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mercoledì 10 ottobre 2018

Sostenibilità. Packaging: risparmiate oltre 6.000 ton. di PET in ultimi 10 anni. Risparmiati 115 milioni di litri d’acqua rispetto al 2016

REPORT SUL VALORE CONDIVISO:
SANPELLEGRINO SPINGE L'ACCELERATORE SU CRESCITA SOSTENIBILE ED ECONOMIA CIRCOLARE

·       Sostenibilità del packaging: risparmiate oltre 6.000 tonnellate di PET negli ultimi 10 anni. Impiegate 3.200 tonnellate di PET riciclato per le bottiglie di Nestlé Vera e 700 tonnellate di Bio-PET per Levissima nel 2017.
·       Attenzione all'impatto ambientale: stabilimenti alimentati al 100% da energia rinnovabile con una diminuzione del 50% delle emissioni di CO2 negli ultimi 7 anni.
·       Ottimizzazione dei processi industriali: risparmiati 115 milioni di litri d'acqua rispetto al 2016, e ridotto il consumo di acqua nei processi produttivi a 1,76 litri per litro imbottigliato.

Milano, 10 ottobre 2018 - Prendersi cura dell'acqua dalle fonti alla tavola, ridurre l'impatto ambientale, sostenere lo sviluppo economico e sociale e contribuire a un futuro di salute e benessere per le persone. Questi sono gli impegni illustrati nel secondo report sulla creazione del valore condiviso, da Sanpellegrino, azienda di riferimento in Italia nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, con circa 1.500 dipendenti e prodotti esportati in oltre 150 Paesi nel mondo.

Il Gruppo Sanpellegrino persegue una politica aziendale orientata alla crescita sostenibile e alla creazione di valore condiviso. L'imbottigliamento di acqua minerale eÌ, infatti, un'attivitàÌ non delocalizzabile, che crea valore nelle comunitàÌ locali, con ricadute positive in chiave economica, ambientale e sociale. 

Approccio bottle-to-bottle e Bio-PET
Il tema del fine vita dei prodotti è sempre più rilevante nell'approccio all'economia circolare di Sanpellegrino, tra le prime aziende ad aver aderito a Coripet - consorzio volontario per il recupero e l'avvio a riciclo dei contenitori in PET per liquidi alimentari - che si propone di trasformare un potenziale rifiuto in una risorsa per immetterlo nuovamente nel ciclo produttivo.

Il report riflette anche l'impegno di Sanpellegrino che lavora, da anni, a monte e a valle della filiera, per ridurre l'impatto ambientale nel packaging, diminuendo il peso degli imballaggi, utilizzando materiale riciclato e puntando su materie prime di origine vegetale. 

Lavorando sul 'light weighting', ovvero sull'alleggerimento del packaging, dal 2008 a oggi il Gruppo ha risparmiato 6.000 tonnellate di PET. Sanpellegrino è stata, inoltre, la prima azienda in Italia a utilizzare il PET riciclato aumentandone progressivamente l'impiego: nel 2017 sono state usate 3.200 tonnellate di PET riciclato per produrre le bottiglie di Nestlé Vera, che ne contengono tutte oltre il 20%.

L'azienda è stata anche la prima a utilizzare materiali di imbottigliamento di origine vegetale, come il BIO-PET prodotto a partire da eccedenze di canna da zucchero, che consente di offrire una bottiglia 100% riciclabile, leggera, infrangibile, perfettamente igienica e adatta anche al gasato. Nell'ultimo anno sono state utilizzate circa 700 tonnellate di Bio-PET per Levissima, adottate sul 100% del formato La Litro e in oltre il 16% del formato da un litro e mezzo gasato.

Logistica sostenibile
Utilizzo del trasporto su rotaia e ottimizzazione dei carichi, produzioni più vicine ai consumatori con il modello multisourcing e collaborazione con operatori dotati di mezzi all'avanguardia e a basso impatto ambientale, sono le azioni concrete sviluppate da Sanpellegrino per favorire una logistica sostenibile. Scelte che hanno portato a una diminuzione del 14,8% dell'anidride carbonica emessa per ogni litro d'acqua trasportato, dal 2012 al 2016.

Da sempre il Gruppo privilegia l'utilizzo dei trasporti su rotaia: nel 2017 il 36% dell'acqua minerale è stata trasportata via treno e nave, con un accorciamento delle tratte medie per l'entrata in funzione a pieno regime dello Stabilimento di Castrocielo. Grazie all'adozione del modello multi-fonte che contribuisce a valorizzare le risorse idriche locali, avvicinando il luogo di imbottigliamento a quello di consumo attraverso la distribuzione delle sorgenti sul territorio nazionale, anche quest'anno la distanza media percorsa dall'acqua Nestlé Vera nel 2017 è stata inferiore ai 300 km. 

Nei primi mesi del 2018 è stata completata anche la fase pilota del progetto Green Router, che si è concentrata sul brand Levissima, con l'obiettivo di misurare le emissioni di CO2 del canale logistico, per ottimizzare i flussi e ridurre l'impatto ambientale. L'utilizzo sistematico della ferrovia ha evitato l'emissione in atmosfera di 8.268 t. di anidride carbonica, che corrispondono alle emissioni annuali medie di 591 famiglie

L'impiego di mezzi alimentati a LNG (Gas Naturale Liquefatto) ha consentito, invece, di ridurre del 15% l'anidride carbonica, del 70% gli ossidi di azoto e del 99% di polveri sottili rilasciate in atmosfera. Attualmente per il trasporto dell'acqua Levissima vengono utilizzati 36 veicoli a LNG, che diventeranno 46 entro il 2018 e che corrispondono a oltre un quarto dell'intera flotta utilizzata dal Gruppo.

Tutela della risorsa acqua ed efficienza energetica
Consapevole della profonda relazione tra tutela del territorio e sostenibilità delle proprie attività, Sanpellegrino è costantemente impegnata nella salvaguardia delle risorse idriche, anche attraverso la loro ottimizzazione nei processi industriali. Nel 2017 il Gruppo ha risparmiato 115 milioni di litri d'acqua rispetto al 2016, e ha ulteriormente ridotto il consumo di acqua nei processi produttivi a 1,76 litri per litro imbottigliato (-2,2% rispetto al 2014).

L'azienda si è, inoltre, impegnata ad adottare anche in Italia l'Alliance for Water Stewardship, ovvero a  seguire lo standard AWS, un punto di riferimento internazionale che promuove la gestione sostenibile della risorsa acqua nel mondo, per salvaguardarla e renderla disponibile alle generazioni future. Il Gruppo Nestlé Waters ha aderito a questa iniziativa nel 2017 impegnandosi a certificare tutti i propri Stabilimenti entro il 2025. 

In Italia, Sanpellegrino, inizierà a certificare il sito Nestlé Vera di Santo Stefano Quisquina (AG), coinvolgendo successivamente anche gli altri 5 stabilimenti dove vengono imbottigliate le sue acque minerali: S.Pellegrino a Sanpellegrino Terme (BG), Levissima a Cepina Valdisotto (SO), Nestlé Vera fonte In Bosco a San Giorgio in Bosco (PD), Acqua Panna a Scarperia (FI) e Nestlé Vera Naturae a Castrocielo (FR).

Anche la performance energetica del Gruppo Sanpellegrino eÌ in costante miglioramento. Dal 2011 tutti gli stabilimenti utilizzano il 100% di energia elettrica acquistata da fonti rinnovabili, mentre le emissioni di CO2 sono diminuite del 50% negli ultimi 7 anni.

Impegno per una corretta idratazione
Nel report si evidenzia anche l'impegno del Gruppo per la salute dei consumatori, attraverso la promozione dei principi di una sana e corretta idratazione, soprattutto per i bambini e le famiglie, di cui è portavoce il brand del Gruppo destinato alle famiglie, Nestlé Vera. Nel 2017 sono proseguiti i programmi educativi rivolti ai bambini e alle famiglie, mentre è continuata presso i pediatri la promozione del primo decalogo italiano per la corretta idratazione dei bambini, realizzato nel 2016, che ha ormai raggiunto oltre 28.000 pediatri.


SANPELLEGRINO
Sanpellegrino è l'azienda di riferimento nel campo del beverage in Italia, con acque minerali, aperitivi analcolici, bibite e tè freddi. I suoi prodotti, sintesi di benessere, salute ed equilibrio, sono presenti in oltre 150 Paesi attraverso filiali e distributori sparsi nei cinque continenti.
Sanpellegrino, come principale produttore di acqua minerale, è da sempre impegnata per la valorizzazione di questo bene primario per il Pianeta e lavora con responsabilità e passione per garantire a questa risorsa un futuro di qualità. Un impegno che passa anche attraverso la promozione dell'importanza di una corretta idratazione: Sanpellegrino infatti sostiene e diffonde i principi di benessere psico-fisico legati al corretto consumo di acqua, facendosi portavoce dell'"educazione all'idratazione" attraverso un programma che promuove il consumo quotidiano della corretta quantità di acqua, a seconda delle diverse esigenze e stili di vita.

sabato 30 dicembre 2017

Favini è sempre più eco-sostenibile

FAVINI SUSTAINABILITY CHANNEL: TUTTI I NUMERI GREEN DELL'AZIENDA

Favini, tra i leader globali nelle specialità grafiche innovative per il packaging dei prodotti realizzati dai più importanti gruppi mondiali del settore luxury e fashion, comunica i dati relativi al proprio impegno green nel periodo 2009/2016.

Le aree di intervento dell'azienda hanno riguardato il controllo delle emissioni, la gestione delle risorse idriche, i consumi energetici e i progetti ambientali.

CONSUMI IDRICI -29%
Riduzione dei consumi idrici (m3 di acqua consumata/tonnellate di prodotto finito) grazie all'implementazione del sistema di ciclo chiuso dell'acqua (2009-2016).

In una cartiera, l'acqua ha molteplici utilizzi: il primo è sicuramente quello che consente la movimentazione e la distribuzione delle fibre destinate a formare la trama del foglio di carta.  L'acqua viene utilizzata in alcune operazioni successive, come quella di patinatura, e, sotto forma di vapore acqueo, anche nel processo di asciugatura.

La gestione dell'acqua in una cartiera è un aspetto chiave e non solo per l'ambiente: più acqua si immetterà nel sistema di produzione, infatti, più aumenterà l'investimento - anche economico - necessario per trattarla attraverso gli impianti di depurazione. Promuoverne il riutilizzo è dunque fondamentale.

Favini ha implementato un sistema di ciclo chiuso che consente, quando è possibile, di reintegrare nel circuito l'acqua - opportunamente trattata - per un secondo impiego: questo recupero permette un notevole risparmio nell'utilizzo della risorsa. Tutte le acque in uscita dal processo, infine, vengono convogliate in un efficiente impianto di depurazione biologico, che permette di ripristinare una qualità ottimale, rispettando in tal modo l'ecosistema dei corsi d'acqua nei quali viene riversata.

EMISSIONI DI CO2:  -16%  
Riduzione delle emissioni (ton di CO2eq/ton prodotto finito) nel periodo 2009-2016.

Per abbattere le emissioni dirette di gas serra è necessario puntare su sistemi di generazione energetica sempre più efficienti ed ecosostenibili. Grazie all'investimento in attrezzature ad alta tecnologia, all'autoproduzione di energia idroelettrica e ad un nuovo impianto di cogenerazione, Favini è riuscita a limitare la propria carbon footprint, nonostante la consistente crescita della produzione.

Il processo di efficientamento energetico per Favini passa anche attraverso una continua valutazione di fonti energetiche più ecosostenibili. Quando possibile, Favini sfrutta la forza dei corsi d'acqua adiacenti all'azienda grazie a due impianti idroelettrici di proprietà.

Grazie all'acquisto di carbon credits, Favini riesce a compensare totalmente le emissioni di CO2eq di alcune linee di prodotto, come le carte ecologiche Shiro e Crush. Sono oltre 16.500 gli ettari in Uruguay coinvolti nel progetto di afforestazione grazie a Favini attraverso i carbon credits.

ENERGIA:  -11%
Riduzione dei consumi energetici (GJ/t prodotto finito) dall'inizio del programma di monitoraggio e innovazione (2009-2016).


Favini, dal 2009, ha all'attivo un sistema di analisi e monitoraggio della propria efficienza energetica che ha consentito all'azienda di impegnarsi con coscienza a ridurre i propri consumi attraverso un piano di continui investimenti.

All'interno dello stabilimento di Crusinallo, da gennaio 2016 è attivo un impianto di cogenerazione ad alto rendimento che produce la totale quantità di energia termica ed elettrica necessaria per il processo produttivo in maniera molto efficiente.

80% è l'efficienza media di utilizzo del combustibile fossile (metano) grazie all'impianto di cogenerazione, rispetto a circa il 50% delle normali centrali elettriche. L'azienda ha inoltre deciso di affidarsi anche all'energia elettrica autoprodotta tramite lo sfruttamento sostenibile di un corso d'acqua nei pressi dello stabilimento potendo contare sull'autoproduzione di energia rinnovabile grazie a due impianti idroelettrici.

PROGETTI AMBIENTALI: 75 ettari di foresta che saranno ripiantumati entro il 2020 grazie al progetto Voiala.
I problemi ambientali del Madagascar, situato nell'Oceano Indiano a sud est delle coste africane, sono evidenti. 

La foresta pluviale del Paese è stata quasi interamente distrutta a causa di diversi fattori, tra cui l'agricoltura intensiva, l'abitudine degli abitanti ad utilizzare come combustibile il carbone ricavato dal legno degli alberi tagliati e allevamento dei bovini. 
Nonostante il governo locale abbia sottoscritto molti degli accordi internazionali per proteggere l'ambiente, l'attuazione di quegli stessi accordi risulta spesso molto difficile. Per tutti questi motivi Favini ha deciso di intervenire proprio in Madagascar, nel tentativo di ripristinare parte della foresta distrutta.

Voiala è un progetto a lungo termine, iniziato nel 2009, con valenze ambientali, economiche e sociali. Consiste da un lato nel rimboschimento di una parte della foresta andata distrutta in Madagascar, dall'altro nella sensibilizzazione degli abitanti del villaggio di Sahavondronina, affinché migliorino il loro modo di fare agricoltura. Il luogo è stato scelto perché le colline vicino al villaggio hanno subito una forte deforestazione e perché prima dell'intervento promosso da Favini i campi attorno al villaggio erano diventati sterili.

Il progetto punta inoltre a tutelare i 2.000 ettari di foresta vergine ancora intatti adiacenti al villaggio e a incentivare forme di ecoturismo nell'area. Quest'anno è stato dato nuovo impulso al progetto prevedendo per i prossimi quattro anni 2017-2020 finanziamenti a supporto delle comunità locali.

Dichiara Eugenio Eger, AD di Favini: "Raccogliere e comunicare i dati relativi all'impegno a favore dell'ambiente rappresenta per Favini un momento di grande orgoglio. Testimonia, infatti, una realtà per noi importante: essere riusciti a coniugare - con successo - l'eccellenza nel nostro settore e il rispetto per il territorio. Ci impegniamo ogni giorno per fare in modo di ridurre l'impatto della nostra attività, con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'aria e delle acque. Investiamo energie e risorse per essere sempre all'avanguardia in tema ambientale e raccogliamo, con piacere ed entusiasmo, le nuove sfide sulla sostenibilità".

mercoledì 1 novembre 2017

Sostenibilità ambientale: +28% di acquisti on line nel 2017, le prospettive di Comieco per pack più sostenibili

Risultati immagini per Imballaggi a Base Cellulosica
CONVEGNO - LA SCATOLA A DOMICILIO: 
LA SOSTENIBILITÀ DEGLI IMBALLAGGI NELL'ERA E-COMMERCE

Nel 2017 boom degli acquisti on line di prodotti con + 28%: insieme ai click, cresce la necessità di imballaggi sempre più sostenibili

Per oltre il 78% degli italiani che comprano in rete un packaging concepito con criteri sostenibili contribuisce a migliorare la brand reputation di un'azienda. 

Comieco svela come carta e cartone siano alleati per un commercio elettronico a basso impatto ambientale. 

Milano - Fare shopping dal computer di casa è comodo e semplice: una vera e propria rivoluzione. 

Con l'aumento degli acquisti crescono anche gli imballaggi prodotti, trasportati, utilizzati e che devono essere correttamente conferiti a riciclo.

Come gestire il cambiamento? Questo il principale tema che Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a Base Cellulosica) ha affrontato lo scorso  31 ottobre 2017 nel convegno "La scatola a domicilio: la sostenibilità degli imballaggi nell'era dell'ecommerce"con la partecipazione, tra gli altri, di Mario Bagliani di NetcommAgnese Pallaro del Politecnico di TorinoMauro De Cillis di Amsa. 

Il suono del citofono che annuncia l'arrivo del corriere espresso con una bella scatola da aprire è ormai un'abitudine, come testimoniano gli ultimi dati del settore: secondo i dati dell'Osservatorio Ecommerce del Politecnico di Milano, nel 2017 il valore degli acquisti di prodotti on line (tra i quali food & grocery, arredamento e home living, editoria, beauty e giocattoli) è stato di 12,2 miliardi di euro, in crescita del 28% rispetto all'anno precedente, e per la prima volta ha superato quello dei servizi, pari invece a 11,4 miliardi di euro (+7%)

Il paniere degli acquisti on line si sta quindi lentamente avvicinando a quello rilevato nei principali mercati più evoluti, dove i prodotti incidono circa per il 70%

L'acquisto di prodotti genera circa 150 milioni di ordini all'anno, che si traducono in consegne e, di conseguenza, in scatole movimentate: tanti click, tanti pacchi e, quindi, tanti imballaggi da smaltire. 

Un incremento che trova riscontro anche nel settore cartario italiano: la prossima apertura di due nuove grandi cartiere (ad Avezzano e Mantova), prevede l'immissione in circolo di 600mila tonnellate di cartone in più ogni anno, di cui si stima che fino a 300mila tonnellate potranno venire utilizzate per le vendite online B2C o B2B.

Tante scatole in circolo, altrettante che dovranno essere smaltitesecondo i dati Netcomm, nella valutazione dell'imballaggio, il 21% dei consumatori apprezza la sua riciclabilità. 

Una volta aperto il pacco contenente il proprio acquisto bisogna infattipensare a conferirlo correttamente nella raccolta differenziataun principio che vale per tutta l'Italia e le grosse metropoli si stanno attrezzando. 

A Milano, per esempio, Amsa, in collaborazione con Comiecoha avviato la raccolta porta a porta del cartone in 13.000 utenze domestiche della zona nord ovest di Milano, con la previsione di raggiungere tutta la città entro il 2019. 

Una scelta che si lega agli ultimi dati di raccolta in città, numeri particolarmente significativinella sola città di Milano la quota di cartone raccolta nel 2017 è in crescita del 6,6% rispetto all'anno precedente, passando dalle 16.054 tonnellate del 2016 alle 17.120 tonnellate del 2017. 

Ma il corretto conferimento è solo l'ultima parte di un percorso più ampio: secondo l'analisi del Politecnico di Torino, innovazione e attenzione all'impatto ambientale devono andare di pari passo, considerando una sostenibilità che sia di sistema, dalla logistica alla progettazione.


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venerdì 13 gennaio 2012

La Valle Degli Orti: qualità ecosostenibile

La Valle Degli Orti, marchio del Gruppo Nestlé, è nota per la qualità dei suoi prodotti, che nasce dalla passione e dall’entusiasmo che contraddistinguono i lavoratori di tutta la filiera. È proprio per questi lavoratori e per l’ambiente che li circonda, oltre che per i propri consumatori, che da anni La Valle Degli Orti ha deciso di intraprendere un cammino di sostenibilità ambientale che riguarda:
  • La produzione agricola, che combina tradizione e innovazione per risultati naturali e di qualità
  • La raccolta delle materie prime, che avviene sempre in zone di coltivazione scelte
  • Il packaging e il trasporto, sempre più nel rispetto della sostenibilità ed efficienza. 



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