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martedì 19 giugno 2012

Idroponica: dal 1 Giugno, l'idroponica è “social” su Google+

È ufficiale: dal primo Giugno 2012 Idroponica.it è su Google Plus

Con questa svolta intrapresa dal famoso portale, finalmente le persone potranno avvalersi di una risorsa affidabile nel campo della coltivazione indoor e potranno condividere con il team tutte le informazioni sull' idroponica e l'aeroponica.

Soddisfatto dell'apertura della nuova pagina su Google+, il team di Idroponica.it , sempre attivo e ricettivo su tutte le tecniche per la coltivazione indoor, ricorda che ci sono diversi modi per mantenersi in contatto e restare sempre aggiornati sulle novità dell'idroponica utilizzando Google Plus.
Ecco come. Raggiunta la pagina di Idroponica ( si veda il link sopra ) si possono visualizzare le foto aggiornate dove vedere gli ultimi prodotti e le diverse sezioni sulle quali discutere e informarsi. Ad esempio, cliccando sul pulsante “Post” si visualizzano in un attimo tutte le novità sui prodotti.

Nella bacheca della pagina si possono conoscere molte novità su tutti gli articoli per l' idroponica e la coltivazione indoor. È sufficiente seguire Idroponica.it aggiungendola alle cerchie di Google. Fatto questo semplice passaggio, si avrà accesso a tutte le novità sugli strumenti e le tecniche della coltivazione indoor.

Domande e risposte in tempo reale. È questa la filosofia che vuole sposare Idroponica.it. Il team ha chiesto pubblicamente di mettere alla prova le sue competenze nell'assistenza ai clienti.
Come? Basta provare a porre una domanda a Idroponica postandola direttamente su Google+.

Lorenzo Tempestini
Web marketing Idroponica

lunedì 18 giugno 2012

UPBIO: LA TUTELA DELL' AMBIENTE RISCHIA DI ESSERE CANCELLATA DALL' AGRICOLTURA EUROPEA


UPBIO, l'Unione dei Produttori Biologici di FederBio, l'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, il Fondo Ambiente Italiano, la LIPU, Italia Nostra, Pro Natura e il WWF insieme alla Società Italiana di Ecologia del Paesaggio lanciano l'allarme sulla riforma della Politica Agricola Comune dell'Unione Europea:

 

LA TUTELA DELL'AMBIENTE RISCHIA DI ESSERE CANCELLATA DALL'AGRICOLTURA EUROPEA

 

Le Associazioni degli agricoltori biologici e biodinamici (UPBIO e Associazione per l'Agricoltura Biodinamica), le Associazioni ambientaliste (FAI, LIPU, WWF, Italia Nostra, Pro Natura) e la Società Italiana di Ecologia del Paesaggio hanno inviato al Ministro dell'Agricoltura, Mario Catania, all'Assessore della Regione Puglia, Dario Stefano, in qualità di rappresentante della Conferenza delle Regioni sul tema agricoltura ed ai parlamentari delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato e del Parlamento Europeo una lettera aperta nella quale esprimono la loro preoccupazione per l'andamento del dibattito sulla riforma della PAC.

 

Mentre a Rio de Janeiro si svolge il Summit mondiale dedicato alla green economy la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo 2014 – 2020 rischia di consegnarci un'agricoltura europea poco sostenibile per il clima e l'ambiente.

Le indicazioni del Consiglio Europeo dell'Agricoltura del 15 maggio scorso prevedono infatti una drastica riduzione dell'applicazione del "greening", l'insieme delle pratiche agricole ritenute necessarie per assicurare la conservazione della biodiversità, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la tutela della qualità dell'acqua. Pratiche volontarie per le aziende agricole che, nella proposta della Commissione Europea, darebbero diritto per gli agricoltori virtuosi ad un premio economico supplementare del 30% del pagamento base previsto dal primo pilastro della PAC.

 


ActionAid, Expo2015 e Vandana Shiva - Fare pace con la Terra: l’agricoltura sostenibile per un mondo senza povertà

Domenica 17 giugno presso il Padiglione Italia Vandana Shiva, attivista e ambientalista indiana di fama mondiale, è stata ospite dell'incontro promosso da Expo 2015 durante il quale ActionAid ha presentato i portavoce convenuti a Rio+20 da Africa, America Latina e Asia per presentare possibili soluzioni per un mondo più equo e sostenibile.

Fare pace con la terra, difenderla perché tutti i popoli possano godere del suolo e dell'acqua, delle foreste, delle sementi e della biodiversità, è stata l'esortazione di Vandana Shiva.

"Rio+20 è un summit cruciale per il futuro della Terra, ma il tema della sicurezza alimentare deve rimanere al centro dell'agenda internazionale anche dopo. Questo incontro dove convergono attori istituzionali come il Ministero dell'Ambiente e Expo 2015 e protagonisti della società civile come ActionAid è molto significativo perché gli unici paesi dove si comprende l'importanza della biodiversità sono proprio l'India e l'Italia, che da sempre include nella sua alimentazione il meglio della tradizione contadina" ha affermato Vandana Shiva.


"La piccola agricoltura contadina, in maggioranza donne,  produce il 90% del cibo  in Africa e circa la metà a livello mondiale.  Nonostante ciò, nei Paesi poveri la fame e la povertà continuano ad essere un fenomeno prevalentemente rurale" ha affermato Roberto Sensi, Food Policy Advisor di ActionAid. "I piccoli contadini possono sfamare il mondo e farlo in modo sostenibile ma è necessario che aumentino gli investimenti a loro sostegno."

"Nutrire il pianeta, Energia per la vita è Il tema della prossima Esposizione Universale, Expo Milano 2015, che sarà il più grande evento mondiale che unirà gli stakeholder per discutere e proporre soluzioni che affrontino la sfida di garantire una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta" ha commentato Fosca Nomis, Coordinatrice dei Partecipanti Non Ufficiali di Expo 2015, " Le organizzazioni della società civile sono un partner cruciale per affrontare le sfide di Rio+20 e procedere verso Expo 2015. Rio+20 rappresenta il più importante summit sullo sviluppo sostenibile, Expo 2015 si impegna fortemente a mantenere vivo il dibattito a livello internazionale, creando un ponte ideale tra Rio e Milano" ha concluso Fosca Nomis.

Eni a Rio+20 rinnova il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile

San Donato Milanese (Milano), 18 Giugno 2012 – Eni sarà presente a Rio in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio+20) (http://www.uncsd2012.org/rio20/index.html) che si terrà a Rio de Janeiro, in Brasile, dal 20 al 22 giugno 2012. A vent'anni dall'Earth Summit che si tenne proprio nella metropoli brasiliana nel 1992, Rio+20 ha l'obiettivo di definire la nuova agenda globale per lo sviluppo sostenibile e rinnovare l'impegno della comunità internazionale. Rappresentanti di numerosi Governi, con l'apporto della società civile e delle aziende, discuteranno di misure innovative per ridurre la povertà, promuovendo lavoro dignitoso, utilizzo più equo delle risorse e tutela dell'ambiente.

 

Al summit Rio+20, Eni conferma il suo impegno per lo sviluppo sostenibile e per gli accordi presi 20 anni fa all'Earth Summit, che la vide unica azienda italiana, tra le poche realtà private, che presero parte alla conferenza.

Nel corso degli anni, Eni ha proseguito il percorso tracciato durante l'Earth Summit e ne ha sempre più integrato i relativi principi nella propria strategia di business, maturando un sistema unico di capacità, soluzioni e tecnologie per lo sviluppo sostenibile in termini di produzione e supporto ai processi politici internazionali e adozione di soluzioni innovative.

La storia e il modo di operare di Eni costituiscono leve competitive che hanno permesso di conseguire nel tempo una dimensione internazionale, fondata sui principi di responsabilità, cooperazione, integrazione, inclusione, innovazione e eccellenza.  E' la combinazione di questi elementi distintivi del modello di business che orienta le scelte di investimento, contribuisce alla prevenzione e mitigazione dei rischi e consente di conseguire obiettivi strategici di crescita sostenibile nel breve, medio e lungo periodo.

Partecipare a Rio+20 rappresenta la possibilità  di parlare di sviluppo che vuol dire parlare di energia. Se la crescita economica è il motore di un Paese, l'energia è la chiave di accensione.

Risposte alle sfide dello sviluppo sostenibile possono venire da un lato da efficienza, ricerca e innovazione tecnologica e dall'altro da un mix migliore con preminenza del gas naturale, candidato naturale per coniugare sviluppo e salvaguardia dell'ambiente. E' un tema che Eni conosce bene perché da sempre nella sua storia e nel suo modello di business. Nel giugno del 1952, esattamente 60 anni fa, Enrico Mattei e il Presidente del Consiglio italiano Alcide De Gasperi, inauguravano la prima centrale elettrica a metano in Italia e il primo grande metanodotto che collegava Cortemaggiore a Torino, fornendo le basi per il boom economico del dopoguerra. Un modello che Eni poi ha portato nei paesi in cui opera e di cui oggi la Repubblica del Congo è un esempio significativo.

 

Tra gli obiettivi della presenza di Eni c'è quello di mostrare la capacità dell'azienda nel fornire risposte innovative che coniughino salvaguardia ambientale e sviluppo locale, ad esempio trasformando una pratica non sostenibile dal punto di vista ambientale (il gas flaring, la combustione in torcia del gas associato al petrolio, a causa della mancanza di mercati locali e infrastrutture) in una opportunità di business (valorizzazione del gas associato, e del gas in generale, per favorire l'accesso ai servizi energetici moderni). In questo campo è l'innovativo modello di business sviluppato da Eni nella Repubblica del Congo, dove l'azienda dal 2007 è impegnata in investimenti su larga scala in materia di accesso all'energia. Nella Repubblica del Congo tre quarti della popolazione vive senza avere accesso a fonti di energia moderne. Il Paese è caratterizzato da una forte concentrazione della popolazione nelle principali città di Pointe-Noire e Brazzaville e la maggior parte delle attività industriali è concentrata a Pointe-Noire. È in questo contesto che il governo della Repubblica del Congo ha deciso di sviluppare, in collaborazione con Eni, attiva nel Paese sin dal 1968, un progetto integrato di costruzione e riabilitazione di centrali e delle reti di trasmissione e distribuzione di energia elettrica.

Le centrali rappresentano complessivamente il 60% dell'attuale produzione elettrica del Paese e con il National Electrical Grid project (RIT) si è provveduto alla ristrutturazione della linea ad alta tensione di 220kv tra Pointe-Noire e Brazzaville e di 8 sottostazioni elettriche. L'energia prodotta viene distribuita a Pointe Noire dove, grazie a queste centrali, sono servite oggi circa 310.000 persone. Entro il 2013, attraverso la ristrutturazione ed estensione della rete di distribuzione a bassa tensione di Pointe Noire, altre 140.000 persone potranno beneficiare di una nuova connessione alla rete elettrica.

Eni intende esplorare opportunità per ottimizzare questo approccio di business, integrato con interventi mirati rispetto agli altri obiettivi di sviluppo locale, e replicarlo in nuovi contesti e a questo scopo si relaziona a numerosi partner, primo tra tutti l'Earth Institute della Columbia University.

Affrontare la mancanza di accesso all'energia sostenibile, affidabile ed economica per miliardi di persone, è una delle sfide più  critiche per lo sviluppo. Incrementare l'accesso all'energia è  un elemento chiave per il progresso economico e sociale di ogni Paese ed è ritenuto prioritario per rompere il ciclo della povertà  e raggiungere i Millennium Development Goals delle Nazioni Unite.

Rio+20. La sostenibilita' di Gucci



 

 

COME CAMBIARE IL MONDO ATTRAVERSO LA MODA:

 

GUCCI  PRESENTA LA PROPRIA STRATEGIA SOSTENIBILE A RIO+20

 

 

Milano, 18 Giugno 2012 – Gucci ha il piacere di annunciare la partecipazione a Rio+20, conferenza internazionale sullo sviluppo sostenibile organizzata dalle Nazioni Unite in Brasile dal 20 al 22 giugno. Governi, settore privato, ONG ed altri gruppi, saranno riuniti per discutere di come ridurre la povertà, promuovere una maggior equità sociale e una più incisiva tutela dell'ambiente.

 

Rossella Ravagli, Gucci CSR & Sustainability Manager, interviene all'incontro "Changing the world through fashion", promosso dalla Nordic Fashion Association all'interno del RIO+20 Corporate Sustainability Forum, convegno che ha l'obiettivo di esplorare l'apporto che il comparto moda e abbigliamento può fornire allo sviluppo sostenibile.


Il contributo di Gucci indicherà la strategia del brand sul tema CSR e sostenibilità e l'impegno continuo del marchio per la promozione di un "Valore Sostenibile" come elemento chiave del suo DNA e della sua mission aziendale. Questo percorso implica la valorizzazione di aspetti chiave per Gucci quali il rispetto  dei diritti umani e dei lavoratori, la promozione delle diversità e delle capacità professionali, il rispetto dell'ambiente e della biodiversità, il rispetto degli stakeholders ed il coinvolgimento dei fornitori.

Questo ambizioso progetto è iniziato nel 2004 e ogni anno segna una nuova tappa:


2004: Gucci si distingue come una delle prime realtà nel suo settore ad avviare volontariamente un processo di certificazione in materia di Responsabilità Sociale d'Impresa (SA 8000) che coinvolge la sede di Firenze, i negozi e l'intera filiera produttiva.       

2009: Grazie ad un accordo siglato con Confindustria Firenze, CNA e le parti sociali, Gucci si impegna ulteriormente a valorizzare e promuovere la filiera produttiva quale patrimonio di conoscenze unico e di valore riconosciuto, in una logica di sostenibilità economica e sociale.

 

2010: Gucci aderisce alla moratoria GreenPeace relativa all'espansione dell'allevamento bovino in Amazzonia. L'azienda si mobilita contro il processo di sabbiatura dei jeans denim aderendo alla campagna che ne vieta la pratica. Nello stesso anno, il marchio fiorentino ottiene la certificazione ambientale ISO 14001 e avvia un programma di iniziative eco-friendly per la progressiva riduzione dell'impatto delle attività dell'azienda sull'ambiente. Tra queste la creazione di un nuovo packaging realizzato esclusivamente con carta certificata FSC (Forest Stewardship Council) e riciclabile al 100%.

 

2011: Gucci firma un accordo con i sindacati al fine di agevolare politiche di welfare all'interno dell'azienda e rende possibile la creazione di una nuova forma aggregativa lungo tutta la filiera chiamata "rete d'impresa", finalizzata a rafforzare la competitività del tessuto produttivo del polo fiorentino della pelletteria.

 

2012: Gucci presenta un nuovo packaging riciclabile per gli occhiali (realizzato con carta certificata 100% FSC) che ha un ingombro limitato, con ricadute positive in termini di costi di trasporto ed emissioni di CO2.

A ciò si aggiunge il lancio dei primi prodotti eco-friendly, tra i quali una linea di occhiali eco-sostenibili, realizzati con un innovativo materiale acetato che contiene elementi naturali, un sandalo biodegradabile ed un nuovissimo modello di occhiali da sole realizzati in liquid wood, materiale innovativo sinora mai utilizzato nella produzione dell'eyewear.

 

"I valori che da sempre fanno parte del DNA di Gucci, quali l'impegno a mantenere la promessa del Made in Italy, la qualità assoluta delle materie prime e dei prodotti finiti, si accompagnano ad un atteggiamento responsabile verso le persone, l'ambiente e il territorio. Gucci intende in questo modo consolidare il proprio impegno, contribuendo alla diffusione di buone pratiche, integrandole con esperienze di partecipazione allo sviluppo economico, culturale, sociale ed ambientale. La sfida futura va nella direzione di un maggior impegno nella tracciabilità e nell'ulteriore ricerca di materiali innovativi" commenta Rossella Ravagli, Gucci CSR & Sustainability Manager.   

 

 

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Fondato a Firenze nel 1921, Gucci è uno dei principali marchi mondiali nel settore del lusso. Con una riconosciuta reputazione per la qualità e l'artigianalità italiana, Gucci disegna, produce e distribuisce prodotti in pelle (borse, piccola pelletteria e valigeria), scarpe, abbigliamento, articoli in seta, orologi e gioielli. Occhiali e profumi sono prodotti e distribuiti sotto licenza da realtà leader nei rispettivi settori di riferimento. I prodotti Gucci sono venduti attraverso un esclusivo network di negozi a gestione diretta (390 a Marzo 2012) e un ridotto numero di selezionati department e specialty stores.

 

www.gucci.com

 

 


Uisp Emilia-Romagna promuove gli eventi sostenibili

La UISP - Unione Italiana Sport Per tutti - Emilia-Romagna lancia l'iniziativa "Buone pratiche di sostenibilità in con…corso" per stimolare i propri comitati territoriali e le associazioni affiliate nell'attuazione di buone pratiche di sostenibilità nelle manifestazioni sportive ed eventi che organizzano. Un concorso per confrontarsi e scambiare idee e soluzioni su come ridurre la produzione di rifiuti, il consumo di risorse e migliorare l'impronta ecologica di servizi e forniture scelte.

"La UISP – spiega Manuela Claysset membro del Gruppo Ambiente UISP nazionale - è da tempo impegnata a promuovere il binomio "ambiente e sostenibilità" nel mondo dello sport e più in generale in tutti gli ambiti in cui è attiva come associazione, compreso quello dell'organizzazione degli eventi rispetto a cui sono già state realizzate molte esperienze significative su manifestazioni di carattere nazionale quali, ad esempio, ViviCittà ed i Mondiali Antirazzisti. Proprio partendo da queste esperienze  abbiamo ritenuto importante coinvolgere e stimolare anche la base dell'associazione stimolando e supportando comitati e associazioni."

"È evidente – continua Vincenzo Manco Presidente Regionale UISP Emilia Romagna - che l'obiettivo di questo concorso non è solo "premiare" chi è già attento nella gestione ambientale delle proprie attività, ma anche e soprattutto favorire il miglioramento continuo di tutto il nostro movimento. Per questo nell'ambito del concorso è previsto un seminario formativo e la realizzazione di un manuale specifico su come si organizza una manifestazione sportiva sostenibile e tutti i partecipanti avranno a disposizione un help desk che offrirà loro consulenza su come attuare le migliori pratiche, risolvere le criticità e avere suggerimenti e informazioni sulle principali soluzioni ecologiche disponibili."

Possono partecipare al concorso tutti i comitati, le leghe territoriali e le associazioni affiliate alla Uisp Emilia-Romagna che organizzano, entro il 25 novembre 2012, manifestazioni sportive competitive e non competitive, campus, conferenze, convegni, stage e momenti formativi di uno o più giorni consecutivi, vacanze, gite, concerti e momenti ricreativi rivolti ai soci.

Per maggiori informazioni

www.uisp.it/emiliaromagna/index.php?contentId=1014

Conferenza sui pesticidi in agricoltura domani al Parlamento europeo


Andrea Zanoni (Eurodeputato IdV) partecipa domani al Parlamento europeo ad una conferenza sull'abuso dei pesticidi in agricoltura. 50 anni fa il libro "The Silent Spring". "Ci stanno avvelenando silenziosamente"

 

Andrea Zanoni parteciperà come relatore, domani 19 giugno 2012 al Parlamento europeo, ad una conferenza sull'utilizzo dei pesticidi in agricoltura. Insieme all'International Organization for Biological Control (Iobc), International Biocontrols Manufactures Association (IBMA) e Pesticide Action Network Europe, si parlerà degli effetti nocivi dell'abuso dei pesticidi ed agenti chimici e della strada verso un'agricoltura davvero sostenibile.

"Integrated Pest Management - the way forward to Sustainable Agricultural Production". Questo è il nome della conferenza che, in occasione dei cinquant'anni dalla pubblicazione del libro di Rachel Carson's "The Silent Spring", traccerà un quadro completo e dettagliato dei veleni che vengono utilizzati per coltivare i prodotti che finiscono sulla tavola di tutti gli europei.

Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente, Salute pubblica e Sicurezza alimentare, presiederà la tavola rotonda "The state of the environment in a resource-constrained world" che ospiterà gli interveni di David Pimentel, professore di entomologia ed ecologia al College of Agriculture and Life Sciences (Cornell University) e di David Gee, autor di 'Late lessons from Early Warnings – history of chemistry'.

"L'abuso di pesticidi in agricoltura sta avvelenando silenziosamente la nostra terra. Purtroppo ci sono troppi interessi dietro la loro commercializzazione – afferma Zanoni – conferenze come quella di domani sono basilari per fare luce su un settore dove l'opinione pubblica e i consumatori di tutta Europa vengono tenuti al buio da troppo tempo".

 

ACTIONAID AL VERTICE G20


Nota informativa per la stampa italiana: 18 Giugno 2012, ore 9.00 p.m.

ACTIONAID AL VERTICE G20


COSA: Mentre i leader del G20 si incontrano per discutere di crisi finanziaria europea,  crescita economica, occupazione, sicurezza alimentare e cambiamenti climatici, oltre 3 miliardi di persone vivono con meno di due dollari al giorno.  ActionAid e le altre più importanti ONG sono al vertice G20 per offrire ai media internazionali una prospettiva diversa sulle possibili soluzioni8 che il G20 dovrebbe adottare per le popolazioni più povere del mondo. La prossima settimana sarà, infatti, estremamente importante per il destino dei Paesi più poveri: prima il G20, poi il Summit di Rio+20 sullo sviluppo sostenibile, saranno momenti decisivi per trovare nuove soluzioni che facciano ripartire lo sviluppo globale, senza lasciare indietro le popolazioni più povere

QUANDO: 18-20 giugno, Hotel Grand Faro, Media Center

domenica 17 giugno 2012

ActionAid: Stop all’ uso di biocarburanti che causano la fame


Stop all'uso di biocarburanti che causano la fame e la violazione dei diritti umani nei Paesi poveri.
Il Pieno che lascia a secco i poveri, è il Rapporto di ActionAid che analizza l'impatto della politica europea  in materia di biocarburanti sulla sicurezza alimentare e l'accesso alla terra nei Paesi poveri.

Rio de Janeiro – 18 giugno 2012 Per contrastare i cambiamenti climatici nel 2009, con l'approvazione della Direttiva sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili,  l'Unione Europea ha assunto impegni ambiziosi stabilendo che entro il 2020, il 20% dell'energia e il 10% dei carburanti consumati dovranno provenire da fonti rinnovabili.

I biocombustibili - bioliquidi e biocarburanti - svolgeranno un ruolo chiave per il raggiungimento di questi target, ma la loro produzione rappresenta una grave minaccia  per la sicurezza alimentare e i diritti umani dei Paesi poveri.

Attualmente la maggioranza dei biocarburanti è ricavata da prodotti agricoli alimentari come mais e zucchero di canna per etanolo e olio di palma, colza, oleaginose e soia per biodiesel.

La crescente domanda agricola per fini energetici in Europa contribuisce in modo determinante all'aumento dei prezzi alimentari e della loro volatilità. La domanda di biodiesel, ad esempio, contribuirà a tenere i prezzi di oli vegetali e  semi oleaginosi rispettivamente del 36% e del 20% più elevati nel 2020.

La produzione di biocarburanti è anche la principale responsabile dell'aumento degli investimenti di land grabbing. Stime al ribasso indicano che 37,2 milioni di ettari di terra, il 50% dei quali nell'Africa sub-sahariana, sono stati acquisiti negli ultimi anni per produrre materie prime agricole da destinare al mercato dei biocombustibili

L'Italia è un attore importante degli investimenti in terra per biocarburanti. Secondo i dati raccolti da ActionAid, a partire dal 2008 almeno sei imprese italiane hanno realizzato investimenti per produrre biocombustibili in Senegal su una superficie totale di 145.000 ettari, ovvero il 3,8% del totale della terra agricola del Paese.

Il rischio che questi investimenti rappresentano per la sicurezza alimentare, per l'accesso alla terra e alle risorse naturali e per il rispetto dei diritti umani è enorme. Tuttavia, l'Unione Europea non ha ancora adottato alcun criterio di sostenibilità sociale capace di evitare questi impatti negativi.
"E' molto grave che l'Unione Europea e il Governo italiano continuino a ignorare che la politica sui biocombustibili sta facendo crescere il prezzo del cibo e sta costringendo le persone nei paesi più poveri ad abbandonare le proprie terre" sostiene Roberto Sensi, Food policy Advisor di ActionAid. "È importante che il governo italiano riconosca questi rischi e mandi un segnale chiaro attivandosi sia a livello nazionale che europeo per l'adozione di criteri di sostenibilità sociale stringenti e per una revisione complessiva della politica europea in materia di biocombustibili" conclude Roberto Sensi.
Alla vigilia del Vertice di Rio de Janeiro sullo sviluppo sostenibile dei prossimi 20-22 giugno, è importante sottolineare come la produzione su larga scala di biocarburanti non rappresenti una soluzione alle sfide dei cambiamenti climatici e tantomeno un'opportunità per lo sviluppo dei Paesi poveri.



ActionAid è una organizzazione indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell'esclusione sociale, presente in circa 50 Paesi nel mondo che agisce principalmente attraverso programmi a lungo termine in Asia, Africa e America Latina con l'obiettivo di ottenere un mondo senza povertà e senza ingiustizia, dove ogni persona possa godere pienamente dei propri diritti, a partire dal diritto al cibo.

ZANZARA TIGRE Convegno 27 giugno 2012


"ZANZARA TIGRE"

Strategie di intervento e metodi efficaci di contrasto

 

Il convegno si terrà il 27 giugno 2012 alle ore 18,00 nella sede della LIPU di Ostia Lido (Roma).

 

Si tratta di un evento per fare chiarezza su come è necessario intervenire per contrastare le zanzare, senza incorrere in pericoli per la salute e per l'ambiente.

I Relatori saranno tecnici e specialisti di varie discipline: Entomologi, Biologi, Medici, ecc. provenienti da varie Università e qualificati Enti di Ricerca.

 


ActionAid, Expo2015 e Vandana Shiva a Rio+20: fare pace con la terra

Fare Pace con La terra: l'agricoltura sostenibile per un mondo senza povertà

Domenica 17 giugno ore 15 locali

Padiglione Italia - Parque dos Atletas - Barra da Tijuca

Expo 2015 invita a un incontro con Vandana Shiva e gli esperti di diritto al cibo di ActionAid.

Quali le proposte sulla sicurezza alimentare nei paesi del Sud del mondo, incluse testimonianze dai progetti che ActionAid sviluppa in coordinamento con i partner locali.

Una occasione per approfondire alcuni dei temi che verranno affrontati anche durante l'Esposizione Universale di MIlano del 2015.

Ospiti da Senegal, Bolivia, Brasile, Bangladesh e India.

Alla fine dell'incontro verrà offerto un buffet a km zero.



venerdì 15 giugno 2012

Discarica Terra a Paese: al via la raccolta firme per dire basta amianto.


Discarica Terra a Paese: al via la raccolta firme per dire basta amianto.

Paeseambiente invita tutta la cittadinanza a firmare la petizione per impedire il ritorno dei rifiuti di amianto in un'area densamente abitata.

 

Domenica 17 giugno, alle ore 9.00 in Piazza a Paese (TV), inizia la raccolta firme organizzata da Paeseambiente per la petizione popolare contro la riapertura della Discarica Terra, tra Castagnole e Porcellengo e indirizzata ai Sindaci dei Comuni di Paese e Treviso, al Presidente della Provincia di Treviso, al Presidente della Regione Veneto, al Ministro dell'Ambiente, al Presidente della Repubblica, al Parlamento Europeo ed alla Commissione Europea.

L'iniziativa popolare, promossa, oltre che da Paeseambiente, anche da Legambiente di Trevignano (TV), intende fermare il progetto del Gruppo Mosole che prevede il ritorno a Paese dei rifiuti di amianto, uno dei materiali più cancerogeni al mondo e causa di morte per migliaia di persone.

La discarica, che si trova a poche centinaia di metri dalle abitazioni, secondo le stime porterà una quantità di rifiuti pari a 460.000 metri cubi all'anno, trasportati da circa 45.000 camion che circoleranno per almeno dieci anni sulle nostre strade ogni giorno.

Il Comune di Paese, che ha già 29 cave e ben 13 discariche, 3 delle quali contenenti già rifiuti di amianto, potrebbe venire così sommerso ancora da materiale cancerogeno ed inquinante.

Tutta la cittadinanza  e le generazioni future ne verranno danneggiate.

Già nel 2005 Paeseambiente raccolse ben 2157 firme per una petizione simile a questa e che contribuì alla chiusura della discarica stessa.

L'invito, quindi, rivolto a tutti è a firmare in numerosi per fermare questo scellerato progetto che per il tornaconto di pochi mette a rischio la salute di molti deprezzando il patrimonio immobiliare di tutti.

La raccolta delle firme continuerà fino al 30 settembre 2012.

I moduli della petizione possono essere richiesti telefonando al numero 349 8109087 o scrivendo a paeseambiente@ecorete.it.

 

Gruppo Paeseambiente


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