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lunedì 4 maggio 2020

FASE 2: IL CONOU AUGURA BUON LAVORO ALL'ITALIA, PER RIPARTIRE NEL SEGNO DELL'AMBIENTE

CONOU AUGURA BUON LAVORO ALL'ITALIA, PER RIPARTIRE NEL SEGNO DELL'AMBIENTE

Dal 4 maggio una campagna radio nazionale a sostegno della Filiera e del Paese


Roma, 4 maggio 2020 – L'Italia riparte, recuperando il tempo perduto, pur nella necessità di mantenere alta la vigilanza durante tutto il prossimo periodo di graduale ritorno alla normalità. È un messaggio di speranza per il futuro quello che andrà in onda a partire da oggi su alcune tra le principali radio nazionali, che il CONOU - il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati - ha voluto rivolgere alle realtà produttive della sua Filiera e all'intero Paese.

Le aziende di raccolta e di rigenerazione dell'olio usato, migliorandosi di anno in anno, hanno conseguito l'obiettivo di completare il ciclo (dell'economia circolare) degli oli lubrificanti, recuperando totalmente un rifiuto pericoloso e trasformandolo in una nuova risorsa preziosa con i benefici ambientali ed economici che ne derivano.
L'impegno della Filiera CONOU non è mai venuto meno neanche durante la fase più acuta dell'emergenza COVID 19 e ora che si riparte sarà ancora maggiore, per mantenere il primato europeo conquistato in questi anni e facilitare il riavvio del lavoro.

La campagna radiofonica, affidata all'attore e doppiatore Luca Ward, già voce nel colossal "Il Gladiatore", vuole essere, attraverso il richiamo alla costanza ed efficacia del lavoro del Sistema CONOU, un augurio all'Italia che vuole riprendere a lavorare e che non si arrende.

"Con questo spot abbiamo voluto augurare di cuore 'buon lavoro' all'Italia che si rimette in moto, che riapre le attività economiche e che, con la forza e la tenacia che ci ha contraddistinto nel secondo dopoguerra, si risolleva e riprende la sua corsa. Nonostante le difficoltà incontrate, la nostra Filiera è riuscita a garantire sia il servizio di raccolta che le attività di rigenerazione, anche se in presenza di una consistente riduzione dei volumi. Da questo grande impegno siamo chiamati ora a ripartire per tornare più forti di prima e contribuire alla ripresa complessiva del Paese" ha dichiarato Paolo Tomasi, Presidente del CONOU.



Il CONOU

Il CONOU dal 1984 ad oggi ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo così la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro.
Sotto la guida del Presidente Tomasi dal 2003, ha continuato la sua progressione d'eccellenza diventando un esempio virtuoso di economia circolare, collocando l'Italia ai massimi livelli europei e internazionali. Traguardi che sono stati raggiunti anche grazie a una continua e capillare attività di formazione e informazione svolta sul territorio, allo scopo di sensibilizzare e sostenere ogni anello della catena in grado di contribuire al successo della filiera e alla circolarità 100% (di raccolta e rigenerazione) di cui oggi possiamo essere fieri. 

venerdì 22 dicembre 2017

CONOU: storia di un’eccellenza europea dell’economia circolare

Mauro Spagnolo -  direttore di Rinnovabili.it -  intervista  Paolo Tomasi presidente del CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, unica realtà nazionale a difendere l’ambiente dal potenziale inquinamento generato dall’olio lubrificante usato.



Attualmente in Italia si raccoglie e si avvia al riciclo ben il 98% dell’olio lubrificante usato, con 8 anni di anticipo rispetto ai limiti previsti dalla legge comunitaria. Il CONOU si colloca quindi come capofila e riferimento per tutta l’Unione Europea. Se ho ben capito voi esporterete il vostro modello in altri paesi UE?

In effetti l’Italia da tempo è considerata un modello per questo tipo di attività. Per prima cosa perché noi abbiamo una tradizione nel settore della raccolta dell’olio lubrificante usato, e della sua rigenerazione. La normativa di riferimento affonda le sue radici nei lontani anni ’40 quando, per problematiche di altra natura, cioè l’autarchia tipica di quel del periodo, si cercava di utilizzare al meglio tutte le materie prime, e tra queste anche i lubrificanti. S’iniziarono a creare, allora, delle aziende attrezzate per fare un trattamento, chiaramente ancora blando, per la rigenerazione di un elemento fino ad allora considerato unicamente un rifiuto. Poi si è immaginato che il sistema potesse essere industrializzato e quindi sia coloro che raccoglievano che quelli che rigeneravano, diventarono sempre più efficienti fino a motivare i grandi investimenti che consentirono di realizzare vere e proprie raffinerie.

Quali sono queste Aziende?

Attualmente in Italia ne abbiamo due importanti, la Viscolube e la Ramoil, legate a due tecnologie diverse, ma entrambe molto efficienti e stimolo per tante altre attività che oggi fanno parte della filiera del nostro modello consortile. Si tratta davvero di due eccellenze oggi stimate in tutto il mondo.

Facciamo un po’ di conti. Da quando è nato il Consorzio quanto si è risparmiato in termini di mancata importazione di petrolio?

Direi che i numeri sono davvero confortanti. Intanto vorrei spiegare come abbiamo fatto il calcolo. Partendo dal presupposto che dal trattamento, oltre all’olio base, si generano anche gasolio e bitumi, abbiamo inserito nella stima la produzione di tutti e tre i prodotti. Si arriva così a determinare un risparmio di tre miliardi di euro nei 35 anni di attività. Oltre a quello economico ci sono poi altri elementi di risparmio: la riduzione di emissione di CO2, la riduzione di occupazione del suolo con altri insediamenti produttivi, la riduzione di greggio importato e, fattore di grande importanza, il risparmio di acqua.

Qual è l’attuale limite di raccolta dell’olio usato imposto dalla normativa europea?

In realtà la normativa europea stabilisce degli obiettivi che per noi sarebbero francamente trascurabili in quanto siamo molto più avanti: basti pensare che noi trattiamo circa il 98% dell’olio lubrificante usato raccoglibile.

Ammesso che ci siano ancora margini di miglioramento per il lavoro del CONOU, cosa chiederebbe di fare, in più o meglio, agli attori del vostro sistema?

Ai cittadini chiederei di aumentare ancor di più la consapevolezza che stiamo trattano un rifiuto altamente pericoloso e che quindi bisogna evitare il “fai da te”, cioè il cambio dell’olio, ma affidarlo a chi lo fa di professione. Al Governo chiederei di migliorare una legge imperfetta, frutto di tante manipolazioni che mostrano una comprensione parziale dei reali problemi del settore. Ai produttori di rifiuti chiederei di non miscelare tra di loro le diverse tipologie di oli raccolti, oli che se fossero mantenuti separati, consentirebbero un coefficiente di recuperabilità molto più elevato.

E’ questo lo spazio che dobbiamo ancora recuperare per avere un ulteriore aumento di quella piccola percentuale di rigenerazione che ancora ci manca.

Intervista integrale: Rinnovabili.it

martedì 20 giugno 2017

Forum Rifiuti, economica circolare è una grande opportunità ma troppi sono gli ostacoli

Sostenibilità: economica circolare è una grande opportunità ma troppi sono gli ostacoli

Il tema al centro della prima giornata di Ecoforum

Roma, 20 giugno 2017 - Al via oggi la IV edizione dell'EcoForum Rifiuti, organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia​ e Kyoto Club​ con la partnership di CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati). 

Una transizione completa verso un'economia circolare in Europa potrebbe generare risparmi di circa 2mila miliardi di euro entro il 2030; un aumento del 7% del Pil dell'Ue, con un aumento dell'11% del potere d'acquisto delle famiglie e 3 milioni di nuovi posti di lavoro supplementari. Ma per accelerare questa transizione "ci sono ancora degli ostacoli non tecnologici da rimuovere, legislativi, burocratici, autorizzativi", sottolinea Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente, aprendo la prima giornata della IV edizione di Ecoforum organizzato a Roma da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club con la partecipazione di Conou (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati).

Ostacoli e barriere "dovuti a legislazione inadeguata e contraddittoria che vanno rimossi - aggiunge Ciafani - Il bando dei sacchetti di plastica non compostabili, le norme sulle materie prime seconde, la semplificazione delle procedure autorizzative per promuovere l'utilizzo del materiale differenziato da avviare a riciclo continuano ad avere problemi. Senza un intervento mirato in tal senso, la chiusura o la delocalizzazione delle imprese più innovative e sostenibili rischia di diventare la strada più probabile".
Bisogna quindi fissare criteri tecnici e ambientali specifici per stabilire quando, a valle di determinate operazioni di recupero, un rifiuto cessi di essere tale e diventi una materia prima secondaria o un prodotto, non più soggetto alla normativa sui rifiuti, e disposizioni normative specifiche che stabiliscano criteri e requisiti specifici per dichiarare il cosiddetto "End of waste" (come previsto dalla direttiva europea 2008/98/EC e a livello nazionale dall'art. 184 ter del 152/06 ss.mm.ii).

La prima giornata di Ecoforum ha raccontato storie concrete di sviluppo mancato: dai sacchetti compostabili al polverino di gomma proveniente dal trattamento di Pneumatici Fuori Uso (Pfu) negli asfalti, dal processo di trattamento dei pannolini e dei prodotti assorbenti per la persona agli aggregati di materiali provenienti dai rifiuti da costruzione e demolizione per finire ai rifiuti di fonderia al posto di materiali da cava.

Insomma, le opportunità offerte dall'innovazione tecnologica che in questi anni si è fatta travolgente "fa apparire il ritardo nell'adeguamento normativo ormai a un livello patologico", commenta il vice presidente del Kyoto Club Francesco Ferrante. "Manca piano nazionale per lo sviluppo delle raccolte differenziate e per l'impiantistica dedicate nel Centro e Sud Italia soprattutto e per la conservazione della sostanza organica del suolo", ha sottolineato Massimo Centemero, Direttore di CIC (Consorzio Italiano Compostatori).

Un contributo importante ad EcoForum è stato quello di Augusto Paolo Lojudice, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma, per il quale "l'impegno della Chiesa cattolica sui temi ambientali non è certamente nuovo. Come recita l'enciclica papale "Laudato Sì", la matrice della crisi ecologica è umana. Vecchie generazioni sono chiamate a educare e sensibilizzare i giovani al rispetto dell'ambiente e del Creato. Sussiste un forte contatto tra riflessione ambientale e sociale. La sensibilità e l'educazione sono chiave per definizione di un futuro migliore. Evitare ottica individualista per superare i problemi della contemporaneità. Carattere solidale dell'edificazione di un avvenire più positivo per tutti".

Il Conou, in questo senso, rappresenta sicuramente un'eccezione. "I risultati ottenuti da Conou nascono da un passato che ha visto già comportamenti in linea con quelle che sono le nuove direttive – ha detto con grande orgoglio Paolo Tomasi, presidente del Conou -. Un circuito virtuoso che abbiamo avviato 35 anni fa. Quando siamo partirti raccoglievamo il 20% del totale, adesso siamo arrivati al 97% del rifiuto raccolto e lo trattiamo tutto, lo rigeneriamo per intero, e la nostra attività ha prodotto un risparmio di 3 miliardi di euro sulla bolletta energetica nazionale. E' il traguardo finale? No, perché in una logica di economia circolare ci sono sempre spazi che possono essere migliorati.  Non bisogna mai mollare pensando di essere arrivati, c'è sempre qualche spazio in più da poter coprire a vantaggio dell'ambiente e dell'economia perché 'riuso' significa meno suolo consumato, meno materie prime utilizzate, meno Co2 emessa in atmosfera. Economia circolare che significa lavorare in maniera diversa. Significa che non basta produrre nella maniera migliore possibile, ma bisogna predisporre le cose in maniera tale per cui il rifiuto che verrà a generarsi potrà essere riutilizzato. Una strada che, come obiettivo finale, ci dovrebbe portare all'azzeramento della produzione dei rifiuti. Una strada lunga che noi ci approntiamo ad affrontare".

"Le pratiche di recupero delle componenti dei pannelli fotovoltaici sono testimonianza dell'impegno per il futuro. Lo sviluppo tecnologico oggi pone sfide complesse che vanno affrontate tenendo fermo l'ottica prospettica verso il futuro – ha dichiarato Giancarlo Morandi, Presidente Cobat -. Guida per chi opera oggi deve essere il benessere da raggiungere per le generazioni che verranno. L'economia circolare comincia dalla progettazione del prodotto. Abbiamo il problema attualmente di dover avviare a riciclo prodotti che non sono stati pensati per il riciclo. L'avvio di una collaborazione scientifica con il CNR è importante per superare questo tema. La tecnologia può rivelarsi un valido supporto per l'affermazione di un'economia sostenibile: ad esempio, oggi esistono robot in grado di smontare un televisore da riciclare selezionando le sue diverse componenti. Vetro e piombo potranno essere così recuperati integralmente."




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