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venerdì 19 ottobre 2018

GUARDIANI DELLA COSTA: 5.700 STUDENTI COINVOLTI E 2.610 CHILOMETRI DI COSTA ADOTTATI GRAZIE AL PROGETTO DI COSTA CROCIERE FOUNDATION

GUARDIANI DELLA COSTA: 5.700 STUDENTI COINVOLTI E 2.610 CHILOMETRI DI COSTA ADOTTATI GRAZIE AL PROGETTO DI COSTA CROCIERE FOUNDATION

Guardiani della Costa si conferma già nel primo anno di attività uno dei più grandi progetti di citizen science in Italia, con oltre 50mila segnalazioni utili raccolte lungo le coste italiane e il coinvolgimento di docenti e studenti di 156 scuole secondarie di secondo grado.  

L'iniziativa sensibilizza i giovani sulla bellezza e la fragilità delle nostre coste minacciate dall'inquinamento, in particolare dei rifiuti plastici, che rappresentano circa il 68% dei rifiuti spiaggiati censiti dai "guardiani".

Genova, 18 ottobre 2018 – Presentati i risultati del primo anno di Guardiani della Costa uno dei più grandi progetti di citizen science in Italia, promosso da Costa Crociere Foundation

L'iniziativa ha coinvolto attivamente 156 istituti superiori di secondo grado, oltre 600 docenti e 5.700 studenti nell'anno scolastico 2017-2018. Ogni scuola ha "adottato" un tratto di costa italiana, per un totale di 2.610 km, pari a un terzo dell'estensione delle coste naturali della penisola.

L'indicatore preponderante tra le segnalazioni raccolte dai "guardiani" lungo le coste è stato quello dell'inquinamento marino. In particolare, è emerso un dato critico sui rifiuti plastici, che costituiscono il 68,1% della totalità dei rifiuti spiaggiati rilevati, seguiti dalla carta (15,1%), attrezzature da pesca (6,5%), vetro e ceramica (6,2%), metallo e alluminio (4,1%). 

Gli oggetti maggiormente segnalati sono di materiale plastico (bottiglie e contenitori di liquidi, sacchetti, cassette di plastica o di polistirolo, contenitori per alimenti), oltre a mozziconi e filtri per sigaretta. Il progetto nasce proprio dall'idea di sensibilizzare i giovani alla salvaguardia del mare e alla tutela delle coste italiane, con l'obiettivo di creare una "fotografia ambientale" confrontabile nel tempo delle coste del nostro paese.

Guardiani della Costa prevede la collaborazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), con il quale Costa Crociere Foundation e l'Associazione Scuola di Robotica di Genova hanno sottoscritto un Protocollo d'Intesa, in coerenza con le azioni del Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD).

Le scuole che hanno aderito all'iniziativa, su base volontaria e in modo totalmente gratuito, hanno "adottato" un tratto di costa italiana dove effettuare i rilevamenti. Docenti e studenti hanno avuto accesso a una piattaforma online dedicata, nella quale sono raccolti contenuti didattici e dispense di approfondimento, creati in collaborazione con i partner scientifici Scuola di Robotica ed OLPA Osservatorio Ligure per la Pesca e l'Ambiente. Tre sono le principali aree delle unità didattiche approfondite in classe: ambiente marino mediterraneo e biodiversità; cambiamento climatico e specie aliene; inquinamento dell'ambiente e rifiuti marini.

Per gli studenti, la partecipazione a Guardiani della Costa poteva costituire un progetto di alternanza scuola-lavoro e sono state 108 le scuole che hanno sottoscritto l'apposita convenzione. Al percorso formativo online e in aula, infatti, si sono alternate attività sul campo nel periodo tra gennaio e maggio 2018, durante le quali gli studenti hanno monitorato il tratto di costa adottato rilevando caratteristiche dell'ambiente costiero, indicatori di qualità ambientale e aspetti socio-economici legati alla gestione della fascia costiera e delle sue risorse. Il risultato è un database di oltre 50mila segnalazioni utili, raccolte in maniera sistematica con l'ausilio delle schede guida contenute nella App di Guardiani della Costa e validate dagli esperti di OLPA, che le hanno analizzate e sintetizzate in mappe tematiche.

Dalle segnalazioni emergono le conseguenze della continua pressione esercitata dall'uomo sul mare, sotto molteplici aspetti: inquinamenti di diversa natura, cementificazione delle coste, degradazione dei fondali e delle spiagge, diminuzione delle risorse ittiche. Una delle principali e più evidenti forme d'inquinamento deriva dalla presenza dei rifiuti che vengono abbandonati o trascinati nell'ambiente marino. Quello dei rifiuti marini è stato infatti l'indicatore che ha ottenuto il maggior numero di segnalazioni da parte dei partecipanti a Guardiani della Costa, mettendo in risalto una criticità ambientale ormai diffusa e tristemente nota in tutti i mari del mondo. In particolare, è stata rilevata in maniera omogenea su tutti i 5 bacini marittimi la presenza preponderante di rifiuti plastici (68,1% del totale delle segnalazioni relative ai rifiuti spiaggiati).

"Credo che il progetto Guardiani della Costa darà un contributo importante per monitorare nel tempo lo stato di salute delle nostre coste, perché può contare su una rete di osservatori - di "Guardiani"- molto numerosa e diffusa su tutto il territorio: più di 5.700 studenti e 600 professori. Oltre al valore scientifico, l'altro grande obiettivo che si pone questo progetto è quello di sensibilizzare gli studenti e i cittadini sulla fragile bellezza del patrimonio naturalistico delle coste italiane e di creare consapevolezza sulle conseguenze derivanti dall'aumento dei rifiuti.  Per questo motivo la seconda edizione dei Guardiani della Costa si concentrerà in particolar modo sull'inquinamento causato dai materiali plastici. Sarebbe bello poter mettere a sistema le iniziative su questo tema promosse dalle principali Organizzazioni italiane" - ha dichiarato Davide Triacca, Segretario Generale di Costa Crociere Foundation.

Oltre al problema dell'inquinamento marino, le attività di rilevazione degli studenti si sono focalizzate sul tema della biodiversità, restituendo una fotografia generale degli organismi marini e della vegetazione rinvenuti lungo le spiagge italiane, con interessanti segnalazioni di presenza di specie protette o poco comuni (Pinna nobilis, dattero di mare, ciprea, doglio, Patella ferruginea) e anche diversi spiaggiamenti di mammiferi marini e tartarughe marine. Nell'ambito dello studio degli effetti del cambiamento climatico, sono state rinvenute 10 specie aliene come il barracuda boccagialla e il pesce pappagallo, di origine atlantica. Seppur rinvenute in aree già note, il fatto che dei ragazzi con strumenti molto semplici abbiano potuto identificarle e censirle sottolinea l'importanza del coinvolgimento della cittadinanza per ottenere informazioni utili ad aggiornare le mappe di distribuzione delle varie specie invasive.

Il progetto Guardiani della Costa verrà riproposto alle scuole superiori di secondo grado anche per l'anno scolastico 2018-2019, in modo da poter incrementare ulteriormente i chilometri di costa sotto osservazione e ottenere uno storico dei dati rilevati. La seconda edizione dell'iniziativa si focalizzerà ulteriormente sull'inquinamento marino con un monitoraggio delle micro/macroplastiche, grazie alla collaborazione con un nuovo partner scientifico, il Laboratorio Biodiversità e Servizi Ecosistemici del Centro Ricerche Ambiente Marino Santa Teresa di ENEA, l'Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile 


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Scuole piemontesi tra luci e ombre. Bene i servizi, male la manutenzione degli edifici: il 67% delle scuole ha bisogno di interventi urgenti



  
Presentata la XIX edizione di Ecosistema Scuola, l'indagine di Legambiente sullo stato dell'edilizia e la qualità dei servizi scolastici

Scuole piemontesi tra luci e ombre.
Bene i servizi, male la manutenzione degli edifici: il 67% delle scuole ha bisogno di interventi urgenti


Verbania (9°) guida la graduatoria della qualità dell'edilizia scolastica piemontese, seguita da Biella (14°), Torino (20°), Asti (23°). Buone pratiche: le scuole piemontesi in cima alla classifica per pasti bio e raccolta differenziata; ancora basso l'utilizzo di fonti rinnovabili


Ecosistema Scuola 2018, l'indagine annuale di Legambiente sullo stato del patrimonio edilizio scolastico e dei servizi educativi, presentato oggi a Napoli nel corso del Forum Scuola, vede in cima alla classifica Bolzano e Trento, due realtà particolarmente virtuose in tema di sicurezza (tutti gli istituti presentano le certificazioni di agibilità, collaudo statico, prevenzione incendi, agibilità igienico sanitaria e hanno effettuato i monitoraggi per radon e amianto), e di innovazione, con il 6% di edifici costruiti secondo i criteri della bioedilizia a fronte di una media nazionale che non raggiunge l'1%, frutto di una chiara scelta di governance confermata anche dalla spesa per la manutenzione straordinaria degli ultimi cinque anni, pari a circa 175 mila euro per edificio, cioè circa dieci volte la media nazionale. 

Un mix di programmazione, di investimenti costanti e di innovazione che manca in molte altre zone d'Italia.

Nella top ten di Ecosistema Scuola 2018 troviamo tutti Comuni del Nord, con la sola eccezione di Prato (7º): dopo Bolzano (1º) e Trento (2º) abbiamo Bergamo (3º) e ben 4 capoluoghi dell'Emilia Romagna: Reggio Emilia (4º), Piacenza (5º), Parma (6º), Rimini (10º). Gli altri Comuni presenti sono Pordenone (8º) e Verbania (9º). In coda le città del Sud e delle isole: ultima in graduatoria Messina, preceduta da Foggia (82º), Palermo (80º), Reggio Calabria (79º), Siracusa (78º), Potenza (77º), Sassari (75º) e Crotone (74º). 

Sempre in fondo, una città del centro, Latina (81º) e una del Nord, Trieste (76º). E' Firenze (18º), tra le grandi città a posizionarsi nella parte più alta della classifica, quindi Torino (20º), Milano (27º) e Napoli (32º), seguono a distanza Venezia (52º), Catania (53º), Bari (62º), Genova (69º), mentre nella parte più bassa troviamo Reggio Calabria, Palermo e Messina. Roma invia dati incompleti e pertanto non entra in graduatoria. Bologna e Cagliari non inviano dati.

"Abbiamo sempre di fronte un quadro di urgenza ed emergenza -ha dichiarato Vanessa Pallucchi, responsabile nazionale Scuola e Formazione di Legambiente-, crediamo che per dare una scuola sicura a tutti gli studenti occorra accelerare gli interventi di riqualificazione dando priorità alla messa in sicurezza delle scuole nelle aree sismiche più vulnerabili e al miglioramento delle prestazioni energetiche. Gli enti locali vanno aiutati con una semplificazione delle linee di finanziamento e sostenuti in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori. Occorre poi aprire una nuova fase dell'edilizia scolastica ed utilizzarla come leva di rigenerazione di territori e quartieri. Le zone più svantaggiate del nostro paese sono quelle dove dobbiamo andare a investire su scuole più belle e innovative. Ora accade esattamente il contrario. Una sperequazione che vediamo anche nei servizi scolastici, che sono una parte importante del modello di governance che si dà un territorio rispetto agli stili di vita individuali e collettivi. Un piedibus che ben funziona o una mensa sana e accogliente, aiutano a ricostruire quella comunità e quei processi di condivisione di cui ora abbiamo tanto bisogno".

Il rapporto Ecosistema Scuola è stato presentato in apertura del Forum, che si è tenuto oggi a Napoli sul mondo della scuola, promosso da Legambiente insieme a Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, con il contributo di Fassa Bortolo e Iccrea BancaIntesa, in partenariato con Ecomondo e Vastarredo, che ha visto partecipare e confrontarsi Comuni, amministrazioni centrali, dirigenti scolastici, docenti, famiglie, studenti e aziende su sfide e opportunità in campo per un'edilizia scolastica sicura e sostenibile e servizi che abbiano una elevata qualità. Per una scuola che sappia essere luogo di innovazione e benessere.

In Piemonte partecipano all'indagine e si posizionano prevalentemente nella prima metà della graduatoria: Verbania (9º), Biella (14º), Torino (20º), Asti (23º), Cuneo (34º), Alessandria (39º) e Vercelli (56º), Novara è l'unica non in graduatoria poiché invia dati incompleti.

Un patrimonio quello scolastico piemontese vetusto, risalente a prima dell'entrata in vigore delle norme antisismiche (74,3% degli edifici) e situato nella maggior parte dei casi in strutture nate come scuole (84,1%) ma in parte anche in edifici storici (14,5%). Solo sul 3,3% è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica e sul 13,6% sono state effettuate indagini diagnostiche dei solai, con interventi sulla loro messa in sicurezza per il 2017 sul 10,6% degli edifici. 

Sono ancora molte le strutture scolastiche che hanno necessità di interventi di manutenzione urgente (67,8% rispetto al 46,8% del dato nazionale), sebbene negli ultimi 5 anni l'86% degli edifici abbia goduto della manutenzione straordinaria. La cifra stanziata per questa voce è stata pari a €19.575 (€23.946 il dato nazionale), la spesa ha interessato invece una cifra maggiore rispetto allo stanziato, pari a €23.453 (a livello nazionale ne sono stati spesi mediamente per ciascun edificio €17.780).

Torino è la città che investe di più ma che spende anche di più della cifra stanziata, anche Alessandria investe nell'edilizia e stanzia una somma importante corrispondente a quella di spesa. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria sono stati stanziati €7.201 (€7.631 mediamente per edificio a livello nazionale) ma spesi €5.316. Il Piemonte utilizza fondi nazionali mediamente pari a €8.773 per edificio (Alessandria, Asti e Torino) e fondi regionali in minima parte (Torino), €1.097 di media per edificio rispetto ai €4.598 di spesa a livello nazionale.

Buona è la situazione delle certificazioni cui sono dotate le scuole: collaudo statico (57%), idoneità statica (52,1%), agibilità (72,5%) e certificazione igienico-sanitaria (85,5%), più bassa rimane la percentuale della certificazione di prevenzione incendi, il 30,6% a fronte del 42,2% della media nazionale. Inoltre porte antipanico (98,8%), prove di evacuazione (98,1%), impianti elettrici a norma (98%) e requisiti di accessibilità (93,5%).

Dati sopra la media nazionale anche per i servizi e le buone pratiche adottate nelle scuole piemontesi. Il servizio di scuolabus è a disposizione del 49,6% delle scuole, ma sono buoni anche i dati relativi ad altri alla messa in sicurezza della mobilità intorno ai plessi: l'84,5% ha attraversamenti pedonali, il 29,1% usufruisce della presenza dei nonni vigili, il 10,7% ha transenne parapedonali. Si investe anche in progetti educativi, prevalentemente nelle scuole (80% rispetto al 72,9% del dato nazionale), Torino e Verbania anche in progetti extra scolastici.

L'84,5% delle mense scolastiche piemontesi servono pasti bio, nel 95,4% prodotti a qualità controllata, l'83,3% privilegia prodotti a km 0. Tutti i Comuni piemontesi garantiscono menu alternativi per motivi culturali e religiosi e per l'83,3% prevedono il recupero di cibo non somministrato da dare a organizzazioni no profit. Il 28,7% delle mense dispone di una cucina interna, l'82,2% utilizza acqua del rubinetto e nel 35,2% viene data la possibilità ai bambini di portare il pranzo da casa.

Ben al di sopra dei valori nazionali la raccolta differenziata: in tutte le scuole si differenziano plastica, vetro e carta, mentre il 93,5% di esse differenzia l'alluminio, il 99,5% organico, l'88,5% pile e ben il 91,2% toner e cartucce per stampanti.

Le scuole oltre ad utilizzare i neon (42,6%) utilizzano anche altre fonti di illuminazione a basso consumo (83,7%). Rimane ancora basso l'utilizzo di fonti rinnovabili (8,4%) rispetto alla media nazionale (18,2%): impianti solari termici per il 10,8% e solari fotovoltaici per l'83,8%. Va segnalato un 5,4% di scuole con impianti a biomassa (Torino) e quelle servite da teleriscaldamento (41,3% rispetto al dato nazionale che si attesta sull'8,2%).

Per quanto riguarda le situazioni di inquinamento sia outdoor che indoor tutti i Comuni presenti all'indagine hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di amianto, con il 18,1% di scuole con casi certificati, lo 0,2% con casi sospetti e il 2% in cui sono stati effettuati interventi di bonifica. Sensibili al tema del radon il 57,1% dei Comuni che hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di questo gas nelle scuole, con 10,2% di edifici con casi certificati. La situazione relativa all'inquinamento elettromagnetico ci mostra un 8,3% di edifici con wifi, 15,2% in prossimità di antenne cellulari. Solo il 5% presenta invece una rete completamente cablata.

Situazione critica in termini di inquinamento outdoor per le scuole dei Comuni piemontesi: il 54% degli edifici si trova tra 1 e 5 km di distanza da industrie, il 32,8% da una discarica e il 41,1% da un aeroporto. Un 3% si trova a meno di 60 m dal distributore di benzina.

"Sebbene in Piemonte negli ultimi 5 anni la gran parte degli edifici scolastici abbia goduto di manutenzione straordinaria restano ancora tantissimi, più del 67%, quelli che necessitano di interventi urgenti -sottolinea Francesca Gramegna, direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta-. Così come, se da un lato è positiva la performance delle città piemontesi sul fronte dei servizi e delle pratiche ecocompatibili, soprattutto per la raccolta differenziata dei rifiuti, dall'altro è ancora insufficiente l'utilizzo di energie rinnovabili. Torino si piazza prima tra le grandi città del Nord, ma occorre anche qui investire di più e, più in generale, serve uno sforzo maggiore per promuovere un grande cantiere di innovazione".


PIEMONTE: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Torino, Verbania, Vercelli
ANAGRAFICA E INFORMAZIONI GENERALI EDIFICI
Reg.le
Naz.le
Popolazione scolastica
109.902
1.192.697
Edifici scolastici 
491
5.725
Edifici realizzati prima del 1900
10,2%
8,7%
Edifici realizzati tra il 1900 e il 1940
19,3%
15,1%
Edifici realizzati tra il 1941 e il 1974
44,8%
39,8%
Edifici realizzati tra il 1975 e il 1990
23,4%
26,3%
Edifici realizzati tra il 1991 e il 2000
0,8%
4,9%
Edifici realizzati tra il 2001 e il 2017
1,4%
5,2%
Gli edifici che attualmente ospitano le scuole originariamente erano:


Edifici scolastici in strutture nate come abitazioni
0,8%
3,4%
Edifici scolastici in strutture nate come caserme
0,2%
0,2%
Edifici scolastici in strutture nate come scuole
84,1%
89,8%
Edifici scolastici in edifici storici
14,5%
5,2%
Edifici scolastici in strutture nate come altra destinazione d'uso
0,4%
1,4%



Edifici scolastici in affitto
1,2%
3,2%



Edifici costruiti secondo criteri di bioedilizia
0,4%
0,9%
Edifici costruiti secondo criteri antisismici
1,2%
14,2%
Edifici in cui è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica
3,3%
32,9%



Edifici con giardini o aree verdi fruibili
91,9%
73,5%
Edifici con strutture sportive
54,9%
53,8%
Manutenzione


Edifici in cui sono state effettuate indagini diagnostiche dei solai
13,6%
20,7%
Edifici in cui sono stati effettuati interventi di messa in sicurezza dei solai nel 2017
10,6%
7,7%
Edifici che necessitano d'interventi di manutenzione urgenti
67,8%
46,8%
Edifici che hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni
86,0%
49,7%
Scuole nuove, interventi di adeguamento sismico e/o efficientamento energetico ultimi 5 anni
1,4%
4,4%
€ stanziati per manutenzione straordinaria (media per singolo edificio)
€ 14.074
€ 24.932
€ spesi per manutenzione straordinaria (media per singolo edificio)
€ 14.453
€ 14.005
€ stanziati manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni (media annua per singolo edificio)
€ 19.575
€ 23.946
€ spesi manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni (media annua per singolo edificio)
€ 23.453
€ 17.780
€ stanziati per manutenzione ordinaria (media per singolo edificio)
€ 7.201
€ 7.631
€ spesi per manutenzione ordinaria (media per singolo edificio)
€ 5.316
€ 6.790
€ stanziati manutenzione ordinaria negli ultimi 5 anni (media annua per singolo edificio)
€ 4.957
€ 7.444
€ spesi manutenzione ordinaria negli ultimi 5 anni (media annua per singolo edificio)
€ 4.859
€ 6.686
€ fondi nazionali per edilizia scolastica (media per singolo edificio)
€ 8.773
€ 7.035
€ fondi regionali per edilizia scolastica (media per singolo edificio)
€ 1.097
€ 4.598
Certificazioni:


Collaudo statico
57,0%
53,7%
Idoneità statica
52,1%
49,7%
Certificato di agibilità
72,5%
60,4%
Certificazione igienico-sanitaria
85,5%
71,9%
Certificato prevenzione incendi
30,6%
42,2%
Scale di sicurezza
57,4%
54,2%
Porte antipanico
98,8%
94,8%
Prove di evacuazione
98,1%
99,1%
Impianti elettrici a norma
98,0%
83,3%
Requisiti accessibilità



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mercoledì 13 giugno 2018

Il sistema DiCE per insegnare ai bambini il valore dell'energia



DiCE insegna ai bambini il valore dell'energia

Il nuovo sistema dell'IOT progettato da Marco Acerbis e candidato al Compasso d'Oro 2018 si rivolge ai più piccoli e rivela il suo scopo educativo.


Bergamo, 13 giugno 2018 – Insegnare ai bambini il valore dell'energia e a non sprecarla è il primo passo per salvaguardare l'ambiente e assicurare un futuro alle nuove generazioni.

Per questa ragione, una delle funzioni di DiCE, il nuovo sistema IOT progettato dall'architetto e designer Marco Acerbis, è proprio quella educativa rivolta ai più piccoli.

"Hai spento la luce in cameretta?" oppure "Ricordati di spegnere la televisione quando hai finito di guardarla": sono solo alcune delle frasi ricorrenti che i genitori rivolgono ai propri bimbi per evitare sprechi di energia elettrica. 

Da oggi, grazie al sistema DiCE le cose si semplificano!

DiCE consente infatti di avere sempre sotto controllo i consumi energetici della propria abitazione. 

Si compone di 4 elementi e comunica attraverso una scala cromatica, che passa dai toni freddi dell'azzurro e del verde che indicano un consumo virtuoso, ai toni intermedi del giallo, fino a virare sull'arancio e sul rosso, quando i livelli di consumo oltrepassano la soglia abituale e il rischio di black out si avvicina.

È grazie a questa visualizzazione del sistema DiCE che il bambino percepisce in modo rapido e diretto il consumo energetico e se, per esempio, ha dimenticato una luce accesa in cameretta.

"Promuovere la sostenibilità e la diffusione di una cultura dell'energia  sono per noi i pilastri su cui si basa tutto il nostro operato e i valori in cui crediamo da sempre " ha spiegato Alessandro Bertacchi, Presidente di DiCEworld Srl e ABenergie
"È  fondamentale trasmettere questi valori anche alle nuove generazioni affinché i giovani di oggi siano cittadini consapevoli domani. Il DiCE è stato pensato anche per questo: grazie all'utilizzo dei colori, infatti, l'energia diventa anche per i più piccoli una risorsa preziosa a cui prestare attenzione." 

Il designer Marco Acerbis, in merito alla progettazione, racconta: "L'interazione fisica con l'utente ha rappresentato uno degli aspetti più complicati del progetto di questo prodotto. Poiché c'è quasi un contatto con la mano, la forma non ha solo un'importanza dal punto di vista visivo, ma deve essere attraente. Anche i materiali giocano un ruolo di primaria importanza per il tatto. Forma e materiali quindi sono stati pensati per attirare l'utente, invitarli a toccare il DiCE, a utilizzarlo e a interagire, anche per giocare".

Tra le funzioni di DiCE, una è quella del gioco: quando appare il rosso, chi prima tocca l'apparecchio si aggiudica la vincita. 18 livelli di difficoltà per mettere alla prova i propri riflessi!

I 4 elementi di cui si compone il sistema sono:

DiCE: il dispositivo di design in grado di avere più funzionalità luminose e di interagire con l'utente attraverso semplici movimenti gestuali della mano. DiCE infatti è in grado di riprodurre i colori dello spettro visibile, con intensità variabile, e di effettuare coreografie luminose.

Attraverso i segnali luminosi, DiCE aiuta il consumatore a usare l'energia in modo consapevole: se la luce è verde, significa che i consumi risultano nella soglia media, calcolata in base alla stagionalità e alle abitudini di consumo. 

Quando i consumi aumentano, la luce cambia come un semaforo, fino a diventare rossa lampeggiante nel momento in cui la potenza sta per raggiungere la soglia massima e si presenta il rischio di un blackout.


L'app DiCE: un'applicazione per iOS e Android, scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone, che abilita l'utente ad accedere a tutta una serie di dati e informazioni sul consumo di energia elettrica della propria casa o azienda. 

L'app include inoltre la possibilità di eseguire un check-up e un monitoraggio delle abitudini di consumo e, attraverso un sistema di notifiche push con consigli e suggerimenti, è in grado di educare i consumatori ad un uso più sostenibile dell'energia elettrica.


DiReader: il lettore dei consumi elettrici. Installato vicino al misuratore della potenza elettrica, utilizza le informazioni fornite dai LED presenti sulla parte anteriore del contatore, per trasmettere i dati di consumo al dispositivo DiGateway.


DiGateway: il dispositivo collocato nell'ambiente domestico o in azienda, che utilizza i dati segnalati dal lettore DiReader per trasmetterli a DiCE e alla sua app, che li legge come informazioni sui consumi. 

Il sistema DiCE è easyplay e richiede un'installazione fai da te, facile e rapida, senza interventi sull'impianto elettrico.



Il Designer – Marco Acerbis
Nato nel 1973, Marco Acerbis si laurea in architettura al Politecnico di Milano. Dal 1997 al 2004 vive a Londra dove lavora da Foster & Partners. In questi anni collabora alla realizzazione dell'edificio per la ricerca scientifica presso il campus dell'Imperial College di Londra, e diventa capo progetto di Capital City Academy a Londra. 
Acerbis fonda il suo studio a Bergamo nel 2004. Affascinato dalla progettazione su scale diverse, si muove dall'architettura al design. 

La lampada Vertigo, disegnata per Fontana Arte, diventa rapidamente sia un best seller sia un'icona senza tempo, ed è inclusa nella collezione permanente del Vitra Design Museum. La maniglia Prius disegnata per Colombo Design vince la Menzione d'Onore al XXI Compasso d'Oro ADI 2008. 
La poltrona Kloe disegnata per Desalto vince il Red Dot Design Award 2009 e il rubinetto Wave disegnato per IB Rubinetterie vince il Red Dot Design Award 2015. 
L'interesse per le tematiche del vivere contemporaneo lo porta a cimentarsi attivamente nel mondo dell'architettura ecosostenibile con la costruzione di Polins - Polo di Innovazione Strategica (Portogruaro, VE) edificio certificato Casa Clima classe A+.

DiCEworld Srl e ABenergie S.p.A.
DiCEworld è la società del Gruppo ABenergie che progetta, sviluppa e produce il sistema DiCE. ABenergie opera nel settore della produzione e fornitura di energia elettrica verde e gas naturale, su tutto il territorio nazionale. Fondata nel 2006, oggi rappresenta un'importante realtà nel mercato italiano dell'energia elettrica da fonte rinnovabile. 
ABenergie pone al centro della sua mission la promozione di una nuova "cultura dell'energia", che si traduce nell'impegno costante di offrire ai propri clienti servizi ad alto valore aggiunto, scegliendo percorsi che premino efficienza e rispetto per l'ambiente. 
Grazie alla sua consulenza altamente specializzata, ABenergie punta ad educare i suoi clienti a una più attenta gestione dell'energia, partendo dal presupposto che la prima fonte di energia rinnovabile è l'energia non consumata. 
ABenergie, proprio per valorizzare un consumo energetico sostenibile, offre energia 100% verde certificata, derivante da fonti rinnovabili e a "Km zero". L'energia erogata è prodotta direttamente dal territorio in cui sono localizzati i clienti finali.



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