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lunedì 2 ottobre 2017

La semina diretta frena la desertificazione.




AMBIENTE E AGRICOLTURA, LA SEMINA DIRETTA FRENA LA DESERTIFICAZIONE.
A MATERA IL GRANOTILL DELLA CULTURA.
Il 33% dei suoli mondiali è a rischio desertificazione. In Italia, la Basilicata è una tra le regioni più a rischio con il 55%, insieme alla Puglia al 57% e alla Sicilia che arriva al 70%.

Fermare la desertificazione dei terreni agricoli è una delle grandi sfide che l'agricoltura mondiale si trova ad affrontare in questo millennio. La perdita di fertilità del suolo, a fronte di una richiesta alimentare che continua a crescere, è un problema che non riguarda solo il mondo agricolo, ma deve coinvolgere tutta la nostra società per le conseguenze ambientali, economiche e sociali che comporta.
La risposta a questo problema, emersa nel corso del "GraNotill della cultura" organizzato sabato e domenica a Matera da Semina Diretta 2.0 no profit, può arrivare da una tecnica all'apparenza semplice e antica ma che, attuata con i giusti tempi e modalità, si rivela incredibilmente efficace: la semina diretta.
"Abbiamo organizzato il GraNOtill della cultura – spiega il presidente di Semina Diretta 2.0 Lino Falcone - perché riteniamo che per raggiungere l'obiettivo della conservazione del suolo sia indispensabile il coinvolgimento e la sensibilizzazione degli addetti ai lavori, e per questo è fondamentale lavorare sulla formazione, ma anche dell'opinione pubblica e delle istituzioni attraverso eventi di grande rilevanza".
L'evento
Due giorni tra il Palazzo della Provincia di Matera e i campi, con approfondimenti tecnici, dimostrazioni, confronti ad alto livello, ma anche un grande impegno per sollecitare i più giovani, bambini e ragazzi di tutti gli ordini di scuole, a comprendere l'importanza delle tematiche ambientali ed agricole.
È il "GraNOtill della Cultura - La semina diretta nei Sassi", che Sabato 30 settembre e Domenica 1 ottobre ha conquistato Matera.
Nella prima giornata i protagonisti sono stati bambini e ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori con i loro lavori sulla conservazione del suolo esposti nella Sala Consiliare della Provincia di Matera.
Ma la giornata di sabato è stata anche un importante momento di confronto ad alto livello nell'ambito del convegno "Semina diretta e tutela dell'ambiente" presso la Sala Consiliare del Palazzo della Provincia di Matera, nel corso del quale esponenti di istituzioni italiane e internazionali e del mondo dell'università e della ricerca hanno illustrato i vantaggi ambientali, agronomici e sociali della semina diretta.
"Questa tecnica – ha sottolineato il Presidente di Semina Diretta 2.0 Lino Falcone -  rappresenta una soluzione in grado di fornire grandi vantaggi per la collettività, grazie al ridotto impatto ambientale e alla conservazione del suolo, e per gli agricoltori, che possono ottimizzare la gestione aziendale con una resa che in alcune situazioni può anche essere maggiore rispetto alle tecniche tradizionali". 
Anna Luise dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale ISPRA ha paragonato il suolo alla "pelle del mondo, un sistema complesso e delicato e non solo un substrato produttivo".
"Le temperature sono chiaramente in aumento, anche se i modelli matematici non riescono a prevedere in modo uniforme le conseguenze. L'agricoltore certamente subisce il clima, ma può intervenire sul suolo per cogliere opportunità" ha aggiunto il prof. Marcello Donatelli Direttore del Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente CREA.
"Il suolo gioca un ruolo fondamentale per la vita sulla superficie della terra. Ciononostante, ad oggi, il 33% dei suoli mondiali è da moderatamente ad altamente degradato a causa principalmente di processi erosivi, salinizzazione, acidificazione ed inquinamento chimico – ha spiegato la rappresentante della FAO Lucrezia Caon -. Per far fronte a questa situazione e aumentare gli sforzi e le sinergie d'azione tra gli utilizzatori del suolo (comprese le forze politiche ed istituzionali), nel 2012 è stata istituita l'Alleanza Mondiale dei Suoli (Global Soil Partnership). L'alleanza promuove una gestione sostenibile della risorsa suolo e punta a migliorarne le politiche di gestione".
Un contributo fondamentale per raggiungere questi obiettivi può arrivare dalla semina diretta che, come ha evidenziato il professor Dario Giambalvo della facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell'Università di Palermo "è una tecnica che, se applicata in modo corretto, può contribuire a mitigare l'impatto sull'ambiente, riducendo i processi erosivi, incrementando l'attività biologica del suolo e migliorandone la fertilità".
Francesco Zecca, professore di Economia agroalimentare presso l'università 'La Sapienza' di Roma ha dichiarato che "la semina diretta è una soluzione estremamente interessante per la gestione aziendale, che ad oggi trova applicazione solo a carattere spontaneistico e non strategico, a causa della carenza e frammentazione delle informazioni, laddove sarebbe necessario utilizzare la semina diretta come strumento strategico per lo sviluppo e la sostenibilità dei sistemi agricoli territoriali".
Nel corso del convegno Il Presidente Lino Falcone ha poi illustrato la strategia organizzativa e di sviluppo di Semina Diretta 2.0 no profit, fondata sul comitato operativo, costituito da professori e ricercatori, dagli ambasciatori, agricoltori e tecnici formati appositamente per portare l'informazione sul campo, dalle aziende in cui si sviluppano protocolli e progetti innovativi sulla tecnica e dagli infopoint, presidi territoriali a diretto contatto con gli agricoltori. "Passo fondamentale e assolutamente innovativo – ha aggiunto Falcone - è il progetto di semina diretta in regime di agricoltura biologica, affinché anche questo settore possa contribuire alla conservazione del suolo".
Luca Braia, Assessore alle politiche agricole e forestali della Regione Basilicata, ha riconosciuto il valore delle attività di Semina Diretta 2.0 nel campo dell'informazione e della formazione sulla tecnica e alla filiera di Pastalife™ l'impegno nella valorizzazione degli agricoltori che tutelano dell'ambiente. "La Regione Basilicata ha messo il massimo impegno nella misura del PSR, che ha avuto le adesioni di circa 500 aziende per circa 20 mila ettari".

Semina Diretta 2.0 è impegnata nella formazione degli agricoltori come elemento fondamentale per applicare la semina diretta senza equivoci, riducendo al minimo il rischio di errore per una semina diretta di successo. In Italia la variabilità dei suoli e molto ampia e e di conseguenza la tecnica deve essere applicata con accorgimenti diversi in ciascun areale.
Domenica la manifestazione continua con una giornata ricchissima di contenuti tecnici, dedicata principalmente agli agricoltori e agli esperti del settore con un seminario focalizzato sul residuo colturale, elemento critico soprattutto alla luce di un PSR che impegna l'agricoltore per 5 anni.
La tavola rotonda tra gli ambasciatori di Semina Diretta 2.0 e i direct seeders (agricoltori che praticano la semina diretta) ha consentito di scambiare opinioni sulla tecnica nelle diverse Regioni da cui provengono: Lazio, Molise, Basilicata, Puglia. In campo si potranno valutare seminatrici con differenti filosofie di semina e droni in missione per interventi mirati ad ottimizzare la gestione degli input sull'ettaro.

Il problema della desertificazione
Cambiamenti climatici, siccità e tecniche agronomiche che impoveriscono il suolo stanno modificando, progressivamente e in maniera sempre più significativa, le aree agricole del nostro Paese, come del resto del mondo, tanto che, secondo i dati presentati dalla FAO il 33% dei suoli mondiali è da moderatamente ad altamente degradato. La questione della desertificazione rappresenta, senza dubbio, uno tra i più complessi e preoccupanti processi di degrado ambientale dei nostri tempi e in questo scenario proprio la Basilicata è, a livello nazionale, uno dei territori più a rischio, con un livello di desertificazione pari al 55% (dati CNR), preceduta solo da Puglia (57%) e Sicilia (70%).
Per questo motivo Semina Diretta 2.0 no profit ha avviato una collaborazione con la Regione Basilicata ed ALSIA (Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in agricoltura) per attivare un percorso virtuoso finalizzato ad una sensibilizzazione capillare non solo degli addetti ai lavori, ma anche delle istituzioni delle scuole e dell'opinione pubblica, mettendo in campo azioni mirate ad arginare il fenomeno della perdita di fertilità del suolo.
La semina diretta
Si tratta di una tecnica di agricoltura conservativa che prevede la semina su terreno non arato. Praticata da diversi anni, raggiunge in Italia circa l'1% della superficie agricola utilizzata (dati FAO), mentre nel mondo copre complessivamente una superficie equivalente al Mar Mediterraneo.
La semina diretta è la massima espressione tra le tecniche finalizzate alla difesa del territorio: si effettua su terreno non lavorato senza arrecare alcun danno al suolo e garantisce indiscutibili vantaggi di carattere ambientale - contenendo erosione ed emissioni di CO2 -, aziendale – in quanto permette agli agricoltori di ottimizzare l'organizzazione -, e agronomico, poiché ripristina fertilità e biodiversità del suolo.
La semina diretta in Basilicata mostra un trend positivo e ad oggi siamo a circa il 10% della superficie dei cereali a paglia, grazie anche alla misura agroambientale del PSR Basilicata che non ha posto elementi di esclusività, con una media di partecipazione aziendale di circa 40 ettari

Pastalife™
Venerdì 29 settembre sera è stato lanciato il progetto di comunicazione Pastalife™, la prima pasta che rispetta l'ambiente, prodotta con grano da semina diretta. Attraverso Pastalife™, il consumatore acquisisce maggior consapevolezza nelle sue scelte e contribuisce a sostenere l'agricoltore che pratica questa tecnica. Gli studenti dell'IP Alberghiero A. Turi di Matera, con il sostegno del preside e dei loro insegnanti, hanno valorizzato, con prodotti locali, i vari formati di Pastalife™, le schianatelle lucane, gli "nnammuri" siciliani e i gigli pugliesi.
Pastalife™ esprime filiere regionali, controllate sul campo e valorizzate con procedimenti di molitura tradizionale che esaltano la qualità e la ricchezza del grano e di pastificazione a lenta essiccazione trafilata al bronzo.

Ambiente: domani a Roma convegno su "Il ruolo delle tecnologie e degli scenari energetici nel percorso di decarbonizzazione”


Domani martedì 3 ottobre (ore 10) si terrà a Roma (CNR, sala Marconi, piazzale Aldo Moro 7), il convegno “Il ruolo delle tecnologie e degli scenari energetici nel percorso di decarbonizzazione”, con la partecipazione del responsabile del Tavolo tecnico sulla decarbonizzazione dell’economia Raffaele Tiscar, attualmente capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente, dei presidenti Massimo Inguscio (CNR), Federico Testa (ENEA), Stefano Laporta (ISPRA), Stefano Besseghini (RSE) e di rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico, Confindustria, Commissione europea, Politecnico di Milano, Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), Snam e Terna. 

Nel corso dell’evento saranno presentate le due pubblicazioni elaborate nell’ambito del Tavolo tecnico, istituito nel 2016 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Per maggiori informazioni: http://www.dsctm.cnr.it/it/il-ruolo-delle-tecnologie-e-degli-scenari-energetici-nel-percorso-di-decarbonizzazione.html .


I giornalisti che intendono partecipare sono pregati di scrivere a ufficiostampa@cnr.it

mercoledì 21 giugno 2017

La sfida dell’acqua: Italia e Olanda alleate nell’economia circolare


Netherlands-Italian Seminar & Matchmaking Water 

I principali protagonisti italiani e olandesi del settore della gestione delle risorse idriche si sono incontrati per individuare ambiti concreti per una collaborazione italo-olandese e partnership tra aziende e amministrazioni italiane e olandesi. 

Il 40% del mercato mondiale della gestione delle acque è in mano olandese ma l'Italia può offrire eccellenze di livello internazionale. 

Roma, 21 giugno - L'impatto dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche richiede una nuova visione strategica di adattamento e nuovi paradigmi di gestione che attuino, anche nel campo dell'acqua, i principi dell'economia circolare. 

Italia e Olanda, in occasione della visita di Stato in Italia del Re Willem-Alexander e la Regina Máxima del Regno dei Paesi Bassi e della missione economica sotto la guida del Ministro per il Commercio estero, si sono confrontate su questo tema nel corso del seminario Netherlands-Italian Seminar & Matchmaking Water organizzato dalla rete diplomatica olandese in Italia in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Confindustria, ANCE, OICE, Utilitalia

Il seminario ha affrontato le principali sfide Europee legate alla gestione delle acque e illustrato le migliori pratiche italiane e olandesi per risolvere i problemi del settore in un'ottica di circular economy.

L'Olanda, da sempre leader nel settore della gestione e della difesa dalle acque, con un territorio che per il 60% è sotto il livello del mare, può contare sul più grande sistema di dighe del mondo (16.500 chilometri e 300 strutture) con la diga di Oosterscheldedam che, con i suoi 9 chilometri, rappresenta la più lunga barriera contro maree, tempeste e inondazioni.

Questa grande expertise sulla acque ha fatto sì che il 40% del mercato della gestione delle acque  a livello mondiale sia in mano olandese.

L'Italia chestoricamente ha dovuto affrontare problemi legati alla scarsità delle risorse idriche e alle ricorrenti siccità e ora sta fronteggiando anche l'altro estremo dei fenomeni invernali di fortissima entità e breve durata (come le "bombe d'acqua) che mettono in difficolta la rete idricada parte sua possiede una cultura diffusa e una serie di strumenti che le possono consentire di far fronte alla sfida imposta dall'adattamento ai cambiamenti climatici. 

Secondo i dati ISTAT la copertura delle reti in Italia è elevata (97,7% dei residenti per l'acqua potabile, 93,4% per la rete fognaria88,9% per la depurazione) ma le dispersioni di rete nell'erogazione dell'acqua potabile superano il 20% in 4 città su 5.

"Il tema dellacqua – ha detto Raimondo Orsini, Direttore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile- se da un lato rappresenta un fattore di grave stress per il nostro paese, dall'altro è  un enorme opportunità di sviluppo per la green economy: dai sistemi di risparmio e recupero idrico, alle tecniche innovative di depurazione e valorizzazione dei fanghi di depurazione, alla progettazione sostenibile degli edifici, ai benefici economici e turistici dei corsi d'acqua e delle città, alla protezione delle centrali idroelettriche, che in Italia producono una buona parte dell'elettricità da fonti rinnovabili, alla prevenzione del dissesto idrogeologico. In questo quadro la collaborazione fra Italia e Paesi Bassi potrà essere molto fruttuosa anche in ottica dell'avvio congiunto di progetti internazionali".

Il Seminario, cui hanno partecipato anche il Ministero dell'Ambiente, ISPRA e Italia Sicura, è stato chiuso dal Ministro dell' Ambiente Gian Luca Galletti che nel suo intervento ha sottolineato  come l'acqua sia "l'elemento chiave della partita dei cambiamenti climatici"

L'Italia in questi ultimi anni, ha ricordato il Ministro, ha lavorato "per razionalizzare la governance della risorsa idrica" avviando le nuove Autorità di bacino distrettuali con l'obiettivo di semplificare processi e competenze (si è passati da 37 a 7 autorità di bacino) ed innalzare i livelli di efficienza e di tutela. 

Il Seminario è servito ad individuare tutti gli ambiti concreti per una collaborazione italo-olandese e partnership tra le rispettive autorità, esperti del settore, aziende italiane e olandesi. 

L'Italia è oggi complessivamente il quinto mercato per l'export dai Paesi Bassi e ospita investimenti olandesi pari a 25 miliardi di euro a fronte di 5 miliardi di capitali italiani in Olanda.



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www.CorrieredelWeb.it

lunedì 16 novembre 2015

L'ambiente buca lo schermo? n arrivo il 2° rapporto Eco-Media

Il think tank istituito da Pentapolis Onlus, in collaborazione con l’Università Lumsa e Osservatorio di Pavia, presenta i risultati del rapporto 2015 sulla copertura delle notizie ambientali da parte dei principali media italiani. 

Obiettivo: evidenziare livello e qualità delle notizie trattate e fornire indicazioni per aumentare la consapevolezza dell'opinione pubblica sui temi ecologici.


Roma, 16 novembre 2015 – Il surriscaldamento globale si acuisce, i tempi per prendere provvedimenti che possano mitigare i danni da cambiamenti climatici si riducono, i decisori politici si trovano a fare i conti con emergenze ambientali sempre più frequenti (e sempre più costose): ma quanto conta davvero l'ambiente nelle scelte editoriali di giornali, radio, tv e testate online?

La domanda è cruciale perché un'adeguata informazione ambientale è il solo mezzo per aumentare la consapevolezza e l'interesse dell'opinione pubblica su tali tematiche. Per questo, anche quest'anno, l'Osservatorio Eco Media, think tank istituito da Pentapolis Onlus in collaborazione con l'Università Lumsa e l'Osservatorio di Pavia, ha realizzato il suo Rapporto “L'informazione ambientale in Italia”.

L'analisi, giunta alla 2a edizione, sarà presentata ufficialmente alle 9.30 del 27 novembre prossimo, nella sede dell'università Lumsa di Roma, via di Porta Castello, 44. “L'Osservatorio Eco-Media – spiega Massimiliano Pontillo, presidente Pentapolis Onlus – vuole offrire una fotografia di come oggi i temi ecologici vengono effettivamente coperti dai media, per stimolare sia il sistema mediatico ad aumentare livello e qualità delle coperture offerte sia il decisore pubblico. Ma vogliamo anche dare indicazioni ad associazioni e imprese su quali sono gli aspetti dei fatti ambientali che maggiormente riescono a essere trasformati in notizia”.

Per illustrare e commentare i risultati del 2° Rapporto interverranno tra gli altri Bernardo De Bernardinis, Presidente di ISPRA, Stefano Mosti, presidente dell'Osservatorio di Pavia; Walter Ganapini, membro onorario Agenzia Europea dell'Ambiente; Raffaele Lorusso, segretario generale FNSI; Marco Frey, presidente Fondazione Global Compact Network Italia; Diego Crivellari, deputato, Componente IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni; Alfonso Cauteruccio, presidente dell'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus; Fulvio Rossi, Presidente CSR Manager Network, Carlo Maria Medaglia, Capo segreteria tecnica Ministero dell'Ambiente.

Troppo spesso il ruolo dell’informazione ambientale – dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde -  si limita alla diffusione di notizie su emergenze e calamità naturali senza analizzare i grandi temi ecologici. Oppure, peggio, si banalizza la comunicazione dell'impegno verde nel tener pulito un sentiero o una strada. Lo spazio dedicato alle green news è sempre più marginale, come se l’inquinamento, i cambiamenti climatici, le trivellazioni petrolifere e l’uso di OGM in agricoltura non fossero cronaca o argomenti da trattare sui principali quotidiani o tv nazionali. Anche i grandi risultati raggiunti dalla green economy come la crescita di lavori verdi, il record raggiunto dalle rinnovabili e i dati positivi sull’ecoturismo sono del tutto assenti. Serve un’azione congiunta tra istituti di ricerca, esperti e media per una corretta divulgazione scientifica delle questioni ambientali”.

Già nella prima edizione del Rapporto, nella quale l'attenzione dell'Osservatorio Eco-Media si era concentrata sulle coperture dei temi ambientali effettuate da Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa e Il Sole 24 Ore, era emerso che appena il 9% degli articoli era costituito da approfondimenti, dossier e inchieste. Quasi il 60%, invece, presentava un taglio cronachistico fortemente legato a incidenti, disastri, calamità naturali. E in un articolo su due la tematica ambientale era trattata in maniera solo marginale, messa in secondo piano rispetto alla stringente attualità.
 
Il programma completo della conferenza del 27 novembre è disponibile sul sito www.pentapolis.eu

La partecipazione all'incontro permetterà ai giornalisti presenti di conseguire 4 crediti formativi, previa registrazione al portale Sigef dell'Ordine dei giornalisti.

Il progetto si avvale dell’adesione del Presidente della Repubblica; del partenariato con Lumsa e Osservatorio di Pavia; della collaborazione con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e con l’Ordine dei Giornalisti; del patrocinio di Commissione EuropeaMinistero dell’AmbienteIspra; della partecipazione di  Csr Manager NetworkFederazione Italiana Media AmbientaliFondazione Global Compact Italia, Fondazione UniVerdeGreenaccord; del sostegno di Novamont e Rio Mare; del contributo di TernaTetra Pak e Toyota; partner media Eco in Città; partner tecnico Arti Grafiche Boccia.

venerdì 27 marzo 2009

Firmata la Carta per il Clima degli Enti Locali d'Italia

NASCE LA CARTA DELLE CITTÀ E DEI TERRITORI D'ITALIA PER IL CLIMA:

COMUNI, PROVINCE E REGIONI RIVENDICANO UN RUOLO ATTIVO

NEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI IMPEGNI PER IL PACCHETTO 20+20+20 E NEL NUOVO ACCORDO INTERNAZIONALE CHE SOSTITUIRÀ IL PROTOCOLLO DI KYOTO

La Carta per il clima,

realizzata dal Coordinamento di Agenda 21, in collaborazione con ANCI e UPI,

verrà consegnata ufficialmente al Governo il 3 aprile a Roma

27 marzo 2009 - Un documento che candida i Comuni, le Province e le Regioni d'Italia ad avere un ruolo attivo nel raggiungimento degli impegni sottoscritti dal Governo rispetto al Pacchetto 20+20+20 dell'Unione Europea e nell'ambito dei negoziati che si terranno a Copenhagen a dicembre 2009, quando verranno ridiscussi i contenuti dell'accordo che sostituirà il Protocollo di Kyoto.

E' questo il significato della Carta delle Città e dei Territori d'Italia per il Clima, realizzata dal Coordinamento di Agenda 21, in collaborazione con l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e l'Unione delle Province Italiane, che verrà consegnata ufficialmente al Governo il 3 aprile a Roma. All'evento di presentazione del documento, che si svolgerà sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il Patrocinio del Parlamento Europeo e del Ministero dell'Ambiente, parteciperà anche Pedro Ballesteros, responsabile della campagna Intelligent Energy Europe della DG per l'Energia della Commissione Europea.

Il testo in particolare raccoglie una serie di proposte per far sì che nelle politiche a favore della tutela del clima vegano sfruttate le potenzialità delle amministrazioni locali, già attive a livello territoriale con diverse tipologie di intervento capillare che stanno dando un contributo importante. Dai dati raccolti con il nuovo sistema di calcolo formulato dal Coordinamento di Agenda 21 ad esempio risulta che in molte città si è già potuta ottenere una riduzione di CO2 del 20%.

Secondo Agenda 21, Anci e Upi è necessario infatti che gli enti locali possano accedere ai meccanismi dell'Emission Trading e al mercato dei Titoli di Efficienza Energetica e che il Governo escluda dal patto di stabilità gli investimenti locali in progetti finalizzati alla mitigazione e all'adattamento al cambiamento climatico.

"E' giunto il momento di coordinare gli sforzi ad ogni livello – afferma Emilio D'Alessio, Presidente di Agenda 21 – per fare in modo che l'Italia onori gli impegni sottoscritti lo scorso dicembre in sede europea e sia in condizione di rispettare i nuovi obiettivi che verranno individuati nell'accordo che sostituirà Kyoto. Si tratta fra l'altro di un'opportunità per promuovere un nuovo modello di sviluppo che, investendo nell'innovazione, può contribuire in misura decisiva al rilancio dell'economia del nostro paese".

La carta si pone quindi come uno strumento concreto per consentire al paese di compiere un passo avanti nelle politiche per la tutela del clima in linea con quanto stanno facendo i grandi d'Europa e gli Stati Uniti.

''Come ANCI promuoveremo questa iniziativa – afferma Flavio Morini, Presidente della Commissione Ambiente dell'Associazione – e invitiamo tutti i Comuni a dare un segnale forte che deve partire proprio dagli Enti locali. L'obiettivo e' essere protagonisti a Copenhagen''.

Da qui al 3 aprile, data della conferenza di presentazione ufficiale del documento che si terrà a Roma nella sede dell'ISPRA, gli enti locali potranno segnalare la propria adesione anche inviando una mail a adesionecarta@a21italy.eu.





Per informazioni:

Coordinamento AGENDA 21 – tel. 349 1368017

ANCI - tel. 06 68009217

UPI – tel. 06 6840341

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