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martedì 16 ottobre 2018

Capannori è il primo Comune in Toscana per la raccolta differenziata


Pubblicata la certificazione 2018 della Regione 
CAPANNORI E' IL PRIMO COMUNE IN TOSCANA PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: RAGGIUNTO L'88,13%

L'assessore Francesconi: "Siamo molto soddisfatti di questo risultato che testimonia il grande impegno della città di Capannori nel portare avanti la strategia Rifiuti Zero"

Capannori è il Comune più efficiente in Toscana per la raccolta differenziata. Con una percentuale dell'88,13% si è infatti piazzato al primo posto assoluto nella classifica della certificazione regionale 2018, relativa ai dati dello scorso anno, pubblicata ieri (15 ottobre) della Regione. Il territorio amministrato dal sindaco Luca Menesini riesce quindi a migliorare il risultato dello scorso anno, quando si era piazzato al primo posto fra i Comuni sopra i 15 mila abitanti. La percentuale della differenziata, inoltre, è aumentata di circa un punto e mezzo, visto che nella certificazione dello scorso anno si era attestata al 86,66%.

Un altro dato positivo è quello che riguarda la quantità di rifiuto non riciclabile annuo pro capite, che passa da 59,9 chilogrammi del 2017 ai 55,1 chilogrammi del 2018, particolarmente al di sotto del "muro" dei 100 kg di indifferenziato.

"Siamo molto soddisfatti di questo risultato che testimonia il grande impegno della città di Capannori nel portare avanti la strategia Rifiuti Zero – commenta l'assessore all'ambiente, Matteo Francesconi -. Amministrazione comunale ed Ascit, che ringrazio per l'indispensabile ruolo svolto nella gestione dei rifiuti, da sempre sono particolarmente attenti alla qualità e all'efficienza del servizio. Un servizio che viene costantemente migliorato grazie all'ascolto dei cittadini. Proprio questi miglioramenti ci hanno fatto compiere un ulteriore passo in avanti nella classifica conquistando così il primo posto. Traguardi come questo si possono raggiungere solo con forte gioco di squadra, a cominciare dai cittadini che ogni giorno effettuano la raccolta 'porta a porta' e dai lavoratori di Ascit, che tengo a ringraziare sentitamente. Ringrazio anche il Centro Ricerca Rifiuti Zero per il supporto e per i progetti per la riduzione dei rifiuti, a cominciare dalle Famiglie a Rifiuti Zero. Infine tengo a sottolineare come tutto questo è stato ottenuto senza gravare sulla tariffa, che è invariata dal 2012 risultando fra le più basse in Toscana".

Nella certificazione 2018 della raccolta differenziata, Capannori si è piazzato davanti a Londa, Comune della Città metropolitana di Firenze (87,99%) e a Serravalle Pistoiese, in provincia di Pistoia (85,94%). La media regionale, invece, si attesta al 53,89%, mentre quella dei 100 Comuni dell'Ato Toscana Costa è del 58,66%.

Tra i motivi dell'eccellenza di Capannori ci sono alcune caratteristiche del servizio come l'alta frequenza dei ritiri, la raccolta specifica del verde e dei pannolini, e il compostaggio domestico. Fattori, questi, che hanno permesso di  ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati.


Nella foto: un operatore effettua la raccolta dei rifiuti porta a porta  

sabato 4 novembre 2017

Sostenibilità ambientale. Ecosistema Urbano 2017 in Toscana




ECOSISTEMA URBANO 2017
il rapporto di Legambiente sulle performance ambientali delle città capoluogo

IN TOSCANA esempi virtuosi per trasporto pubblico locale, isole pedonali, verde urbano,
consumi idrici, sharing mobility e forme innovative di mobilità


C'è un'Italia delle città che ha già cambiato passo. Che gestisce il ciclo dei rifiuti come e meglio di tante altre realtà europee, che ha cambiato stili di mobilità, trovato la formula giusta per depurare gli scarichi, contenere i consumi idrici e lo sperpero d'acqua potabile, che investe sulle rinnovabili, che ha significative esperienze di rigenerazione degli spazi pubblici. Questa smartness, ossia questa capacità di alcuni capoluoghi di proiettarsi verso un nuovo modello urbano - più sano, più vivibile, più accessibile, più efficiente, più moderno - emerge nitidamente dall'insieme dei dati di Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, l'annuale rapporto sulle performance ambientali delle città capoluogo realizzato con il contributo scientifico dell'Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.

Luci e ombre anche sulle città toscane che eccellono in alcuni indicatori del rapporto e devono fare molti passi avanti in altri. A parte qualche eco/performance di primato nazionale, come nel caso di Siena (per le piccole città) che primeggia nel trasporto pubblico locale ed esempi virtuosi come Firenze per mobilità nuova, sharing mobility la strada è ancora lunga. 

Nel complesso abbiamo una buona presenza di isole pedonali, gli alberi, un buon trasporto pubblico nella domanda e nell'offerta, bassi consumi di acqua, ed una sufficiente qualità dell'aria ma ci sono ancora molti aspetti da migliorare quali l'allarme rosso per la produzione dei rifiuti, le dispersioni della rete idrica, i consumi energetici, l'elevato  numero di motocicli circolanti e il tasso di incidentalità stradale. Pisa (37° nazionale) è prima a livello regionale, seguita da Siena (44°), Arezzo (48°), Firenze (51°), Lucca (55°), il resto delle città sono quasi tutte in fondo classifica.

"Ci aspettavamo di più dalla Toscana – dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana – non foss'altro per le qualità endogene delle sue matrici territoriali. Purtroppo invece, al di là di qualche lodevole performance sui nuovi sistemi di mobilità (Car sharing, Bike sharing e TPL) il quadro generale non può che essere definito mediocre, con 5 città su 10 addirittura sotto la sufficienza (< 50%)".

In Ecosistema Urbano il punteggio viene assegnato sulla base dei risultati qualitativi nei 16 indicatori considerati dal rapporto che coprono sei principali tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia.

Dando, invece, uno sguardo complessivo, il quadro che emerge è il seguente. Sul fronte aria per una visione d'insieme della qualità dell'aria, le città sono state divise in cinque classi: nella prima, la migliore, compaiono quelle che rispettano tutti i valori guida OMS - più restrittivi rispetto alle norme UE - per Pm10, Pm2,5 e NO2. Nell'ultima compaiono invece i centri urbani che superano per almeno due parametri i limiti della normativa comunitaria sia per Pm10 e Pm2,5 che per NO2 e O3. Troviamo una buona qualità dell'aria a Grosseto, sufficiente ad Arezzo, Pisa, Pistoia e Siena mentre insufficiente per le altre

Per il biossido di azoto, dove almeno una centralina ha registrato medie annue superiori ai 40 microgrammi/mc Firenze scavalca il limite di oltre il 50% in almeno una centralina. Per il rumore, invece, non ci sono dati pubblici aggiornati sufficienti per un confronto e una valutazione approfondita. La legge quadro sull'inquinamento acustico del 1995 ha previsto l'obbligo per i Comuni di realizzare un piano di classificazione acustica del proprio territorio, prologo delle necessarie azioni di risanamento. Dopo 20 anni c'è ancora un 75% dei Comuni che non solo non ha abbassato il rumore, ma non ha nemmeno approvato il piano. 

Legambiente nel 2017 ha riscontrato eccessivi livelli di rumorosità nell'80% dei rilevamenti effettuati in 11 città campione. Nei centri urbani con più di 250mila abitanti l'analisi dell'evoluzione delle concentrazioni medie annue di Pm10 tra il 2016 e il 2012 conferma questo trend, con cali dei valori consistenti a Firenze tra le città toscane.

Si tende a considerare fisiologica una dispersione idrica inferiore al 10-15% dell'acqua immessa in rete.  Il dato sulla dispersione dell'acqua nei capoluoghi toscani conferma la seguente situazione: tra il 20 e 35% ci sono le città di Siena, Livorno, Arezzo, Firenze, Pistoia e Lucca. Oltre il 35% Prato e Grosseto.

Nel 2016 si è registrato a livello nazionale un incremento del +2,27% della raccolta differenziata passata dal 45,15% del 2015 al 47,42% del 2016. Per la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti si registra un valore che fa posizione le città toscane al di sotto della media: a parte Lucca, infatti, tutte le altre appartengono alle classi insufficienti e scarse. 

Nel 2016 la produzione pro capite di rifiuti urbani nei comuni capoluogo varia da 366 kg/anno a 799 kg/anno, con una media di 536 kg che torna a crescere rispetto all'anno precedente (530 kg). Tra le 14 città che superano i 650 kg/abitante/anno, due sono della Toscana dove ogni abitante produce più di 2 chili al giorno: Massa, Pisa.

Le politiche di mobilità mostrano invece in Toscana un trasporto pubblico efficiente sia nella domanda che nell'offerta, con il primato di Siena a livello nazionale tra le piccole città e Firenze settima tra le grandi.
Tutte le altre città, ad eccezione di Grosseto annoverata tra le peggiori, sono nella media. Positivi, anche, i risultati della tranvia di Firenze che trasporta 13 milioni di persone l'anno.

Ci sono poi diversi centri urbani che cominciano a praticare forme di mobilità nuova: a Firenze, Pisa più del 50% degli abitanti cammina, pedala, usa i mezzi pubblici. La sharing mobility è una realtà per un milione di italiani. Firenze tra le città con la maggiore offerta di mobilità condivisa. L'estensione delle isole pedonali nei Comuni capoluogo, negli ultimi tre anni di rilevazione, risulta stabile intorno a 0,40m2 per abitante. Lucca e Firenze fanno parte delle 12 città più camminabili che hanno un valore almeno doppio rispetto alla media.

Se da una parte cresce la voglia di una mobilità alternativa, dall'altra in Italia l'auto resta ancora il mezzo di trasporto più ingombrante come si evince dal tasso medio di motorizzazione: 624 auto ogni 1000 abitanti. Nel nostro Paese un tasso inferiore o uguale a 500 auto per 1.000 abitanti solo a Firenze insieme ad altre poche città.

Dati lievemente incoraggianti ma ancora molto lontani da livelli ottimali arrivano dal solare termico e fotovoltaico: tra le migliori città  Arezzo (4°) nella classifica.

Infine gli alberi: a quattro anni di distanza dall'approvazione della legge nazionale 10/2013 Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, soltanto il 62% dei capoluoghi è stato in grado di fornire un bilancio del numero di alberi esistenti in aree di proprietà pubblica (strade e parchi). Nonostante un tasso di risposta ancora insoddisfacente tra le  21 città che presentano una dotazione superiore a 20 alberi/100 abitanti spicca Arezzo.

Sono molte le città in cui la metà o più degli spostamenti privati vengono effettuati dai loro cittadini con mezzi a motore (auto o moto). A dimostrare invece come sia ancora lontano un livello minimo di qualità e pianificazione ci sono diversi capoluoghi in cui questa percentuale è uguale o maggiore al 75%. Per le auto circolanti in media confermano sostanzialmente i dati dello scorso anno. 

Ad eccezione di Firenze (4°) che viene annoverata tra le grandi città migliori e Livorno (8°), le altre superano la soglia delle 60 auto ogni 100 abitanti e sono tutte a metà o fine della lista. Ancora peggio per i motocicli ogni 100/ab dove con qualche piccola eccezione il resto sono tutte da bollino nero. Tranne che per Pistoia, altissimo e allarmante anche il tasso incidentalità stradale in quasi tutte le città toscane nello specifico a Lucca dove il numero delle vittime è di 10 ogni 100 abitanti.


CLASSIFICA FINALE ECOSISTEMA URBANO

Pos.
Città

Pos
Città

Pos
Città

1
Mantova
76,80%
36
Nuoro
55,88%
71
Taranto
45,10%
2
Trento
75,31%
37
Pisa
55,67%
72
Varese
45,09%
3
Bolzano
75,01%
38
Ravenna
55,57%
73
Campobasso
44,52%
4
Parma
74,94%
39
Trieste
55,06%
74
Genova
44,08%
5
Pordenone
71,86%
40
Vicenza
54,35%
75
Bari
43,63%
6
Belluno
71,68%
41
Ascoli Piceno
54,14%
76
Pescara
43,36%
7
Macerata
70,12%
42
Padova
54,09%
77
Lecce
43,14%
8
Verbania
69,71%
43
Avellino
52,89%
78
Caltanissetta
42,93%
9
Treviso
68,03%
44
Siena
52,88%
79
Grosseto
42,72%
10
Oristano
64,37%
45
Verona
52,82%
80
Prato
42,38%
11
Cremona
63,48%
46
Piacenza
52,65%
81
Torino
42,26%
12
Udine
63,33%
47
L'Aquila
52,21%
82
Pistoia
41,57%
13
Cosenza
62,92%
48
Arezzo
51,93%
83
Ragusa
41,01%
14
Reggio Emilia
62,56%
49
Brescia
51,55%
84
Alessandria
40,17%
15
Biella
61,82%
50
Asti
51,28%
85
Matera
40,11%
16
Sondrio
61,63%
51
Firenze
51,10%
86
Napoli
39,30%
17
La Spezia
61,01%
52
Cagliari
50,87%
87
Crotone
39,29%
18
Teramo
60,42%
53
Sassari
50,75%
88
Roma
38,79%
19
Savona
60,21%
54
Modena
50,55%
89
Latina
38,01%
20
Lodi
59,79%
55
Lucca
50,44%
90
Messina
36,18%
21
Venezia
59,41%
56
Isernia
50,01%
91
Vibo Valentia
35,77%
22
Bologna
59,15%
57
Livorno
49,33%
92
Potenza
35,62%
23
Perugia
58,41%
58
Lecco
48,93%
93
Trapani
35,61%
24
Pesaro
58,01%
59
Catanzaro
48,87%
94
Monza
34,66%
25
Gorizia
57,98%
60
Terni
48,80%
95
Caserta
34,56%
26
Bergamo
57,31%
61
Rieti
48,69%
96
Massa
34,00%
27
Vercelli
57,27%
62
Salerno
48,57%
97
Siracusa
33,17%
28
Ferrara
57,19%
63
Reggio Calabria
48,00%
98
Agrigento
31,60%
29
Rimini
57,12%
64
Rovigo
47,16%
99
Frosinone
31,03%
30
Forlì
56,96%
65
Chieti
46,51%
100
Catania
29,45%
31
Milano
56,84%
66
Como
46,46%
101
Palermo
28,90%
32
Ancona
56,44%
67
Novara
46,07%
102
Viterbo
28,83%
33
Cuneo
56,43%
68
Imperia
45,85%
103
Brindisi
26,78%
34
Aosta
56,39%
69
Pavia
45,68%
104
Enna
22,74%
35
Benevento
55,91%
70
Foggia
45,54%




Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano (Comuni, dati 2016)
Elaborazione: Ambiente Italia




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