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venerdì 12 febbraio 2010

KyotoClub: green economy con rinnovabili efficienza energetica


Logo Kyoto Club
Roma, 12/02/2010

In attesa di un accordo globale sul clima, i Governi puntino su efficienza energetica e rinnovabili.

Gli impegni sul clima dei grandi paesi, le difficoltà di arrivare a breve ad un accordo vincolante, la richiesta delle imprese italiane al Governo di sostenere la 'green economy' emersa da un sondaggio realizzato dal Kyoto Club, sono stati alcuni dei temi al centro del convegno "Dopo Copenhagen. Le sfide energetiche e ambientali del 2020", svoltosi oggi a Roma.

Dopo il deludente esito della conferenza sul clima di Copenaghen dello scorso dicembre «ci troviamo di fronte alla prospettiva di una lunga fase di tessitura della tela diplomatica», ha detto Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, nel corso del convegno organizzato a Roma dall'Associazione, dal titolo "Dopo Copenhagen. Le sfide energetiche e ambientali del 2020" (presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio).
«Rispetto alle ottimistiche aspettative che avevano preceduto il summit danese oggi sembra sia mutata l'atmosfera e, quindi, arrivare ad un accordo globale vincolante è un processo tutto in salita», ha detto Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club.
Per comprendere queste difficoltà sono state riassunte gli impegni e le proposte in campo dei paesi chiave della trattativa sul clima: Stati Uniti, Unione Europea e Cina.
Gli Stati Uniti, al momento, hanno dichiarato un impegno a tagliare le emissioni del 17% rispetto al 2005, una percentuale che si riduce al 4% se il riferimento è fatto sul 1990. A questa data di riferimento la riduzione della CO2 per l'UE è di almeno il 20% (target legalmente vincolante). Tuttavia se il paragone è rispetto al 2005, il taglio degli Usa diventa superiore a quanto indicato dall'Europa.

La Cina, che insieme agli Usa è responsabile del 40% delle emissioni mondiali, ha dato la sua disponibilità a ridurre al 2020 l'intensità delle emissioni di anidride carbonica (emissioni per unità di Pil) del 40-45%. Questo obiettivo non si discosta molto rispetto al trend del passato, anche se l'impegno non sarà irrilevante a causa dell'aumento del peso delle industrie energivore. In ogni caso, visti i tassi di crescita dell'economia, le emissioni di CO2 cinesi saranno più che raddoppiate alla fine del decennio, malgrado la riduzione dell'intensità di carbonio.
Se si considerano, poi, tutte le proposte di riduzione degli altri paesi, industrializzati ed emergenti, molti studi arrivano alla conclusione che così si raggiungerebbe un livello di concentrazione di gas serra in atmosfera tale da provocare un aumento della temperatura media globale stimabile in 3-3,5 gradi centigradi, molto distante da quella "soglia critica" dei 2°C rispetto ai valori pre-industriali (uno dei pochi punti fermi dell'Accordo di Copenhagen) che potrebbe invece scongiurare conseguenze catastrofiche sia a livello ambientale che economico.
Di fronte allo stallo della politica e agli interessi delle superpotenze un fatto nuovo sembra però affermarsi ovunque: la crescita della 'green economy'. «É forse questo l'unico comparto che ha superato quasi indenne la crisi economica, malgrado non siano mancati anche qui morti e feriti», ha detto Silvestrini. «Solo per fare un esempio, le potenze del fotovoltaico e dell'eolico installate nel mondo nel 2009 – continua il direttore scientifico del Kyoto Club - hanno fatto registrare valori record rispetto all'anno precedente e in Europa il 61% di tutta la nuova potenza elettrica installata è da fonti rinnovabili, una quota inimmaginabile solo pochi anni fa».
Nel corso del Convegno è stato presentato un sondaggio (vedi pdf in basso) curato dal Kyoto Club e rivolto alle imprese con l'obiettivo di ottenere impressioni e valutazioni sugli sviluppi post - Copenhagen. E' interessante notare come il 54% degli intervistati non ritenga che il ritardo o la mancanza di accordi internazionali quantificati e vincolanti possa influire in modo determinante sulle decisioni di investimento nelle nuove tecnologie e nelle energie rinnovabili. Piuttosto, l'andamento di questi mercati è maggiormente legato all'innovazione tecnologica e all'evoluzione della crisi economica.
Dal sondaggio (che non aveva il carattere di scientificità ma che ha comunque registrato un alto numero di risposte, 120), la stragrande maggioranza degli intervistati (92%) ha dichiarato che spetterà ai singoli Governi assumere l'iniziativa, con misure e azioni coerenti sia con l'obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro i 2°C, sia con quello di rendere più competitivo il mercato nazionale.

«I risultati più interessanti del sondaggio - ha commentato Francesco Ferrante - sono quelli che confermano che nel nostro Paese è già presente una diffusa realtà imprenditoriale, soprattutto costituita da piccole e medie imprese, che sta già scommettendo su un futuro "low carbon" e che basa la propria sfida competitiva sull'innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale. Purtroppo queste realtà non sono ancora adeguatamente rappresentate e non vengono abbastanza ascoltate dalla politica. Ma è questa la strada da percorrere se vogliamo correre insieme agli altri Paesi europei incontro al futuro».
DOCUMENTAZIONE CONVEGNO
(pdf)

Comunicato Stampa

Esito sondaggio Kyoto Club: "Valutazioni e aspettative delle imprese sul dopo Copenhagen"

Presentazione Gianni Silvestrini (Speranze e strategie del dopo Copenhagen)
Direttore scientifico Kyoto Club
Presentazione Sergio Castellari (La sfida dei cambiamenti climatici)
Senior Scientist CMCC e IPCC Focal Point Nazionale
Presentazione Stephen Lowe (Le prospettive del post 2012)
Consigliere Affari Globali Ambasciata Britannica

martedì 13 ottobre 2009

Master Safe: Kyoto o non Kyoto, questo il dilemma.

"Kyoto o non Kyoto, questo il dilemma.

Un dubbio amletico alla vigilia di Copenhagen."

Lo scorso 9 ottobre si è svolta a Roma, presso il tempio di Adriano, la Cerimonia di Chiusura e Consegna dei Diplomi della decima edizione del Master Safe in Gestione delle Risorse Energetiche. Nel corso della Cerimonia sono state consegnate le targhe del decennale Safe a C. Clini ed alla BKW, Warstila, Edison e Enel.

Nella sua relazione introduttiva il Presidente della Safe, il dott. Raffaele Chiulli ha ripercorso un anno di lavoro della Safe e del Centro Studi riassumendo le varie tappe tematiche dell'edizione del master appena conclusasi, sottolineando l'importante ruolo dell'energia come volano per il rilancio economico e la necessità di valutare attentamente l'applicazione delle stringenti norme del pacchetto Clima-Energia "20-20-20". Chiulli fa notare come il futuro dell'energia si baserà ancora per molto tempo sulle fonti fossili e che il gas coprirà il 30% dell'intero fabbisogno di energia nel 2030. "Appare necessario, però – sottolinea il Presidente della Safe – una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti e la presenza di infrastrutture di trasporto e stoccaggio più flessibili e più adeguate alla domanda". La diversificazione delle fonti, la sicurezza degli approvvigionamenti, la tutela ambientale e la competitività del sistema produttivo esigono però un "ribilanciamento" del mix di generazione elettrica ed il potenziamento delle relative infrastrutture di rete. Chiulli evidenzia come una valida alternativa ai combustibili fossili sia costituita "dall'energia che non costa" e sottolinea quindi la necessità di continuare ad alimentare il circolo virtuoso del risparmio energetico, di promuovere la cultura della valorizzazione dei rifiuti, di attivare percorsi di informazione e formazione per aumentare la consapevolezza e la conoscenza sul tema dei rifiuti. A conclusione del suo intervento il Presidente della Safe fa notare come il futuro dell'energia sia da individuare sempre di più nel campo delle rinnovabili, i cui ambiziosi obiettivi potranno essere raggiunti solo attraverso l'impegno dei vari governi. La Legge Sviluppo, il Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili, le Linee Guida Nazionali per l'autorizzazione alla costruzione ed esercizio di impianti FER sono alcuni provvedimenti che il Governo Italiano sta varando per promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente, aggiornando la platea sul recente incontro preliminare alla COP15 di Bangkok, ha illustrato i diversi approcci con i quali i vari paesi si presenteranno a Copenhagen. L'Europa assumerà un orientamento basato su obblighi vincolanti di medio periodo e teso a fissare obiettivi di riduzione delle emissioni per ogni paese, riproponendo di fatto il modello di Kyoto. Su posizioni differenti si porranno Usa, Canada ed Australia più orientate ad un approccio basato su accordi commerciali e sullo sviluppo di tecnologie. Altro orientamento è quello dei paesi emergenti come Cina, India, Brasile, Indonesia che non hanno nessuna intenzione di sottoscrivere accordi vincolanti, ma che stanno mostrando di reagire alla riduzione delle emissioni attraverso progetti nazionali di sviluppo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica. Per questi Paesi resta fondamentale raggiungere accordi che possano consentire investimenti da parte dei paesi industrializzati, per la cooperazione tecnologica a sostegno della loro crescita. Finora, tuttavia – ha continuato Clini – "l'unico modello di abbattimento delle emissioni che sta funzionando è quello della riduzione delle attività per effetto della crisi economica mondiale".

A Guido Bortoni, Capo Dipartimento per l'Energia del Ministero dello Sviluppo Economico, è stato affidato il compito di illustrare le novità normative in tema di rinnovabili. "Non possiamo più permetterci la politica del non fare" ha esordito Bortoni ricordando l'importanza e l'urgenza di autorizzare impianti e relative infrastrutture ausiliarie e di rete, ne' possiamo – ha proseguito Bortoni - chiuderci all'interno dei nostri confini e rinunciare al contributo che dall'esterno ci può far raggiungere i target definiti". Le linee guida nazionali per l'autorizzazione degli impianti da FER sono giunte ormai ad un "testo abbastanza maturo" con debolezze che dovranno essere risolte tra istituzioni, mentre con l'applicazione della legge "Sviluppo" si cercherà di rendere il sistema di incentivazione più esplicito, "visibile, contabilizzabile e commisurabile con gli obiettivi assegnati", attraverso una incentivazione definita "dedicata" ai vari tipi di attività. Dal 2011 dunque sarà avviato un nuovo sistema di incentivi che avrà come obiettivo primario "l'incremento del rendimento e dell'efficienza attraverso una dinamica che spingerà le imprese al miglioramento energetico."

Nel corso dell'evento Tore Björkman, Vice Presidente Wärtsilä, ha illustrato i risultati della ricerca "Power scenarios 2023: Global Scenarios of Electricity Production and Use" che prospetta scenari diversi per produzione e uso di energia elettrica al 2023, differenti per livelli di sviluppo delle rinnovabili e politiche energetiche più o meno "verdi" anche in relazione all' evoluzione tecnologica.


martedì 14 luglio 2009

Kyoto Club: Convegno Solare termodinamico, un'opportunità per industria italiana. Roma, 16 luglio


Roma, 14 luglio 2009

Solare termodinamico - Desertec. Un'opportunità per l'industria italiana

Roma, giovedì 16 Luglio 2009

Sala del Refettorio, Camera dei Deputati - Palazzo San Macuto (via del Seminario 76). Orario 9-13

Dopo la conferenza di Monaco di Baviera del 13 luglio, in occasione della quale è stato presentato il programma Desertec, Kyoto Club organizza a Roma, il prossimo 16 luglio, un convegno che farà il punto sulle prospettive del solare termodinamico per il nostro sistema di imprese.

Desertec mira a soddisfare, entro la metà del secolo, il 15% della domanda elettrica europea con centrali solari localizzate nei paesi del sud del Mediterraneo e con colossali investimenti che sfioreranno i 400 miliardi di euro.
I prossimi anni ci diranno quale tecnologia solare (fotovoltaico o termodinamico) risulterà più efficace.

In ogni caso, si apre per le tecnologie solari a concentrazione un vasto mercato nell'ambito del calore di processo a media temperatura, della climatizzazione estiva e della desalinizzazione.
A fronte delle enormi potenzialità di sviluppo delle tecnologie solari in Europa e nei paesi africani della sponda sud del Mediterraneo, la nostra industria sta preparandosi a giocare un ruolo importante.

L'iniziativa di Kyoto Club si propone, quindi, di mettere a fuoco le condizioni necessarie per favorire il coinvolgimento dell'industria italiana nell'ambito di progetti che prevedono nei prossimi anni installazioni per migliaia di megawatt.
Saranno presenti al convegno rappresentanti del Governo, della ricerca e delle industrie impegnate nel settore.

Programma (pdf)

La partecipazione al convegno è gratuita. Per accedere alla sala i signori devono indossare la giacca.

E' necessario effettuare la registrazione scrivendo a: i.pinardi@kyotoclub.org

________________________________________________

Leonardo Berlen

Comunicazione Kyoto Club / Responsabile Qualenergia.it

tel. 06 45439791 fax 06 45439795

e-mail: l.berlen@kyotoclub.org

www.kyotoclub.org - www.qualenergia.it

mercoledì 8 luglio 2009

Kyoto Club: Solare termodinamico, opportunità per l'industria italiana" - Roma, 16 luglio

Solare termodinamico, un'opportunità per l'industria italiana. Un convegno a Roma

Il Kyoto Club organizza a Roma, giovedì 16 luglio, un convegno dedicato allo sviluppo della tecnologia solare termodinamica e al ruolo che l'industria italiana potrà giocare a livello internazionale in questo settore.

Il solare a concentrazione o termodinamico avrà un ruolo determinante nello sforzo alla "decarbonizzazione" delle economie industrializzate e, con oltre due milioni di posti di lavoro al 2050, sarà uno dei settori trainanti della terza rivoluzione industriale ed energetica. L'affermazione è tratta dal recente rapporto "Global Concentrating Solar Power Outlook 09" pubblicato e redatto da Greenpeace insieme a Estela (European Solar Thermal Electricity Association) e SolarPACES.

Nel report si stima che, nel caso di uno scenario avanzato, il solare termodinamico potrebbe riuscire a fornire il 7% circa dell'elettricità mondiale al 2030 e il 25% al 2050, con una produzione pari a circa a 7.800 TWh (miliardi di kWh). La capacità installata potrebbero toccare quota 1.500 GW.

In questo ambito si pone "Desertec", l'ambizioso progetto che ha l'obiettivo di produrre elettricità da un enorme impianto solare termico a concentrazione nel deserto del Sahara con una potenza di circa 100 GW. Almeno una ventina di aziende tedesche si incontreranno a Monaco di Baviera il 13 luglio per presentare e discutere il progetto che dovrà essere supportato dalla creazione di una potente di rete distribuzione dell'energia elettrica con l'Europa.

Sull'onda dell'interesse della conferenza di Monaco, il Kyoto Club organizzerà a Roma, il prossimo 16 luglio, un convegno che farà il punto sulle prospettive del solare termodinamico per il nostro sistema di imprese, dal titolo "Solare termodinamico - Desertec. Un'opportunità per l'industria italiana".

Desertec mira a soddisfare, entro la metà del secolo, il 15% della domanda elettrica europea, con investimenti che sfioreranno i 400 miliardi di euro.

A fronte delle enormi potenzialità di sviluppo delle tecnologie solari in Europa e nei paesi africani della sponda sud del Mediterraneo, anche la nostra industria vuole prepararsi a giocare un ruolo importante.

L'iniziativa del Kyoto Club si propone, quindi, di mettere a fuoco le condizioni necessarie per favorire il coinvolgimento dell'industria italiana nell'ambito di progetti che prevedono nei prossimi anni installazioni per migliaia di megawatt.

Saranno presenti al convegno del 16 luglio rappresentanti del Governo, della ricerca e delle industrie impegnate nel settore.

Approfondimenti presentati al convegno:

• Situazione attuale a livello di impegno industriale (ricerca e produzione)

• Attività delle Regioni (iniziative esistenti e previsioni nei Pear)

• Potenzialità in Italia al 2020

• Possibilità di inserirsi nel mercato internazionale

Solare termodinamico - Desertec. Un'opportunità per l'industria italiana

Roma, giovedì 16 Luglio 2009

Sala del Refettorio, Camera dei Deputati - Palazzo San Macuto (via del Seminario 76). Orario 9-13

Programma (pdf)

La partecipazione al convegno è gratuita. Per accedere alla sala i signori devono indossare la giacca.

E' necessario effettuare la registrazione scrivendo a: i.pinardi@kyotoclub.org

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Leonardo Berlen

Comunicazione Kyoto Club / Responsabile Qualenergia.it

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