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domenica 7 gennaio 2018

AMBIENTE: AICS, SU SHOPPER COMPOSTABILI ASSURDA RETROMARCIA MINISTERO SALUTE

Entra in vigore l'obbligo di utilizzare gli shopper compostabili a pagamento per l'acquisto di prodotti ortofrutticoli sfusi nei supermercati. Sembra che il prezzo medio dovrebbe attestarsi a 0,03 centesimi. Pur con un costo così esiguo oggi si è scatenata l'ira di molti, finita inevitabilmente sui social media. E mentre chi è a favore di azioni strutturali in favore dell'ambiente spende il proprio tempo a cercare di far ragionare i più riottosi, risolve tutto il Ministero della Salute che pochi minuti fa fa una parziale retromarcia che ha dell'incredibile.

"Premesso che in Francia c'è già una legge approvata che vieta tutta la stoviglieria in plastica (produzione e vendita) a partire dal 2020, che anche in Italia noi stessi in AICS lavoriamo ad una PDL in tal direzione, e che quindi si tratta di una strada già delineata, dovremmo fermarci un attimo a riflettere sul nostro futuro e sul futuro dei nostri figli e parlare di numeri facili da comprendere prima di andare su tutte le furie" Così Andrea Nesi responsabile ambiente di AICS

"Anche ammesso che un utente utilizzi 10 sacchetti per 3 volte a settimana (un'enormità), il costo totale per 12 mesi sarebbe € 43 (10 sacchetti x 3 giorni a settimana x 4 settimane x 12mesi = 1440 sacchetti x 0,03 cent = 43 euro). Però il contributo in favore dell'ambiente sarà di 1440 sacchetti di plastica in meno. Noi pensiamo che sia giusto procedere in tal direzione" Continua Nesi

"Pochi minuti fa però, il ministero della salute rilancia con un comunicato che ha dell'assurdo. Potrete portare i sacchetti da casa ma devono essere compostabili e non utilizzati in precedenza, demandando al supermercato il controllo che i sacchetti siano appunto nuovi. Una vera assurdità che si ritorcerà contro chi l'ha messa in campo  pensando forse più al 4 marzo che non all'ambiente ad alla nostra salute. Speriamo vivamente che non depotenzino questa lodevole iniziativa smentendo il comunicato o che provveda il Ministero dell'Ambiente a mettere il punto su questa ridicola iniziativa" Conclude Nesi



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SACCHETTI BIO. BASTA POLEMICHE. L’ITALIA DOVREBBE PUNTARE AD ELIMINARE LA PLASTICA MONOUSO


SACCHETTI BIO. BASTA POLEMICHE. L'ITALIA DOVREBBE PUNTARE
AD ELIMINARE LA PLASTICA MONOUSO

ROMA 07/01/2017 - Come Marevivo siamo favorevoli a qualsiasi tipo di norma che abbia come obiettivo la riduzione dei rifiuti. L'Italia sta facendo piccoli passi avanti e presto ci auguriamo di sostituire il più possibile la plastica monouso e tutti gli imballaggi non riciclabili che paghiamo in modo occulto e rappresentano una minaccia per l'ambiente. È quanto è stato proposto anche dalla Commissione europea che il 16 gennaio durante la prima sessione plenaria a Strasburgo presenterà una serie di misure contro gli imballaggi e i prodotti monouso inquinanti.

Le polemiche di questi giorni dimostrano che il nostro Paese è poco sensibile al problema dell'inquinamento. I cittadini non si rendono conto che pagare oggi 2 centesimi per un sacchetto biodegradabile, consentirà in futuro di risparmiare costi inestimabili per i danni ambientali che la plastica sta provocando al nostro Pianeta, in particolare al mare. Inoltre, introdurre una norma che implica un costo per ogni sacchetto ha sicuramente ottimi risultati. In altri Paesi, in particolare in Inghilterra, l'introduzione di una tassa, la "plastic bag charge", 5p su ogni sacchetto, ha portato a un crollo dell'85% dell'uso dei sacchetti di plastica monouso. Il Regno Unito sta prevendendo di tassare anche i bicchieri monouso del caffè che entro cinque anni saranno banditi. Solo in questo modo potremmo incentivare il riciclo e sensibilizzare i cittadini.

«Il problema non è il sacchetto biodegradabile – spiega Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo – ma tutti gli imballaggi che continuano ad inquinare ed andrebbero ridotti e correttamente riciclati. Alluminio, acciaio, pellicola non sono materiali sostenibili e l'attività di riciclo non è ancora sufficiente per cui c'è un alto rischio che finiscano in mare. Dovremmo puntare ad eliminare anche i guanti "usa e getta" non biodegradabili che si usano nei reparti di frutta e verdura perché hanno un forte impatto ambientale. Come Marevivo proponiamo di usare le proprie borse in tela, le retine e i sacchetti di carta riciclata. Il nostro Governo deve puntare alle "tre R" riduci, riusa, ricicla. La polemica sui sacchetti di questi giorni ci sembra sterile e non tiene conto del gigantesco problema dell'inquinamento da affrontare».

Circa 10 milioni di tonnellate di plastica arrivano ogni anno negli oceani del mondo, una seria minaccia per l'ambiente marino. Gli esperti stimano che la plastica sia ogni anno la causa di morte per oltre un milione di uccelli marini e per 100.000 mammiferi marini e tartarughe.

«Una gestione virtuosa – continua Rosalba Giugni - sarebbe auspicabile ovunque come quella degli ecocompattatori che raccolgono lattine e bottiglie e rilasciano un piccolo incentivo agli utenti che con il loro gesto aiutano a riciclare in modo corretto i rifiuti che a fine vita rappresentano una ricchezza, materiale da riutilizzare. Questa pratica è presente ovunque in Germania dando ottimi risultati sia per i comportamenti virtuosi dei cittadini, sia per il recupero e il riuso di plastica e alluminio».


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