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venerdì 20 aprile 2012
Europa: inceneritori verso addio e maggior protezione della biodiversità
giovedì 19 aprile 2012
Rinnovabili, ora sostenere le eccellenze italiane. il ministro Clini al Rapporto Irex
IL MINISTRO CLINI AL RAPPORTO IREX
Dalle delusioni sugli incentivi alla conquista dei mercati con le tecnologie. Da importatori ad esportatori, se le politiche industriali sosterranno la filiera produttiva. Esiste già uno sbocco naturale verso l'area mediterranea. Il Rapporto annuale IREX di Althesys, presentato oggi a Roma nella sede del Gse.
Roma, 19 aprile – "L'industria delle rinnovabili non sarà danneggiata dal taglio degli incentivi se le politiche industriali si orienteranno a sostenere la competitività italiana. L'industria italiana ha delle eccellenze che sono già indicate nel nostro Rapporto Annuale e che potrebbero essere valorizzate per rispondere alla domanda di tecnologia ed innovazione che arriva, ad esempio, dall'area del Mediterraneo. Siamo già in grado di passare dal ruolo di importatori netti di tecnologie, al ruolo di esportatori, ma dobbiamo capire che le rinnovabili non sono materia di filosofia ambientale ma una vera industria dell'energia"
E' uno dei passaggi dell'intervento di Alessandro Marangoni, ceo di Althesys e capo del team di ricerca, durante la presentazione del Rapporto Annuale IREX (italian renewable index) presso la sede del GSE a Roma, questa mattina.
Un concetto ribadito durante il convegno anche dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini: "Le rinnovabili sono un'opzione necessaria e strategica per la crescita e i dati del Rapporto Althesys lo confermano. Nelle rinnovabili, specie nel fotovoltaico, sta accadendo quello che è successo nei cellulari o nei computer. Si sono abbattuti i costi di produzione e quindi i prezzi. Ora bisogna che le industrie ripensino i prodotti e le tecnologie ed il Governo, che ha rimodulato gli incentivi sulla base dei nuovi prezzi, sostenga le eccellenze italiane in modo che siano competitive anche all'estero".
Dal tema degli incentivi di questi giorni, legato alla presentazione del Quinto Conto Energia, il dibattito sulle rinnovabili si sposta alla filiera industriale.
"E' stato un errore garantire rendite finanziarie che non avevano nulla a che vedere con la produzione di energia o con lo sviluppo tecnologico – ha detto il ministro Clini - Dobbiamo dare una direzione certa agli incentivi, puntando sulla generazione distribuita dell'elettricità e del calore, incardinata sull'efficienza energetica e sulle rinnovabili".
"L'Italia produce già molta tecnologia - afferma Marangoni - molti degli impianti fatti da altri paesi, hanno pezzi rilevanti, turbine e motori, di design e realizzazione italiana. E' come se aprendo il cofano di una Mercedes ci trovassimo dentro un motore italiano".
Sul tema degli incentivi, il Rapporto IREX evidenzia ora una posizione equilibrata rispetto al resto del mondo e presenta una stima costi e ricavi complessivi delle rinnovabili al 2011 in dieci paesi europei: Italia, Germania, Francia, Spagna, Grecia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Polonia, Romania e Danimarca.
LA FILIERA VERDE ITALIANA: 5 GW DI INVERTER E 30MILA OCCUPATI NELL'EOLICO
La forte diffusione delle rinnovabili in Italia ha portato allo sviluppo di un'industria nazionale, con un indotto crescente nel manifatturiero e nei servizi. Nel fotovoltaico, per esempio, la produzione italiana di moduli vale oltre 1 GW e quella di inverter quasi 5 GW. L'eolico ha generato nel 2011 nel nostro paese un volume d'affari intorno ai 3,8 miliardi di euro e conta quasi 30mila occupati. "Gli interventi dei decreti ministeriali hanno senso – commenta Marangoni. – Questo però è un settore dove non ci sono più soltanto i pannelli cinesi, ma un'industria italiana che avrebbe bisogno di essere rafforzata. In quest'ottica è discutibile la creazione del registro degli impianti superiori a 12 kW. È veramente difficile, se non impossibile, da realizzare. Si tratta di un aggravio di burocrazia che non fa bene alla filiera. Se per gli incentivi ci portiamo nella media europea, per la burocrazia continuiamo ad essere tra i primi al mondo".
Altre tecnologie in cui l'Italia è all'avanguardia: solare termodinamico, geotermia e biomasse (ad esempio nelle turbine Orc, Organic rankine cycle) e teleriscaldamento. Particolare attenzione, avverte Althesys, dovrebbe anche essere dedicata al rapporto con l'agricoltura valorizzandone i sottoprodotti: il loro potenziale arriva a oltre 116 TWh annui, pari al 7% dell'obiettivo in termini di consumi finali da rinnovabili.
IL BILANCIO COSTI-BENEFICI DELLE RINNOVABILI
Secondo una stima prudente, le rinnovabili generano benefici netti al sistema-paese tra 22 e 38 miliardi di euro al 2030. Il calcolo – aggiornamento di una rigorosa analisi scientifica che Althesys realizza da quattro anni – si fonda su un approccio differenziale che compara due scenari. I dati storici di generazione da rinnovabili dal 2008 e l'evoluzione al 2030 si confrontano con una situazione ipotetica in cui la produzione elettrica sia solo con fonti fossili.
Le voci di costo considerate sono gli incentivi e i costi delle carenze infrastrutturali. Voci di beneficio sono gli effetti sull'occupazione, la riduzione delle emissioni di CO2 (fino a 83 milioni di tonnellate al 2030), altre emissioni evitate, l'indotto, gli effetti sul Pil e la riduzione del fuel risk.
Chi è e che cosa fa Althesys
Althesys è una società professionale indipendente specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenza. Opera con competenze di eccellenza nei settori chiave: ambiente, energia, infrastrutture, utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.
5° conto energia, Zanoni: governo segua indicazioni europee
Quinto conto energia, il governo Monti segua le indicazioni europee
Andrea Zanoni (Eurodeputato IdV) invita il Governo italiano a fare un passo indietro sui tagli agli incentivi per le rinnovabili previsto dal Quinto Conto Energia. "La nuova strategia di ripresa economica Ue prevede di investire sulla green economy. Non possiamo andare in senso contrario"
"Il governo Monti faccia un passo indietro sui tagli agli incentivi alle rinnovabili e segua le indicazioni della nuova strategia Ue "Verso un crescita ricca di lavoro" presentata ieri pomeriggio a Strasburgo". E' l'invito di Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, al Premier Monti e al Ministro dell'Ambiente Clini, in merito al Quinto conto energia contro il quale cittadini e associazioni hanno manifestato ieri di fronte a Montecitorio. "L'Ue scommette proprio su green economy, salute e nuove tecnologie per rilanciare l'economia europea. Mi auguro che il Premier Monti, europeista convinto, faccia altrettanto".
Sotto accusa i tagli agli incentivi per il fotovoltaico e il solare e la troppa burocrazia prevista dal Quinto conto energia al vaglio del Governo, una decisione che danneggerebbe l'intero settore in Italia, anche in quelle Regioni che hanno fatto delle energie rinnovabili il proprio fiore all'occhiello. "Ieri il Presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso ha sottolineato che proprio puntando sulla green economy l'Europa potrà raggiungere l'ambizioso traguardo dei 20 milioni di posti di lavoro in più entro il 2020 – aggiunge Zanoni – Ecco che investire nelle rinnovabili diventa uno strumento indispensabile per la ripresa economica dell'Europa e della sua uscita dal guado della disoccupazione oggi in costante aumento".
"In tempi di crisi alcuni tagli sono inevitabili, ma questi non possono riguardare proprio quei settori chiave per la ripresa come le energie rinnovabili", aggiunge l'Eurodeputato, che esprime solidarietà "a tutti quei cittadini e associazioni che ieri a Roma hanno manifestato il proprio dissenso e la volontà di assicurare al nostro Paese uno sviluppo green".
Zanoni conclude invitando i rappresentanti del Governo "ad un dialogo costruttivo e paritario con le parti sociali e produttive toccate dal Quinto conto energia".
mercoledì 18 aprile 2012
RINNOVABILI: WWF, CAMBIARE ENERGIA E NON MANTENERE PRIVILEGI DEI FOSSILI
- INCENTIVI RINNOVABILI -
WWF: "L'OBIETTIVO DEVE ESSERE CAMBIARE ENERGIA, NON MANTENERE I PRIVILEGI DEI FOSSILI"
Modificare il Quinto Conto Energia e snellire la burocrazia: il problema è l'eccesso di offerta di energia da combustibili fossili in Italia
"Il WWF esprime piena solidarietà e adesione alla manifestazione per la modifica del Quinto Conto energia sugli incentivi alle rinnovabili e chiede che il provvedimento venga modulato sull'esigenza di favorire le fonti rinnovabili e non garantire gli interessi dei produttori elettrici che usano combustibili fossili". Così il WWF Italia sulla manifestazione di ambientalisti e associazioni di categoria del settore delle energie rinnovabili che si è svolta oggi a Roma davanti Montecitorio.
"Oggi l'ENEA ha presentato il rapporto Energia e Ambiente che ben evidenzia che la prospettiva di sviluppo futuro, non solo europea ma globale, è quella della decarbonizzazione – ha detto Mariagrazia Midulla, Responsabile Policy Clima ed Energia del WWF Italia -. Occorre aiutare il cambiamento e non dare spago a chi vuole fermarlo. Solo se verranno apportate modifiche sostanziali al Quinto Conto Energia, studiando anche misure atte a snellire la burocrazia che rischia di bloccare pure lo sviluppo della generazione distribuita, si potrà discutere di come favorire la transizione e riconversione di una parte sostanziale della over-capacity italiana, ovvero l'eccesso dell'offerta di energia derivante dai combustibili fossili in Italia" .
martedì 17 aprile 2012
ENERGIA: WWF, BENE PRIMO PASSO SU PIANO RIDUZIONE EMISSIONI. Avanti ora con strategia low carbon entro 2050
- Piano NAZIONALE di riduzione emissioni CO2 E GAS SERRA–
WWF: "un primo passo importante, ma occorrono visione, obiettivi ambiziosi e strategia a medio e lungo termine"
Il Presidente del Consiglio e il Governo assumano l'orizzonte di una strategia
low-carbon nell'interesse dell'Italia e non solo dell'ambiente
Il WWF saluta con favore la presentazione al CIPE del Piano di Riduzione delle Emissioni di Anidride Carbonica e degli altri Gas Serra ma chiede una maggiore visione strategica, obiettivi più ambiziosi e una strategia a medio e lungo termine.
Per il WWF, l'Italia non può più permettersi di agire solo sul breve periodo e, in armonia con la Roadmap europea, deve fissare l'obiettivo di una completa decarbonizzazione al 2050 e, di conseguenza, obiettivi intermedi ambiziosi e tappe precise.
Nel pacchetto presentato oggi dal Ministro, Corrado Clini, accanto a misure già in atto, compaiono certamente misure foriere di sviluppi significativi, come la tassazione ambientale che dovrebbe gradualmente sostituire quella sul lavoro o il rifinanziamento del fondo rotativo per Kyoto. Ci sono però molte petizioni di principio, pur condivisibili, che hanno bisogno di concrete misure di attuazione (per esempio lo spostamento del trasporto merci e persone dalla strada alla ferrovia).
Il WWF sollecita l'intero Governo ad assumere l'orizzonte della decarbonizzazione quale motore del futuro sviluppo sostenibile per l'Italia, a dar vita a pacchetti attuativi che evitino che questa delibera CIPE abbia la stessa sorte di quella del 2002 (attuazione impegni di Kyoto) - rimasta sostanzialmente lettera morta - e a realizzare un'attuazione attenta ai criteri ambientali e alla salvaguardia della biodiversità nello sfruttamento delle foreste quale fonte energetica, in un'ottica di gestione del territorio che non sacrifichi la naturalità, assicuri un'attenta gestione dei boschi e si concerti con le altre esigenze.
Oggi la green economy è l'unica prospettiva concreta di uscita dalla crisi, perché la crisi economica coincide con quella ambientale, sia in termini di grandi problemi globali (cambiamenti climatici e perdita di biodiversità) che in termini di risorse disponibili. E' essenziale che questa fase di transizione sia governata, assicurando che si perseguano gli obiettivi di decarbonizzazione dell'economia, con il risparmio e l'uso efficiente dell'energia e delle risorse e la sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili; nel contempo vanno attutiti i contraccolpi sociali, favorendo la riconversione. In questa fase di transizione, chi mira a mantenere vecchi privilegi e a sfruttare sino all'ultimo tecnologie ormai obsolete dovrà essere messo in condizione di non frenare il cambiamento, ma indotto a cambiare. Per questo, una roadmap che preveda anche obiettivi di medio e lungo termine (2030 e 2050) diventa essenziale, perché solo dicendo chiaro dove si vuole andare, si dà senso ai progetti per l'immediato: chiediamo quindi al Presidente del Consiglio e al Governo tutto di assumere, autorevolmente, l'orizzonte di una strategia low carbon, nell'interesse dell'Italia e non solo dell'ambiente.
Roma, 17 aprile 2012
giovedì 9 luglio 2009
Energia. Le centrali nucleari non servono. Intervento al Senato
Energia. Le centrali nucleari non servono. Intervento al Senato
Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicali-Pd
Segue il testo dell'intervento pronunciato in Aula al Senato durante la discussione del Ddl 1195- B, Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia di energia.
Nessun pregiudizio, nessun preconcetto sta alla base della nostra contrarieta' al provvedimento in esame, in particolare per la parte riguardante il nucleare e la delega al Governo su cui vorrei soffermarmi. Alle richieste di confronto che da oltre un anno stiamo avanzando, alle perplessita' che la scelta del nucleare sia quella piu' conveniente, nessuna risposta, ma solo annunci propagandistici, e misure illiberali che impongono scelte impedendo un confronto su costi e benefici.
Questo decreto stabilisce che dopo la sua approvazione il Governo avra' sei mesi per predisporre la normativa necessaria, per localizzare i siti su cui sorgeranno le centrali, decidere i sistemi di stoccaggio e di deposito dei rifiuti radioattivi. I siti dichiarati di "interesse strategico nazionale" e sottoposti a segreto di Stato e controllati dai militari. La tipologia degli impianti sara' decisa dal Cipe. Per costruirli e farli funzionare bastera' un'unica autorizzazione che verra' rilasciata dal ministro dello Sviluppo economico, d'accordo con i colleghi all'Ambiente e alle Infrastrutture. Una partita di giro all'interno di Palazzo Chigi. Si istituisce l'Agenzia per la sicurezza nucleare, composta da un presidente e quattro membri nominati dal presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio, senza neppure darle la parvenza che sia una agenzia indipendente. In pratica il Governo chiede ed esige un mandato in carta bianca, per fare come meglio crede, s
enza
bisogno di consultare il Parlamento, ne' tanto meno gli enti locali... alla faccia del federalismo.
Non e' un caso che il nucleare e' fermo da tempo la' dove le preoccupazioni e il controllo dell'opinione pubblica hanno piu' peso e dove l'energia e' un affare del mercato; invece continua ad andare avanti in Cina, in India, in Russia, dove il controllo democratico o non c'e' oppure e' molto piu' fragile e dove le centrali vengono pagate con i soldi dello Stato. Nel complesso il nucleare e' in declino, e la Iea -International Energy Agency- calcola che nel 2030 la quota di elettricita' prodotta nelle centrale atomiche si ridurra' dall'attuale 16 al 9-12%.
Si dice che la scelta nucleare serva a diminuire la nostra dipendenza di fonti energetiche (petrolio) dall'estero, un falso. Vediamo perche':
- la tecnologia nucleare e' di importazione, cioe' estera (Francia), e la Francia con il suo 78% di produzione elettrica nucleare consuma piu' petrolio della Germania. Perche' se e' vero che la Francia ci vende energia elettrica nelle ore morte (e' sovracapacitata), nelle ore di punta la compra dalla stessa Germania.
- il combustibile (uranio) e' estero (il 58% delle riserve sono in Canada, Australia e Kazakhstan). Il premio Nobel Carlo Rubbia mette in guardia sulla poca disponibilita' dell'uranio a livello mondiale e di conseguenza il prezzo e' soggetto a speculazioni, come e peggio del petrolio. Se la dinamica sara' la stessa che l'uranio ha seguito dal 2000 ad oggi, aumentando di venti volte da 7 a 130 dollari per libbra -ha spiegato il fisico premio Nobel- il prezzo potrebbe arrivare a 500, ed il costo dell'elettricita' nucleare schizzerebbe da 40 a 65 euro per Megawatt, un livello insostenibile. Si aggiunga il problema della disponibilita': le riserve conosciute valgono non piu' di una trentina d'anni, per due terzi il mercato dipende dalle forniture militari, e il piu' grande impianto di estrazione, quello di CigarLake in Canada, tarda ad entrare in esercizio.
Ancora tra i vantaggi di questa scelta ci si dice che "Il nucleare dovra' produrre un quarto dell'energia elettrica del Paese (25%)", ma si finge di dimenticare che la produzione elettrica italiana rappresenta il 18% del nostro fabbisogno energetico complessivo, l'82% del quale (carburanti, etc.) va essenzialmente ai trasporti.
L'obiettivo del 25% del ministro Scajola, rispetto al 18% di produzione elettrica, significa che il nucleare sara' il 4,5% del fabbisogno di energia elettrica.
L'alternativa c'e' ed e' quella di puntare sull'efficienza energetica, la piu' grande fonte di energia a detta di tutti gli esperti. Significa evitare gli sprechi. La via e' quella di un mix di energie rinnovabili: efficienza energetica, solare, eolico e quant'altro la tecnologia odierna possa offrire. E poi la ricerca. Un recente studio (The case for investing in Energy productivity) dell'istituto McKinsey, uno dei piu' accreditati a livello mondiale, spiega come con l'efficienza energetica nella costruzione di edifici si possa coprire il 4% del nostro consumo nazionale. La stessa cifra delle centrali nucleari. Questa sarebbe la strada da percorrere. E lo si puo' fare da subito, spendendo molto meno.
Infine, non possiamo non porci il problema tutt'altro che marginale della sicurezza e delle scorie, in un Paese in cui non si riesce neppure a smaltire la spazzatura. Dopo il referendum del 1987, non siamo ancora riusciti a liberarci delle vecchie scorie stoccate in luoghi non adatti come a Saluggia o che sono rimaste nelle vecchia centrale. A Caorso (Pc), per esempio, sono state trasferite in speciali piscine. Vogliamo ricordare la storia di Scanzano Jonico (Basilicata)? Tutti d'accordo, un decreto del Governo, organismi tecnici, Arpat (Agenzia per l'ambiente), Enea, Sogin e dai sindacati Cgil-Cisl-Uil, poi la sollevazione popolare e i rifiuti radioattivi sono stati mandati in Francia al modico costo di 250 milioni di euro, pagati dal contribuente. Ancora notizie giornalistiche ci parlano della Basilicata come luogo individuato per lo smaltimento delle scorie. Auguri.
Noi non abbiamo neanche un Piano energetico nazionale per avere un quadro della situazione e delle scelte per il futuro. Senza questo, le date di cui parliamo restano numeri senza senso.
Sen. Donatella Poretti - Parlamentare Radicale -Partito Democratico
Roma, Palazzo Cenci, piazza Sant'Eustachio 83, tel.0667063265, fax 0667064771
Firenze, via Cavour 68, Tel. 0552302266 Fax 0552302452
domenica 7 giugno 2009
L'America verde dell'Amministrazione Obama
Comunicato stampa
L’AMERICA VERDE DELL’AMMINISTRAZIONE OBAMA
L’8 giugno il Consolato degli Stati Uniti, con e-gazette.it, Legambiente e Camera di Commercio, organizza due momenti di incontro con Mark Hopkins della UN Foundation.
MILANO, 3 giugno 2009 – Il nuovo approccio “verde” dell’Amministrazione Obama verrà illustrato a Milano al Palazzo dei Giureconsulti (piazza dei Mercanti, 2), lunedì 8 giugno alle 10.30 in Sala Parlamentino, in un incontro ristretto con esponenti del mondo industriale, dell’università e della stampa, e al pomeriggio, alle ore 17, nella Sala delle Colonne, nel corso di un incontro aperto alla città, nella Sala delle Colonne, sempre al Palazzo Giureconsulti.
Gli eventi sono organizzati dal Consolato Generale degli Stati Uniti insieme a www.e-gazette.it , Legambiente e Camera di Commercio. Ospite d’eccezione Mark Hopkins, della UN Foundation (http://www.unfoundation.org/) presso la quale è responsabile delle policy di implementazione dei programmi di efficienza energetica negli accordi internazionali.
Riconosciuto a livello internazionale come un esperto di efficienza energetica, Mark Hopkins vanta 35 anni di esperienza nella definizione di policy e nell’implementazione di programmi in questo ambito oltre ad essere impegnato nel migliorare la capacità delle agenzie delle Nazioni Unite di’utilizzare energia pulita.
Secondo la nuova visione dell’Amministrazione Obama, le sfide nell’ambito dell’energia sono serie e sono rimaste troppo a lungo senza risposta. La dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio straniero fa male all’economia, rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale e danneggia l’ambiente. Il pacchetto di stimolo adottato dal Congresso e firmato dal Presidente prevede un investimento di 100 miliardi di dollari in spese dirette, prestiti garantiti e incentivi fiscali per incoraggiare la ricerca e lo sviluppo nell’ambito dell’energia rinnovabile, dell’architettura verde e di nuovi trasporti di massa.
Gli obiettivi che l’Amministrazione Obama si è posta sono ridurre la dipendenza dal petrolio straniero, affrontare la crisi climatica globale e creare milioni di nuovi posti di lavoro necessari a superare la crisi economica.
Per registrarsi: www.e-gazette.it/
Per informazioni:
Olivia Kubanski 02 33610690 / 333 3467959
segreteria.redazione@e-
giovedì 2 aprile 2009
MOZIONE CLIMA, WWF: "SPERIAMO SIA STATO SOLO UN INCIDENTE DI PERCORSO" - ORA IMPORTANTE UNA POSIZIONE CHIARA SUL CLIMA PER L'ITALIA
WWF : "SPERIAMO SIA STATO SOLO UN INCIDENTE DI PERCORSO"
ORA IMPORTANTE UNA POSIZIONE CHIARA SUL CLIMA PER L'ITALIA
Per un Paese che si appresta ad ospitare due appuntamenti mondiali cruciali per il futuro della terra come il G8 Ambiente di Siracusa e il G8 della Maddalena, la giornata di ieri ha segnato un capitolo triste e preoccupante con l'approvazione al Senato di una mozione che nega l'impatto umano sui cambiamenti climatici.
Avremmo auspicato di poterci presentare davanti ai partner mondiali con un biglietto da visita impeccabile, che rappresentasse la serietà, l'impegno e la concretezza di un Paese che vuole affrontare l'emergenza climatica.
Proprio ieri al Senato il Sottosegretario Bertolaso ha dichiarato "La situazione del nostro Paese è sicuramente cambiata da un punto di vista climatico. Nel resto del Paese abbiamo dovuto affrontare tante altre situazioni soprattutto a livello marittimo dove notiamo cambiamenti nella fauna ed anche nella flora sottomarina derivanti da un innalzamento delle temperature dell'acqua. Più volte abbiamo ricordato che i fenomeni di precipitazioni violentissime estremamente localizzate, verificatisi nel corso degli ultimi anni nel nostro Paese, sono derivati sicuramente dall'arrivo di fronti freddi che si scontravano con situazioni marine, intorno al nostro Paese, di acqua particolarmente calda". Esplicitamente a nome del Governo ha affermato che "si tratta di situazioni che noi riconduciamo ai cambiamenti climatici e all'aumento delle temperature derivante da una serie di fenomeni naturali e probabilmente anche antropici".
La posizione del Governo appare però contraddittoria. Da un lato infatti si ritiene di non dover intervenire con incisive politiche di mitigazione per la riduzione delle emissione dei gas serra nonostante gli accordi internazionali sottoscritti anche dal nostro Paese; dall'altro si ammette una situazione che non ha precedenti e si evidenzia come le politiche di adattamento, cioè di gestione del territorio per meglio gestire le conseguenze dei cambiamenti climatici, non decollano e, anzi, vengono depotenziate con una progressiva riduzione dei finanziamenti.
E così i piani di bacino, fondamentali per affrontare in modo sensato, organico ed incisivo le emergenze idriche, rimangono poco più che studi; un piano coste per la nostra fragile penisola, non esiste; il territorio viene costantemente invaso da insediamenti urbani ed industriali ed irrigidito, reso impotente a reagire ai cambiamenti in corso; e i sistemi naturali non sono oggetto di serie politiche di gestione e conservazione.
Ieri al Senato, dunque, si è tentato di negare che il cambiamento climatico nell'attuale accelerazione derivi per il 90% dalle attività umane, come documentato dal panel degli scienziati dell'ONU riuniti nell'IPCC. Una posizione molto grave, antistorica, oscurantista che nasconde la volontà di favorire la sopravvivenza di un sistema d'interessi consolidati che non ha né capacità, né il coraggio per rinnovarsi e giocare la sfida dell' efficienza e dell'innovazione.
La mozione non e' sfuggita agli osservatori internazionali e quindi rischia di gettare discredito sul ruolo della presidenza italiana per il G8, proprio in un momento cruciale e mentre il Presidente Obama ha chiesto all'Italia di ospitare il Forum delle Major Economies per facilitare il raggiungimento dell'accordo per fermare i cambiamenti climatici nel vertice .
Sta ora al nostro Governo uscire nel migliore dei modi da questo "incidente di percorso" per assumere una posizione chiara e decisa, visto che anche i dati che provengono dal nostro territorio parlano chiaro e forniscono tutti gli elementi per poter imprimere una decisa sterzata al nostro paese.
Roma, 2 aprile 2009
sabato 28 marzo 2009
Rifiuti tossici nelle province di Napoli e Caserta
di Giampiero Angeli
Sanno ormai anche i sassi che nelle province di Napoli e Caserta prima la camorra poi le pubbliche amministrazioni hanno sversato di tutto: dai rifiuti tossici a quelli industriali, dai rifiuti solidi urbani ai rifiuti solidi urbani che dopo l'intervento delle organizzazioni criminali, sono diventati rifiuti tossici urbani.
I "Regi Lagni", antico canale di drenaggio che attraversa mezza Campania, da decenni in massima categoria di rischio ambientale, sversa direttamente in mare milioni di colibatteri fecali ed inquinanti di ogni genere perchè questo canale viene utlizzato, dalla camorra per lo smaltimento di sostanze tossiche e dalle pubbliche amministrazioni per liberarsi dei liquami fognari non trattati e del percolato, proveniente dalle discariche e dai depositi di "ecoballe" .
La foce dei "Regi Lagni" impesta, da Cuma a Mondragone, la costa che, da decenni, non è balneabile e da decenni gli arenili vengono ugualmente assegnati a vari concessionari che strappati i divieti di balneazione, utilizzano le spiagge per la balneazione.
Ad Acerra, unico comune della nostra regione dichiarato in emergenza ambientale per la presenza di diossina dal governo Prodi , è stato inaugurato uno straordinario inceneritore. Gli inceneritori sono di varie tipologie a seconda dei materiali che devono bruciare; l'inceneritore di Acerra. invece, può bruciare tutto, non in funzione di particolari specifiche tecniche ma in base ad un dettato legislativo.
Le nostre campagne, fertilizzate con tutte queste schifezze ed irrigate con acqua inquinata variamente dalle stesse schifezze, portano sulle nostre tavole altre schifezze che lentamente ci avvelenano.
La parte meridionale della provincia di Caserta e la nord-orientale di quella di Napoli presentano eccessi di mortalità per tumore e malformazioni neonatali. Studi epidemiologici sull'argomento hanno "scoperto" che queste aree coincidono con quelle maggiormente colpite dall'ecomafia ma sono giunti a conclusioni contraddittorie e quindi praticamente inutili.
Atti giudiziari hanno dimostrato la presenza di migliaia di sostanze velenose nel nostro territorio ma niente è stato fatto dal punto di vista tossicologico: non si conoscono i valori tossici per l'uomo di ogni singola sostanza, figuriamoci per le loro associazioni.
Questo disastro ambientale, riconosciuto già dal decreto Ronchi nel 1997,è stato inquadrato, ai fini della bonifica, in sei grandi aree definite"siti contaminati di interesse nazionale". Dopo più di dieci anni e il solito impiego spropositato di fondi pubblici, siamo ancora al censimento ed alla caratterizzazione dei luoghi. Dove si è potuto effettuare qualche sporadica bonifica,si è immediatamente riprodotta la situazione precedente a causa della mancanza di controllo del territorio.
Quando ero giovane, tanti anni fa, la frase proverbiale di volere "la moglie ubriaca e la botte piena", veniva usata per indicare una cosa chiaramente impossibile. Nei tristi giorni che stiamo vivendo, bisogna riconoscere ai governi di destra e di sinistra che si sono succeduti a livello nazionale e locale, di essere riusciti in questa improbabile impresa. Il segreto di tale successo consiste nel più assoluto disprezzo della vita umana, in quanto priva di valore economico.
Mi auguro che questa mia invettiva contro il mal governo possa colpire qualche coscienza eccelente : se si vuole trasformare la Campania in un polo di trattamento industriale dei rifiuti e se non si riesce ad avere il controllo del territorio,almeno si impedisca la coltivazione e l'allevamento nelle aree a maggior rischio.
Lo spaventoso deficit della sanità regionale dovrebbe dimostrare che la politica della "moglie ubriaca e della botte piena", alle lunghe, non paga!
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Postato da Raffaele Pirozzi su CorrieredelWeb.it L'informazione fuori e dentro la Rete.
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