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giovedì 22 marzo 2018

Online la Ricerca "100 Italian Circular Economy Stories" di Enel e Fondazione Symbola

Disponibile on line il Report "100 Italian Circular Economy Stories", la raccolta di 100 realtà italiane di eccellenza nel campo dell'economia circolare, realizzata da Symbola e Enel Group.

La ricerca, presentata oggi a Roma dal presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci, e dell'AD e direttore generale di Enel, Francesco Starace, è scaricabile da questo link:
http://symbola.mailmnta.com/nl/link?c=1n5h&d=c3&h=26v0s2bc47eqt2sndjre03i5kd&i=5c7&iw=1&p=H164428710&s=lp&sn=58&z=35k


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domenica 25 febbraio 2018

Nasce UNICIRCULAR, la prima associazione di imprese dell'economia circolare - COMUNICATO STAMPA

UNIRE, l'Unione Imprese del Recupero che aderisce a FISE, diventa UNICIRCULAR: un nuovo nome per nuove prospettive

Dal primo di febbraio FISE UNIRE diventa FISE UNICIRCULAR, Unione delle Imprese dell'Economia Circolare.

Un nuovo nome che chiarisce l'intento dell'associazione, ovvero rappresentare le "fabbriche" dell'economia circolare - imprese e associazioni di imprese - aiutandole nel loro percorso verso le istituzioni, gli stakeholder, il mercato.

Lo annuncia Andrea Fluttero, già presidente di UNIRE e oggi alla guida di UNICIRCULAR, con il supporto dei Presidenti delle Associazioni aderenti: "UNICIRCULAR nasce in continuità con UNIRE: con questa svolta tuttavia intendiamo riflettere un cambio di prospettiva della nostra associazione, che vuole diventare sempre di più un punto di riferimento per tutte le imprese interessate al modello dell'economia circolare, il paradigma economico e culturale basato sulle tre "R": ridurre, riusare e riciclare. Una prospettiva che, per le imprese, significa anzitutto cogliere opportunità legate a nuovi modelli di business, che possono assicurare vantaggi economici, ambientali e occupazionali, e l'ingresso in nuovi mercati nei quali la sostenibilità rappresenta un valore competitivo".

La nascita di UNICIRCULAR si colloca alla vigilia dell'approvazione definitiva del nuovo pacchetto di direttive rifiuti-circular economy, un'occasione importante da cogliere in modo proattivo.4


Per cogliere meglio queste opportunità, le aziende devono basarsi su una rappresentanza forte ed ampia, capace di dialogare in modo serio e credibile con l'opinione pubblica e con i decisori politici, europei, nazionali e locali, con l'obiettivo di partecipare alla definizione delle nuove norme che dovranno essere recepite nelle leggi nazionali come End of Waste, EPR (responsabilità estesa del produttore), Ecodesign e Green Procurement.

UNICIRCULAR vuole inoltre essere un luogo di confronto e networking in cui le aziende associate possano scambiare esperienze, creare progetti e sviluppare il proprio business; nonché disseminatore della cultura dell'economia circolare all'interno delle stesse aziende, delle associazioni, del mondo politico e istituzionale, dei media e nell'opinione pubblica.

Fare rete è nel DNA di UNICIRCULAR e per mantenere un dialogo continuo tra e con le aziende e con i suoi interlocutori l'Associazione ha rinnovato l'offerta digitale di informazioni grazie al nuovo sito web www.unicircular.org e aprendo i suoi account ufficiali sui social network Facebook e Twitter.

Il primo appuntamento che vede protagonista UNICIRCULAR nella sua nuova veste, sarà il Convegno "Circular Economy: le Direttive europee appena approvate", organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che si terrà domani, 2 febbraio 2018, presso l'Auditorium del Ministero dell'Ambiente, e che vede il presidente Andrea Fluttero tra i relatori: una riflessione comune per analizzare le direttive rifiuti del Pacchetto Circular Economy, valutarne la portata e le implicazioni rispetto alla normativa italiana e al funzionamento delle diverse filiere di gestione dei rifiuti.


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martedì 10 ottobre 2017

Italia al top per efficienza energetica.


CONTINUA IL BOOM DELLA WHITE ECONOMY: 800 MILA AZIENDE E 185 MILIARDI DI EURO DI VALORE AGGIUNTO SOLO IN ITALIA.  

Ancora un trend positivo per l'efficienza energetica nel nostro Paese: a metterlo in evidenza è Avvenia che oggi annuncia la nascita di una NewCo in cui confluiranno i principali asset di Avvenia, acquisiti al 70% da Terna.   

Italia al top per efficienza energetica. 

La white economy, il ramo dell'economia relativo alla riqualificazione energetica, coinvolge oggi in Italia 800 mila aziende, con 185 miliardi di euro di valore aggiunto per il 2017 e con un indotto pari al triplo di ciascun investimento. 

Ancora un trend positivo dunque per l'efficienza energetica e a metterlo in evidenza è proprio Avvenia, pioniere nel campo della white economy, in occasione dell'annuncio, oggi, della nascita di una NewCo in cui confluiranno i principali asset di Avvenia, acquisiti al 70% da Terna tramite la sua controllata Terna Plus.  

Fondata dall'ingegner Giovanni Campaniello nel 2001 ed oggi all'avanguardia per tecnologie e per competenze di marketing, Avvenia è stata tra le prime, già a partire dal 2005, ad operare nel campo dei Titoli di Efficienza Energetica, il meccanismo introdotto per promuovere un utilizzo sempre più razionale dell'energia. 

E proprio in questo settore, all'avanguardia per tecnologie e per competenze di marketing, Avvenia ha portato la aziende assistite ad ottenere risparmi di energia primaria di oltre il 40% e ad una diminuzione dei consumi di gas naturale di oltre il 78% in tutti i settori industriali.  

Dal 2005 ad oggi il risparmio complessivo in Italia è stato di 31,6 milioni di TEP, con Lombardia, Puglia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio che si posizionano come le regioni più virtuose e con l'82% dei risparmi riferibili ad aziende industriali ad alta intensità di energia consumata: il 52% da risparmi di gas, il 30% da risparmi di energia elettrica, il 18% da risparmi di altra natura.  

L'accordo con Terna è stato firmato sulla base di una valorizzazione degli asset di Avvenia pari a 10 milioni di euro e prevede inoltre un'opzione per l'acquisizione della restante quota del 30% entro 24 mesi dal closing dell'operazione, che avverrà nei primi mesi del 2018.  

Secondo gli analisti di Avvenia in questo nuovo scacchiere geopolitico l'Europa gioca a capotavola, con l'Italia che conquista il primo posto. 
Nel nostro Paese, inoltre, anche il consumo finale di energia si conferma tra i più bassi in Europa e nel mondo, con un valore pro-capite pari a 2,2 tonnellate equivalenti di petrolio (Tep), mentre nel Regno Unito questo valore sale a 3,2 Tep, in Francia a 3,6 Tep e in Germania a 3,7 Tep.  

Secondo la valutazione di Avvenia per l'efficienza energetica globale del 2017 la classifica vede l'Italia al primo posto con 92 punti su 100, seguita da Francia al secondo posto con 89 punti, Germania al terzo posto con 86 punti, Regno Unito al quarto posto 83 punti e Giappone al quinto posto con 78 punti. 

Seguono poi il Canada (71 punti), l'Australia (65 punti), gli Stati Uniti (54 punti), la Russia (48 punti), la Cina (33 punti), l'India (30 punti) ed il Brasile (28 punti).  Da quasi 20 anni Avvenia porta la tecnologia italiana «Made in Rome» nel mondo. 

L'azienda ha saputo rivoluzionare gli strumenti e le conoscenze legate alla gestione dell'energia ed allo studio del flusso del vettore energetico.  

Dal 2015, momento storico per il cambiamento del mercato dell'efficienza energetica, Avvenia è infatti la società con la più alta specializzazione per competenze e con la più ampia trasversalità di applicazione di tali competenze, testimoniata dal numero più alto in assoluto di progetti di efficientamento presentati e gestiti, rispetto alla concorrenza anche internazionale.  

Forte della sua esperienza quasi ventennale, l'azienda ha testato il suo successo in ben 13 settori merceologici differenti, mettendo a disposizione di ogni settore industriale il suo know-how e la sua esperienza nell'ottimizzare l'uso dell'energia.  

Qualche esempio? Nel settore siderurgico Avvenia ha per prima implementato un innovativo sistema a secco per l'abbattimento delle polveri contenute nei fumi di scarico, adottato diffusori radianti per il recupero del calore, razionalizzato l'impianto di laminazione a caldo, ammodernato l'impianto di colata continua, portando a risparmi dei consumi energetici di oltre il 30% a parità di condizioni di lavoro e ad un'analoga riduzione delle emissioni di CO2.  

Ma non vi è solo siderurgia: evidenti miglioramenti dei sistemi produttivi e conseguenti risparmi energetici sono stati introdotti da Avvenia in ogni settore merceologico: dall'imbottigliamento delle bevande all'industria della birra, dal packaging alimentare alle lavanderie industriali, dal settore automotive alla ceramica da bagno, dall'industria del legno all'analisi energetica delle grandi strutture commerciali ed edilizie sia pubbliche che private, dalla produzione di pellet all'industria alimentare, farmaceutica e petrolchimica.  

Avvenia, fiore all'occhiello dell'imprenditoria nazionale nell'ambito della white economy, ha così portato alta nel mondo la bandiera italiana nel campo dell'efficienza energetica. 

E se i suoi clienti erano agli esordi appena 4, già nel 2012 sono saliti a 63 e sono diventati diverse centinaia negli anni successivi, includendo importanti realtà di rilievo internazionale quali Bayer, Birra Peroni, Coca Cola, Ferrarelle, Ferrero, Fiat, Maserati, Moto Guzzi, Pfizer, Piaggio, Plasmon, Trenitalia, TyssenKrupp.


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sabato 7 ottobre 2017

Sostenibilità ambientale. A Bari la quarta edizione del Festival dell’Acqua


Risultati immagini per A Bari la quarta edizione del Festival dell’Acqua
Tra siccità e alluvioni, nel capoluogo pugliese il futuro della risorsa idrica
A Bari la quarta edizione del Festival dell’Acqua

Dall’8 all’11 ottobre conferenze, eventi e spettacoli

Blue-circular economy, nuove tecnologie, accessibilità e sviluppo sostenibile: a parlarne saranno esperti nazionali e internazionali, rappresentanti del Governo, attori, musicisti e filosofi. Michele Mirabella, Luca Mercalli, Sergio Rubini, Luciano Canfora sono solo alcuni dei personaggi coinvolti

BARI, 6 OTTOBRE 2017 - Stato delle risorse idriche del Pianeta, disponibilità e accessibilità, siccità e alluvioni, nuove tecnologie e tematiche sociali, ma anche spettacoli ed incontri culturali.

Tutto questo è il Festival dell’Acqua, ideato e promosso da Utilitalia (la Federazione delle aziende che si occupano di acqua ambiente e energia), in collaborazione con Acquedotto pugliese (AQP), in programma a Bari dall’8 all’11 ottobre.

Patrocinato dal MINISTERO DELL’AMBIENTE, dalla REGIONE PUGLIA, dal COMUNE DI BARI, da UNESCO Wwap, dalle maggiori associazioni mondiali ed europee del settore (IWAInternational Water Association ed EUREAU) e da Apulia Film Commission il Festival è realizzato grazie al coinvolgimento dell’UNIVERSITA’ DI BARI “Aldo Moro” (sede principale del Festival), di Legambiente Puglia, dell’Accademia delle Belle Arti, della Biblioteca Nazionale di Bari, e dell’Associazione Idrotecnica Italiana.

L’edizione 2017 del Festival vede lo straordinario gemellaggio con il Music Festival “L’ACQUA IN TESTA” che nei due giorni precedenti (sabato 7 e domenica 8) ha programmato eventi musicali di portata internazionale: Tony Allen e Yassin Bey.

Nelle tre passate edizioni (Genova 2011, L’Aquila 2013 e Milano Expo 2015) il Festival ha coinvolto complessivamente 429.000 visitatori14.800 studenti, proponendo 98 sessioni tecnico-scientifiche e 94 eventi culturali legati al tema dell’acqua.

Coinvolte negli approfondimenti convegnistici e seminariali a Bari, i rappresentanti di oltre 500 aziende associate ad Utilitaria e centinaia di soggetti istituzionali, scientifici e tecnici, che a diverso titolo si occupano dei Servizi idrici e di pubblica utilità.

In occasione del Festival dell’Acqua, Utilitalia e Acquedotto Pugliese hanno curato la riattivazione della fontana di Piazza Umberto I, che rappresenta il simbolo dell’acqua corrente in Puglia e sarà protagonista dello spettacolo di martedì sera.

Tra le presenze di rilievo previste nei giorni delle conferenze del festival, tra i protagonisti: il viceministro dell’Economia Enrico Morando, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco di Bari e presidente di ANCI, Antonio Decaro, il Coordinatore del World Water AssessmentProgramme dell’Unesco Stefan Uhlenbrook, il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, il Presidente dell’International Water Association Diane Darras e il Presidente della Società Italiana di Meteorologia Luca Mercalli.

Nella quarta edizione del Festival sono in programma sessioni tematiche sull’Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile al 2030, sul diritto all’acqua e sul Mediterraneo, dibattiti sui cambiamenti climatici e sugli effetti legati alla siccità e alle alluvioni e sulla “blue-circular economy”, con il riuso delle acque e la nuova vita dei fanghi di depurazione per la valorizzazione energetica.

“Siamo qui per presentarvi il Festival dell’acqua - esordisce Antonio Decaro, Sindaco di Bari - in un momento particolare della vita del nostro Paese in cui scopriamo, quotidianamente, che questa risorsa straordinaria non è illimitata, diversamente da quanto saremmo portati a pensare noi, che abbiamo la fortuna di appartenere a quella parte del mondo in cui l’acqua è disponibile. Tra i temi che saranno affrontati durante le attività e gli approfondimenti in programma c’è proprio il valore dell’acqua come risorsa pubblica e la necessità di non sprecarla. Un impegno che deve coinvolgere anche le nostre comunità, che sempre più devono comprendere che l’impegno di ciascuno può fare la differenza, a partire dai piccoli gesti quotidiani come utilizzare il diffusore sui rubinetti o aprire e chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti.
Un altro tema sul quale verterà il confronto riguarda l’impegno in termini di programmazione, che significa ad esempio riutilizzare le acque meteoriche per irrigare le aree a verde delle città o non impiegare l’acqua del nostro acquedotto per riempire piscine o per svolgere attività industriali, piccole azioni su scala locale che possono incidere sul contesto globale.
Ma non mancheranno momenti di svago e di buona musica, affidati all’esperienza del team dell’Acqua in Testa music festival, una realtà storica della nostra città che da otto anni porta a Bari grandi nomi della musica internazionale.
Ben venga allora la tre giorni dei lavori del Festival dell’acqua, in cui esperti nazionali e internazionali, organizzazioni mondiali, enti e grandi personalità si sono dati appuntamento a Bari per studiare e confrontare buone pratiche e nuovi approcci per la tutela delle risorse idriche.
Ringrazio Utilitalia per aver scelto la Puglia e Bari, ringrazio l’Acquedotto Pugliese per il grande lavoro di questi giorni e per il lavoro che ogni giorno svolge nella nostra città, la Regione Puglia e l’Università degli studi di Bari, sostenitori sempre attenti di iniziative importanti come questa. Mi auguro di incontrare tante persone durante queste giornate, mi auguro di incontrare soprattutto i più giovani, che prenderanno presto il testimone della guida di questo pianeta e che saranno chiamati a prendersene cura”.

''L'economia circolare dell’acqua è quella che ci porta a restituire alla natura quello che ci ha dato. Vale per i rifiuti, ma per l'acqua è ancora più semplice; e può addirittura creare risorse aggiuntive – osserva Gianfranco Grandaliano, vicepresidente Utilitalia - una buona sintesi è rappresentata da tre semplici regole. La prima: bisogna riuscire a tenere l'acqua quando c'è.
Questo vuol dire che per esempio dobbiamo ripensare a dighe e sbarramenti; e così quando arrivano le alluvioni, che sono in alcuni casi devastanti perché l'acqua non è governata a monte. Se invece la indirizziamo, non solo impediamo gli effetti delle alluvioni ma possiamo anche conservarla per quando d'estate non ce ne sarà abbastanza. Seconda regola: non disperderla nel corso della distribuzione. Noi abbiamo delle perdite di rete che sono circa del 40%: semplicemente occorre rifare le reti; ed è una cosa possibile, oltre al fatto che significa anche ottenere un risparmio. Terza regola: restituirla alla natura come ce l'ha data. Tradotto vuol dire che l'acqua va depurata e poi riportata in natura; ma devo anche riusarla, cosa che per esempio può esser fatta riusandola per l'irrigazione o per il settore industriale. Ecco – rileva ancora Grandaliano - questo insieme di cose rappresenta il ciclo integrato dell'acqua, un ciclo virtuoso. Che naturalmente non esaurisce tutti i problemi ma ne affronta almeno il 90%''.

“Nella logica del ‘non buttare via nulla’ – dice Anna Maria Curcuruto, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Puglia - bisogna tendere all’economica circolare dell’acqua riutilizzando i reflui sia in agricoltura sia negli usi civili e industriali per arrivare anche al riutilizzo dei fanghi, attualmente smaltiti onerosamente come rifiuto speciale. Un’economia blu circolare”.

“Quattro giorni di spettacoli, eventi culturali, seminari scientifici – dice il Presidente di Acquedotto Pugliese, Nicola De Sanctis - ma anche e soprattutto occasione di dibattito e approfondimento sul servizio idrico, criticità e prospettive”.

“Acquedotto Pugliese, imponente opera di ingegneria idraulica – prosegue il Presidente - ha rappresentato il primo grande intervento infrastrutturale nel mezzogiorno. Ancora oggi, la più rilevante realtà del settore in Italia per complessità e numeri. A distanza di cento anni dalla sua realizzazione, la sfida dell’ammodernamento infrastrutturale rimane ancora aperta. La capacità d’investire nel sistema rappresenta la priorità e un’opportunità da cogliere per lo sviluppo e benessere del territorio”.

“Oggi il Mezzogiorno investe nel sistema idrico 16 euro per abitante all’anno. A livello nazionale la spesa è di circa 32 euro. Acquedotto Pugliese ne investe 42. Nonostante i risultati raggiunti da Acquedotto, per rispondere appieno ai fabbisogni idrici della comunità servita, occorre un ulteriore sforzo. Il Festival rappresenta un’occasione straordinaria. Dal confronto tra esperti nazionali e internazionali del settore mi auguro - conclude De Sanctis - possano giungere nuovi stimoli e, soprattutto, risposte concrete alle esigenze della nostra comunità”.

Ampio spazio sarà dedicato alle soluzioni più innovative, al monitoraggio, alla banda larga e ai satelliti, al mondo delle start-up nel settore idrico e alla dissalazione che, grazie all’evoluzione tecnologica del settore e all’abbattimento dei costi, consente di pensare al mare come al più grande serbatoio d’acqua potabile.

Al ciclo di incontri e di riflessioni si affianca un ricco programma di manifestazioni artistiche e culturali oltre a laboratori didattici e incontri per le scuole di ogni ordine e grado.

A parlare del tema dell’acqua al pubblico e ai ragazzi delle scuole saranno, sotto varie sfaccettature, l’attore Sergio Rubini, il saggista Luciano Canfora, il professore Giorgio Ieranò, il professor Michele Mirabella.

Appuntamento dunque per l’APERTURA UFFICIALE del FESTIVAL DELL’ACQUA 2017 con i concerti di Tony Alles e Yassiin Bey dell’ACQUA IN TESTA music Festival!

giovedì 5 ottobre 2017

Edo Ronchi e l'economia circolare a BergamoScienza - 7 ottobre 2017

Sabato 7 ottobre alle 11.30, Edoardo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, Olivo Foglieni, Presidente del Gruppo FECS, Roberto Sancinelli, Presidente Nazionale FISE Assoambiente e Franco Cattaneo dell'Eco di Bergamo interverranno alla XV edizione del festival di divulgazione scientifica BergamoScienza.

Nell'incontro "Se nulla è scarto. Economia circolare e gestione dei rifiuti2 parleranno dell'importanza di un modello economico sostenibile, che punti all'estensione della vita dei prodotti, alle attività di ricondizionamento e di riduzione della produzione di rifiuti, e alla conversione dalla vendita di un prodotto a quella di un servizio. 

All'interno di questo scenario, la gestione dei rifiuti, in particolare di quelli urbani, è centrale.
Quali saranno le soluzioni del prossimo futuro?

Fino a domenica 15 ottobre, BergamoScienza animerà la città con oltre 200 eventi tutti gratuiti – conferenze, laboratori interattivi, spettacoli, mostre – con protagonisti scienziati di fama internazionale, che tratteranno di scienza in modo interdisciplinare e con un linguaggio accessibile a tutti.

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martedì 3 ottobre 2017

Gli imballaggi di fronte alla sfida europea della circular economy

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La transizione a una circular economy e il futuro degli imballaggi in Italia


Milano, 3 ottobre 2017 – La nuova direttiva europea sui rifiuti-circular economy, giunta nella fase finale di approvazione, mira a ridurre il prelievo di risorse naturali e gli sprechi, indicando anche obiettivi di riciclo degli imballaggi del 65% al 2025 e del 75% al 2030. 

La ripresa economica, gli acquisti on-line, la globalizzazione dei commerci, i nuclei familiari sempre più piccoli, hanno generato un aumento di imballaggi del 2% negli ultimi 5 anni (+2,2% tra il 2015 e il 2016): l'aumento dei rifiuti d'imballaggio rende quindi più impegnativi gli stessi obiettivi di riciclo.

A 20 anni dal Dlgs 22/97 e di fronte alla ormai imminente approvazione della nuova Direttiva per contribuire a una riflessione sugli sviluppi futuri di questo importante settore si è svolto oggi all'Università Bocconi di Milano il convegno "La transizione ad una circular economy e il futuro del riciclo degli imballaggi in Italia", organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, CONAI, IEFE-BOCCONI ed ENEA.

"L'Italia – ha rilevato Gian Luca Galletti, Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - è fra i Paesi che punta con più decisione ad una rapida transizione verso l'economia circolare, che sarà un potente driver di sviluppo economico nei prossimi decenni. I target in discussione in sede comunitaria sono alla nostra portata perché abbiamo un sistema che funziona, il sistema consortile, che è una esperienza italiana che in Europa è considerata un modello da imitare. Gli obiettivi dell'Unione Europea sono molto ambiziosi, fra il 75 e l'80% di riciclo al 2030, ma il trend di crescita di differenziata e riciclo degli imballaggi è tale da farci guardare al futuro con la fiducia di chi ha creato un buon sistema che va implementato e sostenuto".

"L'Italia - ha affermato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile - si trova in una posizione favorevole per raggiungere i nuovi target europei di riciclo degli imballaggi. Il sistema Conai-Consorzi di filiera ha già raggiunto e superato l'obiettivo del 65% al 2025, essendo già al 67%. Ma gli obiettivi 2030 sono più impegnativi da centrare in particolare visto il trend di crescita delle quantità immesse al consumo".

Per raggiungere i nuovi obiettivi occorrerà migliorare le politiche di prevenzione e di riutilizzo, migliorare la riciclabilità in particolare in alcune filiere, potenziare lo sbocco dei materiali riciclati e rafforzare e migliorare qualità e quantità delle raccolte differenziate

Cinque regioni del Sud (Basilicata, Puglia, Molise, Calabria, Sicilia) non arriverebbero infatti al 65% di raccolta differenziata al 2025 necessari per avere un riciclo del 60% e senza un'iniziativa nazionale coordinata per recuperare i ritardi. Questi nuovi obiettivi di circular economy sollecitano anche innovazioni tecnologiche e organizzative.

"Nel quadro della transizione verso l'economia circolare – ha osservato Roberto Morabito, Direttore del Dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali dell'ENEA - ENEA è impegnata in interventi e attività per il miglioramento delle performance relative all'intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla scelta delle materie prime al fine vita, a supporto di consorzi, imprese e PA".

Rilevante è anche il tema degli investimenti che saranno richiesti per raggiungere i nuovi target di riciclo al 2030. Aumentando sia le quantità di rifiuti di imballaggio che la quota che dovrà essere raccolta e avviata a riciclo, i costi della corretta gestione dei rifiuti tenderanno ad aumentare in modo significativo. 

Questo in un contesto in cui il riciclo è economicamente conveniente solo per alcuni materiali e dipende, sempre e comunque, dai prezzi di mercato delle materie prime vergini equivalenti, generalmente molto variabili. 

Un'ulteriore sfida è data dal fatto che maggiori quantità riciclate richiederanno mercati in grado di assorbire questa nuova offerta. La selezionabilità e riciclabilità degli imballaggi e le caratteristiche qualitative delle materie prime seconde ricavate saranno elementi chiave per lo sviluppo di tali mercati

L'aumento del riciclo comporta rilevanti vantaggi ambientali (risparmi di materiali, di energia, di emissioni di gas serra e di altre emissioni), ma questi vantaggi ambientali non sono riconosciuti, o lo sono solo in parte, dai prezzi di mercato

Una riflessione sulle prospettive future non può quindi trascurare le attuali dinamiche di mercato né le possibili soluzioni per assicurare la corretta valorizzazione delle materie prime seconde derivanti dal riciclo degli imballaggi.

"Il raggiungimento degli obiettivi di riciclo al 2030 posti dall'Unione Europea per il settore degli imballaggi comporterà un aumento dei quantitativi di rifiuti da gestire, ma anche importanti benefici occupazionali ed ambientali - ha affermato Edoardo Croci, coordinatore di GEO-Green Economy Observatory dello IEFE-Università Bocconi -  Dai risultati del nostro modello, il raggiungimento dei target nel 2030 comporterà un aumento dell'occupazione diretta nel settore di circa 15.000 unità rispetto al 2015 e il risparmio di circa 18 milioni di tonnellate di CO2eq. Se monetizzato, tale risparmio ammonterebbe a circa 1 miliardo di euro di esternalità evitate"

"Guardare al futuro del riciclo degli imballaggi significa anche riconoscere i fattori di successo che in 20 anni hanno portato l'Italia a essere tra le best practice europee nel settore, con il riciclo da parte della gestione consortile di circa 50 milioni di tonnellate di imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro" ha commentato Giorgio Quagliuolo, Presidente di CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi). "Tra questi, la natura privatistica e imprenditoriale di Conai, da cui deriva la sua autonomia d'azione per il perseguimento degli obiettivi di riciclo e recupero, e il suo carattere no profit, che consente di incidere sull'intera filiera con misure di prevenzione. Da qui si può e si deve partire per raggiungere i nuovi ambiziosi obiettivi di recupero che stanno per essere fissati in sede europea".

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mercoledì 27 settembre 2017

La transizione a una circular economy e il futuro del riciclo degli imballaggi in Italia | 03/10, h. 10:00, Università Bocconi, via Sarfatti 25 Milano


INVITO STAMPA
LA TRANSIZIONE A UNA CIRCULAR ECONOMY
E IL FUTURO DEL RICICLO DEGLI IMBALLAGGI IN ITALIA
Martedì 3 ottobre, ore 10:00
Università Bocconi, Sala dei Notari
Via Sarfatti, 25 - Milano

20 anni dopo l’approvazione del Decreto Ronchi e di fronte alla ormai imminente approvazione del pacchetto di misure dell’Unione Europea sull’economia circolare, quali sono stati i risultati raggiunti nel settore degli imballaggi? 

E quali le sfide a cui siamo chiamati a rispondere nel prossimo futuro?

L’appuntamento vedrà la presenza di:
·        Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
·        Simona Bonafè, Parlamento Europeo, relatrice del pacchetto di nuove direttive sui rifiuti-circular economy (in videoconferenza)
·        Edo Ronchi, Presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile
·        Giorgio Quagliuolo, Presidente CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi)
Il programma completo dell’appuntamento è disponibile a questo indirizzo web:
www.fondazionesvilupposostenibile.org/wp-content/uploads/2017/09/Programma_Transizione-Economia-circolare_Il-futuro-del-riciclo-degli-imballaggi-in-Italia_3-ottobre.pdf

mercoledì 21 giugno 2017

La sfida dell’acqua: Italia e Olanda alleate nell’economia circolare


Netherlands-Italian Seminar & Matchmaking Water 

I principali protagonisti italiani e olandesi del settore della gestione delle risorse idriche si sono incontrati per individuare ambiti concreti per una collaborazione italo-olandese e partnership tra aziende e amministrazioni italiane e olandesi. 

Il 40% del mercato mondiale della gestione delle acque è in mano olandese ma l'Italia può offrire eccellenze di livello internazionale. 

Roma, 21 giugno - L'impatto dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche richiede una nuova visione strategica di adattamento e nuovi paradigmi di gestione che attuino, anche nel campo dell'acqua, i principi dell'economia circolare. 

Italia e Olanda, in occasione della visita di Stato in Italia del Re Willem-Alexander e la Regina Máxima del Regno dei Paesi Bassi e della missione economica sotto la guida del Ministro per il Commercio estero, si sono confrontate su questo tema nel corso del seminario Netherlands-Italian Seminar & Matchmaking Water organizzato dalla rete diplomatica olandese in Italia in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Confindustria, ANCE, OICE, Utilitalia

Il seminario ha affrontato le principali sfide Europee legate alla gestione delle acque e illustrato le migliori pratiche italiane e olandesi per risolvere i problemi del settore in un'ottica di circular economy.

L'Olanda, da sempre leader nel settore della gestione e della difesa dalle acque, con un territorio che per il 60% è sotto il livello del mare, può contare sul più grande sistema di dighe del mondo (16.500 chilometri e 300 strutture) con la diga di Oosterscheldedam che, con i suoi 9 chilometri, rappresenta la più lunga barriera contro maree, tempeste e inondazioni.

Questa grande expertise sulla acque ha fatto sì che il 40% del mercato della gestione delle acque  a livello mondiale sia in mano olandese.

L'Italia chestoricamente ha dovuto affrontare problemi legati alla scarsità delle risorse idriche e alle ricorrenti siccità e ora sta fronteggiando anche l'altro estremo dei fenomeni invernali di fortissima entità e breve durata (come le "bombe d'acqua) che mettono in difficolta la rete idricada parte sua possiede una cultura diffusa e una serie di strumenti che le possono consentire di far fronte alla sfida imposta dall'adattamento ai cambiamenti climatici. 

Secondo i dati ISTAT la copertura delle reti in Italia è elevata (97,7% dei residenti per l'acqua potabile, 93,4% per la rete fognaria88,9% per la depurazione) ma le dispersioni di rete nell'erogazione dell'acqua potabile superano il 20% in 4 città su 5.

"Il tema dellacqua – ha detto Raimondo Orsini, Direttore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile- se da un lato rappresenta un fattore di grave stress per il nostro paese, dall'altro è  un enorme opportunità di sviluppo per la green economy: dai sistemi di risparmio e recupero idrico, alle tecniche innovative di depurazione e valorizzazione dei fanghi di depurazione, alla progettazione sostenibile degli edifici, ai benefici economici e turistici dei corsi d'acqua e delle città, alla protezione delle centrali idroelettriche, che in Italia producono una buona parte dell'elettricità da fonti rinnovabili, alla prevenzione del dissesto idrogeologico. In questo quadro la collaborazione fra Italia e Paesi Bassi potrà essere molto fruttuosa anche in ottica dell'avvio congiunto di progetti internazionali".

Il Seminario, cui hanno partecipato anche il Ministero dell'Ambiente, ISPRA e Italia Sicura, è stato chiuso dal Ministro dell' Ambiente Gian Luca Galletti che nel suo intervento ha sottolineato  come l'acqua sia "l'elemento chiave della partita dei cambiamenti climatici"

L'Italia in questi ultimi anni, ha ricordato il Ministro, ha lavorato "per razionalizzare la governance della risorsa idrica" avviando le nuove Autorità di bacino distrettuali con l'obiettivo di semplificare processi e competenze (si è passati da 37 a 7 autorità di bacino) ed innalzare i livelli di efficienza e di tutela. 

Il Seminario è servito ad individuare tutti gli ambiti concreti per una collaborazione italo-olandese e partnership tra le rispettive autorità, esperti del settore, aziende italiane e olandesi. 

L'Italia è oggi complessivamente il quinto mercato per l'export dai Paesi Bassi e ospita investimenti olandesi pari a 25 miliardi di euro a fronte di 5 miliardi di capitali italiani in Olanda.



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