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mercoledì 11 aprile 2018

Cambiamenti climatici. Artico: un pianeta troppo caldo - 13 aprile collegamento Green Cross e CNR-DTA con la base Dirigibile Italia

Un pianeta troppo caldo:
dall'Artico una lezione sui cambiamenti climatici

Green Cross e CNR spiegano agli studenti le sfide della ricerca sul Global Warming

Se ci si trova al Polo Nord è praticamente impossibile essere scettici sui cambiamenti climatici. 
Qui l'inverno ha cambiato la sua fisionomia e anche la geografia viene ridisegnata da questi cambiamenti con implicazioni importanti per gli ecosistemi: l'aumento della tundra e delle aree vegetate spingono alcune specie a muoversi nell'entroterra alla ricerca di cibo. 
Questo vale anche per il mare: la diminuzione del ghiaccio favorisce l'assorbimento di calore, amplificando il processo di riscaldamento globale. 
Cosa sta succedendo all'Artico? E perché gli scienziati si sono spinti fino ai Poli per fare ricerche sul clima e sull'ambiente? 
Lo scopriranno gli studenti che parteciperanno all'incontro "Un pianeta troppo caldo", promosso dall'Ong ambientalista Green Cross e dal Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-DTA), venerdì 13 aprile a Explora il Museo dei Bambini di Roma (via Flaminia 82, ore 10).
Cinquanta bambini di quarta e quinta elementare dialogheranno con i ricercatori in missione al Polo Nord in video-collegamento con la base Dirigibile Italia del Cnr a Ny-Ålesund, Isole Svalbard: scopriranno l'importanza della raccolta di dati scientifici per lo studio dei processi che sono alla base dei cambiamenti climatici in Artico e l'impatto che hanno alle nostre latitudini. 
I ricercatori illustreranno i nuovi esperimenti che stanno svolgendo per spiegare gli effetti sulle regioni polari delle polveri e degli inquinanti (aerosol) e residui della combustione (Black Carbon) prodotti dalle attività umane, trasportati dal vento dalle nostre latitudini fino al Polo.
«Il Black Carbon quando si deposita sulla superficie altera le proprietà di riflettività della neve e del ghiaccio, accelerandone lo scioglimento - spiega Emiliano Liberatori, responsabile della stazione artica Dirigibile Italia del Cnr, che condurrà il collegamento in videoconferenza -. Anche lo scioglimento del permafrost, il terreno perennemente ghiacciato delle regioni polari, ha delle conseguenze sul riscaldamento globale a causa del rilascio in atmosfera di ulteriori quantità di gas serra che intrappolano la radiazione termica emessa dalla superficie terrestre. L'inquinamento ha causato al Polo Nord un aumento della temperatura di 1,3 gradi negli ultimi 20 anni. Le trasformazioni dell'Artico non rappresentano solo un segnale dell'impatto dei cambiamenti climatici ma costituiscono un fattore di accelerazione del riscaldamento, anche alle nostre latitudini. Da qui, la necessità di raccogliere dati e informazioni che aiutino a migliorare i modelli di previsione».
L'appuntamento di Green Cross e Cnr al Museo Explora si inserisce nell'ambito della campagna di promozione del concorso nazionale Immagini per la Terra, organizzato in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e con il sostegno di Acqua Lete.l


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martedì 10 aprile 2018

Cambiamenti climatici: dalla montagna al mare 25 anni di effetti del climate change

Dalla montagna al mare, 25 anni di effetti del climate change

La Rete di ricerca ecologica a lungo termine (Lter), coordinata per l'Italia dal Consiglio nazionale delle ricerche, ha raccolto e analizzato numerose serie di dati sul lungo periodo relativamente a ecosistemi montani e acquatici: aumentano le temperature di suoli e acque e, con esse, la copertura vegetale e la presenza di specie termofile. 

I risultati dell'indagine aiutano a comprendere i cambiamenti climatici in atto e il peso dell'impatto antropico.

Negli ultimi due decenni la copertura vegetale nelle aree montane è aumentata e, con essa, la durata della stagione vegetativa e la presenza di specie 'termofile', cioè legate a climi più miti. 

Sono alcuni dei dati che emergono dalle ricerche di Lter Italia, la Rete di ricerca ecologica a lungo termine che svolge indagini multidisciplinari in materia ambientale su scale temporali pluridecennali. 

 Presente in tutto il mondo, la Rete in Italia conta 25 siti e 80 stazioni di ricerca distribuite su tutto il territorio nazionale, ed è coordinata dal Consiglio nazionale delle ricerche attraverso il Dipartimento di scienze del sistema Terra e tecnologie per l'ambiente (Dta-Cnr).

La rivista internazionale Science of the Total Environment ha dedicato un volume speciale alle ricerche delle Reti Lter: due gli studi a firma italiana, nei quali sono coinvolti, in particolare, gli Istituti Cnr per lo studio degli ecosistemi (Ise), per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom) e di scienze marine (Ismar).

Nel primo studio, dedicato agli ecosistemi montani è stato analizzato l'effetto del cambiamento climatico su Alpi e Appennini sulla base di dati provenienti da venti siti in Italia, Svizzera, Austria e inclusivo anche di ecosistemi d'acqua dolce, come i laghi alpini. 

"L'analisi delle lunghe serie di dati ambientali a disposizione ha dimostrato l'importante ruolo degli ecosistemi d'alta quota come 'sentinelle' del riscaldamento globale. Essi, infatti, rispondono molto rapidamente ai fattori climatici, mostrando alterazioni non solo nelle temperature, ma anche nelle condizioni del suolo, nella copertura vegetale e nei cicli degli elementi", afferma Michela Rogora (Ise-Cnr). 

"Inoltre, abbiamo evidenziato effetti ecologici a breve termine dovuti ad ondate di calore, siccità prolungate o precipitazioni intense, cioè gli eventi climatici estremi di cui è previsto un aumento di frequenza".

Il secondo articolo ha riguardato, invece, l'analisi di 22 diversi ecosistemi acquatici: laghi di montagna, subalpini e artificiali, acque lagunari e marine costiere di Alto Adriatico, Golfo di Napoli, Sardegna e promontorio di Portofino. 

"In questo caso, tra le principali tendenze abbiamo riscontrato un aumento della temperatura delle acque superficiali stimata nei laghi subalpini in +0.2 °C per decade dagli anni '70", afferma Alessandra Pugnetti (Ismar-Cnr). 

"Ciò produce importanti effetti su tutta la rete trofica planctonica, agendo sugli organismi sia direttamente sia indirettamente, attraverso modifiche della struttura della colonna d'acqua. In particolare, assistiamo ad un'espansione dell'areale di distribuzione di alcune specie planctoniche termofile, come alcuni crostacei, che va di pari passo con un'anticipazione stagionale e una maggiore durata dei picchi di sviluppo delle specie coinvolte. Inoltre, si è riscontrata una tendenza al fenomeno dell'oligotrofizzazione: una riduzione dei nutrienti disponibili e della clorofilla, la cui concentrazione si è ridotta, in alcuni ambienti, fino al 50 % nelle ultime due decadi".

Altri ricercatori del Cnr hanno partecipato a un terzo articolo sull'evoluzione a lungo termine delle deposizioni atmosferiche di zolfo e azoto e sul loro impatto sugli ecosistemi forestali. "Le reti Lter sono uno strumento utile per affrontare i problemi ambientali in una prospettiva globale", afferma il coordinatore della rete Lter Italia Giorgio Matteucci (Isafom-Cnr). 

"L'analisi sul lungo periodo, unito all'approccio multidisciplinare e al confronto tra ecosistemi diversi, permette di valutare efficacemente sensibilità e resilienza degli ecosistemi, evidenziare elementi comuni e differenze legate al cambiamento climatico e alle attività antropiche locali".


Roma, aprile 2018

La scheda
Chi: Rete Lter Italia, coordinata dal Consiglio nazionale delle ricerche, con la partecipazione di Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom), Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise), Istituto di scienze marine (Ismar), Istituto per l'ambiente marino-costiero (Iamc), Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente (Irea), Istituto di biologia agro-ambientale e forestale (Ibaf), Istituto di biometeorologia (Ibimet) e il coinvolgimento di più 50 tra università, enti di ricerca, enti territoriali.

Che cosa:
-    Rogora et al. 2018. 'Assessment of climate change effects on mountain ecosystems through a cross-site analysis in the Alps and Apennines. Science of the Total Environment', 624: 1429-1442. 
-       Morabito et al. 2018. 'Plankton dynamics across the freshwater, transitional and marine research sites of the LTER-Italy Network. Patterns, fluctuations, drivers'. Science of the Total Environment, 627: 373–387. 
-    Vuorenmaa et al. 2018. 'Long-term changes (1990–2015) in the atmospheric deposition and runoff water chemistry of sulphate, inorganic nitrogen and acidity for forested catchments in Europe in relation to changes in emissions and hydrometeorological conditions. Science of the Total Environment', 625: 1129–1145


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martedì 3 ottobre 2017

Energia e clima: scenari e tecnologie per decarbonizzazione economia italiana

Risultati immagini per clima
Illustrati oggi a Roma, presso il Cnr, i volumi 'Il catalogo delle tecnologie energetiche', a cura di Enea e Cnr, e 'Scenari di sviluppo del sistema energetico nazionale', a cura di Rse e Politecnico di Milano che delineano gli strumenti per orientare politiche e investimenti nazionali verso tecnologie e sistemi di produzione low-carbon.


Sono state presentate oggi a Roma da Cnr, Enea, Fondazione Eni Enrico Mattei, Ispra, Politecnico di Milano e Rse, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, le due pubblicazioni elaborate nell’ambito del Tavolo tecnico sulla decarbonizzazione dell’economia, istituito dalla Presidenza del consiglio dei ministri con il coinvolgimento di oltre 70 rappresentanti di istituzioni pubbliche centrali e locali, università ed enti di ricerca impegnati sul fronte del cambiamento climatico e della pianificazione energetica. I due volumi sono: 'Il Catalogo delle tecnologie energetiche', a cura di Enea e Cnr, e 'Scenari di sviluppo del sistema energetico nazionale', a cura di Rse e Politecnico di Milano.

L’iniziativa è stata al centro dell’evento 'Il ruolo delle tecnologie e degli scenari energetici nel percorso di decarbonizzazione', che ha visto lapartecipazione del responsabile del Tavolo tecnico Raffaele Tiscar, attualmente capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente, dei Presidenti del Cnr Massimo Inguscio, dell’Enea Federico Testa, di Ispra Stefano Laporta, di Rse Stefano Besseghini e dei rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico, Confindustria, Commissione europea, Snam, Terna e Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem).

I due volumi, disponibili online[1], delineano gli strumenti per orientare politiche e investimenti nazionali verso tecnologie e sistemi di produzione low-carbon che permettano all’Italia di centrare gli obiettivi fissati dal pacchetto Ue Clima-Energia 2030.

'Il catalogo delle tecnologie energetiche', a cura di Enea e Cnr, raccoglie le più avanzate soluzioni per la decarbonizzazione sotto forma di un database open source suddiviso per macro-aree (fonti tradizionali, rinnovabili, efficienza energetica negli usi finali e sistemi cogenerativi e di accumulo). Fornisce informazioni puntuali sull’impatto economico e ambientale delle tecnologie (comprese quelle emergenti ma ad alta potenzialità a lungo termine), la loro applicazione per industria, trasporti e settore civile e le best practice sia a livello nazionale che internazionale.

'Scenari di sviluppo del sistema energetico nazionale', a cura di Rse e Politecnico di Milano, illustra i modelli di riferimento per la pianificazione delle politiche su clima ed energia, valutandone il potenziale impatto sul sistema energetico, ambientale ed economico, con analisi di dettaglio sul settore elettrico. Gli stessi modelli sono stati utilizzati per elaborare lo Scenario energetico ed emissivo di Riferimento preso in considerazione nella nuova Strategia Energetica Nazionale, che evidenzia che per raggiungere gli obiettivi Ue al 2030 è necessario integrare le attuali politiche con ulteriori misure di sostegno. Entrambe le pubblicazioni si candidano ad assumere un ruolo centrale di supporto in vista dell’adozione della Strategia energetica nazionale 2017 e per l’elaborazione del prossimo Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, previsto dall’Unione per l’energia.



Roma, 3 ottobre 2017


[1]  Le pubblicazioni saranno disponibili su tutti i siti dei coordinatori (Cnr, Enea, RSE, Politecnico di Milano), di Ispra e Feem.

lunedì 2 ottobre 2017

Ambiente: domani a Roma convegno su "Il ruolo delle tecnologie e degli scenari energetici nel percorso di decarbonizzazione”


Domani martedì 3 ottobre (ore 10) si terrà a Roma (CNR, sala Marconi, piazzale Aldo Moro 7), il convegno “Il ruolo delle tecnologie e degli scenari energetici nel percorso di decarbonizzazione”, con la partecipazione del responsabile del Tavolo tecnico sulla decarbonizzazione dell’economia Raffaele Tiscar, attualmente capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente, dei presidenti Massimo Inguscio (CNR), Federico Testa (ENEA), Stefano Laporta (ISPRA), Stefano Besseghini (RSE) e di rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico, Confindustria, Commissione europea, Politecnico di Milano, Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), Snam e Terna. 

Nel corso dell’evento saranno presentate le due pubblicazioni elaborate nell’ambito del Tavolo tecnico, istituito nel 2016 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Per maggiori informazioni: http://www.dsctm.cnr.it/it/il-ruolo-delle-tecnologie-e-degli-scenari-energetici-nel-percorso-di-decarbonizzazione.html .


I giornalisti che intendono partecipare sono pregati di scrivere a ufficiostampa@cnr.it

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