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mercoledì 9 maggio 2018

RIFIUTI: CANTONE (M5S): INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER DISCARICA MISTERBIANCO (CT)

RIFIUTI: CANTONE (M5S): INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER DISCARICA MISTERBIANCO (CT)


Roma 9 maggio 2017 – "Nel 2018 non si può morire di discarica" è il grido lanciato da Luciano Cantone deputato del Movimento 5 Stelle che è anche intervenuto in aula per denunciare il caso della discarica di Misterbianco.  

Cantone, originario di Misterbianco, nel suo intervento di fine seduta ha richiesto "un'indagine epidemiologica sulla zona e interventi repentini per verificare il grado di alterazione ambientale dell'area  che interessa le due discariche dei comuni di  Motta Sant'Anastasia e di Misterbianco in provincia di Catania dove le analisi dell'Università di Catania mostrano che le emissioni di metano arrivano a valori anche di 10 volte superiore ai valori medi del fondo naturale". 

"Vivere con i miasmi è diventato impossibile, ai cittadini è stato negato il diritto alla salute e ad un ambiente salubre:  si intervenga al più presto" conclude Cantone.


MoVimento 5 Stelle Camera dei Deputati
Ufficio Comunicazione


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lunedì 9 novembre 2015

Finnair leader nordico per la qualità delle informazioni sull'impegno ambientale riportate agli investitori

Finnair identificata come leader nordico per le informazioni relative al cambiamento climatico

Milano, 9 novembre 2015 - Finnair è stata riconosciuta come leader nordico per la qualità delle informazioni relative al cambiamento climatico che sono state riportate agli investitori e al mercato globale attraverso il CDP (Carbon Disclosure Project), l'organizzazione no profit che guida le economie sostenibili.
Alla compagnia è stata quindi assegnata una posizione di leadership per il Nordic Disclosure Leadership Index, che comprende organizzazioni che si sono classificate nei primi posti nella regione nordica. 

Finnair ha ottenuto un punteggio di 99/100. Tale risultato è stato raggiunto diffondendo dati di alta qualità sulle emissioni di carbonio e dati energetici attraverso il programma di cambiamento climatico di CDP. I dati riportati sono stati misurati in modo indipendente con la metodologia di valutazione di CDP.

"Questo riconoscimento da parte del CDP convalida i nostri sforzi e la capacità di misurare e divulgare le informazioni relative al cambiamento climatico", spiega Pekka Vauramo, CEO di Finnair. "L'aviazione è un settore ad alta intensità energetica ed è importante capire l'impatto che Finnair, come compagnia aerea, ha sui cambiamenti climatici, per essere in grado di adottare misure ben pianificate verso un trasporto aereo più sostenibile".

Finnair è anche impegnata a raggiungere l'obiettivo comune del settore del trasporto aereo di stabilizzare le emissioni nette di CO2 dell'aviazione entro il 2020 grazie a una crescita carbon-neutral. L'aviazione sta anche spingendo per un meccanismo economico globale che consenta di occuparsi di quelle emissioni che non possono essere ridotte immediatamente. Questo deve essere fatto a livello globale attraverso l'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (ICAO).

Paul Dickinson, presidente esecutivo e co-fondatore di CDP afferma: "Mentre il mondo osserva i negoziati di Parigi sul cambiamento climatico e si prepara per un futuro a basse emissioni, sarà sempre più importante avere delle informazioni affidabili su come le aziende stanno rispondendo alla transizione. Per questo motivo ci congratuliamo con le imprese che hanno raggiunto una buona posizione nell'Index Climate Disclosure Leadership di CDP".

Su richiesta di 822 investitori che rappresentano un totale di € 86.000 miliardi in attività, migliaia di aziende inviano informative climatiche annuali al CDP. Punteggi più alti indicano un elevato livello di trasparenza nella divulgazione di informazioni connesse al cambiamento climatico, fornendo agli investitori la sicurezza necessaria per valutare la responsabilità delle imprese, la preparazione alle mutevoli richieste del mercato e la regolamentazione delle emissioni.

Il rapporto annuo sul cambiamento climatico globale di CDP, insieme con i punteggi di tutte le società che prendono parte pubblicamente al programma sul cambiamento climatico di CDP di quest'anno, è disponibile sul sito di CDP.


Finnair vola attraverso Asia, Europa e Nord America con rapidi collegamenti via Helsinki, trasportando oltre nove milioni di passeggeri all'anno e connettendo 15 città asiatiche con più di 60 destinazioni in Europa. Pioniere del volo ecosostenibile, Finnair sarà il primo vettore europeo a operare con gli ecologici Airbus A350 XWB di ultima generazione e ha i punteggi più alti a livello mondiale nel Carbon Disclosure Project. Unica compagnia aerea nordica a poter vantare un punteggio Skytrax di 4 stelle, Finnair ha anche vinto il World Airline Award come Miglior Compagnia del Nord Europa negli ultimi sei anni consecutivi. Finnair è membro oneworld, l'alleanza delle compagnie leader a livello mondiale nel garantire ai viaggiatori internazionali i più elevati standard di servizio e di comfort.                                                   

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Edilizia sostenibile: Zanutta Spa stipula accordo volontario col Ministero dell’Ambiente

L’azienda ha stipulato un accordo volontario con il Dicastero per la valutazione dell’impronta ambientale del progetto “Casa Zanutta”, con l’obiettivo di avviare un percorso di rinnovamento aziendale nel rispetto dell’ecosistema.


Muzzana del Turgnano (Udine), 9 novembre 2015 – Edilizia e sostenibilità ambientale possono andare a braccetto. Si può leggere in questo senso l’accordo volontario stipulato tra Zanutta Spa, società con sede a Muzzana del Turgnano (Udine), e il Ministero dell’Ambiente riguardante il progetto “Casa Zanutta”, per il calcolo dell’impronta di carbonio di un edificio in legno a uso residenziale su progetto dell’azienda. L’intesa prevede il calcolo dell'impronta ambientale e la contabilizzazione delle emissioni di CO2 equivalenti, secondo un approccio che copre l’intero arco del ciclo di vita.
A firmare il ‘patto’ sono stati Francesco La Camera, della Direzione generale per lo sviluppo sostenibile, e Gianluca Zanutta (in foto), amministratore delegato dell’azienda. Le rilevazioni saranno condotte dal Cura (Consorzio Universitario di Ricerca applicata) dell’Università di Padova. I risultati saranno certificati da un ente terzo.
“Zanutta Spa, dopo essere subentrata alla Prebag srl di Dosson nel 2013, ha iniziato una serie di politiche aziendali rivolte verso lo sviluppo di tecniche costruttive ecosostenibili - evidenzia Gianluca Zanutta -. La più importante iniziativa che ha già maturato più di dodici mesi di sviluppo è quella di riuscire a realizzare la prima Casa residenziale a emissioni compensate per tutto il suo ciclo di durata, proiettando sul mercato un prodotto innovativo, ma soprattutto futuribile, perché già compatibile con le performance che il trattato di Kyoto richiederà”.
“Quindi - aggiunge - il bene Casa di oggi, che rappresenta l’investimento della vita per le famiglie italiane, sarà conforme a quello che richiederanno le normative tra qualche anno. Inoltre, con questa tecnica costruttiva sarà possibile  realizzare un prodotto con prestazioni dai consumi energetici molto bassi e  anche questi, comunque, derivanti tutti da fonti rinnovabili (solare, fotovoltaico, biomassa, accumulatori batteria)”.
“L’azienda - conclude Zanutta - mira alla ricerca di prodotti sempre più sostenibili e comunque, dentro tale filiera, oltre a tutte queste prestazioni si aggiunge lo stile costruttivo del vero design made in Italy. Il servizio della Casa Zanutta non è semplicemente una Casa, ma uno stile di vita personalizzabile sia per l’utilizzatore finale, sia per il professionista. Zanutta Spa crede che il futuro passi attraverso queste scelte e, quindi, questi cambiamenti”.
Prima azienda italiana del settore a stringere con il Ministero dell’Ambiente un accordo volontario, Zanutta avvierà un programma di lavoro con il Dicastero stesso per definire, secondo protocolli internazionalmente riconosciuti, una metodologia di calcolo della carbon footprint in conformità con le norme ISO della serie 14040 (se vengono valutate più categorie di impatto) e UNI EN ISO/TS 14067 (in caso si tenga conto dell’impronta climatica come unica categoria di impatto). Le misure comprenderanno anche l’adattamento del sistema amministrativo, gestionale e produttivo di Zanutta Spa agli obiettivi di riduzione dell’impronta ambientale, attraverso la creazione di un sistema di gestione improntato sulla minimizzazione delle emissioni.
Si procederà con l’analisi e la contabilizzazione delle emissioni di CO2 equivalenti prodotte nel corso del ciclo di vita, con l’obiettivo di ridurle attraverso i meccanismi del protocollo di Kyoto.
Lo step successivo sarà l’individuazione di interventi tecnici atti a ridurre l’impronta ambientale per i diversi ambiti di produzione di Zanutta, con misure che coinvolgeranno ogni attività aziendale. Infine, saranno individuate le modalità di compensazione dell’impronta ambientale.
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare fornirà il proprio apporto istituzionale, monitorando e coordinando Zanutta Spa in ciascuna delle attività previste dall’accordo. Il supporto ministeriale avverrà anche attraverso un riconoscimento dell’intero processo di sviluppo dell’inventario GHG, dei relativi criteri qualitativi e metodologici utilizzati per il calcolo di calcolo utilizzati, oltre che dei relativi esiti conseguiti.
Ad affiancare Zanutta Spa in questo percorso, in qualità di advisor della comunicazione, sarà il Gruppo Rem di Udine.

Company Profile
Zanutta Spa nasce negli anni ’50 a Carlino (Ud). All'inizio del 2000 avvia una fase di espansione che porta all'apertura di diversi punti vendita in Friuli Venezia Giulia e nel 2012 realizza l'acquisizione della storica azienda sacilese Fadalti spa, rilevandone 14 filiali e 130 dipendenti ed espandendosi anche in Veneto.
Oggi Zanutta è una realtà solida e in continua crescita, presente con 20 filiali nelle province di Pordenone, Udine, Trieste, Venezia, Belluno e Treviso ed è leader in Triveneto nella produzione e fornitura di materiali per l’edilizia e per l'arredo casa, con 270 dipendenti e un fatturato di 60 milioni di euro.
Oltre alla distribuzione dei migliori marchi del settore, l'azienda è anche produttore certificato di solai, tetti in legno ed elementi in ferro lavorato per le costruzioni edili. Tra le iniziative che strizzano l’occhio all’ambiente c’è il “Progetto Casa Zanutta”, nata da un concorso di idee in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Udine. Ecosostenibile, moderna, confortevole, ad alte prestazioni energetiche e strutturali per il cliente finale: queste le linee guida dell’edificio residenziale in legno che Zanutta vuole lanciare nel rispetto della salute del pianeta, e oggetto dell’accordo volontario stretto dall’azienda con il Ministero per l’Ambiente.
Nell'ultimo anno, in netta controtendenza rispetto alla crisi del settore edilizio, Zanutta ha investito in nuove acquisizioni (la ex Prebag di Treviso, specializzata nella bio edilizia), nell'apertura di nuove filiali (a Venezia) e nell'ampliamento di alcune sedi storiche del gruppo (Udine e Sacile) che hanno rafforzato la presenza del gruppo in tutto il Triveneto.
L'ultimo investimento in ordine di tempo è l'apertura della nuova sede a San Dorligo della Valle che punta a conquistare la piazza più grande in regione, quella triestina, con un'offerta ampia e completa di prodotti e materiali per le costruzioni e l'arredo casa.

giovedì 19 aprile 2012

Eu carbon footprint su benzina e gasolio. Impronta ecologica costerà solo 0,005 centesimi su un pieno

La EU propone di introdurre sul mercato europeo la CARBON FOOTPRINT DI BENZINA E GASOLIO, ma l'industria del petrolio foraggia la lobby del no a Bruxelles. In gioco c'è l'arrivo in Europa delle SABBIE BITUMINOSE CANADESI.

Uno studio indipendente di Transport & Environment rivela: l'impronta ecologica costerebbe solo 0,005 Euro di più su un pieno di benzina


Milano, 19 aprile 2012 - E' entrata nel vivo a Bruxelles la trattativa per definire le regole di calcolo della carbon footprint dei carburanti, con cui la Comunità Europea ha intenzione di rendere trasparente il quantitativo di CO2 associato al greggio e agli altri carburanti a fonte fossile all'interno del quadro normativo della Direttiva sulla Qualità dei Carburanti, approvata dagli Stati Membri nel 2009. L'apertura a una carbon footprint sui carburanti permetterebbe di conteggiare anche le emissioni di CO2 del processo di estrazione, che ha impatti ambientali - e quindi emissioni serra - diversi a seconda della materia prima e dei tipi di processi estrattivi. Questa metodologia di calcolo delle emissioni serra sarebbe uno strumento determinante per coinvolgere i fornitori di carburante (raffinerie, compagnie petrolifere, etc) nelle politiche di riduzione di gas climalteranti, responsabilizzandoli verso gli obiettivi del 20-20-20, mentre l'Unione Europea rafforzerebbe la trasparenza delle sua politica energetica a vantaggio delle scelte dei consumatori.

La trattativa, che sembrava aver raggiunto il punto di svolta a fine febbraio, si è però arenata a causa della decisa azione di lobby sostenuta dall'industria del petrolio. I produttori sostengono che i costi dell'attività di reporting sulla filiera del carburante – necessari a calcolare quanta CO2 viene emessa durante il processo estrattivo – finiranno per cadere sulle spalle del consumatore. Ora però uno studio commissionato da Transport & Environment ed eseguito da tre agenzie indipendenti rivela che il costo aggiuntivo sarebbe nell'ordine di 0,005 Euro su un pieno di benzina – ovvero mezzo centesimo, - corrispondenti a 1 centesimo al barile per i produttori.
"E' evidente che l'opposizione alla metodologia di calcolo della carbon footprint nasconde altri interessi – ha commentato Veronica Caciagli, presidente di Italian Climate Network – perché stiamo parlando di costi molto contenuti. La vera posta in gioco è l'importazione in Europa del greggio derivato dalle sabbie bituminose canadesi, un deposito di petrolio "non convenzionale" composto di argilla, sabbia, acqua e bitume. Una fonte fossile ad alta intensità di carbonio: l'estrazione di questo tipo di petrolio causa il 23% di emissioni di CO2 in più rispetto al greggio tradizionale."
"L'Italia ha votato in favore delle sabbie bituminose in sede comunitaria e ce ne chiediamo il motivo - continua Federico Antognazza, vicepresidente di Italian Climate Network - Il nostro Paese ha votato contro la proposta della Direttiva che permetterebbe di raggiungere un differenziale di prezzo e un premio per i carburanti a basso contenuto di carbonio." Ma il Canada possiede i giacimenti più consistenti di sabbie bituminose e non vuole risultare svantaggiato sul mercato europeo.
Le sabbie bituminose rappresentano per l'industria petrolifera l'ultimo specchietto per le allodole nelle mani di coloro che continuano a cercare di far passare il messaggio o con il petrolio o nell'età della pietra. Non si tratta di imporre nuovi vincoli, ma di far applicare nella maniera più opportuna la Direttiva europea che già prevede la riduzione di emissioni associate ai trasporti del 6% entro il 2020. All'indomani di eventi climatici estremi in Italia, come le alluvioni di Roma, di Genova, delle Cinque Terre e della provincia di Messina, Italian Climate Network chiede chiarezza al nostro governo e il sostegno italiano alla proposta della metodologia EU di carbon footprint sui carburanti fossili".

Sul sito www.italiaclima.org è disponibile il testo completo del report sui costi amministrativi della carbon footprint per i carburanti.


martedì 17 aprile 2012

ENERGIA: WWF, BENE PRIMO PASSO SU PIANO RIDUZIONE EMISSIONI. Avanti ora con strategia low carbon entro 2050



- Piano NAZIONALE di riduzione emissioni CO2 E GAS SERRA–

WWF: "un primo passo importante, ma occorrono visione, obiettivi ambiziosi e strategia a medio e lungo termine"

Il Presidente del Consiglio e il Governo assumano l'orizzonte di una strategia
low-carbon nell'interesse dell'Italia e non solo dell'ambiente

Il WWF saluta con favore la presentazione al CIPE del Piano di Riduzione delle Emissioni di Anidride Carbonica e degli altri Gas Serra ma chiede una maggiore visione strategica, obiettivi più ambiziosi e una strategia a medio e lungo termine.

Per il WWF, l'Italia non può più permettersi di agire solo sul breve periodo e, in armonia con la Roadmap europea, deve fissare l'obiettivo di una completa decarbonizzazione al 2050 e, di conseguenza, obiettivi intermedi ambiziosi e tappe precise.

Nel pacchetto presentato oggi dal Ministro, Corrado Clini, accanto a misure già in atto, compaiono certamente misure foriere di sviluppi significativi, come la tassazione ambientale che dovrebbe gradualmente sostituire quella sul lavoro o il rifinanziamento del fondo rotativo per Kyoto. Ci sono però molte petizioni di principio, pur condivisibili, che hanno bisogno di concrete misure di attuazione (per esempio lo spostamento del trasporto merci e persone dalla strada alla ferrovia).


Il WWF sollecita l'intero Governo ad assumere l'orizzonte della decarbonizzazione quale motore del futuro sviluppo sostenibile per l'Italia, a dar vita a pacchetti attuativi che evitino che questa delibera CIPE abbia la stessa sorte di quella del 2002 (attuazione impegni di Kyoto) - rimasta sostanzialmente lettera morta - e a realizzare un'attuazione attenta ai criteri ambientali e alla salvaguardia della biodiversità nello sfruttamento delle foreste quale fonte energetica, in un'ottica di gestione del territorio che non sacrifichi la naturalità, assicuri un'attenta gestione dei boschi e si concerti con le altre esigenze.


Oggi la green economy è l'unica prospettiva concreta di uscita dalla crisi, perché la crisi economica coincide con quella ambientale, sia in termini di grandi problemi globali (cambiamenti climatici e perdita di biodiversità) che in termini di risorse disponibili. E' essenziale che questa fase di transizione sia governata, assicurando che si perseguano gli obiettivi di decarbonizzazione dell'economia, con il risparmio e l'uso efficiente dell'energia e delle risorse e la sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili; nel contempo vanno attutiti i contraccolpi sociali, favorendo la riconversione. In questa fase di transizione, chi mira a mantenere vecchi privilegi e a sfruttare sino all'ultimo tecnologie ormai obsolete dovrà essere messo in condizione di non frenare il cambiamento, ma indotto a cambiare. Per questo, una roadmap che preveda anche obiettivi di medio e lungo termine (2030 e 2050) diventa essenziale, perché solo dicendo chiaro dove si vuole andare, si dà senso ai progetti per l'immediato: chiediamo quindi al Presidente del Consiglio e al Governo tutto di assumere, autorevolmente, l'orizzonte di una strategia low carbon, nell'interesse dell'Italia e non solo dell'ambiente.

Roma, 17 aprile 2012


venerdì 18 settembre 2009

LIGABUE è l'ARTISTA EVER GREEN d'ITALIA

ECO ROCK

È Ligabue l'artista (Ever)Green d'Italia

Tour all'Arena per il Liga che conferma l'impegno concreto a favore dell'ambiente rinnovando la collaborazione con il progetto Impatto Zero® di LifeGate per compensare, con la creazione di oltre 65.000 mq di nuove foreste, le emissioni di CO2 generate dai concerti.

Settembre 2009

Sono tutte sold out le 10 date di Ligabue all'Arena di Verona, in tour dal 19 settembre al 4 ottobre. Ma soprattutto saranno tutte "green", grazie all'adesione di Luciano al progetto Impatto Zero® di LifeGate. In questo modo, Ligabue contribuirà concretamente alla salvaguardia dell'ambiente attraverso la creazione e la tutela di oltre 65.000 mq di nuove foreste in Costa Rica, per compensare le emissioni di CO2 generate dai 10 concerti previsti all'Arena, pari ad oltre 340.000 kg di CO2.

Dalla fase organizzativa all'energia consumata, fino alla mobilità dello staff e alla comunicazione: tutte le attività "inquinanti" necessarie per l'organizzazione del tour sono state analizzate e ridotte e verranno compensate attraverso la riforestazione di aree boschive. Un'iniziativa realizzata grazie al progetto Impatto Zero® di LifeGate, il primo progetto italiano in grado di analizzare, ridurre e compensare le emissioni di anidride carbonica generate da qualsiasi attività.

Ligabue riconferma così il proprio impegno a favore del pianeta, rinnovando la collaborazione nata nel 2007 con il progetto Impatto Zero® di LifeGate, con l'obiettivo di avvicinare l'universo della musica al mondo "eco" e sensibilizzare il grande pubblico alle tematiche ambientali. Un contributo importante da parte di Ligabue, che in soli due anni di collaborazione con LifeGate ha consentito di creare e tutelare importanti aree verdi in Italia e nel mondo! Basti pensare che, grazie alle sole ultime dieci date, verrà creata e tutelata una foresta pari a circa 26 volte la superficie dell'Arena di Verona.

Il tour all'Arena di Verona parte il 19 e 20 settembre, con due appuntamenti di solo rock 'n' roll, mentre a partire dal 24 settembre (24, 26, 27, 29, 30 settembre e 2, 3 e 4 ottobre) prenderanno vita gli otto concerti in cui Ligabue suonerà accompagnato dalla sua band e dai 70 musicisti dell'Orchestra dell'Arena diretta dal Maestro Marco Sabiu.

Il progetto Impatto Zero® di LifeGate è il primo progetto in Italia che concretizza gli intenti del Protocollo di Kyoto: riduce le emissioni di anidride carbonica e le compensa attraverso la creazione di nuove foreste. Grazie alla collaborazione con Università italiane e straniere, Impatto Zero® calcola le emissioni di CO2 generate da qualsiasi attività, propone delle iniziative per ridurle e compensa le emissioni restanti con la creazione di nuove foreste in Italia e nel Mondo. Dal 2002 ad oggi, oltre 600 aziende hanno aderito al progetto Impatto Zero®, contribuendo a creare e tutelare nel mondo oltre 16.000.000 mq di foreste, compensando più di 6 miliardi di Kg di anidride carbonica.

martedì 9 giugno 2009

IBM taglia le emissioni di CO2. Taglia i costi


Fino a dove sei disposto ad arrivare per ridurre i costi e le emissioni di CO2? Con IBM Lotus Software non devi andare lontano. Con funzioni di Web conferencing, instant messaging e social computing, Lotus Software collega le persone in modo più effciente e veloce, ovunque siano, in tutto il mondo. Il risultato? Decisioni più rapide e meno trasferte, carburante ed emissioni di CO2.

Sistemi, software e servizi per un pianeta più intelligente.

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martedì 26 maggio 2009

Ambiente: elezioni Ue, 372mila kg di CO2 di peso sull'ecosistema

Quanto pesano le elezioni europee sull'ambiente?
372.000 Kg di CO2: ecco quanto gravano le campagne elettorali dei futuri eurodeputati.

Le prossime Elezioni Europee del 6 e 7 giugno sono ormai vicine: oltre 70 contrassegni ammessi, 50 milioni di italiani chiamati al voto ed una campagna elettorale che si fa sempre più intensa.

Ma quanto costano queste elezioni all'ambiente? Tra volantini, manifesti e cartoline la campagna elettorale ricade inevitabilmente sul nostro ecosistema.

L'allarme lo lancia MAC&NIL, azienda pugliese leader nel settore delle nuove tecnologie e dei servizi di messaggistica. 

"Se consideriamo che nell'arco della campagna elettorale, ogni elettore riceve almeno un volantino di propaganda - ma sappiamo bene che le cifre sono superiori – dice Giacinto Fiore, Direttore Commerciale di MAC&NIL - l'impatto sull'ambiente stimato ammonta a 372.000 Kg di CO2, generata dalla sola produzione dei volantini. A questo dato va aggiunto l'impatto legato alla distribuzione degli stessi e al successivo smaltimento."

Da qui l'idea di proporre una soluzione al problema: gli SMS.
"Così facendo i partiti possono ottimizzare tempistiche e investimenti – continua Giacinto Fiore - e soprattutto contribuire alla salvaguardia dell'ambiente."

Del resto, da oltreoceano, arrivano forti segnali che vanno in questa direzione: persino Barack Obama alle ultime elezioni presidenziali ha utilizzato gli SMS per dialogare con i propri elettori, inviando addirittura suonerie personalizzate con brani cantati dal Presidente stesso.

Ivana Brundì


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