità economica, sociale e ambientale del territorio.

Obiettivo del premio è quello di selezionare e portare ad esempio percorsi che perseguano la creazione di valore, mantenendo e migliorando la qualità delle foreste e dei prodotti e servizi che esse garantiscono al territorio attraverso la loro gestione attiva e la promozione delle filiere corte e "di prossimità".

Le comunità italiane che sottoporranno la propria candidatura saranno valutate in base ai seguenti aspetti: sostenibilità ambientale, economica e sociale; valorizzazione delle risorse nella logica delle filiere corte; multifunzionalità; innovazione rispetto all'ambito regionale di riferimento e a quello nazionale; coinvolgimento e partecipazione di portatori di interesse e comunità locale.

Le buone pratiche meritevoli saranno premiate nel corso di una cerimonia pubblica che si terrà a novembre nell'ambito del Forum Foreste organizzato da Legambiente.

"Dopo l'esperienza della prima edizione, che ha permesso di conoscere progetti e realtà coinvolti nella gestione forestale e delle loro filiere produttive in tanti e diversi ambiti, siamo felici di poter tornare a valorizzare coloro che in Italia dimostrano di saper gestire responsabilmente il patrimonio forestale e ad avere a cuore l'economia delle aree interne italiane", dichiara Maria Cristina D'Orlando, presidente del PEFC Italia. 

"Premiare le comunità forestali più virtuose significa dare voce a tutte quelle realtà che custodiscono sapientemente il nostro patrimonio e che hanno scelto di produrre prodotti legnosi e non legnosi in modo sostenibile. Ci è sembrato rilevante lanciare questa iniziativa in occasione della Giornata Internazionale delle Foreste, che ogni anno ci ricorda che parlare di foreste significa anche fare riferimento a biodiversità, lotta al cambiamento climatico ed economia locale e responsabile".  

"In Italia abbiamo un patrimonio boschivo di 11,8 milioni di ettari, un scrigno di biodiversità ma anche una preziosa miniera di risorse rinnovabili da gestire con cura e attenzione", dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente

"Senza dimenticare il ruolo fondamentale che le foreste svolgono nella lotta ai cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale saperle tutelare al meglio puntando su una gestione, conservazione e uno sviluppo sostenibile delle foreste e una valorizzazione dei servizi ecosistemici. In questa direzione va la seconda edizione del concorso comunità forestali sostenibili di Legambiente e PEFC Italia, dando spazio e voce a quegli esempi virtuosi già in atto nella Penisola e che aiutano lo sviluppo delle aree interne montane e collinari. Buone pratiche che meritano di essere replicate su tutto il territorio".

Modalità di partecipazione
Per partecipare al premio Comunità Forestali Sostenibili 2018 è necessario spedire il modulo di domanda corredato da eventuali allegati ritenuti utili alla descrizione dell'attività/organizzazione entro e non oltre il 4 ottobre 2018 alle ore 13.00

Il documento compilato può essere spedito via posta elettronica certificata all'indirizzo pefc.italia@pec.it o via mail (con ricevuta di ritorno) a progetti@pefc.it.

Amiata (Gr) (Consorzio Forestale dell'Amiata)

Il Premio Comunità Forestali Sostenibili è organizzato in collaborazione con:

Chi è PEFC Italia
PEFC Italia è un'associazione senza fini di lucro che costituisce l'organo di governo nazionale del sistema di certificazione PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), cioè il Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale. 

Il PEFC è un'iniziativa internazionale basata su una larga intesa delle parti interessate all'implementazione della gestione forestale sostenibile a livello nazionale e regionale. 

Partecipano allo sviluppo del PEFC i rappresentanti dei proprietari forestali e dei pioppeti, organizzazioni ambientaliste, dei consumatori finali, degli utilizzatori, dei liberi professionisti, della ricerca, del mondo dell'industria del legno e dell'artigianato. 

Tra i suoi obiettivi si segnala quello di migliorare l'immagine della selvicoltura e della filiera foresta–legno-carta, fornendo di fatto uno strumento di mercato che consenta di commercializzare legno, carta e prodotti della foresta derivanti da boschi e impianti gestiti in modo sostenibile.

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lunedì 19 febbraio 2018

M'Illumino di Meno 2018 a "Tor Vergata"

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"

GIOVEDÌ 22 FEBBRAIO, ORE 18:00
Macroarea di Ingegneria – Via del Politecnico, 1

M'illumino di Meno 2018 a "Tor Vergata"

Spegni gli sprechi e accendi il risparmio

L'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" parteciperà alla XIV edizione di "M'illumino di Meno", iniziativa ideata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar – Rai radio 2 per combattere gli sprechi energetici. 

L'Ateneo darà il suo contributo tramite l'evento "Caccia al kWh" (kilowattora), una speciale caccia al tesoro progettata dall'Ufficio Sostenibilità Ambientale di Ateneo nell'ambito degli eventi promossi dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), che si terrà presso la Macroarea di Ingegneria (Via del Politecnico, 1) il prossimo 22 febbraio, alle ore 18:00.

"Caccia al kWh" si terrà in contemporanea in numerose università della rete RUS, con l'obiettivo principale di sensibilizzare la popolazione universitaria sul tema del risparmio energetico e dell'uso razionale dell'energia, correggendo anche quei piccoli comportamenti inefficienti che incidono significativamente sugli sprechi e sui consumi. 

Tale iniziativa è in linea con il significato di Sviluppo Sostenibile in quanto consente "il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri".

L'Attenzione di "Tor Vergata" al tema della sostenibilità è molto elevato. L'Ateneo (socio fondatore di ASviS, ovvero l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che riunisce oggi oltre 160 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile) interviene infatti sulle proprie strutture e i propri spazi, per seguire la propria idea di sviluppo sostenibile, cui ha orientato la propria missione e visione. 

Ne è un esempio il nuovo rettorato, allocato in un edificio particolarmente efficiente dal punto di vista dei consumi energetici e reso tale attraverso un mix di soluzioni avanzate per quanto riguarda gli impianti, i sistemi di gestione e la scelta dei materiali. 

C'è un ampio ricorso alle fonti rinnovabili di energia con un impianto di climatizzazione geotermico a bassa entalpia, un impianto fotovoltaico ed uno di "solar cooling". 
Il parcheggio dell'edificio è organizzato per accogliere biciclette e auto elettriche per favorire l'utilizzo di trasporti ridotto impatto ambientale, sono previste aree dedicate per la raccolta di materiali riciclabili ed i consumi idrici sono ridotti attraverso il recupero delle acque piovane.

Il nuovo Rettorato rappresenta un esempio delle tante azioni che l'Università "Tor Vergata" mette in atto per favorire il risparmio energetico
Il monitoraggio continuo dei consumi, gli investimenti in nuove tecnologie a ridotto consumo, il coinvolgimento della comunità accademica nell'attivare azioni di valutazione e riduzione degli sprechi sono alcune delle attività che gli Uffici dell'Ateneo svolgono per aumentare la sostenibilità energetica del campus. 

L'insieme di queste azioni ha consentito negli ultimi 3 anni una diminuzione di oltre il 10% dei consumi di energia. "Il nostro obiettivo – afferma il prof. Stefano Cordiner, Energy Manager di Ateneo – è quello di creare una comunità consapevole ed attivamente mobilitata per ridurre gli impatti ambientali delle attività del campus".

Il prossimo 22 febbraio, in occasione della "Caccia al kWh", i partecipanti avranno il compito di spegnere le luci rimaste accese dopo l'orario lavorativo e di chiudere porte o finestre all'interno dei locali della Macroarea di Ingegneria, per ridurre gli sprechi: un gesto simbolico per conseguire un corretto comportamento energetico. 

Verranno costituite differenti squadre, rappresentative delle varie Macroaree, composte da studenti e personale universitario, ed avranno il compito di trovare le chiavi per "spegnere lo spreco ed accendere il risparmio energetico".

A conclusione della "caccia", tutti i partecipanti si sposteranno presso l'atrio dell'edificio A della Macroarea di Economia, dove si svolgerà un aperitivo sostenibile a lume di candela, allietato dalle note del giovane talento Angelo Santirocco, alunno della Scuola Viva Musica.

Inoltre, "Tor Vergata" contribuirà all'obiettivo di "M'Illumino di meno 2018 – Verso la luna" del 23 febbraio 2018, giornata scelta per festeggiare il compleanno del Protocollo di Kyoto, offrendo virtualmente i passi che tutti i partecipanti alla "Caccia al kWh" percorreranno durante l'iniziativa. 

La Terra sta sotto i nostri piedi e a volte ce la dimentichiamo. La calpestiamo indifferenti al suo futuro che è anche il nostro. Il cambiamento climatico sta accelerando, bisogna cambiare passo e i nostri piedi sono il punto di contatto con la Terra. 

Con la "Caccia al kWh" contribuiremo alla missione, prefissata da "M'Illumino di meno 2018 – Verso la luna", di raggiungere la luna a piedi. Servono 555 milioni di passi… il cammino è lungo ma non impossibile!



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domenica 17 dicembre 2017

54 multinazionali chiedono misure concrete per il clima

Epson è fra le 54 società
che firmano l'appello a favore di una rapida azione sulla questione climatica.

Epson si impegna a raggiungere un'economia a basse emissioni di carbonio in linea con l'Accordo di Parigi.

Cinisello Balsamo, 17 dicembre 2017 - Due anni dopo l'adozione pionieristica dell'Accordo di Parigi (12 dicembre 2015), Epson Europe insieme a un'ampia alleanza formata da 54 aziende internazionali provenienti da tutti i continenti e da una vasta gamma di settori, chiede che venga messa in atto un'azione ambiziosa sul clima come base per il futuro successo economico. 

In una dichiarazione congiunta, Epson Europa e le altre imprese firmatarie si rivolgono in particolare ai venti Paesi più industrializzati, che rappresentano il 74% delle emissioni globali, affinché utilizzino il G20 come forum per elaborare misure concrete a lungo termine, con l'obiettivo di accelerare la decarbonizzazione globale, e invitano anche gli altri Paesi a unire gli sforzi. 

Le misure comprendono l'abbandono graduale dei sussidi per i combustibili fossili entro il 2025, un prezzo adeguato per il carbone e la chiarezza sui rischi finanziari legati al clima.

Con questa dichiarazione, le aziende chiedono la definizione delle condizioni di scenario che gettino le basi per un percorso verso la limitazione dell'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C e che consentano loro di contribuire attivamente all'attuazione dell'Accordo di Parigi

Esse affermano che uno sviluppo a basse emissioni di carbonio garantirà posti di lavoro e prosperità, dando il via a nuove importanti opportunità in termini di innovazione e imprenditorialità. 

Queste aziende rappresentano oltre 1,9 milioni di dipendenti in tutto il mondo e un fatturato totale di oltre 676 miliardi di euro, pari al 40% del PIL dell'Italia e a più del doppio del PIL della Danimarca.

La "coalizione" di aziende si è rivolta anche ai Capi di Stato che sono riuniti oggi nella capitale francese per il "One Planet Summit", affinché invitino i governi a mantenere lo slancio dell'Accordo di Parigi per lo sviluppo e l'attuazione di strategie a lungo termine per la decarbonizzazione. 

Allo stesso tempo, le imprese firmatarie riaffermano il loro profondo impegno per affrontare in modo proattivo i cambiamenti climatici nelle proprie attività e politiche, tenendo conto dei contesti che sostengono le azioni imprenditoriali sul clima come il prezzo del carbone, l'attuazione della TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures) nei report e gli obiettivi basati su dati scientifici.

"Il cambiamento climatico è un problema serio che affligge il nostro pianeta ed Epson ritiene che sia responsabilità di governi, aziende e individui prendere provvedimenti per affrontarlo. Siamo ben consapevoli dei danni causati dalla CO2 e da altri gas a effetto serra e ci impegniamo a ridurre al minimo il loro impatto ambientale", afferma Henning Ohlsson, CSR Director di Epson Europe. 

"Epson si impegna costantemente per perfezionare le sue tecnologie principali e per ridefinire il mercato con i suoi prodotti e servizi. Riteniamo che il risultato di questi sforzi sarà un'ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas a effetto serra, nonché un contributo continuo per ridurre l'impatto ambientale nei luoghi di lavoro e negli stili di vita dei nostri clienti. In prospettiva, con i suoi prodotti e servizi, Epson è fortemente impegnata a contribuire a una società più attenta all'ambiente."

"Con questa dichiarazione, le aziende mandano un segnale forte ai leader mondiali affermando di essere pronte a fare la loro parte per raggiungere un'economia a basse emissioni di carbonio in linea con l'Accordo di Parigi", ha affermato Sabine Nallinger, Managing Director della Fondazione Tedesca 2° che ha avviato l'iniziativa. 

"Le aziende chiariscono che la decarbonizzazione globale è già in atto e dovrà essere accelerata. Chi rimane al vertice di questa tendenza modellerà la trasformazione e trarrà vantaggio dalla creazione di valore in una futura economia a basse emissioni di carbonio", ha concluso Nallinger.


Gruppo Epson
Epson è leader mondiale nell'innovazione con soluzioni pensate per connettere persone, cose e informazioni con tecnologie proprietarie che garantiscono efficienza, affidabilità e precisione. 
Con una gamma di prodotti che comprende stampanti inkjet, sistemi di stampa digitale, videoproiettori 3LCD, così come robot industriali, visori e sensori, Epson ha come obiettivo primario promuovere l'innovazione e superare le aspettative dei clienti in settori, quali stampa inkjet, comunicazione visiva, tecnologia indossabile e robotica.

Con capogruppo Seiko Epson Corporation che ha sede in Giappone, il Gruppo Epson conta oltre 80.000 dipendenti in 86 società nel mondo ed è orgoglioso di contribuire alla salvaguardia dell'ambiente naturale globale e di sostenere le comunità locali nelle quali opera.
Epson Europe
Epson Europe B.V., con sede ad Amsterdam, è il quartier generale regionale del Gruppo per Europa, Medio Oriente, Russia e Africa. 
Con una forza lavoro di 1.750 dipendenti, le vendite di Epson Europa, per l'anno fiscale 2016, hanno raggiunto i 1.668 milioni di euro.

Epson Italia
Epson Italia - Epson Italia, sales company nazionale, per l'anno fiscale 2016 ha registrato un fatturato di oltre 221 milioni di Euro e impiega circa 190 persone.

Redazione del CorrieredelWeb.it

venerdì 16 giugno 2017

SOSTENIBILITÀ : AL VIA LA COMPETIZIONE INTERNAZIONALE PER IDEE D¹IMPRESA

Aster, società della Regione Emilia-Romagna per l'innovazione e la ricerca industriale, promuove in Italia Climate Launchpad competizione internazionale per idee d'impresa di Climate-KIC: al 1° classificato al livello mondiale un premio da 10 mila euro.

Aperto fino al 21 giugno il bando internazionale Climate Launchpad, la competizione internazionale per progetti d'impresa in tecnologie sostenibili e clean tech promossa in Italia da Aster, società della Regione Emilia-Romagna per l'innovazione e la ricerca industriale, partner di Climate-Kic, il più grande partenariato pubblico-privato in Europa per la lotta ai cambiamenti climatici.  

Per iscriversi occorre compilare entro il 21 giugno i moduli presenti sul sito dedicato: 
www.aster.it/bandi/climate-launchpad-la-competizione-per-idee-dimpresa-nel-settore-clean-tech

Climate Launchpad, organizzata in 35 paesi, seleziona aspiranti imprenditori domiciliati in Italia e startup costituite dal 1° gennaio 2016, che non abbiano ancora prodotti sul mercato o già ricevuto investimenti esterni superiori ai 200 mila euro.

La competizione prevede 3 diverse fasi. Inizialmente saranno selezionati 10 aspiranti imprenditori, che dal 29 al 30 giugno parteciperanno a un momento di formazione (boot camp) con gli  esperti di Climate-KIC per mettere a punto la presentazione (pitch) del loro progetto di impresa.

A settembre i 10 progetti selezionati parteciperanno alle finali nazionali di Bologna

I primi 3 classificati riceveranno un premio in denaro (1.000 il primo, 600 euro il secondo e 400 euro terzo) e parteciperanno alle finali mondiali, che si terranno il 17 e 18 ottobre a Limassol (Cipro). 

Al vincitore saranno assegnati 10.000 euro, al secondo classificato 5.000 euro e al terzo 2.500 euro.

I primi 10 finalisti a livello mondiale avranno anche accesso al programma Climate-KIC Accelerator  (www.climate-kic.org/for-entrepreneurs/accelerator/) dedicato alle start-up attive in ambiti rilevanti per il cambiamento climatico.

Premio speciale Gianni Fondriest

La competizione italiana sarà arricchita da tre premi speciali offerti dal consorzio Proambiente (www.consorzioproambiente.it), rispettivamente di 1000, 600 e 400 euro, alla memoria di Gianni Fondriest, imprenditore di Deltatech (FC), impresa hi tech fondata intorno al 1990,  detentrice di moltissimi brevetti che tra i propri clienti può vantare imprese importanti come: Ferrari F1, Ducati Corse, RFI, Ima, Tetra Pak, Centro Ricerche Fiat, Alstom Ferroviaria, Lamborghini, Pagani e Maserati. 

domenica 11 giugno 2017

G7 Ambiente: l’Appello del Comitato Scientifico del WWF Italia




Logo del WWF
WWF Italia
L’accelerazione del cambiamento climatico è più veloce della capacità di reazione dimostrata dagli stati. Una battuta d’arresto del processo avviato dalla Cop21 di Parigi avrebbe conseguenze irreparabili


In tutto il mondo le dimensioni dell’impatto umano sulla natura hanno subito una grande accelerazione negli ultimi 60 anni, ed hanno reso le società più vulnerabili e ridotto gravemente le capacità di vitalità e reazione dei sistemi naturali. Gli stravolgimenti degli ultimi anni sono superiori a quelli degli ultimi precedenti decenni. Il 2016 è stato l’anno più caldo a livello mondiale poiché la temperatura media superficiale ha raggiunto un incremento di 1.1°C rispetto al periodo preindustriale, mentre il livello di concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera ha superato le 400 parti per milione, il 144% in più rispetto al periodo preindustriale.

In Italia negli ultimi venti anni si è verificata sempre un’anomalia media positiva delle temperature (rispetto al trentennio 1961-1990 è stata nel 2015 di +1.58°C). Gli ultimi scenari per l’Italia, seguendo quelli dell’ultimo rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), prevedono incrementi della temperatura media che si collocano per fine secolo e per l’intero territorio nazionale nell’intervallo di 3°C - 6°C rispetto ai valori attuali. Si sta verificando un incremento della temperatura senza precedenti con un calo delle precipitazioni medie annuali, con estati in generale più secche, ed inverni più umidi, in particolare nelle regioni settentrionali.

In generale nel nostro territorio stanno aumentando frequenza ed intensità di eventi estremi e per l’ultimo trentennio del XXI secolo è atteso un aumento dei periodi aridi, caratterizzati cioè da giornate consecutive senza precipitazioni e un aumento, in alcune aree, di eventi di intensa precipitazione (piove meno ma con più intensità).

Su un territorio complesso e fragile come quello italiano, questi fenomeni possono portare ad una sostanziale variazione della frequenza e delle entità di frane, alluvioni e magre dei fiumi, con effetti importanti per l’assetto territoriale e i regimi idrici.

Gli impatti del cambiamento climatico sono sempre più forti sia sugli ecosistemi ed i processi ecologici, sia sui singoli organismi, sulla struttura e dinamica delle popolazioni, sulla distribuzione e migrazione delle specie, sulla produttività degli ecosistemi, costituendo una crescente minaccia per la biodiversità del nostro paese e per i vari servizi ecosistemici e i settori socio-economici.

L’accelerazione del cambiamento del clima è più veloce della capacità di reazione dimostrata dagli Stati. Una battuta di arresto del processo avviato dalla Cop 21 di Parigi, o la parziale applicazione, avrebbe conseguenze irreparabili.

I governi dovranno impegnarsi nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti accelerando con grande rapidità l'uscita dai combustibili fossili e investendo su energie rinnovabili, efficienza e risparmio energetico.  Le città devono imparare a imitare gli ecosistemi e ridurre consistentemente il flusso di energia e materia che le attraversa.

I ricercatori membri del Comitato Scientifico WWF Italia esprimono forte preoccupazione per la situazione attuale e chiedono alle istituzioni italiane una corrispondente accelerazione delle risposte e degli interventi volti alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Chiedono misure immediate volte alla conservazione del capitale naturale, base fondamentale del nostro benessere e del nostro sviluppo, che favorisca le connessioni e le infrastrutture verdi del territorio, impedendo l’ulteriore consumo di suolo e lo sviluppo di un piano di protezione efficace ed efficiente per salvaguardare lo straordinario bene comune della biodiversità del nostro paese sul territorio e nel mare.

Chiedono interventi immediati volti a ridurre le emissioni di gas climalteranti con una Strategia Energetica Nazionale (SEN) che risponda adeguatamente e senza tentennamenti e con una visione a lungo termine, alla sfida del cambiamento climatico in atto e con strategie e piani di adattamento al cambiamento climatico su tutto il territorio nazionale.

I FIRMATARI: Roberto Danovaro, Franco Andaloro, Franco Andreone, Pier Mario Biava, Luigi Boitani, Ferdinando Boero, Federico Butera, Fausto Capelli, Sergio Castellari, Mauro Ceruti, Alberto Di Fazio, Antonio Di Natale, Silvano Focardi, Marino Gatto, Silvana Galassi, Silvestro Greco, Domenico Gaudioso, Enrico Giovannini, Andrea Filpa, Eleonora Masini, Marco Marchetti, Bruno Massa, Fiorenza Micheli, Luca Mercalli, Francesco Petretti, Valerio Sbordoni, Giuseppe Scarascia Mugnozza, Bernardino Romano, Mariachiara Tallacchini, Ezio Todini, Sergio Ulgiati, Riccardo Valentini, Sergio Zerunian.

Bologna, 11 giugno 2017

martedì 10 novembre 2015

Cop21/ Lombardia e cambiamento climatico: più frequenti e distruttivi gli eventi estremi

Il giorno in cui a Parigi si svolge PreCop21, da Milano parte la riflessione sull’impatto dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche organizzata da Gruppo CAP.

Milano 10.11.2015| Più numerosi e più distruttivi, gli eventi climatici estremi negli ultimi 10 anni hanno una frequenza 9 volte maggiore rispetto a quella registrata nei 30 anni precedenti. La colpa va ricercata principalmente nel cambiamento climatico originato, la comunità scientifica ne è certa, dalle attività umane. E’ uno dei tanti dati emersi durante il workshop organizzato da Gruppo CAP, azienda che gestisce il ciclo idrico sul territorio della Città Metropolitana di Milano. 

Lo stesso giorno della PreCop21 e a due settimane dall’inizio della conferenza sul clima di Parigi, l’azienda idrica ha lanciato il progetto CAP21 - impegni di sostenibilità, all’interno di un momento di riflessione che  ha ottenuto il patrocinio del Ministero per l’Ambiente, di Regione Lombardia e della Città Metropolitana di Milano, ed è stato organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, con Ceep (la confederazione europea delle aziende dei servizi pubblici) e con Edizioni Ambiente. Moderato da Laura Bettini di Radio 24, ha ospitato gli interventi di Stefano Caserini e Gianni Silvestrini, tra i massimi esperti italiani di ambiente e cambiamenti climatici.

Ciò che emerge è che le ripercussioni sulla risorsa idrica sono significative. Ad oggi l’85% della popolazione mondiale vive in zone aride o semi aride e entro il 2050 è previsto l’aumento del 55% della domanda di acqua. Non solo, ma anche in Lombardia emergono i primi impatti con la riduzione progressiva della disponibilità di risorse idriche utili (superficiali e sotterranee) e dell’umidità del suolo, per incremento della variabilità climatica e per una maggiore frequenza e intensità di eventi climatici estremi, che hanno una frequenza oggi nove volte maggiore che in passato. Per queste ragioni Gruppo Cap ha promosso un workshop dedicato al Climate Change e ha scelto di impegnarsi con un ruolo attivo sul fronte di COP21, la conferenza intergovernativa sul clima che aprirà i battenti fra qualche giorno a Parigi.

Chi come la nostra azienda, ha la sua mission nella gestione sostenibile dell’acqua, ha il dovere di essere in prima linea per rispondere alla sfida del clima che cambia – ha affermato Alessandro Russo, Presidente del Gruppo CAP -.Nasce da qui CAP 21, ovvero 21 impegni di sostenibilità, il programma che impegnerà Gruppo CAP da oggi per tutto il 2016 e nei prossimi anni, per rendere trasparenti e tangibili i risultati che ci proponiamo di raggiungere con il nostro Piano degli investimenti, 600 milioni di euro in 5 anni che avranno un forte impatto sull’ambiente. Sul fronte ad esempio della gestione delle cosiddette “bombe” d’acqua, in qualità di gestore del servizio idrico sosteniamo da tempo che siamo pronti ad occuparci delle acque meteoriche, la cui gestione oggi è parcellizzata fra troppi enti diversi.  Lo sforzo sarà quello di trovare le soluzioni innovative capaci di permettere a queste acque di arrivare in falda o di essere recapitate ai corsi d’acqua naturali senza sovraccaricare il sistema fognario e dei depuratori, e dilazionandone la restituzione così da attenuare le piene fluviali e i connessi rischi di esondazione. “

Sette le grandi aree di intervento del programma CAP21: #Acquadabere, #Acquadarecuperare, #acquadavalorizzare, #Acquadacostruire, #Acquadarisparmiare, #Acquadainnovare e #Acquadasostenere, a testimonianza di un’attività intensa che spazia dall’impegno nella protezione della risorsa idrica (dallo studio del sottosuolo all’innovazione nelle tecnologie di monitoraggio e controllo della qualità), alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni avanzate per il trattamento dei reflui e per il recupero delle acque di scarico (dal riuso dei nutrienti alla trasformazione dei fanghi in risorse energetiche), fino alla promozione sul territorio dell’acqua del rubinetto e allo sforzo per la soluzione dei grandi temi ambientali: la mancata depurazione e il dissesto idrogeologico. Tutti nodi che le Nazioni Unite hanno messo al centro degli obiettivi di sostenibilità del post millennio in tema di risorse idriche.

Il prossimo traguardo a cui tutti guardano è COP 21, la XXI sessione della Conferenza delle Parti della Convenzione sul clima, che si svolgerà a Parigi dal 30 novembre al 12 dicembre 2015. Ci sono molte ragioni per ritenere che sarà un altro momento importante del negoziato sul clima. 

Il testo in discussione all’inizio dalla COP 21 contiene ancora nodi da sciogliere, decisioni alternative che possono indebolire o rafforzare l’efficacia dell’accordo.

lunedì 9 novembre 2015

Finnair leader nordico per la qualità delle informazioni sull'impegno ambientale riportate agli investitori

Finnair identificata come leader nordico per le informazioni relative al cambiamento climatico

Milano, 9 novembre 2015 - Finnair è stata riconosciuta come leader nordico per la qualità delle informazioni relative al cambiamento climatico che sono state riportate agli investitori e al mercato globale attraverso il CDP (Carbon Disclosure Project), l'organizzazione no profit che guida le economie sostenibili.
Alla compagnia è stata quindi assegnata una posizione di leadership per il Nordic Disclosure Leadership Index, che comprende organizzazioni che si sono classificate nei primi posti nella regione nordica. 

Finnair ha ottenuto un punteggio di 99/100. Tale risultato è stato raggiunto diffondendo dati di alta qualità sulle emissioni di carbonio e dati energetici attraverso il programma di cambiamento climatico di CDP. I dati riportati sono stati misurati in modo indipendente con la metodologia di valutazione di CDP.

"Questo riconoscimento da parte del CDP convalida i nostri sforzi e la capacità di misurare e divulgare le informazioni relative al cambiamento climatico", spiega Pekka Vauramo, CEO di Finnair. "L'aviazione è un settore ad alta intensità energetica ed è importante capire l'impatto che Finnair, come compagnia aerea, ha sui cambiamenti climatici, per essere in grado di adottare misure ben pianificate verso un trasporto aereo più sostenibile".

Finnair è anche impegnata a raggiungere l'obiettivo comune del settore del trasporto aereo di stabilizzare le emissioni nette di CO2 dell'aviazione entro il 2020 grazie a una crescita carbon-neutral. L'aviazione sta anche spingendo per un meccanismo economico globale che consenta di occuparsi di quelle emissioni che non possono essere ridotte immediatamente. Questo deve essere fatto a livello globale attraverso l'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (ICAO).

Paul Dickinson, presidente esecutivo e co-fondatore di CDP afferma: "Mentre il mondo osserva i negoziati di Parigi sul cambiamento climatico e si prepara per un futuro a basse emissioni, sarà sempre più importante avere delle informazioni affidabili su come le aziende stanno rispondendo alla transizione. Per questo motivo ci congratuliamo con le imprese che hanno raggiunto una buona posizione nell'Index Climate Disclosure Leadership di CDP".

Su richiesta di 822 investitori che rappresentano un totale di € 86.000 miliardi in attività, migliaia di aziende inviano informative climatiche annuali al CDP. Punteggi più alti indicano un elevato livello di trasparenza nella divulgazione di informazioni connesse al cambiamento climatico, fornendo agli investitori la sicurezza necessaria per valutare la responsabilità delle imprese, la preparazione alle mutevoli richieste del mercato e la regolamentazione delle emissioni.

Il rapporto annuo sul cambiamento climatico globale di CDP, insieme con i punteggi di tutte le società che prendono parte pubblicamente al programma sul cambiamento climatico di CDP di quest'anno, è disponibile sul sito di CDP.


Finnair vola attraverso Asia, Europa e Nord America con rapidi collegamenti via Helsinki, trasportando oltre nove milioni di passeggeri all'anno e connettendo 15 città asiatiche con più di 60 destinazioni in Europa. Pioniere del volo ecosostenibile, Finnair sarà il primo vettore europeo a operare con gli ecologici Airbus A350 XWB di ultima generazione e ha i punteggi più alti a livello mondiale nel Carbon Disclosure Project. Unica compagnia aerea nordica a poter vantare un punteggio Skytrax di 4 stelle, Finnair ha anche vinto il World Airline Award come Miglior Compagnia del Nord Europa negli ultimi sei anni consecutivi. Finnair è membro oneworld, l'alleanza delle compagnie leader a livello mondiale nel garantire ai viaggiatori internazionali i più elevati standard di servizio e di comfort.                                                   

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CDP (Carbon Disclosure Project) riconosce L'Oréal come azienda leader nella lotta al cambiamento climatico

Clichy, 9 novembre 2015 – Per il terzo anno consecutivo L’Oréal è stata riconosciuta come leader globale nella classifica annuale stilata da CDP grazie alla propria strategia volta a contenere gli effetti del cambiamento climatico.

CDP è l’unica organizzazione no profit a fornire un sistema globale di misurazione e divulgazione di informazioni relative all’impatto ambientale che valuta sia la performance che la trasparenza delle strategie adottate dalle aziende per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

L’Oréal è stata classificata di grado “A”, il più elevato livello di performance nell’ambito del Climate Disclosure Leadership Index (CDLI), sulla base della gestione dell’impronta di carbonio e della strategia relativa al cambiamento climatico, nonché grazie alla valutazione 99/100 ottenuta per la trasparenza delle politiche aziendali.

“A tre settimane dall’avvio del COP21, siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento che ci sprona a continuare in questa direzione per contribuire in modo significativo alla transizione verso un’economia a basse emissioni” - ha commentato Jean-Paul Agon, Presidente e CEO di L’Oréal - “Riteniamo che la performance economica non possa prescindere dalla responsabilità sociale ed ambientale”.

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