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mercoledì 19 dicembre 2018

AL VIA L'ITALIA CHE RINNOVA: CAMPAGNA DIRETTA AI CITTADINI SUL "CALORE VERDE CHE NASCE DA LEGNO - promossa da Legambiente, AIEL, RisorsaLegno, ANFUS e ASSOCOSMA

AL VIA "L'ITALIA CHE RINNOVA": CAMPAGNA DIRETTA AI CITTADINI SUL "CALORE" VERDE CHE NASCE DA LEGNO

Promossa da Legambiente, AIEL, RisorsaLegno, ANFUS e ASSOCOSMA ha l'obiettivo di dare una corretta informazione sulle biomasse legnose per il riscaldamento domestico.

Una nuova generazione di apparecchi a legna e pellet ad alto rendimento e basse emissioni, combustibili legnosi di qualità certificata, installazioni e manutenzioni a regola d'arte, con queste credenziali si presenta la campagna "L'Italia che rinnova" con l'obiettivo di dare voce all'impegno di un settore con solide radici ma proiettato al futuro.

L'iniziativa, promossa da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), RisorsaLegno, ANFUS (Associazione nazionale Fumisti e Spazzacamini) e ASSOCOSMA (Associazione Nazionale Costruttori Stufe) e da Legambiente tra le più importanti associazioni ambientaliste del nostro paese, si rivolge ai cittadini con l'obiettivo di fornire una concreta risposta all'esigenza di riscaldarsi in modo sostenibile e conveniente attraverso gli apparecchi domestici a legno e a pellet, che già oggi rappresentano la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie italiane.

Il legno è una risorsa irrinunciabile e rappresenta un terzo delle energie rinnovabili in Italia. Insieme a eolico, fotovoltaico, idroelettrico e solare contribuisce in maniera significativa al raggiungimento degli obiettivi europei che per il 2030 si prefiggono di raggiungere il 32% di produzione di energia da fonti rinnovabili.  

Ma con questa campagna i promotori vogliono anche dare una risposta alle istituzioni impegnate a garantire una migliore qualità dell'aria attraverso una strategia di rottamazione delle vecchie stufe obsolete con le nuove tecnologie, che riducono le emissioni nocive fino all'80%.

 "L'abbiamo chiamata L'Italia che rinnova, sia per sottolineare la necessità che il nostro Paese raccolga e vinca la sfida della crescita delle energie rinnovabili, di cui le bioenergie  sono parte essenziale, sia perché proprio il rinnovarsi del settore, in particolare con i moderni generatori di calore a biomasse legnose , consenta di raggiungere obiettivi di una vera rivoluzione energetica per contrastare gli effetti del cambiamento climatico in atto" – spiega Marino Berton, direttore Generale di AIEL, che sottolinea: "serve l'impegno di tutti, dai cittadini alle istituzioni, affinchè il futuro della valorizzazione energetica delle biomasse sia costruito nel rispetto di una gestione forestale sostenibile e responsabile".

"Legambiente sostiene e promuove 'L'Italia che rinnova' perché è, non solo una importante opportunità per diffondere una cultura attenta all'uso delle rinnovabili e comportamenti di consumo consapevoli e sostenibili, ma anche per raccontare che oggi esistono già alternative valide e sostenibili alle fonti fossili. E se vogliamo puntare davvero ad un futuro 100% rinnovabile dobbiamo far sì che queste tecnologie siano sempre più diffuse" - dichiara Katiuscia Eroe, Responsabile Energia di Legambiente. 

La campagna partirà nei prossimi giorni in circa duemila punti vendita di tutta Italia con manifesti e materiale informativo per far conoscere ai cittadini "la più antica e la più moderna delle energie rinnovabili" che, raccogliendo la sfida dell'innovazione, vuole dare il suo contributo al miglioramento della qualità dell'aria. 



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venerdì 19 ottobre 2018

Scuole piemontesi tra luci e ombre. Bene i servizi, male la manutenzione degli edifici: il 67% delle scuole ha bisogno di interventi urgenti



  
Presentata la XIX edizione di Ecosistema Scuola, l'indagine di Legambiente sullo stato dell'edilizia e la qualità dei servizi scolastici

Scuole piemontesi tra luci e ombre.
Bene i servizi, male la manutenzione degli edifici: il 67% delle scuole ha bisogno di interventi urgenti


Verbania (9°) guida la graduatoria della qualità dell'edilizia scolastica piemontese, seguita da Biella (14°), Torino (20°), Asti (23°). Buone pratiche: le scuole piemontesi in cima alla classifica per pasti bio e raccolta differenziata; ancora basso l'utilizzo di fonti rinnovabili


Ecosistema Scuola 2018, l'indagine annuale di Legambiente sullo stato del patrimonio edilizio scolastico e dei servizi educativi, presentato oggi a Napoli nel corso del Forum Scuola, vede in cima alla classifica Bolzano e Trento, due realtà particolarmente virtuose in tema di sicurezza (tutti gli istituti presentano le certificazioni di agibilità, collaudo statico, prevenzione incendi, agibilità igienico sanitaria e hanno effettuato i monitoraggi per radon e amianto), e di innovazione, con il 6% di edifici costruiti secondo i criteri della bioedilizia a fronte di una media nazionale che non raggiunge l'1%, frutto di una chiara scelta di governance confermata anche dalla spesa per la manutenzione straordinaria degli ultimi cinque anni, pari a circa 175 mila euro per edificio, cioè circa dieci volte la media nazionale. 

Un mix di programmazione, di investimenti costanti e di innovazione che manca in molte altre zone d'Italia.

Nella top ten di Ecosistema Scuola 2018 troviamo tutti Comuni del Nord, con la sola eccezione di Prato (7º): dopo Bolzano (1º) e Trento (2º) abbiamo Bergamo (3º) e ben 4 capoluoghi dell'Emilia Romagna: Reggio Emilia (4º), Piacenza (5º), Parma (6º), Rimini (10º). Gli altri Comuni presenti sono Pordenone (8º) e Verbania (9º). In coda le città del Sud e delle isole: ultima in graduatoria Messina, preceduta da Foggia (82º), Palermo (80º), Reggio Calabria (79º), Siracusa (78º), Potenza (77º), Sassari (75º) e Crotone (74º). 

Sempre in fondo, una città del centro, Latina (81º) e una del Nord, Trieste (76º). E' Firenze (18º), tra le grandi città a posizionarsi nella parte più alta della classifica, quindi Torino (20º), Milano (27º) e Napoli (32º), seguono a distanza Venezia (52º), Catania (53º), Bari (62º), Genova (69º), mentre nella parte più bassa troviamo Reggio Calabria, Palermo e Messina. Roma invia dati incompleti e pertanto non entra in graduatoria. Bologna e Cagliari non inviano dati.

"Abbiamo sempre di fronte un quadro di urgenza ed emergenza -ha dichiarato Vanessa Pallucchi, responsabile nazionale Scuola e Formazione di Legambiente-, crediamo che per dare una scuola sicura a tutti gli studenti occorra accelerare gli interventi di riqualificazione dando priorità alla messa in sicurezza delle scuole nelle aree sismiche più vulnerabili e al miglioramento delle prestazioni energetiche. Gli enti locali vanno aiutati con una semplificazione delle linee di finanziamento e sostenuti in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori. Occorre poi aprire una nuova fase dell'edilizia scolastica ed utilizzarla come leva di rigenerazione di territori e quartieri. Le zone più svantaggiate del nostro paese sono quelle dove dobbiamo andare a investire su scuole più belle e innovative. Ora accade esattamente il contrario. Una sperequazione che vediamo anche nei servizi scolastici, che sono una parte importante del modello di governance che si dà un territorio rispetto agli stili di vita individuali e collettivi. Un piedibus che ben funziona o una mensa sana e accogliente, aiutano a ricostruire quella comunità e quei processi di condivisione di cui ora abbiamo tanto bisogno".

Il rapporto Ecosistema Scuola è stato presentato in apertura del Forum, che si è tenuto oggi a Napoli sul mondo della scuola, promosso da Legambiente insieme a Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, con il contributo di Fassa Bortolo e Iccrea BancaIntesa, in partenariato con Ecomondo e Vastarredo, che ha visto partecipare e confrontarsi Comuni, amministrazioni centrali, dirigenti scolastici, docenti, famiglie, studenti e aziende su sfide e opportunità in campo per un'edilizia scolastica sicura e sostenibile e servizi che abbiano una elevata qualità. Per una scuola che sappia essere luogo di innovazione e benessere.

In Piemonte partecipano all'indagine e si posizionano prevalentemente nella prima metà della graduatoria: Verbania (9º), Biella (14º), Torino (20º), Asti (23º), Cuneo (34º), Alessandria (39º) e Vercelli (56º), Novara è l'unica non in graduatoria poiché invia dati incompleti.

Un patrimonio quello scolastico piemontese vetusto, risalente a prima dell'entrata in vigore delle norme antisismiche (74,3% degli edifici) e situato nella maggior parte dei casi in strutture nate come scuole (84,1%) ma in parte anche in edifici storici (14,5%). Solo sul 3,3% è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica e sul 13,6% sono state effettuate indagini diagnostiche dei solai, con interventi sulla loro messa in sicurezza per il 2017 sul 10,6% degli edifici. 

Sono ancora molte le strutture scolastiche che hanno necessità di interventi di manutenzione urgente (67,8% rispetto al 46,8% del dato nazionale), sebbene negli ultimi 5 anni l'86% degli edifici abbia goduto della manutenzione straordinaria. La cifra stanziata per questa voce è stata pari a €19.575 (€23.946 il dato nazionale), la spesa ha interessato invece una cifra maggiore rispetto allo stanziato, pari a €23.453 (a livello nazionale ne sono stati spesi mediamente per ciascun edificio €17.780).

Torino è la città che investe di più ma che spende anche di più della cifra stanziata, anche Alessandria investe nell'edilizia e stanzia una somma importante corrispondente a quella di spesa. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria sono stati stanziati €7.201 (€7.631 mediamente per edificio a livello nazionale) ma spesi €5.316. Il Piemonte utilizza fondi nazionali mediamente pari a €8.773 per edificio (Alessandria, Asti e Torino) e fondi regionali in minima parte (Torino), €1.097 di media per edificio rispetto ai €4.598 di spesa a livello nazionale.

Buona è la situazione delle certificazioni cui sono dotate le scuole: collaudo statico (57%), idoneità statica (52,1%), agibilità (72,5%) e certificazione igienico-sanitaria (85,5%), più bassa rimane la percentuale della certificazione di prevenzione incendi, il 30,6% a fronte del 42,2% della media nazionale. Inoltre porte antipanico (98,8%), prove di evacuazione (98,1%), impianti elettrici a norma (98%) e requisiti di accessibilità (93,5%).

Dati sopra la media nazionale anche per i servizi e le buone pratiche adottate nelle scuole piemontesi. Il servizio di scuolabus è a disposizione del 49,6% delle scuole, ma sono buoni anche i dati relativi ad altri alla messa in sicurezza della mobilità intorno ai plessi: l'84,5% ha attraversamenti pedonali, il 29,1% usufruisce della presenza dei nonni vigili, il 10,7% ha transenne parapedonali. Si investe anche in progetti educativi, prevalentemente nelle scuole (80% rispetto al 72,9% del dato nazionale), Torino e Verbania anche in progetti extra scolastici.

L'84,5% delle mense scolastiche piemontesi servono pasti bio, nel 95,4% prodotti a qualità controllata, l'83,3% privilegia prodotti a km 0. Tutti i Comuni piemontesi garantiscono menu alternativi per motivi culturali e religiosi e per l'83,3% prevedono il recupero di cibo non somministrato da dare a organizzazioni no profit. Il 28,7% delle mense dispone di una cucina interna, l'82,2% utilizza acqua del rubinetto e nel 35,2% viene data la possibilità ai bambini di portare il pranzo da casa.

Ben al di sopra dei valori nazionali la raccolta differenziata: in tutte le scuole si differenziano plastica, vetro e carta, mentre il 93,5% di esse differenzia l'alluminio, il 99,5% organico, l'88,5% pile e ben il 91,2% toner e cartucce per stampanti.

Le scuole oltre ad utilizzare i neon (42,6%) utilizzano anche altre fonti di illuminazione a basso consumo (83,7%). Rimane ancora basso l'utilizzo di fonti rinnovabili (8,4%) rispetto alla media nazionale (18,2%): impianti solari termici per il 10,8% e solari fotovoltaici per l'83,8%. Va segnalato un 5,4% di scuole con impianti a biomassa (Torino) e quelle servite da teleriscaldamento (41,3% rispetto al dato nazionale che si attesta sull'8,2%).

Per quanto riguarda le situazioni di inquinamento sia outdoor che indoor tutti i Comuni presenti all'indagine hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di amianto, con il 18,1% di scuole con casi certificati, lo 0,2% con casi sospetti e il 2% in cui sono stati effettuati interventi di bonifica. Sensibili al tema del radon il 57,1% dei Comuni che hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di questo gas nelle scuole, con 10,2% di edifici con casi certificati. La situazione relativa all'inquinamento elettromagnetico ci mostra un 8,3% di edifici con wifi, 15,2% in prossimità di antenne cellulari. Solo il 5% presenta invece una rete completamente cablata.

Situazione critica in termini di inquinamento outdoor per le scuole dei Comuni piemontesi: il 54% degli edifici si trova tra 1 e 5 km di distanza da industrie, il 32,8% da una discarica e il 41,1% da un aeroporto. Un 3% si trova a meno di 60 m dal distributore di benzina.

"Sebbene in Piemonte negli ultimi 5 anni la gran parte degli edifici scolastici abbia goduto di manutenzione straordinaria restano ancora tantissimi, più del 67%, quelli che necessitano di interventi urgenti -sottolinea Francesca Gramegna, direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta-. Così come, se da un lato è positiva la performance delle città piemontesi sul fronte dei servizi e delle pratiche ecocompatibili, soprattutto per la raccolta differenziata dei rifiuti, dall'altro è ancora insufficiente l'utilizzo di energie rinnovabili. Torino si piazza prima tra le grandi città del Nord, ma occorre anche qui investire di più e, più in generale, serve uno sforzo maggiore per promuovere un grande cantiere di innovazione".


PIEMONTE: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Torino, Verbania, Vercelli
ANAGRAFICA E INFORMAZIONI GENERALI EDIFICI
Reg.le
Naz.le
Popolazione scolastica
109.902
1.192.697
Edifici scolastici 
491
5.725
Edifici realizzati prima del 1900
10,2%
8,7%
Edifici realizzati tra il 1900 e il 1940
19,3%
15,1%
Edifici realizzati tra il 1941 e il 1974
44,8%
39,8%
Edifici realizzati tra il 1975 e il 1990
23,4%
26,3%
Edifici realizzati tra il 1991 e il 2000
0,8%
4,9%
Edifici realizzati tra il 2001 e il 2017
1,4%
5,2%
Gli edifici che attualmente ospitano le scuole originariamente erano:


Edifici scolastici in strutture nate come abitazioni
0,8%
3,4%
Edifici scolastici in strutture nate come caserme
0,2%
0,2%
Edifici scolastici in strutture nate come scuole
84,1%
89,8%
Edifici scolastici in edifici storici
14,5%
5,2%
Edifici scolastici in strutture nate come altra destinazione d'uso
0,4%
1,4%



Edifici scolastici in affitto
1,2%
3,2%



Edifici costruiti secondo criteri di bioedilizia
0,4%
0,9%
Edifici costruiti secondo criteri antisismici
1,2%
14,2%
Edifici in cui è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica
3,3%
32,9%



Edifici con giardini o aree verdi fruibili
91,9%
73,5%
Edifici con strutture sportive
54,9%
53,8%
Manutenzione


Edifici in cui sono state effettuate indagini diagnostiche dei solai
13,6%
20,7%
Edifici in cui sono stati effettuati interventi di messa in sicurezza dei solai nel 2017
10,6%
7,7%
Edifici che necessitano d'interventi di manutenzione urgenti
67,8%
46,8%
Edifici che hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni
86,0%
49,7%
Scuole nuove, interventi di adeguamento sismico e/o efficientamento energetico ultimi 5 anni
1,4%
4,4%
€ stanziati per manutenzione straordinaria (media per singolo edificio)
€ 14.074
€ 24.932
€ spesi per manutenzione straordinaria (media per singolo edificio)
€ 14.453
€ 14.005
€ stanziati manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni (media annua per singolo edificio)
€ 19.575
€ 23.946
€ spesi manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni (media annua per singolo edificio)
€ 23.453
€ 17.780
€ stanziati per manutenzione ordinaria (media per singolo edificio)
€ 7.201
€ 7.631
€ spesi per manutenzione ordinaria (media per singolo edificio)
€ 5.316
€ 6.790
€ stanziati manutenzione ordinaria negli ultimi 5 anni (media annua per singolo edificio)
€ 4.957
€ 7.444
€ spesi manutenzione ordinaria negli ultimi 5 anni (media annua per singolo edificio)
€ 4.859
€ 6.686
€ fondi nazionali per edilizia scolastica (media per singolo edificio)
€ 8.773
€ 7.035
€ fondi regionali per edilizia scolastica (media per singolo edificio)
€ 1.097
€ 4.598
Certificazioni:


Collaudo statico
57,0%
53,7%
Idoneità statica
52,1%
49,7%
Certificato di agibilità
72,5%
60,4%
Certificazione igienico-sanitaria
85,5%
71,9%
Certificato prevenzione incendi
30,6%
42,2%
Scale di sicurezza
57,4%
54,2%
Porte antipanico
98,8%
94,8%
Prove di evacuazione
98,1%
99,1%
Impianti elettrici a norma
98,0%
83,3%
Requisiti accessibilità



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giovedì 11 ottobre 2018

Legambiente Toscana: "Puliamo il mondo dai rifiuti e dai pregiudizi"!

PULIAMO IL MONDO DAI RIFIUTI E DAI PREGIUDIZI
Il bilancio della campagna 2018 del cigno verde in Toscana

Hanno partecipato oltre 10.000 volontari, 120 comuni, ben 200 associazioni, tra cattoliche e laiche, tante scuole, vecchi e nuovi abitanti per ripulire strade, periferie e aree verdi dal degrado e dai rifiuti e tessere relazioni di comunità.

Legambiente: "Si è cittadini di un territorio se lo si cura, a prescindere dalla nazionalità. Invece che alla pancia, noi continueremo a parlare al cervello e al cuore delle persone e, alla fine, prevarranno le ragioni dell'ecologia umana".


Un mondo migliore passa da un impegno collettivo e da solide relazioni di comunità. È questo il motto che ha caratterizzato i diversi week-end ambientalisti della 26esima edizione di Puliamo il Mondo, la storica campagna di volontariato ambientale concretizzata da Legambiente il 28, 29 e 30 settembre e poi nei primi giorni di ottobre, per ripulire strade, vie e periferie dai rifiuti e dal degrado. 

Ma eventi e iniziative sono serviti anche per ribadire il no ai pregiudizi e alle discriminazioni e per incentivare l'abbattimento di ogni tipo di barriera, sensibilizzando i cittadini ad una maggiore inclusione sociale. Perché si è cittadini di un luogo, se ci si prende cura di quel territorio, a prescindere dalla nazionalità e dal passaporto.

Quella di Puliamo il Mondo 2018 è stata una vera e propria maratona ambientalista, che ha visto impegnati anche quest'anno, al fianco di Legambiente, migliaia di volontari di tutte le età, etnie e religioni, tantissime scuole, amministrazioni locali e aziende, ma anche migranti di svariate nazionalità, e oltre duecento associazioni, cattoliche e laiche, che hanno voluto irrobustire lo speciale comitato promotore di Puliamo il Mondo dai pregiudizi, edizione 2018.

"Vedere come ogni anno questa campagna, evergreen ci verrebbe da dire, s'impone all'attenzione dei media e dei cittadini, è commovente e motivante al tempo stesso - dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana Vedere all'opera con noi tanti rifugiati, tante belle persone di ogni etnia del pianeta, ci responsabilizza e ci indica la strada. Che è innanzitutto quella della curiosità e della conoscenza. Da parte nostra, l'impegno è a rafforzare le relazioni di prossimità, il senso di appartenenza ai nostri territori, perché è solo irrobustendo questi legami che si può promuovere un'identità profonda, non scontata della propria comunità".

Puliamo il Mondo è l'edizione italiana di Clean up the world, che Legambiente dal 1993 coordina e organizza in Italia, avvalendosi anche della collaborazione della Rai. In Toscana la campagna è svolta in collaborazione della Regione Toscana e del CESVOT.

venerdì 5 ottobre 2018

Gianicolo: Partesa con Legambiente contribuisce alla pulizia - "10.000 per l'Ambiente"




"10.000 per l'Ambiente". 
Un gesto concreto offerto dalle persone di Partesa alle comunità in cui operano

In totale, oltre 1.000 persone coinvolte in un mese per un totale di 10.000 ore donate da tutto il Gruppo HEINEKEN Italia.

Nel deposito Partesa di Roma la nuova tappa in collaborazione con Legambiente


Roma, 5 ottobre 2018 Mercoledì 3 ottobre ha fatto tappa a Roma, nel deposito Partesa, il progetto "10.000 per l'Ambiente", l'iniziativa supportata da Legambiente promossa dal Gruppo HEINEKEN Italia, di cui Partesa fa parte.

Donare le ore del proprio tempo a una causa sociale è il concetto alla base del progetto che vede le persone di Partesa offrire una giornata del proprio lavoro al recupero di aree da riqualificare. 

Un percorso di 15 tappe che, fino al 12 ottobre, coinvolgerà 10 depositi Partesa e i birrifici del Gruppo HEINEKEN Italia, per un totale di 10.000 ore donate.

Il lavoro dei 41 dipendenti del deposito romano di Partesa, che hanno contribuito alla pulizia del Gianicolo, uno dei colli centrali del comune di Roma, ha portato a raccogliere 75 sacchi di rifiuti (35% vetro, 30% plastica, 20% indifferenziata, 10% metalli, 5% carta). 

Sono stati ritrovati inoltre un ventilatore, una valigia e un'asse da stiro, abbandonati lungo le vie che si dipanano nel quartiere.

Il progetto si avvale di un importante e prestigioso partner, Legambiente, che, nell'ambito della sua attività di volontariato aziendale a beneficio del territorio e per la promozione della responsabilità sociale d'impresa in chiave ecosostenibile, affiancherà l'iniziativa nel suo corso su tutto il territorio nazionale, nei centri in cui il Gruppo HEINEKEN è presente con sedi, birrifici, depositi.

"Il progetto 10.000 per l'Ambiente è una grande iniziativa che vede coinvolti il Gruppo HEINEKEN e Partesa in tutta Italia. Scegliere di dedicare tempo a una causa così importante che sta a cuore alla nostra Azienda è stato del tutto naturale. Il tempo è la risorsa primaria che i professionisti Partesa possono mettere a disposizione. Questa iniziativa costituisce un nuovo importante tassello all'interno del progetto di sostenibilità che tutto il Gruppo porta avanti da anni con impegno e passione" – spiega Riccardo Giuliani, Amministratore Delegato di Partesa.


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