CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Le ultime news sull'Eco-Sostenibilità

Le ultime notizie di AlternativaSostenibile.iy

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta sostenibilità alimentare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sostenibilità alimentare. Mostra tutti i post

martedì 3 ottobre 2017

Energia e clima: scenari e tecnologie per decarbonizzazione economia italiana

Risultati immagini per clima
Illustrati oggi a Roma, presso il Cnr, i volumi 'Il catalogo delle tecnologie energetiche', a cura di Enea e Cnr, e 'Scenari di sviluppo del sistema energetico nazionale', a cura di Rse e Politecnico di Milano che delineano gli strumenti per orientare politiche e investimenti nazionali verso tecnologie e sistemi di produzione low-carbon.


Sono state presentate oggi a Roma da Cnr, Enea, Fondazione Eni Enrico Mattei, Ispra, Politecnico di Milano e Rse, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, le due pubblicazioni elaborate nell’ambito del Tavolo tecnico sulla decarbonizzazione dell’economia, istituito dalla Presidenza del consiglio dei ministri con il coinvolgimento di oltre 70 rappresentanti di istituzioni pubbliche centrali e locali, università ed enti di ricerca impegnati sul fronte del cambiamento climatico e della pianificazione energetica. I due volumi sono: 'Il Catalogo delle tecnologie energetiche', a cura di Enea e Cnr, e 'Scenari di sviluppo del sistema energetico nazionale', a cura di Rse e Politecnico di Milano.

L’iniziativa è stata al centro dell’evento 'Il ruolo delle tecnologie e degli scenari energetici nel percorso di decarbonizzazione', che ha visto lapartecipazione del responsabile del Tavolo tecnico Raffaele Tiscar, attualmente capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente, dei Presidenti del Cnr Massimo Inguscio, dell’Enea Federico Testa, di Ispra Stefano Laporta, di Rse Stefano Besseghini e dei rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico, Confindustria, Commissione europea, Snam, Terna e Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem).

I due volumi, disponibili online[1], delineano gli strumenti per orientare politiche e investimenti nazionali verso tecnologie e sistemi di produzione low-carbon che permettano all’Italia di centrare gli obiettivi fissati dal pacchetto Ue Clima-Energia 2030.

'Il catalogo delle tecnologie energetiche', a cura di Enea e Cnr, raccoglie le più avanzate soluzioni per la decarbonizzazione sotto forma di un database open source suddiviso per macro-aree (fonti tradizionali, rinnovabili, efficienza energetica negli usi finali e sistemi cogenerativi e di accumulo). Fornisce informazioni puntuali sull’impatto economico e ambientale delle tecnologie (comprese quelle emergenti ma ad alta potenzialità a lungo termine), la loro applicazione per industria, trasporti e settore civile e le best practice sia a livello nazionale che internazionale.

'Scenari di sviluppo del sistema energetico nazionale', a cura di Rse e Politecnico di Milano, illustra i modelli di riferimento per la pianificazione delle politiche su clima ed energia, valutandone il potenziale impatto sul sistema energetico, ambientale ed economico, con analisi di dettaglio sul settore elettrico. Gli stessi modelli sono stati utilizzati per elaborare lo Scenario energetico ed emissivo di Riferimento preso in considerazione nella nuova Strategia Energetica Nazionale, che evidenzia che per raggiungere gli obiettivi Ue al 2030 è necessario integrare le attuali politiche con ulteriori misure di sostegno. Entrambe le pubblicazioni si candidano ad assumere un ruolo centrale di supporto in vista dell’adozione della Strategia energetica nazionale 2017 e per l’elaborazione del prossimo Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, previsto dall’Unione per l’energia.



Roma, 3 ottobre 2017


[1]  Le pubblicazioni saranno disponibili su tutti i siti dei coordinatori (Cnr, Enea, RSE, Politecnico di Milano), di Ispra e Feem.

lunedì 2 ottobre 2017

La semina diretta frena la desertificazione.




AMBIENTE E AGRICOLTURA, LA SEMINA DIRETTA FRENA LA DESERTIFICAZIONE.
A MATERA IL GRANOTILL DELLA CULTURA.
Il 33% dei suoli mondiali è a rischio desertificazione. In Italia, la Basilicata è una tra le regioni più a rischio con il 55%, insieme alla Puglia al 57% e alla Sicilia che arriva al 70%.

Fermare la desertificazione dei terreni agricoli è una delle grandi sfide che l'agricoltura mondiale si trova ad affrontare in questo millennio. La perdita di fertilità del suolo, a fronte di una richiesta alimentare che continua a crescere, è un problema che non riguarda solo il mondo agricolo, ma deve coinvolgere tutta la nostra società per le conseguenze ambientali, economiche e sociali che comporta.
La risposta a questo problema, emersa nel corso del "GraNotill della cultura" organizzato sabato e domenica a Matera da Semina Diretta 2.0 no profit, può arrivare da una tecnica all'apparenza semplice e antica ma che, attuata con i giusti tempi e modalità, si rivela incredibilmente efficace: la semina diretta.
"Abbiamo organizzato il GraNOtill della cultura – spiega il presidente di Semina Diretta 2.0 Lino Falcone - perché riteniamo che per raggiungere l'obiettivo della conservazione del suolo sia indispensabile il coinvolgimento e la sensibilizzazione degli addetti ai lavori, e per questo è fondamentale lavorare sulla formazione, ma anche dell'opinione pubblica e delle istituzioni attraverso eventi di grande rilevanza".
L'evento
Due giorni tra il Palazzo della Provincia di Matera e i campi, con approfondimenti tecnici, dimostrazioni, confronti ad alto livello, ma anche un grande impegno per sollecitare i più giovani, bambini e ragazzi di tutti gli ordini di scuole, a comprendere l'importanza delle tematiche ambientali ed agricole.
È il "GraNOtill della Cultura - La semina diretta nei Sassi", che Sabato 30 settembre e Domenica 1 ottobre ha conquistato Matera.
Nella prima giornata i protagonisti sono stati bambini e ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori con i loro lavori sulla conservazione del suolo esposti nella Sala Consiliare della Provincia di Matera.
Ma la giornata di sabato è stata anche un importante momento di confronto ad alto livello nell'ambito del convegno "Semina diretta e tutela dell'ambiente" presso la Sala Consiliare del Palazzo della Provincia di Matera, nel corso del quale esponenti di istituzioni italiane e internazionali e del mondo dell'università e della ricerca hanno illustrato i vantaggi ambientali, agronomici e sociali della semina diretta.
"Questa tecnica – ha sottolineato il Presidente di Semina Diretta 2.0 Lino Falcone -  rappresenta una soluzione in grado di fornire grandi vantaggi per la collettività, grazie al ridotto impatto ambientale e alla conservazione del suolo, e per gli agricoltori, che possono ottimizzare la gestione aziendale con una resa che in alcune situazioni può anche essere maggiore rispetto alle tecniche tradizionali". 
Anna Luise dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale ISPRA ha paragonato il suolo alla "pelle del mondo, un sistema complesso e delicato e non solo un substrato produttivo".
"Le temperature sono chiaramente in aumento, anche se i modelli matematici non riescono a prevedere in modo uniforme le conseguenze. L'agricoltore certamente subisce il clima, ma può intervenire sul suolo per cogliere opportunità" ha aggiunto il prof. Marcello Donatelli Direttore del Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente CREA.
"Il suolo gioca un ruolo fondamentale per la vita sulla superficie della terra. Ciononostante, ad oggi, il 33% dei suoli mondiali è da moderatamente ad altamente degradato a causa principalmente di processi erosivi, salinizzazione, acidificazione ed inquinamento chimico – ha spiegato la rappresentante della FAO Lucrezia Caon -. Per far fronte a questa situazione e aumentare gli sforzi e le sinergie d'azione tra gli utilizzatori del suolo (comprese le forze politiche ed istituzionali), nel 2012 è stata istituita l'Alleanza Mondiale dei Suoli (Global Soil Partnership). L'alleanza promuove una gestione sostenibile della risorsa suolo e punta a migliorarne le politiche di gestione".
Un contributo fondamentale per raggiungere questi obiettivi può arrivare dalla semina diretta che, come ha evidenziato il professor Dario Giambalvo della facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell'Università di Palermo "è una tecnica che, se applicata in modo corretto, può contribuire a mitigare l'impatto sull'ambiente, riducendo i processi erosivi, incrementando l'attività biologica del suolo e migliorandone la fertilità".
Francesco Zecca, professore di Economia agroalimentare presso l'università 'La Sapienza' di Roma ha dichiarato che "la semina diretta è una soluzione estremamente interessante per la gestione aziendale, che ad oggi trova applicazione solo a carattere spontaneistico e non strategico, a causa della carenza e frammentazione delle informazioni, laddove sarebbe necessario utilizzare la semina diretta come strumento strategico per lo sviluppo e la sostenibilità dei sistemi agricoli territoriali".
Nel corso del convegno Il Presidente Lino Falcone ha poi illustrato la strategia organizzativa e di sviluppo di Semina Diretta 2.0 no profit, fondata sul comitato operativo, costituito da professori e ricercatori, dagli ambasciatori, agricoltori e tecnici formati appositamente per portare l'informazione sul campo, dalle aziende in cui si sviluppano protocolli e progetti innovativi sulla tecnica e dagli infopoint, presidi territoriali a diretto contatto con gli agricoltori. "Passo fondamentale e assolutamente innovativo – ha aggiunto Falcone - è il progetto di semina diretta in regime di agricoltura biologica, affinché anche questo settore possa contribuire alla conservazione del suolo".
Luca Braia, Assessore alle politiche agricole e forestali della Regione Basilicata, ha riconosciuto il valore delle attività di Semina Diretta 2.0 nel campo dell'informazione e della formazione sulla tecnica e alla filiera di Pastalife™ l'impegno nella valorizzazione degli agricoltori che tutelano dell'ambiente. "La Regione Basilicata ha messo il massimo impegno nella misura del PSR, che ha avuto le adesioni di circa 500 aziende per circa 20 mila ettari".

Semina Diretta 2.0 è impegnata nella formazione degli agricoltori come elemento fondamentale per applicare la semina diretta senza equivoci, riducendo al minimo il rischio di errore per una semina diretta di successo. In Italia la variabilità dei suoli e molto ampia e e di conseguenza la tecnica deve essere applicata con accorgimenti diversi in ciascun areale.
Domenica la manifestazione continua con una giornata ricchissima di contenuti tecnici, dedicata principalmente agli agricoltori e agli esperti del settore con un seminario focalizzato sul residuo colturale, elemento critico soprattutto alla luce di un PSR che impegna l'agricoltore per 5 anni.
La tavola rotonda tra gli ambasciatori di Semina Diretta 2.0 e i direct seeders (agricoltori che praticano la semina diretta) ha consentito di scambiare opinioni sulla tecnica nelle diverse Regioni da cui provengono: Lazio, Molise, Basilicata, Puglia. In campo si potranno valutare seminatrici con differenti filosofie di semina e droni in missione per interventi mirati ad ottimizzare la gestione degli input sull'ettaro.

Il problema della desertificazione
Cambiamenti climatici, siccità e tecniche agronomiche che impoveriscono il suolo stanno modificando, progressivamente e in maniera sempre più significativa, le aree agricole del nostro Paese, come del resto del mondo, tanto che, secondo i dati presentati dalla FAO il 33% dei suoli mondiali è da moderatamente ad altamente degradato. La questione della desertificazione rappresenta, senza dubbio, uno tra i più complessi e preoccupanti processi di degrado ambientale dei nostri tempi e in questo scenario proprio la Basilicata è, a livello nazionale, uno dei territori più a rischio, con un livello di desertificazione pari al 55% (dati CNR), preceduta solo da Puglia (57%) e Sicilia (70%).
Per questo motivo Semina Diretta 2.0 no profit ha avviato una collaborazione con la Regione Basilicata ed ALSIA (Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in agricoltura) per attivare un percorso virtuoso finalizzato ad una sensibilizzazione capillare non solo degli addetti ai lavori, ma anche delle istituzioni delle scuole e dell'opinione pubblica, mettendo in campo azioni mirate ad arginare il fenomeno della perdita di fertilità del suolo.
La semina diretta
Si tratta di una tecnica di agricoltura conservativa che prevede la semina su terreno non arato. Praticata da diversi anni, raggiunge in Italia circa l'1% della superficie agricola utilizzata (dati FAO), mentre nel mondo copre complessivamente una superficie equivalente al Mar Mediterraneo.
La semina diretta è la massima espressione tra le tecniche finalizzate alla difesa del territorio: si effettua su terreno non lavorato senza arrecare alcun danno al suolo e garantisce indiscutibili vantaggi di carattere ambientale - contenendo erosione ed emissioni di CO2 -, aziendale – in quanto permette agli agricoltori di ottimizzare l'organizzazione -, e agronomico, poiché ripristina fertilità e biodiversità del suolo.
La semina diretta in Basilicata mostra un trend positivo e ad oggi siamo a circa il 10% della superficie dei cereali a paglia, grazie anche alla misura agroambientale del PSR Basilicata che non ha posto elementi di esclusività, con una media di partecipazione aziendale di circa 40 ettari

Pastalife™
Venerdì 29 settembre sera è stato lanciato il progetto di comunicazione Pastalife™, la prima pasta che rispetta l'ambiente, prodotta con grano da semina diretta. Attraverso Pastalife™, il consumatore acquisisce maggior consapevolezza nelle sue scelte e contribuisce a sostenere l'agricoltore che pratica questa tecnica. Gli studenti dell'IP Alberghiero A. Turi di Matera, con il sostegno del preside e dei loro insegnanti, hanno valorizzato, con prodotti locali, i vari formati di Pastalife™, le schianatelle lucane, gli "nnammuri" siciliani e i gigli pugliesi.
Pastalife™ esprime filiere regionali, controllate sul campo e valorizzate con procedimenti di molitura tradizionale che esaltano la qualità e la ricchezza del grano e di pastificazione a lenta essiccazione trafilata al bronzo.

sabato 17 dicembre 2016

Fondazione Barilla e Fondazione Thomson Reuters lanciano il Food Sustainability Media Award


LE SCELTE ALIMENTARI IMPATTANO SULL'AMBIENTE PIU’ DI RISCALDAMENTO E TRASPORTI

Fondazione Barilla e Fondazione Thomson Reuters lanciano il Food Sustainability Media Award per premiare, sia in Italia che a livello internazionale, le storie giornalistiche che affrontano – e provano a superare – i paradossi del cibo, dando visibilità anche ai problemi della sostenibilità.

Roma 17/12/2016 - Quanti sanno davvero che le nostre scelte alimentari influiscono sui cambiamenti climatici più di trasporti, riscaldamento degli edifici e consumo di energia elettrica? Eppure è così, perché le sole emissioni di gas serra sono generate per il 31% dalla produzione di cibo, mentre il riscaldamento impatta per un 23,6% e i trasporti “solo” per il 18,5%[1]

Il solo consumo di carne è responsabile del 12% delle emissioni totali, mentre i prodotti lattiero-caseari contribuiscono per il 5%. Tutti dati non trascurabili se si pensa che dal 1990 a oggi, le emissioni di gas serra derivanti dall’agricoltura sono aumentate del 20% e raddoppiate dal 1960. Su questo fronte, però, l’Italia appare più avanti rispetto ad altri grandi Paesi – secondo il Food Sustainability Index sviluppato da The Economist Intelligence Unit per Fondazione Barilla (BCFN), realizzato su un panel di 25 Paesi dei quali 19 del G20, e che analizza i luoghi dove si mangia “davvero bene”, oltre il gusto, ossia dove l'agricoltura è più sostenibile, si spreca meno il cibo e si mangia in modo più equilibrato, senza eccessi e carenze. 

Oggi siamo tra i primi 10 Paesi per agricoltura sostenibile - con ottime performance per la diversificazione nel settore agricolo e la gestione dei consumi idrici – e in Europa segniamo la migliore performance per emissioni di gas serra in agricoltura. Insomma, una situazione che, se da un lato appare positiva per il nostro Paese, richiede ancora grande attenzione e un impegno concreto da parte di tutti, partendo proprio da una maggiore consapevolezza delle sfide ancora da affrontare. Anche per questo, la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrinion (BCFN) ha lanciato, in collaborazione con la Fondazione Thomson Reuters, il Food Sustainability Media Award, un premio internazionale per giornalisti professionisti e talenti emergenti che vogliono far luce sui paradossi del sistema alimentare, con l’obiettivo di raccontare alcuni aspetti ancora poco discussi della sostenibilità alimentare.

Il Food Sustanibility Media Award è stato presentato in occasione del 7° Forum Internazionale di BCFN ed è rivolto a giornalisti, bloggers, freelance e singoli che vogliono presentare i loro lavori, sia inediti che già pubblicati, legati alla sostenibilità alimentare. “Come Fondazione Barilla, insieme alla Fondazione Thomson Reuters, abbiamo sentito l’esigenza di far luce sui paradossi che interessano il sistema alimentare mondiale e provare a trovare delle soluzioni concrete. Ancora oggi, per ogni persona sottonutrita nel mondo ce ne sono due che sono obese o sovrappeso; intanto, un terzo del raccolto di cereali viene utilizzato per dare da mangiare agli animali o per il biocarburante, nonostante il problema della fame e della malnutrizione. Facendo leva sulla forza dei media, il premio si propone di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione della sostenibilità alimentare, coinvolgendo un audience ampio e internazionale proprio per diffondere una nuova cultura del cibo, che vada oltre il semplice gusto”, ha spiegato Luca Di Leo, Head of Global Media Relations, nel corso del suo intervento a Roma alla presentazione del 3° Rapporto Eco-Media dal titolo “L’informazione ambientale in Italia”.

Secondo il Food Sustainability Index, i tre Paesi che stanno operando meglio nella direzione dello sviluppo e della promozione dell’agricoltura sostenibile sono Germania, Canada e Giappone. La Germania si aggiudica il primo posto per l’agricoltura sostenibile, per gli ottimi risultati ottenuti nella gestione delle risorse idriche e per l’utilizzo relativamente basso di pesticidi e fertilizzanti. Il Canada si posiziona al secondo posto grazie agli alti punteggi ottenuti per la qualità dei sussidi, la diversificazione della produzione agricola e l’alta produttività.
Dall’altra parte, ai gradini più bassi della classifica, troviamo India, Emirati Arabi ed Egitto. Per gli Emirati Arabi hanno pesato la scarsità idrica, la poca biodiversità e un pesante impatto ambientale dell’agricoltura sul suolo. Per l’India, invece, le più grandi sfide includeranno un’ottimizzazione nella gestione dell’acqua e una soluzione all’impatto negativo dell’agricoltura nelle risorse idriche.

Food Sustainability Media Award: un premio internazionale per mettere in luce i paradossi del cibo
Il Food Sustainability Media Award è un premio internazionale che si dividerà in tre categorie: giornalismo scritto, video e foto. Per ogni categoria verrà premiato un lavoro inedito e uno già pubblicato. I vincitori premiati per un lavoro già pubblicato riceveranno un premio di 10.000 euro. I vincitori che presenteranno lavori inediti riceveranno come premio un viaggio completamente spesato per partecipare ad un corso di media training sulla sostenibilità della produzione di cibo, organizzato dalla Fondazione Thomson Reuters. Inoltre, i lavori inediti dei vincitori verranno pubblicati sui siti della fondazione Thomson Reuters e della Fondazione BCFN. Gli articoli inediti selezionati verranno distribuiti attraverso l’agenzia di stampa di Reuters che conta circa un miliardo di lettori.

La giuria
Tutti i pezzi selezionati saranno valutati da una giuria d’eccellenza formata da professionisti di primo piano nel campo del giornalismo, della fotografia e delle politiche di sostenibilità alimentare. La giuria include:

·         Founder of the African Journal of Food, Agriculture, Nutrition and Development, Ruth Oniang’o
·         Founder of Food Tank, Danielle Nierenberg
·         Director of La Repubblica, Mario Calabresi
·         Thomson Reuters Foundation Climate Editor, Laurie Goering
·         Environment Correspondent at The Economist, Miranda Johnson
·         Senior Editor at National Geographic Brazil Ronaldo Ribeiro
·         Director of Partnerships, Advocacy and Capacity Development at the Food and Agriculture (FAO) Organisation of the United Nations, Marcela Villarreal
·         Director of Communications at the International Fund for Agricultural Development, Cassandra Waldon
·         Director of Global Advocacy for the Jamie Oliver Food Foundation, Olly Buston

I pezzi potranno essere presentati dal 9 gennaio fino al 31 maggio 2017 e i partecipanti potranno iscriversi al contest attraverso il sito web del Food Sustainability Media Award: www.goodfoodmediaaward.com . I lavori di tutti i finalisti saranno resi pubblici sul sito a partire dalla metà di ottobre. I vincitori di ogni categoria saranno annunciati durante l’ottavo Forum Internazionale della Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) il 5 dicembre 2017.


Per saperne di più visitawww.barillacfn.com/it/media_award



Thomson Reuters Foundation
La Fondazione Thomson Reuters, divisione filantropica del più grande provider di informazione, opera per promuove in tutto il mondo il progresso socio-economico. L’organizzazione gestisce iniziative che informano e collegano persone in tutto il mondo: accesso ad assistenza legale gratuita, formazione media e training, visibilità mediatica per storie meno conosciute e la Organizzazione della Trust Woman Conference.
Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition
La Fondazione BCFN è un centro di ricerca multidisciplinare che analizza le cause e gli effetti che le relazioni economiche, scientifiche, sociali e ambientali hanno sull’alimentazione. Produce contenuti scientifici che possono essere utilizzati per informare ed aiutare le persone ad una scelta responsabile per quanto riguarda alimentazione, nutrizione, salute e sostenibilità.






[1] BCFN, Eating Planet, dati relativi alle emissioni di gas serra delle famiglie europee, p. 115-116. Cfr, Tukker A., B. Jansen, Enviromental Impacts of Products.

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *