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martedì 24 ottobre 2017

Sviluppo sostenibile e Smart City. ICity Rate 2017: Milano è la più eco-sostenibile d'Italia, Bologna e Firenze sul podio

ICity Rate 2017: Milano la città più "smart" d'Italia, Bologna e Firenze sul podio
Le città italiane più intelligenti sono anche quelle più vicine agli obiettivi globali di sviluppo sostenibile.
Nel ranking nazionale bene i capoluoghi emiliano-romagnoli. 

Bergamo e Trento le inseguitrici più dinamiche. Male il Sud: le città meridionali in coda alla classifica.
I risultati del rapporto ICity Rate 2017 di FPA con la classifica delle smart city italiane tra 106 comuni capoluogo

Milano, 24 ottobre 2017 - Milano è la Smart City più avanzata in Italia: si conferma al primo posto per il quarto anno consecutivo, staccando le altre città in particolare per crescita economica, mobilità sostenibile, ricerca/innovazione, trasformazione digitale, con ottimi risultati anche nella partecipazione dei cittadini e nella gestione dei beni comuni. 

Anche se in questa edizione il distacco del capoluogo lombardo è quasi azzerato, per l'introduzione di variabili ambientali come il consumo di suolo (in cui si colloca al 97esimo posto) e qualità dell'aria (98esimo), che ne riduce la distanza dalle città inseguitrici. 

Al secondo posto, infatti, la tallona Bologna, medaglia d'argento con solo due punti di distanza dal vertice (contro gli oltre 50 del 2016), potendo vantare il primato nell'energia e nella governance e in generale un approccio complessivo di buon equilibrio nei diversi ambiti che compongono la "città intelligente". 

Firenze invece si riprende il terzo posto che aveva perso lo scorso anno, in particolare grazie a politiche per turismo sostenibile e cultura, crescita digitale, energia e ambiente.

Seguono poi Venezia, Trento, Bergamo, Torino, Ravenna, Parma e Modena a completare la "top ten" delle Smart City italiane, in cui si scorge un forte blocco di città emiliano-romagnole, esempi di successo per sostenibilità, inclusione e innovazione. E in cui si evidenzia la forte accelerazione di Bergamo (sesto posto con un salto di ben 5 posizioni rispetto all'anno scorso), grazie ai buoni risultati in crescita economica e ricerca/innovazione, e di Trento (quinto posto, 3 posizioni guadagnate), grazie ad ambiente e economia circolare. 

Nello sviluppo della Smart City sono in evidente ritardo le città del Sud: scorrendo la classifica dei 106 capoluoghi italiani oggetto di indagine, la prima a comparire è Cagliari, solamente al 47esimo posto. Mentre la coda del ranking è interamente occupata dalle città meridionali: all'ultimo posto Trapani, preceduta da Vibo Valentia, Caltanissetta, Agrigento, Crotone, Catanzaro, Enna, Catania, Foggia, Benevento. 

Di lenta crescita è il risultato di Roma, al 17esimo posto della classifica generale: pur con uno scatto in avanti di 4 posizioni, soprattutto grazie alla trasformazione digitale (diffusione banda larga ed ultra larga, open data, utilizzo dei social, servizi on line, etc) la Capitale si conferma indietro rispetto alle città di vertice in parametri cruciali per le grandi città come mobilità sostenibile, energia, occupazione, governance.

Sono alcuni dei risultati di ICity Rate 2017, il rapporto annuale realizzato da FPA, società del gruppo Digital360, per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso per diventare "smart", ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. FPA ha individuato e analizzato 15 dimensioni urbane che in ambito nazionale e internazionale definiscono traguardi per le città (povertà, istruzione, aria e acqua, energia, crescita economica, occupazione, turismo e cultura, ricerca e innovazione, trasformazione digitale e trasparenza, mobilità sostenibile, rifiuti, verde pubblico, suolo e territorio, legalità e sicurezza, governance). 

Le dimensioni tengono insieme 113 indicatori che, aggregati nell'indice finale ICity index, consentono di stilare la classifica finale tra 106 comuni capoluogo. Poiché è impossibile progettare e governare delle Smart City senza tener conto degli obiettivi di sostenibilità introdotti dall'Agenda 2030 dell'ONU, FPA li ha introdotti nella sesta edizione.

"La Smart City del futuro deve essere anche sostenibile, ma i risultati del rapporto ICity Rate 2017 evidenziano complessivamente un ritardo del sistema urbano italiano nei confronti degli obiettivi di sostenibilità, che rischia di limitare l'attrattività e la vivibilità dei nostri centri urbani – rileva Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA –. I 106 comuni capoluogo analizzati raccontano un'Italia delle città senza una politica coordinata e un quadro di riferimento condiviso per rispondere a grandi sfide come cambiamento climatico, povertà, mobilità sostenibile, consumo di suolo e sicurezza. Serve un coordinamento di tutti i livelli di governo con al centro la dimensione urbana, perché nelle città si addensano i problemi sociali ed economici, ma si trovano anche le competenze e le risorse per risolverli".

"Milano, Bologna e Firenze, le tre città al vertice di ICity Rate 2017, rappresentano modelli diversi di sviluppo e di governance urbana in grado di portare risultati importanti – prosegue Dominici –. Milano, trainata dal dinamismo economico e dalla capacità di innovare processi decisionali e servizi, è la più solida 'piattaforma abilitante' per la Smart City del Paese, ma sconta un disallineamento nella sostenibilità ambientale e in parte in quella sociale. Bologna punta a tenere insieme qualità dell'ambiente, politiche di welfare e di innovazione territoriale in un equilibrio complessivo. Firenze è salda nelle sue vocazioni, il turismo e la cultura, che sono motore di sviluppo economico ma la portano anche a fare i conti con impatti sociali e ambientali. Inoltre, si nota il rafforzamento del sistema urbano emiliano-romagnolo, che rappresenta una struttura baricentrica per il resto d'Italia, e l'importanza delle città intermedie del centro-nord che sono una connessione tra le aree metropolitane. Risulta pesante invece il ritardo strutturale di gran parte delle città del Sud e quello di Roma, su cui si evidenzia solo qualche debole segnale di movimento".

ICity Rate 2017 - Le prime 10 città in classifica
POSIZIONE 2017 Città PUNTEGGIO
1
Milano
599,1
2
Bologna
597,4
3
Firenze
571,1
4
Venezia
553,3
5
Trento
545,8
6
Bergamo
538,1
7
Torino
532,9
8
Ravenna
517,6
9
Parma
513,9
10
Modena
513,3

Il podio - Milano rimane salda al primo posto per il quarto anno consecutivo, ribadendo la sua eccellenza in molte dimensioni oggetto di indagine. Distanzia in modo significativo la maggior parte delle altre città per crescita economica, mobilità sostenibile, ricerca e innovazione e trasformazione digitale, mostrando un ottimo posizionamento anche per innovazione sociale, progettazione innovativa per lo sviluppo urbano e amministrazione condivisa. È al primo posto nel 20% degli indicatori oggetto di indagine. 

Ad esempio per produttività, con 46.227 euro di valore aggiunto pro-capite (contro una media italiana di 22.751), per imprenditorialità, con 12,9 imprese attive per 100 abitanti (contro 8,9 di media), per diffusione di banda ultra larga, con 9,5% abbonamenti sulla popolazione residente (media 1,4%), per diffusione del coworking, con il 22,5% del totale dei servizi offerti in Italia (media 0,8%), per diffusione di home banking, con 70,8% di clienti ogni 100 residenti (42,7% di media), per offerta di trasporto pubblico locale, con 16.218 posti a Km per abitante offerti (media 2.391), per diffusione di bike sharing, con 3,5 biciclette disponibili ogni 1000 abitanti (media 0,5). 

Tuttavia, Milano è anche la città che più ha risentito dell'introduzione di variabili ambientali nella ricerca come il consumo di suolo (97° posto), la qualità dell'aria (98°). E un suo punto debole resta legalità e sicurezza, in cui anche quest'anno si posiziona al fondo della classifica (83°).

Bologna recupera la distanza con solo due punti dal vertice, potendo mostrare la medaglia d'oro nell'energia e nella governance e quella di argento nella trasformazione digitale e occupazione. 

Dai risultati del rating 2017 però mostra soprattutto un approccio complessivo equilibrato che non la fa scendere nella parte bassa della classifica in nessuna delle 15 dimensioni analizzate, con l'eccezione delle policy su suolo e vulnerabilità territoriale (69°). Firenze si riprende il terzo posto che aveva perso lo scorso anno, risultando la prima città italiana per policy legate alla promozione di turismo sostenibile, che crea posti di lavoro e promuove cultura e prodotti locali. 

Ma vanno molto bene anche istruzione (4 fiorentini tra i 30 e 34 anni su 10 sono laureati), crescita economica e occupazione (72,7% è il tasso di occupazione per il 2016, oltre il 10% in più rispetto alla media italiana nelle città), politica ambientale, investimento per la trasformazione digitale e l'innovazione del modello di governance della città. I punti di debolezza di Firenze invece sono differenti dalle altre città metropolitane: la qualità dell'acqua e dell'aria (87° posto), il consumo di suolo (69°) e la legalità (70°).

Il dinamismo delle città medie - Nella top ten due città medie sono in forte accelerazione. Trento è salita al quinto posto dall'ottavo del 2016, trainata da valori sopra la media nazionale per tutti e 15 gli ambiti di policy, il primo posto nella gestione dei rifiuti urbani e un posizionamento nelle prime 10 città d'Italia per turismo e cultura (9°) e politiche di contrasto alla povertà (10°). Bergamo è salita al sesto posto con un salto di ben 5 posizioni, grazie a ottimi valori nella crescita economica e nella ricerca – innovazione (terza), ma anche in mobilità sostenibile (quinta). È ottimo il posizionamento delle città emiliane-romagnole, che guadagnano quattro posti su dieci nella top ten, a cui si aggiunge Reggio Emilia in 11esima posizione (tre in più dello scorso anno). Un risultato merito di un approccio che da tempo scommette su una crescita sostenibile e inclusiva in una logica di condivisione e di collaborazione multi-stakeholders. 

Le città metropolitane - Crescono complessivamente le città metropolitane anche se restano lontane dalla sostenibilità. Cinque delle 10 città metropolitane italiane sono nella top ten di ICity Rate 2017: oltre a Milano, Bologna e Firenze, c'è Venezia in quarta posizione e Torino in settima. Migliorano i risultati per più della metà dei capoluoghi metropolitani: crescono Roma, Genova, Cagliari, Napoli, Messina e Reggio Calabria. Merito dei buoni risultati in dimensioni rilevanti come istruzione, energia, crescita economica, trasformazione digitale, cultura e turismo e mobilità sostenibile. Anche se i capoluoghi metropolitani sono fanalino di coda del Paese per legalità e sicurezza, ambiente e gestione delle risorse naturali.

La Capitale lentamente si muove. Roma rimane lontana dalla vetta ma quest'anno registra uno scatto in avanti di 4 posizioni (dal 21 al 17), grazie soprattutto ai valori nella trasformazione digitale (diffusione banda larga ed ultra larga, open data, utilizzo dei social, servizi on line, ecc) che la fanno salire a un inedito terzo posto in questo ambito. Per il resto, salvo un quinto posto in cultura e turismo, rimane arretrata in gran parte dei settori che dovrebbero caratterizzare città di grandi dimensioni: 33° posto nella mobilità sostenibile, 49° in energia, 26° in occupazione, 37° in governance.

La distribuzione geografica - Sono a Nord Est le città più Smart nel 2017, ma il Nord Ovest è vicino e il Centro si scosta di poco soprattutto grazie alla qualità delle risorse naturali e alle politiche di salvaguardia. Il Sud invece è molto indietro rispetto al resto d'Italia sia nelle dimensioni legate all'economia e all'innovazione, che in quelle del welfare, nelle politiche di contrasto della povertà, nel turismo e cultura. Se guardiamo ai valori medi la distanza tra le città del Nord Est (494) e quelle del Sud e delle Isole (302) è di circa 200 punti. Nel meridione però spiccano alcune eccellenze. Su tutte Cagliari, che anche per il 2017 è la prima città del Sud in graduatoria: dalla 54esima posizione 2016, quest'anno entra nella metà alta della classifica con il 47° posto. Tra le prime 15 città del Sud ci sono anche gli altri due comuni sardi analizzati, Sassari e Oristano, a conferma del percorso di crescita dell'isola. Ma anche le città abruzzesi hanno complessivamente un buon posizionamento.

mercoledì 9 maggio 2012

Firenze. European Sustainability Day 2012


La sostenibilità europea si racconta anche con la piccola impresa.
A Firenze, il 09 e 11 maggio 2012


Milano, 09 maggio 2012 – Al via l'European Sustainability Day 2012 un evento in tre giornate, dedicato alla sostenibilità, presso il Polo sociale di Novoli e il centro di formazione Il Fuligno, a Firenze. Apre oggi con la consegna al miglior talento under 30 del premio Daniele Vernon de Mars “Il mondo che vorrei”. Prosegue venerdì con due conferenze dedicate  alla responsabilità sociale di impresa, alle nuove generazioni e alla salute. Per chiudersi in ottobre con l'appuntamento per lo sviluppo urbano e territoriale integrato.

Molte le istituzioni e le aziende chiamate a confrontarsi in tema. Tra gli ospiti sono attesi Anna Maria Darmanin, Corrado Clini, Stefania Prestigiacomo e le best practices di aziende quali General Motors, Gucci e Vodafone,  insieme però alla voce della piccola industria italiana rappresentata dal  Vice Presidente di Confindustria Firenze, Giuseppe Ponzi. A promuovere e organizzare l'iniziativa è l'agenzia di Rating di Sostenibilità Standard Ethics, in collaborazione con l'Università di Firenze, la Segreteria Generale dell'Eurispes e Koncept Srl, poggiandosi a una rete di collaboratori e sostenitori. Con loro, MIC21 che con mia impresa condivisa©  ha messo a punto uno strumento di responsabilità sociale di impresa per le aziende che vogliano darsi un programma di sviluppo comune.

La sostenibilità oggi è un tema che si è fatto 'urgente', specie per le piccole imprese italiane che si misurano quotidianamente con una visione in alcuni casi tagliata o fortemente compromessa dal dovere far fronte a una crisi economica, strutturale. Imprese che però in molti casi cooperano con i loro fornitori, i loro clienti e i competitors, gli stakeholders di rete, valorizzando di fatto nel cuore della loro filiera pratiche di CSR per poter investire e innovare.

Sostenibilità quindi è  un tema ever green senz'altro e incalzante vista la responsabilità di dover fare fronte a sfide sociali e economiche, nuove. Ma è in occasione di giornate come queste in cui sono di nuovo al centro dell'agenda i giovani, la sostenibilità, il territorio e la salute che la visione torna ad avere il suo respiro e il rapporto con le Istituzioni internazionali il suo giusto equilibrio.
Dopo di oggi e venerdì, l'appuntamento è a ottobre per lo sviluppo sostenibile integrato del territorio.



MIC 21 , industry in common

MIC 21 è una piccola rete di imprese che nasce nel 2012 da una idea di Aline Origlia, una ricercatrice esperta di governance dello sviluppo sostenibile. Oggi, apre con i suoi partner all'innovazione per le reti di impresa con la realizzazione di un workshop partecipato per lo sviluppo di una visione e un programma che siano comuni a più imprese.

venerdì 28 maggio 2010

Buone pratiche di sostenibilita' a TERRA FUTURA

TERRA FUTURA, mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità

Firenze, Fortezza da Basso, dal 28 al 30 maggio 2010 (settima edizione).

“Le comunità sostenibili e responsabili. Laboratori di futuro”.

LORETTA NAPOLEONI: “L’Europa incapace di vera solidarietà nei momenti di crisi. È la nostra democrazia ad essere fallita, non solo l’economia”. “In Italia troppo facile ottimismo”.

UGO BIGGERI/BANCA ETICA: “No al green washing di tante aziende.

La responsabilità sociale entri nelle aree della produzione e del commercio».

Firenze, 28 maggio 2010 - È il tema delle economie responsabili ad aprire la settima edizione di Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, alla Fortezza da Basso fino a domenica 30 maggio. In uno scenario di crisi mondiale è necessario ricostruire economie sane e responsabili. E per farlo si deve partire dal basso, guardare alle esperienze e ai nuovi modelli nati sui territori locali. È la strada che da tempo indicano i promotori di Terra Futura, Fondazione culturale Responsabilità Etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente. E lo ribadiscono ancora una volta.

Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica, aprendo i lavori di questa prima giornata ha detto: «Oggi il tema della responsabilità d’impresa non riguarda soltanto le multinazionali per cui la condizione è molto critica, ma anche le piccole imprese. Un segnale positivo è che in tante oggi si interrogano in merito alla responsabilità sociale d’impresa e alle conseguenze ambientali e sociali di comportamenti irresponsabili e insostenibili. Ma di fatto è un momento particolare rispetto a questi temi: quando il referente della responsabilità sociale d’impresa in un’azienda coincide con l’ufficio comunicazione o l’ufficio marketing è evidente che siamo di fronte a una contraddizione. Questo si chiama green washing non responsabilità sociale, e piega al marketing senza sostanza un bisogno sentito ormai da molti cittadini. La responsabilità sociale deve entrare piuttosto nelle aree gestionali della produzione e del commercio».

Deciso l’intervento di Loretta Napoleoni, economista, che ha evidenziato come oggi manchi la solidarietà, “elemento portante dell’economia”. «E manca anche nell’Unione Europea – ha insistito -. Il Dubai ha dato una grande lezione in tal senso: solo sette mesi fa aveva un debito pubblico 35 mila miliardi che non riusciva a pagare, ma è stato però subito garantito e ristrutturato dall’emirato di Abu Dhabi. Adesso il Dubai è pronto a ritornare nel mercato internazionale dei capitali. Questo è un sintomo dell’invecchiamento della nostra democrazia, che è da riformare. Noi rischiamo di perdere l’Euro e l’Europa per appena 9 mila miliardi di euro di debito. Nel 2008 avremmo dovuto capire che era necessario iniziare a pagare i debiti e quantomeno a ristrutturarli in solidarietà con l’Unione Europea. Invece nessuno Stato è disposto ad aiutare gli altri: tutti concentrati nei propri interessi. E intanto si rischia lo sfascio come nel caso della Grecia. Bisogna muoversi subito, invece i politici europei si limitano a presentare politiche austere che di fatto danneggiano la ripresa nel lungo periodo».«L’economia è complessa e serve tempo – ha concluso -, ma noi non ne abbiamo. Io personalmente sono pessimista, mentre in Italia si è eccessivamente ottimisti. È necessario essere realisti».

E rispetto alle difficoltà pesanti in cui versano da ormai due anni tante imprese, la Napoleoni ha commentato: «Il Governo sembra non potere dare aiuto, tende piuttosto a ridurre la spesa pubblica per soddisfare il mercato». E i nuovi modelli economici, quelli che si muovono su percorsi di sostenibilità e di responsabilità? «Il sistema di solidarietà, la banca etica, le cooperative, le imprese etiche potrebbero sopravvivere meglio delle altre perché hanno una rete di supporto, ma in questa rete ci sono poche imprese. Se avessimo sviluppato una rete regionale più fitta e solida dal 2008, con l’aiuto del Governo, la situazione sarebbe migliore. Il movimento solidale ed etico sa reggersi da solo e far fronte a momenti di grande difficoltà. Ma da solo non può fare miracoli».

«Non credo troppo nella responsabilità d’impresa – ha obiettato Susan George, presidente onorario di Attac Francia e membro della presidenza del Transnational Institute -. La questione prioritaria è piuttosto il pagamento delle tasse: questa è la prima forma di responsabilità da chiedere - ha aggiunto -. Le imprese transnazionali fanno falsi bilanci per non pagare quello che devono. La responsabilità sociale, poi, da sola non basta: è un intero sistema da convertire verso l’economia verde. E ancora le imprese devono essere responsabili insieme, capaci di social trade, come quelle 1500 imprese di Porto Alegre, in Brasile, che hanno saputo far rete e sono reciprocamente fornitori e acquirenti».

È la Rete brasiliana di economia solidale “Solidarius”, Euclides Andrè Mance, della Rete: «La finalità dell’economia è garantire i mezzi per il buen vivir, ossia il benessere delle persone, non è fare profitto: significa produrre, accumulare e ridistribuire valori per promuovere libertà. Se hai fame, non esisti per il mercato perché non hai denaro o non hai qualcosa da scambiare…. Questo spiega la crisi di sovrapproduzione a fronte del miliardo e 20 milioni di persone che soffrono la fame. Produrre e distribuire è il percorso dell’economia solidale. Occorre fare rete tra organizzazioni di economia solidale per riorganizzare i flussi economici perché se non ci sono datori di lavoro né c’è sfruttamento il valore economico rimane accumulato, bisogna riorganizzare un‘economia produttiva delle filiere produttive da parte delle economie solidale. Due assi sono fondamentali: l’espansione dell’economia solidale per riaggregare gli esclusi che non vogliono vivere nell’economia egemonica e l’equilibrio ecologico, perché la produzione dei mezzi che soddisfano il “ben vivere” va coniugata con il rispetto per l’ecosistema».

Infine Laura Pennacchi, economista e direttrice della scuola per la buona politica “Vivere la democrazia, costruire la sfera pubblica”, ha concluso: «Penso che la cosa più importante su cui interrogarci nella nuova fase della crisi in corso, che drammaticamente causa disoccupazione, sia non tanto la questione del come e del perché la finanza sia diventata il bene comune a cui gli Stati hanno dedicato tante risorse, perché questo era inevitabile per salvare il mondo dal collasso. Il punto invece è che dopo aver fatto questo intervento pubblico gli Stati ora dovrebbero creare crescita per affrontare la disoccupazione e per elevare il benessere generale (il nuovo bene comune). L’intervento pubblico dovrebbe ora avere obiettivi di crescita, di qualità, ma rinnovando modelli di consumo, stili di vita e responsabilità collettiva».

giovedì 27 maggio 2010

Firenze. TERRA FUTURA: sostenibilita' in mostra. Da venerdì 28 maggio

TERRA FUTURA, mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità

Firenze, Fortezza da Basso, dal 28 al 30 maggio 2010 (settima edizione).

"Le comunità sostenibili e responsabili. Laboratori di futuro"

Buone pratiche, esperienze e storie di vita sostenibili. 13 sezioni espositive, numerosi convegni e dibattiti, laboratori interattivi, presentazioni di libri. Attesi grandi esperti e testimoni:

Vandana Shiva, Loretta Napoleoni, Carlo Rubbia, Wolfgang Sachs, Carlo Petrini,

Susan George, Raffaele Bonanni, Stefano Zamagni, Pier Luigi Vigna, Carlo Jaeger.

E ancora: Wu Ming 2, Maurizio Maggiani, Giuliana Sgrena, Ghada Abdel Aal…

27 maggio 2010Caffè, cioccolato e birra prodotti nelle carceri di Torino e Saluzzo, l'area internet point allestita con pc recuperati e pezzi d'arredo realizzati da detenuti di altre carceri italiane, una linea cosmetica interamente ottenuta da residui di prodotti alimentari biologici Slow Food (dalla crema mani all'aceto balsamico alla crema viso con le uve di Lambrusco), prodotti realizzati con materie prime provenienti dai terreni confiscati alle mafie o dalle fattorie sociali, ecopoltrone ed ecopouf in carta riciclata e imbottiti con bottiglie di plastica, quotidiani e capi dismessi… E ancora in rassegna abiti da sposa realizzati con filati tessili da poliestere riciclato che hanno la morbidezza della seta, borse create con vecchi banner pubblicitari in pvc, un quadriciclo leggero elettrico, un sistema di ricarica diurna-notturna a pannelli solari per autobus e scuolabus, una pala eolica in legno montabile nel giardino della propria casa…

Tutto questo e altro ancora a Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, che apre venerdì 28 maggio a Firenze presso la Fortezza da Basso fino a domenica 30.

A promuovere l'evento Fondazione culturale Responsabilità Etica onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'Economia Sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.

13 le sezioni dell'ampia rassegna espositiva che vede anche prodotti biologici e del commercio equo e solidale, veicoli ecologici realizzati con materiali riciclati, una yurta (tenda mongola) e una tenda afghana, una casa costruita con blocchi in legno ottenuti da scarti di lavorazione; una minifiliera completa per produrre e utilizzare oli vegetali per il riscaldamento e l'alimentazione di mezzi agricoli... Oltre 600 le realtà espositive con 5000 enti rappresentati, impegnati ogni giorno a costruire sostenibilità nei vari ambiti: tutela dell'ambiente, promozione delle energie alternative, pace e solidarietà sociale, finanza etica, commercio equo, e ancora agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, consumo critico, ecoartigianato, welfare, cittadinanza attiva e partecipazione… Un mondo che è anche nuova economia, con interessanti potenzialità di crescita e di occupazione.

Fitto pure il panorama delle "comunità sostenibili e responsabili", quelle a cui Terra Futura dedica il tema di questa settima edizione: l'esperienza dei cittadini di Pescomaggiore colpiti dal terremoto in Abruzzo, che hanno ricostruito la propria comunità in un villaggio antisismico edificato secondo i criteri della bioedilizia e nato grazie alle donazioni raccolte anche con il tam tam nel web; e ancora le 250 famiglie del progetto "carbon budget – Races", che stanno sperimentando uno stile di vita a minor impatto ambientale, famiglie di tutta Italia impegnate in una vera e propria "gara" per ridurre i propri consumi domestici; il progetto "Agorà" di un coordinamento di associazioni locali per favorire la coesione sociale in un comune "vulnerabile" come Quarto Oggiaro (Milano) e il "supermercato solidale" di Prato, che permette alle famiglie in gravi difficoltà economica di fare la spesa gratis. Senza dimenticare le buone pratiche dei tanti comuni virtuosi che oggi fanno rete diffondendo modi responsabili e sostenibili di gestire il territorio e di governare insieme ai cittadini

Terra Futura è anche un articolato programma culturale (www.terrafutura.info) che comprende seminari, dibattiti e convegni con numerosi esperti e testimoni: 280 gli appuntamenti che vedranno l'intervento di quasi 1.000 relatori; 250 momenti di animazioni e laboratori interattivi per fare toccare con mano ai visitatori tutte le buone pratiche possibili.

Si parlerà del futuro del cibo con Vandana Shiva e Carlo Petrini (venerdì, ore 18.00) in occasione dell'anno internazionale della biodiversità, del ruolo dell'agricoltura nella lotta ai cambiamenti climatici, che oggi sono tra l'altro una delle maggiori cause di grandi migrazioni (come rivela il dossier ecoprofugo che sarà presentato venerdì mattina). Al centro come sempre anche le energie rinnovabili, l'acqua risorsa da non sprecare e bene pubblico, come chiede la campagna promossa dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua che Terra Futura rilancia nei tre giorni insieme a numerose campagne nazionali e internazionali di lotta alla povertà, di cooperazione internazionale e di aiuto allo sviluppo per i Paesi del Sud del Mondo, a partire da quella promossa dalla Campagna per gli Obiettivi del Millennio.

In questa fase storica di crisi che ha reso eclatanti le storture del sistema economico e finanziario attuale, non può mancare il tema della finanza etica che vede il lancio (sabato 29, mattina) della raccolta firme per sollecitare i capi di Stato e di Governo a varare, nel prossimo G20 di giugno in Canada, una tassa sulle transazioni finanziarie il cui gettito si chiede sia destinato a pagare parte dei costi della crisi innescata dalla finanza speculativa; e ancora, la presentazione del primo rapporto finanza e armamenti dell'Osservatorio sul commercio di armi di Ires Toscana (sabato 29,al mattino), che analizza le esportazioni di armi, le aziende che le producono e le policies delle banche e quanto gli investimenti e i fondi pensione dei cittadini (inconsapevoli) vanno ad alimentare la produzione di armamenti.

Comunità solidali sono anche quelle che lottano unendo le forze contro le mafie e l'illegalità: sabato 29 (pomeriggio) sarà presentato il rapporto dei beni confiscati, curato da Agenzia per le onlus e in collaborazione con Liberainformazione, e saranno resi noti in anteprima i dati sulle archeomafie (Rapporto Ecomafie, Legambiente). Attenzione da Terra Futura anche al ruolo importante delle imprese, come le esperienze di realtà che stanno riconvertendo in sostenibile la propria produzione per diventare fornitori per i GAS (…e per vincere la crisi) e tante altre che hanno compiuto o stanno avviando percorsi socialmente responsabili.

A 10 anni di vita dalla nascita del grande movimento sociale globale - che chiede una diversa, più equa e sostenibile globalizzazione - si danno appuntamento domenica pomeriggio a Terra Futura alcuni suoi grandi fondatori e rappresentanti per un bilancio e uno sguardo al futuro.

Tra i personaggi attesi nei tre giorni alla Fortezza da Basso: Vandana Shiva, fisica indiana fondatrice dell'istituto "Research Foundation for Science, Technology and Ecology" a Dehradun in India, Loretta Napoleoni, economista, saggista ed esperta di terrorismo, Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food, Susan George, economista tra le più autorevoli studiose del problema della fame nel Terzo mondo, Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, Gilda Farrell, responsabile della divisione "Sviluppo e coesione sociale" del Consiglio d'Europa, Pier Luigi Vigna, magistrato già procuratore nazionale antimafia, Aldo Bonomi, direttore dell'Istituto di ricerca Aaster (Associazione agenti per lo sviluppo del territorio) e consulente del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro), Carlo Jaeger, economista dell'Istituto di ricerche climatiche di Potsdam e presidente del Forum europeo sul clima, Wolfgang Sachs dello Wuppertal Institute in Germania, a capo di un progetto trasversale chiamato "globalizzazione e sostenibilità", Laura Boldrini, portavoce UNHCR, Gustavo Soto Santiesteban, direttore del CEADESC (Centro studi applicati ai Diritti economici, sociali e culturali) nel Cochambamba (Bolivia), Moema Miranda, direttrice di IBASE (Istituto brasiliano di analisi sociale ed economica), Euclides Andrè Mance, ideatore e responsabile del programma Solidarius, nodo della Rete brasiliana di socioeconomia solidale, Ismael Dawood, operatore iracheno per i diritti umani, Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl, Laura Pennacchi, già sottosegretario al Lavoro e sottosegretaria di Stato al tesoro, Stefano Zamagni presidente dell'Agenzia per le Onlus, Magnus Eriksson tra gli originali creatori di the Pirate bay. E ancora: Ghada Abdel Aal, Richard Plunz, Luigino Bruni, Tonio Dell'Olio, Enzo Manzini, Franco Riva, Alex Zanotelli…E scrittori del calibro di Wu Ming 2, Maurizio Maggiani, Stefano Bartolini, Giuliana Sgrena

Terra Futura è un evento sostenibile grazie alle sue scelte e azioni responsabili. L'ingresso è libero; orario di apertura: venerdì ore 9.00-20.00, sabato ore 9.30-21.00 (eventi e spettacoli fino alle ore 24.00), domenica ore 10.00-20.00.

Ufficio stampa: Marta Giacometti - tel. +39 049 8764542 - cell. +39 338 6719974 - +39 338 6983321 - ufficiostampa@ikonstudio.it

DURANTE L'EVENTO: + 39 055 4972306 -07; fax: + 39 055 4972318

giovedì 28 maggio 2009

TerraFutura: NaturaSi'-Cospe: impegno comune in Swaziland e Niger

A TERRA FUTURA IL BIOLOGICO E LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Naturasì e Cospe: un impegno comune in Swaziland e in Niger

Durante la sesta edizione di Terra Futura - la mostra-convegno dedicata alle buone pratiche di vita, di governo e d'impresa verso un futuro equo e sostenibile - un dibattito aperto al pubblico e una mostra fotografica dedicata mostreranno lo status del progetto di solidarietà del COSPE abbracciato da Naturasì

Dopo il buon esito della partecipazione al progetto di Cospe, Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, in Swaziland, Naturasì ha risposto con entusiasmo alla proposta di contribuire a realizzare banche di cereali in alcuni distretti del Niger, più colpiti dalla siccità (Keita, Bouza, Abalak, regione di Tahoua). Assicurare autonomia alimentare ed indipendenza alle fasce di popolazione più deboli, preservando il patrimonio della biodiversità, è l'obiettivo, infatti, del progetto "I Granai del Niger" abbracciato sin dal 2006 da NaturaSì, la più importante catena di supermercati specializzata nella vendita di prodotti biologici e naturali.

E' per raccontare di questi progetti nei paesi africani che Venerdì 29 maggio alle ore 12.30, in occasione della prima giornata della manifestazione Terra Futura a Firenze presso la Fortezza da Basso, si terrà un incontro dal titolo Naturasì e Cospe: un impegno comune in Swaziland e in Niger, durante il quale interverranno Nomsa Mabila (Shewula Mountain Camp, Swaziland), Paolo Nicolai (referente Swaziland Cospe), Giò Gaeta (NaturaSì), Francesca Baldanzi (Cospe); modera: Giorgio Menchini (esperto Africa Cospe).

Durante l'incontro verranno messi in evidenza gli obiettivi del percorso iniziato nel 2006, così come i progetti realizzati attraverso questa importante collaborazione e soprattutto grazie al contributo dei consumatori.

Sin dall'inizio del progetto, NaturaSì ha offerto ai propri clienti l'opportunità di sostenere questa iniziativa attraverso la raccolta punti annuale: chi lo desidera, infatti, può scegliere di devolvere la cifra raggiunta come "buono di solidarietà" a favore del progetto, in alternativa al ritiro dei premi.

"L'obiettivo finale che ci siamo posti – spiega Giò Gaeta - è quello di realizzare 5 banche di cereali, ossia degli stock di miglio acquistati sul mercato locale che vengono dati in prestito o venduti, a prezzi controllati, nei periodi più critici, consentendo di dare sicurezza alimentare alle popolazioni dell'area. Uno dei punti di forza dell'operazione è la possibilità di essere indipendenti da aiuti esterni, utilizzando risorse territoriali come la tradizione dei Granai, testimonianza di una civiltà millenaria. Le famiglie in crisi, terminate le scorte, quindi, possono rivolgersi direttamente all'organizzazione creata all'interno della loro comunità."

" Cospe - aggiunge Francesca Baldanzi - lavora in Niger da vent'anni e ha sviluppato uno stretto rapporto di collaborazione con le istituzioni e con molte organizzazioni e associazioni della società civile. Con questo progetto -conclude - si intende anche cambiare l'immagine stereotipata che si ha del Niger: trasformandolo da paese della fame a un paese ricco di storia e di architettura, pieno di risorse locali e che merita di essere conosciuto anche per qualcosa di diverso dalla carestia".

Per avvicinare sempre di più il pubblico al progetto e dare la possibilità di comprendere i cambiamenti che stanno avvenendo in Niger, grazie anche al contributo dei Granai, NaturaSì espone durante i tre giorni della manifestazione, presso lo stand COSPE, la mostra fotografica "I Granai del Niger". I raccolti di miglio, i contadini al lavoro, l'importante contributo degli animali, i caldi colori della terra e dei granai sono solo alcuni dei tanti momenti di vita quotidiana, emozioni fermate da uno scatto fotografico che mettono in evidenza il prezioso contributo di un piccolo, ma grande, progetto di solidarietà.

Per maggiori informazioni: www.naturasi.it; www.cospe.it.

Ufficio stampa NaturaSì Aries Comunicazione Silvia Pessini tel 039 2300003 – 348 3391007 – silvia.pessini@ariescomunicazione.it

Ufficio stampa- Cospe- Pamela Cioni- Tel. +39 055 473556 - Fax + 39 055 472806 - cioni@cospe-fi.it - www.cospe.org

NaturaSì

Naturasì è la più importante catena di supermercati specializzata nella vendita di prodotti biologici e naturali. Fondata a Verona nel 1992 da un gruppo di professionisti accomunati dalla passione del biologico e dal desiderio di diffonderlo, oggi conta 66 punti vendita affiliati in Italia e 2 in Spagna. Con l'obiettivo di promuovere l'alimentazione biologica e il benessere naturale, Naturasì ha dato vita ai progetti Carnesì (macellerie biologiche) e Naturasì cucina biologica (ristoranti).

Cospe

Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti. COSPE è un'associazione privata, laica e senza scopo di lucro. Fin dalla sua nascita nel 1983 opera nel sud del mondo, in Italia e in Europa per il dialogo interculturale, lo sviluppo equo e sostenibile, i diritti umani, la pace e la giustizia tra i popoli. Cospe è oggi impegnato nella realizzazione di oltre 100 progetti in circa 30 paesi nel mondo.

martedì 26 maggio 2009

PREMIAZIONE CONCORSO "ARCHITETTURA E SOSTENIBILITA' - TERRA FUTURA 29 MAGGIO 2009 (FORTEZZA DA BASSO DI FIRENZE)

Venerdì 29 maggio Terra Futura ospiterà la cerimonia di premiazione del bando di concorso "Architettura e sostenibilità" rivolto alle migliori tesi di laurea e dottorato di ricerca e da quest'anno anche alle pubbliche amministrazioni.

Nella mattinata, dalle ore 9.30 alle 13.00, avrà luogo il convegno introduttivo dal titolo "Architettura e Sostenibilità: recupero e valorizzazione delle città, le buone pratiche delle amministrazioni pubbliche", al termine, l'inaugurazione della mostra degli elaborati selezionati dalla commissione del concorso presso il Padiglione Cavaniglia.

La premiazione delle tesi di laurea e dottorato di ricerca si svolgerà nel pomeriggio dalle ore 15.00 alle 16.00 presso la Saletta Abitare Naturale.

Inviamo in allegato il calendario dettagliato dell'evento.

Di seguito i vincitori del concorso e quelli insigniti di menzione speciale per il premio "Ricerca ed Innovazione" (tesi di laurea e di dottorato):

PREMIO MIGLIOR TESI DI LAUREA "A passo d'uomo" di Matteo Barbieri e Francesca Sartori, Politecnico di Milano

MENZIONE SPECIALE "Yazdi avamposto sociale, progetto di riqualificazione nell'area dell'Amir Chaghmagh" di Giacomo Minelli, Università degli Studi di Ferrara

MENZIONE INSEDIATIVO-URBANISTICA "Il territorio agricolo della Val Tordino: modalità per nuovi insediamenti ricettivi e di recupero del patrimonio edilizio rurale finalizzato alla realizzazione di una struttura ricettiva diffusa" di Stefania Gruosso e Pamela Liguori, Università degli Studi di Chieti

MENZIONE SOSTENIBILITÀ SOCIALE "Progettazione concreta per un quartiere invisibile" di Cristina Bandini, Marzia Menini e Gabriele Pisani, Università degli Studi di Genova

MENZIONE TECNOLOGICO-STRUTTURALE "Elaborazione di un sistema di valutazione ambientale per materiali ed applicazione in un caso di riqualificazione scolastica" di Eleonora Ardissone e Chiara Piccardo, Università degli Studi di Genova

PREMIO MIGLIOR TESI DI DOTTORATO DI RICERCA-AREA D'INTERVENTO TECNOLOGICO STRUTTURALE "Il progetto dell'esistente: modello tecnico operativo per il recupero eco-compatibile dell'edilizia residenziale pubblica" di Roberta Rotondo, Università La Sapienza Roma.

MENZIONE AREA D'INTERVENTO ARCHITETTONICA E TECNOLOGICO-STRUTTURALE "L'Architettura e il vento: strumenti per una progettazione consapevole" di Fabrizia Benedetti Valentini, Università La Sapienza Roma.

MENZIONE AREA D'INTERVENTO ARCHITETTONICA "Le strategie ambientali per il recupero del patrimonio architettonico rurale. Ipotesi di linee-guida per azioni ed interventi sostenibili" di Francesco Filippi, Università Federico II Napoli

La partecipazione generosa all'esordio del premio "Tradizione ed Innovazione" vede le seguenti amministrazioni vincitrici e insignite di menzione speciale:

PRIMO PREMIO Comune di Venezia "Protocollo d'intesa per interventi di risparmio energetico e uso di fonti rinnovabili nel centro storico di Venezia"

MENZIONE Comune di Faenza "Piano strutturale comunale associato (Comune di Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Riolo Terme, Solarolo) 2009-Energia e Sostenibilità nel centro storico

MENZIONE Comunità Montana Molise Centrale "Laboratorio urbano per la riqualificazione dei centri storici della Comunità Montana Molise Centrale"

L'iniziativa è promossa da Terra Futura e Associazione Cultura & Progetto Sostenibili.

In collaborazione con: Facoltà di Ingegneria Edile Architettura Politecnico di Milano, Centro Studi Progettazione Edilizia e Facoltà di Architettura "Aldo Rossi" (sede di Cesena) Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Facoltà di Architettura Università degli Studi di Napoli "Federico II", Facoltà di Architettura e di Ingegneria Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura Università di Roma "La Sapienza", Facoltà di Ingegneria Università degli Studi del Molise, Dipartimento ITACA- Industrial design Tecnologie dell'Architettura e Cultura dell'Ambiente Università di Roma "La Sapienza", DIPARC-Dipartimento di Progettazione e Costruzione dell'Architettura Università degli studi di Genova.

Con il patrocinio di: ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani, Coordinamento Agende 21 locali italiane, Lega delle Autonomie Locali, UNCEM-Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, UPI-Unione delle Province d'Italia.

Main sponsor: Keracoll-Biocalce, C&P Costruzioni-Isotex - Sponsor: Holzbau, Metadistretto Veneto della Bioedilizia, Sika-Sarnafil.

Media partner: Archinfo.it, Area, Arketipo, Casa&Clima, Costruire in laterizio, Edicom Edizioni, Industria dei laterizi, Progetti e Concorsi, Tetto e Pareti, Valori

Per ulteriori informazioni, contattare la segreteria organizzativa: Marina Sartori 389 0524291.

Ringraziandovi per l'attenzione, porgiamo cordiali saluti.

Adescoop - Segreteria organizzativa del premio "Architettura e Sostenibilità"

_______________________________

Adescoop - Agenzia dell'Economia Sociale s.c. via Boscovich, 12 35136 Padova

tel. +39 049.8726599 fax +39 049.8726568 email segreteria@adescoop.it

martedì 19 maggio 2009

TERRA FUTURA: contro la crisi, la sostenibilità.Presentazione a Roma

TERRA FUTURA 2009

Firenze, Fortezza da Basso, dal 29 al 31 maggio 2009

sesta edizione della mostra-convegno internazionale

delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Roma, maggio 2009 – Uno sviluppo insostenibile dal punto di vista economico, sociale, e ambientale: questa la denuncia del modello sino ad oggi dominante portata avanti in questi anni da Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, che torna alla Fortezza da Basso di Firenze dal 29 al 31 maggio prossimi.

Una convinzione della cui verità profetica la crisi attuale è il segno tangibile, tanto da spingere l'intero sistema a chiedere un cambio di rotta, e che fa di Terra Futura un appuntamento, ora più che mai, di fondamentale importanza e attualità. Soprattutto perché, oltre che puntare il dito contro rischi e squilibri e mettere in rete le numerose realtà impegnate nei diversi ambiti a costruire percorsi verso la sostenibilità, fa conoscere e valorizza le esperienze e i progetti alternativi: di commercio equo, responsabilità sociale d'impresa, finanza etica, agricoltura biologica, diritti umani, ambiente, energie rinnovabili, turismo responsabile,...

Se ne è parlato oggi a Roma, presso la sede FAO, che ha ospitato la conferenza stampa di presentazione della sesta edizione dell'evento, che aprirà fra due settimane. «In questi anni Terra Futura è stato un laboratorio vivacissimo e variegato di idee, progetti ed esperienze dall'efficacia tangibile e misurabile - ha precisato Ugo Biggeri, presidente della Fondazione culturale Responsabilità Etica -. Tra le numerose novità di quest'anno alla Fortezza da Basso ci sarà anche la Prima Borsa delle Imprese Responsabili, la "Green Business Meeting", nata grazie alla collaborazione e al sostegno della Regione Toscana: workshop specifici e incontri one to one per facilitare l'incrocio fra domanda e offerta dell'economia sostenibile, una sorta di bussola per quegli imprenditori che vogliono dare al loro business un'impronta etica dal punto di vista ambientale e sociale, ma anche per chi vuole conoscere prodotti e servizi».

A Terra Futura – ha ricordato ancora Biggeri – sarà lanciato un vero e proprio "appello per un'economia civile e solidale", una proposta di riforma dei mercati economico-finanziari che è il frutto di un percorso condiviso da tutti i partner e iniziato proprio a Terra Futura lo scorso anno, su input di Fiba Cisl.

Come ha spiegato Giacinto Palladino, della segreteria nazionale Fiba Cisl: «L'appello, che ha raccolto numerose e significative adesioni, è articolato in venti punti e su quattro linee di intervento: mercati finanziari, fiscalità, legalità, sostenibilità. Chiediamo tra l'altro istituzioni di vigilanza a livello internazionale che garantiscano la trasparenza dei flussi e dei prodotti finanziari in tutta la loro "filiera", la revisione dei criteri di "Basilea II", che penalizzano le imprese sociali e quelle sane, un modello di credito territoriale e un sistema in grado di frenare i grandi movimenti di capitale dell'industria della mafia e della illegalità, con la messa a diposizione immediata dei beni confiscati, in favore di iniziative sostenibili; e infine, domandiamo meccanismi di fiscalità premiale che le incentivino». Un documento che gli stessi promotori intendono proporre ai Potenti del mondo in occasione del G8, come traccia di riforma del sistema disegnata dalla società civile.

«Il sistema sinora dominante si è dimostrato evidentemente fallimentare – ha sottolineato anche Fabio Salviato, presidente di Banca Etica –. Le venti principali banche del mondo sono tecnicamente fallite perché i titoli tossici da loro dichiarati hanno un valore che è la metà della loro patrimonializzazione. Inoltre il valore globale dei derivati in circolo è dodici volte e mezzo il PIL mondiale: potrebbero volerci anni per ricostruire un sistema "sano". Ma è chiaro ormai che la finanza deve essere organizzata, decentrata e in rete. E l'economia deve servire a soddisfare i bisogni veri delle persone». «Il tempo è opportuno – ha concluso -: la società civile è ormai matura per guidare l'Italia fuori dalla crisi e segnare un cambiamento di passo che potrebbe fare da esempio anche oltre i confini nazionali. Dipende tutto da noi e da come sapremo gestire questa occasione».

Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, ha ricordato come, a partire dal nostro presidente del Consiglio, da più parti arrivi l'invito a non cambiare consumi e stili di vita, mentre Terra Futura incarna il dissenso e la contestazione rispetto a una linea di questo tipo: «La crisi di questo modello economico, derivata dalla logica dell'accumulo, della concentrazione e dell'accaparramento sfrenato della ricchezza, è anche la crisi di un modello sociale, culturale e politico. Ma dobbiamo fare attenzione perché ciò non significa che sia questo tipo di cultura a essere in crisi. E il nostro compito come organizzazioni della società civile, che oggi godono di un largo consenso pubblico, è di presentare la situazione reale con verità. Dobbiamo dimostrare che questa crisi è una forte occasione per far valer il ruolo della società civile responsabile soprattutto a quei soggetti che fino ad ora ci hanno contestato e guardato con logica paternalistica, riconoscendoci di essere i portatori di sani valori ma dall'altra parte additandoci come idealisti. Il terzo settore – e io lo dico da portavoce orgoglioso del Forum permanente – è non solo variegato, ma anche innovativo perché raccoglie tutta l'originalità, la passione e l'intelligenza dei nostri cittadini».

E della necessità di un nuovo modello pratico e culturale ha parlato anche Marco Betti, assessore alla Difesa del suolo e Servizio idrico integrato Regione Toscana: «La green economy è sempre stata derisa da esponenti politici di primo piano – sia di destra che di sinistra -. Ci dicevano che con le energie pulite saremmo stati capaci di ben piccole cose, mentre la vera alternativa rimaneva solo l'energia nucleare, che è poi quello che l'attuale Governo sta perseguendo. Raddoppiando l'eolico, raddoppiando quasi il fotovoltaico e aumentano il geotermico, la Regione Toscana invece non solo dimostra un forte impegno in favore della sostenibilità, ma anche conferma che essa è una validissima risposta alla crisi economica».

«Questa crisi è il fallimento di un modello insostenibile perché basato sulla concezione di crescita illimitata e su un uso indiscriminato delle risorse, nonché sull'idea della solitudine dell'individuo in esasperata competizione con i propri simili - ha dichiarato Paolo Beni, presidente nazionale di Arci -. Come partner di Terra Futura potremmo limitarci a dire "l'avevamo previsto e ora sta avvenendo", ma non servirebbe a molto. Sono d'accordo sul fatto che per lavorare alle alternative occorra avere il polso della situazione: oggi gli "obiettivi del millennio" si stanno allontanando anche nel Nord sviluppato del mondo – ha aggiunto Beni alludendo alla campagna della Fao -. Aumentano nelle nostre città la povertà, l'emergenza sociale, la disgregazione dei legami e l'imbarbarimento delle relazioni civili. Tutto ciò, purtroppo, è terreno fertile per i totalitarismi. E la vera uscita non è certo il ritorno ai protezionismi in economia da parte dello Stato come qualcuno paventa. Serve un nuovo paradigma basato sull'interdipendenza dei popoli e delle persone, che si costruisce dal basso, partendo dai singoli cittadini e dalla società civile».

Oltre che per un nuovo modello produttivo servono strumenti innovativi anche per garantire un futuro all'ambiente, alla salute e ai diritti umani. Lo ha ricordato Maurizio Gubbiotti, della segreteria nazionale di Legambiente: «Abbiamo bisogno di un nuovo modello energetico, che non sia schiavo dei combustibili fossili e si basi sull'efficienza e la produzione di energie rinnovabili. Fondamentale è anche preservare la biodiversità. Con il nostro impegno, vogliamo contribuire a sciogliere il perverso e deleterio intreccio tra mutamenti climatici, povertà e negazione dei diritti umani che grava su buona parte del Pianeta. E Terra Futura di questo impegno ormai da anni è amplificatore potente e luogo di forte confronto».

Una rete di attori, di esperienze e di progetti, che da poche settimane ha anche una perenne piazza virtuale in cui incontrarsi: Zoes, il social network candidato a divenire punto di riferimento di tutte le iniziative di sostenibilità sociale e ambientale italiane, una sorta di "Terra Futura tutto l'anno".

Terra Futura è promossa e organizzata da Fondazione culturale Responsabilità Etica Onlus per conto del sistema Banca Etica (Banca Etica, Etica SGR, Rivista "Valori"), Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'Economia Sociale s.c., in partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.

Protagonisti dell'ampia e articolata rassegna espositiva, con i loro progetti ed esempi concreti di un vivere diverso, associazioni e realtà del non profit, enti locali e istituzioni, imprese.

Come sempre articolata e importante la proposta del calendario culturale, con convegni, dibattiti e seminari che vedranno intervenire a Firenze numerosi esperti e testimoni provenienti dal mondo della politica, dell'economia e della ricerca scientifica, dal terzo settore, dalla cultura e dallo spettacolo. Diversi e coinvolgenti i laboratori interattivi in cui i visitatori potranno sperimentare le buone pratiche.

Per programma culturale e approfondimenti: www.terrafutura.it

Ufficio stampa: Marta Giacometti - tel. +39 049 8764542 - cell. +39 338 6719974 - +39 338 6983321 ufficiostampa@ikonstudio.it

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