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sabato 8 giugno 2019

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lunedì 1 aprile 2019

7a ed. Energy Efficiency & Smart Building Day: Milano, 15 maggio 2019


7a ed. Energy Efficiency & Smart Building Day: Milano, 15 maggio 2019

Efficienza energetica ed edilizia sostenibile.

Energy Efficiency & Smart Building Day: la settima edizione dell’evento a firma IKN Italy, che apre le porte a nuovi settori merceologici, si terrà a Milano, il prossimo 15 maggio 2019.

Energy Efficiency & Smart Building Day
Green Economy. Dall’energy cost saving all’innovazione eco-sostenibile: questo il focus della settima edizione di Energy Efficiency & Smart Building Day, l’evento a firma IKN Italy dedicato agli Energy Manager che puntano alla sostenibilità e a portare innovazione nelle attività manutentive ordinarie e straordinarie, di conduzione, istallazione e progettazione di impianti industriali intelligenti e a ridotto impatto ambientale.
Oltre a GDOretail ed aziende alimentari, l’appuntamento si rivolge alle aziende farmaceutiche, industrial & manufacturing, banche & assicurazioni, automotive, Data Center & TLC
In programma al Novotel Cà Granda di Milano il prossimo 15 maggio, l’appuntamento ha totalizzato nelle sei edizioni precedenti oltre 1200 partecipanti, più di 110 relatori provenienti dalle più grandi aziende del retail e del food e 65 Sponsor.
Dopo le precedenti edizioni - focalizzate sul settore Retail, GDO e Imprese Alimentari -, l’evento apre i suoi orizzonti a nuovi settori merceologici quali: Pharma, Manufacturing, Banking, Automotive, Data Center & TLC.
Energy Efficiency & Smart Building Day 2019 è l’unica occasione per gli operatori del settore di analizzare l’evoluzione dell’efficienza energetica, confrontarsi direttamente all’interno di dibattiti e di interazioni 
volte a favorire il networking, definire il ruolo degli Energy Manager nello sviluppo sostenibile della azienda in chiave 4.0.
Fra i nuovi topic di approfondimento tematico: Sostenibilità investimenti per la Green EconomyIntelligenza Artificiale per la diagnostica degli impianti, Data Energy Analytics per il monitoraggio dei consumi, Smart building per l’automazione della filiera industriale, Re-build manutenzione e riqualifica degli impianti e della struttura immobiliare, Industry 4.0 metodi per efficienza industriale, Energy Storage: costi, incentivi e detrazioni fiscali per l’accumulo energetico.
In particolare, verranno proposte soluzioni per: ottenere agevolazioni e gestire gli investimenti nel rispetto degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) adottati dagli Stati membri delle Nazioni Unite impegnati a raggiungerli entro il 2030; contribuire alla Corporate Social Responsability della propria Azienda per trasformare l’obbligo normativo di Sostenibilità in una leva competitiva; contenere i costi della bolletta energetica con le nuove soluzioni IoT e Automation per la refrigerazione, climatizzazione e riscaldamento; pianificare le attività di cost saving e monitoraggio di spesa per la manutenzione edilizia; sviluppare e conoscere tecniche di negoziazione con gli stakeholder nei progetti di fornitura dell’energia; ottimizzare i processi industriali con IoT, AI Big Data per la realizzazione di Green Smart Building.
Dopo gli interventi del mattino, che si articolano in 1 Tavolo di Confronto, 3 Industry Focus, 1 Tavola Rotonda, 2 Panel Discussion, l’agenda propone per il pomeriggio 1 Survey dal titolo “Nuovi Tools per l’Energy Management” e 1 Interactive Session con 4 Tavoli Interattivi che tratteranno di: “Energy Data Analytics per la diagnosi energetica”“F-GAS Regulation: fra sanzioni e innovazioni per gli impianti di refrigerazione”“Industrial Internet of Things per la produzione intelligente e la realizzazione di un Smart Building” e “Energy Storage e Technology per l’accumulo energetico nel settore commerciale, industriale e front of meter”.
Per informazioni e approfondimenti sul programma:

IKN Italy è l’acronimo di:
“I” come INSTITUTE: IKN Italy nasce da Istituto Internazionale di Ricerca. Grazie all’esperienza maturata in oltre 30 anni di attività, si posiziona all'interno di una rete internazionale in grado di proporre sia tematiche di grande attualità e interesse, sia relatori di alto livello. La reale fotografia di IKN la "scattano" i numeri di questi 30 anni: oltre 70.000 partecipanti, 20.000 aziende e 10.000 tra relatori e docenti; numeri che conclamano IKN leader indiscusso nel suo settore.
 
“K” come KNOWLEDGE: la società lavora in settori strategici. Ricerca continua e ascolto del mercato garantiscono a IKN la messa a punto di una formazione non standardizzata, costituita invece da contenuti unici, esclusivi e non "googlabili". 
I settori sui quali si concentra la società sono: Farmaceutico e Dispositivi Medici, Energy & Utilities, Sanità, Banca e Assicurazioni, Retail e GDO, Industrial, Logistica, Legale e Fiscale, Marketing e Vendite, Project Management.
 
“N” come NETWORKING:  IKN Italy opera all'interno di una rete che le permette di organizzare eventi e iniziative che diventano occasioni di incontro per condividere  esperienze uniche e sviluppare nuove partnership. Le iniziative di IKN Italy generano relazioni ad alto valore aggiunto, attraverso incontri B2B qualificati.
L’Azienda è certificata UNI EN ISO 9001 : 2008 e qualificata per la presentazione di piani formativi a organi istituzionali e fondi interprofessionali che si occupano delle richieste di finanziamento e della gestione dei processi burocratici.

mercoledì 11 aprile 2018

TECNOLOGIA: ALL’UNIVERSITÀ DI TRENTO SI SITUDIA L'ALGORITMO ANTISPRECHI

UNIVERSITÀ: A TRENTO SI STUDIA L'ALGORITMO ANTISPRECHI

Al via il progetto di ricerca "Digital Cost Management" DICOM 4.0 per la creazione di strumenti e sistemi di intelligenza artificiale in grado di ottimizzare conti, risorse materiali e umane di piccole e grandi aziende

È partito ufficialmente il progetto di ricerca "Digital Cost Management" - DICOM4.0, una collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell'Informazione dell'Università di Trento e l'azienda COSMAN, leader in Italia nella realizzazione di progetti di Cost Management pensati per ottimizzare i costi aziendali, migliorando l'efficienza e massimizzando i risultati.

"Il progetto di durata biennale, rappresenta un'importante sfida nell'ambito della Industry 4.0 che permetterà di innovare e rendere più efficiente le attività di cost managment di piccole e grandi aziende attraverso strumenti e sistemi di intelligenza artificiale" – commenta il professor Paolo Giorgini, promotore principale del progetto presso UniTrento.

L'obiettivo del progetto è quello di sviluppare una piattaforma "intelligente" in grado di analizzare costi e processi di organizzazioni complesse e supportare gli specialisti di cost management attraverso analisi predittive, confronti storici e tecniche di ottimizzazione dei processi di consumo

DICOM4.0 prevede inoltre lo sviluppo di strumenti di business intelligence per il monitoraggio dei processi di consumo in grado di segnalare criticità e proponendo azioni di adeguamento.

"Obiettivo del cost management, spiega Massimo Aielli, direttore scientifico e responsabile grandi clienti di Cosman – in pratica, è quello di agire sul superfluo, sullo spreco, per riequilibrare le risorse verso attività a maggior valore aggiunto, recuperando così il valore latente presente in azienda che, altrimenti, rischierebbe di restare inespresso. Il Digital Cost Management consiste nel leggere in modo integrato e organico la grande massa di dati prodotti dai terminali collegati in rete, disponibili attraverso internet o proposti dai fornitori di beni e servizi, per trasformarli, in 'real time', in informazioni utili al governo dei costi aziendali".


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domenica 14 gennaio 2018

L’intelligenza artificiale esplora il clima e trova conferme e novità

In una ricerca dell'Iia-Cnr, pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, reti di neuroni artificiali – che apprendono il funzionamento del sistema climatico dai dati osservati nel passato – confermano le azioni umane come causa principale del riscaldamento globale recente e conducono a nuove scoperte sui cambiamenti climatici dell'ultimo secolo

Le applicazioni dell'intelligenza artificiale (IA), sia in ambito scientifico che tecnologico, sono molto numerose. Pochi, tuttavia, si aspetterebbero che l'IA possa aiutarci a comprendere le origini di un problema attuale e pressante come quello dei cambiamenti climatici. 

Una ricerca recente dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Iia-Cnr), pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature e condotta in collaborazione con l'Università di Torino e l'Università di Roma Tre, ha mostrato come modelli di reti di neuroni artificiali (le cosiddette reti neurali) siano in grado di 'comprendere' i complessi rapporti tra i vari influssi umani o naturali e il comportamento climatico.

"Il cervello di un bambino che cresce aggiusta pian piano i propri circuiti neuronali e impara infine semplici regole e relazioni causa-effetto che regolano l'ambiente in cui vive, per esempio per muoversi correttamente all'interno di esso", spiega Antonello Pasini, ricercatore dell'Iia-Cnr e primo autore della ricerca. "Come questo bimbo, il modello di cervello artificiale che abbiamo sviluppato ha studiato i dati climatici disponibili e ha trovato le relazioni tra i fattori naturali o umani e i cambiamenti del clima, in particolare quelli della temperatura globale".

Finora, l'individuazione delle cause del riscaldamento del pianeta è studiata quasi esclusivamente mediante modelli climatici globali che utilizzano la nostra conoscenza fisica del funzionamento dell'atmosfera, dell'oceano e delle altre parti che compongono il sistema clima. "Tutti questi modelli attribuiscono alle azioni umane, in particolare all'emissione di gas serra come l'anidride carbonica, l'aumento delle temperature nell'ultimo mezzo secolo, e questa uniformità di risultati non sorprende, poiché i modelli sono piuttosto simili tra loro. Un'analisi completamente diversa consentirebbe pertanto di capire meglio se e quanto questi risultati siano solidi", continua Pasini.

Questo è quanto hanno realizzato i ricercatori, con un modello che 'impara' esclusivamente dai dati osservati e non fa uso della nostra conoscenza fisica del clima. "In breve – evidenzia Pasini – le reti neurali da noi costruite confermano che la causa fondamentale del riscaldamento globale degli ultimi 50 anni è l'aumento di concentrazione dei gas serra, dovuto soprattutto alle nostre combustioni fossili e alla deforestazione. Ma il nostro modello permette di ottenere di più: ci dà informazioni sulle cause di tutte le variazioni di temperatura dell'ultimo secolo. Così, si vede che, mentre l'influsso solare non ha avuto alcun peso sulla tendenza all'aumento degli ultimi decenni, le sue variazioni hanno causato almeno una parte dell'incremento di temperatura cui si è assistito dal 1910 al 1945. La pausa nel riscaldamento registrata tra il 1945 e il 1975, invece, è dovuta all'effetto combinato di un ciclo naturale del clima visibile particolarmente nell'Atlantico e delle emissioni antropiche di particelle contenenti zolfo, a loro volta causa di cambiamenti nel ciclo naturale".

La ricerca chiarisce quindi nel dettaglio i ruoli umani e naturali sul clima. "E conferma la conclusione che i primi siano stati molto forti e influenti almeno a partire dal secondo dopoguerra", conclude Pasini. "Ma questa non è una notizia negativa, anzi: significa che possiamo agire per limitare le nostre emissioni ed evitare conseguenze peggiori anche in Italia, paese particolarmente vulnerabile dal punto di vista climatico-ambientale".


La scheda

Chi: Istituto sull'inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Iia-Cnr)
Che cosa: A. Pasini, P. Racca, S. Amendola, G. Cartocci, C. Cassardo, Attribution of recent temperature behaviour reassessed by a neural-network method, Scientific Reports 7, 17681 (2017)



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lunedì 16 ottobre 2017

Hera sempre più “smart”: accordo con la startup Energy Way


Risultati immagini per Hera sempre più “smart”: accordo con la startup Energy Way

L’intesa mira a favorire lo sviluppo di sistemi di ottimizzazione ed efficientamento nei settori di riferimento della multiutility, oltre al consolidamento del percorso di rafforzamento delle competenze e delle professionalità del Gruppo. 

Martedì 17 ottobre le due società protagoniste di un convegno sui Big Data a Modena.

Innovazione tecnologica, sistemi integrati, intelligenza artificiale, uso efficiente delle risorse energetiche: passa da queste componenti chiave la quarta rivoluzione industriale, o Industria 4.0, che mira a rendere smart le città. Un processo inarrestabile, nel quale le multiutility giocano un ruolo rilevante di soggetti “abilitanti” lo sviluppo. 

Per questo il Gruppo Hera ha scelto di proseguire nel percorso di rafforzamento di competenze e professionalità negli ambiti dei data analytics, attraverso la firma di un accordo di collaborazione con la startup modenese Energy Way, specializzata nello sviluppo di soluzioni e modelli matematici per l’ottimizzazione e l’efficientamento dei processi industriali, forte anche dell’esperienza di collaborazioni con colossi del calibro di Google e IBM.

Gli ambiti di intervento compresi nell’accordo riguardano le attività di Big Data, modelli Machine learning e intelligenza artificiale che saranno applicati ai diversi settori in cui opera Hera (acqua, ambiente, energia, gas e teleriscaldamento). 

L’obiettivo della cooperazione consiste nel favorire e promuovere lo scambio di esperienze, lo sviluppo di iniziative formative, la realizzazione di progetti e il processo di crescita reciproco, attivando strumenti di consultazione, studio, programmazione e di possibile certificazione di brevetti.

Energy Way collabora già da tempo con la multiutility bolognese su progetti specifici che, in questi mesi, hanno permesso di mettere a punto un modello volto a migliorare ulteriormente i processi di efficienza energetica nell’impianto di termovalorizzazione di Ferrara, oltre a studiare sistemi innovativi per l’area trading con riferimento al mercato elettrico.

“L'innovazione è un asse portante della strategia di sviluppo del Gruppo Hera ed è fondamentale per poter eccellere” è il commento del Direttore Centrale Innovazione di Hera, Salvatore Molé. “La rivoluzione digitale richiede competenze sempre più specialistiche, da coltivare sia attraverso la formazione continua, sia con l’individuazione di partner d’eccellenza. Da questo punto di vista le startup sono un fenomenale acceleratore del processo di crescita e siamo molto felici di poter rafforzare e consolidare la collaborazione con Energy Way, società all’avanguardia nello sviluppo di algoritmi innovativi per l’ottimizzazione dei nostri processi industriali”.

“Siamo onorati di poter lavorare per una società come Hera che, oltre ad essere leader nei mercati di riferimento, si pone come modello per l’economia circolare e per le metodologie di ottimizzazione dei processi” spiega Fabio Ferrari, Amministratore Delegato di Energy Way. “Il Gruppo Hera è come noi convinto che la vera rivoluzione non è più nelle macchine che elaborano i dati, ma nei dati stessi e soprattutto nella capacità di analizzarli e usarli per attuare un cambiamento”.


Di Big Data e rivoluzione dei processi industriali si parlerà martedì 17 ottobre, a partire dalle 17, all'Auditorium "G. Fini" di Modena, nell'ambito di un evento organizzato da Energy Way in collaborazione con Confindustria Emilia, al quale prenderà parte anche l’Amministratore Delegato del Gruppo Hera, Stefano Venier, per presentare una case history della società.

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