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sabato 10 febbraio 2018

SOSTENIBILITÀ: ALL’ISTITUTO SERAFICO DI ASSISI CHIUSI I LAVORI DEL MOVIMENTO CATTOLICO MONDIALE PER IL CLIMA PER RIDURRE L’UTILIZZO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI


SOSTENIBILITÀ: ALL'ISTITUTO SERAFICO DI ASSISI CHIUSI I LAVORI DEL MOVIMENTO CATTOLICO MONDIALE PER IL CLIMA PER RIDURRE L'UTILIZZO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI

Una vera e propria campagna internazionale a cui hanno aderito 40 istituzioni e organizzazioni cattoliche di tutto il mondo che si impegnano in una politica di disinvestimento dalle fonti fossili di energia per dare vita a un modello che sia più sostenibile. E proprio dalla città di San Francesco, all'Istituto Serafico di Assisi, si è concluso il lavoro concreto del Movimento per delineare gli obiettivi della campagna secondo le linee guida tracciate da Papa Francesca nell'Enciclica Laudato Sì.

Si è chiusa positivamente la tre giorni in Umbria, all'Istituto Serafico di Assisi, del Movimento Cattolico per il Clima (Global Catholic Climate Movement) per tracciare i temi prioritari e stilare una vera e propria road map di avvicinamento agli obiettivi della campagna internazionale per il disinvestimento dalle fonti fossili. 

Sono passati quattro mesi da quando 40 istituzioni e organizzazioni cattoliche in rappresentanza di ogni parte del pianeta hanno annunciato di aver abbandonato il sostegno finanziario ai combustibili fossili e gettato le basi per un'economia a impatto zero di carbonio.

Proprio ad Assisi, città di San Francesco e luogo sacro profondamente significativo per 1,2 miliardi di cattolici in tutto il mondo, meta ogni anno di numerosi pellegrinaggi, tre diverse organizzazioni religiose il Sacro Convento, la Diocesi e l'Istituto Serafico di Assisi hanno scelto di aderire alla campagna sulla base anche degli insegnamenti di Papa Francesco nell'enciclica Laudato Sì, che sottolinea l'importanza di dar vita a un modello che sia più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale e che preveda un'accelerazione  nel processo di transizione dalle fonti fossili di energia a quelle rinnovabili.

"La scelta di tenere questi primi lavori all'Istituto Serafico di Assisi nasce come segno della Cura del Creato a partire dai più deboli e di quella ecologia integrale che ha a cuore tutta l'umanità ed il Creato nelle sue fragilità e vulnerabilità. Siamo stati accolti in maniera eccellente non solo dalle persone incontrate, ma anche i luoghi dove il Serafico cura i propri ragazzi e dove in questi giorni abbiamo focalizzato i prossimi impegni del Movimento, esprimono un'attenzione di altissimo livello verso il mondo circostante e la sua salvaguardia. Qui al Serafico si intuiscono già come realizzate tante delle indicazioni che la Laudato Sì' ci offre per essere attenti a noi, al prossimo e al Creato che ci accoglie" ha dichiarato Tomas Insua Direttore esecutivo del direttore Esecutivo del Global Catholic Climate Movement
L'Istituto Serafico di Assisi, è un centro specializzato nella ricerca medico-scientifica e riabilitazione di giovani con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali: accoglie e cura oltre 150 giovani pazienti, provenienti da ogni parte d'Italia e non solo. Fornisce annualmente 11.000 trattamenti riabilitativi e più di 12.000 trattamenti educativi-occupazionali grazie anche alla professionalità di medici e operatori specializzati volta a garantire benessere a misura di disabile.
"Abbiamo accolto molto volentieri questo primo incontro e il team riunitosi qui ad Assisiha dichiarato Francesca Di Maolo, Presidente dell'Istituto Serafico di AssisiDa tempo abbiamo deciso di inserire tra le attività riabilitative anche la relazione con l'ambiente e la ricca essenzialità che la terra ci sa offrire, coniugando l'attenzione verso i nostri ragazzi con l'attenzione verso quello che circonda e pervade la vita loro e di ognuno di noi. E' un'attenzione a 360 gradi che parte dai nostri piccoli, transita ai nostri operatori e coinvolge i nostri luoghi di vita".
Domenica, in compagnia di Francesca Di Maolo, Presidente dell'Istituto Serafico di Assisi, il team organizzativo del Movimento Cattolico per il Clima, composto da uomini e donne provenienti da diversi paesi (Polonia, Argentina, Ecuador, Brasile, USA e Italia) ha avuto, dapprima, un incontro con il Vescovo di Assisi S.E. Mons Domenico Sorrentino e poi ha assistito alla messa in inglese celebrata nel Santuario della Spogliazione. 
Lunedì, invece, si sono recati presso la Tomba di San Francesco, due luoghi simbolo dell'essenzialità del vivere e del rinnovamento nel rapporto con la creazione di Dio per le generazioni presenti e future.
Una tre giorni dunque all'insegna della condivisione, dei contatti con il mondo religioso e delle istituzioni e un primo lavoro di stesura di azioni ed obiettivi che vedrà sia la città di Assisi che il Serafico come fulcro delle attività del Movimento in Italia, con l'obiettivo costante di vedere la Laudato Si' tradotta in buone prassi, azioni e iniziative a salvaguardia del creato e dell'ambiente dove viviamo.
     
ISTITUTO SERAFICO DI ASSISI
Il Serafico, fondato nel 1871, è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell'innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime. 

Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali, il Serafico accoglie e cura ogni giorno 150 pazienti, provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di 10.895 trattamenti riabilitativi e 12.322 trattamenti educativi-occupazionali all'anno (dati 2015). 

In una superficie complessiva di circa 10.000 mq, posta su di un'area di 40.000 mq, sono disponibili 82 posti letto in regime residenziale, 2 posti letto in regime semi-residenziale, oltre ad un servizio ambulatoriale e di valutazione diagnostica-funzionale. 

Le persone al servizio degli utenti sono 267: circa 170 tra collaboratori e dipendenti e un centinaio di volontari, che mettono in campo non solo capacità e competenze, ma anche un "capitale di umanità" in grado di entrare in sintonia con i pazienti.


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giovedì 28 settembre 2017

Nuovo report su sussidi fonti fossili in UE e Italia


NUOVO RAPPORTO SUI SUSSIDI ALLE FONTI FOSSILI: 112 MILIARDI DI € ALL'ANNO NEI MAGGIORI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. IN ITALIA 8,7 MILIARI DI € SOLO PER I TRASPORTI.
 
Torino, 28 Settembre 2017.

112 miliardi di €: a tanto ammontano i sussidi forniti ogni anno alle fonti fossili nei maggiori paesi membri dell’Unione Europea secondo il nuovo rapporto “Phase-Out 2020: Monitoring Europe's fossil fuel subsidies report”, prodotto dall’Overseas Development Institute (ODI) e Climate Action Network (CAN) Europe e presentato a Bruxelles in occasione di una conferenza stampa nella giornata di oggi, giovedì 28 settembre.

Di questi, 4 miliardi provengono direttamente dalla stessa Unione.

Lo studio analizza i sussidi di cui hanno goduto i combustibili fossili tra il 2014 e il 2016 sia a livello comunitario che in 11 stati membri, tra cui l’Italia, responsabili dell’83% delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea. Sono stati identificati ben 999 diversi tipi di incentivi economici nelle forme di agevolazioni fiscali, finanziamenti pubblici e investimenti da parte di imprese a controllo statale.

I trasporti appaiono come il settore maggiormente beneficiario, ricevendo ben 49 miliardi di € all’anno (il 44% del totale dei sussidi identificati nello studio) a supporto dell’uso dei combustibili fossili.

7,3 miliardi di € annui di finanziamenti pubblici vengono inoltre destinati in Europa alla produzione di petrolio e gas, mentre nei paesi extraeuropei sono stati investiti 1,7 miliardi di € in centrali alimentate dalle fonti fossili e 389 milioni di € sono andati ad alimentare l’estrazione del carbone, il combustibile maggiormente inquinante.

Come firmataria dell’Accordo di Parigi, l’Unione Europea è impegnata a raggiungere l’obiettivo di ridurre a zero le emissioni nette di gas serra entro la seconda metà del secolo, e a reindirizzare i flussi finanziari in maniera coerente con la necessaria traiettoria di decarbonizzazione.

L’Unione, inoltre, si è impegnata a eliminare i sussidi dannosi per l’ambiente entro il 2020, mentre simili promesse sono state fatte dai maggiori stati membri nel quadro del G7 e del G20. I dati di questo nuovo rapporto evidenziano quindi come tali impegni siano ben lontani dal trovare riscontro nella realtà dei fatti.

Nel capitolo dedicato all’Italia vengono evidenziate luci ed ombre rispetto al tema. I combustibili fossili rappresentano ancora una quota significativa del mix elettrico nazionale, seppure in calo: si è passati infatti dall'81% nel 2000 al 60% nel 2015, mentre le fonti di energia rinnovabile ammontano a circa il 40%.

La pubblicazione nel 2016 da parte del Ministero dell’Ambiente del “Catalogo dei sussidi ambientalmente favorevoli e dei sussidi ambientalmente dannosi” segna un passo in avanti nella trasparenza riguardo al supporto economico pubblico alle fonti fossili. Al tempo stesso, tuttavia, lo studio evidenzia come l’articolo 15 della legge delega per la riforma fiscale del 2014, orientato verso l’eliminazione delle sovvenzioni nocive per l’ambiente, non abbia mai trovato attuazione. Ne consegue che tutti i settori presi in esame continuano a ricevere sussidi da parte dello Stato rispetto alle fonti fossili, tanto dal lato della produzione quanto da quello del consumo.

Mentre gli incentivi alla produzione domestica di carbone sono relativamente bassi se comparati agli altri paesi europei, il sostegno economico a petrolio e gas rimane significativo, e viene fornito sia attraverso esenzioni fiscali che, in parte minore, tramite finanziamenti diretti attraverso la spesa pubblica. Annualmente, le esenzioni e i canoni avvantaggiati per l’estrazione di petrolio e gas (royalties) rappresentano un sussidio indiretto stimato in 1,4 miliardi di €.

Risulta elevato anche il sostegno alla produzione di combustibili fossili a livello internazionale, pari in media a 1,3 miliardi di € all’anno, attraverso investimenti in infrastrutture per l’estrazione di carbone, petrolio e gas in diversi paesi extra UE da parte dell'agenzia italiana di credito alle esportazioni (SACE).

Anche nel nostro Paese il settore dei trasporti beneficia largamente di diversi tipi di sussidi, per un totale che ammonta a una media di 8,7 miliardi di € annui nel periodo preso in considerazione dallo studio. In particolare, la differenza di aliquota fra accisa sulla benzina e sul gasolio per il trasporto su gomma risulta in una spesa fiscale indiretta che corrisponde a quasi 5 miliardi di € annui. Agevolazioni fiscali sui carburanti sono in vigore anche per il trasporto aereo, marittimo e ferroviario.

Lo studio passa in rassegna anche una serie di incentivi economici nei confronti della produzione di energia elettrica. Complessivamente, il sostegno alle fonti fossili in questo settore supera i 2 miliardi di € all’anno. Anche i consumi domestici di energia elettrica godono di una serie di agevolazioni, in larga parte mirate a favorire le fasce di popolazione più svantaggiate.

Un significativo sostegno economico rispetto all’uso di combustibili fossili viene destinato anche all’agricoltura, un trend in linea con il resto dell’Europa. Analogamente ai trasporti, il settore beneficia di riduzioni dell’accisa sul gasolio e sul gas naturale e di altre tipologie di sussidi per un totale di oltre 1,2 miliardi di € annui.

Nel commentare i dati del nuovo rapporto Francesco Capezzuoli di Italian Climate Network sottolinea come l’ammontare dei sussidi che vengono destinati alle fonti fossili portino l’UE lontano dal rispetto degli impegni assunti a Parigi. “Risulta chiaro che azzerare le sovvenzioni ai combustibili fossili si tradurrebbe in un vantaggio immediato in termini di riduzione delle emissioni e supporto a politiche di efficienza energetica. Come evidenziato anche dai report dell’International Energy Agency, il phase-out dei sussidi alle fonti fossili risulterebbe decisivo nel mantenere concreto il target dei 2 °C. Inoltre, le ingenti somme risparmiate potrebbero essere destinate a investimenti in infrastrutture e tecnologie low-carbon, favorendo così ulteriormente il raggiungimento degli obiettivi di mitigazione”.
Prosegue Capezzuoli: “Prendiamo atto dell’aumentata trasparenza dell’Italia riguardo al tema, ma questo non è che un primo passo che rimane poco utile se non si traduce in un deciso cambio di rotta a livello pratico: gli incentivi alla produzione e al consumo di combustibili fossili devono essere eliminati al più presto. Purtroppo, il fatto che nel documento in consultazione della nuova Strategia Energetica Nazionale la questione dei sussidi alle fonti fossili non venga affrontata in alcun modo rappresenta un segnale decisamente preoccupante”.

Il rapporto completo e i casi studio nazionali sono disponibili sul sito di CAN Europe:
www.caneurope.org/publications/blogs/1471-report-phase-out-2020-monitoring-europe-s-fossil-fuel-subsidies

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