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venerdì 4 aprile 2014

Numero 22, suite del futuro. Soligno e sanabita al Green Village - Superstudio 13, via Forcella 13 - 8-13 aprile



presentano
Numero 22. La suite che è un viaggio nel futuro.
Materie prime naturali senza additivi per l'esperienza della natura in un interno.
Una suite di 60 metri quadrati che è il prototipo di una nuova concezione di ospitalità.
Dove: Green Village - Superstudio 13, via Forcella 13, Milano
Quando: 8-13 aprile 2014


L'occasione del prossimo Fuorisalone è quella che vede il debutto di una struttura che si pone come modello per il settore della ricettività turistica nel suo complesso. Soligno e sanabita presentano Numero 22, un modulo di 60 metri quadrati di superficie realizzato in puro legno e il concorso di cinque professionalità – progettuali, artistiche e produttive – per un'esperienza al di fuori di ogni canone esistente in fatto di ricettività turistica e, in particolare, alberghiera.
Materie prime naturali senza additivi e uno studio rigoroso dell'ambiente di destinazione per realizzare il massimo comfort interno e l'ottimizzazione delle funzioni di riscaldamento e climatizzazione, realizzate secondo standard di sostenibilità e azzeramento degli sprechi.
Immagini in alta risoluzione del progetto sono scaricabili al link:
https://www.dropbox.com/home/Fuorisalone2014
Save the Date: sabato 12 aprile ore 10-12 il progetto verrà presentato dai protagonisti - Superstudio 13, via Forcella 13.

In tutta Italia è il weekend del riuso! con Mercatopoli Day e Baby Bazar Party - 5 e 6 aprile

Mercatopoli, la catena di negozi del riuso che ha rivoluzionato il mondo dell'usato e Baby Bazar, il mercatino dedicato all'infanzia, apriranno i battenti questo primo weekend di ottobre per quanti vogliano scoprire un nuovo modo di consumare, più consapevole e più attento all'ambiente. Si possono trovare tutte le informazioni sui punti vendita d'Italia che aderiscono all'iniziativa sui siti www.mercatopoli.it e www.babybazar.it.

Sabato 5 e domenica 6 aprile arriva il Mercatopoli Day, la festa del network creato da per ripensare il mondo del consumo e del riuso. Nei punti vendita Mercatopoli d'Italia, in giorni specifici o durante tutto il weekend, a discrezione dei punti vendita, si celebra il cambio di stagione con occasioni per tutti i clienti e chi vuole scoprire queste realtà: musica, laboratori, eventi e molto altro ancora!

Sabato 5 e domenica 6 aprile sarà anche il giorno del Baby Bazar Party: i negozi dell'usato dedicato all'infanzia aprono i battenti a una weekend volto a far conoscere questo nuovo modo di concepire il consumo per creare un mondo migliore per i nostri figli. Laboratori per bambini e genitori, dimostrazioni, coinvolgimento di realtà locali e, in alcuni punti vendita, la collaborazione di qualche famosa mascotte per celebrare il riuso in un momento di divertimento. 

Mercatopoli e Baby Bazar vogliono quindi celebrare l'arrivo della stagione primaverile e l'estate con una giornata eco-sostenibile per clienti abituali e allo stesso tempo per far conoscere il mondo dell'usato a chi non ha ancora avuto accesso a questo affascinante mondo.

I Mercatopoli Day e i Baby Bazar Party sono eventi promossi dal network nazionale che si svolgono due volte l'anno, per avvicinare alla parte ludica del riuso e far comprendere le possibilità ambientali ed economiche offerte dall'usato. Mercatopoli e Baby Bazar sono infatti realtà preziose per il territorio: dare nuove possibilità alle merci consente di eliminare gli sprechi e salvaguardare l'ambiente, attuando un effettivo impatto sulla riduzione dei rifiuti. Gli articoli che Mercatopoli e Baby Bazar espongono sono attentamente controllati e selezionati dai titolari dei punti vendita, per offrire la massima convenienza e sicurezza. 

La nostra società sta cambiando e l'usato sta ridimensionando il modo di consumare, che diventa sempre più attento. Mercatopoli e Baby Bazar rappresentano un'opportunità, anche per sfatare quell'aura di sporco e polveroso che si annida nei preconcetti diffusi relativi ai tradizionali mercatini. 

Ecco allora l'opportunità di festeggiare insieme, in un contesto in cui è possibile conoscersi e creare nuove relazioni. Buffet, torte, musica, laboratori e mercatini per unire i 150 punti vendita d'Italia in un unico momento di festa e divertimento e dare insieme il benvenuto alla stagione fredda con un occhio attento all'ambiente.

Il Comune di Tuoro e il Lago Trasimeno ambasciatori in Guatemala alla conferenza internazionale sulla tutela e lo sviluppo delle comunità lacustri


In Guatemala una delegazione italiana, guidata da Legambiente, per un progetto ambientale di cooperazione internazionale promosso dalla Ong Africa 70 e dell’Ambasciata italiana in Guatemala – Sistema Italia


Il Comune di Tuoro e il lago Trasimeno ambasciatori in Guatemala alla conferenza internazionale sulla tutela e lo sviluppo delle comunità lacustri l'accordo di amicizia firmato, durante la Conferenza Internazionale Yo Soy Atitlan, tra il Comune di Tuoro e la cittadina di San Marcos en La Laguna.

Il lago come luogo di vita e di sviluppo economico-sociale, come occasione di convivenza e salvaguardia del territorio e del paesaggio. Con queste motivazioni il Comune di Tuoro sul Trasimeno è stato invitato in Guatemala a presentare il suo modello di sviluppo legato alla salvaguardia e alla promozione del Lago Trasimeno; un'eccellenza a livello nazionale e un progetto che nel 2013 ha ottenuto il primo posto nella speciale classifica delle località lacustri italiane aggiudicandosi le “5 Vele”, il prestigioso riconoscimento che Legambiente e Touring Club Italiano hanno assegnato al Comune di Tuoro per la qualità dell'ambiente e dell'offerta turistica.
 
La Conferenza guatemalteca nasce all’interno della proposta di Sistema Italia, sostenuta dell’Ambasciata italiana in Guatemala, che ha lo scopo di attivare interscambi e collaborazioni tra i due paesi e che ha saputo, in questi anni, sviluppare una serie di progetti di cooperazione per il miglioramento ambientale, la solidarietà sociale, l’agricoltura di qualità e il controllo del rischio idrogeologico. In quest'ottica si inserisce l'accordo di amicizia firmato, durante la Conferenza Internazionale Yo Soy Atitlan, tra il Comune di Tuoro e la cittadina di San Marcos en La Laguna. Un accordo che prevede un interscambio di esperienze e la cooperazione su diversi fronti.

Come spiega Lorenzo Borgia, assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Tuoro: “Sono emozionato e onorato per l'accordo di amicizia firmato con il Sindaco di San Marcos en La Laguna. Un atto in cui credo personalmente, essendo stato già in Guatemala e proprio sul lago Atitlan 12 anni fa. Vederlo oggi molto più inquinato e con gli occhi dell'amministratore è uno stimolo per operare insieme alle comunità locali a favore della riqualificazione ambientale. Del resto è forte il legame della comunità di Tuoro con il Guatemala: da 40 anni sosteniamo l'attività di una suora, vissuta per molto tempo nella nostra città, che gestisce una scuola. Moltissime sono infatti le adozioni a distanza con il Guatemala. Allargare la collaborazione dal punto di vista ambientale e turistico è dunque coerente con il percorso già avviato e con l'attenzione del Comune ai temi della sostenibilità. Crediamo dunque che, in un'ottica di scambio e apprendimento reciproco, la nostra esperienza possa essere utile da proporre agli amministratori guatemaltechi. Da parte mia, garantisco l'impegno personale perché il percorso di collaborazione continui al di la' dei rinnovi dell'amministrazione comunale”. 

In questo contesto si inserisce l'intervento di Lorenzo Borgia, che ha portato il progetto toreggiano all’iniziativa internazionale, presentando la bellezza e l’unicità del Lago Trasimeno, spiegando le leve per lo sviluppo economico e sociale sulle quali, nel corso degli anni, si è lavorato per mettere a sistema un progetto di sviluppo locale partecipato.

Un lago minacciato dall'inquinamento e da una gestione scorretta delle risorse, ma che accoglie una bellezza e una ricchezza di biodiversità da salvaguardare. Proprio come molti dei laghi italiani, il bacino di Atitlán in Guatemala racchiude in sé molte contraddizioni: per questo il 26 e 27 marzo Legambiente, l'ONG italiana Africa70 e l'associazione locale Adeccap hanno promosso nel paese centroamericano, con il fondamentale supporto dell'Ambasciata Italiana, una Conferenza Internazionale per il Lago Atitlán

Un percorso di cooperazione avviato due anni fa insieme alle comunità e alle istituzioni del luogo e di cui quest'anno viene fatto un primo rilevante bilancio. Nel 2012, infatti, prese il via in Guatemala la Lancha Azul, che ripartirà il 31 marzo prossimo, sulla scia dell'esperienza dell'italiana Goletta dei Laghi, storica campagna itinerante dell'associazione ambientalista dedicata alla gestione dei bacini lacustri. Come spiega Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria: “Questa esperienza ha dimostrato che è necessario impegnarsi con determinazione nella lotta ai cambiamenti climatici e nella salvaguardia dei bacini lacustri ed occorre che le comunità dei laghi, anche di paesi diversi, confrontino le loro esperienze e collaborino per l'individuazione di possibili soluzioni per la salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi e delle risorse naturali, per una agricoltura e uno sviluppo sostenibile, come del resto è nello spirito della rete internazionale di Living Lakes di cui Legambiente è capofila della rete Italiana insieme al Lago Trasimeno.”

Nella delegazione italiana, guidata dal Presidente nazionale dell'associazione ambientalista Vittorio Cogliati Dezza, erano presenti anche i rappresentanti del Comune di Lecco e della Comunità del Garda.

A Torino Legambiente si mobilita per #ItaliaNOogm

 
 
Legambiente si mobilita per #ItaliaNOogm



Sabato 5 aprile al mercato di Porta Palazzo a Torino per firmare il referendum dell’associazione sul cibo transgenico


Legambiente si mobilita contro gli OGM insieme a numerose organizzazioni del mondo agricolo, ambientalista, cooperativo e dei consumatori. E’ la Task Force per un’Italia Libera da OGM, che lancia la mobilitazione #ItaliaNOogm.

Il prossimo 9 aprile, infatti, il Tar si pronuncerà sul ricorso presentato da un agricoltore friulano contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais MON810, una coltura geneticamente modificata.

Se il ricorso fosse accolto, si rischierebbe di aprire la strada in tutta Italia a semine incontrollate di colture geneticamente modificate, con ripercussioni anche sul cibo che mettiamo in tavola ogni giorno. La produzione agricola italiana di qualità, uno dei pochi settori risparmiati dalla crisi, sarebbe gravemente compromessa: un colpo durissimo per le nostre coltivazioni, le produzioni biologiche, le esportazioni e la libertà di scelta di tutti noi cittadini.

Legambiente, insieme alle altre 38 associazioni che compongono la coalizione, ribadirà le ragioni del no al cibo transgenico scendendo in piazza sabato 5 aprile lungo tutta la Penisola, per informare i cittadini sul rischio che corrono in questi giorni le produzioni agricole e il cibo made in Italy. A Torino l’appuntamento è fin dalle prime ore del mattino al mercato di Porta Palazzo dove i volontari dell’associazione inviteranno i torinesi ad esprimersi a favore o contro gli OGM attraverso un simbolico referendum.

Inoltre con #ItaliaNOogm Legambiente invita tutti a postare sui social network Facebook, Twitter e Instagram le immagini dei piatti preferiti e delle ricette tipiche.
 

A Roma il 9 Aprile si terrà il Forum Abitare Verde, incontro sull'ediliza sostenibile



A Roma il prossimo 9 aprile si svolgerà la seconda edizione del Forum Abitare verde in cui si discuterà di strategie per città che siano sempre di più a basso impatto ambientale. L'edilizia ecosostenibile sarà al centro di questo incontro; un tema molto importante se consideriamo che al giorno d'oggi più del 40% del consumo di energia primaria è proprio causato dagli edifici delle nosotre città.

Gli edifici che popolano le nostre città sono infatti, spessissimo, di classe energetica bassa, sono dei veri mangiatori di energia, grandi consumatori di energie rinnovabili, e di conseguenza responsabili dell'inquinamento atmosferico e dell'esauribilità delle risorse.

A Roma al Forum Abitare Verde, che si terrà presso la Casa dell'Architettura, si proverà a confrontarsi su un'altra idea dell'abitare, quella del green building e della bioedilizia: si parlerà di urbanistica, ma anche e soprattutto di case a risparmio energetico, social housing, tecnologia a impatto zero, riqualificazione.

Un nuovo modo di intendere la città insomma, che sappia coniugare il rispetto per la natura e l'ecologia, con un abitare confortevole e moderno.

Il Forum è stato promosso da PentaPolis Onlus e interverranno tra gl altri Giovanni Sasso, Presidente Inbar, Andrea Filpa del WWF, il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Terirtorio e del Mare, Gian Luca Galletti.
Verrà poi assegnato il Premio Abitare Verde rivolto agli enti pubblici che si impegnano sui temi della sostenibilità edilizia.

giovedì 3 aprile 2014

CEILING-TO-CEILING DI ARMSTRONG BUILDING PRODUCTS: IL VALORE AGGIUNTO PER GLI ARCHITETTI PER PROGETTI SOSTENIBILI



CEILING-TO-CEILING” DI ARMSTRONG BUILDING PRODUCTS:
IL VALORE AGGIUNTO PER GLI ARCHITETTI PER PROGETTI SOSTENIBILI

L’impegno per l’ambiente di Armstrong Building Products Azienda specializzata nella produzione e commercializzazione di soluzioni complete per controssoffitti acustici – si manifesta concretamente con il programma “Ceiling-to-ceiling” ovvero “dal Controsoffitto al Controsoffitto”. Si tratta di una soluzione intelligente che prevede il ritiro, direttamente in cantiere, dei pannelli giunti a fine vita ed il loro riutilizzo all’interno del processo produttivo per la realizzazione di nuovi soffitti.

Scopo di questa iniziativa ambientale è favorire la diffusione di una cultura eco-sostenibile in edilizia, in quanto è noto che l’ambiente costruito, è responsabile del 40% delle emissioni CO2 in atmosfera e di circa un terzo del consumo totale di energia, nel mondo. Il servizio, già attivo nel Regno Unito, in Francia e in Benelux, è ora proposto anche in Europa. In tal senso, i vantaggi garantiti da Armstrong Building Products sono diversi: da un lato semplifica la gestione dei rifiuti, abbattendo i costi di discarica e dall’altro, permette di risparmiare sull’impiego di nuove materie prime, evitando il depauperamento delle risorse naturali.

Ad oggi, l’Azienda ha riciclato oltre 11 milioni di m2 di vecchi pannelli, pari a oltre 61.500 tonnellate di rifiuti edili non convogliati nelle discariche pubbliche. Numerose sono le referenze internazionali, che possono essere portate a testimonianza degli importanti risultati conseguiti. In tal senso, si evidenzia il progetto realizzato per il Farnborough, in Inghilterra, sede di una delle più importanti mostre internazionali di Volo, per il quale Armstrong Building Products ha ritirato e riciclato, nel proprio impianto produttivo di Gateshead, circa 24.000 m2 di pannelli Dune Supreme, installati all’interno dei padiglioni espositivi. Il processo ha previsto la trasformazione di questi ultimi, in un impasto utilizzato come materia prima per la creazione dei nuovi elementi acustici, dalle medesime prestazioni in termini di attenuazione del rumore, estetica e resistenza all’umidità.

Molteplici gli ambiti di applicazione, tra cui spicca anche la ristrutturazione degli uffici commerciali della Trilium Land Securities, ubicata a Londra: un intervento importante in quanto il soffitto si estendeva su un’area di 2.300 m2. Il Cliente, l’Architetto e l’appaltatore, nel plasmare un ambiente originale ed eco-friendly, hanno richiesto una soluzione sostenibile, che consentisse di risparmiare sui costi di discarica. In tal senso, Armstrong Building Products, grazie all’esclusivo programma di riciclaggio, si è rivelato il partner ideale, recuperando circa 9 tonnelate di vecchi pannelli Dune e, portandoli gratuitamente presso lo stabilimento, dove sono stati riutilizzati come materia prima all’interno del ciclo produttivo.

Infine, un ulteriore caso di successo è rappresentato dal progetto eseguito per la Fondazione NHS promossa dall’Ospedale Universitario di Birmingham, per la realizzazione di una struttura per i pazienti con disturbi psichiatrici e mentali. Lo scopo dell’intervento era duplice: da un lato attivare un programma di riciclaggio volto al recupero ed al riutilizzo del materiale residuo e, dall’altro, l’impiego dei nuovi pannelli prodotti con gli sfridi, per la creazione di stanze green all’interno dell’edificio. Anche in questo ambito, l’efficacia del supporto di Armstrong Building Products, ha permesso di raggiungere entrabi gli obiettivi riducendo al minimo, i costi di discarica e l’impatto ambientale. Ulteriori iniziative eco-sostenibili, sono illustrate, nel dettaglio, nel Book of “green” Ideas on-line, disponibile sul sito www.armstrong.it.

Un impegno per l’ambiente costante, dunque, quello dimostrato da Armstrong Building Products, a partire dalla progettazione delle proprie soluzioni, alla selezione delle materie prime, al processo produttivo, passando per una logistica ed un servizio di trasporto sostenibili, che gli hanno permesso di ottenere tutte le certificazioni più prestigiose al mondo.

Armstrong Building Products è, infatti, diventato il primo fornitore di pannelli per controsoffitti, in Europa, a conseguire il “Cradle to Cradle”, un nuovo standard, che attesta un sistema di produzione e di gestione delle risorse naturali, a impatto zero per la collettività, basato essenzialmente sulla tutela dell’ecosistema e delle persone.  L’Azienda è stata, infine, uno dei membri fondatori del Green Building Council ed ha ottenuto la classe di valutazione Platinum LEED-EB per gli edifici esistenti, la più ambita e difficile da acquisire e la BREEAM - BRE Environmental Assessment Method – un innovativo protocollo per la certificazione della sostenibilità in edilizia.

Alessandro Buldrini, Country Sales Manager di Armstrong Building Products, dichiara: “La possibilità di riciclare rappresenta, oggi, un valore aggiunto e sta acquisendo sempre più importanza per gli Architetti, diventando il drive di riferimento per un numero sempre maggiore di progetti. Armstrong Building Products è in grado di riciclare al 100% tutti i pannelli in fibre minerali, rendendo il processo, più semplice che mai ed offrendo, al tempo stesso, un’alternativa intelligente per non saturare la capacità ricettiva delle discariche. Nessuna commessa è troppo piccola e, con il recupero dei controsoffitti, Armstrong Building Products contribuisce a ridurre l’impatto ambientale degli edifici, risparmiando”.

 

Bike Pride e Legambiente concordano con i commercianti: Via Roma pedonale non sia un'operazione spot.


Bike Pride e Legambiente:

"Bike Pride e Legambiente concordano con i commercianti: Via Roma pedonale non sia un’operazione spot. Si arrivi presto ad un progetto integrale per tutto il centro storico”


A quasi tre anni dalla formazione della Giunta Fassino qualcosa comincia a muoversi sul tema delle pedonalizzazioni, sulle quali il Sindaco si era espresso con decisione in campagna elettorale.

L’associazione Bike Pride e il circolo di Legambiente Molecola accolgono con interesse la volontà di pedonalizzare un altro tassello del salotto di Torino: “Una città bella e accogliente, dove si possa camminare e respirare liberamente, al contrario del grande parcheggio odierno, è una risorsa per la città e un diritto di tutti -affermano le associazioni-. Siamo naturalmente favorevoli alla pedonalizzazione di via Roma, anche se concordiamo con i commercianti sul fatto che non si possa pensare di lavorare per operazioni spot, più di facciata che di sostanza. Se l’obiettivo è realmente quello di arrivare ad una pedonalizzazione integrale del centro storico, rendendolo attrattivo per il commercio e il turismo, occorre pensare ad una strategia complessiva di interventi che riguardino le vie centrali, garantendo la massima accessibilità alle persone a piedi, in bicicletta e con mezzi pubblici dedicati, ad esempio ridisegnando le linee Star”.

Un intervento a metà, come altri si sono visti in città, rischia di ottenere un risultato mediocre che squalifica gli interventi futuri e danneggia il commercio. Le associazioni chiedono quindi all’Amministrazione di impegnarsi con convinzione per una progressiva pedonalizzazione dell’area centrale, nella speranza che alle sperimentazioni seguano fatti concreti. L’esempio delle altre aree pedonali limitrofe -via Lagrange, via Garibaldi, via Carlo Alberto- testimonia come i cittadini apprezzino questo tipo di interventi.

L’associazione Bike Pride e il circolo di Legambiente Molecola si augurano che il Sindaco rispetti gli impegni presi in campagna elettorale e che il ragionamento sul futuro della città possa coinvolgere non soltanto i rappresentanti dei commercianti ma la cittadinanza tutta: “Oltre agli interessi di alcuni –affermano le due associazioni- va garantito il diritto di tutti a vivere in una città senza smog e più bella, in cui lo spazio venga restituito alle persone”.

Edilizia,Ewe Wood: vogliamo diffondere cultura del legno nel centro-Italia




EWE Wood
 

Un grande successo di pubblico per il convegno organizzato insieme ad Arca

 

Diffondere la cultura dell’edilizia in legno nel centro Italia, attraverso un processo produttivo guidato da un’unica impresa che controlla tutta la filiera, ma aperta alla collaborazione con gli altri esperti locali, quali imprenditori, architetti, ingegneri e tecnici, in base alle esigenze del territorio, per preservarne e svilupparne l’economia.  Questa la strategia di lavoro sostenuta dall’azienda Ewe Wood, promotrice insieme ad Arca “Sistema di certificazione di qualità e sostenibilità dell’edilizia in legno” del convegno “Costruire in legno”, in corso questo pomeriggio presso l’Abbazia di Farfa a Fara in Sabina (RI). Un momento di approfondimento, che ha riscosso un grande successo di pubblico, focalizzato sui temi della sostenibilità, certificazione e progettazione.

 

A riprova dell’importanza strategica di questo settore nel contesto locale hanno partecipato all’appuntamento Davide Basilicata e Marco Marinangeli, rispettivamente Sindaco e Assessore alle Politiche Energetiche del Comune di Fara in Sabina. A moderare il dibattito la giornalista ed esperta del settore Laura Faggiotto.

 

“Vogliamo trasferire al centro-Italia il know how dell'edilizia in legno già presente in nord Europa e nelle regioni del nord-Italia - ha dichiarato Antonio Vigilante, direttore generale di Ewe Wood – , adeguandolo alle caratteristiche architettoniche locali. E vogliamo farlo attraverso un modello di lavoro sinergico con il territorio che è unico nel panorama del legno, il materiale d’elezione per un’edilizia che voglia davvero essere sostenibile e che può offrire un enorme contributo alla ripresa di quella locale”.

 

E’ lo stesso modello usato da Ewe Wood nella costruzione delle abitazioni di Extreme Makeover Home Edition Italia, il format statunitense che regala una casa a famiglie in difficoltà. In quel caso, pur in una situazione estrema, la collaborazione tra l’azienda e diverse figure tecniche, dislocate in diverse parti d'Italia, ha consentito in soli tre mesi di pensare, progettare, prefabbricare e costruire due immobili.

 

Il convegno ha fatto registrare il tutto esaurito, con la Sala Schuster piena di imprenditori, architetti, ingegneri, geometri e semplici cittadini, provenienti non solo da Rieti e provincia, ma anche dal resto della regione, soprattutto da Roma e dintorni, nonché da oltreconfine. Non sono voluti mancare a questa occasione per avere una panoramica su un sistema costruttivo, sempre meno di nicchia, già conosciuto e apprezzato nel nord Europa e nel nord Italia e che si sta lentamente rivelando al resto del Paese, in particolare dopo il sisma aquilano.

 

“L’Amministrazione comunale di Fara in Sabina – hanno dichiarato il sindaco Davide Basilicata e l’assessore comunale alla Formazione e Politiche energetiche, Marco Marinangeli – è attenta a favorire uno sviluppo sostenibile del territorio, anche attraverso un’urbanizzazione in armonia con il paesaggio e le esigenze di una comunità in forte crescita demografica. Inoltre, la crisi del settore edilizio ha portato tutti a ricercare nuove tecniche costruttive in grado di coniugare funzionalità, estetica e risparmio energetico. Per questo motivo – hanno concluso Basilicata e Marinangeli – abbiamo patrocinato con piacere questa iniziativa che ci pone all’avanguardia nel campo delle nuove tecniche edilizie eco-compatibili. Abbiamo messo Fara al centro di una nuova idea di edilizia in grado di rispondere alla crisi. Un appuntamento sentito da chi vuole coniugare il bisogno di crescita e le esigenze dell’ambiente”.


Roma, 3 Aprile 2014


Convegno Mercato elettrico: oltre la maggior tutela?


Convegno Mercato elettrico: oltre la maggior tutela?

Vigevano: «AU, un  benchmark al servizio di un mercato più competitivo»

 

La SpA pubblica Acquirente Unico presenta due studi che analizzano le performance del mercato tutelato e di quello libero e pongono a confronto il  modello di regolazione italiano e quelli dei maggiori paesi europei.


Roma, 3 aprile 2014 – A sette anni di distanza dalla apertura del mercato elettrico ai piccoli consumatori, il prezzo del mercato tutelato per le micro e piccole imprese è da 4 anni inferiore ai prezzi praticati dal mercato libero, in concomitanza con un regime di prezzi discendenti.  Mentre la quota del prezzo finale dell’energia pagato dai cittadini che si forma sul mercato è tra le più ampie in Europa: 47% in Italia contro il 35% della Germania.

È questo il quadro che emerge da due studi promossi dalla SpA pubblica Acquirente Unico-AU: «I prezzi dell’energia elettrica per le micro e piccole imprese nelle rilevazioni della Camera di Commercio di Milano» e «Indagine comparata delle componenti di prezzo retail e degli strumenti di tutela nel mercato elettrico liberalizzato». Gli studi, realizzati rispettivamente dall’istituto REF e da un team guidato dalla prof. Fabiana Di Porto, dell’Università del Salento, sono stati presentati oggi ai principali operatori del settore e ai rappresentanti delle Istituzioni.

«In tutta Europa», ha affermato Paolo Vigevano, presidente e amministratore delegato dell’AU, «i prezzi dell’energia sono in calo, ma ovunque i consumatori non beneficiano di questo fenomeno per via dei crescenti oneri fiscali e parafiscali che si scaricano in bolletta. Si tratta di fenomeni su cui riflettere, soprattutto in un momento in cui il Governo sta predisponendo politiche per la discesa dei prezzi dell’energia per le imprese di medie e piccole dimensioni».

«Per quanto riguarda l’Italia», ha continuato Vigevano, «dobbiamo salutare come un successo il fatto che, comunque, un terzo degli utenti ha deciso di scegliere un operatore e affidarsi alle offerte del libero mercato, lasciando così il mercato tutelato.Certo, noi tutti vorremmo che dagli attuali 1,2/1,5 milioni di clienti l’anno si passasse a 2 o 3 milioni di transiti l’anno».

Come emerge dallo studio «I prezzi dell’energia elettrica per le micro e piccole imprese», il fatto che l’uscita dal mercato tutelato non sia più rapida va imputato alle difficoltà di un momento in cui si somma, in Italia, la sovracapacità dell’offerta e la contemporanea crisi della domanda. Occorre, invece, guardarsi da interpretazioni secondo cui il mercato tutelato costituisce un fattore distorsivo della concorrenza. Il mercato tutelato è, piuttosto, il benchmark che consente una efficace politica di offerta. Forme di tutela, inoltre, sono presenti in vario modo in tutti i paesi europei, come pone in evidenza l’indagine comparata delle componenti di prezzo retail. In Gran Bretagna, patria della liberalizzazione, il regolatore interviene addirittura per verificare che eventuali aumenti di prezzo decisi dagli operatori rispecchino effettive variazioni nei costi.

«Qualunque revisione dell'attuale meccanismo di tutela nel settore elettrico che voglia favorire il passaggio verso il mercato libero», ha concluso il presidente e amministratore delegato di AU, «deve essere indirizzata a creare le condizioni affinché le offerte diventino più competitive a favore del consumatore e per stimolare la concorrenza. Soprattutto in una fase di crisi gravissima per le famiglie, per i consumatori e le PMI, ma anche per tutti gli altri attori, occorre guardarsi dal rischio di produrre soluzioni inefficaci perché di breve respiro».–

Fare i conti con l'ambiente 2014: al via il "festival formativo" di Ravenna su rifiuti, acqua, energia, bonifiche e sostenibilità.

Si terrà a Ravenna dal 21 al 23 maggio 2014 “Fare i conti con l’ambiente”, evento a km zero su rifiuti, acqua, energia, bonifiche e sostenibilità.

Fare i conti con l’ambiente 2014: al via il “festival formativo” di Ravenna su rifiuti, acqua, energia, bonifiche e sostenibilità.

Ravenna, aprile 2014
 
Fare i conti con l’ambiente è un singolare festival ecologico nato a Ravenna sette anni fa per volontà di un gruppo di professionisti dell’ambiente, il network labelab, guidato da Giovanni Montresori e Mario Sunseri. Un Festival che, sin dalle origini, ha manifestato tutta la sua originalità, miscelando contenuti dall’alto valore tecnico-scientifico calati all’interno di un “palcoscenico” particolare come il centro storico della città, una delle più suggestive d’Europa.

Efficace e originale è anche lo sviluppo "dal basso" dell'iniziativa, con il coinvolgimento diretto e materiale di tutti gli attori (istituzioni, associazioni di categoria, imprese, ecc) attraverso la regia di labelab, con la collaborazione del Comune di Ravenna, di altri 40 enti patrocinatori e diverse aziende partner e sponsor, all’insegna di un evento poco incline al marketing e ai “proclami”.

L’evento, perfettamente a kilometri zero (si svolge interamente nel centro storico pedonale di Ravenna all'interno di 12 sale attrezzate, in Piazza del Popolo e nelle principali vie), si snoda in 3 giornate (quest’anno anticipate a maggio, 21/22/23) e si configura come un vero e proprio festival formativo con un’ampia rassegna di conferenze, seminari di formazione (denominati labmeeting) e workshop in grado di abbracciare tutti i segmenti di attualità tecnico-scientifica del settore rifiuti, acqua, energia, bonifiche e sostenibilità ambientale.

L’idea è proprio quella di “fare i conti con l’ambiente”, sia dal punto di vista tecnico-numerico sia nella presa di coscienza dei guasti provocati da uno sviluppo umano ed industriale incontrollato.

Tante le novità di questa edizione: l’approfondimento di tutte le tematiche connesse alla gestione evoluta dei rifiuti urbani (aspetti tecnici e normativi), della gestione delle risorse idriche e dell’ottimizzazione energetica; uno spazio di presentazione specifico per importanti progetti europei (SIFOR, Identis WEEE, Cop, ecc.); la presenza dell’Alta Scuola di Formazione sulla bonifica dei siti contaminati, corso residenziale rivolto a sviluppare concrete professionalità nel campo del recupero e riconversione delle aree dismesse e dei siti contaminati; un focus specifico sul tema “bonifica dell’amianto”, enorme questione irrisolta (ancora 32 milioni di tonnellate – un carico di circa 2 milioni di tir – da mettere in sicurezza a venti anni dal divieto di produrlo e installarlo) che sarà affrontato con approfondimenti specifici con i maggiori esperti del settore; la presentazione dei temi della qualità ambientale nell’edilizia con particolare riferimento ai problemi del controllo dello stato dei suoli e sottosuoli e alla radioattività dell’ambiente e dei materiali utilizzati; un momento di confronto internazionale sulle strategie e sistemi europei per la riqualifica delle aree dismesse per una Nuova Economia Territoriale.
 
Fare i conti con l’ambiente/Ravenna2014: come funziona e cosa vedere
L’evento è alquanto ricco, e conta più di 60 iniziative, distribuite in maniera coerente sul territorio e nei 3 giorni della manifestazione. In particolare, sono previste:
  • Conferenze: l’evento principale della tre giorni, con esperti nazionali e internazionali ad introdurre i temi principali;
  • LabMeeting: veri e propri momenti formativi e di approfondimento relativi a tematiche di interesse per operatori, professionisti, enti locali, svolti con l’ausilio di software dedicati e case-studies;
  • Workshop: momenti di dialogo tra esperti del settore;
  • Eventi culturali
Parliamo dalle conferenze: si parte il primo giorno, 21 maggio, con la “bonifica dei siti contaminati”. Parteciperanno Daniele Cazzuffi (CESI SpA, Milano e RemTech Expo, Ferrara), Laura D’Aprile (MATTM), Gernot Döberl (EA, Austria), Donatella Giacopetti (Unione Petrolifera), Frank Swartjes (RIVM, NL), Simonetta Tunesi (ATIA-ISWA). Giovedì 22 nel pomeriggio sarà la volta della conferenza internazionale sulla sostenibilità, con la partecipazione di Luigi Bruzzi (Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna), Marco Abbiati (Università of Bologna), Alessandra Bonoli (Università di Bologna) e interventi del comitato scientifico internazionale. La serata del giovedì assisteremo alla conferenza di Umberto Torelli, giornalista del Corriere della Sera, esperto di tecnologia e mondo globalizzato: L’hi-tech che cambia: «chi consuma e chi produce?» con uno sguardo sulle factory “hi tech” nel mondo.
Venerdì 23 maggio sarà giornata alquanto ricca, con la conferenza sul trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto con la partecipazione di illustri relatori del panorama giuridico - tecnico e scientifico italiano che affronteranno la problematica della dismissione delle 32 milioni di tonnellate di “eternit” ancora presenti sul nostro territorio.  Sempre venerdì, la mattina, Marco Fratoddi (direttore de La Nuova Ecologia) parlerà di comunicazione ambientale e delle difficoltà connesse alla comunicazione “green” in Italia. A seguire il tradizionale “labeCamp”, una sorta di non-conferenza “a microfoni aperti” che vedrà la partecipazione di blogger, giornalisti, esperti ed appassionati di ecologia, tutti accomunati dalla voglia di praticare “conversazioni sostenibili”. In chiusura, presso Ravenna Yacht Club, “Luci e ombre sulla gestione del ciclo di vita di uno scafo”.
 
Fare i conti con l’ambiente/Ravenna2014: gli eventi culturali
Fare i conti con l’ambiente è un vero proprio festival a più voci, in cui il visitatore ha davvero la possibilità di scegliere il tipo e la profondità della sua partecipazione. Accanto ai momenti più accademici e alle conferenze tecnico-scientifiche si snoda infatti un ricchissimo calendario di eventi culturali, che miscela teatro, cinematografia e arte.  Partiamo da Emergenze Creative, a cura di Silvia Cirelli, rassegna artistica che porta nel centro storico di Ravenna un intervento di arte pubblica realizzato appositamente per la manifestazione. In stretto dialogo con la realtà locale, Emergenze Creative si riconferma come opportunità di confronto fra arte e ambiente, con un progetto di richiamo collettivo che ancora una volta evidenzia quanto l’arte contemporanea possa fungere da importante strumento di comunicazione e di sensibilizzazione.
E poi la mostra opeRAEE, in collaborazione con il progetto RAEE in Carcere (un laboratorio creativo che ha lo scopo di promuovere l'inserimento sociale e lavorativo di detenuti o dimessi dal carcere): una selezione dei lavori artistici realizzati tramite il recupero di apparecchi elettrici ed elettronici (RAEE per l'appunto), a dimostrazione di come i rifiuti elettronici possano facilmente diventare arte. RAEE in Carcere nasce nel 2005 dalla collaborazione tra Regione Emilia Romagna, Amministrazione penitenziaria, Hera spa, insieme ai consorzi Ecolight, Ecodom, le cooperative sociali It2, Gulliver e Il Germoglio e le direzioni delle carceri di Bologna, Forlì e Ferrara.
E anche i “live painting” a tema ambientale del gruppo DissensoCreativo.
A Ravenna verrà anche presentato il Libro "Conservare il Valore", saggio di Simonetta Tunesi (Luiss Editrice): introducono David Newmann, Presidente ATIA-ISWA, Antonio Pergolizzi (Legambiente) e Mario Sunseri, ATIA-ISWA.
 
Ravenna e la comunicazione ambientale
La comunicazione è sempre stato un tema fondante e trasversale per gli eventi di Ravenna. Sin dalla prima edizione, grande importanza è stata data non solo alla diffusione dei risultati e delle presentazioni (attraverso l’utilizzo, tra i primi in Italia, di un blog tematico e dei social media) ma anche alla riflessione sulla comunicazione ambientale in sé. I contributi (negli anni) dei vari Patrizio Roversi, Carlo Brumat, Philippe Daverio, Mario Tozzi, hanno alimentato una discussione mai sopita sull’importanza della comunicazione e sulla difficoltà, talvolta, di fare una buona comunicazione “green” in Italia. Fare i conti con l’ambiente ha stimolato anche la nascita – tra gli altri – di FIMA, la Federazione Italiana dei Giornalisti Ambientali che nelle piazze ravennati ha trovato spunti per organizzarsi e crescere.
Uno dei momenti di comunicazione più interessanti e singolari è il labeCamp, non-conferenza prevista per il 23 maggio, che vedrà la partecipazione di blogger, giornalisti, esperti ed appassionati di ecologia, tutti accomunati dalla voglia di praticare “conversazioni sostenibili”. Il labeCamp sarà coordinato da Vittorio Pasteris, firma del giornalismo e dell’internet nostrano. Strumentalmente parliamo di “tema di partenza” e non di “tema dell’evento” in quanto lo svolgimento del Camp sarà dinamico e fluido ed i contenuti si succederanno uno dentro l’altro come frattali che crescono e muoiono dando vita a nuove discussioni. Una sorta di “stream of consciousness” alla maniera di Joyce, tenendo comunque ben presente il “cappello” originario e primario, “vivere sostenibile: i conti tornano?”. Novambiente, FIMA e La Nuova Ecologia patrocinano la non-conferenza e il giornale di Legambiente pubblicherà gli atti e i contenuti più interessanti che verranno prodotti nel corso della giornata.
 
LABELAB
Labelab è un team di professionisti operante nel settore dei dei rifiuti, dell’acqua, dell’energia con un team di 50 professionisti nazionali ed internazionali. Le principali iniziative di Labelab riguardano la realizzazione e gestione dei portali internet Rifiutilab (www.rifiutilab.it), Acqualab (www.acqualab.it) ed Energialab (www.energialab.it). Il progetto è nato con l’obiettivo di offrire un contributo all’innovazione del settore della gestione dei rifiuti, dell’acqua e dell’energia attraverso la condivisione della conoscenza e la creazione di una rete di tecnici (progettisti, gestori, fornitori di attrezzature e di servizi, comunità scientifica) diffusa su tutto il territorio nazionale ed internazionale. Le raccolte ed elaborazioni di dati, la diffusione delle informazioni permetteranno infatti il confronto, al fine dell’innovazione, dei settori. Il successo del sito www.rifiutilab.it (attivo dal settembre 2001) e degli altri portali, è testimoniato dall’elevato interesse degli addetti del settore e della comunità scientifica, dai quali viene considerato come lo strumento tecnico privilegiato per l’accesso alle informazioni in rete sui rifiuti.
In coincidenza con la partecipazione italiana all’Expo 2010 di Shanghai dedicata al tema “Better City, better life”, Labelab con i suoi software per la gestione dei servizi ambientali è stata inclusa nell’iniziativa “Italia degli Innovatori” www.italianvalley.it, iniziativa dedicata alle eccellenze tecnologiche del nostro Paese.
Copyright © 2014 labelab srl, All rights reserved.




AREVA e Schneider Electric si uniscono per sviluppare l'eolico offshore in Francia



Stezzano (BG), 3 aprile 2014 AREVA ha scelto Schneider Electric come fornitore preferenziale di tecnologie elettriche destinate ai suoi progetti di impianti eolici offshore. Tra di essi, in particolare, si segnalano il parco eolico composto da 100 turbine da 5MW posizionato nella baia di Saint Brieuc, sulle coste della Bretagna, e i progetti oggetto dei bandi di gara per realizzare i parchi eolici offshore di Le Tréport, sulla costa dell’Alta Normandia, e delle isole di Yeu e Noirmoutier, Pays de la Loire (Francia).

Sviluppate nel quadro del programma di bandi di gara lanciato dal governo francese nel 2011, questi parchi eolici contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi che la Francia si è posta per il Pacchetto Clima ed Energia dell’Unione Europea, e saranno solide fondamenta per lo sviluppo di un settore di eccellenza in una tecnologia molto promettente.

Secondo i termini dell’accordo firmato dai due gruppi, Schneider Electric fornirà trasformatori e interruttori per i parchi eolici di AREVA. Questi componenti saranno prodotti in due dei siti industriali di Schneider Electric in Francia, che si trovano nei pressi di Metz e di Grenoble.

Frédéric Abbal, Executive Vice President, Energy Business di Schneider Electric, dichiara:  "Schneider Electric è fiera di essere stata scelta come partner tecnologico preferenziale di Areva nei suoi progetti di eolico offshore. Unire le nostre rispettive competenze è un punto di partenza molto promettente per creare rapidamente in Francia un settore di eccellenza nell’ eolico offshore”.

Louis-François Durret, CEO di  AREVA Renewables, ha aggiunto "Questo accordo con Schneider Electric conferma il nosto impegno per sviluppare un settore industriale completo in Francia, che offra l’opportunità di creare lavoro e di sfruttare le nostre competenze locali”.

 

 

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A proposito di Schneider Electric

Schneider Electric è lo specialista globale nella gestione dell’energia, con una presenza in oltre 100 paesi; offre soluzioni integrate in diversi segmenti di mercato, con una posizione di leadership nei settori Utilty e Infrastrutture, Industria e Produttori di Macchine, Edifici non residenziali, Data Center e Reti, Residenziale.  Specializzata nel rendere l’energia sicura, affidabile, efficiente, produttiva e sostenibile, con oltre 150.000 dipendenti  nel 2013 ha raggiunto un fatturato di 24 miliardi di Euro, grazie ad un impegno attivo nell’aiutare persone e organizzazioni ad ottenere il massimo dalla propria energia.

 

www.schneider-electric.it

 

 

AREVA

 

AREVA fornisce soluzioni tecnologiche avanzate per la generazione dell’energia, riducendo le emissioni di gas serra. L’esperienza e la costante attenzione alla sicurezza, trasparenza, etica hanno stabilito uno standard nel mercato, e il suo sviluppo sostenibile è un processo in costante miglioramento. Al primo posto nell’industria dell’energia nucleare globale, l’offerta integrata di AREVA copre tutti gli stadi del ciclo dell’energia, la progettazione e costruzione di reattori nucleari, i servizi operativi. Il gruppo si sta anche espandendo nel settore delle rinnovabili: eolico, biomasse, solare, energy storage per diventare leader Europeo in questo ambito. Con queste due tipologie di offerta, i 46.000 dipendenti di areva aiutano a offrire energia sempre più sicura, pulita ed economica al maggior numero possibile di persone.

www.areva.com

Al via lo Sportello Radon dell'ENEA a disposizione delle imprese e della PA

L’EUROPA FISSA I NUOVI LIMITI
PER L’ESPOSIZIONE AL RADON

A disposizione di  pubbliche amministrazioni  e imprese il Servizio di valutazione della concentrazione di radon dell’ENEA

Dispositivo ENEA di campionamento radon    
Bologna, 3 aprile 2014  - L’esposizione al radon è una delle principali cause di tumore al polmone ed è una fonte di rischio insidiosa perché si accumula all'interno di abitazioni.

Nella Direttiva Europea promulgata a dicembre 2013, che stabilisce le nuove norme fondamentali di sicurezza per la radioprotezione che gli stati membri dovranno applicare, per la prima volta il problema del radon viene definito nella sua interezza, in particolare indicando la necessità di adottare strumenti efficaci di prevenzione e mitigazione dei rischi sanitari sia per i lavoratori che per la popolazione. Questo nuovo approccio raccoglie e fa sue le indicazioni acquisite sul rischio dell'esposizione al radon, gas radioattivo incolore, inodore e insapore che può provocare danni alla salute perché se respirato emette radiazioni dannose per l’organismo umano.

L’ENEA, che è attiva in questo settore da oltre 30 anni, a seguito della Direttiva UE ha deciso di rafforzare ulteriormente la sua azione nel campo della radioprotezione lanciando il progetto “Sportello Radon”, che permetterà prevalentemente a Pubbliche Amministrazioni e ad organizzazioni di categoria di attivare direttamente presso la propria realtà territoriale (Comune, provincia, luoghi industriali, ecc..) i servizi di informazione, misurazione e valutazione del rischio radon

L’ENEA infatti, oltre al Servizio di misurazione, potrà garantire l’azione informativa e formativa sul territorio e attraverso i propri esperti fornire la valutazione del rischio associato ai risultati del monitoraggio, e, ove necessario, valutazioni dosimetriche specifiche nonché indicazione dei criteri per interventi di bonifica degli edifici e di verifica dell’ efficacia.

Il Servizio Radon dell'Istituto di Radioprotezione dell’ENEA attivo dal 2000 ha sede a Bologna ed è costituito da un gruppo di ricercatori che ha sviluppato sistemi innovativi ed un brevetto per la misurazione passiva della concentrazione di radon, uno strumento di misurazione affidabile, prontamente fruibile e a basso costo che è in grado di fornire all'utente, in qualunque parte dell'Italia e anche all'estero. In pratica viene messo a disposizione di chi ne fa richiesta un misuratore di piccole dimensioni da installare nel luogo da monitorare per uno o più periodi consecutivi della durata complessiva di almeno 12 mesi. 

                                 
Camera di esposizione radon del Servizio
Al termine dei periodi di misurazione l’elemento sensibile del misuratore viene restituito al Servizio che elaborerà i risultati. Il Servizio Radon, che ad oggi ha eseguito oltre 20.000 valutazioni, dispone di oltre 5.000 di questi dispositivi ed è in grado di effettuare oltre 500 valutazioni a settimana. 
Inoltre, per assicurare e mantenere una alta qualità tecnica della misurazione, svolge anche un’intensa attività di studio e ricerca.

Massimo Calamosca, responsabile del Servizio di valutazione della concentrazione di Radon dell’ENEA evidenzia che: “L’Italia, per la sua conformazione geomorfologica, è uno degli Stati ad alto rischio radon con concentrazione più elevate in alcune regioni, come il Lazio, la Lombardia, la Campania e il Friuli Venezia-Giulia. In atmosfera il radon si disperde velocemente ma nei luoghi chiusi, come case, uffici, negozi, interrati o a diretto contatto con il terreno, può raggiungere alti livelli di concentrazione. Predirne la concentrazione nelle singole abitazioni è praticamente impossibile, mentre è prontamente e facilmente eseguibile una sua misurazione”.

Questi servizi di radioprotezione dell’ENEA sono e, alla luce della recente Direttiva, saranno sempre più funzionali al Piano Nazionale Radon, promosso nel 2002 dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, allo scopo di realizzare, a livello nazionale, il complesso di azioni necessarie per ridurre il rischio di tumore polmonare associato all’esposizione al radon. L’ENEA infatti progetta di condividere le proprie banche dati con l’Istituto Superiore della Sanità e le ARPA regionali.

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