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domenica 4 marzo 2018

Energia sostenibile. Italia terza nella classifica europea per consumi da fonti rinnovabili


Italia terza nella classifica europea per consumi da fonti rinnovabili

Pubblicati due studi del GSE: il primo effettua la comparazione tra i Paesi della UE a 28. Il secondo individua le buone pratiche urbane in materia di sviluppo sostenibile

Roma, 4 marzo 2018. L'Italia è il terzo Paese in Europa per consumi energetici alimentati da fonti rinnovabili e rappresenta circa l'11% di tutta l'energia da fonte rinnovabile consumata nell'Unione Europea
Rispetto a una media dell'Europa a 28 del 17,04%, il nostro Paese ha una quota complessiva di consumi energetici da rinnovabili pari al 17,41%. 
Nel settore elettrico tale quota ammonta al 34,01%, quasi 5 punti percentuali in più rispetto al 29,60% della media europea, mentre negli altri settori i risultati conseguiti sono allineati con la UE: 18,88% nel settore termico e 7,24% nel settore dei trasporti rispetto ai valori medi europei del 19,06% e del 7,13%. 
Sono questi alcuni dei dati contenuti nello studio redatto dal GSE dal titolo "Fonti Rinnovabili in Italia e in Europa, verso gli obiettivi al 2020", che riporta le statistiche complete, riferite al 2016, del settore green a livello europeo, evidenziando l'ottimo posizionamento dell'Italia rispetto a molti partner UE in termini di utilizzo delle fonti rinnovabili.
Se si guarda all'evoluzione registrata nel periodo 2005-2016, la Germania è, in termini assoluti, il Paese che ha aumentato di più i consumi da fonti rinnovabili, incrementandoli di 18,1 Mtep. 
 L'Italia, che con un incremento di 10,4 Mtep è al secondo posto della classifica a pari merito con la Gran Bretagna, ha raddoppiato in undici anni i propri consumi di energia "green" portandoli dai 10,7 Mtep del 2005 ai 21,1 Mtep del 2016
Ciò significa, in termini percentuali, che su un consumo complessivo europeo di 195 Mtep di energia da fonti rinnovabili, l'Italia rappresenta circa l'11%: una percentuale che pone il nostro Paese al terzo posto nella classifica dei consumi da FER dopo Germania e Francia e prima del Regno Unito. 
Se si guarda invece ai consumi complessivi di energia (anche da fonte fossile), il nostro Paese risulta al quarto posto coprendo il 10,6% del totale europeo. 
Nello studio, inoltre, si legge che da sole Germania, Francia, Regno Unito e Italia coprono oltre la metà dei consumi complessivi dell'Europa a 28.
Il secondo studio pubblicato dal GSE, dal titolo "Città sostenibili: buone pratiche nel mondo" parte dal presupposto che i centri urbani possano e debbano giocare un ruolo da protagonisti per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, così come indicato nell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. 
Una consapevolezza derivante dal fatto che nei centri urbani si concentra l'80% delle attività economiche globali e, di conseguenza, la maggior parte delle emissioni climalteranti
Lo studio GSE individua alcune buone pratiche ed esperienze virtuose sperimentate in città del mondo di differenti dimensioni, condizioni e localizzazioni, potenzialmente applicabili anche ad altri centri urbani.
Tra le città analizzate figurano ad esempio:
  • Milano, vincitrice dell'Eurocities Award nel 2015, grazie a progetti come l'Area C, una nuova linea della metropolitana e il Pass Mobility, che hanno consentito di ridurre l'uso dell'auto privata del 30%; 
  • Zurigo, al primo posto nel 2016 per il Sustainable Cities Index relativo alle buone pratiche di sostenibilità urbana, soprattutto in tema di riduzione delle emissioni
  • Anversa, che ha avviato il Market Place Mobility, per decongestionare il traffico attorno a quello che è il secondo porto più grande d'Europa; 
  • Parigi, che nel 2015 ha ospitato la COP 21, summit internazionale sui Cambiamenti climatici, e sta puntando molto sulla mobilità elettrica, anche attraverso piani di aiuti per i taxi, e fondi di garanzia per sostenere la bancabilità di progetti nel comparto dello sviluppo sostenibile.

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martedì 7 novembre 2017

Mobilità sostenibile: al via il contest "My Sustinable City"

My Sustinable City: un premio per la mobilità sostenibile all'interno di MFR17

Partecipa al contest promosso da Eni, ACI e rivista Energia realizzato in occasione dell’edizione 2017 della Maker Faire Rome


My Sustainable City è il premio promosso da Eni, ACI e dalla rivista ENERGIA che nasce dalla volontà di individuare, supportare e diffondere la realizzazione di soluzioni tecnologiche innovative in tema di mobilità.
Cerchiamo soluzioni che consentano di incrementare la qualità della vita dei cittadini che quotidianamente si spostano e/o di migliorare la qualità dell’aria nei grandi centri urbani, per una città ed una mobilità sicura, sostenibile e accessibile a tutti.
Chi può partecipare
La partecipazione al contest  è gratuita e, oltre ad essere espressamente rivolta alla comunità Maker, è aperta a tutti (persone fisiche, italiane o straniere, società, enti, associazioni, fondazioni, e/o altre entità giuridiche, con residenza o sede in Italia o in altro paese dell’Unione Europea).
I temi
Lo scopo del contest è trovare soluzioni per incrementare la qualità della vita dei cittadini che quotidianamente si spostano e migliorare la qualità dell’aria nei grandi centri urbani, per una città ed una mobilità sicura, sostenibile e accessibile a tutti.
I temi :
  • l’analisi e le possibili modalità di gestione dei big data disponibili sulla mobilità urbana ed in particolare sui flussi di traffico dei mezzi di trasporto (privati e pubblici, car sharing incluso) per ottimizzare sistemi di mobilità e servizi esistenti (es. aree di copertura del car sharing, percorsi dei mezzi pubblici, uso dei parcheggi, informazioni sui servizi disponibili, accesso ai servizi, etc.) a beneficio dei cittadini e dell’ambiente;
  • la progettazione di soluzioni innovative per le infrastrutture di mobilità (ad es. innovative organizzazioni delle sedi stradali finalizzate ai modi di trasporto innovativi e sostenibili) e per i servizi di mobilità (ad es. nuove regole di organizzazione dei servizi di trasporto collettivo), con l’identificazione dei requisiti hardware (es. materiali e tecnologie costruttive, mezzi di trasporto, parcheggi dedicati al car sharing ed all’intermodalità tra mezzi privati e pubblici) e software (app/dati fruibili per facilitare le informazioni sul traffico e la disponibilità di parcheggi/mezzi disponibili, per acquistare ticket e/o servizi on-line), per traguardare ulteriori ottimizzazioni; la predisposizione di analisi di fattibilità tecnica ed economica, inclusa  la stima costi-benefici, a supporto delle soluzioni proposte.
Premi
Nell’ambito del Contest è prevista l’assegnazione e l’erogazione di 3 premi rispettivamente assegnati da ciascuno dei Promotori:
  • 1 pacchetto di ospitalità (pernottamento, vitto, pass e walkabout) in occasione del GP di Formula 1 2018 di Monza, comprensivo di visita al Centro Ricerche Eni di Bolgiano, cuore della ricerca sui green fuels ad alte prestazioni.Il premio sarà erogato da Eni per un valore massimo complessivo di Euro 10.000 (Euro diecimila/00).
  • 1 pacchetto di lezioni di guida sicura personalizzati, base e advanced più corso specifico guida vetture elettriche, della durata di due giorni presso Autodromo di Vallelunga (pernottamento e vitto compresi) erogato da ACI per un valore massimo complessivo di Euro 10.000 (Euro diecimila/00)
  • 1 abbonamento a “Rivista Energia” della durata di un 1 anno erogato da Rivista Energia.
Ai vincitori del contest la Maker Faire Rome assegnerà uno spazio espositivo gratuito per la presentazione del progetto durante l’evento.

Come partecipare
Per partecipare al Contest è necessario sottoporre la candidatura, entro il 15 novembre 2017 all’indirizzo 
https://makers.makerfairerome.eu/my-sustainable-city
progetti presentati alla Call for Makers 2017 di Maker Faire Rome partecipano di diritto al contest.

Leggi il  Regolamento contest My Sustainable City:
www.makerfairerome.eu/wp-content/uploads/2017/10/regolamento_contest_my_city.pdf

Proponi il tuo progetto entro il 15 novembre:
https://makers.makerfairerome.eu/my-sustainable-city

…registrandoti alla Call for Makers il tuo progetto potrà essere selezionato per esporre a Maker Faire Rome 2017 gratuitamente anche se non sarai selezionato per il contest. 


Copyright © CorrieredelWeb.it 

martedì 24 ottobre 2017

Sviluppo sostenibile e Smart City. ICity Rate 2017: Milano è la più eco-sostenibile d'Italia, Bologna e Firenze sul podio

ICity Rate 2017: Milano la città più "smart" d'Italia, Bologna e Firenze sul podio
Le città italiane più intelligenti sono anche quelle più vicine agli obiettivi globali di sviluppo sostenibile.
Nel ranking nazionale bene i capoluoghi emiliano-romagnoli. 

Bergamo e Trento le inseguitrici più dinamiche. Male il Sud: le città meridionali in coda alla classifica.
I risultati del rapporto ICity Rate 2017 di FPA con la classifica delle smart city italiane tra 106 comuni capoluogo

Milano, 24 ottobre 2017 - Milano è la Smart City più avanzata in Italia: si conferma al primo posto per il quarto anno consecutivo, staccando le altre città in particolare per crescita economica, mobilità sostenibile, ricerca/innovazione, trasformazione digitale, con ottimi risultati anche nella partecipazione dei cittadini e nella gestione dei beni comuni. 

Anche se in questa edizione il distacco del capoluogo lombardo è quasi azzerato, per l'introduzione di variabili ambientali come il consumo di suolo (in cui si colloca al 97esimo posto) e qualità dell'aria (98esimo), che ne riduce la distanza dalle città inseguitrici. 

Al secondo posto, infatti, la tallona Bologna, medaglia d'argento con solo due punti di distanza dal vertice (contro gli oltre 50 del 2016), potendo vantare il primato nell'energia e nella governance e in generale un approccio complessivo di buon equilibrio nei diversi ambiti che compongono la "città intelligente". 

Firenze invece si riprende il terzo posto che aveva perso lo scorso anno, in particolare grazie a politiche per turismo sostenibile e cultura, crescita digitale, energia e ambiente.

Seguono poi Venezia, Trento, Bergamo, Torino, Ravenna, Parma e Modena a completare la "top ten" delle Smart City italiane, in cui si scorge un forte blocco di città emiliano-romagnole, esempi di successo per sostenibilità, inclusione e innovazione. E in cui si evidenzia la forte accelerazione di Bergamo (sesto posto con un salto di ben 5 posizioni rispetto all'anno scorso), grazie ai buoni risultati in crescita economica e ricerca/innovazione, e di Trento (quinto posto, 3 posizioni guadagnate), grazie ad ambiente e economia circolare. 

Nello sviluppo della Smart City sono in evidente ritardo le città del Sud: scorrendo la classifica dei 106 capoluoghi italiani oggetto di indagine, la prima a comparire è Cagliari, solamente al 47esimo posto. Mentre la coda del ranking è interamente occupata dalle città meridionali: all'ultimo posto Trapani, preceduta da Vibo Valentia, Caltanissetta, Agrigento, Crotone, Catanzaro, Enna, Catania, Foggia, Benevento. 

Di lenta crescita è il risultato di Roma, al 17esimo posto della classifica generale: pur con uno scatto in avanti di 4 posizioni, soprattutto grazie alla trasformazione digitale (diffusione banda larga ed ultra larga, open data, utilizzo dei social, servizi on line, etc) la Capitale si conferma indietro rispetto alle città di vertice in parametri cruciali per le grandi città come mobilità sostenibile, energia, occupazione, governance.

Sono alcuni dei risultati di ICity Rate 2017, il rapporto annuale realizzato da FPA, società del gruppo Digital360, per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso per diventare "smart", ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. FPA ha individuato e analizzato 15 dimensioni urbane che in ambito nazionale e internazionale definiscono traguardi per le città (povertà, istruzione, aria e acqua, energia, crescita economica, occupazione, turismo e cultura, ricerca e innovazione, trasformazione digitale e trasparenza, mobilità sostenibile, rifiuti, verde pubblico, suolo e territorio, legalità e sicurezza, governance). 

Le dimensioni tengono insieme 113 indicatori che, aggregati nell'indice finale ICity index, consentono di stilare la classifica finale tra 106 comuni capoluogo. Poiché è impossibile progettare e governare delle Smart City senza tener conto degli obiettivi di sostenibilità introdotti dall'Agenda 2030 dell'ONU, FPA li ha introdotti nella sesta edizione.

"La Smart City del futuro deve essere anche sostenibile, ma i risultati del rapporto ICity Rate 2017 evidenziano complessivamente un ritardo del sistema urbano italiano nei confronti degli obiettivi di sostenibilità, che rischia di limitare l'attrattività e la vivibilità dei nostri centri urbani – rileva Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA –. I 106 comuni capoluogo analizzati raccontano un'Italia delle città senza una politica coordinata e un quadro di riferimento condiviso per rispondere a grandi sfide come cambiamento climatico, povertà, mobilità sostenibile, consumo di suolo e sicurezza. Serve un coordinamento di tutti i livelli di governo con al centro la dimensione urbana, perché nelle città si addensano i problemi sociali ed economici, ma si trovano anche le competenze e le risorse per risolverli".

"Milano, Bologna e Firenze, le tre città al vertice di ICity Rate 2017, rappresentano modelli diversi di sviluppo e di governance urbana in grado di portare risultati importanti – prosegue Dominici –. Milano, trainata dal dinamismo economico e dalla capacità di innovare processi decisionali e servizi, è la più solida 'piattaforma abilitante' per la Smart City del Paese, ma sconta un disallineamento nella sostenibilità ambientale e in parte in quella sociale. Bologna punta a tenere insieme qualità dell'ambiente, politiche di welfare e di innovazione territoriale in un equilibrio complessivo. Firenze è salda nelle sue vocazioni, il turismo e la cultura, che sono motore di sviluppo economico ma la portano anche a fare i conti con impatti sociali e ambientali. Inoltre, si nota il rafforzamento del sistema urbano emiliano-romagnolo, che rappresenta una struttura baricentrica per il resto d'Italia, e l'importanza delle città intermedie del centro-nord che sono una connessione tra le aree metropolitane. Risulta pesante invece il ritardo strutturale di gran parte delle città del Sud e quello di Roma, su cui si evidenzia solo qualche debole segnale di movimento".

ICity Rate 2017 - Le prime 10 città in classifica
POSIZIONE 2017 Città PUNTEGGIO
1
Milano
599,1
2
Bologna
597,4
3
Firenze
571,1
4
Venezia
553,3
5
Trento
545,8
6
Bergamo
538,1
7
Torino
532,9
8
Ravenna
517,6
9
Parma
513,9
10
Modena
513,3

Il podio - Milano rimane salda al primo posto per il quarto anno consecutivo, ribadendo la sua eccellenza in molte dimensioni oggetto di indagine. Distanzia in modo significativo la maggior parte delle altre città per crescita economica, mobilità sostenibile, ricerca e innovazione e trasformazione digitale, mostrando un ottimo posizionamento anche per innovazione sociale, progettazione innovativa per lo sviluppo urbano e amministrazione condivisa. È al primo posto nel 20% degli indicatori oggetto di indagine. 

Ad esempio per produttività, con 46.227 euro di valore aggiunto pro-capite (contro una media italiana di 22.751), per imprenditorialità, con 12,9 imprese attive per 100 abitanti (contro 8,9 di media), per diffusione di banda ultra larga, con 9,5% abbonamenti sulla popolazione residente (media 1,4%), per diffusione del coworking, con il 22,5% del totale dei servizi offerti in Italia (media 0,8%), per diffusione di home banking, con 70,8% di clienti ogni 100 residenti (42,7% di media), per offerta di trasporto pubblico locale, con 16.218 posti a Km per abitante offerti (media 2.391), per diffusione di bike sharing, con 3,5 biciclette disponibili ogni 1000 abitanti (media 0,5). 

Tuttavia, Milano è anche la città che più ha risentito dell'introduzione di variabili ambientali nella ricerca come il consumo di suolo (97° posto), la qualità dell'aria (98°). E un suo punto debole resta legalità e sicurezza, in cui anche quest'anno si posiziona al fondo della classifica (83°).

Bologna recupera la distanza con solo due punti dal vertice, potendo mostrare la medaglia d'oro nell'energia e nella governance e quella di argento nella trasformazione digitale e occupazione. 

Dai risultati del rating 2017 però mostra soprattutto un approccio complessivo equilibrato che non la fa scendere nella parte bassa della classifica in nessuna delle 15 dimensioni analizzate, con l'eccezione delle policy su suolo e vulnerabilità territoriale (69°). Firenze si riprende il terzo posto che aveva perso lo scorso anno, risultando la prima città italiana per policy legate alla promozione di turismo sostenibile, che crea posti di lavoro e promuove cultura e prodotti locali. 

Ma vanno molto bene anche istruzione (4 fiorentini tra i 30 e 34 anni su 10 sono laureati), crescita economica e occupazione (72,7% è il tasso di occupazione per il 2016, oltre il 10% in più rispetto alla media italiana nelle città), politica ambientale, investimento per la trasformazione digitale e l'innovazione del modello di governance della città. I punti di debolezza di Firenze invece sono differenti dalle altre città metropolitane: la qualità dell'acqua e dell'aria (87° posto), il consumo di suolo (69°) e la legalità (70°).

Il dinamismo delle città medie - Nella top ten due città medie sono in forte accelerazione. Trento è salita al quinto posto dall'ottavo del 2016, trainata da valori sopra la media nazionale per tutti e 15 gli ambiti di policy, il primo posto nella gestione dei rifiuti urbani e un posizionamento nelle prime 10 città d'Italia per turismo e cultura (9°) e politiche di contrasto alla povertà (10°). Bergamo è salita al sesto posto con un salto di ben 5 posizioni, grazie a ottimi valori nella crescita economica e nella ricerca – innovazione (terza), ma anche in mobilità sostenibile (quinta). È ottimo il posizionamento delle città emiliane-romagnole, che guadagnano quattro posti su dieci nella top ten, a cui si aggiunge Reggio Emilia in 11esima posizione (tre in più dello scorso anno). Un risultato merito di un approccio che da tempo scommette su una crescita sostenibile e inclusiva in una logica di condivisione e di collaborazione multi-stakeholders. 

Le città metropolitane - Crescono complessivamente le città metropolitane anche se restano lontane dalla sostenibilità. Cinque delle 10 città metropolitane italiane sono nella top ten di ICity Rate 2017: oltre a Milano, Bologna e Firenze, c'è Venezia in quarta posizione e Torino in settima. Migliorano i risultati per più della metà dei capoluoghi metropolitani: crescono Roma, Genova, Cagliari, Napoli, Messina e Reggio Calabria. Merito dei buoni risultati in dimensioni rilevanti come istruzione, energia, crescita economica, trasformazione digitale, cultura e turismo e mobilità sostenibile. Anche se i capoluoghi metropolitani sono fanalino di coda del Paese per legalità e sicurezza, ambiente e gestione delle risorse naturali.

La Capitale lentamente si muove. Roma rimane lontana dalla vetta ma quest'anno registra uno scatto in avanti di 4 posizioni (dal 21 al 17), grazie soprattutto ai valori nella trasformazione digitale (diffusione banda larga ed ultra larga, open data, utilizzo dei social, servizi on line, ecc) che la fanno salire a un inedito terzo posto in questo ambito. Per il resto, salvo un quinto posto in cultura e turismo, rimane arretrata in gran parte dei settori che dovrebbero caratterizzare città di grandi dimensioni: 33° posto nella mobilità sostenibile, 49° in energia, 26° in occupazione, 37° in governance.

La distribuzione geografica - Sono a Nord Est le città più Smart nel 2017, ma il Nord Ovest è vicino e il Centro si scosta di poco soprattutto grazie alla qualità delle risorse naturali e alle politiche di salvaguardia. Il Sud invece è molto indietro rispetto al resto d'Italia sia nelle dimensioni legate all'economia e all'innovazione, che in quelle del welfare, nelle politiche di contrasto della povertà, nel turismo e cultura. Se guardiamo ai valori medi la distanza tra le città del Nord Est (494) e quelle del Sud e delle Isole (302) è di circa 200 punti. Nel meridione però spiccano alcune eccellenze. Su tutte Cagliari, che anche per il 2017 è la prima città del Sud in graduatoria: dalla 54esima posizione 2016, quest'anno entra nella metà alta della classifica con il 47° posto. Tra le prime 15 città del Sud ci sono anche gli altri due comuni sardi analizzati, Sassari e Oristano, a conferma del percorso di crescita dell'isola. Ma anche le città abruzzesi hanno complessivamente un buon posizionamento.

venerdì 6 ottobre 2017

Coordinamento Agende 21 Locali Italiane: chiusa a Mantova la XX Assemblea Nazionale del

CHIUDE A MANTOVA LA 20a ASSEMBLEA NAZIONALE
DEL COORDINAMENTO AGENDE 21 LOCALI ITALIANE

«Ben venga la Strategia nazionale per lo Sviluppo sostenibile, ma è delle città e dei territori il compito faticoso di declinarla». 
«Noi poco ascoltati: mancano strumenti e risorse».

Dalla due giorni un documento per il Ministero dell’Ambiente.



Mantova, 6 ottobre 2017 – «La Strategia nazionale per lo Sviluppo sostenibile è una tappa importante per l’Italia, ma alla fine la declinazione concreta poi si fa sui territori e nelle nostre città: è qui che ogni giorno siamo impegnati a disegnare politiche pubbliche che contemplino gli obiettivi di Agenda 2030 e a sviluppare con fatica azioni e progettualità che muovano in questa direzione». 

È il monito rivolto al Governo dal Coordinamento Agende 21 locali italiane – quasi 420 realtà tra Regioni, Province e Comuni –, che chiude oggi a Mantova la sua 20a Assemblea.

Intitolata “Trasformare il nostro mondo: gli obiettivi per le città sostenibili” e organizzata in collaborazione con il Comune di Mantova, la due giorni ha tracciato un panorama delle azioni e dei progetti già attivi sui territori nel percorso di raggiungimento degli obiettivi Agenda 2030 fissati dall’Onu, obiettivi che il Governo italiano ha appunto da poco recepito nella sua strategia nazionale. Ma accanto alle numerose e virtuose esperienze a confronto, in queste giornate sono emerse con forza anche le difficoltà e le vulnerabilità delle città.

«La politica nazionale è spesso concentrata sui “megapiani” strategici – dice Adriana Nepote, presidente del Coordinamento A21 locali –, ma dimentica poi di tradurli in piani operativi con focus specifici e in strumenti mirati, entrambi indispensabili. Ora abbiamo con urgenza bisogno di linee guida chiare e di concretezza, come è stato almeno in parte con il finanziamento nazionale di progetti per la riqualificazione delle periferie». 

«I nostri Comuni, che sono di fatto i “bracci operativi”, faticano ancora parecchio a tenere lo sguardo ampio su una sostenibilità declinata a 360°: ambientale, sociale, economica – continua la presidente Nepote –. E soprattutto resta ancora molto, troppo, sulle loro spalle il peso grave e la responsabilità di dotarsi di strumenti e di risorse adeguati per progettare e implementare le proprie azioni. Questo vale, inevitabilmente, in particolare per le città più piccole, che però sono di fatto la stragrande maggioranza delle città italiane».

Approvata lo scorso 2 ottobre dal Consiglio dei Ministri, la Strategia si appresta a essere formalizzata dal Cipe-Comitato interministeriale per la programmazione economica entro l’anno: nel frattempo, lo ha annunciato lo stesso Galletti, sarà avviata una consultazione aperta a enti locali e società civile.

E proprio da quanto emerso nel confronto fitto dell’assemblea mantovana prenderà forma il nucleo del documento che il Coordinamento Agende 21 invierà al Ministero come suo contribuito al dibattito nazionale

Avrà anzitutto come obiettivo quello di chiedere che nella strategia nazionale sia valorizzato e adeguatamente supportato il ruolo operativo delle città.

Lo ammette anche lo stesso Giovanni Brunelli, dirigente Divisione Sviluppo sostenibile, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, intervenuto a Mantova: «Il concetto di sostenibilità è finalmente stato metabolizzato dalle politiche delle amministrazioni purtroppo più a livello locale che nazionale. Sono ottimista che non mancherà un ulteriore sviluppo in questa direzione, per integrare le politiche ambientali con politiche di sostenibilità. Ed è per questo che ora in merito alla Strategia nazionale per lo Sviluppo sostenibile, il Ministero dell’ambiente gestirà uno spazio di confronto per coinvolgere amministrazioni locali e società civile».

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