Numero 22. La suite che è un viaggio nel futuro.
Una suite di 60 metri quadrati che è il prototipo di una nuova concezione di ospitalità.
Quando: 8-13 aprile 2014
https://www.dropbox.com/home/Fuorisalone2014
Bike Pride e Legambiente:
"Bike Pride e Legambiente concordano con i commercianti: Via Roma pedonale non sia un’operazione spot. Si arrivi presto ad un progetto integrale per tutto il centro storico”
A quasi tre anni dalla formazione della Giunta Fassino qualcosa comincia a muoversi sul tema delle pedonalizzazioni, sulle quali il Sindaco si era espresso con decisione in campagna elettorale.
L’associazione Bike Pride e il circolo di Legambiente Molecola accolgono con interesse la volontà di pedonalizzare un altro tassello del salotto di Torino: “Una città bella e accogliente, dove si possa camminare e respirare liberamente, al contrario del grande parcheggio odierno, è una risorsa per la città e un diritto di tutti -affermano le associazioni-. Siamo naturalmente favorevoli alla pedonalizzazione di via Roma, anche se concordiamo con i commercianti sul fatto che non si possa pensare di lavorare per operazioni spot, più di facciata che di sostanza. Se l’obiettivo è realmente quello di arrivare ad una pedonalizzazione integrale del centro storico, rendendolo attrattivo per il commercio e il turismo, occorre pensare ad una strategia complessiva di interventi che riguardino le vie centrali, garantendo la massima accessibilità alle persone a piedi, in bicicletta e con mezzi pubblici dedicati, ad esempio ridisegnando le linee Star”.
Un intervento a metà, come altri si sono visti in città, rischia di ottenere un risultato mediocre che squalifica gli interventi futuri e danneggia il commercio. Le associazioni chiedono quindi all’Amministrazione di impegnarsi con convinzione per una progressiva pedonalizzazione dell’area centrale, nella speranza che alle sperimentazioni seguano fatti concreti. L’esempio delle altre aree pedonali limitrofe -via Lagrange, via Garibaldi, via Carlo Alberto- testimonia come i cittadini apprezzino questo tipo di interventi.
L’associazione Bike Pride e il circolo di Legambiente Molecola si augurano che il Sindaco rispetti gli impegni presi in campagna elettorale e che il ragionamento sul futuro della città possa coinvolgere non soltanto i rappresentanti dei commercianti ma la cittadinanza tutta: “Oltre agli interessi di alcuni –affermano le due associazioni- va garantito il diritto di tutti a vivere in una città senza smog e più bella, in cui lo spazio venga restituito alle persone”.
Un grande successo di pubblico per il convegno organizzato insieme ad Arca
Diffondere la cultura dell’edilizia in legno nel centro Italia, attraverso un processo produttivo guidato da un’unica impresa che controlla tutta la filiera, ma aperta alla collaborazione con gli altri esperti locali, quali imprenditori, architetti, ingegneri e tecnici, in base alle esigenze del territorio, per preservarne e svilupparne l’economia. Questa la strategia di lavoro sostenuta dall’azienda Ewe Wood, promotrice insieme ad Arca “Sistema di certificazione di qualità e sostenibilità dell’edilizia in legno” del convegno “Costruire in legno”, in corso questo pomeriggio presso l’Abbazia di Farfa a Fara in Sabina (RI). Un momento di approfondimento, che ha riscosso un grande successo di pubblico, focalizzato sui temi della sostenibilità, certificazione e progettazione.
A riprova dell’importanza strategica di questo settore nel contesto locale hanno partecipato all’appuntamento Davide Basilicata e Marco Marinangeli, rispettivamente Sindaco e Assessore alle Politiche Energetiche del Comune di Fara in Sabina. A moderare il dibattito la giornalista ed esperta del settore Laura Faggiotto.
“Vogliamo trasferire al centro-Italia il know how dell'edilizia in legno già presente in nord Europa e nelle regioni del nord-Italia - ha dichiarato Antonio Vigilante, direttore generale di Ewe Wood – , adeguandolo alle caratteristiche architettoniche locali. E vogliamo farlo attraverso un modello di lavoro sinergico con il territorio che è unico nel panorama del legno, il materiale d’elezione per un’edilizia che voglia davvero essere sostenibile e che può offrire un enorme contributo alla ripresa di quella locale”.
E’ lo stesso modello usato da Ewe Wood nella costruzione delle abitazioni di Extreme Makeover Home Edition Italia, il format statunitense che regala una casa a famiglie in difficoltà. In quel caso, pur in una situazione estrema, la collaborazione tra l’azienda e diverse figure tecniche, dislocate in diverse parti d'Italia, ha consentito in soli tre mesi di pensare, progettare, prefabbricare e costruire due immobili.
Il convegno ha fatto registrare il tutto esaurito, con la Sala Schuster piena di imprenditori, architetti, ingegneri, geometri e semplici cittadini, provenienti non solo da Rieti e provincia, ma anche dal resto della regione, soprattutto da Roma e dintorni, nonché da oltreconfine. Non sono voluti mancare a questa occasione per avere una panoramica su un sistema costruttivo, sempre meno di nicchia, già conosciuto e apprezzato nel nord Europa e nel nord Italia e che si sta lentamente rivelando al resto del Paese, in particolare dopo il sisma aquilano.
“L’Amministrazione comunale di Fara in Sabina – hanno dichiarato il sindaco Davide Basilicata e l’assessore comunale alla Formazione e Politiche energetiche, Marco Marinangeli – è attenta a favorire uno sviluppo sostenibile del territorio, anche attraverso un’urbanizzazione in armonia con il paesaggio e le esigenze di una comunità in forte crescita demografica. Inoltre, la crisi del settore edilizio ha portato tutti a ricercare nuove tecniche costruttive in grado di coniugare funzionalità, estetica e risparmio energetico. Per questo motivo – hanno concluso Basilicata e Marinangeli – abbiamo patrocinato con piacere questa iniziativa che ci pone all’avanguardia nel campo delle nuove tecniche edilizie eco-compatibili. Abbiamo messo Fara al centro di una nuova idea di edilizia in grado di rispondere alla crisi. Un appuntamento sentito da chi vuole coniugare il bisogno di crescita e le esigenze dell’ambiente”.
Roma, 3 Aprile 2014
Convegno Mercato elettrico: oltre la maggior tutela?
Vigevano: «AU, un benchmark al servizio di un mercato più competitivo»
La SpA pubblica Acquirente Unico presenta due studi che analizzano le performance del mercato tutelato e di quello libero e pongono a confronto il modello di regolazione italiano e quelli dei maggiori paesi europei.
È questo il quadro che emerge da due studi promossi dalla SpA pubblica Acquirente Unico-AU: «I prezzi dell’energia elettrica per le micro e piccole imprese nelle rilevazioni della Camera di Commercio di Milano» e «Indagine comparata delle componenti di prezzo retail e degli strumenti di tutela nel mercato elettrico liberalizzato». Gli studi, realizzati rispettivamente dall’istituto REF e da un team guidato dalla prof. Fabiana Di Porto, dell’Università del Salento, sono stati presentati oggi ai principali operatori del settore e ai rappresentanti delle Istituzioni.
«In tutta Europa», ha affermato Paolo Vigevano, presidente e amministratore delegato dell’AU, «i prezzi dell’energia sono in calo, ma ovunque i consumatori non beneficiano di questo fenomeno per via dei crescenti oneri fiscali e parafiscali che si scaricano in bolletta. Si tratta di fenomeni su cui riflettere, soprattutto in un momento in cui il Governo sta predisponendo politiche per la discesa dei prezzi dell’energia per le imprese di medie e piccole dimensioni».
«Per quanto riguarda l’Italia», ha continuato Vigevano, «dobbiamo salutare come un successo il fatto che, comunque, un terzo degli utenti ha deciso di scegliere un operatore e affidarsi alle offerte del libero mercato, lasciando così il mercato tutelato.Certo, noi tutti vorremmo che dagli attuali 1,2/1,5 milioni di clienti l’anno si passasse a 2 o 3 milioni di transiti l’anno».
Come emerge dallo studio «I prezzi dell’energia elettrica per le micro e piccole imprese», il fatto che l’uscita dal mercato tutelato non sia più rapida va imputato alle difficoltà di un momento in cui si somma, in Italia, la sovracapacità dell’offerta e la contemporanea crisi della domanda. Occorre, invece, guardarsi da interpretazioni secondo cui il mercato tutelato costituisce un fattore distorsivo della concorrenza. Il mercato tutelato è, piuttosto, il benchmark che consente una efficace politica di offerta. Forme di tutela, inoltre, sono presenti in vario modo in tutti i paesi europei, come pone in evidenza l’indagine comparata delle componenti di prezzo retail. In Gran Bretagna, patria della liberalizzazione, il regolatore interviene addirittura per verificare che eventuali aumenti di prezzo decisi dagli operatori rispecchino effettive variazioni nei costi.
«Qualunque revisione dell'attuale meccanismo di tutela nel settore elettrico che voglia favorire il passaggio verso il mercato libero», ha concluso il presidente e amministratore delegato di AU, «deve essere indirizzata a creare le condizioni affinché le offerte diventino più competitive a favore del consumatore e per stimolare la concorrenza. Soprattutto in una fase di crisi gravissima per le famiglie, per i consumatori e le PMI, ma anche per tutti gli altri attori, occorre guardarsi dal rischio di produrre soluzioni inefficaci perché di breve respiro».–
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Stezzano (BG), 3 aprile 2014 AREVA ha scelto Schneider Electric come fornitore preferenziale di tecnologie elettriche destinate ai suoi progetti di impianti eolici offshore. Tra di essi, in particolare, si segnalano il parco eolico composto da 100 turbine da 5MW posizionato nella baia di Saint Brieuc, sulle coste della Bretagna, e i progetti oggetto dei bandi di gara per realizzare i parchi eolici offshore di Le Tréport, sulla costa dell’Alta Normandia, e delle isole di Yeu e Noirmoutier, Pays de la Loire (Francia).
Sviluppate nel quadro del programma di bandi di gara lanciato dal governo francese nel 2011, questi parchi eolici contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi che la Francia si è posta per il Pacchetto Clima ed Energia dell’Unione Europea, e saranno solide fondamenta per lo sviluppo di un settore di eccellenza in una tecnologia molto promettente.
Secondo i termini dell’accordo firmato dai due gruppi, Schneider Electric fornirà trasformatori e interruttori per i parchi eolici di AREVA. Questi componenti saranno prodotti in due dei siti industriali di Schneider Electric in Francia, che si trovano nei pressi di Metz e di Grenoble.
Frédéric Abbal, Executive Vice President, Energy Business di Schneider Electric, dichiara: "Schneider Electric è fiera di essere stata scelta come partner tecnologico preferenziale di Areva nei suoi progetti di eolico offshore. Unire le nostre rispettive competenze è un punto di partenza molto promettente per creare rapidamente in Francia un settore di eccellenza nell’ eolico offshore”.
Louis-François Durret, CEO di AREVA Renewables, ha aggiunto "Questo accordo con Schneider Electric conferma il nosto impegno per sviluppare un settore industriale completo in Francia, che offra l’opportunità di creare lavoro e di sfruttare le nostre competenze locali”.
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A proposito di Schneider Electric
Schneider Electric è lo specialista globale nella gestione dell’energia, con una presenza in oltre 100 paesi; offre soluzioni integrate in diversi segmenti di mercato, con una posizione di leadership nei settori Utilty e Infrastrutture, Industria e Produttori di Macchine, Edifici non residenziali, Data Center e Reti, Residenziale. Specializzata nel rendere l’energia sicura, affidabile, efficiente, produttiva e sostenibile, con oltre 150.000 dipendenti nel 2013 ha raggiunto un fatturato di 24 miliardi di Euro, grazie ad un impegno attivo nell’aiutare persone e organizzazioni ad ottenere il massimo dalla propria energia.
AREVA
AREVA fornisce soluzioni tecnologiche avanzate per la generazione dell’energia, riducendo le emissioni di gas serra. L’esperienza e la costante attenzione alla sicurezza, trasparenza, etica hanno stabilito uno standard nel mercato, e il suo sviluppo sostenibile è un processo in costante miglioramento. Al primo posto nell’industria dell’energia nucleare globale, l’offerta integrata di AREVA copre tutti gli stadi del ciclo dell’energia, la progettazione e costruzione di reattori nucleari, i servizi operativi. Il gruppo si sta anche espandendo nel settore delle rinnovabili: eolico, biomasse, solare, energy storage per diventare leader Europeo in questo ambito. Con queste due tipologie di offerta, i 46.000 dipendenti di areva aiutano a offrire energia sempre più sicura, pulita ed economica al maggior numero possibile di persone.
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| Dispositivo ENEA di campionamento radon |
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