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sabato 30 dicembre 2017

Favini è sempre più eco-sostenibile

FAVINI SUSTAINABILITY CHANNEL: TUTTI I NUMERI GREEN DELL'AZIENDA

Favini, tra i leader globali nelle specialità grafiche innovative per il packaging dei prodotti realizzati dai più importanti gruppi mondiali del settore luxury e fashion, comunica i dati relativi al proprio impegno green nel periodo 2009/2016.

Le aree di intervento dell'azienda hanno riguardato il controllo delle emissioni, la gestione delle risorse idriche, i consumi energetici e i progetti ambientali.

CONSUMI IDRICI -29%
Riduzione dei consumi idrici (m3 di acqua consumata/tonnellate di prodotto finito) grazie all'implementazione del sistema di ciclo chiuso dell'acqua (2009-2016).

In una cartiera, l'acqua ha molteplici utilizzi: il primo è sicuramente quello che consente la movimentazione e la distribuzione delle fibre destinate a formare la trama del foglio di carta.  L'acqua viene utilizzata in alcune operazioni successive, come quella di patinatura, e, sotto forma di vapore acqueo, anche nel processo di asciugatura.

La gestione dell'acqua in una cartiera è un aspetto chiave e non solo per l'ambiente: più acqua si immetterà nel sistema di produzione, infatti, più aumenterà l'investimento - anche economico - necessario per trattarla attraverso gli impianti di depurazione. Promuoverne il riutilizzo è dunque fondamentale.

Favini ha implementato un sistema di ciclo chiuso che consente, quando è possibile, di reintegrare nel circuito l'acqua - opportunamente trattata - per un secondo impiego: questo recupero permette un notevole risparmio nell'utilizzo della risorsa. Tutte le acque in uscita dal processo, infine, vengono convogliate in un efficiente impianto di depurazione biologico, che permette di ripristinare una qualità ottimale, rispettando in tal modo l'ecosistema dei corsi d'acqua nei quali viene riversata.

EMISSIONI DI CO2:  -16%  
Riduzione delle emissioni (ton di CO2eq/ton prodotto finito) nel periodo 2009-2016.

Per abbattere le emissioni dirette di gas serra è necessario puntare su sistemi di generazione energetica sempre più efficienti ed ecosostenibili. Grazie all'investimento in attrezzature ad alta tecnologia, all'autoproduzione di energia idroelettrica e ad un nuovo impianto di cogenerazione, Favini è riuscita a limitare la propria carbon footprint, nonostante la consistente crescita della produzione.

Il processo di efficientamento energetico per Favini passa anche attraverso una continua valutazione di fonti energetiche più ecosostenibili. Quando possibile, Favini sfrutta la forza dei corsi d'acqua adiacenti all'azienda grazie a due impianti idroelettrici di proprietà.

Grazie all'acquisto di carbon credits, Favini riesce a compensare totalmente le emissioni di CO2eq di alcune linee di prodotto, come le carte ecologiche Shiro e Crush. Sono oltre 16.500 gli ettari in Uruguay coinvolti nel progetto di afforestazione grazie a Favini attraverso i carbon credits.

ENERGIA:  -11%
Riduzione dei consumi energetici (GJ/t prodotto finito) dall'inizio del programma di monitoraggio e innovazione (2009-2016).


Favini, dal 2009, ha all'attivo un sistema di analisi e monitoraggio della propria efficienza energetica che ha consentito all'azienda di impegnarsi con coscienza a ridurre i propri consumi attraverso un piano di continui investimenti.

All'interno dello stabilimento di Crusinallo, da gennaio 2016 è attivo un impianto di cogenerazione ad alto rendimento che produce la totale quantità di energia termica ed elettrica necessaria per il processo produttivo in maniera molto efficiente.

80% è l'efficienza media di utilizzo del combustibile fossile (metano) grazie all'impianto di cogenerazione, rispetto a circa il 50% delle normali centrali elettriche. L'azienda ha inoltre deciso di affidarsi anche all'energia elettrica autoprodotta tramite lo sfruttamento sostenibile di un corso d'acqua nei pressi dello stabilimento potendo contare sull'autoproduzione di energia rinnovabile grazie a due impianti idroelettrici.

PROGETTI AMBIENTALI: 75 ettari di foresta che saranno ripiantumati entro il 2020 grazie al progetto Voiala.
I problemi ambientali del Madagascar, situato nell'Oceano Indiano a sud est delle coste africane, sono evidenti. 

La foresta pluviale del Paese è stata quasi interamente distrutta a causa di diversi fattori, tra cui l'agricoltura intensiva, l'abitudine degli abitanti ad utilizzare come combustibile il carbone ricavato dal legno degli alberi tagliati e allevamento dei bovini. 
Nonostante il governo locale abbia sottoscritto molti degli accordi internazionali per proteggere l'ambiente, l'attuazione di quegli stessi accordi risulta spesso molto difficile. Per tutti questi motivi Favini ha deciso di intervenire proprio in Madagascar, nel tentativo di ripristinare parte della foresta distrutta.

Voiala è un progetto a lungo termine, iniziato nel 2009, con valenze ambientali, economiche e sociali. Consiste da un lato nel rimboschimento di una parte della foresta andata distrutta in Madagascar, dall'altro nella sensibilizzazione degli abitanti del villaggio di Sahavondronina, affinché migliorino il loro modo di fare agricoltura. Il luogo è stato scelto perché le colline vicino al villaggio hanno subito una forte deforestazione e perché prima dell'intervento promosso da Favini i campi attorno al villaggio erano diventati sterili.

Il progetto punta inoltre a tutelare i 2.000 ettari di foresta vergine ancora intatti adiacenti al villaggio e a incentivare forme di ecoturismo nell'area. Quest'anno è stato dato nuovo impulso al progetto prevedendo per i prossimi quattro anni 2017-2020 finanziamenti a supporto delle comunità locali.

Dichiara Eugenio Eger, AD di Favini: "Raccogliere e comunicare i dati relativi all'impegno a favore dell'ambiente rappresenta per Favini un momento di grande orgoglio. Testimonia, infatti, una realtà per noi importante: essere riusciti a coniugare - con successo - l'eccellenza nel nostro settore e il rispetto per il territorio. Ci impegniamo ogni giorno per fare in modo di ridurre l'impatto della nostra attività, con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'aria e delle acque. Investiamo energie e risorse per essere sempre all'avanguardia in tema ambientale e raccogliamo, con piacere ed entusiasmo, le nuove sfide sulla sostenibilità".

martedì 24 ottobre 2017

Smart mobility. Spaces e ReFeel eMobility stringono partnership per la mobilità sostenibile

Spaces e ReFeel eMobility insieme per la mobilità sostenibile

Partnership tra le due aziende per lancio del primo servizio di car-sharing eco-sostenibile nel business center Spaces di Milano

Ogni auto in car-sharing eliminerà fino a 10 auto private in circolazione in città



Milano, 24 ottobre 2017 – Spaces, fornitore globale di spazi per il lavoro agile e il coworking e ReFeel eMobility, società nata dalla joint venture tra ReFeel e Building Energy, lanciano il primo servizio di car-sharing ecosostenibile all'interno di una rete di business center. 


Gli uffici Spaces di Porta Nuova, a Milano, saranno la prima struttura del Gruppo IDW in Italia ad avvalersi dell'innovativo servizio concepito da ReFeel eMobility per rendere disponibili alle aziende e ai loro dipendenti, una soluzione eco-sostenibile e flessibile per muoversi in città, basata sulla condivisione di mezzi elettrici tra persone che lavorano nello stesso luogo.

La partnership tra Spaces e ReFeel eMobility, consentirà ai manager e ai dipendenti delle aziende ospitate nello spazio di coworking di piazza XXV aprile di accedere al centro storico e alle zone a traffico limitato nel pieno rispetto dell'ambiente e di muoversi in città e nell'area metropolitana utilizzando un car-sharing semplice, economico e sostenibile. 


Una scelta che vuole contribuire anche a ridurre il numero di auto in circolazione a Milano. Si stima, infatti, che ogni auto messa a disposizione con modalità di car-sharing possa eliminare fino a 10 auto private in circolazione, con benefici in termini di traffico e per l'ambiente.

Il tasso di motorizzazione nel capoluogo lombardo, con 6 milioni di spostamenti al giorno nell'area metropolitana e all'interno della città, è infatti tra i più elevati d'Europa: oggi il 56% dei viaggi per collegare l'hinterland a Milano avviene con veicoli a quattro ruote privati[1]. L'obsolescenza del parco auto unita all'elevato numero di mezzi in circolazione contribuisce anche a generare un forte inquinamento urbano ed extra-urbano.

Il servizio offerto da oggi, alle aziende presenti nel business center Spaces permette a tutti gli iscritti, attraverso una semplice App per smartphone, di utilizzare l'auto elettrica e pagare il costo dell'effettivo utilizzo tramite addebito automatico su carta di credito. Il corporate car-sharing di Refeel eMobility sarà esteso, nei prossimi mesi, anche ai clienti Regus, il più grande fornitore al mondo di soluzioni ufficio flessibili, con un network di 3.000 sedi in più di 1.000 città e 100+ paesi e 2,3 milioni di clienti.

La flotta di ReFeel eMobility, disponibile presso il posteggio adiacente al business center Spaces, è composta da veicoli Renault Zoe Intens che hanno fino a 125 km di autonomia in città, e possono essere ricaricate in un'ora collegandosi alle apposite colonnine da 22 Kw.

La partnership tra Spaces e Refeel eMobility è un ulteriore tassello di un percorso indirizzato alla sostenibilità che nasce per rispondere all'esigenza comune di conciliare sviluppo e salvaguardia ambientale.

Secondo Emanuele Arpini, Regional Marketing Manager di Spaces: "La partnership con ReFeel eMobility rientra in una serie di iniziative del gruppo rivolte alla sostenibilità e alla riduzione dell'impatto ambientale. Per noi l'innovazione nel mondo del lavoro passa anche attraverso interventi come questi, che guardano al rispetto dell'ambiente come a una delle sfide più importanti di questo millennio; e proprio in quest'ottica all'interno dei building stiamo sviluppando sempre più l'utilizzo delle energie rinnovabili".

"Il servizio lanciato nel business center Spaces è una soluzione innovativa ed eco-sostenibile – ha dichiarato Carlo Maria Magni, Amministratore Delegato di ReFeel eMobility – che si propone di incoraggiare gli spostamenti a impatto 0 riducendo i costi di mobilità operativa delle aziende e avvicinando, in modo graduale, le persone alla mobilità elettrica. Attraverso il corporate car-sharing puntiamo a sostituire 10 auto inquinanti con un mezzo elettrico che si ricarica con una fornitura di energia 100% rinnovabile, rendendo ogni viaggio un'esperienza di rispetto per l'ambiente. Siamo convinti che anche questo progetto possa dare un contributo all'obiettivo del Comune di Milano i abbassare del 20% le emissioni di anidride carbonica entro il 2020".


SPACES
Spaces offre un ambiente di lavoro stimolante per professional e business in crescita. Accanto a spazi di uffici, ci sono membership room e meeting room per aiutare a pensare, creare e interagire con persone con la stessa visione. Spaces ha l'obiettivo di offrire un'atmosfera ispiratrice con uno spirito imprenditoriale dove le idee nascono, un'azienda evolve vengono create relazioni preziose.
Spaces ha sedi in Europa, USA, America Latina, Australia e Asia. Ulteriore espansione è programmata in questi continenti nel corso del 2017.


REFEEL EMOBILITY
ReFeel eMobility, nato dalla joint venture tra il Gruppo Refeel e Building Energy, è un innovativo servizio di car sharing elettrico station based rivolto alla clientela Corporate, in grado di soddisfare le esigenze di un segmento di mercato sofisticato coniugando la flessibilità di un servizio all'avanguardia e taylor made alla convenienza economica della formula pay per use, garantendo alle aziende partner una soluzione eco sostenibile e una sensibile riduzione dei costi connessi alla gestione della flotta aziendale.

Sviluppo sostenibile e Smart City. ICity Rate 2017: Milano è la più eco-sostenibile d'Italia, Bologna e Firenze sul podio

ICity Rate 2017: Milano la città più "smart" d'Italia, Bologna e Firenze sul podio
Le città italiane più intelligenti sono anche quelle più vicine agli obiettivi globali di sviluppo sostenibile.
Nel ranking nazionale bene i capoluoghi emiliano-romagnoli. 

Bergamo e Trento le inseguitrici più dinamiche. Male il Sud: le città meridionali in coda alla classifica.
I risultati del rapporto ICity Rate 2017 di FPA con la classifica delle smart city italiane tra 106 comuni capoluogo

Milano, 24 ottobre 2017 - Milano è la Smart City più avanzata in Italia: si conferma al primo posto per il quarto anno consecutivo, staccando le altre città in particolare per crescita economica, mobilità sostenibile, ricerca/innovazione, trasformazione digitale, con ottimi risultati anche nella partecipazione dei cittadini e nella gestione dei beni comuni. 

Anche se in questa edizione il distacco del capoluogo lombardo è quasi azzerato, per l'introduzione di variabili ambientali come il consumo di suolo (in cui si colloca al 97esimo posto) e qualità dell'aria (98esimo), che ne riduce la distanza dalle città inseguitrici. 

Al secondo posto, infatti, la tallona Bologna, medaglia d'argento con solo due punti di distanza dal vertice (contro gli oltre 50 del 2016), potendo vantare il primato nell'energia e nella governance e in generale un approccio complessivo di buon equilibrio nei diversi ambiti che compongono la "città intelligente". 

Firenze invece si riprende il terzo posto che aveva perso lo scorso anno, in particolare grazie a politiche per turismo sostenibile e cultura, crescita digitale, energia e ambiente.

Seguono poi Venezia, Trento, Bergamo, Torino, Ravenna, Parma e Modena a completare la "top ten" delle Smart City italiane, in cui si scorge un forte blocco di città emiliano-romagnole, esempi di successo per sostenibilità, inclusione e innovazione. E in cui si evidenzia la forte accelerazione di Bergamo (sesto posto con un salto di ben 5 posizioni rispetto all'anno scorso), grazie ai buoni risultati in crescita economica e ricerca/innovazione, e di Trento (quinto posto, 3 posizioni guadagnate), grazie ad ambiente e economia circolare. 

Nello sviluppo della Smart City sono in evidente ritardo le città del Sud: scorrendo la classifica dei 106 capoluoghi italiani oggetto di indagine, la prima a comparire è Cagliari, solamente al 47esimo posto. Mentre la coda del ranking è interamente occupata dalle città meridionali: all'ultimo posto Trapani, preceduta da Vibo Valentia, Caltanissetta, Agrigento, Crotone, Catanzaro, Enna, Catania, Foggia, Benevento. 

Di lenta crescita è il risultato di Roma, al 17esimo posto della classifica generale: pur con uno scatto in avanti di 4 posizioni, soprattutto grazie alla trasformazione digitale (diffusione banda larga ed ultra larga, open data, utilizzo dei social, servizi on line, etc) la Capitale si conferma indietro rispetto alle città di vertice in parametri cruciali per le grandi città come mobilità sostenibile, energia, occupazione, governance.

Sono alcuni dei risultati di ICity Rate 2017, il rapporto annuale realizzato da FPA, società del gruppo Digital360, per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso per diventare "smart", ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. FPA ha individuato e analizzato 15 dimensioni urbane che in ambito nazionale e internazionale definiscono traguardi per le città (povertà, istruzione, aria e acqua, energia, crescita economica, occupazione, turismo e cultura, ricerca e innovazione, trasformazione digitale e trasparenza, mobilità sostenibile, rifiuti, verde pubblico, suolo e territorio, legalità e sicurezza, governance). 

Le dimensioni tengono insieme 113 indicatori che, aggregati nell'indice finale ICity index, consentono di stilare la classifica finale tra 106 comuni capoluogo. Poiché è impossibile progettare e governare delle Smart City senza tener conto degli obiettivi di sostenibilità introdotti dall'Agenda 2030 dell'ONU, FPA li ha introdotti nella sesta edizione.

"La Smart City del futuro deve essere anche sostenibile, ma i risultati del rapporto ICity Rate 2017 evidenziano complessivamente un ritardo del sistema urbano italiano nei confronti degli obiettivi di sostenibilità, che rischia di limitare l'attrattività e la vivibilità dei nostri centri urbani – rileva Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA –. I 106 comuni capoluogo analizzati raccontano un'Italia delle città senza una politica coordinata e un quadro di riferimento condiviso per rispondere a grandi sfide come cambiamento climatico, povertà, mobilità sostenibile, consumo di suolo e sicurezza. Serve un coordinamento di tutti i livelli di governo con al centro la dimensione urbana, perché nelle città si addensano i problemi sociali ed economici, ma si trovano anche le competenze e le risorse per risolverli".

"Milano, Bologna e Firenze, le tre città al vertice di ICity Rate 2017, rappresentano modelli diversi di sviluppo e di governance urbana in grado di portare risultati importanti – prosegue Dominici –. Milano, trainata dal dinamismo economico e dalla capacità di innovare processi decisionali e servizi, è la più solida 'piattaforma abilitante' per la Smart City del Paese, ma sconta un disallineamento nella sostenibilità ambientale e in parte in quella sociale. Bologna punta a tenere insieme qualità dell'ambiente, politiche di welfare e di innovazione territoriale in un equilibrio complessivo. Firenze è salda nelle sue vocazioni, il turismo e la cultura, che sono motore di sviluppo economico ma la portano anche a fare i conti con impatti sociali e ambientali. Inoltre, si nota il rafforzamento del sistema urbano emiliano-romagnolo, che rappresenta una struttura baricentrica per il resto d'Italia, e l'importanza delle città intermedie del centro-nord che sono una connessione tra le aree metropolitane. Risulta pesante invece il ritardo strutturale di gran parte delle città del Sud e quello di Roma, su cui si evidenzia solo qualche debole segnale di movimento".

ICity Rate 2017 - Le prime 10 città in classifica
POSIZIONE 2017 Città PUNTEGGIO
1
Milano
599,1
2
Bologna
597,4
3
Firenze
571,1
4
Venezia
553,3
5
Trento
545,8
6
Bergamo
538,1
7
Torino
532,9
8
Ravenna
517,6
9
Parma
513,9
10
Modena
513,3

Il podio - Milano rimane salda al primo posto per il quarto anno consecutivo, ribadendo la sua eccellenza in molte dimensioni oggetto di indagine. Distanzia in modo significativo la maggior parte delle altre città per crescita economica, mobilità sostenibile, ricerca e innovazione e trasformazione digitale, mostrando un ottimo posizionamento anche per innovazione sociale, progettazione innovativa per lo sviluppo urbano e amministrazione condivisa. È al primo posto nel 20% degli indicatori oggetto di indagine. 

Ad esempio per produttività, con 46.227 euro di valore aggiunto pro-capite (contro una media italiana di 22.751), per imprenditorialità, con 12,9 imprese attive per 100 abitanti (contro 8,9 di media), per diffusione di banda ultra larga, con 9,5% abbonamenti sulla popolazione residente (media 1,4%), per diffusione del coworking, con il 22,5% del totale dei servizi offerti in Italia (media 0,8%), per diffusione di home banking, con 70,8% di clienti ogni 100 residenti (42,7% di media), per offerta di trasporto pubblico locale, con 16.218 posti a Km per abitante offerti (media 2.391), per diffusione di bike sharing, con 3,5 biciclette disponibili ogni 1000 abitanti (media 0,5). 

Tuttavia, Milano è anche la città che più ha risentito dell'introduzione di variabili ambientali nella ricerca come il consumo di suolo (97° posto), la qualità dell'aria (98°). E un suo punto debole resta legalità e sicurezza, in cui anche quest'anno si posiziona al fondo della classifica (83°).

Bologna recupera la distanza con solo due punti dal vertice, potendo mostrare la medaglia d'oro nell'energia e nella governance e quella di argento nella trasformazione digitale e occupazione. 

Dai risultati del rating 2017 però mostra soprattutto un approccio complessivo equilibrato che non la fa scendere nella parte bassa della classifica in nessuna delle 15 dimensioni analizzate, con l'eccezione delle policy su suolo e vulnerabilità territoriale (69°). Firenze si riprende il terzo posto che aveva perso lo scorso anno, risultando la prima città italiana per policy legate alla promozione di turismo sostenibile, che crea posti di lavoro e promuove cultura e prodotti locali. 

Ma vanno molto bene anche istruzione (4 fiorentini tra i 30 e 34 anni su 10 sono laureati), crescita economica e occupazione (72,7% è il tasso di occupazione per il 2016, oltre il 10% in più rispetto alla media italiana nelle città), politica ambientale, investimento per la trasformazione digitale e l'innovazione del modello di governance della città. I punti di debolezza di Firenze invece sono differenti dalle altre città metropolitane: la qualità dell'acqua e dell'aria (87° posto), il consumo di suolo (69°) e la legalità (70°).

Il dinamismo delle città medie - Nella top ten due città medie sono in forte accelerazione. Trento è salita al quinto posto dall'ottavo del 2016, trainata da valori sopra la media nazionale per tutti e 15 gli ambiti di policy, il primo posto nella gestione dei rifiuti urbani e un posizionamento nelle prime 10 città d'Italia per turismo e cultura (9°) e politiche di contrasto alla povertà (10°). Bergamo è salita al sesto posto con un salto di ben 5 posizioni, grazie a ottimi valori nella crescita economica e nella ricerca – innovazione (terza), ma anche in mobilità sostenibile (quinta). È ottimo il posizionamento delle città emiliane-romagnole, che guadagnano quattro posti su dieci nella top ten, a cui si aggiunge Reggio Emilia in 11esima posizione (tre in più dello scorso anno). Un risultato merito di un approccio che da tempo scommette su una crescita sostenibile e inclusiva in una logica di condivisione e di collaborazione multi-stakeholders. 

Le città metropolitane - Crescono complessivamente le città metropolitane anche se restano lontane dalla sostenibilità. Cinque delle 10 città metropolitane italiane sono nella top ten di ICity Rate 2017: oltre a Milano, Bologna e Firenze, c'è Venezia in quarta posizione e Torino in settima. Migliorano i risultati per più della metà dei capoluoghi metropolitani: crescono Roma, Genova, Cagliari, Napoli, Messina e Reggio Calabria. Merito dei buoni risultati in dimensioni rilevanti come istruzione, energia, crescita economica, trasformazione digitale, cultura e turismo e mobilità sostenibile. Anche se i capoluoghi metropolitani sono fanalino di coda del Paese per legalità e sicurezza, ambiente e gestione delle risorse naturali.

La Capitale lentamente si muove. Roma rimane lontana dalla vetta ma quest'anno registra uno scatto in avanti di 4 posizioni (dal 21 al 17), grazie soprattutto ai valori nella trasformazione digitale (diffusione banda larga ed ultra larga, open data, utilizzo dei social, servizi on line, ecc) che la fanno salire a un inedito terzo posto in questo ambito. Per il resto, salvo un quinto posto in cultura e turismo, rimane arretrata in gran parte dei settori che dovrebbero caratterizzare città di grandi dimensioni: 33° posto nella mobilità sostenibile, 49° in energia, 26° in occupazione, 37° in governance.

La distribuzione geografica - Sono a Nord Est le città più Smart nel 2017, ma il Nord Ovest è vicino e il Centro si scosta di poco soprattutto grazie alla qualità delle risorse naturali e alle politiche di salvaguardia. Il Sud invece è molto indietro rispetto al resto d'Italia sia nelle dimensioni legate all'economia e all'innovazione, che in quelle del welfare, nelle politiche di contrasto della povertà, nel turismo e cultura. Se guardiamo ai valori medi la distanza tra le città del Nord Est (494) e quelle del Sud e delle Isole (302) è di circa 200 punti. Nel meridione però spiccano alcune eccellenze. Su tutte Cagliari, che anche per il 2017 è la prima città del Sud in graduatoria: dalla 54esima posizione 2016, quest'anno entra nella metà alta della classifica con il 47° posto. Tra le prime 15 città del Sud ci sono anche gli altri due comuni sardi analizzati, Sassari e Oristano, a conferma del percorso di crescita dell'isola. Ma anche le città abruzzesi hanno complessivamente un buon posizionamento.

martedì 3 gennaio 2017

Arriva il freddo: i consigli del WWF per costruire le mangiatoie per i piccoli uccelli


 


Il periodo invernale può rappresentare un serio pericolo per la fauna: basse temperature, notti lunghe e particolarmente fredde, poche ore di luce, terreni gelati o ricoperti di neve possono rendere veramente difficile la sopravvivenza per la piccola fauna, in particolare per gli uccelli che popolano le aree verdi delle nostre città o delle aree periurbane.

Peraltro le temperature rigide coincidono con il periodo dell’anno in cui il cibo è particolarmente scarso con pochissimi frutti sugli alberi spogli e la gran parte degli insetti scompa
rsi o ben nascosti.

Senza considerare che questo è anche un periodo di caccia e tutta la fauna, anche quella non sottoposta al prelievo venatorio, in campagna è sotto pressione per gli spari e il disturbo dei cani da caccia.

Procurarsi il cibo in questo periodo è più difficile. Tramite piccoli accorgimenti è però possibile dare un aiuto all’avifauna in difficoltà. 


Chi possiede un giardino o una terrazza più attrezzarsi con delle piccole mangiatoie dove riporre un po’ d’acqua e del cibo. 

Le mangiatoie possono essere acquistate facilmente nei negozi di animali o on line, ma sono anche facili da realizzarsi attraverso dei tutorial presenti su internet.

Il cibo da utilizzare deve cercare di ricreare quello che si può trovare in natura: i nostri amici pennuti non faranno capricci, anche se ovviamente i granivori preferiranno i semi, mentre gli insettiv
ori troveranno appetitoso il grasso animale mischiato a pastoni per insettivori reperibili in commercio.

E così, da un lato, si possono offrire mix di cereali, qualche
seme di girasole o avena, bacche, uva passa, piccoli pezzetti di frutta fresca e frutta secca, dall’altro, si possono creare delle pallette di grasso (vanno bene gli scarti della carne) da posizionare all’interno di piccole retine morbide con maglie sufficientemente larghe da consentire di beccarle. 

Queste retine piene di grasso possono anche essere appese ai rami.
È importante evitare il cibo salato, zuccherato o speziato: meno il cibo risulterà trattato e più sarà gradito dagli uccelli. 


Una ciotolina bassa dove riporre un po’ d’acqua, da cambiare con una certa frequenza, completerà il menù. 

Logo del WWF Le mangiatoie sono utilissime, ma non indispensabili. 
Il cibo più essere posizionato anche su un cornicione o in un luogo aperto.

“L’importante - sottolinea Fulco Pratesi, Presidente onorario WWF Italia e autore di 'Natura in città' - è porre le mangiatoie in luoghi non accessibili ai gatti, ritirarle in primavera per consentire ai volatili di nutrire i nidiacei con cibo naturale, sopratutto insetti, e segnare le specie che le utilizzano. Quando la temperatura scende sotto gli 8° è il momento di offrire con regolarità cibo agli uccelli. 
Oltre che ad assisterli nel momento di maggior carenza alimentare si ha il vantaggio di entrare in contatto con loro, di vederli e osservarli più da vicino, senza in nessun modo disturbarli”.


Roma, 03 gennaio 2017


mercoledì 21 dicembre 2011

Rittal premiata con l’AWARD ECOHITECH Speciale Automation


Il notevole efficientamento del sistema di raffreddamento e l’esaltazione del concetto di modularità per rispondere ai requisiti di essenzialità richiesti dal mercato sono le ragioni alla base del premio speciale per la Categoria Componenti e Sistemi ricevuta da Rittal in occasione della prima edizione di “AWARD ECOHITECH Speciale Automation”.
Ad essere premiata è stata la nuova linea di condizionatori Rittal TopTherm Blue Efficiency, in grado di garantire fino al 45% di risparmio energetico e una considerevole riduzione delle emissioni di CO2. rispetto alle altre soluzioni sul mercato. Tra le caratteristiche maggiormente evidenziate dalla giuria tecnica, vi è l’adozione dell’innovativo rivestimento  RiNano, la vernice realizzata con nanotecnologie in grado di mantenere costanti le prestazioni del prodotto, contrastando l’adesione di polveri ed agenti esterni sulle alette di scambio, e il nuovo sistema di controllo elettronico Ecomode, che limita il funzionamento dei componenti interni quando le condizioni di settaggio sono soddisfatte.
La Menzione speciale riconosce il costante impegno e l’attenzione che Rittal rivolge ai temi dell’efficienza energetica e l’ecocompatibilità. “AWARD ECOHITECH” è infatti l’iniziativa che dal 1998 premia le aziende e gli enti pubblici eco-virtuosi, ovvero quelli che hanno raggiunto significativi risultati in tema di eco-compatibilità sfruttando in modo innovativo le più recenti tecnologie.

martedì 14 dicembre 2010

Cartucce per stampanti e carta? Si risparmiano con WWF, il formato digitale ecologico

Sprechi troppe cartucce per stampanti e carta? Da oggi, per risparmairle, esiste .WWF, il formato digitale eco-sostenibile.

"E' un po’ velleitario, forse, il formato .WWF proposto dal Fondo mondiale per la natura (WWF), ma tutte le buone idee, all’inizio, sono sempre state giudicate così. Il formato .WWF è un PDF privo del comando di stampa. Il documento creato e salvato in .WWF può essere letto e condiviso ma non stampato.

Serve per evitare quella miriade di fogli e documenti che invadono uffici e scrivanie, spesso inutilmente. Serve per tagliare meno alberi e consumare meno cartucce per stampanti e toner. Serve per porsi, anche nei piccoli gesti quotidiani, il problema dell’ambiente che se ne va ramengo. Velleitario, si, ma educativo.

Peccato che il WWF abbia pensato solo ai computer Apple, per la diffusione gratuita del suo software. E’ vero, la versione per Windows è annunciata, ma non si poteva attendere il lancio contestuale? La campagna SAVE AS WWF avrebbe avuto maggiore e migliore impatto".
(da http://risorse-naturali.blogspot.com/2010/12/wwf-un-formato-digitale-ecologico.html)

Se non volete scaricare il software o non avete un Mac, vi ricordiamo che nel frattempo potete comunque proteggere i vostri file PDF per evitare di farli stampare dai soliti spreconi!

venerdì 22 ottobre 2010

EasyEcolamp.it: il blog trendy sull'ecologia con green news, curiosità, idee riciclate, proposte sostenibili, eco-tendenze e molto altro!


Ecolamp sviluppa l'approccio al web con il blog Easyecolamp.it: ecologico, eco-sostenibile, eco-informativo.

Ecolamp ha lanciato on line il suo nuovo blog Easyecolamp.it.


Nato grazie alla creatività di Egg2.0, Easy Ecolamp Blog è un aggregatore di curiosità e notizie sui temi dell'ecologia e dell'ambiente, un contenitore attraverso il quale Ecolamp - il Consorzio che si occupa del trattamento delle apparecchiature di illuminazione a fine vita - intende comunicare in modo diretto con coloro che sono interessati al mondo "green" e che ricercano informazioni per migliorare il proprio approccio ecosostenibile alla vita quotidiana.


Attraverso il blog Ecolamp intende fornire tutte le informazioni utili rispetto alla propria mission, la raccolta e il trattamento delle sorgenti luminose a basso consumo esauste, ma non solo.

Il blog è, infatti, suddiviso in sezioni a seconda dei temi di interesse che possono incuriosire il navigatore:

  • Idee riciclate: la rubrica sul riciclo creativo in cui l'utente può inviare suggerimenti e idee.
  • Ecoworld: tante news eco dall'Italia e dal mondo.
  • Ecoeventi: gli eventi eco nel mondo.
  • Consigli sostenibili: dal risparmio energetico alle ricette fai da te. Suggerimenti e consigli per vivere in modo eco.
  • GreenCoolHunting: tutte le nuove eco-tendenze nel mondo della moda, del design, dell'arte, dello spettacolo e dell'high-tech.
  • Eco4kids: un laboratorio di riciclo creativo dedicato ai bambini.

EasyEcolamp è quindi un nuovo spazio dedicato a tutti gli internauti, in cui si può intervenire ed esprimere il proprio parere e preferenze, aiutandoci a creare giorno dopo giorno un nuovo modo di vivere e comunicare la sensibilità e il rispetto per l'ambiente che ci circonda.

Qualche esempio?

Dedicheremo canzoni green, andremo insieme a caccia di eco-tendenze e daremo consigli sostenibili, faremo del riciclo il nostro hobby preferito, insegneremo ai bambini come creare giocattoli con materiali di recupero e andremo a tutti gli eventi dell'eco-system, per segnalare le notizie imperdibili e tutte le curiosità.

Auguriamo a tutti una buona e sostenibile navigazione su www.easyecolamp.it!

venerdì 18 giugno 2010

Regione Lombardia: a Nuncas finanziamento di 1milione di euro nell'ambito del Made in Lombardy

La Regione Lombardia conferisce a Nuncas un finanziamento di oltre un milione di euro nell'ambito del Made in Lombardy




NUNCAS CREDE NEL MADE IN LOMBARDY E INVESTE IL 10% DEL SUO FATTURATO
IN UN IMPORTANTE PROGETTO DI INNOVAZIONE

oltre un milione e mezzo di euro per finanziare i nuovi progetti di innovazione



Milano, 17 giugno 2010 ­ Nuncas, azienda italiana leader nei prodotti per la
cura e la pulizia della casa, ha ricevuto esito positivo a una importante
iniziativa promossa da Regione Lombardia e Finlombarda, per Il finanziamento
di un suo importante progetto di investimento in innovazione di prodotto e
di processo.

Made in Lombardy, così si chiama l¹iniziativa, intende sostenere la crescita
competitiva del sistema produttivo territoriale lombardo e si rivolge alle
aziende del settore manifatturiero che effettivamente operano in Lombardia.

E' un nuovo strumento finanziario, che le istituzioni lombarde hanno creato
per premiare le imprese, come Nuncas, che fanno dell'innovazione la
principale strategia anticrisi e competitiva e che hanno già realizzato
progetti di innovazione come ulteriore stimolo a sviluppare settori
strategici come la Ricerca e l'Innovazione di Processo .

"Con questo riconoscimento - afferma Luca Manzoni, Amministratore Delegato
Nuncas ­ Regione Lombardia intende sostenere le aziende che fanno della
qualità il loro obiettivo strategico e la leva distintiva per affrontare la
crisi. E' un forte invito per noi imprenditori a puntare all'eccellenza e a
sostenere il Made in Lombardy anche e soprattutto in periodi di congiuntura
economica così sfavorevole come l'attuale, per continuare a realizzare
prodotti di qualità e di eccellenza che permettono di anticipare le tendenze
del mercato".

Il finanziamento è destinato allo sviluppo di processo e di prodotto per
continuare a caratterizzare la Nuncas come l'azienda italiana "della qualità
e dell'eccellenza": tutte le formule sono studiate per garantire sempre
prodotti innovativi e specifici, nel rispetto dell'ambiente e della salute
del cliente - dalle materie prime, attentamente selezionate secondo criteri
di atossicità e alta qualità agli ingredienti alla base delle profumazioni,
naturali e anallergici, dai flaconi in PE, polietilene, una plastica più
eco-compatibile, ai cartoni delle confezioni, in carta riciclata.

Qualità ed eccellenza, accanto a italianità, innovazione e costante
attenzione per l'ambiente rappresentano la filosofia Nuncas che ha
ispirato anche la realizzazione della sede, primo edificio in tutta Italia
in grado di produrre l'energia che consuma e che non impatta nell¹ambiente
circostante: l'impianto fotovoltaico consente una diminuzione di anidride
carbonica pari a 300 tonnellate l¹anno, un sistema di pompe di calore
permette di riscaldare o raffreddare l'aria immessa nell'edificio,
sfruttando la falda acquifera sottostante, le finestre sono dotate di vetri
atermici e sono schermate dal sole con tende parasole automatiche, la luce
elettrica è regolata automaticamente con rilevatori di presenza.



Made in Lombardy
Il Made in Lombardy è un'iniziativa promossa dalla Regione Lombardia e da
Finlombarda Spa a sostegno della crescita competitiva del sistema produttivo
territoriale lombardo.

Grazie alla partnership tra BNL, Artigiancassa e Finlombarda le imprese
manifatturiere lombarde possono beneficiare di finanziamenti per investire
nello sviluppo competitivo, nella ricerca e nell'innovazione.

Made in Lombardy si rivolge alle micro, piccole, medie e grandi imprese
appartenenti al settore manifatturiero, con sede operativa in Lombardia ed
effettivamente operanti alla data di presentazione della domanda di
intervento finanziario.

Il bando è finalizzato all¹innovazione di processo e allo sviluppo
aziendale.

I programmi di investimento per cui è rivolta l¹iniziativa sono verso lo
sviluppo competitivo, la ricerca e l¹innovazione.


venerdì 14 maggio 2010

Mariplast: Re+, lampada eco-sostenibile

Mariplast S.p.a. lancia Re+, la lampada ecosostenibile

Re+, LED Light Bright Coloured Sustainable. La luce a LED luminosa, colorata e sostenibile.

La società Mariplast S.p.a. presenta il nuovo marchio Re+ che vuole proporre oggetti di design caratterizzati da ecosostenibilità ed essenzialità. ReOne, il primo prodotto del marchio Re+, nasce dall'incontro di design, storia dell'industria tessile pratese e sostenibilità ambientale. Dalla collaborazione con Stefano Giovacchini di Di•Segno, trae origine il progetto Re+, vincitore del concorso internazionale de "La Casa del terzo millennio" 2009 organizzato dalla CNA di Prato.

Re+ è una luce fortemente legata al territorio in cui nasce: ha come anima una rocca di plastica originariamente pensata per la tintura dei filati su di essa avvolti.

Re+ è una luce essenziale e semplice nella sua novità, divertente, colorata e rispettosa dell'ambiente: Re+ fa dell'ecosostenibilità e della versatilità le sue peculiarità principali, con un corpo illuminante composto da una luce a diodi LED da 7W che le permette, rispetto ad una alogena corrispondente da 50W, un risparmio energetico dell'85%. E' realizzata in plastica riciclata e riciclabile al 100% e prodotta in tutte le sue parti plastiche all'interno dello stabilimento Mariplast S.p.a.

Re+ è disponibile in vari colori intercambiabili, adatti ad assecondare tutti gli umori e tutti gli ambienti.

Re+ sarà disponibile per la vendita on-line dalla fine di maggio sul sito www.repiu.it. by Mariplast Spa.
Via Guido Rossa 41 – 51037 Montale (PT) – Italy

Email: info@repiu.it

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